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mercoledì 4 marzo 2015

FORAGRI PER IL SOCIALE: PRESENTATE LE INIZIATIVE DEL FONDO PER SOSTENERE L’AGRICOLTURA A FAVORE DEI PIU’ DEBOLI

Fonte: Confagricoltura

 “Intendiamo sostenere l’agricoltura sociale, dedicando una parte delle nostre risorse allo sviluppo di attività a favore di soggetti svantaggiati e per il recupero di imprese confiscate alla criminalità. L’agricoltura è una straordinaria forza terapeutica che non può essere ignorata. Si pensi, ad esempio, agli ottimi risultati ottenuti con l’ippoterapia, la pet-therapy e l’orticoltura-terapia, per chi soffre di deficit comportamentali, come i bambini affetti dalla ‘sindrome di Down’ “. Lo ha detto Stefano Bianchi, presidente di For.Agri il primo, e per ora l’unico, Fondo Interprofessionale che dedica attenzione al terzo settore, investendo risorse per l’agricoltura sociale.

L’agricoltura sociale è molto diffusa in Italia, anche se ancora poco nota. In Parlamento è in dirittura d’arrivo la legge per regolarla. Nell’ambito di quella che viene ampiamente definita agricoltura sociale, un ruolo predominante, ricorda For.Agri, è svolto dalle cooperative sociali, organizzazioni che, secondo la definizione giuridica data dalla L. 381/1991, hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità all’integrazione sociale dei cittadini, attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi o lo svolgimento di attività diverse – incluse quelle agricole - finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. “Abbiamo riservato – continua Bianchi - risorse specifiche a progetti presentati da queste particolari imprese, che continuano a crescere di numero. Il nostro Fondo Interprofessionale ritiene indispensabile promuovere, e desideriamo continuare a farlo anche in futuro, la formazione e sviluppare capacità e competenze di chi è direttamente coinvolto nella gestione e nell’attività di queste imprese che, oltre a produrre beni agro-alimentari, promuovono l’inclusione sociale, l’inserimento terapeutico e lavorativo di soggetti deboli e svantaggiati, l’organizzazione di servizi per minori e per anziani”. La cooperazione sociale si inquadra nel più largo aspetto del ruolo multifunzionale dell’agricoltura, che va declinato non solo sul versante delle varie opportunità di reddito per l’azienda agricola, ma anche su quello delle diverse funzioni che l’agricoltura riesce e può ulteriormente esprimere all’interno della società e del sistema Paese. La multifunzionalità dell’agricoltura, conclude For.Agri, spiana la strada a nuovi obiettivi sociali e ambientali.  

I NUMERI DEL SOCIALE
In Italia si contano ormai circa 14.000 cooperative sociali e il loro impatto in termini occupazionali è molto elevato, con circa 320.000 lavoratori dipendenti, per una media di 23 lavoratori a cooperativa e l’impiego in media di 530 soggetti ogni 100mila abitanti a livello nazionale. La cooperazione sociale agricola in Italia conta ormai circa 400 cooperative sociali, impegnate in attività produttive lungo tutta la filiera legata al settore agricolo: dalla coltivazione, all’industria alimentare, al commercio. Sono impiegati circa 4.000 lavoratori dipendenti su tutto il territorio nazionale, per un valore della produzione di 200 milioni di euro. Oltre il 90% di queste imprese si occupa di attività agricole in senso stretto. In particolare, il 40% di coltivazione di colture agricole non permanenti, l’8% di colture agricole permanenti, l’11% di allevamento di animali e coltivazioni agricole connesse, mentre il 10% si occupa di silvicoltura e utilizzo di aree forestali. Inoltre, un 20% delle imprese è impegnato in attività di supporto all’agricoltura e successive alla raccolta.  

ALCUNE ‘CASE HISTORY’

NATURALMENTE è una società cooperativa agricola della provincia di Cuneo che si occupa dell’inserimento sociale e lavorativo di disabili psichici, attraverso il lavoro agricolo. Costituita nel maggio 2009, la cooperativa ha acquisito un cascinale a Murazzano (Comunità Montana Alta Langa), che ha ristrutturato e che ospita l’attività di allevamento di pecore e di trasformazione dei formaggi. Il progetto, con attività in campo, in stalla e in laboratorio, ha finanziato la formazione tecnica di settore, integrata con opportune attività di sostegno, per portare i dipendenti disabili a saper gestire le greggi di pecore.

