Fonte: Ufficio Turismo Comune di Comacchio
Enogastronomia, cultura, territorio in un ricco cartellone di eventi: l’omaggio all’Artusi tricolore, Fuoco al Mito, Tramonto di Vino, il Torneo internazionale di Biglie. Ma anche il collegamento “Live streaming” con il Porretta Soul Festival, Sapore di Sale… Il via il 16 luglio a Lido delle Nazioni
C’è Pellegrino Artusi, padre della gastronomia italiana, di cui ricorre il centenario della morte. Ci sono i garibaldini con Ciceruacchio, il fedele compagno di Garibaldi, vittima delle armi austriache lungo la Trafila, che con l’eroe dei due mondi si imbarcò proprio a Cesenatico. E soprattutto ci sono le eccellenze enogastronomiche dell’Emilia Romagna, patrimonio di qualità del “made in Italy”.
Storia, cultura, legame col territorio e tipicità sono gli ingredienti di “Emilia Romagna è un Mare di Sapori”, la rassegna di eventi promossa dall’Assessorato all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, che, ancora una volta, questa estate, trasformerà le più belle spiagge della Riviera in tante passerelle del gusto.
Ben 90 gli appuntamenti, dai Lidi di Comacchio fino a Cattolica; quattro le province coinvolte (Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini), altrettante le tipologie di eventi del ricco cartellone: lo spettacolo dedicato all’Artusi tricolore; Fuoco al mito, omaggio al Parmigiano Reggiano; Tramonto di Vino, sulle eccellenze enologiche; il Torneo internazionale di biglie da spiaggia, con protagonisti i prodotti DOP e IGP dell’Emilia-Romagna.
Si parte il 16 luglio a Lido della Nazioni, per terminare il 18 settembre.
“Nell'anno delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale - afferma l’assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni - vogliamo mettere in evidenza e comunicare ai turisti della Riviera che l’Italia agroalimentare e gastronomica ha qui radici importanti. Non si tratta solo di prodotti eccellenti ed unici che nel tempo sono diventati i vessilli del made in Italy nel mondo, ma anche del contributo fondamentale che il romagnolo Pellegrino Artusi ha dato alla formazione di una cultura e di un’identità enogastronomica nazionale. Per questo il cartellone degli eventi 2011 ruoterà attorno alla performance teatrale della compagnia Koinè dedicata all’‘Artusi tricolore’, senza trascurare naturalmente l'omaggio doveroso all'eroe dell'Unita' d'Italia più amato dai romagnoli: Giuseppe Garibaldi. A Cesenatico evocheremo Ciceruacchio, garibaldino popolare, pronto al sacrificio estremo per amore di Garibaldi e dell'Italia unita.”
Spettacoli, giochi, divertimento. Ma i veri protagonisti di “Emilia-Romagna è Un Mare di Sapori” sono loro, i prodotti tipici e, con essi, la cultura e l’identità del territorio emiliano-romagnolo.
I Prosciutti di Parma e di Modena, il Parmigiano Reggiano, la Mortadella di Bologna, gli Aceti Balsamici di Modena e Reggio Emilia, i Salumi piacentini, le Pesche e le Nettarine della Romagna, il Lambrusco, il Sangiovese e l’Albana di Romagna, il Pignoletto, il Gutturnio e tanti altri gustosi compagni di viaggio come la Piadina e la “ciupeta” ferrarese.
Un ricco paniere di eccellenze, in una Regione che ha saputo valorizzare le proprie tradizioni e i propri prodotti. Lo testimoniano i 33 prodotti Dop e Igp, le 20 denominazioni di qualità del vino, le 15 Strade dei Sapori, i 15 Presidi Slow Food, i 19 Musei del Gusto, i 256 prodotti della tradizione presenti nell’Atlante ministeriale.
Il Programma 2011
L’omaggio ad Artusi e al 150° dell’Unità d’Italia
Il 2011 regala due anniversari: il 150° della nascita dello Stato Italiano e il 100° della morte di Pellegrino Artusi. Coincidenza densa di significati, questa del doppio anniversario, perché Pellegrino Artusi, è conosciuto in patria e nel mondo quale padre della cucina italiana moderna. A lui è dedicato uno spettacolo, “Artusi tricolore”, che vuole essere un omaggio all’illustre gastronomo romagnolo, ma anche alla storia d’Italia.
