Fonte: Confagricoltura
L’evento che si è tenuto oggi in Puglia, ad Altamura, in un’antica masseria sequestrata alla mafia, è il terzo in una serie di sette, in avvicinamento ad #Expo2015. Gli eventi sono inseriti nel programma di #filiereintelligenti avviato da Anga (Giovani di Confagricoltura) con i Giovani di Federalimentare e Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche), in partnership con il ministero dell’Istruzione, Unione Università del Mediterraneo e Italiacamp.
Il progetto #filiereintelligenti mette in contatto fra loro il mondo dell’istruzione, dell’università, della ricerca e quello imprenditoriale sui temi della qualità dei prodotti agro-alimentari e della sostenibilità produttiva.
La tavola rotonda ha affrontato temi scottanti come l’Italian sounding (la produzione di alimenti il cui nome ricorda quelli Made in Italy), la lotta alle frodi alimentari, gli strumenti della certificazione di qualità e i progetti di riutilizzo dei beni sottratti alle agromafie.
Molti gli interventi interessanti. Il presidente dei giovani di Confagricoltura, Raffaele Maiorano, ha messo in evidenza che “Il Made in Italy agroalimentare è fondamentale per la nostra economia e ha un effetto trainante per altri settori. Le frodi rappresentano perciò un danno enorme. Discorso diverso è l’Italian Sounding – ha precisato - che in qualche modo contribuisce al successo internazionale dei nostri prodotti. Ma il fenomeno andrebbe limitato. E’ una battaglia complessa, dai controlli sulle importazioni, agli aspetti normativi, alla garanzia di una sempre maggiore informazione dei consumatori”.
Da parte sua, Francesco Divella, presidente dei Giovani Imprenditori di Federalimentare, ha affermato nel corso dei lavori: "A livello mondiale, il mercato della contraffazione alimentare italiana, insieme a quello dell’Italian Sounding, continua purtroppo a nutrire un giro di affari che si aggira intorno ai 60 miliardi di euro: quasi la metà dell’intero fatturato dell’Industria Alimentare italiana (132 miliardi di Euro) e più di due volte il suo export (26 miliardi di Euro). Di questi 60 miliardi - ha aggiunto - circa 6 riguardano la contraffazione vera e propria e i restanti 54 miliardi l’imitazione dei nostri prodotti. Di fronte a queste cifre è chiaro che la lotta all'illegalità diviene sempre più una priorità per il nostro settore".
Antonio Logrieco, direttore dell'Ispa/Cnr, ha affermato in linea generale che “il supporto della ricerca è imprescindibile per una maggiore competitività del Made in Italy agroalimentare”. E ha precisato in merito che “il CNR gioca un ruolo fondamentale con il suo dipartimento bioagroalimentare che dedica ben 800 ricercatori alla ricerca nelle diverse filiere”.
Infine, Patrizia Marini, Presidente della Rete Nazionale degli Istituti agrari (RENISA), ha dichiarato: "È una giornata particolare, in cui la legalità viene ristabilita in un luogo molto caro alla Puglia, creando una speranza per i giovani che lavoreranno in questa masseria. La sinergia tra i due progetti 'Più scuole meno mafia' e '#filiere intelligenti' rappresenta un'opportunità davvero unica nel suo genere”.
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giovedì 15 gennaio 2015
mercoledì 23 luglio 2014
DL COMPETITIVITA’, MAIORANO (GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA): “MUTUI A TASSO ZERO PER L’INSEDIAMENTO E PER LA CRESCITA”
Fonte: Confagricoltura
“Ci piace la sensibilità dimostrata dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi e da tanti parlamentari nel sostenere le proposte della nostra associazione per favorire l’ingresso e la permanenza dei giovani imprenditori in agricoltura”. Lo ha detto il presidente dei giovani agricoltori di Confagricoltura, Raffaele Maiorano commentando gli emendamenti approvati in commissione agricoltura al Dl Competitività. ”Va sanata anche – ha proseguito - l’anomalia italiana, che vede il 37,2% delle aziende condotto da una persona di 65 anni o più e il 72,4% da un ultracinquantenne. A parere del Centro Studi di Confagricoltura gli imprenditori agricoli ‘under 35’ sul totale degli iscritti al Registro delle Imprese continua a diminuire anche fra le aziende agricole che producono per il mercato”. In particolare sono importantissimi, a parere dell’Anga, i mutui a tasso zero per i giovani imprenditori sotto i 40 anni, riservati non solo a chi si insedia, ma anche a coloro che imprenditori agricoli lo sono già, ma hanno voglia di sviluppare e consolidare la propria impresa. “Sebbene il nostro sia uno dei pochi comparti in attivo – ha osservato Maiorano – finora avevano pochissimi strumenti da proporre alle ‘new entry’ e a chi ha voglia di crescere”. “Siamo convinti – ha concluso il presidente dell’Anga - che questo importante provvedimento andrà avanti a livello nazionale ed europeo e riuscirà a promuovere un’agricoltura moderna, che abbia misure sufficienti per crescere, fare la sua parte nella lotta alla disoccupazione, ridurre il deficit agroalimentare nazionale e incrementare l’export delle nostre eccellenze nel mondo”.
“Ci piace la sensibilità dimostrata dalla senatrice Maria Teresa Bertuzzi e da tanti parlamentari nel sostenere le proposte della nostra associazione per favorire l’ingresso e la permanenza dei giovani imprenditori in agricoltura”. Lo ha detto il presidente dei giovani agricoltori di Confagricoltura, Raffaele Maiorano commentando gli emendamenti approvati in commissione agricoltura al Dl Competitività. ”Va sanata anche – ha proseguito - l’anomalia italiana, che vede il 37,2% delle aziende condotto da una persona di 65 anni o più e il 72,4% da un ultracinquantenne. A parere del Centro Studi di Confagricoltura gli imprenditori agricoli ‘under 35’ sul totale degli iscritti al Registro delle Imprese continua a diminuire anche fra le aziende agricole che producono per il mercato”. In particolare sono importantissimi, a parere dell’Anga, i mutui a tasso zero per i giovani imprenditori sotto i 40 anni, riservati non solo a chi si insedia, ma anche a coloro che imprenditori agricoli lo sono già, ma hanno voglia di sviluppare e consolidare la propria impresa. “Sebbene il nostro sia uno dei pochi comparti in attivo – ha osservato Maiorano – finora avevano pochissimi strumenti da proporre alle ‘new entry’ e a chi ha voglia di crescere”. “Siamo convinti – ha concluso il presidente dell’Anga - che questo importante provvedimento andrà avanti a livello nazionale ed europeo e riuscirà a promuovere un’agricoltura moderna, che abbia misure sufficienti per crescere, fare la sua parte nella lotta alla disoccupazione, ridurre il deficit agroalimentare nazionale e incrementare l’export delle nostre eccellenze nel mondo”.
venerdì 4 aprile 2014
GIOVANI IMPRENDITORI PROTAGONISTI DI EXPO 2015
Fonte: Confagricoltura
Raffaele Maiorano (Anga-Confagricoltura) al Tavolo istituzionale che si è aperto oggi a Milano
Si è aperto oggi, a Milano, nella sede di Expo, il Tavolo dei giovani imprenditori con i vertici di Expo 2015 ed i rappresentanti dei ministeri delle Politiche agricole, dell’Istruzione e dello Sviluppo economico, con l’obiettivo di aggregare le nuove generazioni del mondo datoriale per renderle protagoniste dell’Esposizione universale e mostrare come la capacità di aggregazione della young generation possa fare da trampolino di lancio alle eccellenze del ‘made in Italy’ . I dirigenti delle rappresentanze dei giovani imprenditori dei settori economici portanti dell’economia italiana - Confagricoltura, Cia, Confartigianato, Cna, Confcooperative, Federalimentare, Confapi, Confcommercio, Lega Coop - ed il Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori) intendono superare i confini nazionali e mettere le basi per realizzare un evento di spessore e qualità all’interno della prossima Expo. “Oltre il 17% del Pil italiano viene dal settore agroalimentare – sottolinea il presidente dei giovani di Confagricoltura Raffaele Maiorano – e attraverso questa nostra collaborazione intendiamo costruire un sistema di rete tra le nostre associazioni capace di far ancora crescere questa percentuale. Mostreremo ai 20 milioni di visitatori attesi all’Expo le eccellenze che noi giovani imprenditori realizziamo nell’ambito dell’agroalimentare e dell’agronetwork in generale”. “Siamo professionisti nei nostri settori, sappiamo innovarci e rischiare, per crescere e far crescere con noi il nostro Paese. Abbiamo voglia di fare – conclude Maiorano - e siamo convinti che il nostro entusiasmo sarà contagioso e capace di invertire trend negativi, mettendo in luce le diverse professionalità. L’Expo, per tutti noi, sarà al tempo stesso una sfida da vincere e un punto di partenza per creare un network concreto”.
Raffaele Maiorano (Anga-Confagricoltura) al Tavolo istituzionale che si è aperto oggi a Milano
Si è aperto oggi, a Milano, nella sede di Expo, il Tavolo dei giovani imprenditori con i vertici di Expo 2015 ed i rappresentanti dei ministeri delle Politiche agricole, dell’Istruzione e dello Sviluppo economico, con l’obiettivo di aggregare le nuove generazioni del mondo datoriale per renderle protagoniste dell’Esposizione universale e mostrare come la capacità di aggregazione della young generation possa fare da trampolino di lancio alle eccellenze del ‘made in Italy’ . I dirigenti delle rappresentanze dei giovani imprenditori dei settori economici portanti dell’economia italiana - Confagricoltura, Cia, Confartigianato, Cna, Confcooperative, Federalimentare, Confapi, Confcommercio, Lega Coop - ed il Ceja (Consiglio europeo dei giovani agricoltori) intendono superare i confini nazionali e mettere le basi per realizzare un evento di spessore e qualità all’interno della prossima Expo. “Oltre il 17% del Pil italiano viene dal settore agroalimentare – sottolinea il presidente dei giovani di Confagricoltura Raffaele Maiorano – e attraverso questa nostra collaborazione intendiamo costruire un sistema di rete tra le nostre associazioni capace di far ancora crescere questa percentuale. Mostreremo ai 20 milioni di visitatori attesi all’Expo le eccellenze che noi giovani imprenditori realizziamo nell’ambito dell’agroalimentare e dell’agronetwork in generale”. “Siamo professionisti nei nostri settori, sappiamo innovarci e rischiare, per crescere e far crescere con noi il nostro Paese. Abbiamo voglia di fare – conclude Maiorano - e siamo convinti che il nostro entusiasmo sarà contagioso e capace di invertire trend negativi, mettendo in luce le diverse professionalità. L’Expo, per tutti noi, sarà al tempo stesso una sfida da vincere e un punto di partenza per creare un network concreto”.
