Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
L'Emilia-Romagna é regione leader nel biologico ma può crescere ancora. Alla fine del 2013 erano 3771 le imprese di produzione e trasformazione bio (+ 1,4% sull'anno precedente). Di queste 798 sono imprese di trasformazione e commercializzazione, il numero più alto a livello nazionale. Un primato amplificato dalla leadership esercitata da molte di queste imprese sui mercati nazionale ed internazionale. L'Emilia-Romagna è inoltre la prima regione del nord Italia per superfici coltivate con tecniche biologiche. Le aziende agricole biologiche sono 2.973, in aumento dell’1,7%. Nel 2013 sono cresciuti anche gli allevamenti biologici: sono 624 le imprese che conducono l'allevamento di almeno una specie con il metodo biologico. L'allevamento per le uova biologiche è il più importante a livello nazionale con 15 imprese di allevamento per una consistenza produttiva di circa 500 mila ovaiole biologiche. Sono i dati illustrati oggi a Bologna, in occasione della presentazione dell’edizione 2014 di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, dall’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni. “"L'agricoltura biologica in Emilia-Romagna è cresciuta grazie soprattutto alle scelte compiute dalla Regione – ha sottolineato Rabboni - il Programma di sviluppo rurale che si sta concludendo ha destinato alle produzioni biologiche il 30% di tutte le risorse disponibili a fronte di un'incidenza delle superfici agricole biologiche dell’ 8% e ad una percentuale di imprese bio sul totale del 4%. Una priorità dettata dalla volontà di ridurre gli impatti dell'agricoltura sull'ambiente e promuovere modelli di produzione effettivamente sostenibili. Per i prossimi anni ci poniamo l'obiettivo di un’ulteriore crescita delle superfici e dei volumi di produzione. Lo faremo aumentando gli aiuti diretti a superficie, che passeranno da 12 a 15 milioni all’anno per una cifra complessiva superiore ai 100 milioni di euro e soprattutto incentivando gli agricoltori a partecipare a filiere produttive e commerciali per soddisfare la crescente domanda di prodotti biologici certificati. Nei primi 5 mesi del 2014 gli acquisti di prodotti biologici in Italia sono aumentati del 17%. Purtroppo parte di questa produzione è oggi importata dall'estero. Ecco allora che il bio italiano può e deve crescere. Per questo il nostro nuovo Psr 2014-2020 finanzierà le reti di impresa bio, gli investimenti e i progetti di filiera dell'agroalimentare biologico, le iniziative commerciali e la promozione dei prodotti, l'abbattimento dei costi di certificazione, i gruppi per la vendita diretta.”
“Fondamentale - ha aggiunto Rabboni - sarà anche l’esito del confronto sul nuovo Regolamento europeo del biologico, che dovrà entrare in vigore nel 2017 e che attualmente presenta un quadro di luci e ombre. Come Emilia-Romagna solleciteremo l’impegno delle altre Regioni oltre che del Ministero per introdurre modifiche che lo rendono uno strumento di crescita reale del settore. ”
Emilia-Romagna prima per produzione di uova biologiche. Nel 2013 +18% le aziende in conversione. Forlì-Cesena si conferma la provincia più bio
A fine 2013 sono 3771 le imprese che producono e trasformano prodotti biologici in Emilia-Romagna, con una crescita dell'1,4%. Di queste 798 sono imprese di trasformazione e commercializzazione, il numero più alto a livello nazionale, in sostanziale consolidamento rispetto al 2012 (+0,5%) e tra le quali figurano grandi marchi di livello nazionale. Le aziende agricole biologiche sono 2.973, in aumento dell’1,7%. E’ rilevante la quota di quelle che si trovano oggi nella fase di conversione (+18%) perché entrate recentemente nel settore dell'agricoltura biologica, grazie soprattutto ai recenti bandi del Psr 2007-2013. Il 10 % delle aziende agricole svolge anche l'attività di trasformazione, a riprova della particolare dinamicità delle aziende biologiche rispetto alle tradizionali. L'allevamento avicolo regionale per la produzione di uova biologiche è il più importante a livello nazionale: in regione sono presenti 15 imprese di allevamento per una consistenza produttiva di circa 500 mila ovaiole biologiche.
