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mercoledì 1 giugno 2011

BATTERIO KILLER IN GERMANIA. CONFAGRICOLTURA: IN DIFFICOLTA’ L’EXPORT DI ORTOFRUTTA ITALIANA. GIA’ SI CONTANO I DANNI

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura teme le ripercussioni dovute al batterio E.Coli riscontrato in Germania di cui non si è certi che la fonte di infezione siano i cetrioli. “Giugno - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - è il mese di piena campagna di raccolta e per la nostra frutta ed i nostri ortaggi si profila un disastro; i produttori, nonostante il nostro Paese sia completamente estraneo alla vicenda, rischiano di pagare un conto salato”.
Confagricoltura auspica che l’indagine delle autorità sanitarie tedesche sia veloce e faccia piena chiarezza sulla causa della diffusione di E.Coli. “In Germania, ma anche in altri Paesi europei, dopo le notizie della diffusione dell'infezione, la psicosi è stata immediata - mette in evidenza Confagricoltura - con il conseguente crollo della domanda complessiva di ortaggi e di insalate destinate al consumo fresco. L’eventuale battuta d’arresto dell’export in Europa, in mesi clou come giugno e luglio, di prodotti ad alta deperibilità come frutta e ortaggi, potrebbe causare alle aziende ortofrutticole italiane un danno enorme. La nostra quota di esportazione in questi mesi assomma a circa 600 milioni di euro, e quindi anche una minima percentuale determinerebbe effetti altrettanto importanti”.
I mercati italiani ed europei hanno già risentito del clima di preoccupazione che si è instaurato: prezzi e ordini sono in calo con percentuali a due cifre. Dice Confagricoltura: “Attendiamo provvedimenti efficaci ed indennizzi anche dalla Commissione europea”.
Infine l’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda ai consumatori che frutta e verdura italiana, da tempo, sono sottoposte a scrupolosi controlli in ogni passaggio della catena alimentare. “Comunque è sempre valida la solita buona regola: attenersi alle norme dell’igiene e della pulizia nella preparazione dei cibi”.

COLDIRETTI, EMERGENZA BATTERIO KILLER, IN DIECI ANNI PERSI 5 MLD TRA EMERGENZE VERE E FINTE

Fonte: Coldiretti Ferrara

Di fronte alla psicosi che ha fatto crollare i consumi a seguito della contaminazione batterica in Germania, torna di attualità l’emergenza alimentare, con danni indiscriminati anche per la nostra agricoltura. Occorre fare chiarezza ed insistere sulla indicazione obbligatoria dell’origine su tutti gli alimenti.

