Fonte: Redazione di Agreste
https://www.youtube.com/watch?v=DLx1zv4h9to&list=PL4klR68bvLJmTtpkrJsDusbaxkRwnIR0y&feature=c4-overview-vl
lunedì 10 febbraio 2014
LA PROVINCIA DI FERRARA OTTIENE LA DICHIARAZIONE DI EVENTO ECCEZIONALE PER L'ECCESSO DI PIOGGIA 2013
COLDIRETTI: CRESCE IL CREDITO IN AGRICOLTURA, MA AUMENTANO ANCHE LE SOFFERENZE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Secondo i dati di Bankitalia in sofferenza il 10% dei finanziamenti ad aziende agricole, ma ripartono le erogazioni (+0,3% nel 2013), anche grazie agli enti di garanzia come Creditagri Italia, che ha aumentato la sua attività del 12% nel 2013 rispetto al 2012.
Il credito all’agricoltura ha ricominciato a crescere nel 2013 (+0.3%), ma si evidenzia un forte aumento delle sofferenza pari a circa 4,4 miliardi di euro con una incidenza del 10% sull’ammontare dei finanziamenti concessi alle PMI operanti in agricoltura, silvicoltura e pesca. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’ultimo bollettino statistico 2013 di Bankitalia. Il monte affidamenti nel settore agricolo - sottolinea la Coldiretti - è stato pari a quasi 44 miliardi di euro, circa 130 milioni in più rispetto al dato registrato esattamente un anno fa dalla nostra Banca Centrale. Sebbene in un contesto economico e finanziario di grande difficoltà, l’attività di CreditAgri Italia l’ ente di garanzia fidi e assistenza e consulenza tecnico - finanziaria a sostegno delle imprese prosegue . conclude la Coldiretti - con forte dinamismo segnando anche nel 2013 una crescita del 12% rispetto ai volumi dello scorso anno.
Secondo i dati di Bankitalia in sofferenza il 10% dei finanziamenti ad aziende agricole, ma ripartono le erogazioni (+0,3% nel 2013), anche grazie agli enti di garanzia come Creditagri Italia, che ha aumentato la sua attività del 12% nel 2013 rispetto al 2012.
Il credito all’agricoltura ha ricominciato a crescere nel 2013 (+0.3%), ma si evidenzia un forte aumento delle sofferenza pari a circa 4,4 miliardi di euro con una incidenza del 10% sull’ammontare dei finanziamenti concessi alle PMI operanti in agricoltura, silvicoltura e pesca. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sull’ultimo bollettino statistico 2013 di Bankitalia. Il monte affidamenti nel settore agricolo - sottolinea la Coldiretti - è stato pari a quasi 44 miliardi di euro, circa 130 milioni in più rispetto al dato registrato esattamente un anno fa dalla nostra Banca Centrale. Sebbene in un contesto economico e finanziario di grande difficoltà, l’attività di CreditAgri Italia l’ ente di garanzia fidi e assistenza e consulenza tecnico - finanziaria a sostegno delle imprese prosegue . conclude la Coldiretti - con forte dinamismo segnando anche nel 2013 una crescita del 12% rispetto ai volumi dello scorso anno.
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AGROMECCANICI DI FERRARA IN ASSEMBLEA
Fonte: Unima Ferrara
Domani 11 febbraio 2014 U.n.i.m.a. (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) Ferrara riunirà i propri iscritti presso il Ristorante Ottocento da Daio in San Vito di Ostellato dove si terrà l’abituale assemblea ordinaria dei soci. Durante l’incontro l’attuale Presidente Raffaele Viaggi tratterà le problematiche della categoria: costi sempre più onerosi per le imprese agromeccaniche, burocrazia che non dà segnali di semplificazione, obblighi per la conduzione di mezzi agricoli, difficoltà di accesso al credito. Al centro del dibattito ci sarà la nuova programmazione dei Piani di sviluppo rurale e la centralità del ruolo dei contoterzisti nell’agricoltura di oggi. Si inizierà alle ore 16 con la sessione privata mentre alle 17,30 nella parte pubblica interverranno il Sindaco di Ostellato Andrea Marchi, l’assessore all’agricoltura della Provincia di Ferrara Stefano Calderoni e il Presidente nazionale di UNIMA Silvano Ramadori.