Forlì-Cesena si conferma anche nel 2013 la provincia più bio della regione con 645 aziende di produzione, trasformazione e commercializzazione, seguita da quella di Parma con 585 , Modena con 524, Bologna con 502.
I quasi 3000 agricoltori biologici conducono una superficie biologica complessiva che supera gli 85.000 ettari, in aumento del 4% rispetto al 2012 pari a quasi l'8% della superficie agricola totale regionale. Il numero di aziende agricole condotte con il metodo biologico rappresentano circa il 4% delle aziende agricole totali. La zona collinare è quella più vocata (44% del totale della superficie agricola biologica). Le produzioni ortofrutticole biologiche interessano l'8% del totale delle superfici coltivate. Le colture agricole biologiche più importanti si confermano ancora le foraggere ed i prati pascoli (più del 70% del totale) che insieme ai cereali (16%) costituiscono la base alimentare per le produzioni zootecniche regionali.
In crescita anche gli allevamenti biologici: sono 624 le imprese che conducono l'allevamento di almeno una specie con il metodo biologico: più di un'azienda agricola biologica su 5 alleva almeno una specie animale con il metodo biologico. L'allevamento più importante è quello bovino, con circa 380 imprese; importante anche l'allevamento apistico biologico (più di 100 imprese); sono 6 le imprese di acquacoltura bio (vallicoltura per la produzione di pesci e impianti off-shore per la produzione di mitili), un settore con interessanti prospettive di sviluppo.
Tutti i dati delle province qui: www.agrestetv.it/documenti/bio.doc
giovedì 4 settembre 2014
SANA 2014 - NEL 2013, 3771 AZIENDE BIO (+ 1,4%). EMILIA-ROMAGNA PRIMA PER TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE. RABBONI: "POSSIAMO E DOBBIAMO CRESCERE ANCORA. CON IL NUOVO PSR 100 MILIONI PER GLI AIUTI A SUPERFICIE E SOSTEGNO ALLA NASCITA DI FILIERE 100% BIO." TRA IL 2007 E IL 2013 IL 30% DEI FONDI PSR 2007-2013 È ANDATO AL BIOLOGICO.
MIPAAF, RETE RURALE NAZIONALE: AL VIA I SEMINARI DI TUTORAGGIO RURALE PER I NEODIPLOMATI DEGLI ISTITUTI AGRARI ITALIANI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali informa che da domenica 7 settembre 2014 avrà inizio, nell’ambito del programma Rete Rurale Nazionale, la sperimentazione pilota “Seminari di tutoraggio rurale”, un percorso di formazione e orientamento dedicato a quaranta neodiplomati degli Istituti agrari aderenti alla ReNIsA (Rete Nazionale degli Istituti Agrari). Presso la riserva naturale regionale Oasi Wwf “Lago di Penne”, in Abruzzo, dal 7 al 12 settembre gli studenti saranno impegnati in attività di campo con visite studio aziendali, lavori di gruppo e incontri con attori del territorio. Parteciperanno a questa summer school anche cinque giovani imprenditori agricoli vincitori delle ultime due edizioni di “Nuovi Fattori di Successo”, concorso promosso dalla Rete Rurale Nazionale per aziende condotte da giovani che hanno beneficiato del sostegno della Politica agricola comunitaria per attuare buone pratiche di Sviluppo rurale. I temi sui quali i partecipanti ai Seminari di tutoraggio si confronteranno saranno la valorizzazione del patrimonio genetico locale e della biodiversità, la qualità e tracciabilità alimentare, la competitività delle imprese, la sostenibilità delle produzioni e il recupero degli scarti, le filiere agroalimentari, il marketing del territorio rurale. Verranno inoltre approfonditi diversi aspetti riguardanti altri temi di interesse per lo sviluppo rurale come l’artigianato tradizionale e l’ecoturismo. Inoltre, dal 27 al 30 ottobre 2014, gli studenti liceali di tutta Italia potranno ripercorrere le attività della summer school di Penne collegandosi dalla propria classe al sito www.ruraland4.it sul quale verrà riproposta una versione virtuale del percorso di attività realizzate in campo. L’obiettivo dell’iniziativa è creare sinergia tra le istituzioni del mondo agricolo e rurale, il sistema della formazione secondaria e il mondo imprenditoriale per mettere a sistema le competenze proprie di ciascuno di questi attori coinvolti e trasmettere agli studenti gli strumenti culturali e tecnico-operativi utili per rafforzare la loro professionalità e divenire parte tanto del processo di sviluppo rurale quanto di quello di salvaguardia dei beni pubblici legati all’agricoltura.