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mercoledì 8 gennaio 2014
LAVORO,GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: PUNTARE SULL’AGRICOLTURA PER COMBATTERE LA DISOCCUPAZIONE
Fonte: Confagricoltura
“Come imprenditore e presidente di un’associazione giovanile non posso che essere preoccupato per una situazione che sta mettendo un’intera generazione fuori mercato. L’economia riparte solo se riparte il lavoro”. Lo ha detto Raffaele Maria Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura commentando i dati sull’occupazione diffusi oggi dall’Istat, che vedono un’ulteriore diminuzione degli occupati a novembre dello 0,2% rispetto al mese precedente (-55 mila) e del 2,0% su base annua (-448 mila). Il tasso di disoccupazione giovanile, a parere dell’Istat, è aumentato a novembre, toccando il 41,6% crescendo di 0,2 punti rispetto a ottobre e di quattro punti rispetto a novembre 2012. “E’ gravissimo che un giovane italiano su dieci non lavori. Sono convinto che le imprese agricole, se messe nelle condizioni di farlo – osserva Maiorano – possano offrire possibilità ed opportunità concrete e preziose, soprattutto per i giovani”. L’occupazione in Italia, per l’Anga, potrà ripartire puntando sull’agricoltura, in particolare sull’alimentare e sull’agriturismo. Cibo e Bel Paese incarnano l’immagine vincente dell’Italia nel mondo e il nostro settore può offrire opportunità ai giovani. L’export agroalimentare registra performance positive, un’opportunità che va assolutamente colta. Nonostante gli effetti perduranti della crisi ed il susseguirsi delle calamità naturali, che hanno fatto perdere reddito ed occupazione, tra 300 e 500 mila persone vengono assunte ogni anno dalle imprese associate a Confagricoltura. “Il 2014 potrebbe essere l’anno della riscossa nelle campagne, della ripresa di reddito ed occupazione - conclude Maiorano -. Le buone performance dell’agroalimentare sui mercati esteri ci confermano che la produzione di cibo, di innovazione, di verde, di benessere e di qualità della vita è il vero futuro del Paese. Impegniamoci tutti insieme e lavoriamo per raggiungere questo risultato”.
“Come imprenditore e presidente di un’associazione giovanile non posso che essere preoccupato per una situazione che sta mettendo un’intera generazione fuori mercato. L’economia riparte solo se riparte il lavoro”. Lo ha detto Raffaele Maria Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura commentando i dati sull’occupazione diffusi oggi dall’Istat, che vedono un’ulteriore diminuzione degli occupati a novembre dello 0,2% rispetto al mese precedente (-55 mila) e del 2,0% su base annua (-448 mila). Il tasso di disoccupazione giovanile, a parere dell’Istat, è aumentato a novembre, toccando il 41,6% crescendo di 0,2 punti rispetto a ottobre e di quattro punti rispetto a novembre 2012. “E’ gravissimo che un giovane italiano su dieci non lavori. Sono convinto che le imprese agricole, se messe nelle condizioni di farlo – osserva Maiorano – possano offrire possibilità ed opportunità concrete e preziose, soprattutto per i giovani”. L’occupazione in Italia, per l’Anga, potrà ripartire puntando sull’agricoltura, in particolare sull’alimentare e sull’agriturismo. Cibo e Bel Paese incarnano l’immagine vincente dell’Italia nel mondo e il nostro settore può offrire opportunità ai giovani. L’export agroalimentare registra performance positive, un’opportunità che va assolutamente colta. Nonostante gli effetti perduranti della crisi ed il susseguirsi delle calamità naturali, che hanno fatto perdere reddito ed occupazione, tra 300 e 500 mila persone vengono assunte ogni anno dalle imprese associate a Confagricoltura. “Il 2014 potrebbe essere l’anno della riscossa nelle campagne, della ripresa di reddito ed occupazione - conclude Maiorano -. Le buone performance dell’agroalimentare sui mercati esteri ci confermano che la produzione di cibo, di innovazione, di verde, di benessere e di qualità della vita è il vero futuro del Paese. Impegniamoci tutti insieme e lavoriamo per raggiungere questo risultato”.
venerdì 18 ottobre 2013
MAIORANO (ANGA-CONFAGRICOLTURA): DALLA PAC NUOVE OPPORTUNITA’ PER I GIOVANI DA COGLIERE ASSOLUTAMENTE
Fonte: Confagricoltura
E’ la prima volta che nella storia della Pac le misure per i giovani sono così forti. Il nostro è un settore che ‘tira’. Lavorare e impegnarsi in azienda non è più un obbligo dettato da un ‘vincolo ereditario’, ma è diventata una valutazione consapevole, che dimostra quanto le nuove generazioni abbiano finalmente incominciato a rendersi conto dell’importanza dell’agricoltura, che produce cibo, ambiente, energia e qualità della vita. L’attenzione agli ‘under 40’ è uno degli elementi chiave della riforma, un’opportunità che l’Italia deve cogliere in pieno”. Lo ha detto Raffaele Maria Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura, intervenendo oggi all’incontro “Giovani agricoltori, fare impresa con la nuova PAC", organizzato da Edizioni L'Informatore Agrario con la Regione Puglia e Federunacoma ad Agrilevante. L’accordo politico raggiunto su tutti e quattro i dossier della nuova Politica agricola comune 2014-2020 comprende diverse misure mirate a favorire i giovani agricoltori. A loro è dedicato un intero capitolo del ‘primo pilastro’, con la priorità nell’accesso alla riserva nazionale e un pagamento aggiuntivo (‘top up’) fino al 2% del massimale finanziario, entro i cinque anni dall’insediamento. Anche nel II pilastro si prevede un premio d’insediamento fino a 70.000 euro, il 20% che si somma al 40% di cofinanziamento sugli investimenti strutturali contestuali all’insediamento, fondi finalizzati all’istruzione e formazione dei giovani agricoltori. “Il settore agricolo – continua Maiorano - può diventare l’esempio di come sia possibile offrire concrete possibilità di occupazione e reddito. Sono meno di 59.000 le imprese condotte da giovani e lo spazio c’è. Lo voglio mettere in evidenza proprio ad Agrilevante, la più importante manifestazione di settore al Sud. Non è un caso che continuino ad aumentare gli studenti iscritti agli istituti tecnici agrari ed enologici e che negli ultimi anni – coincidenti con la crisi – mentre le iscrizioni alle Università calano, quelle alle facoltà di Scienze agrarie, forestali e alimentari registrano un + 45%, un vero e proprio boom. Occorre, concretamente, permettere ai giovani imprenditori di insediarsi e pianificare il proprio impegno imprenditoriale con maggiore tranquillità. La nuova Pac è una grande opportunità che va assolutamente colta, ecco perché chiediamo che l’Italia destini la percentuale massima possibile del suo budget disponibile (il 2 per cento di poco meno di 4 miliardi l'anno) al pagamento diretto aggiuntivo (top up) destinati ai giovani agricoltori "under 40" nei primi cinque anni di attività”.
E’ la prima volta che nella storia della Pac le misure per i giovani sono così forti. Il nostro è un settore che ‘tira’. Lavorare e impegnarsi in azienda non è più un obbligo dettato da un ‘vincolo ereditario’, ma è diventata una valutazione consapevole, che dimostra quanto le nuove generazioni abbiano finalmente incominciato a rendersi conto dell’importanza dell’agricoltura, che produce cibo, ambiente, energia e qualità della vita. L’attenzione agli ‘under 40’ è uno degli elementi chiave della riforma, un’opportunità che l’Italia deve cogliere in pieno”. Lo ha detto Raffaele Maria Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura, intervenendo oggi all’incontro “Giovani agricoltori, fare impresa con la nuova PAC", organizzato da Edizioni L'Informatore Agrario con la Regione Puglia e Federunacoma ad Agrilevante. L’accordo politico raggiunto su tutti e quattro i dossier della nuova Politica agricola comune 2014-2020 comprende diverse misure mirate a favorire i giovani agricoltori. A loro è dedicato un intero capitolo del ‘primo pilastro’, con la priorità nell’accesso alla riserva nazionale e un pagamento aggiuntivo (‘top up’) fino al 2% del massimale finanziario, entro i cinque anni dall’insediamento. Anche nel II pilastro si prevede un premio d’insediamento fino a 70.000 euro, il 20% che si somma al 40% di cofinanziamento sugli investimenti strutturali contestuali all’insediamento, fondi finalizzati all’istruzione e formazione dei giovani agricoltori. “Il settore agricolo – continua Maiorano - può diventare l’esempio di come sia possibile offrire concrete possibilità di occupazione e reddito. Sono meno di 59.000 le imprese condotte da giovani e lo spazio c’è. Lo voglio mettere in evidenza proprio ad Agrilevante, la più importante manifestazione di settore al Sud. Non è un caso che continuino ad aumentare gli studenti iscritti agli istituti tecnici agrari ed enologici e che negli ultimi anni – coincidenti con la crisi – mentre le iscrizioni alle Università calano, quelle alle facoltà di Scienze agrarie, forestali e alimentari registrano un + 45%, un vero e proprio boom. Occorre, concretamente, permettere ai giovani imprenditori di insediarsi e pianificare il proprio impegno imprenditoriale con maggiore tranquillità. La nuova Pac è una grande opportunità che va assolutamente colta, ecco perché chiediamo che l’Italia destini la percentuale massima possibile del suo budget disponibile (il 2 per cento di poco meno di 4 miliardi l'anno) al pagamento diretto aggiuntivo (top up) destinati ai giovani agricoltori "under 40" nei primi cinque anni di attività”.
sabato 28 settembre 2013
LAVORO, MAIORANO (ANGA-CONFAGRICOLTURA): DAL DISEGNO DI LEGGE CONCRETE OPPORTUNITA’ PER LE GIOVANI IMPRESE IN AGRICOLTURA
Fonte: Anga-Confagricoltura Nazionale
“Scegliere di diventare imprenditore agricolo in Italia deve diventare una concreta possibilità per tanti giovani. Lo spazio c’è: le imprese nelle mani delle nuove generazioni non arrivano a 59.000 e proprio l’agricoltura, nonostante la crisi e la riduzione dei redditi, è tra i settori che attraggono più potenziali imprenditori, con un bilancio positivo in termini di tasso di evoluzione delle imprese in tutti i comparti”. Lo ha detto Raffaele Maria Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura, intervenendo oggi all’audizione del comitato ristretto in commissione Agricoltura al Senato. L’Anga condivide gli obiettivi del disegno di legge, frutto di una collaborazione che va avanti da anni. Il DDL “Misure per la competitività dell’imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale in agricoltura” semplificherà l’ingresso e la permanenza dei giovani nel settore. I giovani di Confagricoltura sono favorevoli alle finalità del provvedimento, che renderà più facile acquisire il bene terra, la creazione della banca delle terre agricole e il regime fiscale agevolato per i giovani. “I problemi legati all'accesso alla terra e al credito – osserva Maiorano - vanno senza dubbio risolti, senza però creare disparità tra chi è già insediato, che va incentivato a rimanere in azienda e chi intende avviare un'azienda agricola ex novo". La vera emergenza nazionale è la disoccupazione degli ‘under 25’. E’ fondamentale intervenire sui giovani, puntando sulle idee e sui settori innovativi come l’agricoltura, che garantisce e continuerà ad assicurare il fabbisogno alimentare del pianeta. “La crescita delle iscrizioni agli istituti agrari ed enologici e quella delle immatricolazioni alle facoltà di Scienze agrarie, forestali e alimentari, che registrano un boom del +45%, sono la migliore dimostrazione – conclude il presidente Anga – della vitalità e del fascino nostro settore, che può contribuire a pieno titolo alla ripresa”.