L’arrivo del batterio killer in Europa a dieci anni esatti dal primo caso di “mucca pazza” fa salire a 5 miliardi i danni provocati dalle psicosi nei consumi generati da emergenze alimentari, vere e presunte, che si sono verificate nell’ultimo decennio. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che il panico indiscriminato in Germania ha di fatto bloccato le spedizioni nazionali di frutta e verdure in quel paese con perdite di 3 milioni di euro al giorno per l’agricoltura nazionale. Dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina ma anche grano canadese dall’ocratossina e olio di semi ucraino contaminato da idrocarburi, gli allarmi provenienti dalle diverse parti del mondo si sono moltiplicati negli ultimi dieci anni con pesanti effetti sull’economia, anche se non sempre - sottolinea la Coldiretti - hanno fatto seguito problemi concreti come sembra accadere nel caso dei cetrioli che le autorità sanitarie hanno scagionato. Sono state stimate pari a 2 miliardi le perdite subite dal sistema della produzione, trasformazione e commercio della carne subite solo a seguito dell’emergenza mucca pazza principalmente per il crollo dei consumi che - sottolinea la Coldiretti - si sono quasi dimezzati nel momento piu’ acuto della crisi per poi riprendersi molto lentamente nonostante le misure di prevenzione adottate. In questa direzione particolarmente efficace - sostiene la Coldiretti - si è dimostrata l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della carne bovina in vendita. Una misura che è stata introdotta in Italia con successo anche per la carne di pollo (2005) in occasione dell’emergenza influenza aviaria dopo un calo dei consumi che ha superato il 60 per cento nella fase piu’ critica e danni valutabili complessivamente in quasi un miliardo di euro. La mancata estensione di tale provvedimento a tutti i prodotti agroalimentari - continua la Coldiretti - ha certamente concorso ad aggravare i costi delle altre emergenze alimentari che si sono verificate nell’ultimo decennio, dal latte cinese alla melamina al grano canadese contaminato dall’ocratossina fino alla carne di maiale irlandese alla diossina che è stata trovata recentemente nei mangimi in Germania che è stato anche il Paese in cui è stata prodotta la prima mozzarella blu trovata in Italia. Il crollo dei consumi di frutta e verdura in Germania e in altri Paesi europei a seguito del “batterio killer” cade in una stagione importante per la produzione nazionale di frutta e verdura che - sottolinea la Coldiretti - rappresenta la voce piu’ importante delle esportazioni agroalimentari con un valore per un valore complessivo di 4,1 miliardi di euro, superiore a quello del vino. Occorre fare immediata chiarezza sull’evoluzione dell’ epidemia per superare una psicosi che rischia di essere devastante per la salute e per l’economia. Dopo le rassicurazioni del Ministero della Salute, l’unico vero pericolo che corre l’Italia è infatti il danno economico per i produttori agricoli. La grande reattività dei consumatori alle emergenze sanitarie alimentari è evidenziata dall’indagine Eurobarometro dalla quale si evidenzia che ben l’86 per cento degli italiani è preoccupato della sicurezza del cibo al quale viene addirittura associato un rischio potenziale superiore a quello di un incidente in macchina, dell’essere vittima della criminalità o delle malattie. In particolare - precisa la Coldiretti - il 57 per cento teme le contaminazioni del cibo da parte delle confezioni, l’80 per cento del virus dell’influenza aviaria, l’82 per cento degli italiani è preoccupato che nelle carni ci siano ormoni e l’83 per cento degli italiani teme la presenza di mercurio nel pesce o diossina nella carne. Il 60 per cento degli italiani secondo Eurobarometro ritiene che oggi ci siano regole restrittive nell’Unione Europea per quanto riguarda la sicurezza del cibo, ma una percentuale dell’80 per cento pensa che bisognerebbe fare di piu’. Un fattore considerato importante per la sicurezza del cibo è la provenienza dei cibi consumati, come conferma l’ultima indagine Coldiretti/Swg dalla quale emerge che - conclude la Coldiretti - ben il 97 per cento degli italiani ritiene che dovrebbe essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti contenuti negli alimenti.

martedì 31 maggio 2011

Mercoledì 1 Giugno a Voghiera Coldiretti incontra le aziende agricole per parlare di manodopera

FONTE: COLDIRETTI FERRARA

E' in programma Mercoledì 1 Giugno, a Voghiera presso la Sala del Centro Civico alle 21,00 un incontro organizzato da Coldiretti con le aziende agricole del territorio di Argenta, Portomaggiore, Ostellato e Voghiera sulle novità in materia di manodopera agricola in vista dell'avvio del periodo di maggior intensità di lavoro in campagna. All'incontro sara' presente il responsabile provinciale del servizio paghe Coldiretti provinciale. Tutte le aziende interessate sono invitate a partecipare data la complessità della materia e l'attenzione necessaria per evitare pesanti sanzioni e difficoltà operative.

Il Ministro Saverio Romano incontra per la prima volta l’Ortofrutta ferrarese

FONTE: CONFCOOPERATIVE



(Ferrara, 26 maggio 2011) Il Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano in occasione della sua visita a Ferrara, ha voluto prendere contatto diretto anche con l’ortofrutta che tanta importanza riveste all’interno della economia agricola del territorio. –
L’incontro, organizzato dalla Patfrut di Monestirolo ( FE) ,è stato una occasione importante per gli operatori ferraresi per mettere in luce le esigenze del settore.
Paolo Bruni – Presidente di Cogeca, l’associazione delle cooperative agricole europee e promotore dell’iniziativa ha fatto gli onori di casa mettendo in evidenza anche l’esigenza di guardare lontano, ampliando gli orizzonti territoriali.
“ L’ortofrutta italiana – dichiara Paolo Bruni – è una miniera straordinaria di specialità territoriali che sono uniche e irripetibili come la nostra pera Abate, ad esempio, ma avremo ancora più forza, anzi saremo imbattibili se sapremo fare sinergia costruendo un sistema che possa competere su tutti i mercati. Penso ad un sistema Italia che si presenta unito nelle occasioni importanti, quando conta la coesione, cito ad esempio la presenza dell’ortofrutta italiana a Fruitlogistica di Berlino, dove sarebbe strategico partecipare con un padiglione tutto italiano. E penso – continua Bruni – alle nostre forze unite per aprire nuovi mercati abbattendo quelle barriere fitosanitarie e doganali che sono strumentali ma che si possono abbattere con una azione corale, di sistema appunto ,per poter esportare la nostra frutta migliore in nuovi mercati dove potremmo senz’altro trarre una redditività importante per i nostri produttori.”
Luciano Torreggiani, presidente di Patfrut, il colosso cooperativo con oltre 1000 soci e una produzione commercializzata di circa 160.000 tonnellate di ortofrutta – rafforza le dichiarazioni di Bruni .
“ E’ la frammentazione dell’offerta – dichiara Torreggiani – che indebolisce il sistema; quest’anno ad esempio chiudiamo una annata che poteva essere molto migliore per le nostre produzioni tipiche come pere e patate se non avessimo avuto il problema anche della disaggregazione dell’offerta.”
Il Ministro Romano – accoglie le sollecitazioni e conclude la visita a Patfrut rimarcando l’esigenza di sinergia non solo nel mondo produttivo ma anche e soprattutto con la Grande Distribuzione.
“ E’ anche grazie ad una reale filiera corta con la Distribuzione che potremo ottenere risultati importanti – dichiara Romano – per aumentare i redditi agricoli che quest’anno in Italia hanno segnato il – 3% rispetto al 2009”.