Protagonista sarà una voce fuori campo, la voce “ricettante” di Artusi, che guiderà una sfoglina in una ‘lezione magistrale’. L’azdora indirizzerà il pubblico, dotato di attrezzatura e ingredienti, nella preparazione di una porzione di tagliatelle tricolori: bianche, con solo acqua e farina, come si fa nella tradizione centro-meridionale; verdi, mescolando alle uova, prima di unirle alla farina, degli spinaci lessati e ridotti in purea; rosse, con l’aggiunta di pomodori, il sangue vegetale che unisce tutti gli italiani. Terminato lo spettacolo, ogni partecipante si porterà a casa una porzione di tagliatelle, per celebrare i cent’anni di Pellegrino Artusi e il 150° dell’Unità d’Italia.
Lo spettacolo “Artusi tricolore” prende il via sabato 23 luglio a Lido delle Nazioni, domenica 31 luglio sarà a Cesenatico, sabato 6 agosto a Cattolica, venerdì 12 agosto a Cervia.
Fuoco al mito
Da sempre punto fermo della rassegna regionale, unisce il sapore della tradizione al piacere del racconto. Fuoco al mito, infatti, è la cottura sul fuoco a legna nella tradizionale caldaia di rame, del latte destinato a diventare una forma di Parmigiano Reggiano, unica nel sapore. Ambientazione suggestiva, racconti, gesti, e la degustazione di scaglie di Parmigiano Reggiano stagionato, in abbinamento con Lambruschi frizzanti e rosati, e Malvasia secca, rendono uniche queste serate che fanno conoscere l’abilità, la tecnica e la passione dei maestri caseari, protagonisti di un formaggio inimitabile.
Si parte il 16 luglio a Lido delle Nazioni, il 23 luglio ci si trasferisce a Rimini, il 30 luglio a Cesenatico, il 10 settembre a Cervia.
Tramonto DiVino e…
Da tempo l’Emilia Romagna è al centro di una rinascita enologica e tra i territori più attivi sul fronte della valorizzazione del vino. In questa direzione si pone Tramonto Di Vino, che propone le eccellenze enologiche con la possibilità di abbinarle ai prodotti tipici. L’occasione è rappresentata anche dall’uscita della nuova edizione della guida ai vini, “Emilia Romagna da bere e da mangiare”, redatta in collaborazione con i sommelier dell’Ais, che intratterranno il pubblico, orientandolo fra le centinaia di etichette proposte in degustazione.
… il Porretta Soul Festival
Dopo il successo dello scorso anno a Cesenatico, anche quest’anno il primo appuntamento di Tramonto DiVino – a Lido degli Estensi, venerdì 22 luglio - sarà in collaborazione con il “Porretta Soul Festival” la prestigiosa kermesse dedicata alla musica soul e al rhythm’n’blues, ormai giunta alla sua 24° edizione.
Sugli accordi e sui refrain che hanno reso famosi Otis Redding e Rufus Thomas, grazie alla diretta “live streaming” curata da Lepida Tv, i “zampanellari” (o “borlengai” che dir si voglia) e i “Pastafrittai”di Porretta Terme (Bo) si lanceranno in una sorta di amichevole “disfida” a distanza con le piadine romagnole.
Cinque le serate in programma di Tramonto Di Vino: 22 luglio a Lido degli Estensi, 29 luglio a Cesenatico, 3 agosto a Riccione, 3 settembre a Milano Marittima, 18 settembre a Villa Garagnani a Zola Predosa (Bologna) con la premiazione dei vini eccellenti 2011.
Torneo internazionale di biglie da spiaggia
Chi era abituato alle classiche biglie con i campioni del ciclismo o del calcio dovrà ricredersi. Al loro posto ci saranno i 33 “volti” simbolo dell’Emilia Romagna: i prodotti Dop e Igp della regione. Saranno loro i protagonisti della terza edizione del Torneo internazionale di biglie che animeranno la calda estate nella riviera romagnola.