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lunedì 5 agosto 2013
LAVORO. GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: “GLI AGRICOLTORI SI FORMANO IN AUSTRALIA E STATI UNITI”
Fonte: Confagricoltura
“L’internazionalizzazione dell’agricoltura è diventata una scelta obbligata per le nostre imprese e passa anche attraverso una esperienza di stage all’estero”. Ne è convinto il presidente dei giovani di Confagricoltura Raffaele Maria Maiorano che propone di passare da tre mesi a un anno negli Usa o in Australia. I programmi sono riservati a chi parla un buon inglese, ha meno di 29 anni, è studente ed ha un’esperienza pratica del settore. In Australia c’è l’opportunità di svolgere lo stage in aziende di seminativi, allevamenti di bestiame e piantagioni di banane. Per i viticoltori c’è la possibilità di un tirocinio come operatore di cantina (cellarhand), assistente di laboratorio, o svolgere entrambe le mansioni, accrescendo così, anche praticamente le precedenti conoscenze individuali. Si può partire da gennaio a marzo a seconda dell’area in cui si svolgerà lo stage, che dura generalmente tre mesi. Le Regioni interessate sono tantissime. Per partecipare è fondamentale parlare inglese, avere un titolo in Enologia e Viticoltura o, almeno, aver completato una vendemmia. Per gli Usa l’offerta è vastissima. “Bisogna avere almeno 20 anni – precisano i giovani di Confagricoltura - parlare correntemente l’inglese ed avere due anni di esperienza nel settore richiesto”. Dalle campagne ‘coast to coast’ di raccolta su macchinari John Deere ad allevamenti suini da riproduzione (Illinois). C’è l’opportunità di formarsi sulla costruzione e manutenzione di campi da golf (Washington), ma è possibile impegnarsi nella ricerca applicata sugli alberi da frutto (Washington), o sul grano di qualità destinato all’industria (Oregon). Da agosto a dicembre si può anche compiere uno stage in una azienda vitivinicola, ad esempio, nella valle di Willamette dell’Oregon e della valle di Yakima, Washington dove si producono alcuni dei Pinot nero, Merlot e Riesling migliori del mondo. Il programma con l’US Forest Service, per collaborare al censimento nazionale delle risorse forestali americane (Washington, Oregon, California) è ambizioso. Così come quelli di educazione ambientale nella catena delle Cascades del Nord (Washington), o apprendere la gestione del suolo pubblico dalle tecniche forestali dell’US, nella pianificazione e vendita di legname (Washington). Negli Usa il periodo va da 3 a 18 mesi e si può unire l’esperienza “in campo” con quella nel “campus”, frequentando un trimestre in una Università. Info:anga@confagricoltura.it.
“L’internazionalizzazione dell’agricoltura è diventata una scelta obbligata per le nostre imprese e passa anche attraverso una esperienza di stage all’estero”. Ne è convinto il presidente dei giovani di Confagricoltura Raffaele Maria Maiorano che propone di passare da tre mesi a un anno negli Usa o in Australia. I programmi sono riservati a chi parla un buon inglese, ha meno di 29 anni, è studente ed ha un’esperienza pratica del settore. In Australia c’è l’opportunità di svolgere lo stage in aziende di seminativi, allevamenti di bestiame e piantagioni di banane. Per i viticoltori c’è la possibilità di un tirocinio come operatore di cantina (cellarhand), assistente di laboratorio, o svolgere entrambe le mansioni, accrescendo così, anche praticamente le precedenti conoscenze individuali. Si può partire da gennaio a marzo a seconda dell’area in cui si svolgerà lo stage, che dura generalmente tre mesi. Le Regioni interessate sono tantissime. Per partecipare è fondamentale parlare inglese, avere un titolo in Enologia e Viticoltura o, almeno, aver completato una vendemmia. Per gli Usa l’offerta è vastissima. “Bisogna avere almeno 20 anni – precisano i giovani di Confagricoltura - parlare correntemente l’inglese ed avere due anni di esperienza nel settore richiesto”. Dalle campagne ‘coast to coast’ di raccolta su macchinari John Deere ad allevamenti suini da riproduzione (Illinois). C’è l’opportunità di formarsi sulla costruzione e manutenzione di campi da golf (Washington), ma è possibile impegnarsi nella ricerca applicata sugli alberi da frutto (Washington), o sul grano di qualità destinato all’industria (Oregon). Da agosto a dicembre si può anche compiere uno stage in una azienda vitivinicola, ad esempio, nella valle di Willamette dell’Oregon e della valle di Yakima, Washington dove si producono alcuni dei Pinot nero, Merlot e Riesling migliori del mondo. Il programma con l’US Forest Service, per collaborare al censimento nazionale delle risorse forestali americane (Washington, Oregon, California) è ambizioso. Così come quelli di educazione ambientale nella catena delle Cascades del Nord (Washington), o apprendere la gestione del suolo pubblico dalle tecniche forestali dell’US, nella pianificazione e vendita di legname (Washington). Negli Usa il periodo va da 3 a 18 mesi e si può unire l’esperienza “in campo” con quella nel “campus”, frequentando un trimestre in una Università. Info:anga@confagricoltura.it.
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giovedì 27 giugno 2013
RIFORMA DELLA PAC, MAIORANO (ANGA-CONFAGRICOLTURA): IMPORTANTI MISURE PER I GIOVANI AGRICOLTORI
Fonte: Confagricoltura
L'accordo politico raggiunto ieri su tutti e quattro i dossier della nuova politica agricola comune 2014-2020 comprende misure energiche per i giovani agricoltori in entrambi i pilastri. L’attenzione agli 'under 40' è uno degli elementi chiave della riforma: un potenziale di risorse che potrebbe ammontare sino a circa 800 milioni (di cui il 10% in Italia) a disposizione proprio delle nuove generazioni agricole in tutta l'UE. “E’ la prima volta – sottolinea con soddisfazione Raffaele Maria Maiorano, presidente dell’Anga, a Bruxelles per l'assemblea del Ceja – che nella storia della Pac un intero capitolo del ‘primo pilastro’ è dedicato ai giovani agricoltori”. In particolare si stabilisce che gli Stati membri prevedano obbligatoriamente un pagamento supplementare (top-up) per i giovani agricoltori rispetto a quello di base, utilizzando sino al 2% del massimale finanziario per i pagamenti diretti a disposizione dello Stato membro. Una misura che accompagnerà quella per il primo insediamento nel quadro dello sviluppo rurale, che viene comunque ritoccata. “C'è ancora molto lavoro da fare dal punto di vista tecnico – conclude Maiorano - per far partire concrete ed adeguate misure per i giovani agricoltori italiani. La cornice europea è stata fatta, ora tocca dipingere il quadro nazionale che permetta, effettivamente, ai giovani imprenditori non solo di insediarsi ma anche di poter pianificare il proprio impegno imprenditoriale in agricoltura con maggiore tranquillità”.
L'accordo politico raggiunto ieri su tutti e quattro i dossier della nuova politica agricola comune 2014-2020 comprende misure energiche per i giovani agricoltori in entrambi i pilastri. L’attenzione agli 'under 40' è uno degli elementi chiave della riforma: un potenziale di risorse che potrebbe ammontare sino a circa 800 milioni (di cui il 10% in Italia) a disposizione proprio delle nuove generazioni agricole in tutta l'UE. “E’ la prima volta – sottolinea con soddisfazione Raffaele Maria Maiorano, presidente dell’Anga, a Bruxelles per l'assemblea del Ceja – che nella storia della Pac un intero capitolo del ‘primo pilastro’ è dedicato ai giovani agricoltori”. In particolare si stabilisce che gli Stati membri prevedano obbligatoriamente un pagamento supplementare (top-up) per i giovani agricoltori rispetto a quello di base, utilizzando sino al 2% del massimale finanziario per i pagamenti diretti a disposizione dello Stato membro. Una misura che accompagnerà quella per il primo insediamento nel quadro dello sviluppo rurale, che viene comunque ritoccata. “C'è ancora molto lavoro da fare dal punto di vista tecnico – conclude Maiorano - per far partire concrete ed adeguate misure per i giovani agricoltori italiani. La cornice europea è stata fatta, ora tocca dipingere il quadro nazionale che permetta, effettivamente, ai giovani imprenditori non solo di insediarsi ma anche di poter pianificare il proprio impegno imprenditoriale in agricoltura con maggiore tranquillità”.
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giovedì 20 giugno 2013
AGRICOLTURA, MAIORANO (ANGA-CONFAGRICOLTURA): “IL DISEGNO DI LEGGE PER L’IMPRENDITORIA GIOVANILE VA NELLA GIUSTA DIREZIONE PER FAVORIRE IL RICAMBIO GENERAZIONALE. VA APPROVATO RAPIDAMENTE”
Fonte: Confagricoltura
“Noi giovani imprenditori agricoli apprezziamo la struttura e gli obiettivi del disegno di legge all'esame della Commissione Agricoltura del Senato. Tutte le nostre istanze, che avevamo proposto nella scorsa legislatura, sono state recepite in pieno: ora occorre che il Ddl sia approvato, nella sua interezza al più presto possibile”. Lo rileva il presidente dell’Anga, Raffaele Maria Maiorano, in occasione della conferenza stampa della senatrice Maria Tersa Bertuzzi e degli altri senatori del Partito Democratico, indetta oggi per presentare il Ddl “Misure per la competitività dell’imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale in agricoltura”. Per i giovani di Confagricoltura sono tutte positive le principali novità contenute nel Ddl: dalle misure per incentivare il mantenimento e la competitività dell'imprenditoria giovanile, al ricambio generazionale. Dalle proposte per facilitare l'accesso alla terra, a quelle per il credito. Importante anche l’intenzione di adottare un regime fiscale agevolato per i giovani e quella di creare un sistema di staffetta tra le diverse generazioni di imprenditori. Fondamentali poi la prevista istituzione di una Banca delle terre e lo snellimento di costi e burocrazia nella fase di start–up, così come quelle per l’innovazione, l’aggregazione e l’internazionalizzazione. “E’ stata musica per le nostre orecchie aver sentito considerare l’agricoltura produttiva risorsa fondamentale per lo sviluppo del sistema Italia - conclude Maiorano - . L’emergenza occupazionale del nostro Paese, soprattutto quella giovanile, ha oltrepassato i livelli di guardia e si scontra con le opportunità e gli spazi che offre il settore primario. Auspichiamo che acquisire il bene terra e scegliere di diventare imprenditore agricolo in Italia diventi, con l’approvazione di questo decreto, una opportunità concreta per tanti giovani”.
“Noi giovani imprenditori agricoli apprezziamo la struttura e gli obiettivi del disegno di legge all'esame della Commissione Agricoltura del Senato. Tutte le nostre istanze, che avevamo proposto nella scorsa legislatura, sono state recepite in pieno: ora occorre che il Ddl sia approvato, nella sua interezza al più presto possibile”. Lo rileva il presidente dell’Anga, Raffaele Maria Maiorano, in occasione della conferenza stampa della senatrice Maria Tersa Bertuzzi e degli altri senatori del Partito Democratico, indetta oggi per presentare il Ddl “Misure per la competitività dell’imprenditoria giovanile e il ricambio generazionale in agricoltura”. Per i giovani di Confagricoltura sono tutte positive le principali novità contenute nel Ddl: dalle misure per incentivare il mantenimento e la competitività dell'imprenditoria giovanile, al ricambio generazionale. Dalle proposte per facilitare l'accesso alla terra, a quelle per il credito. Importante anche l’intenzione di adottare un regime fiscale agevolato per i giovani e quella di creare un sistema di staffetta tra le diverse generazioni di imprenditori. Fondamentali poi la prevista istituzione di una Banca delle terre e lo snellimento di costi e burocrazia nella fase di start–up, così come quelle per l’innovazione, l’aggregazione e l’internazionalizzazione. “E’ stata musica per le nostre orecchie aver sentito considerare l’agricoltura produttiva risorsa fondamentale per lo sviluppo del sistema Italia - conclude Maiorano - . L’emergenza occupazionale del nostro Paese, soprattutto quella giovanile, ha oltrepassato i livelli di guardia e si scontra con le opportunità e gli spazi che offre il settore primario. Auspichiamo che acquisire il bene terra e scegliere di diventare imprenditore agricolo in Italia diventi, con l’approvazione di questo decreto, una opportunità concreta per tanti giovani”.