Domani 11 febbraio 2014 U.n.i.m.a. (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) Ferrara riunirà i propri iscritti presso il Ristorante Ottocento da Daio in San Vito di Ostellato dove si terrà l’abituale assemblea ordinaria dei soci. Durante l’incontro l’attuale Presidente Raffaele Viaggi tratterà le problematiche della categoria: costi sempre più onerosi per le imprese agromeccaniche, burocrazia che non dà segnali di semplificazione, obblighi per la conduzione di mezzi agricoli, difficoltà di accesso al credito. Al centro del dibattito ci sarà la nuova programmazione dei Piani di sviluppo rurale e la centralità del ruolo dei contoterzisti nell’agricoltura di oggi. Si inizierà alle ore 16 con la sessione privata mentre alle 17,30 nella parte pubblica interverranno il Sindaco di Ostellato Andrea Marchi, l’assessore all’agricoltura della Provincia di Ferrara Stefano Calderoni e il Presidente nazionale di UNIMA Silvano Ramadori.
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AGRICOLTURA, 5,2 MILIONI DI EURO PER FINANZIARE L'AMMODERNAMENTO DELLE AZIENDE AGRICOLE. L'ASSESSORE RABBONI: "RISORSE RESE DISPONIBILI GRAZIE AD ECONOMIE DI PRECEDENTI BANDI". ECCO IL RIPARTO PER PROVINCIA
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Nuove risorse dalla Regione per l’ammodernamento delle aziende agricole in tutto il territorio emiliano-romagnolo. Si tratta di oltre 5,2 milioni di euro che permetteranno di finanziare parte delle domande in lista di attesa nelle graduatorie provinciali relative alla misura 121 del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013. Potranno essere finanziati la realizzazione o la ristrutturazione di immobili aziendali così come l’acquisto di macchinari, attrezzature e impianti. “Il nuovo plafond - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni – è stato reso possibile dalla scelta della Regione di chiedere a Bruxelles una modifica del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 per dirottare sugli investimenti aziendali economie da precedenti bandi, pari a 10 milioni di euro. Con circa 4,8 milioni euro abbiamo finanziato le domande presentate dai giovani agricoltori. Con le risorse rimanenti finanziamo ora le domande in graduatoria presso le singole Province”. Le risorse sono già state attribuite alle singole amministrazioni provinciali che stanno provvedendo alle assegnazioni.
Qui i fondi ripartiti per Provincia: www.agrestetv.it/documenti/Ripartizione_per_Province.doc
Nuove risorse dalla Regione per l’ammodernamento delle aziende agricole in tutto il territorio emiliano-romagnolo. Si tratta di oltre 5,2 milioni di euro che permetteranno di finanziare parte delle domande in lista di attesa nelle graduatorie provinciali relative alla misura 121 del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013. Potranno essere finanziati la realizzazione o la ristrutturazione di immobili aziendali così come l’acquisto di macchinari, attrezzature e impianti. “Il nuovo plafond - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni – è stato reso possibile dalla scelta della Regione di chiedere a Bruxelles una modifica del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 per dirottare sugli investimenti aziendali economie da precedenti bandi, pari a 10 milioni di euro. Con circa 4,8 milioni euro abbiamo finanziato le domande presentate dai giovani agricoltori. Con le risorse rimanenti finanziamo ora le domande in graduatoria presso le singole Province”. Le risorse sono già state attribuite alle singole amministrazioni provinciali che stanno provvedendo alle assegnazioni.