Due le novità di quest’anno: la seconda edizione del Torneo di Biglie degli stabilimenti balneari dell’Emilia Romagna, gara riservata ai rappresentanti dei bagni, ognuno dei quali adotterà un prodotto DOP o IGP; un calendario suddiviso per province (Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini), che porterà a disputare 4 finali provinciali, prima della finalissima del 14 agosto a Lido di Savio.
Il Torneo itinerante prende il via il 20 luglio a Lido di Volano, e approda alle finalissima del 14 agosto a Lido di Savio. In tutto per 76 tappe, aperte a tutti, dove allo spirito competitivo viene preferito il gusto dei prodotti d’eccellenza.
“Emilia-Romagna è Un Mare di Sapori” rinnova il legame con altri tre appuntamenti che hanno fatto della valorizzazione dei prodotti tipici il loro tratto distintivo. “Sapori daMare”, il ricco calendario di eventi sulle specialità enogastronomiche del ferrarese, che propone “Cene con delitto gastronomico”, “Villaggio dei sapori”, “Il parco in barca e in tavola” e “Calici di Stelle a Comacchio” (il programma su: www.saporidamare.it). La “Sagra della vongola”, due week end all’insegna del pesce e delle tradizioni marinare dell’Adriatico, in programma a Goro (14-17 e 22-24 luglio). Infine, ma non meno importante, “Sapore di Sale”, l’appuntamento che valorizza l’oro bianco di Cervia, dal 9 all’ 11 settembre.
“Emilia Romagna è un Mare di Sapori” è una manifestazione realizzata dall’Assessorato all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, con i Consorzi del Parmigiano-Reggiano e del Prosciutto di Parma e di Modena, in collaborazione con i Consorzi dei salumi piacentini, della Pesca Nettarina di Romagna, della Mortadella di Bologna, dell’Aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, Casa Artusi, la compagnia teatrale Koinè e Lepida Tv.
Tutte le informazioni e il programma di “Emilia Romagna è un mare di Sapori” sono disponibili sul sito: www.unmaredisapori.com, con la possibilità di iscriversi alla newsletter e di giocare on line
lunedì 11 luglio 2011
COLDIRETTI, L’AGRICOLTURA ITALIANA MERITA FATTI CONCRETI PER CONFERMARE IL PRIMATO DEL MADE IN ITALY AGRO ALIMENTARE

Fonte: Coldiretti Ferrara
Nonostante la crisi il settore produce ricchezza per il Paese (aumento del 1,2% del PIL) esporta di più (11% di maggior valore di export), tiene l’occupazione (+6% dai campi italiani) e le imprese dei giovani (sotto i trent’anni) crescono.
All’estero nel 2011 sono stati venduti piu’ cibo e vini che auto, moto e altre vetture Made in Italy a conferma del primato conquistato dall’agroalimentare nazionale che ha visto crescere il valore delle esportazioni dell’11 per cento nel corso del primo trimestre. Nel primo trimestre dell’anno – sottolinea la Coldiretti - le esportazioni di cibo e bevande sono state pari a 7,1 miliardi di euro mentre quelle di automobili, motocicli, trattori e altri veicoli si sono fermate a 6,6 miliardi di euro.
Ad affermarsi all’estero sono tutti i principali settori del Made in Italy, ma il prodotto più esportato è diventato l’ortofrutta fresca che raggiunge gli 1,1 miliardi di euro (+5 per cento) e sorpassa il vino diventando la principale voce positiva della bilancia agroalimentare. Aumenta peraltro anche il vino che - continua la Coldiretti - fa segnare un incremento del 14 per cento, con un valore di 935 milioni di euro, mentre l’olio di olio sale del 21 per cento a 300 milioni e i formaggi e latticini crescono addirittura del 24 per cento per un valore di 428 milioni di euro. Incrementi più contenuti - precisa la Coldiretti - per le esportazioni di pasta che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con 466 milioni. Tra i diversi prodotti - conclude la Coldiretti - le performance migliori sono quelli dei prodotti più legati al territorio come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano le cui esportazioni crescono del 37 per cento nel mondo.
“Il futuro deve riaffermare il primato rispetto all’oggi e la strategia deve prevalere sulla tattica di corto respiro”.