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali informa che da domenica 7 settembre 2014 avrà inizio, nell’ambito del programma Rete Rurale Nazionale, la sperimentazione pilota “Seminari di tutoraggio rurale”, un percorso di formazione e orientamento dedicato a quaranta neodiplomati degli Istituti agrari aderenti alla ReNIsA (Rete Nazionale degli Istituti Agrari). Presso la riserva naturale regionale Oasi Wwf “Lago di Penne”, in Abruzzo, dal 7 al 12 settembre gli studenti saranno impegnati in attività di campo con visite studio aziendali, lavori di gruppo e incontri con attori del territorio. Parteciperanno a questa summer school anche cinque giovani imprenditori agricoli vincitori delle ultime due edizioni di “Nuovi Fattori di Successo”, concorso promosso dalla Rete Rurale Nazionale per aziende condotte da giovani che hanno beneficiato del sostegno della Politica agricola comunitaria per attuare buone pratiche di Sviluppo rurale. I temi sui quali i partecipanti ai Seminari di tutoraggio si confronteranno saranno la valorizzazione del patrimonio genetico locale e della biodiversità, la qualità e tracciabilità alimentare, la competitività delle imprese, la sostenibilità delle produzioni e il recupero degli scarti, le filiere agroalimentari, il marketing del territorio rurale. Verranno inoltre approfonditi diversi aspetti riguardanti altri temi di interesse per lo sviluppo rurale come l’artigianato tradizionale e l’ecoturismo. Inoltre, dal 27 al 30 ottobre 2014, gli studenti liceali di tutta Italia potranno ripercorrere le attività della summer school di Penne collegandosi dalla propria classe al sito www.ruraland4.it sul quale verrà riproposta una versione virtuale del percorso di attività realizzate in campo. L’obiettivo dell’iniziativa è creare sinergia tra le istituzioni del mondo agricolo e rurale, il sistema della formazione secondaria e il mondo imprenditoriale per mettere a sistema le competenze proprie di ciascuno di questi attori coinvolti e trasmettere agli studenti gli strumenti culturali e tecnico-operativi utili per rafforzare la loro professionalità e divenire parte tanto del processo di sviluppo rurale quanto di quello di salvaguardia dei beni pubblici legati all’agricoltura.
ANTICIPO CONTRIBUTI PAC, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “RINGRAZIAMO L'ASSESSORE RABBONI CHE HA RICHIESTO AL MINISTRO MARTINA L’ANTICIPO DEI PAGAMENTI PAC 2014 PER DARE SOSTEGNO ALLE AZIENDE AGRICOLE IN DIFFICOLTÀ.
Fonte: Agrinsieme Emilia - Romagna
ORA PERÒ È NECESSARIO FARE UN PASSO IN PIÙ: INTERCEDERE PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÈ TALE ANTICIPAZIONE FINANZIARIA VENGA PRESTO CODIFICATA A LIVELLO NAZIONALE COME PROCEDURA STANDARD NEI CASI DI EMERGENZA E NECESSITÀ”
“Ringraziamo l'Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, che ha prontamente richiesto al Ministro Martina l’anticipo dei pagamenti Pac 2014 già dal prossimo 16 ottobre, così da dare un sostegno finanziario alle aziende agricole in difficoltà causa crisi di settore ed effetti dell’embargo russo” – è il commento di Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna che raggruppa Cia, Confagricoltura e le Centrali Cooperative. “Ora però – ha aggiunto Garagnani – è necessario fare un passo in più: auspichiamo che l’Assessore Rabboni interceda presso il Governo affinché tale anticipazione finanziaria venga presto codificata a livello nazionale come procedura standard in tutti i casi di emergenza e necessità, con l’eventuale erogazione delle risorse anche molto tempo prima della data consentita da Bruxelles, il 16 ottobre. Tale esborso verrebbe peraltro solamente anticipato dallo Stato italiano e permetterebbe di rispondere in maniera tempestiva, e non occasionale, alle esigenze finanziarie delle aziende agricole che sempre più spesso sono attanagliate da gravi crisi di settore” “In questo modo – conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – si potrebbe disporre, in tempi rapidi e sull’intero territorio nazionale, di risorse vitali per le aziende agricole in carenza di liquidità, indispensabili per far fronte al pagamento di beni e servizi”.