giovedì 13 giugno 2013
UNIONCAMERE, maiorano (giovani CONFAGRICOLTURA): “LE IMPRESE AGRICOLE UNDER 35 VALORIZZANO IL ‘LIFE IN ITALY’ E INVESTONO IN INNOVAZIONE E RETI”
Fonte: Confagricoltura
«Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini propone di coniugare, accanto al concetto del ‘made in Italy’, quello del ‘Life in Italy’. Pensa ad Expo 2015, alla possibilità di attrarre investimenti stranieri e di esportare i nostri prodotti, alle opportunità che possono venire dalla valorizzazione di uno stile di vita. Un concetto che ci vede favorevolissimi; le imprese agricole condotte da under 35 possono dare molti esempi di ‘life style’ che sa coniugare ottimamente tradizione ed innovazione». Lo ha detto il presidente dei Giovani di Confagricoltura (Anga) Raffaele Maiorano, intervenendo alla tavola rotonda, nell’ambito dei lavori dell’assemblea di Unioncamere, che ha focalizzato l’attenzione sui temi che stanno a cuore alle aziende giovani. Alla tavola rotonda, con il ministro Giovannini e con il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti erano presenti i rappresentanti delle associazioni giovanili dei vari settori economici per parlare di tematiche che interessano trasversalmente tutte le imprese: education, responsabilità sociale, internazionalizzazione, occupazione, qualità e creatività, semplificazione, finanziamento allo start up, sostenibilità, innovazione, trasmissione d’impresa, reti. Maiorano, a nome dei Giovani di Confagricoltura, si è soffermato in particolare sul tema delle reti ed in particolare dell’agronetwork. «Le reti che si caratterizzano per non avere limiti spaziali e confini operativi potendo essere anche intersettoriali, rappresentano – ha sottolineato – un’opportunità strategica per sostenere e sviluppare processi di collaborazione fra aziende, agricole e non, e conseguire obiettivi di sviluppo che non sarebbero raggiungibili operando da soli». «In agricoltura – ha ricordato Maiorano - abbiamo già un modello di aggregazione delle imprese, attraverso le organizzazioni di produttori e le cooperative a cui le aziende delegano la gestione del prodotto. Ma il modello dell’agronetwork è molto più agile e flessibile; permette di condividere informazioni, attività produttive, economie di scala, progetti di filiera, intersettoriali, di internazionalizzazione». «Come Organizzazione giovanili siamo pienamente consapevoli che occorre lavorare in maniera diversa – ha concluso il presidente Anga-Confagricoltura -. Le imprese agricole giovanili (come è stato evidenziato nelle case history dei nostri associati, presentate nel ‘Rapporto Giovani Unioncamere’), sono più avanti di quanto si creda e sono pronte a investire in progetti di crescita. Ne va del loro futuro».
«Il ministro del Lavoro Enrico Giovannini propone di coniugare, accanto al concetto del ‘made in Italy’, quello del ‘Life in Italy’. Pensa ad Expo 2015, alla possibilità di attrarre investimenti stranieri e di esportare i nostri prodotti, alle opportunità che possono venire dalla valorizzazione di uno stile di vita. Un concetto che ci vede favorevolissimi; le imprese agricole condotte da under 35 possono dare molti esempi di ‘life style’ che sa coniugare ottimamente tradizione ed innovazione». Lo ha detto il presidente dei Giovani di Confagricoltura (Anga) Raffaele Maiorano, intervenendo alla tavola rotonda, nell’ambito dei lavori dell’assemblea di Unioncamere, che ha focalizzato l’attenzione sui temi che stanno a cuore alle aziende giovani. Alla tavola rotonda, con il ministro Giovannini e con il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti erano presenti i rappresentanti delle associazioni giovanili dei vari settori economici per parlare di tematiche che interessano trasversalmente tutte le imprese: education, responsabilità sociale, internazionalizzazione, occupazione, qualità e creatività, semplificazione, finanziamento allo start up, sostenibilità, innovazione, trasmissione d’impresa, reti. Maiorano, a nome dei Giovani di Confagricoltura, si è soffermato in particolare sul tema delle reti ed in particolare dell’agronetwork. «Le reti che si caratterizzano per non avere limiti spaziali e confini operativi potendo essere anche intersettoriali, rappresentano – ha sottolineato – un’opportunità strategica per sostenere e sviluppare processi di collaborazione fra aziende, agricole e non, e conseguire obiettivi di sviluppo che non sarebbero raggiungibili operando da soli». «In agricoltura – ha ricordato Maiorano - abbiamo già un modello di aggregazione delle imprese, attraverso le organizzazioni di produttori e le cooperative a cui le aziende delegano la gestione del prodotto. Ma il modello dell’agronetwork è molto più agile e flessibile; permette di condividere informazioni, attività produttive, economie di scala, progetti di filiera, intersettoriali, di internazionalizzazione». «Come Organizzazione giovanili siamo pienamente consapevoli che occorre lavorare in maniera diversa – ha concluso il presidente Anga-Confagricoltura -. Le imprese agricole giovanili (come è stato evidenziato nelle case history dei nostri associati, presentate nel ‘Rapporto Giovani Unioncamere’), sono più avanti di quanto si creda e sono pronte a investire in progetti di crescita. Ne va del loro futuro».
martedì 21 maggio 2013
GIOVANI AGRICOLTORI, CONFAGRICOLTURA: RAFFAELE MARIA MAIORANO È IL NUOVO PRESIDENTE ANGA
Fonte: Confagricoltura
“In questo momento storico la priorità è il lavoro e va assecondata la forte propensione all’imprenditoria che caratterizza i giovani italiani. In agricoltura lo spazio c’è. Ben vengano, in tal senso, i tavoli permanenti di confronto dei giovani con il Mise e quello del coordinamento nazionale tra i giovani imprenditori, ma è anche fondamentale mantenere un dialogo diretto e costante con il ministero delle Politiche agricole”. Lo ha detto il nuovo presidente dell’Anga, Raffaele M. Maiorano appena eletto, dall’assemblea, alla guida dei giovani di Confagricoltura, che subentra a Nicola Motolese. Trent’anni, crotonese, laureato in Economia e Finanza d'Impresa, un passato da giornalista e fotografo, Maiorano conduce direttamente un’azienda specializzata nell’olivicoltura biologica, sul mar Jonio in Calabria. Sessanta ettari con 18000 piante delle varietà Nocellara, Carolea, Leccino e Coratina, che producono due blend di olio extravergine di oliva secondo i dettami dell'agricoltura biologica. Nell'azienda agricola della famiglia paterna, a vocazione cerealicola, orticola, agrumicola e zootecnica, segue il marketing del Pecorino Crotonese. Con l'azienda agricola materna, nel cuore delle Marche, collabora invece per la produzione di grano tenero, orzo e favino. Raffaele Maiorano sarà affiancato, nel prossimo triennio, da tre vicepresidenti. Per il Nord Francesca Picasso, 36 anni di Cremona, si occupa dell’azienda di famiglia ad indirizzo cerealicolo, dotata anche di un moderno impianto per la produzione di biogas. Ugo Bagedda, vicepresidente del Centro, 35 anni, di Sassari Olbia-Tempio, ha un’azienda vitivinicola che produce Vermentino Docg di Gallura. Filippo Schiavone, 29 anni, vicepresidente del Sud, ha un’azienda multifunzionale, dove coltiva cereali, orticole, pomodoro da industria, alleva ovini da carne ed esercita attività agrituristica. Fanno anche parte del nuovo comitato di presidenza Piergiovanni Ferrarese, ventiduenne di Verona, che alleva frisone da latte e coltiva cereali; Cristian Aldrovandi, 32 anni, di Modena, che conduce direttamente la propria azienda frutticola, specializzata nella coltivazione delle pere; Giovanni Selvaggi, 36 anni, titolare di un’azienda a prevalente indirizzo ortofrutticolo e olivicolo. “Voglio ringraziare Nicola Motolese – ha detto Maiorano - per l’impegno espresso per il rilancio dell’associazionismo giovanile. Raccolgo il testimone, con la consapevolezza che occorre compiere ogni sforzo per rappresentare e tutelare le imprese agricole condotte dai giovani. Sono il futuro del settore e del Paese”.
“In questo momento storico la priorità è il lavoro e va assecondata la forte propensione all’imprenditoria che caratterizza i giovani italiani. In agricoltura lo spazio c’è. Ben vengano, in tal senso, i tavoli permanenti di confronto dei giovani con il Mise e quello del coordinamento nazionale tra i giovani imprenditori, ma è anche fondamentale mantenere un dialogo diretto e costante con il ministero delle Politiche agricole”. Lo ha detto il nuovo presidente dell’Anga, Raffaele M. Maiorano appena eletto, dall’assemblea, alla guida dei giovani di Confagricoltura, che subentra a Nicola Motolese. Trent’anni, crotonese, laureato in Economia e Finanza d'Impresa, un passato da giornalista e fotografo, Maiorano conduce direttamente un’azienda specializzata nell’olivicoltura biologica, sul mar Jonio in Calabria. Sessanta ettari con 18000 piante delle varietà Nocellara, Carolea, Leccino e Coratina, che producono due blend di olio extravergine di oliva secondo i dettami dell'agricoltura biologica. Nell'azienda agricola della famiglia paterna, a vocazione cerealicola, orticola, agrumicola e zootecnica, segue il marketing del Pecorino Crotonese. Con l'azienda agricola materna, nel cuore delle Marche, collabora invece per la produzione di grano tenero, orzo e favino. Raffaele Maiorano sarà affiancato, nel prossimo triennio, da tre vicepresidenti. Per il Nord Francesca Picasso, 36 anni di Cremona, si occupa dell’azienda di famiglia ad indirizzo cerealicolo, dotata anche di un moderno impianto per la produzione di biogas. Ugo Bagedda, vicepresidente del Centro, 35 anni, di Sassari Olbia-Tempio, ha un’azienda vitivinicola che produce Vermentino Docg di Gallura. Filippo Schiavone, 29 anni, vicepresidente del Sud, ha un’azienda multifunzionale, dove coltiva cereali, orticole, pomodoro da industria, alleva ovini da carne ed esercita attività agrituristica. Fanno anche parte del nuovo comitato di presidenza Piergiovanni Ferrarese, ventiduenne di Verona, che alleva frisone da latte e coltiva cereali; Cristian Aldrovandi, 32 anni, di Modena, che conduce direttamente la propria azienda frutticola, specializzata nella coltivazione delle pere; Giovanni Selvaggi, 36 anni, titolare di un’azienda a prevalente indirizzo ortofrutticolo e olivicolo. “Voglio ringraziare Nicola Motolese – ha detto Maiorano - per l’impegno espresso per il rilancio dell’associazionismo giovanile. Raccolgo il testimone, con la consapevolezza che occorre compiere ogni sforzo per rappresentare e tutelare le imprese agricole condotte dai giovani. Sono il futuro del settore e del Paese”.
