Fonte: Confagricoltura
Dal Rapporto Censis “La crisi sociale del Mezzogiorno» emerge che un terzo della popolazione dei non occupati è formata dai “neet”, giovani tra i 15 e i 29 anni, che non lavorano, non studiano e non si formano; con un’incidenza media nelle regioni meridionali del 31,9%, superiore di quasi 10 punti percentuali alla media nazionale, che si attesta al 22.7%.
“E’ una vera emergenza sociale che va affrontata subito, rivoluzionando l’approccio mettendo al centro l’agricoltura”. Questo il commento di Nicola Motolese, presidente dell’Anga, ai risultati del Rapporto.
Per rimettere in moto il circolo virtuoso tra lavoro-occupazione-produttività serve anche un sistema di tirocini e crediti formativi rivolto agli studenti delle scuole superiori e delle università, che si impegnano in aziende agricole gestite da giovani imprenditori.
“Il vantaggio così è duplice – prosegue Motolese - si orienta la formazione del giovane in modo concreto e pratico verso il mondo del lavoro, e allo stesso tempo si consente all’impresa di contare su personale qualificato ’a tempo’ con cui sviluppare spin off e progetti innovativi. Va affrontata anche l’emergenza nell’emergenza – conclude - che è quella dei giovani disoccupati meridionali”.
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mercoledì 20 marzo 2013
MOTOLESE (ANGA-CONFAGRICOLTURA): L’EMERGENZA GIOVANI VA AFFRONTATA ANCHE PUNTANDO SULL’AGRICOLTURA
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venerdì 7 dicembre 2012
CENSIS, CONFAGRICOLTURA: OGNI EURO DI PRODOTTO AGRICOLO ESPORTATO GENERA 4 EURO DI EXPORT AGROALIMENTARE
Fonte: Confagricoltura
“Ogni euro di export agricolo ha un effetto trainante e produce ben 4 euro di vendita all’estero di prodotti trasformati. Ciò dimostra che l’agricoltura ‘di punta’ cresce e può svilupparsi ancora di più, con un effetto trainante per la ripresa economica del Paese”. Questo il commento di Confagricoltura alla presentazione del 46° rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2012 che, per il capitolo agricoltura, ha condotto un'indagine su aziende medie e grandi associate all’Organizzazione. Certamente, a parere di Confagricoltura, occorre dare il giusto peso economico al settore e decidere d’imboccare la strada della competitività curando i mali ‘endemici’ del sistema agricolo attuale. “L’Italia deve puntare su un’ agricoltura più organizzata, più compatta, meno dispersa sul territorio, fatta di unità produttive dotate di maggiore potere di mercato, capace di promuovere e costruire reti flessibili di conoscenza e di competenze”. Il rapporto presentato dal Censis fa il punto sui più efficaci modelli di organizzazione del tessuto d'impresa e sui sistemi a rete come strumenti per innescare la crescita. “Le nostre imprese associate, meno individualiste, che sono state capaci di attivare un’innovazione non limitata al solo aspetto produttivo e che hanno messo in pratica i vantaggi di lavorare in network – sottolinea Confagricoltura - sono la dimostrazione che l’agricoltura, pur in un contesto di mercato molto difficile, continua a crescere e, comunque, regge meglio alla di crisi”.
“Ogni euro di export agricolo ha un effetto trainante e produce ben 4 euro di vendita all’estero di prodotti trasformati. Ciò dimostra che l’agricoltura ‘di punta’ cresce e può svilupparsi ancora di più, con un effetto trainante per la ripresa economica del Paese”. Questo il commento di Confagricoltura alla presentazione del 46° rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2012 che, per il capitolo agricoltura, ha condotto un'indagine su aziende medie e grandi associate all’Organizzazione. Certamente, a parere di Confagricoltura, occorre dare il giusto peso economico al settore e decidere d’imboccare la strada della competitività curando i mali ‘endemici’ del sistema agricolo attuale. “L’Italia deve puntare su un’ agricoltura più organizzata, più compatta, meno dispersa sul territorio, fatta di unità produttive dotate di maggiore potere di mercato, capace di promuovere e costruire reti flessibili di conoscenza e di competenze”. Il rapporto presentato dal Censis fa il punto sui più efficaci modelli di organizzazione del tessuto d'impresa e sui sistemi a rete come strumenti per innescare la crescita. “Le nostre imprese associate, meno individualiste, che sono state capaci di attivare un’innovazione non limitata al solo aspetto produttivo e che hanno messo in pratica i vantaggi di lavorare in network – sottolinea Confagricoltura - sono la dimostrazione che l’agricoltura, pur in un contesto di mercato molto difficile, continua a crescere e, comunque, regge meglio alla di crisi”.
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