Qui i fondi ripartiti per Provincia: www.agrestetv.it/documenti/Ripartizione_per_Province.doc
AGRINSIEME FERRARA: ELIMINARE LO SPESOMETRO PER LE PICCOLE AZIENDE
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
L’obbligo delle comunicazioni ai fini fiscali esteso alle piccole aziende agricole è una misura che penalizza fortemente il settore
Tares, Imu e la reintroduzione dello Spesometro anche per i piccoli produttori agricoli. La nuova annata agraria inizia all’insegna delle tasse e delle scadenze fiscali per il settore e ad essere colpite sono, in particolare, le realtà economiche minori. Il cosiddetto Spesometro - reintrodotto lo scorso dicembre con la Legge di Stabilità – obbliga, infatti, a comunicare all’Amministrazione finanziaria entro il prossimo 20 aprile, tutte le operazioni ai fini di IVA anche per quelle aziende che non superano i 7 mila euro di vendite l’anno. Per Agrinsieme Ferrara - il coordinamento provinciale nato nel gennaio 2013 tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Italiane del settore agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare) - si tratta di una misura fortemente penalizzante che avrà effetti negativi preoccupanti. « Lo Spesometro – denuncia Agrinsieme - non fa altro che accrescere la burocrazia e aumentare i costi rischiando, dunque, di mettere in ginocchio le piccole imprese. Siamo in presenza di un ulteriore e gravoso adempimento burocratico che si aggiunge alle tasse e agli altri balzelli che già devono sostenere i produttori. Le piccole aziende agricole saranno costrette a registrare tutte le fatture d’acquisto e le autofatture di vendita, con l’aggravante di dover inviare in modo telematico l’elenco di tali operazioni. Questo comporterà, inevitabilmente, spese aggiuntive da parte degli agricoltori per le pratiche che non potranno essere gestite in modo autonomo dall’azienda. Uno dei più grandi problemi del nostro settore, composto soprattutto da medie e piccole aziende – sottolinea il coordinamento ferrarese di Agrinsieme – rimane ancora la burocrazia. Per capire quanto sia il suo peso reale sulla vita quotidiana e il lavoro, basti pensare che un’azienda agricola italiana per assolvere a tutti gli adempimenti burocratici imposti spende, in media, 2 euro ogni ora di lavoro. Occorrono, inoltre, otto giorni al mese per riempire le carte richieste dalla Pubblica amministrazione centrale e locale, tempo sottratto al lavoro in azienda. Lo Spesometro - già previsto e poi eliminato lo scorso anno dal decreto sviluppo - finirà per peggiorare ulteriormente la situazione delle piccole realtà aziendali agricole, finora esonerate da tutti gli obblighi contabili. A ribadire la gravità della situazione è Lorenzo Boldrini, coordinatore provinciale di Agrinsieme. «Le motivazioni che hanno spinto alla reintroduzione di tale penalizzante provvedimento, non rispondono assolutamente ad una logica di trasparenza e tracciabilità, perché se così fosse saremmo i primi a promuoverne l’assoluta necessità. Tale norma non contribuirà in maniera significativa a prevenire i fenomeni di evasione fiscale ed avrà, come unico risultato, il lievitare dei costi a discapito di tanti piccoli agricoltori. In gioco c’è la sopravvivenza stessa delle imprese e la loro capacità di reinvestire, crescere e diventare competitive sul mercato.»
L’obbligo delle comunicazioni ai fini fiscali esteso alle piccole aziende agricole è una misura che penalizza fortemente il settore
Tares, Imu e la reintroduzione dello Spesometro anche per i piccoli produttori agricoli. La nuova annata agraria inizia all’insegna delle tasse e delle scadenze fiscali per il settore e ad essere colpite sono, in particolare, le realtà economiche minori. Il cosiddetto Spesometro - reintrodotto lo scorso dicembre con la Legge di Stabilità – obbliga, infatti, a comunicare all’Amministrazione finanziaria entro il prossimo 20 aprile, tutte le operazioni ai fini di IVA anche per quelle aziende che non superano i 7 mila euro di vendite l’anno. Per Agrinsieme Ferrara - il coordinamento provinciale nato nel gennaio 2013 tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Italiane del settore agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare) - si tratta di una misura fortemente penalizzante che avrà effetti negativi preoccupanti. « Lo Spesometro – denuncia Agrinsieme - non fa altro che accrescere la burocrazia e aumentare i costi rischiando, dunque, di mettere in ginocchio le piccole imprese. Siamo in presenza di un ulteriore e gravoso adempimento burocratico che si aggiunge alle tasse e agli altri balzelli che già devono sostenere i produttori. Le piccole aziende agricole saranno costrette a registrare tutte le fatture d’acquisto e le autofatture di vendita, con l’aggravante di dover inviare in modo telematico l’elenco di tali operazioni. Questo comporterà, inevitabilmente, spese aggiuntive da parte degli agricoltori per le pratiche che non potranno essere gestite in modo autonomo dall’azienda. Uno dei più grandi problemi del nostro settore, composto soprattutto da medie e piccole aziende – sottolinea il coordinamento ferrarese di Agrinsieme – rimane ancora la burocrazia. Per capire quanto sia il suo peso reale sulla vita quotidiana e il lavoro, basti pensare che un’azienda agricola italiana per assolvere a tutti gli adempimenti burocratici imposti spende, in media, 2 euro ogni ora di lavoro. Occorrono, inoltre, otto giorni al mese per riempire le carte richieste dalla Pubblica amministrazione centrale e locale, tempo sottratto al lavoro in azienda. Lo Spesometro - già previsto e poi eliminato lo scorso anno dal decreto sviluppo - finirà per peggiorare ulteriormente la situazione delle piccole realtà aziendali agricole, finora esonerate da tutti gli obblighi contabili. A ribadire la gravità della situazione è Lorenzo Boldrini, coordinatore provinciale di Agrinsieme. «Le motivazioni che hanno spinto alla reintroduzione di tale penalizzante provvedimento, non rispondono assolutamente ad una logica di trasparenza e tracciabilità, perché se così fosse saremmo i primi a promuoverne l’assoluta necessità. Tale norma non contribuirà in maniera significativa a prevenire i fenomeni di evasione fiscale ed avrà, come unico risultato, il lievitare dei costi a discapito di tanti piccoli agricoltori. In gioco c’è la sopravvivenza stessa delle imprese e la loro capacità di reinvestire, crescere e diventare competitive sul mercato.»