E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso dell’Assemblea annuale alla presenza di quindicimila coltivatori di tutte le regioni italiane. Se il tema della manovra è pagare piu’ o meno tasse, avere piu’ o meno incentivi, fare piu’ o meno tagli non c’è dubbio che – ha sostenuto Marini - la risposta è scontata. Se invece traguardiamo il futuro e il tema diventa se accettiamo che il nostro destino sia quello della Grecia oppure se accettiamo che i nostri figli debbano andare in giro per il mondo a cercare lavoro e vergognarsi di provenire da un Paese in cui i genitori ingordi li hanno caricati di debiti, allora sono sicuro che il popolo italiano - ha continuato Marini - sarà disponibile a fare sacrifici. Il punto è però un altro e riguarda la capacità della Politica di proporre soluzioni eque che non generano sospetti e soprattutto di avere il coraggio di prendere provvedimenti che nel breve periodo sono impopolari. La Politica – ha concluso Marini - è disposta a fare questa scommessa?
La presenza di giovani agricoltori – ha ricordato - è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è più alto che in altri settori. Il fatto che da decenni si parla di imprese agricole condotte da anziani non solo non è vero, ma laddove accade rappresenta un fatto fisiologico in quanto i non piu’ giovani nelle campagne rimangono in famiglia a dare una mano fino alla fine, magari anche come titolari di azienda. Non c’è dunque una contrapposizione generazionale frutto di un arretramento culturale, ma semplicemente una modernità sociale di cui - ha concluso Marini - siamo ben orgogliosi.
Oggi – ha poi sostenuto Marini - occorre recuperare il primato della Politica capace di interpretare i bisogni dei cittadini e di fare regole per il funzionamento dell’economia reale alla quale la finanza deve porsi a servizio. Le criticità del mercato del cibo, a partire dalla volatilità che danneggia imprese agricole e consumatori, è il prezzo che paghiamo per aver invertito questa gerarchia valoriale.
La finanza nella sua forma piu’ spietata della speculazione governa l’economia reale, la politica. Per scelta o per necessità, non regolamenta il mercato e la gente paga il prezzo per tutti di questa anomalia. Recenti studi dimostrano che nel mondo abbiamo riserve di cibo sufficienti solo per 116 giorni e che nel 2010 l’arretramento della politica e delle regole ha permesso un nuovo colonialismo attuato dalle multinazionali e dai fondi sovrani che hanno acquistato terreni in Africa per una superficie equivalente alla Francia. Bastano questi due dati - ha concluso Marini - per dimostrare che il cibo e l’agricoltura debbono essere riportati dalla politica al centro delle strategie di sviluppo del Paese.
Dobbiamo fare emergere quell’Italia del buonsenso di cui è ricco il Paese che non merita di essere rappresentato solo dalla crisi etica della vita pubblica. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso dell’Assemblea annuale alla presenza di quindicimila coltivatori di tutte le regioni italiane. Non ci stiamo a che la rappresentazione del nostro Paese si esaurisca nel deficit di etica nella vita pubblica, esiste un'altra Italia, alla quale - ha affermato Marini - ci sentiamo di appartenere, che è tessuto connettivo, intelaiatura del Paese, un’Italia che lavora, si assume responsabilità e ci permette, nonostante tutto, di stare in piedi. Questa Italia dobbiamo farla emergere affinchè -ha concluso Marini- traghetti il Paese verso un futuro migliore.