OIKOS ONLUS di Jesi è un’associazione di volontariato nata nel 1990, su iniziativa di Don Giuliano Fiorentini, con lo scopo di offrire una risposta immediata e diretta al problema della tossicodipendenza. Oikos svolge attività di prevenzione e di cura della tossicodipendenza e di dipendenze patologiche; attività di sostegno e cura di minori vittime di violenza e abusi fisici e psicologici e delle loro mamme. Realizza progetti di prevenzione e promozione del benessere nelle scuole e nel territorio e offre un globale sostegno alle famiglie.

La cooperativa sociale “MADONITA”, di Castelbuono (PA), si occupa del recupero e integrazione di soggetti svantaggiati; dell’inserimento nel mondo del lavoro di emarginati sociali, tossicodipendenti, disabili psichici e non, attraverso attività di formazione e di orientamento professionale, di gestione di centri di lavoro. Le attività finanziate da For.Agri vanno dall’introduzione della permacoltura a quella dell’agricoltura sinergica, dalla qualificazione dell’operatore di fattoria sociale a quella di operatore di attività assistita con asino.

TERRE DI PUGLIA - LIBERATERRA è la cooperativa sociale di Mesagne in provincia di Brindisi, fondata per il riutilizzo dei beni confiscati alla malavita organizzata pugliese. Si tratta di circa venti ettari di terreno coltivati a grano biologico – grazie al quale già nel 2007 sono stati prodotti i primi tarallini pugliesi con marchio Libera Terra– e di circa trenta ettari di vigneto tipico, recuperati dopo anni di abbandono. I progetti finanziati da For.Agri aiuteranno la qualificazione professionale dei dipendenti.

FATTORIE SOCIALI. L’intervento di For.Agri coinvolge 25 imprese di tutto il territorio nazionale e l’attività finanziata intende fornire strumenti utili per avviare percorsi di agricoltura sociale, che ha lo scopo di supportare persone svantaggiate nel loro inserimento lavorativo e sociale e nei loro percorsi terapeutici attraverso l’attività agricola. Gli interventi saranno localizzati in quattro aree diverse del Paese: Piemonte, Toscana, Lazio e Sicilia.  

Rete Fattorie Sociali

La Rete Fattorie Sociali riunisce le Fattorie Sociali Italiane, le associazioni di familiari di persone svantaggiate e tutti coloro che sono interessati al consumo etico. Nella Rete confluiscono tutte quelle sigle sindacali che hanno ritenuto indispensabile collaborare su un argomento così importante, delicato e specifico, in particolare, la Confagricoltura, Acli Terra e l’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori. Nell’Agricoltura Sociale, la parola sociale significa solidarietà e non assistenzialismo. In termini economici, per le Istituzioni Pubbliche, investire nelle Fattorie sociali è motivo di ottimizzazione dei costi: una persona che può uscire da una situazione di assistenzialismo puro, con tutte le spese che questo comporta e diventare soggetto attivo della società attraverso il lavoro, è fonte di grande risparmio. Per questo favorire lo sviluppo dell'Agricoltura Sociale nel nostro Paese rappresenta un interesse non solo morale, ma anche economico. Il lavoro ed i suoi prodotti non sono il fine ultimo dell’attività, ma diventano lo strumento per dare un'opportunità di dimostrare di essere assolutamente come tutti gli altri e di avere diritto, come tutti, ad una vita normale, trasformandosi così da soggetti passivi ed emarginati a soggetti protagonisti ed attivi. L'Agricoltura Sociale è utile non solo a tutte quelle persone che ne traggono benefici per la propria salute, ma anche un’importante risorsa per tutti quegli agricoltori che, in forma singola o associata, decidono di aprire le proprie aziende agricole a questo tipo di realtà. L’Agricoltura Sociale è senz’altro una delle protagoniste della prossima programmazione Europea e il nostro modello può essere a pieno titolo considerato una delle eccellenze del Made in Italy. La Rete Fattorie Sociali, in collaborazione con ENAPRA e grazie al finanziamento del FOR.AGRI, ha potuto far partire il Programma nazionale di Formazione in Agricoltura Sociale, al quale hanno aderito 35 aziende e 80 iscritti al corso.

lunedì 18 novembre 2013

VERSO LE SMART FARM: UN’AZIENDA AGRICOLA “INTELLIGENTE”, INNOVATIVA, ECOSOSTENIBILE SENZA DIMENTICARE LA SUA VOCAZIONE PRODUTTIVA. PER CIA FERRARA UN’OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI AGRICOLTORI

Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara

Sono aziende agricole tradizionali, con una vocazione produttiva legata al food e, al tempo stesso, multifunzionali, autosufficienti dal punto di vista energetico, dinamiche e innovative. Definite “Smart farm”, letteralmente “fattorie intelligenti”, vengono condotte perlopiù da giovani agricoltori decisi a fare un tipo di agricoltura a basso impatto ambientale, dalle scelte colturali – biologico e produzione integrata – fino all’uso di biocarburanti per le lavorazioni agricole. «Si tratta – spiega Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara – di aziende agricole che mantengono la loro funzione primaria, quella cioè di produrre cibo, e al tempo stesso guardano oltre, verso modelli di autonomia energetica e produzioni ecosostenibili. La smart farm è l’evoluzione dell’azienda multifunzionale: produce con il minimo utilizzo di concimi e prodotti agronomici; è autosufficiente dal punto di vista energetico grazie agli impianti solari ed eolici; utilizza biocarburanti, valorizzando biomasse e residui vegetali da potatura; risparmia risorse idriche con impianti “a goccia”. Non impoverire il suolo, non inquinare, non sprecare acqua – continua Boldrini – non è solo necessario ma è anche conveniente. Questo perché, a fronte di investimenti iniziali spesso soggetti a contributi da parte dei Psr, consente di ridurre i costi di gestione, rendendo l’azienda autosufficiente da molti punti di vista. In Italia sono soprattutto i giovani – il 7,2% degli under 40 – a lavorare in questo sistema di “green economy” e credo che per i giovani agricoltori ferraresi questa possa essere davvero un’opportunità di trasformazione profonda che finirà per diventare la norma, piuttosto che l’eccezione. Senza dimenticare, e voglio ripeterlo, la vocazione produttiva tradizionale. D’altra parte sarà proprio la Nuova Pac a richiedere un tipo di agricoltura più verde, attenta a preservare i territori agricoli. Un’altra buona opportunità per cambiare, in senso neo-multifunzionale la propria azienda è sicuramente l’agricoltura sociale. Accogliere in azienda anziani, disabili, persone svantaggiate è un modo intelligente di essere imprenditore agricolo. Produrre servizi per la collettività utilizzando l’agricoltura sta diventando, infatti, una richiesta che del settore pubblico, spesso in difficoltà nel garantire servizi adeguati nelle zone rurali, che può rappresentare una forma di “investimento” positivo per gli agricoltori. D’altra parte il senso di accoglienza e la volontà di includere è sempre stato parte della cultura e della tradizione delle campagne che ora evolve e diventa un modo per fornire servizi moderni a chi rischia di essere escluso o rimanere ai margini della vita sociale ed economica. Non – conclude Boldrini – agricoltori filantropi, ovviamente, ma imprenditori agricoli capaci di mettere la loro esperienza e le loro aziende multifunzionali produttive a disposizione della società, ricevendo adeguati contributi per svolgere questo ruolo così importante.»

venerdì 1 febbraio 2013

ANGA-GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: FIRMATI A NAPOLI GLI ACCORDI CON AGRIVENTURE, LIBERA TERRA E RETE DELLE FATTORIE SOCIALI

Fonte: Confagricoltura

Tre accordi siglati per rispondere alle esigenze più sentite dai giovani imprenditori agricoli. Da quelle immediatamente pratiche, a quelle di più alto valore etico e sociale. E’ con quest’ottica che a Napoli, dove sono in corso i lavoro del XXV Convegno Quadri dell’Anga, i giovani di Confagricoltura hanno firmato gli accordi con Agriventure, Libera Terra e Rete delle Fattorie Sociali. “Il credito è l’ostacolo più alto che incontrano le nuove generazioni quando vogliono fare impresa in agricoltura”, ha detto il presidente dell’Anga Nicola Motolese, sottolineando l’importanza dell’accordo sottoscritto con Agriventure, la società del gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al settore agroalimentare, agroindustriale ed agro energetico. L’agricoltura ha un ruolo centrale nel progetto di rilancio del sistema Paese, ma è minacciata da fenomeni di illegalità. Per questo i giovani di Confagricoltura si impegnano a collaborare con Libera Terra, il marchio creato da Don Luigi Ciotti, che contraddistingue le produzioni biologiche realizzate nelle terre confiscate alla criminalità organizzata. Sul fronte dell’impegno sociale si inserisce l’accordo con la Rete delle fattorie Sociali, che riunisce agricoltori, operatori e ricercatori, con lo scopo di diffondere un’agricoltura responsabile, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini, in particolare delle categorie più deboli. “Come giovani – ha concluso Nicola Motolese - non possiamo non credere in un futuro in cui l’impresa e la sua produttività siano avulse dal contesto ambientale e sociale in cui operano. I concetti di sostenibilità e di solidarietà sono nel nostro DNA.”