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mercoledì 15 maggio 2013
NELLA NUOVA PAC MISURE PER I GIOVANI AGRICOLTORI. IL PRESIDENTE DELL’ANGA NICOLA MOTOLESE PARTECIPA ALLA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA DEL CEJA “FUTURE FOOD FARMERS”
Fonte: Confagricoltura
“Il ricambio generazionale in agricoltura è emergenza in Europa e in Italia la situazione è ancora più grave”. Lo ha detto il presidente dell’Anga, Nicola Motolese di ritorno da Bruxelles dove, insieme al delegato al Ceja dei giovani di Confagricoltura Filippo Schiavone, ha partecipato alla chiusura della campagna del Consiglio europeo dei giovani agricoltori “Future Food Farmers”, nata con l’obiettivo di scongiurare l’imminente crisi di età nell’agricoltura europea. La campagna è stata lanciata sette mesi fa, in occasione Giornata mondiale dell'alimentazione 2012, per aumentare la consapevolezza sull’invecchiamento dell’agricoltura in UE. “Se a livello europeo solo il 6% degli agricoltori ha meno di 35 anni, in Italia non arriviamo al 3% - osserva Motolese -. La situazione è gravissima ed è necessario intervenire velocemente per promuovere forti misure a livello europeo, nell’accordo politico definitivo sulla PAC 2014-2020 e a livello nazionale creando le condizioni affinché le imprese condotte da giovani possano nascere, consolidarsi e crescere”. In Europa, la Commissione e il Parlamento europeo hanno ascoltato l’allarme lanciato dal Ceja; tocca ora al Consiglio accogliere l’appello dei giovani agricoltori europei. “La richiesta del presidente del Ceja – informa il presidente dell’Anga – è stata prontamente accolta dai membri del trilogo (il Commissario europeo Dacian Ciolos, il presidente Comagri Paolo De Castro e il presidente del Consiglio agricolo europeo Simon Coveney), che hanno assicurato il loro pieno appoggio”. “Nel mese di giugno – ha detto Ciolos - dovremo dotare la PAC degli strumenti necessari per affrontare la sfida dell’emergenza demografica. Ciò richiede una riforma che garantisca misure rafforzate di supporto all’insediamento per tutti i giovani europei che desiderano impegnarsi nel settore agricolo. Sono lieto che anche il Parlamento europeo sostenga risolutamente questa posizione e auspico che il Consiglio possa rapidamente fare lo stesso". Per il presidente della commissione del Parlamento europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale (COMAGRI) è forte l'impegno del Parlamento per misure a sostegno dei giovani agricoltori. "Sul futuro della PAC – ha osservato Paolo De Castro- il Parlamento promuove misure ambiziose per invertire il trend demografico negativo nel settore agricolo e invita le altre istituzioni dell'UE muoversi in sintonia”. Il presidente del Consiglio Agricoltura e Pesca, Simon Coveney, ha sottolineato il suo sostegno: “Occorre che una PAC riformata continui a sostenere gli agricoltori e incoraggi il rinnovamento generazionale. Le proposte di riforma contengono una serie di incentivi rivolti specificamente alle giovani generazioni. Anche se la forma finale delle disposizioni deve essere ancora decisa, sono convinto che le misure, nell’insieme, possano mantenere e promuovere l'agricoltura come una prospettiva di business sostenibile e attraente per le giovani generazioni". I giovani di Confagricoltura guardano con fiducia ed apprezzamento alle misure europee, anche alla luce della situazione nazionale, bisognosa di confronto e ricambio tra generazioni. “Più di metà delle imprese agricole – ha concluso Motolese - è guidata da imprenditori over 65, l'impegno dei giovani nelle campagne può e deve dunque crescere. Servono impegno e volontà, oltre al sostegno delle Istituzioni. A tal proposito confidiamo nel lavoro del ministro De Girolamo per favorire lo sviluppo e la crescita dell'innovazione dell’agricoltura italiana”.
“Il ricambio generazionale in agricoltura è emergenza in Europa e in Italia la situazione è ancora più grave”. Lo ha detto il presidente dell’Anga, Nicola Motolese di ritorno da Bruxelles dove, insieme al delegato al Ceja dei giovani di Confagricoltura Filippo Schiavone, ha partecipato alla chiusura della campagna del Consiglio europeo dei giovani agricoltori “Future Food Farmers”, nata con l’obiettivo di scongiurare l’imminente crisi di età nell’agricoltura europea. La campagna è stata lanciata sette mesi fa, in occasione Giornata mondiale dell'alimentazione 2012, per aumentare la consapevolezza sull’invecchiamento dell’agricoltura in UE. “Se a livello europeo solo il 6% degli agricoltori ha meno di 35 anni, in Italia non arriviamo al 3% - osserva Motolese -. La situazione è gravissima ed è necessario intervenire velocemente per promuovere forti misure a livello europeo, nell’accordo politico definitivo sulla PAC 2014-2020 e a livello nazionale creando le condizioni affinché le imprese condotte da giovani possano nascere, consolidarsi e crescere”. In Europa, la Commissione e il Parlamento europeo hanno ascoltato l’allarme lanciato dal Ceja; tocca ora al Consiglio accogliere l’appello dei giovani agricoltori europei. “La richiesta del presidente del Ceja – informa il presidente dell’Anga – è stata prontamente accolta dai membri del trilogo (il Commissario europeo Dacian Ciolos, il presidente Comagri Paolo De Castro e il presidente del Consiglio agricolo europeo Simon Coveney), che hanno assicurato il loro pieno appoggio”. “Nel mese di giugno – ha detto Ciolos - dovremo dotare la PAC degli strumenti necessari per affrontare la sfida dell’emergenza demografica. Ciò richiede una riforma che garantisca misure rafforzate di supporto all’insediamento per tutti i giovani europei che desiderano impegnarsi nel settore agricolo. Sono lieto che anche il Parlamento europeo sostenga risolutamente questa posizione e auspico che il Consiglio possa rapidamente fare lo stesso". Per il presidente della commissione del Parlamento europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale (COMAGRI) è forte l'impegno del Parlamento per misure a sostegno dei giovani agricoltori. "Sul futuro della PAC – ha osservato Paolo De Castro- il Parlamento promuove misure ambiziose per invertire il trend demografico negativo nel settore agricolo e invita le altre istituzioni dell'UE muoversi in sintonia”. Il presidente del Consiglio Agricoltura e Pesca, Simon Coveney, ha sottolineato il suo sostegno: “Occorre che una PAC riformata continui a sostenere gli agricoltori e incoraggi il rinnovamento generazionale. Le proposte di riforma contengono una serie di incentivi rivolti specificamente alle giovani generazioni. Anche se la forma finale delle disposizioni deve essere ancora decisa, sono convinto che le misure, nell’insieme, possano mantenere e promuovere l'agricoltura come una prospettiva di business sostenibile e attraente per le giovani generazioni". I giovani di Confagricoltura guardano con fiducia ed apprezzamento alle misure europee, anche alla luce della situazione nazionale, bisognosa di confronto e ricambio tra generazioni. “Più di metà delle imprese agricole – ha concluso Motolese - è guidata da imprenditori over 65, l'impegno dei giovani nelle campagne può e deve dunque crescere. Servono impegno e volontà, oltre al sostegno delle Istituzioni. A tal proposito confidiamo nel lavoro del ministro De Girolamo per favorire lo sviluppo e la crescita dell'innovazione dell’agricoltura italiana”.
mercoledì 20 marzo 2013
MOTOLESE (ANGA-CONFAGRICOLTURA): L’EMERGENZA GIOVANI VA AFFRONTATA ANCHE PUNTANDO SULL’AGRICOLTURA
Fonte: Confagricoltura
Dal Rapporto Censis “La crisi sociale del Mezzogiorno» emerge che un terzo della popolazione dei non occupati è formata dai “neet”, giovani tra i 15 e i 29 anni, che non lavorano, non studiano e non si formano; con un’incidenza media nelle regioni meridionali del 31,9%, superiore di quasi 10 punti percentuali alla media nazionale, che si attesta al 22.7%. “E’ una vera emergenza sociale che va affrontata subito, rivoluzionando l’approccio mettendo al centro l’agricoltura”. Questo il commento di Nicola Motolese, presidente dell’Anga, ai risultati del Rapporto. Per rimettere in moto il circolo virtuoso tra lavoro-occupazione-produttività serve anche un sistema di tirocini e crediti formativi rivolto agli studenti delle scuole superiori e delle università, che si impegnano in aziende agricole gestite da giovani imprenditori. “Il vantaggio così è duplice – prosegue Motolese - si orienta la formazione del giovane in modo concreto e pratico verso il mondo del lavoro, e allo stesso tempo si consente all’impresa di contare su personale qualificato ’a tempo’ con cui sviluppare spin off e progetti innovativi. Va affrontata anche l’emergenza nell’emergenza – conclude - che è quella dei giovani disoccupati meridionali”.
Dal Rapporto Censis “La crisi sociale del Mezzogiorno» emerge che un terzo della popolazione dei non occupati è formata dai “neet”, giovani tra i 15 e i 29 anni, che non lavorano, non studiano e non si formano; con un’incidenza media nelle regioni meridionali del 31,9%, superiore di quasi 10 punti percentuali alla media nazionale, che si attesta al 22.7%. “E’ una vera emergenza sociale che va affrontata subito, rivoluzionando l’approccio mettendo al centro l’agricoltura”. Questo il commento di Nicola Motolese, presidente dell’Anga, ai risultati del Rapporto. Per rimettere in moto il circolo virtuoso tra lavoro-occupazione-produttività serve anche un sistema di tirocini e crediti formativi rivolto agli studenti delle scuole superiori e delle università, che si impegnano in aziende agricole gestite da giovani imprenditori. “Il vantaggio così è duplice – prosegue Motolese - si orienta la formazione del giovane in modo concreto e pratico verso il mondo del lavoro, e allo stesso tempo si consente all’impresa di contare su personale qualificato ’a tempo’ con cui sviluppare spin off e progetti innovativi. Va affrontata anche l’emergenza nell’emergenza – conclude - che è quella dei giovani disoccupati meridionali”.
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venerdì 1 marzo 2013
RISO: OBIETTIVO SOSTENIBILITA’, AMBIENTALE ED ECONOMICA. IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MARIO GUIDI INAUGURA LA 36° “FIERA IN CAMPO”, UN PROGETTO TARGATO ANGA
Fonte: Confagricoltura
Il mercato del riso è profondamente cambiato e i produttori devono essere sempre più capaci di aggregarsi per contrastare efficacemente la polverizzazione dell’offerta. “Occorre anche saper programmare per le scelte di semina e la commercializzazione del proprio prodotto; ma non è sufficiente, dobbiamo essere più incisivi e indicare le linee guida per la futura Pac e i Psr“. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, intervenendo alla 36° edizione di “Fiera in campo”, la più importante manifestazione europea sul riso interamente targata Anga (l’associazione dei giovani imprenditori agricoli), che si inaugura oggi nel polo fieristico “Vercelli Fiere”, di Caresanablot. La grande sfida del settore è riuscire a coniugare la sostenibilità, ambientale ed economica. “Il nostro obiettivo è rispettare l’ecosistema e allo stesso tempo assicurare un elevato livello di produzione in termini di quantità e qualità, garantendo reddito all’agricoltore - continua Guidi -. Dobbiamo analizzare i fattori di vantaggio dei nostri tantissimi e fantastici territori e imparare ad utilizzarli al meglio. Per fare questo vanno ridisegnate completamente le regole del gioco, riscrivendo l'intero sistema e continuare a credere nella terra. Il settore ha grandi potenzialità di cui, però, non siamo ancora pienamente consapevoli”. A parere di Guidi, la politica, il Parlamento ed il Governo che si insedieranno, hanno il dovere di dare risposte al settore, in particolare ai giovani. “Sono loro il vero motore della ripresa del Paese – ha rimarcato –. L’obiettivo di Confagricoltura è quello di assicurare la necessaria valorizzazione, in termini di remunerazione ed efficienza, della nostra agricoltura”. Per il presidente dell’ Anga, Nicola Motolese il nuovo quadro politico dovrà portare i giovani imprenditori ad essere ancora più propositivi, così come dimostrano di saper fare i nostri bravissimi imprenditori di Vercelli. “Occorre – ha osservato – continuare a lavorare per favorire la crescita del Paese, diffondendo la cultura di impresa, lavorando sulla diminuzione del costo del lavoro, molto al di sopra della media europea, sull’internazionalizzazione e sulla promozione delle reti di imprese costituite da giovani”.
I NUMERI DI “FIERA IN CAMPO”
150 espositori
15.000 mq di spazi dedicati ad aziende del settore agricolo e non solo (nuove tecnologie per le lavorazioni, prodotti per l’agricoltura, istituti di credito, assicurazioni, energie rinnovabili ecc.).