lunedì 4 luglio 2011
E. COLI - RABBONI A TONELLO: RICHIESTA DI ESTENDERE AIUTI COMUNITARI ANCHE AL RADICCHIO CONDIVISIBILE, MA DECISIONE UE DIFFICILMENTE MODIFICABILE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
Bologna - La richiesta di inserire anche il radicchio tra le colture che possono usufruire dei finanziamenti straordinari previsti dalla UE, a seguito dell’emergenza Escherichia Coli, è già stata avanzata, su proposta anche dell’Emilia-Romagna, dalla Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni al Ministero lo scorso 30 giugno. Lo ricorda l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni a Mauro Tonello presidente della Coldiretti regionale, che aveva sollecitato un intervento della Regione in questa direzione. “Ribadisco la piena condivisione della sua proposta di ampliare il numero di specie ammesse a fruire del sostegno comunitario”, scrive oggi Rabboni, ricordando “la gravissima crisi di mercato indotta dall’allarma Escherichia Coli”. Tuttavia, precisa l’assessore regionale, la Commissione Agricoltura dell’Unione Europea ha recentemente riconfermato la scelta di limitare l’intervento straordinario alle cinque specie orticole – cetriolo, pomodoro, lattuga, zucchino e peperone – inizialmente individuate. Una decisione questa che Rabboni considera “certamente discutibile”, ma “difficilmente modificabile” e che “non tiene nel dovuto conto l’effettiva situazione di mercato dei prodotti ortofrutticoli, a livello del quale gli effetti negativi legati all’allarme generato dalla comparsa dei casi di infezione da Escherichia si sono sommati ai problemi legati alla situazione economica generale ed al particolare andamento climatico.”
Bologna - La richiesta di inserire anche il radicchio tra le colture che possono usufruire dei finanziamenti straordinari previsti dalla UE, a seguito dell’emergenza Escherichia Coli, è già stata avanzata, su proposta anche dell’Emilia-Romagna, dalla Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni al Ministero lo scorso 30 giugno. Lo ricorda l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni a Mauro Tonello presidente della Coldiretti regionale, che aveva sollecitato un intervento della Regione in questa direzione. “Ribadisco la piena condivisione della sua proposta di ampliare il numero di specie ammesse a fruire del sostegno comunitario”, scrive oggi Rabboni, ricordando “la gravissima crisi di mercato indotta dall’allarma Escherichia Coli”. Tuttavia, precisa l’assessore regionale, la Commissione Agricoltura dell’Unione Europea ha recentemente riconfermato la scelta di limitare l’intervento straordinario alle cinque specie orticole – cetriolo, pomodoro, lattuga, zucchino e peperone – inizialmente individuate. Una decisione questa che Rabboni considera “certamente discutibile”, ma “difficilmente modificabile” e che “non tiene nel dovuto conto l’effettiva situazione di mercato dei prodotti ortofrutticoli, a livello del quale gli effetti negativi legati all’allarme generato dalla comparsa dei casi di infezione da Escherichia si sono sommati ai problemi legati alla situazione economica generale ed al particolare andamento climatico.”
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venerdì 1 luglio 2011
“BATTERIO KILLER”: IN EMILIA-ROMAGNA DANNI PER 25 MILIONI DI EURO
Fonte: Coldiretti Ferrara
Coldiretti scrive all’Assessore Rabboni per finanziamenti ad ortaggi danneggiati. Richiesta per inserire il radicchio tra quelli danneggiati. Problemi per i produttori ferraresi: “se non cambia qualcosa danni per migliaia di euro anche per noi”.
Il calo dei consumi di ortaggi e frutta freschi causato dalla psicosi creata dall’allarme del batterio Escherichia Coli, si sta ripercuotendo pesantemente sull’agricoltura italiana ed emiliano romagnola in particolare.
E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna che ha scritto una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, chiedendo di estendere i finanziamenti straordinari dell’Unione Europea anche al radicchio, lasciato fuori dall’elenco dei prodotti ammessi a finanziamento probabilmente per un errore formale, visto che si tratta di un prodotto a foglia come tutte le insalate e le bietole. Il prezzo del radicchio – informa Coldiretti – a causa dell’ingiustificato allarme è crollato rispetto allo scorso anno del 42%, esattamente come quello dei cetrioli, inizialmente sospettati di essere i portatori dell’Escherichia.
Coldiretti Emilia Romagna inoltre ha chiesto di inserire tra i prodotti che possono attingere ai contributi, anche meloni, cocomeri, fagiolini freschi e sedani, prodotti che hanno subìto il forte traino negativo dell’allarme, con un calo dei consumi attorno al 20% e conseguente crollo dei prezzi. Secondo dati Ismea – rileva Coldiretti – il prezzo dei fagiolini rispetto allo scorso anno è diminuito del 20%, quello del sedano del 25% e quello dei meloni del 30%.