venerdì 7 febbraio 2014
BUONE NOTIZIE DAL MERCATO DEL KIWI. DALL' INCONTRO IKO, ORGANIZZATO DA CSO A BERLINO, EMERGONO I PRIMI RISULTATI DELLA CAMPAGNA 2014
Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli
Come ormai da diversi anni l'IKO, International Kiwifruit Organization, si è dato appuntamento durante Fruit Logistica, per fare il punto sulla situazione del kiwi. Presenti all'incontro, coordinato da Cso, le delegazioni di Italia, Nuova Zelanda, Cile, Francia, Spagna e Grecia "La campagna commerciale del kiwi- commenta Elisa Macchi, Direttore di CSO - si sta svolgendo in modo positivo per tutti i paesi dell'emisfero nord. Le produzioni contenute, al di sotto del potenziale, associate ad una forte e maggiore propensione e capacità esportativa, stanno posizionando il mercato su buoni livelli di prezzo. Non solo l'Italia infatti - continua Macchi - ha presentato una produzione al di sotto del potenziale produttivo, ma anche la produzione della Grecia è stata inferiore di oltre il 30% rispetto all' anno precedente." Le vendite di kiwi risultano regolari in tutto l' emisfero nord e per quanto riguarda la Grecia i produttori più organizzati dichiarano di aver venduto il 50% del prodotto mentre i piu' piccoli e non strutturati con impianti di conservazione hanno gia' evaso circa il 70% di offerta. Per quanto riguarda l'emisfero sud, il Cile, a causa di diverse e devastanti gelate, dovrebbe presentare una produzione inferiore del 60% rispetto alla passata stagione, mentre per la Nuova Zelanda è attesa una produzione di circa 260.000 tonnellate di Hayward, su livelli molto simili a quelli dell'anno scorso e si stimano circa 50.000 tonnellate di kiwi a polpa gialla, contro le 30.000 tonnellate del 2013, grazie soprattutto ai nuovi impianti della varietà G3 in sostituzione delle varietà gialle colpite da Psa. E anche su questo fronte arrivano notizie confortanti; infatti nel 2013 il batterio è stato meno virulento rispetto all' anno precedente, pur in condizioni climatiche non dissimili durante l'inverno e la primavera. Gli estirpi sistematici delle piante malate associati all'applicazione di corrette prassi di prevenzione, hanno permesso di contenere la diffusione della malattia. Questo a conferma della stretta e buona comunicazione fra i ricercatori e i tecnici dei paesi che hanno lavorato attorno al problema. Naturalmente è importante continuare la ricerca, finalizzata sia alla prevenzione che all'ipotesi di cura della malattia masoprattutto alla scoperta di nuove varietà tolleranti o resistenti.