lunedì 30 maggio 2011

RAPPORTO AGROALIMENTARE 2010. CRESCE LA PRODUZIONE LORDA VENDIBILE DELL'EMILIA-ROMAGNA, IN RECUPERO I REDDITI, IN LEGGERO CALO L'OCCUPAZIONE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Bologna – Con un aumento superiore all'11% cresce in Emilia-Romagna la produzione lorda vendibile, con un saldo positivo di 420 milioni di euro rispetto al 2009.
Dopo gli andamenti altalenanti delle scorse stagioni, nel 2010 il valore delle produzioni a prezzi correnti ha raggiunto un massimo di 4,2 miliardi di euro, per effetto soprattutto del forte aumento dei prezzi della maggiore parte dei comparti (in particolare cereali, frutta e latte). Viene, quindi, completamente riassorbito il forte calo dell'anno precedente (-6,2%).
Anche l’industria alimentare - specialmente quella legata ai prodotti tipici come il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma e il Lambrusco - si lascia alle spalle un 2010 sostanzialmente positivo, con una crescita significativa dell’export agroalimentare che sfiora il 14% e con il 20% delle imprese che opera stabilmente sui mercati esteri.
In termini di quantità prodotte, invece, è stato soprattutto l’andamento meteorologico denso di precipitazioni nella prima parte dell’anno a causare una diminuzione complessiva del 2,3%.
Sono i dati del Rapporto agroalimentare 2010 presentato oggi in un convegno a Bologna. “La plv regionale è all’11%, contro quella nazionale all’1,7%”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni nel corso dei lavori. “Questa crescita a due velocità deve farci riflettere. La concentrazione dell’offerta, la programmazione della produzione e la riduzione dei costi sono i temi al centro della nostra agenda agricola - ha aggiunto l’assessore -, vorremmo che fosse così anche per il Governo. Non credo sia utile un nuovo forum nazionale sulla Pac a novembre, come annunciato dal ministro Romano. In quel momento molti giochi saranno già stati fatti: il commissario Ciolos ha annunciato per ottobre il suo documento conclusivo. Bisogna - ha concluso Rabboni - anticipare il forum a luglio e a novembre discutere di come allineare le politiche agricole nazionali a quelle europee; in particolare per quanto riguarda l’agricoltura contrattualizzata, gli organismi interprofessionali e il rapporto con la grande distribuzione organizzata”.
“La filiera agro-alimentare sta attraversando una fase complessa - ha detto il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Andrea Zanlari - caratterizzata da una forte interdipendenza e dalla crescente esposizione alla concorrenza internazionale. E’ un quadro variegato con segnali di crescita dei valori della produzione, di recupero delle quote di esportazione ed una lieve risalita degli investimenti. In questa situazione, è necessario consolidare l’avvio della ripresa e attrezzare il nostro sistema agricolo e agro-alimentare alla competizione mondiale, puntando sull’innovazione di processo e di prodotto, migliorando le attività di servizio, in particolare la logistica, e sostenendo una promozione coordinata sui mercati esteri, specialmente dei prodotti di qualità, in modo da ottimizzare gli interventi”.
Il rapporto
L’andamento migliore della Plv in Emilia-Romagna rispetto al trend nazionale di sostanziale stagnazione del settore è ancor più significativo perché ottenuto in un’annata che ha confermato forti turbolenze soprattutto nei prezzi agricoli mondiali e in un contesto generale di crisi ancora pesante.
Un conseguente e non scontato recupero si è verificato in regione anche per i redditi delle aziende agricole, con un aumento stimato di quasi il 25% rispetto al 2009, sia in termini assoluti sia per unità di lavoro familiare. E’ un risultato che riporta i redditi agricoli ai valori del 2008, assestandoli quindi ancora su livelli molto al di sotto del reddito di riferimento dei settori extra-agricoli.