ORA PERÒ È NECESSARIO FARE UN PASSO IN PIÙ: INTERCEDERE PRESSO IL GOVERNO AFFINCHÈ TALE ANTICIPAZIONE FINANZIARIA VENGA PRESTO CODIFICATA A LIVELLO NAZIONALE COME PROCEDURA STANDARD NEI CASI DI EMERGENZA E NECESSITÀ”
“Ringraziamo l'Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, che ha prontamente richiesto al Ministro Martina l’anticipo dei pagamenti Pac 2014 già dal prossimo 16 ottobre, così da dare un sostegno finanziario alle aziende agricole in difficoltà causa crisi di settore ed effetti dell’embargo russo” – è il commento di Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna che raggruppa Cia, Confagricoltura e le Centrali Cooperative. “Ora però – ha aggiunto Garagnani – è necessario fare un passo in più: auspichiamo che l’Assessore Rabboni interceda presso il Governo affinché tale anticipazione finanziaria venga presto codificata a livello nazionale come procedura standard in tutti i casi di emergenza e necessità, con l’eventuale erogazione delle risorse anche molto tempo prima della data consentita da Bruxelles, il 16 ottobre. Tale esborso verrebbe peraltro solamente anticipato dallo Stato italiano e permetterebbe di rispondere in maniera tempestiva, e non occasionale, alle esigenze finanziarie delle aziende agricole che sempre più spesso sono attanagliate da gravi crisi di settore” “In questo modo – conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – si potrebbe disporre, in tempi rapidi e sull’intero territorio nazionale, di risorse vitali per le aziende agricole in carenza di liquidità, indispensabili per far fronte al pagamento di beni e servizi”.
mercoledì 3 settembre 2014
CRISI PESCHE E NETTARINE ED EMBARGO RUSSO - RABBONI SCRIVE AL MINISTRO MARTINA E CHIEDE L'ANTICIPO DEI PAGAMENTI PAC: "PER NUMEROSE AZIENDE UNA SITUAZIONE FINANZIARIA ESTREMAMENTE PROBLEMATICA"
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha scritto oggi al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina per chiedere che venga autorizzato l’anticipo dei pagamenti Pac 2014, già dal prossimo 16 ottobre, così da dare un sostegno finanziario alle aziende agricole che si trovano a fronteggiare le difficoltà legate sia al difficile andamento stagionale che alle conseguenze dell’embargo russo. “L’annata agraria 2014 - scrive Rabboni – è stata caratterizzata da una situazione climatica particolarmente negativa che ha ridotto produzioni di grande rilievo per il territorio emiliano-romagnolo, quali pesche, nettarine, angurie, meloni, pomodoro da industria”. Ai danni provocati dal cambiamento climatico “si sono sommati gli effetti del blocco delle importazioni di diversi prodotti agroalimentari deciso dal Governo russo”. Il risultato - sottolinea Rabboni - è che “numerose aziende agricole anche in relazione all’assoluta inadeguatezza degli interventi di sostegno al reddito da attivare in presenza di crisi di mercato, previsti a livello comunitario, si troveranno a fronteggiare nelle prossime settimane una situazione finanziaria estremamente problematica”. Da qui la richiesta di attivare le procedure per autorizzare gli Organismi pagatori a versare anche per il 2014, anticipi dei pagamenti a partire dal 16 ottobre, pari al 50% del Pagamento unico.
L’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha scritto oggi al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina per chiedere che venga autorizzato l’anticipo dei pagamenti Pac 2014, già dal prossimo 16 ottobre, così da dare un sostegno finanziario alle aziende agricole che si trovano a fronteggiare le difficoltà legate sia al difficile andamento stagionale che alle conseguenze dell’embargo russo. “L’annata agraria 2014 - scrive Rabboni – è stata caratterizzata da una situazione climatica particolarmente negativa che ha ridotto produzioni di grande rilievo per il territorio emiliano-romagnolo, quali pesche, nettarine, angurie, meloni, pomodoro da industria”. Ai danni provocati dal cambiamento climatico “si sono sommati gli effetti del blocco delle importazioni di diversi prodotti agroalimentari deciso dal Governo russo”. Il risultato - sottolinea Rabboni - è che “numerose aziende agricole anche in relazione all’assoluta inadeguatezza degli interventi di sostegno al reddito da attivare in presenza di crisi di mercato, previsti a livello comunitario, si troveranno a fronteggiare nelle prossime settimane una situazione finanziaria estremamente problematica”. Da qui la richiesta di attivare le procedure per autorizzare gli Organismi pagatori a versare anche per il 2014, anticipi dei pagamenti a partire dal 16 ottobre, pari al 50% del Pagamento unico.