Come ormai da diversi anni l'IKO, International Kiwifruit Organization, si è dato appuntamento durante Fruit Logistica, per fare il punto sulla situazione del kiwi. Presenti all'incontro, coordinato da Cso, le delegazioni di Italia, Nuova Zelanda, Cile, Francia, Spagna e Grecia "La campagna commerciale del kiwi- commenta Elisa Macchi, Direttore di CSO - si sta svolgendo in modo positivo per tutti i paesi dell'emisfero nord. Le produzioni contenute, al di sotto del potenziale, associate ad una forte e maggiore propensione e capacità esportativa, stanno posizionando il mercato su buoni livelli di prezzo. Non solo l'Italia infatti - continua Macchi - ha presentato una produzione al di sotto del potenziale produttivo, ma anche la produzione della Grecia è stata inferiore di oltre il 30% rispetto all' anno precedente." Le vendite di kiwi risultano regolari in tutto l' emisfero nord e per quanto riguarda la Grecia i produttori più organizzati dichiarano di aver venduto il 50% del prodotto mentre i piu' piccoli e non strutturati con impianti di conservazione hanno gia' evaso circa il 70% di offerta. Per quanto riguarda l'emisfero sud, il Cile, a causa di diverse e devastanti gelate, dovrebbe presentare una produzione inferiore del 60% rispetto alla passata stagione, mentre per la Nuova Zelanda è attesa una produzione di circa 260.000 tonnellate di Hayward, su livelli molto simili a quelli dell'anno scorso e si stimano circa 50.000 tonnellate di kiwi a polpa gialla, contro le 30.000 tonnellate del 2013, grazie soprattutto ai nuovi impianti della varietà G3 in sostituzione delle varietà gialle colpite da Psa. E anche su questo fronte arrivano notizie confortanti; infatti nel 2013 il batterio è stato meno virulento rispetto all' anno precedente, pur in condizioni climatiche non dissimili durante l'inverno e la primavera. Gli estirpi sistematici delle piante malate associati all'applicazione di corrette prassi di prevenzione, hanno permesso di contenere la diffusione della malattia. Questo a conferma della stretta e buona comunicazione fra i ricercatori e i tecnici dei paesi che hanno lavorato attorno al problema. Naturalmente è importante continuare la ricerca, finalizzata sia alla prevenzione che all'ipotesi di cura della malattia masoprattutto alla scoperta di nuove varietà tolleranti o resistenti.
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TAVOLO REGIONALE IN CASTELLO ESTENSE CON ASSESSORE RABBONI E SENATRICE BERTUZZI SUL TEMA CONCESSIONI IN ACQUACOLTURA
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.
L’assessore all’Agricoltura e pesca dell’Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, ha convocato in Castello Estense un tavolo regionale sul tema acquacoltura, al quale hanno preso parte la senatrice Maria Teresa Bertuzzi e, per la Provincia, la presidente Marcella Zappaterra e l’assessore Davide Nardini, oltre agli amministratori dei Comuni della costa e alle associazioni in rappresentanza del settore. La ragione dell’incontro è stata la proroga delle concessioni per la produzione di cozze e vongole ottenuta fino al 2020 e inserita nella Legge di stabilità del governo. “Il risultato positivo – ha detto Rabboni – è merito soprattutto delle pressioni esercitate da istituzioni e rappresentanze locali”. Sul tappeto c’è il problema del sistema del rilascio e della gestione delle concessioni da qui al 2020, per evitare di incorrere nelle eventuali infrazioni comunitarie. Due i temi al centro della riflessione, come rilevato dalla senatrice Bertuzzi: la gestione dei piani di utilizzo delle aree, secondo criteri di competitività e redditività, e i limiti strutturali delle imprese. La situazione delle attuali 39 concessioni rilasciate in particolare per la Sacca di Goro, come è stato rilevato, non consentirebbe ulteriori sviluppi del quadro concessorio e la prospettiva indicata è quella di piani verso aggregazioni tra aziende, forme di consorzio e organizzazioni dei produttori, anche in prospettiva di una maggiore sostenibilità ambientale del comparto. “Il gioco di squadra per la proroga delle concessioni – ha detto in chiusura l’assessore regionale – ha funzionato e ora si deve continuare per giungere all’approdo di una legge quadro per regolamentare il sistema per il dopo 2020”. A questo proposito la Regione si impegna in una ricognizione sulle normative in materia vigenti nello spazio europeo. Infine, lo stesso Rabboni si è speso per un utilizzo nel frattempo dei fondi comunitari della pesca prioritariamente alle realtà produttive più organizzate, in considerazione della dimensione europea dei mercati, e per la costituzione, a breve, di una Consulta regionale dell’economia ittica quale strumento di concertazione dei vari temi del settore. “L’incontro di Ferrara – commenta la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – è il riconoscimento dello sforzo compiuto innanzitutto dalle realtà di Goro e Comacchio nella partita del rinnovo delle concessioni. È positivo l’impegno della Regione – continua – nel mettere a punto gli strumenti più adeguati per una maggiore organizzazione del settore acquacoltura, affinché la politica del rilascio delle concessioni vada nella prospettiva della contingentazione e della salvaguardia dei prezzi dei prodotti sui mercati”.
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