I risultati positivi del 2010 derivano, oltre che dall’aumento dei ricavi, anche dal contenimento dei costi intermedi (entro il 2%) e dalla sostanziale stabilità del costo del lavoro. Pur registrando un progresso per le aziende specializzate in seminativi e in frutticoltura, sono soprattutto le strutture con allevamenti di bovini da latte ad assicurare l’accettabile remunerazione ai capitali e al lavoro, con una crescita del reddito netto aziendale del 33,3% (circa 29 mila euro).
Anche le stime provvisorie dei principali aggregati economici dell’agricoltura regionale indicano un sostanziale recupero rispetto al 2009 sia dei ricavi sia del valore aggiunto. Nel 2010, infatti, i ricavi sono aumentati di oltre l’8%, mentre i costi intermedi hanno fatto registrare un incremento pari quasi al 2%. Ne consegue una stima del valore aggiunto dell’agricoltura regionale di quasi 2,1 miliardi di euro (+15,5%).
Tra i dati più significativi messi in luce dal Rapporto 2010 anche il forte incremento del credito agrario, che in regione ha raggiunto quasi 4,9 milioni di euro con un aumento superiore al 12% (4,4 milioni di euro per ettaro di superficie agricola utilizzata) e l’andamento dell’occupazione agricola, in controtendenza rispetto agli ultimi due anni. Infatti, nel 2010 la perdita complessiva di posti di lavoro è stata pari all’1,25% e ha riguardato in maniera rilevante il lavoro autonomo (-5,4%), mentre è in crescita dell’8,3% il lavoro dipendente. Rimane assolutamente “piatto”, invece, l’andamento dei consumi alimentari delle famiglie, la cui riduzione è ormai strutturale: tra il 2005 e il 2009 si è osservata una contrazione media di quasi l’1% all’anno.
L’andamento dei diversi settori produttivi
Crescono, nel 2010, le produzioni vegetali (+12,4%). I risultati sono stati particolarmente positivi per i cereali (+37%), mentre sono più contradditori i dati per patate e ortaggi (-4,2%), con i tuberi in crescita del 35% e i pomodori da industria in forte flessione (-25%). Andamento complessivamente positivo, invece, per le piante industriali (+9%) e per le culture arboree (+15,6%) con un ottimo recupero delle nettarine.
Buoni i risultati produttivi anche per gli allevamenti (+9,7%), determinati però quasi esclusivamente dal forte aumento del prezzo del latte (pari a circa il 20%), conseguenza delle performance di mercato del Parmigiano Reggiano il cui valore è risultato uno dei più alti degli ultimi anni.
Il focus sugli agriturismi
La nuova normativa regionale del settore agrituristico, approvata nel 2009, ha avuto piena operatività nel 2010, anno in cui risultano attive quasi 1000 aziende, con un aumento degli operatori rispetto all’anno precedente di 76 unità (+8,2%), tenendo presente anche l’avvenuta iscrizione degli operatori dell’Alta Valmarecchia.
Quasi la metà di queste aziende è collocata in comuni montani e contribuisce così alla lotta all’abbandono del territorio rurale e a valorizzare le risorse ambientali. Confermata l’importanza del settore anche per l’imprenditoria femminile: circa il 33% degli agriturismi in Emilia-Romagna è, infatti, condotto da donne.
Il fatturato complessivo del settore agrituristico regionale, infine, è stimato nel 2010 in 136 milioni di euro, in aumento rispetto agli anni passati.

COLDIRETTI, PREMI, SPETTACOLO E “UNA MERENDA DA FAVOLA” TUTTA MADE IN ITALY CON LA FESTA DI CAMPAGNA AMICA PER LE SCUOLE FERRARESI



Fonte: Coldiretti Ferrara

Quasi 300 ragazzi delle scuole primarie ferraresi hanno colorato i prati dell’azienda agricola La Castellina di Ferrara per la festa di fine anno del percorso di educazione Campagna Amica 2010/2011 “i prodotti della nostra terra non fanno il giro della Terra”.