MIPAAF: 1000 GIORNI DI POLITICHE AGRICOLE LE PRIME MISURE SUL SITO PASSODOPOPASSO. MARTINA: PRIORITÀ A LAVORO, INNOVAZIONE ED EXPORT
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Abbiamo davanti un lavoro intenso e appassionante per far crescere un nuovo modello di sviluppo agricolo e agroalimentare. In questi mesi abbiamo lavorato, in una prima fase, al miglioramento dell’impiego delle risorse europee, a nuove azioni per l’occupazione e a forti misure di semplificazione amministrativa, come fatto con “Campolibero” nel dl competitività. Da oggi l’obiettivo rinnovato è potenziare sempre di più il Made in Italy, concentrando la nostra azione su due fronti decisivi: innovazione organizzativa e tecnologica ed export. Il sistema agroalimentare italiano costituisce un’esperienza decisiva per il futuro del nostro Paese”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, commenta la pubblicazione sul sito http://passodopopasso.italia.it/ delle prime misure da realizzare nei prossimi mille giorni per l’agricoltura. “Puntiamo a creare occupazione – ha aggiunto il Ministro – e per farlo cerchiamo di coltivare i nostri talenti migliori spingendo sul tasso di innovazione nel settore. Abbiamo già predisposto il piano nazionale della ricerca e dell’innovazione, per coordinare gli investimenti nazionali e regionali dei prossimi 7 anni nel comparto. Quasi un miliardo di euro è già destinato a queste attività con i fondi comunitari agricoli, ai quali si aggiungono i progetti che verranno presentati all’interno dei circa 4 miliardi di euro previsti da Horizon 2020 e gli altri disponibili nei fondi coesione. Sono stati individuati, con il decreto “Terrevive”, 5.500 ettari di terreni dello Stato da riportare all’agricoltura, attraverso l’affitto o la vendita ai giovani. Sono tutte componenti di un grande piano per raggiungere l’obiettivo di aumentare le imprese agricole gestite da giovani da 48.000 a 60.000. Con il decreto “Sblocca Italia” abbiamo gettato le basi per un altro traguardo ambizioso ma raggiungibile: portare il volume dell’export del Made in Italy agroalimentare da 33 a 50 miliardi entro il 2020. In questo, naturalmente, Expo giocherà un ruolo fondamentale, permettendoci di entrare in contatto diretto con oltre 140 Paesi mostrando loro la reale forza del Made in Italy. Siamo consapevoli che la nostra qualità va tutelata e per questo pensiamo anche al rafforzamento della riconoscibilità del prodotto italiano anche mediante l'istituzione di specifici sistemi di qualità nazionale”. “Una delle sfide più importanti che ci aspettano – ha detto Martina – è l’attuazione delle misure della nuova Politica agricola comune che vale 52 miliardi di euro e sulle quali abbiamo già impostato un lavoro con le Regioni per l’adattamento alle specifiche caratteristiche dei vari territori. Lo stesso abbiamo fatto nel settore della pesca e dell’acquacoltura, programmando investimenti nel periodo 2014-2020 per 537 milioni di euro, con l’istituzione di una task force ministeriale per evitare spreco dei fondi comunitari 2007-2013. Siamo decisi ad andare fino in fondo, come una squadra che vuole raggiungere il migliore risultato. Con tenacia, impegno e dialogo – ha concluso il Ministro Martina – sono sicuro che ce la faremo”
“Abbiamo davanti un lavoro intenso e appassionante per far crescere un nuovo modello di sviluppo agricolo e agroalimentare. In questi mesi abbiamo lavorato, in una prima fase, al miglioramento dell’impiego delle risorse europee, a nuove azioni per l’occupazione e a forti misure di semplificazione amministrativa, come fatto con “Campolibero” nel dl competitività. Da oggi l’obiettivo rinnovato è potenziare sempre di più il Made in Italy, concentrando la nostra azione su due fronti decisivi: innovazione organizzativa e tecnologica ed export. Il sistema agroalimentare italiano costituisce un’esperienza decisiva per il futuro del nostro Paese”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, commenta la pubblicazione sul sito http://passodopopasso.italia.it/ delle prime misure da realizzare nei prossimi mille giorni per l’agricoltura. “Puntiamo a creare