40 ettari sono dedicati alle prove in campo delle macchine e delle attrezzature.
50 giovani imprenditori oltre che di Vercelli, del Piemonte e della Calabria, si sono impegnati per la realizzazione della Fiera.
Il mercato del riso è profondamente cambiato e i produttori devono essere sempre più capaci di aggregarsi per contrastare efficacemente la polverizzazione dell’offerta. “Occorre anche saper programmare per le scelte di semina e la commercializzazione del proprio prodotto; ma non è sufficiente, dobbiamo essere più incisivi e indicare le linee guida per la futura Pac e i Psr“. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, intervenendo alla 36° edizione di “Fiera in campo”, la più importante manifestazione europea sul riso interamente targata Anga (l’associazione dei giovani imprenditori agricoli), che si inaugura oggi nel polo fieristico “Vercelli Fiere”, di Caresanablot. La grande sfida del settore è riuscire a coniugare la sostenibilità, ambientale ed economica. “Il nostro obiettivo è rispettare l’ecosistema e allo stesso tempo assicurare un elevato livello di produzione in termini di quantità e qualità, garantendo reddito all’agricoltore - continua Guidi -. Dobbiamo analizzare i fattori di vantaggio dei nostri tantissimi e fantastici territori e imparare ad utilizzarli al meglio. Per fare questo vanno ridisegnate completamente le regole del gioco, riscrivendo l'intero sistema e continuare a credere nella terra. Il settore ha grandi potenzialità di cui, però, non siamo ancora pienamente consapevoli”. A parere di Guidi, la politica, il Parlamento ed il Governo che si insedieranno, hanno il dovere di dare risposte al settore, in particolare ai giovani. “Sono loro il vero motore della ripresa del Paese – ha rimarcato –. L’obiettivo di Confagricoltura è quello di assicurare la necessaria valorizzazione, in termini di remunerazione ed efficienza, della nostra agricoltura”. Per il presidente dell’ Anga, Nicola Motolese il nuovo quadro politico dovrà portare i giovani imprenditori ad essere ancora più propositivi, così come dimostrano di saper fare i nostri bravissimi imprenditori di Vercelli. “Occorre – ha osservato – continuare a lavorare per favorire la crescita del Paese, diffondendo la cultura di impresa, lavorando sulla diminuzione del costo del lavoro, molto al di sopra della media europea, sull’internazionalizzazione e sulla promozione delle reti di imprese costituite da giovani”.
I NUMERI DI “FIERA IN CAMPO”
150 espositori
15.000 mq di spazi dedicati ad aziende del settore agricolo e non solo (nuove tecnologie per le lavorazioni, prodotti per l’agricoltura, istituti di credito, assicurazioni, energie rinnovabili ecc.).
40 ettari sono dedicati alle prove in campo delle macchine e delle attrezzature.
50 giovani imprenditori oltre che di Vercelli, del Piemonte e della Calabria, si sono impegnati per la realizzazione della Fiera.
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sabato 2 febbraio 2013
FORUM ANGA, LE CONCLUSIONI DEL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MARIO GUIDI: “LA RICETTA DEL FUTURO E' FATTA DI GIOVANI FORZE POSITIVE, AGGREGAZIONI E RETI D'IMPRESA”
Fonte: Confagricoltura
“I giovani sono la forza del Paese, il vero motore della ripresa. Un 'patrimonio' che non si può vanificare come sta accadendo attualmente. Investire su di loro dovrebbe essere la regola, così come sarebbe logico creare condizioni adatte allo sviluppo delle imprese, ma così non è”. Lo ha detto oggi a Napoli il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, concludendo i lavori del XV Convegno Quadri e del II Forum dell'Anga, l'Organizzazione dei giovani agricoltori. “La politica, il Parlamento ed il Governo che si insedieranno, hanno il dovere di dare risposte alle priorità - ha proseguito il presidente di Confagricoltura - Il mondo recentemente ha subito diversi choc, in primis, quello finanziario. Vanno ora ridisegnate completamente le regole del gioco, riscrivendo l'intero sistema e ponendo al centro la ‘terra’, in termini di sostenibilità ambientale ed economica. Il settore ha grandi potenzialità di cui, però, si è ancora poco consapevoli. Occorre analizzare i fattori di vantaggio dei nostri territori, riuscendo ad utilizzarli al meglio”. Per il presidente di Confagricoltura “i giovani hanno confermato, in qualche modo, la necessità che la piramide venga rovesciata perché chi ha idee non ha risorse e chi ha mezzi non si vuole più mettere in gioco”. “In un mondo dove tutto è connesso, chi è fuori non conta - ha aggiunto Guidi -. Per crescere l'agricoltura ha bisogno, ad esempio, della banda larga, occorre anche uscire dalla dimensione esclusivamente di settore, superandola per ricostituire un sistema delle conoscenze”. Il presidente di Confagricoltura si è soffermato infine sulle opportunità delle reti d'impresa ed ha evidenziato l'importanza di aver costituito ‘Agrinsieme’ (il coordinamento di larga parte del mondo agricolo organizzato). "Per noi imprenditori agricoli che gestiamo la terra è una grande occasione - ha concluso - Ci siamo resi conto che per avere un ambiente favorevole dobbiamo essere capaci di costruircelo direttamente; non vogliamo aspettare che altri facciano ciò che ci serve, ma ci siamo rimboccati le maniche".
“I giovani sono la forza del Paese, il vero motore della ripresa. Un 'patrimonio' che non si può vanificare come sta accadendo attualmente. Investire su di loro dovrebbe essere la regola, così come sarebbe logico creare condizioni adatte allo sviluppo delle imprese, ma così non è”. Lo ha detto oggi a Napoli il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, concludendo i lavori del XV Convegno Quadri e del II Forum dell'Anga, l'Organizzazione dei giovani agricoltori. “La politica, il Parlamento ed il Governo che si insedieranno, hanno il dovere di dare risposte alle priorità - ha proseguito il presidente di Confagricoltura - Il mondo recentemente ha subito diversi choc, in primis, quello finanziario. Vanno ora ridisegnate completamente le regole del gioco, riscrivendo l'intero sistema e ponendo al centro la ‘terra’, in termini di sostenibilità ambientale ed economica. Il settore ha grandi potenzialità di cui, però, si è ancora poco consapevoli. Occorre analizzare i fattori di vantaggio dei nostri territori, riuscendo ad utilizzarli al meglio”. Per il presidente di Confagricoltura “i giovani hanno confermato, in qualche modo, la necessità che la piramide venga rovesciata perché chi ha idee non ha risorse e chi ha mezzi non si vuole più mettere in gioco”. “In un mondo dove tutto è connesso, chi è fuori non conta - ha aggiunto Guidi -. Per crescere l'agricoltura ha bisogno, ad esempio, della banda larga, occorre anche uscire dalla dimensione esclusivamente di settore, superandola per ricostituire un sistema delle conoscenze”. Il presidente di Confagricoltura si è soffermato infine sulle opportunità delle reti d'impresa ed ha evidenziato l'importanza di aver costituito ‘Agrinsieme’ (il coordinamento di larga parte del mondo agricolo organizzato). "Per noi imprenditori agricoli che gestiamo la terra è una grande occasione - ha concluso - Ci siamo resi conto che per avere un ambiente favorevole dobbiamo essere capaci di costruircelo direttamente; non vogliamo aspettare che altri facciano ciò che ci serve, ma ci siamo rimboccati le maniche".
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CHI E’ IL GIOVANE IMPRENDITORE DI CONFAGRICOLTURA E COSA CHIEDE AL PROSSIMO GOVERNO
Fonte: Confagricoltura
UNA RICERCA DEL CENTRO STUDI DELLA CONFEDERAZIONE
Chi sono gli imprenditori “tipo” dell’Anga e quali sono i loro desiderata rispetto alla classe politica di domani? La risposta arriva dal Centro Studi di Confagricoltura che, in occasione del XV Convegno Quadri Dirigenti dei Giovani di Confagricoltura in corso a Napoli, ha realizzato un’indagine su un campione ragionato di aziende associate, cercando di focalizzare il profilo dell’impresa e temi che spaziano dal commercio alla politica. Lo studio ha rilevato un incidenza maggiore degli uomini (66%) rispetto alle donne (34%), ma entrambi mediamente hanno la stessa età (32 anni). E’ titolare d’azienda a tutti gli effetti il 71% degli intervistati, il 93% gestisce un’azienda di famiglia, con una dimensione media di 113 ettari. Questo a dimostrazione di come ci sia, comunque, uno stretto legame tra attività di impresa e “familiarità” con il settore. Purtroppo, l’elevato costo dei terreni e la scarsa rimuneratività del beneficio fondiario impediscono ai giovani di insediarsi nel settore primario come capi azienda. Ed è pure molto probabile che le varie misure volte ad introdurre nuovi soggetti nel mondo agricolo siano troppo macchinose e scoraggino in partenza anche i più interessati. I giovani di Confagricoltura certificano le proprie produzioni (ma comunque entro il 50%) prestando attenzione alle problematiche ambientali, coltivando bio (50%) od utilizzando le denominazioni di origine (50%). Utilizzano quasi sempre mezzi informatici per la gestione dell’azienda (89%), però non aderiscono ancora a strumenti innovativi come le reti di impresa (solo il 12% lo fa). La percentuale di partecipazione a reti strutturate di impresa è comunque inferiore rispetto alla percentuale delle aziende di Confagricoltura (18,2% - indagine Censis Confagricoltura marzo 2012). Come dire che in agricoltura c’è ancora un gap generazionale significativo nella collaborazione partecipativa del “fare impresa”. Dei giovani imprenditori Anga solo il 35% è aggregato in OP, ma di converso ben il 40% degli intervistati utilizza la cooperativa come canale commerciale, il 23% l’industria e il 26% la vendita diretta. Tutto sommato limitato (4%) il ricorso alla vendita on-line. Il 51% ritiene comunque insoddisfacente il collocamento del prodotto. Il 60% degli intervistati ha beneficiato dei fondi strutturali PSR, soprattutto (quasi il 90%) tramite le misure per il primo insediamento, agro ambientali e per l’ammodernamento dell’azienda agricola; misure servite in sei casi su dieci ad introdurre innovazione di prodotto o di processo. Ben il 90% dei giovani imprenditori di Confagricoltura ha introdotto innovazione all’interno della propria azienda. Peccato che di questi solo la metà abbia potuto beneficiare di incentivi di politiche nazionali e comunitarie. Infine, l’indagine del Centro Studi si è incentrata sul futuro prossimo gettando uno sguardo sul periodo “post elettorale”. In particolare è stato chiesto quali provvedimenti di politica generale i giovani imprenditori dell’Anga vorrebbero che le nuove istituzioni approvassero nei primi cento giorni di governo. Gli intervistati hanno indicato come priorità la riforma fiscale e contributiva e il riassetto delle istituzioni nazionali (rispettivamente il 26% ed il 23%). Seguono misure per favorire l’occupazione (14%), la promozione di formazione e ricerca (11%) e la riforma del sistema elettorale (10%). Per quanto riguarda, invece, i provvedimenti di politica agricola richiesti, su tutti spicca l’esigenza di maggior facilità di accesso al credito (25%). Sono evidenti le difficoltà nel reperire capitali di esercizio e di investimento per la propria attività dopo il credit crunch. Subito dopo sono stati indicati il finanziamento per acquisire mezzi di produzione innovativi (22%) e per acquistare terreni agricoli (20%). Quest’ultima esigenza al pari della richiesta di un nuovo regime fiscale per creare nuove reti di impresa (20%). E’ chiara, quindi, l’esigenza per una politica dei fattori efficace, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione (che i giovani imprenditori di Anga chiedono di incentivare) e per il fattore di produzione principale - e di più difficile acquisizione – per le aziende agricole: la terra. Meno sentita la necessità di fondi per finanziare business plan ed analisi di mercato; forse servizi già disponibili ed acquisiti.