Dei quasi 600 ragazzi che sono stati coinvolti nel progetto 2010/2011 di educazione a Campagna Amica di Coldiretti Ferrara, all’interno delle attività condivise a livello regionale, quasi la metà era presente stamattina all’azienda agricola e fattoria didattica la Castellina di Via Canapa a Ferrara dove si è svolta la festa finale.
Dopo la presentazione dell’iniziativa ed il saluto degli assessori della Provincia Caterina Ferri e del Comune di Ferrara Deanna Marescotti, oltre che di Arianna Ruzza in rappresentanza del Consorzio Agrario di Ferrara, partner dell’iniziativa, il presidente Mauro Tonello ha ribadito l’impegno di Coldiretti per la filiera agricola italiana e tutti i valori legati alla scelta di conoscere e poter capire l’origine degli alimenti e tutto ciò che ad ogni livello serve per suscitare l’attenzione e la conoscenza critica di cittadini e consumatori, a partire proprio dalle famiglie.
Sono stati poi consegnati dal direttore di Coldiretti Ferrara, Luigi Zepponi, i premi alle classi vincitrici del concorso legato al tema del progetto “i prodotti della nostra terra non fanno il giro della Terra”, ovvero stagionalità ed origine:
per la sezione riservata al primo ciclo della scuola primaria il premio è stato attribuito alla classe prima e seconda della scuola di Dogato, mentre per la sezione riservata al secondo ciclo della scuola primaria i vincitori sono stati i ragazzi della quinta classe della scuola di Pontegradella.
Ha fatto seguito lo spettacolo teatrale “una merenda da favola” a cura di Teresa e Laura che hanno raccontato di prodotti e personaggi da favola catturando l’attenzione dei ragazzi e delle insegnanti.
Torte di frutta, crostate, pizza, focacce, frutta fresca di stagione sono state poi offerte a tutti, mentre molti hanno approfittato per fare un giro nella campagna e scoprire il “labirinto” che sta crescendo e che nei prossimi mesi sarà il richiamo per una giornata diversa dal solito al Punto Campagna Amica di Ferrara.

SCUOLE PRIMARIE DELLA PROVINCIA DI FERRARA PARTECIPANTI:

Pontegradella;
Malborghetto di Boara;
Bombonati di Ferrara;
Dogato;
Portomaggiore;
Villanova di Denore;
Cocomaro di Cona;
Via Bologna Istituto Mosti Ferrara;
San Bartolomeo in Bosco.