“Apprezziamo la richiesta fatta da Rabboni di inserire pesche e nettarine tra le specie che possono usufruire dei finanziamenti dell’Unione europea e per questo gli chiediamo di insistere nel suo intervento per estendere il finanziamento alle altre specie in difficoltà, in particolare il radicchio di cui l’Italia è il maggior produttore mondiale. Purtroppo i produttori ortofrutticoli stanno vedendo svanire il risultato di una intera stagione con danni che per la sola Emilia Romagna si aggira attorno ai 25 milioni di euro. E’ fondamentale cercare di arrestare questa situazione generata da un allarme che vede i produttori italiani completamente estranei”.
Non mancano i problemi anche nel ferrarese, sia per le aziende di vendita diretta che hanno subito una contrazione delle vendite nei giorni “caldi” dell’allarme ma soprattutto tra le aziende specializzate nella produzione e commercio degli ortaggi a foglia, che vedono la nostra provincia ai primi posti in ambito nazionale. Non sono poche le imprese che lamentano mancate vendite anche per decine di migliaia di euro.
Le somme stanziate dalla Unione Europea ed i meccanismi di applicazione per poter fare richiesta di risarcimento non appaiono adeguate al reale danno subito dalle aziende agricole, da qui la necessità – sottolinea Coldiretti Ferrara – di sollecitare nuove più incisive misure di intervento.
Coldiretti scrive all’Assessore Rabboni per finanziamenti ad ortaggi danneggiati. Richiesta per inserire il radicchio tra quelli danneggiati. Problemi per i produttori ferraresi: “se non cambia qualcosa danni per migliaia di euro anche per noi”.
Il calo dei consumi di ortaggi e frutta freschi causato dalla psicosi creata dall’allarme del batterio Escherichia Coli, si sta ripercuotendo pesantemente sull’agricoltura italiana ed emiliano romagnola in particolare.
E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna che ha scritto una lettera all’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, chiedendo di estendere i finanziamenti straordinari dell’Unione Europea anche al radicchio, lasciato fuori dall’elenco dei prodotti ammessi a finanziamento probabilmente per un errore formale, visto che si tratta di un prodotto a foglia come tutte le insalate e le bietole. Il prezzo del radicchio – informa Coldiretti – a causa dell’ingiustificato allarme è crollato rispetto allo scorso anno del 42%, esattamente come quello dei cetrioli, inizialmente sospettati di essere i portatori dell’Escherichia.
Coldiretti Emilia Romagna inoltre ha chiesto di inserire tra i prodotti che possono attingere ai contributi, anche meloni, cocomeri, fagiolini freschi e sedani, prodotti che hanno subìto il forte traino negativo dell’allarme, con un calo dei consumi attorno al 20% e conseguente crollo dei prezzi. Secondo dati Ismea – rileva Coldiretti – il prezzo dei fagiolini rispetto allo scorso anno è diminuito del 20%, quello del sedano del 25% e quello dei meloni del 30%.
“Apprezziamo la richiesta fatta da Rabboni di inserire pesche e nettarine tra le specie che possono usufruire dei finanziamenti dell’Unione europea e per questo gli chiediamo di insistere nel suo intervento per estendere il finanziamento alle altre specie in difficoltà, in particolare il radicchio di cui l’Italia è il maggior produttore mondiale. Purtroppo i produttori ortofrutticoli stanno vedendo svanire il risultato di una intera stagione con danni che per la sola Emilia Romagna si aggira attorno ai 25 milioni di euro. E’ fondamentale cercare di arrestare questa situazione generata da un allarme che vede i produttori italiani completamente estranei”.
Non mancano i problemi anche nel ferrarese, sia per le aziende di vendita diretta che hanno subito una contrazione delle vendite nei giorni “caldi” dell’allarme ma soprattutto tra le aziende specializzate nella produzione e commercio degli ortaggi a foglia, che vedono la nostra provincia ai primi posti in ambito nazionale. Non sono poche le imprese che lamentano mancate vendite anche per decine di migliaia di euro.
Le somme stanziate dalla Unione Europea ed i meccanismi di applicazione per poter fare richiesta di risarcimento non appaiono adeguate al reale danno subito dalle aziende agricole, da qui la necessità – sottolinea Coldiretti Ferrara – di sollecitare nuove più incisive misure di intervento.