SCHEDA: Le imprese AGRICOLE UNDER 35
Sono 57.673 le imprese agricole under 35 in Italia, secondo i dati Unioncamere, il 7% del totale delle imprese agricole iscritte al registro delle imprese delle CCIAA (823.542) e il 9% circa delle imprese giovani complessive. Un numero comunque rilevante visto che solo le categorie delle imprese giovani di “costruzioni” e del “commercio all’ingrosso e al dettaglio” possono vantare un numero superiore di operatori (rispettivamente 123 mila e 183 mila circa). Nel corso degli ultimi anni, secondo i dati Eurostat, le imprese agricole giovani in Italia sono diminuite in valore assoluto: da 145 mila nel 1990 a 115 mila nel 2000 sino ai poco meno di 52 mila nel 2007 (dato comunque non paragonabile a quello di Unioncamere). Un calo complessivo del 64% per cento; comunque superiore alla flessione del numero complessivo di aziende agricole (meno 37%) nello stesso periodo. Come sopra accennato, le imprese agricole rappresentano il 9% (esattamente l’8,8%) di tutte le imprese condotte da giovani (658.033) nei vari settori. Un dato comunque peggiore rispetto all’incidenza (13,5%) delle imprese agricole rispetto al totale delle imprese di tutti i settori (6,1 milioni). In Italia i giovani che si dedicano all’agricoltura sono soprattutto nel meridione e nelle isole, in particolare in Calabria, Sicilia e Sardegna, dove si trovano il 56% delle aziende agricole giovani nazionali, pari a quasi il 9% delle imprese complessive (la media nazionale è del 7%).
UNA RICERCA DEL CENTRO STUDI DELLA CONFEDERAZIONE
Chi sono gli imprenditori “tipo” dell’Anga e quali sono i loro desiderata rispetto alla classe politica di domani? La risposta arriva dal Centro Studi di Confagricoltura che, in occasione del XV Convegno Quadri Dirigenti dei Giovani di Confagricoltura in corso a Napoli, ha realizzato un’indagine su un campione ragionato di aziende associate, cercando di focalizzare il profilo dell’impresa e temi che spaziano dal commercio alla politica. Lo studio ha rilevato un incidenza maggiore degli uomini (66%) rispetto alle donne (34%), ma entrambi mediamente hanno la stessa età (32 anni). E’ titolare d’azienda a tutti gli effetti il 71% degli intervistati, il 93% gestisce un’azienda di famiglia, con una dimensione media di 113 ettari. Questo a dimostrazione di come ci sia, comunque, uno stretto legame tra attività di impresa e “familiarità” con il settore. Purtroppo, l’elevato costo dei terreni e la scarsa rimuneratività del beneficio fondiario impediscono ai giovani di insediarsi nel settore primario come capi azienda. Ed è pure molto probabile che le varie misure volte ad introdurre nuovi soggetti nel mondo agricolo siano troppo macchinose e scoraggino in partenza anche i più interessati. I giovani di Confagricoltura certificano le proprie produzioni (ma comunque entro il 50%) prestando attenzione alle problematiche ambientali, coltivando bio (50%) od utilizzando le denominazioni di origine (50%). Utilizzano quasi sempre mezzi informatici per la gestione dell’azienda (89%), però non aderiscono ancora a strumenti innovativi come le reti di impresa (solo il 12% lo fa). La percentuale di partecipazione a reti strutturate di impresa è comunque inferiore rispetto alla percentuale delle aziende di Confagricoltura (18,2% - indagine Censis Confagricoltura marzo 2012). Come dire che in agricoltura c’è ancora un gap generazionale significativo nella collaborazione partecipativa del “fare impresa”. Dei giovani imprenditori Anga solo il 35% è aggregato in OP, ma di converso ben il 40% degli intervistati utilizza la cooperativa come canale commerciale, il 23% l’industria e il 26% la vendita diretta. Tutto sommato limitato (4%) il ricorso alla vendita on-line. Il 51% ritiene comunque insoddisfacente il collocamento del prodotto. Il 60% degli intervistati ha beneficiato dei fondi strutturali PSR, soprattutto (quasi il 90%) tramite le misure per il primo insediamento, agro ambientali e per l’ammodernamento dell’azienda agricola; misure servite in sei casi su dieci ad introdurre innovazione di prodotto o di processo. Ben il 90% dei giovani imprenditori di Confagricoltura ha introdotto innovazione all’interno della propria azienda. Peccato che di questi solo la metà abbia potuto beneficiare di incentivi di politiche nazionali e comunitarie. Infine, l’indagine del Centro Studi si è incentrata sul futuro prossimo gettando uno sguardo sul periodo “post elettorale”. In particolare è stato chiesto quali provvedimenti di politica generale i giovani imprenditori dell’Anga vorrebbero che le nuove istituzioni approvassero nei primi cento giorni di governo. Gli intervistati hanno indicato come priorità la riforma fiscale e contributiva e il riassetto delle istituzioni nazionali (rispettivamente il 26% ed il 23%). Seguono misure per favorire l’occupazione (14%), la promozione di formazione e ricerca (11%) e la riforma del sistema elettorale (10%). Per quanto riguarda, invece, i provvedimenti di politica agricola richiesti, su tutti spicca l’esigenza di maggior facilità di accesso al credito (25%). Sono evidenti le difficoltà nel reperire capitali di esercizio e di investimento per la propria attività dopo il credit crunch. Subito dopo sono stati indicati il finanziamento per acquisire mezzi di produzione innovativi (22%) e per acquistare terreni agricoli (20%). Quest’ultima esigenza al pari della richiesta di un nuovo regime fiscale per creare nuove reti di impresa (20%). E’ chiara, quindi, l’esigenza per una politica dei fattori efficace, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione (che i giovani imprenditori di Anga chiedono di incentivare) e per il fattore di produzione principale - e di più difficile acquisizione – per le aziende agricole: la terra. Meno sentita la necessità di fondi per finanziare business plan ed analisi di mercato; forse servizi già disponibili ed acquisiti.
SCHEDA: Le imprese AGRICOLE UNDER 35
Sono 57.673 le imprese agricole under 35 in Italia, secondo i dati Unioncamere, il 7% del totale delle imprese agricole iscritte al registro delle imprese delle CCIAA (823.542) e il 9% circa delle imprese giovani complessive. Un numero comunque rilevante visto che solo le categorie delle imprese giovani di “costruzioni” e del “commercio all’ingrosso e al dettaglio” possono vantare un numero superiore di operatori (rispettivamente 123 mila e 183 mila circa). Nel corso degli ultimi anni, secondo i dati Eurostat, le imprese agricole giovani in Italia sono diminuite in valore assoluto: da 145 mila nel 1990 a 115 mila nel 2000 sino ai poco meno di 52 mila nel 2007 (dato comunque non paragonabile a quello di Unioncamere). Un calo complessivo del 64% per cento; comunque superiore alla flessione del numero complessivo di aziende agricole (meno 37%) nello stesso periodo. Come sopra accennato, le imprese agricole rappresentano il 9% (esattamente l’8,8%) di tutte le imprese condotte da giovani (658.033) nei vari settori. Un dato comunque peggiore rispetto all’incidenza (13,5%) delle imprese agricole rispetto al totale delle imprese di tutti i settori (6,1 milioni). In Italia i giovani che si dedicano all’agricoltura sono soprattutto nel meridione e nelle isole, in particolare in Calabria, Sicilia e Sardegna, dove si trovano il 56% delle aziende agricole giovani nazionali, pari a quasi il 9% delle imprese complessive (la media nazionale è del 7%).
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venerdì 1 febbraio 2013
ANGA-GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: FIRMATI A NAPOLI GLI ACCORDI CON AGRIVENTURE, LIBERA TERRA E RETE DELLE FATTORIE SOCIALI
Fonte: Confagricoltura
Tre accordi siglati per rispondere alle esigenze più sentite dai giovani imprenditori agricoli. Da quelle immediatamente pratiche, a quelle di più alto valore etico e sociale. E’ con quest’ottica che a Napoli, dove sono in corso i lavoro del XXV Convegno Quadri dell’Anga, i giovani di Confagricoltura hanno firmato gli accordi con Agriventure, Libera Terra e Rete delle Fattorie Sociali. “Il credito è l’ostacolo più alto che incontrano le nuove generazioni quando vogliono fare impresa in agricoltura”, ha detto il presidente dell’Anga Nicola Motolese, sottolineando l’importanza dell’accordo sottoscritto con Agriventure, la società del gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al settore agroalimentare, agroindustriale ed agro energetico. L’agricoltura ha un ruolo centrale nel progetto di rilancio del sistema Paese, ma è minacciata da fenomeni di illegalità. Per questo i giovani di Confagricoltura si impegnano a collaborare con Libera Terra, il marchio creato da Don Luigi Ciotti, che contraddistingue le produzioni biologiche realizzate nelle terre confiscate alla criminalità organizzata. Sul fronte dell’impegno sociale si inserisce l’accordo con la Rete delle fattorie Sociali, che riunisce agricoltori, operatori e ricercatori, con lo scopo di diffondere un’agricoltura responsabile, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini, in particolare delle categorie più deboli. “Come giovani – ha concluso Nicola Motolese - non possiamo non credere in un futuro in cui l’impresa e la sua produttività siano avulse dal contesto ambientale e sociale in cui operano. I concetti di sostenibilità e di solidarietà sono nel nostro DNA.”
Tre accordi siglati per rispondere alle esigenze più sentite dai giovani imprenditori agricoli. Da quelle immediatamente pratiche, a quelle di più alto valore etico e sociale. E’ con quest’ottica che a Napoli, dove sono in corso i lavoro del XXV Convegno Quadri dell’Anga, i giovani di Confagricoltura hanno firmato gli accordi con Agriventure, Libera Terra e Rete delle Fattorie Sociali. “Il credito è l’ostacolo più alto che incontrano le nuove generazioni quando vogliono fare impresa in agricoltura”, ha detto il presidente dell’Anga Nicola Motolese, sottolineando l’importanza dell’accordo sottoscritto con Agriventure, la società del gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al settore agroalimentare, agroindustriale ed agro energetico. L’agricoltura ha un ruolo centrale nel progetto di rilancio del sistema Paese, ma è minacciata da fenomeni di illegalità. Per questo i giovani di Confagricoltura si impegnano a collaborare con Libera Terra, il marchio creato da Don Luigi Ciotti, che contraddistingue le produzioni biologiche realizzate nelle terre confiscate alla criminalità organizzata. Sul fronte dell’impegno sociale si inserisce l’accordo con la Rete delle fattorie Sociali, che riunisce agricoltori, operatori e ricercatori, con lo scopo di diffondere un’agricoltura responsabile, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini, in particolare delle categorie più deboli. “Come giovani – ha concluso Nicola Motolese - non possiamo non credere in un futuro in cui l’impresa e la sua produttività siano avulse dal contesto ambientale e sociale in cui operano. I concetti di sostenibilità e di solidarietà sono nel nostro DNA.”