occupazione – ha aggiunto il Ministro – e per farlo cerchiamo di coltivare i nostri talenti migliori spingendo sul tasso di innovazione nel settore. Abbiamo già predisposto il piano nazionale della ricerca e dell’innovazione, per coordinare gli investimenti nazionali e regionali dei prossimi 7 anni nel comparto. Quasi un miliardo di euro è già destinato a queste attività con i fondi comunitari agricoli, ai quali si aggiungono i progetti che verranno presentati all’interno dei circa 4 miliardi di euro previsti da Horizon 2020 e gli altri disponibili nei fondi coesione. Sono stati individuati, con il decreto “Terrevive”, 5.500 ettari di terreni dello Stato da riportare all’agricoltura, attraverso l’affitto o la vendita ai giovani. Sono tutte componenti di un grande piano per raggiungere l’obiettivo di aumentare le imprese agricole gestite da giovani da 48.000 a 60.000. Con il decreto “Sblocca Italia” abbiamo gettato le basi per un altro traguardo ambizioso ma raggiungibile: portare il volume dell’export del Made in Italy agroalimentare da 33 a 50 miliardi entro il 2020. In questo, naturalmente, Expo giocherà un ruolo fondamentale, permettendoci di entrare in contatto diretto con oltre 140 Paesi mostrando loro la reale forza del Made in Italy. Siamo consapevoli che la nostra qualità va tutelata e per questo pensiamo anche al rafforzamento della riconoscibilità del prodotto italiano anche mediante l'istituzione di specifici sistemi di qualità nazionale”. “Una delle sfide più importanti che ci aspettano – ha detto Martina – è l’attuazione delle misure della nuova Politica agricola comune che vale 52 miliardi di euro e sulle quali abbiamo già impostato un lavoro con le Regioni per l’adattamento alle specifiche caratteristiche dei vari territori. Lo stesso abbiamo fatto nel settore della pesca e dell’acquacoltura, programmando investimenti nel periodo 2014-2020 per 537 milioni di euro, con l’istituzione di una task force ministeriale per evitare spreco dei fondi comunitari 2007-2013. Siamo decisi ad andare fino in fondo, come una squadra che vuole raggiungere il migliore risultato. Con tenacia, impegno e dialogo – ha concluso il Ministro Martina – sono sicuro che ce la faremo”
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PROVINCIA DI FERRARA: UTILIZZO GETTI IRRIGUI IN PROSSIMITA' DI IMPIANTI DI ENEL DISTRIBUZIONE
Fonte: Provincia di Ferrara - Settore Ambiente e Agricoltura
Il Prefetto di Ferrara, su indicazione di ENEL, segnala che i getti d'acqua degli impianti di irrigazione sopra chioma non devono colpire gli impianti elettrici aerei, in particolare i cavi e le campane di vetro che si trovano posizionate sulle mensole dei pali di cemento. I cavi in rame, se colpiti possono toccarsi e creare interruzioni temporanee di energia elettrica che possono coinvolgere migliaia di utenti, sui quali si riversano i costi per un eventuale intervento. Inoltre potrebbero verificarsi danni alla pompa di irrigazione, essendo l'acqua conduttrice di elettricità. Si consiglia di posizionare il getto d'acqua alla distanza di almeno un metro dalle citate campane di vetro.
Il Prefetto di Ferrara, su indicazione di ENEL, segnala che i getti d'acqua degli impianti di irrigazione sopra chioma non devono colpire gli impianti elettrici aerei, in particolare i cavi e le campane di vetro che si trovano posizionate sulle mensole dei pali di cemento. I cavi in rame, se colpiti possono toccarsi e creare interruzioni temporanee di energia elettrica che possono coinvolgere migliaia di utenti, sui quali si riversano i costi per un eventuale intervento. Inoltre potrebbero verificarsi danni alla pompa di irrigazione, essendo l'acqua conduttrice di elettricità. Si consiglia di posizionare il getto d'acqua alla distanza di almeno un metro dalle citate campane di vetro.
lunedì 1 settembre 2014
BILANCIO PROVVISORIO PER LA CAMPAGNA BIETICOLO-SACCARIFERA DI COPROB
Fonte: Coprob
Dopo circa un mese dal suo inizio sono state consegnate 900.000 tonnellate di bietole che presentano ottime rese produttive raggiungendo le 67 tonnellate/Ha con produzioni di saccarosio vicine alle 10 tonnellate/Ha.