giovedì 26 maggio 2011

POLITICHE PER LA SALUTE - LA GIUNTA APPROVA I PIANI TRIENNALI PER CONTRASTARE INFORTUNI SUL LAVORO IN EDILIZIA E IN AGRICOLTURA-SILVICOLTURA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Bologna – Potenziare i controlli nei cantieri e istituire un Osservatorio regionale per la sicurezza del lavoro in edilizia. Perseguire la sicurezza dei lavoratori nell’uso delle macchine agricole promuovendo comportamenti corretti e interventi di vigilanza nei confronti delle ditte che commercializzano o riparano macchine agricole.
La Regione Emilia-Romagna, con una delibera di Giunta, ha approvato il primo “Piano regionale per la tutela della salute e la prevenzione degli infortuni nel comparto delle costruzioni” e il primo “Piano regionale di prevenzione in agricoltura-silvicoltura”, da realizzare nel triennio 2011-2013. I due Piani fanno riferimento ai rispettivi piani nazionali e ne integrano i contenuti e gli obiettivi in base alle caratteristiche specifiche del territorio e del contesto produttivo dell’Emilia-Romagna. Per l’alto numero di infortuni sul lavoro, i comparti dell’edilizia e dell’agricoltura sono considerati i settori più a rischio e quelli su cui si concentrano le priorità di intervento individuate nel confronto tra Stato e Regioni.
I due Piani regionali sono stati elaborati dal Comitato regionale per il coordinamento delle attività in materia di sicurezza sul lavoro, organismo presieduto dal presidente della Regione dove siedono tutti i soggetti coinvolti in questa materia (gli assessori regionali all’agricoltura, alle attività produttive, al lavoro, alle politiche per la salute; le organizzazioni sindacali e dell’impresa; Inail, Inps, Direzione regionale del lavoro).
Piano regionale per la tutela della salute e la prevenzione degli infortuni nel comparto delle costruzioni
Il potenziamento delle ispezioni nei cantieri edili in Emilia-Romagna ha un obiettivo preciso: arrivare a controllare 4.662 cantieri in un anno. Con il Piano triennale, la Regione Emilia-Romagna si pone dunque l’obiettivo di aumentare le ispezioni del 37% (rispetto al dato del 2005, preso come riferimento). Il documento fissa anche gli obiettivi per le singole Aziende Usl, un dato calcolato in rapporto al numero dei lavoratori impiegati nel settore edile.
Il Piano individua nella Polizia municipale un possibile supporto dell’attività di vigilanza, promuovendo specifici corsi di formazione. Fissa i criteri per individuare i cantieri da sottoporre a vigilanza: per esempio i cantieri dove operano le imprese risultate più volte inadempienti o con il maggior numero di lavoratori o caratterizzati da lavorazioni particolarmente pericolose. Riprende, dal Piano nazionale, il concetto di cantiere “sotto il minimo etico di sicurezza” (quei cantieri dove vi sia una scarsa o nessuna osservanza delle precauzioni contro i rischi di infortuni e dove le carenze siano talmente gravi da non essere risolte con interventi immediati) prevedendo, come da legislazione, il sequestro immediato. Aggiunge, alle tipologie individuate dal Piano nazionale - rischi di caduta dall’alto (lavori in quota senza adeguata protezione), di sprofondamento o seppellimento - tre ulteriori condizioni, emerse particolarmente in Emilia-Romagna: i cantieri dove vi sia contatto con impianti elettrici senza adeguata protezione, dove vi sia il pericolo di caduta di materiali dall’alto e nei casi di demolizioni pericolose.
Prevista poi l’istituzione dell’Osservatorio regionale per la sicurezza e tutela del lavoro nei cantieri con il compito di supportare il Comitato regionale per il coordinamento delle attività in materia di sicurezza sul lavoro nell’analisi di dati e di informazioni sugli infortuni e sui rischi, raccolti attraverso il sistema informativo regionale.
A sostegno del Piano, verrà avviata nei prossimi mesi anche in Emilia-Romagna la campagna di comunicazione promossa tra Regioni, Ministero del Lavoro e Inail, il cui messaggio è “Perché un mondo a misura d’uomo si costruisce solo in cantieri sicuri”.
Piano regionale per la sicurezza del lavoro in agricoltura-silvicoltura
Tema centrale del Piano è la riduzione degli infortuni da macchine agricole. La struttura delle imprese agricole, a grande maggioranza a conduzione familiare, richiede che la promozione della sicurezza nell’uso di macchine sia capillare. Per questo il Piano prevede iniziative di informazione diretta ai lavoratori agricoli da parte dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Aziende Usl: l’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza sui pericoli e, di conseguenza, gli investimenti minimi da eseguire sulle trattrici usate non a norma. Al riguardo, nel sito web regionale dedicato dell’agricoltura (http://www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore/Sicurezza-sul-lavoro-in-agricoltura/Appendici-linee-guida-ISPESL) è stato pubblicato un elenco di schede tecniche che individuano esattamente gli interventi necessari per raggiungere gli standard di sicurezza delle trattrici in caso di ribaltamento.
A fianco delle attività di promozione della sicurezza, il piano prevede l’attività di vigilanza e controllo che sarà impegnata, oltre che nelle imprese agricole e negli allevamenti, anche nelle officine e nelle ditte che commerciano macchine agricole. L’obiettivo è di controllare almeno 680 aziende agricole e allevamenti all’anno.
Altro tema molto presente negli infortuni in agricoltura è l’uso dei prodotti fitosanitari. Obiettivo del Piano è di potenziare i controlli: dall’abilitazione all’acquisto, all’idoneità dei depositi e dei luoghi di stoccaggio, all’uso dei dispositivi di protezione individuale nel loro uso.
Il Piano regionale agricoltura dedica una parte alle malattie professionali, un aspetto ancora sottostimato, in particolare nel settore degli allevamenti. L’obiettivo è di sviluppare, con la collaborazione dell’Inail, un sistema di sorveglianza epidemiologica per costruire un quadro esaustivo del fenomeno e arrivare al riconoscimento delle malattie dal punto di vista assicurativo.
Il Piano regionale prevede inoltre di rafforzare ulteriormente il programma di formazione, da parte dei Dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende Usl in collaborazione con l’Inail, per diffondere comportamenti che favoriscano la sicurezza nelle diverse procedure di lavoro, sia rivolgendosi direttamente ai lavoratori agricoli, sia attraverso specifici corsi negli istituti agrari.