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giovedì 31 gennaio 2013
CONVEGNO QUADRI GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: AGRICOLTURA TRA LE PRIORITA’ DEL PROSSIMO GOVERNO. LO CONFERMA UN SONDAGGIO DEL FAI
Fonte: Confagricoltura
“Ripartire dalla terra. Puntare sull’agricoltura, riconoscendone la centralità, significa voler costruire quelle condizioni economiche, sociali, culturali per poter guardare al futuro con ottimismo, entusiasmo e positività. E’ quel che serve ai giovani e all’Italia”. Lo ha detto il presidente dei giovani di Confagricoltura, Nicola Motolese aprendo oggi, a Napoli, i lavori del XV Convegno quadri dell’Anga. “La promozione dell’agricoltura è tra le prime cinque priorità che i cittadini indicano al prossimo Governo. Il ruolo centrale del nostro settore – sottolinea Motolese - viene ulteriormente confermato anche dai risultati delle ‘Primarie della cultura’, il sondaggio on line promosso dai giovani del Fai (Fondo Ambiente Italiano)”. L’agricoltura italiana, con l’agroalimentare rappresenta il 16% del Prodotto Interno Lordo, gestisce più del 70% dell’intero territorio nazionale, dà occupazione a un milione di persone e conta circa 800.000 aziende agricole. Sono più di 500 le produzioni certificate legate al territorio tra Dop, Igp e l’Italia è leader nelle produzioni biologiche. Occorre, a parere dell’Anga, dare fiducia alle imprese agricole, creare un ambiente favorevole alla loro nascita e al loro sviluppo, che non disincentivi la permanenza degli imprenditori e dei giovani nel settore. E serve anche impegnarsi a livello nazionale ed europeo perché si investa di più in agricoltura. “La metà del territorio nazionale e della Ue è gestito dagli agricoltori – conclude Motolese -, malgrado ciò siamo costretti ad essere i primi importatori al mondo di prodotti agricoli ed alimentari, con un deficit commerciale che si colloca intorno ai 30 mld di dollari all’anno”.
“Ripartire dalla terra. Puntare sull’agricoltura, riconoscendone la centralità, significa voler costruire quelle condizioni economiche, sociali, culturali per poter guardare al futuro con ottimismo, entusiasmo e positività. E’ quel che serve ai giovani e all’Italia”. Lo ha detto il presidente dei giovani di Confagricoltura, Nicola Motolese aprendo oggi, a Napoli, i lavori del XV Convegno quadri dell’Anga. “La promozione dell’agricoltura è tra le prime cinque priorità che i cittadini indicano al prossimo Governo. Il ruolo centrale del nostro settore – sottolinea Motolese - viene ulteriormente confermato anche dai risultati delle ‘Primarie della cultura’, il sondaggio on line promosso dai giovani del Fai (Fondo Ambiente Italiano)”. L’agricoltura italiana, con l’agroalimentare rappresenta il 16% del Prodotto Interno Lordo, gestisce più del 70% dell’intero territorio nazionale, dà occupazione a un milione di persone e conta circa 800.000 aziende agricole. Sono più di 500 le produzioni certificate legate al territorio tra Dop, Igp e l’Italia è leader nelle produzioni biologiche. Occorre, a parere dell’Anga, dare fiducia alle imprese agricole, creare un ambiente favorevole alla loro nascita e al loro sviluppo, che non disincentivi la permanenza degli imprenditori e dei giovani nel settore. E serve anche impegnarsi a livello nazionale ed europeo perché si investa di più in agricoltura. “La metà del territorio nazionale e della Ue è gestito dagli agricoltori – conclude Motolese -, malgrado ciò siamo costretti ad essere i primi importatori al mondo di prodotti agricoli ed alimentari, con un deficit commerciale che si colloca intorno ai 30 mld di dollari all’anno”.
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mercoledì 30 gennaio 2013
NAPOLI, SI APRE DOMANI “RIPARTIAMO DALLA TERRA”. TRE GIORNI DI CONFRONTO ORGANIZZATI DALL’ANGA-GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA
Fonte: Confagricoltura
Inizia domani a Napoli, fino al 2 febbraio, il XV Convegno dei quadri dirigenti dell’Anga (l’Associazione che riunisce i giovani di Confagricoltura). Giovedì e venerdì saranno dedicati ai lavori interni, con un approfondimento e una riflessione su quattro temi: agricoltura innovazione di gestione, ricambio generazionale, reti d’impresa e istruzione/formazione. L’evento si concluderà sabato mattina, con la sezione pubblica della seconda edizione del Forum nazionale. “Intendiamo lanciare una richiesta molto chiara e concreta – spiega il presidente dell’Anga Nicola Motolese - perché siamo convinti che lo sviluppo dell’intero sistema Paese parta proprio dall’agricoltura. Noi giovani abbiamo ancora trenta, quaranta anni di lavoro davanti a noi e riteniamo importante che venga adeguatamente valorizzata la risorsa giovani”. La giornata di domani ha come obiettivo quello di analizzare e approfondire, attraverso i gruppi di lavoro, i quattro temi su cui prenderà le mosse il progetto dell’Anga “Ripartire dalla terra”. Il convegno proseguirà venerdì. Nel pomeriggio si terrà anche il Consiglio Nazionale, al quale interverranno il direttore generale di Confagricoltura, Luigi Mastrobuono e il presidente dell’Associazione Libera, Don Luigi Ciotti. Ripartire dalla terra significa, a parere dei giovani dell’Anga, puntare sul concreto e sul valore economico del settore. Nella mattina di sabato verrà presentata un’indagine del centro studi di Confagricoltura sulla realtà delle giovani imprese associate. Nella Tavola rotonda: “Agricoltura 3.0 in rete tra digitale e ricambio” si punterà a dimostrare come le giovani imprese possano costituire la risposta più efficace alle complesse sfide che occorre fronteggiare per innescare la ripresa economica. Le conclusioni saranno del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi.
Inizia domani a Napoli, fino al 2 febbraio, il XV Convegno dei quadri dirigenti dell’Anga (l’Associazione che riunisce i giovani di Confagricoltura). Giovedì e venerdì saranno dedicati ai lavori interni, con un approfondimento e una riflessione su quattro temi: agricoltura innovazione di gestione, ricambio generazionale, reti d’impresa e istruzione/formazione. L’evento si concluderà sabato mattina, con la sezione pubblica della seconda edizione del Forum nazionale. “Intendiamo lanciare una richiesta molto chiara e concreta – spiega il presidente dell’Anga Nicola Motolese - perché siamo convinti che lo sviluppo dell’intero sistema Paese parta proprio dall’agricoltura. Noi giovani abbiamo ancora trenta, quaranta anni di lavoro davanti a noi e riteniamo importante che venga adeguatamente valorizzata la risorsa giovani”. La giornata di domani ha come obiettivo quello di analizzare e approfondire, attraverso i gruppi di lavoro, i quattro temi su cui prenderà le mosse il progetto dell’Anga “Ripartire dalla terra”. Il convegno proseguirà venerdì. Nel pomeriggio si terrà anche il Consiglio Nazionale, al quale interverranno il direttore generale di Confagricoltura, Luigi Mastrobuono e il presidente dell’Associazione Libera, Don Luigi Ciotti. Ripartire dalla terra significa, a parere dei giovani dell’Anga, puntare sul concreto e sul valore economico del settore. Nella mattina di sabato verrà presentata un’indagine del centro studi di Confagricoltura sulla realtà delle giovani imprese associate. Nella Tavola rotonda: “Agricoltura 3.0 in rete tra digitale e ricambio” si punterà a dimostrare come le giovani imprese possano costituire la risposta più efficace alle complesse sfide che occorre fronteggiare per innescare la ripresa economica. Le conclusioni saranno del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi.
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venerdì 26 ottobre 2012
RIFORMA PAC, GUIDI AI GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: "TOCCA ALLE NUOVE GENERAZIONI SFAMARE IL MONDO, BRUXELLES DEVE CAPIRE CHE LE IMPRESE HANNO IL DOVERE DI PRODURRE DI PIÙ"
Fonte: Confagricoltura
“In Italia su 700mila imprese guidate da under 35, poco più di 60.000 sono quelle agricole. Se pur lieve, quest’anno registriamo un recupero delle nuove leve iscritte alle Camere di commercio, è un segnale della volontà di ritornare alla terra che va assolutamente colto perché l’agricoltura è la base su cui poggia la speranza di sfamare il mondo, adesso e nel futuro”. Lo ha detto Giorgio Guarneri, presidente dell’Anga Cremona, al convegno: ”Riforma Pac: le proposte della Commissione, le attese dei produttori e la politica dell’Unione Europea”, organizzato dai giovani di Confagricoltura in occasione della sessantasettesima edizione della fiera internazionale del bovino da latte. Le aziende agricole condotte dagli under 35 si distinguono, nel panorama italiano prevalentemente caratterizzato da microimprese, come realtà consistenti per fatturato, dimensione e innovazioni di prodotto e processo. “L’invecchiamento del settore agricolo è la migliore dimostrazione delle opportunità potenziali per chi vorrebbe diventare imprenditore agricolo, a patto si agisca presto e concretamente per favorire l’ingresso e la permanenza di giovani – ha rimarcato Guarneri -. Bene aver inserito il pacchetto giovani nel primo Pilastro, ma non basta. Non servono ‘contentini’, ma interventi efficaci e realizzabili che possano dare sicurezza ai giovani in una logica di sviluppo e crescita per una reale sostenibilità economica dell’impresa, dell’Italia e dell’Europa”. “I giovani sono il motore della crescita, da loro ci si attende impulsi propulsivi al rinnovamento. Ma devono essere messi nelle condizioni di operare – ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi -. Occorrono misure che riequilibrino la distribuzione del valore nella filiera, liberino le potenzialità e le capacità imprenditoriali, diano spazio ad una grande agricoltura di produzione e qualità, l’unica in grado di creare lavoro e contribuire alla crescita economica. Servono scelte precise a livello comunitario, ma anche nazionale, per orientare sempre di più i produttori al mercato. Va finalmente compreso – ha concluso - che produrre non è un tabù, come ci vuol far credere Bruxelles, ma una necessità per il futuro dell’Europa“.
“In Italia su 700mila imprese guidate da under 35, poco più di 60.000 sono quelle agricole. Se pur lieve, quest’anno registriamo un recupero delle nuove leve iscritte alle Camere di commercio, è un segnale della volontà di ritornare alla terra che va assolutamente colto perché l’agricoltura è la base su cui poggia la speranza di sfamare il mondo, adesso e nel futuro”. Lo ha detto Giorgio Guarneri, presidente dell’Anga Cremona, al convegno: ”Riforma Pac: le proposte della Commissione, le attese dei produttori e la politica dell’Unione Europea”, organizzato dai giovani di Confagricoltura in occasione della sessantasettesima edizione della fiera internazionale del bovino da latte. Le aziende agricole condotte dagli under 35 si distinguono, nel panorama italiano prevalentemente caratterizzato da microimprese, come realtà consistenti per fatturato, dimensione e innovazioni di prodotto e processo. “L’invecchiamento del settore agricolo è la migliore dimostrazione delle opportunità potenziali per chi vorrebbe diventare imprenditore agricolo, a patto si agisca presto e concretamente per favorire l’ingresso e la permanenza di giovani – ha rimarcato Guarneri -. Bene aver inserito il pacchetto giovani nel primo Pilastro, ma non basta. Non servono ‘contentini’, ma interventi efficaci e realizzabili che possano dare sicurezza ai giovani in una logica di sviluppo e crescita per una reale sostenibilità economica dell’impresa, dell’Italia e dell’Europa”. “I giovani sono il motore della crescita, da loro ci si attende impulsi propulsivi al rinnovamento. Ma devono essere messi nelle condizioni di operare – ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi -. Occorrono misure che riequilibrino la distribuzione del valore nella filiera, liberino le potenzialità e le capacità imprenditoriali, diano spazio ad una grande agricoltura di produzione e qualità, l’unica in grado di creare lavoro e contribuire alla crescita economica. Servono scelte precise a livello comunitario, ma anche nazionale, per orientare sempre di più i produttori al mercato. Va finalmente compreso – ha concluso - che produrre non è un tabù, come ci vuol far credere Bruxelles, ma una necessità per il futuro dell’Europa“.
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