Regolare e con buoni risultati procede la campagna saccarifera di COPROB, principale produttore nazionale, unica cooperativa che distribuisce, tramite Italia Zuccheri, il proprio zucchero 100% italiano garantito da una filiera certificata. Dopo le abbondanti piogge primaverili, proseguite anche nel corso dei mesi estivi, i bacini bieticoli emiliano-romagnoli e veneti che fanno capo agli zuccherifici di COPROB di Minerbio (BO) e Pontelongo (PD) stanno rispondendo positivamente. In questo primo bilancio della campagna saccarifera, a un mese dal suo avvio, la produzione di barbabietole è caratterizzata da una resa produttiva per ettaro buona, soprattutto dal punto di vista quantitativo, e che si assesta attualmente intorno alle 67 tonnellate per ettaro. Questa buona resa compensa il minor grado di polarizzazione, inferiore alla media storica, e garantisce un’apprezzabile produzione di saccarosio che si stima supererà le 10 tonnellate per ettaro. La produzione di zucchero e degli altri prodotti derivati dalla barbabietola (melasso e polpe) sta rispettando quindi le previsioni, con risultati attesi da record e simili a quelli del Nord Europa. Nonostante le continue piogge, le consegne delle barbabietole agli zuccherifici si sono assestate sulle 30.000 tonnellate al giorno e stanno pienamente rispettando la programmazione di inizio campagna con 700.000 tonnellate lavorate fino ad oggi. I buoni risultati di produzione pongono in evidenza la competitività della coltura della barbabietola nei confronti delle altre colture estensive, confermandola come una coltura fondamentale per la rotazione agraria nel pieno rispetto delle migliori pratiche ambientali, aspetto rilevante per mantenere la competitività a 360° delle aziende agricole.
Dopo circa un mese dal suo inizio sono state consegnate 900.000 tonnellate di bietole che presentano ottime rese produttive raggiungendo le 67 tonnellate/Ha con produzioni di saccarosio vicine alle 10 tonnellate/Ha.
Regolare e con buoni risultati procede la campagna saccarifera di COPROB, principale produttore nazionale, unica cooperativa che distribuisce, tramite Italia Zuccheri, il proprio zucchero 100% italiano garantito da una filiera certificata. Dopo le abbondanti piogge primaverili, proseguite anche nel corso dei mesi estivi, i bacini bieticoli emiliano-romagnoli e veneti che fanno capo agli zuccherifici di COPROB di Minerbio (BO) e Pontelongo (PD) stanno rispondendo positivamente. In questo primo bilancio della campagna saccarifera, a un mese dal suo avvio, la produzione di barbabietole è caratterizzata da una resa produttiva per ettaro buona, soprattutto dal punto di vista quantitativo, e che si assesta attualmente intorno alle 67 tonnellate per ettaro. Questa buona resa compensa il minor grado di polarizzazione, inferiore alla media storica, e garantisce un’apprezzabile produzione di saccarosio che si stima supererà le 10 tonnellate per ettaro. La produzione di zucchero e degli altri prodotti derivati dalla barbabietola (melasso e polpe) sta rispettando quindi le previsioni, con risultati attesi da record e simili a quelli del Nord Europa. Nonostante le continue piogge, le consegne delle barbabietole agli zuccherifici si sono assestate sulle 30.000 tonnellate al giorno e stanno pienamente rispettando la programmazione di inizio campagna con 700.000 tonnellate lavorate fino ad oggi. I buoni risultati di produzione pongono in evidenza la competitività della coltura della barbabietola nei confronti delle altre colture estensive, confermandola come una coltura fondamentale per la rotazione agraria nel pieno rispetto delle migliori pratiche ambientali, aspetto rilevante per mantenere la competitività a 360° delle aziende agricole.
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