FORTE ALLARME PER COCOMERI, MELONI, PESCHE E NETTARINE
Fonte: Confagricoltura Ferrara
"Il mese scorso il prezzo al consumo della frutta e' aumentato del 7%, ma ai produttori e' stata pagata il 7% in meno - afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. A fronte di tale situazione occorrono politiche agricole mirate ed interventi volti a migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera alimentare. Siamo in presenza di fattori destabilizzanti che stanno mettendo a serio rischio la redditività dei nostri agricoltori, senza i quali non ci sarebbe più materia prima per l'agroalimentare made in Italy, fatto che ridimensionerebbe inevitabilmente, ed irrimediabilmente, tutta la filiera nazionale del settore".
"La situazione di volatilità dei prezzi si e' fatta sentire fortemente anche a giugno, a seguito dell'allarme E.Coli. In Germania. tutto il mercato dell'ortofrutta e' stato completamente paralizzato, con cali generalizzati degli ordinativi. ed i conti delle aziende ortofrutticole sono peggiorati ulteriormente". "Va apprezzata - aggiunge il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - la volontà del Ministro Romano di intervenire in tempi rapidi per sostenere il nostro comparto ortofrutticolo, che sopporta le conseguenze dell'incapacità della Germania a fronteggiare una situazione di allerta., Però i fondi messi a disposizione da Bruxelles appaiono irrisori. Si sono stanziati complessivamente 210 milioni di euro, però le perdite per l'ortofrutticoltura europea, per il forte calo dei prezzi e delle vendite, vengono stimate di ben 400 milioni di euro la settimana. Per questo abbiamo chiesto una seconda serie di misure eccezionali di sostegno temporaneo da affiancare a quelle già previste".
"In forte apprensione sono in questo momento i produttori di cocomeri e meloni, con la produzione che viene lasciata in campo perché il costo di raccolta è superiore al prezzo di realizzo ed inoltre quelli di pesche e nettarine - prosegue Nicola Gherardi - perché il gran caldo che abbiamo registrato nella seconda metà di giugno sta determinando un anticipo di produzione che determinerà per tutta la prima metà di luglio la sovrapposizione del nostro prodotto con i picchi di produzione in Spagna. Tale situazione, se vista assieme ad un avvio di stagione poco esaltante in termini di prezzo, cui si aggiunge un calo stimato attorno al 10% della domanda interna, genererà probabilmente tensione sui mercati".
"In tale situazione, Confagricoltura Ferrara condivide totalmente la posizione assunta dalla Regione nei confronti del Ministro Romano affinché si proceda con urgenza alla chiusura dell'accordo interprofessionale delle pesche e nettarine attualmente fermo per il mancato accordo tra le parti e contemporaneamente si intervenga in sede comunitaria perché si acconsenta al superamento della soglia del 5% come limite massimo di ritiro del prodotto, per portarlo possibilmente al 10%".
"Vi è poi un documento elaborato dal Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara - conclude Nicola Gherardi - recante proposte operative da realizzarsi con tempestività volte a scongiurare che la campagna 2011 si trasformi in una delle peggiori degli ultimi anni che attende la ratifica della Regione Emilia Romagna e la definitiva approvazione e sottoscrizione di tutti i rappresentanti della produzione. Anche su questo Confagricoltura Ferrara auspica che si proceda con la massima celerità".
"Il mese scorso il prezzo al consumo della frutta e' aumentato del 7%, ma ai produttori e' stata pagata il 7% in meno - afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. A fronte di tale situazione occorrono politiche agricole mirate ed interventi volti a migliorare il posizionamento degli agricoltori all'interno della filiera alimentare. Siamo in presenza di fattori destabilizzanti che stanno mettendo a serio rischio la redditività dei nostri agricoltori, senza i quali non ci sarebbe più materia prima per l'agroalimentare made in Italy, fatto che ridimensionerebbe inevitabilmente, ed irrimediabilmente, tutta la filiera nazionale del settore".
"La situazione di volatilità dei prezzi si e' fatta sentire fortemente anche a giugno, a seguito dell'allarme E.Coli. In Germania. tutto il mercato dell'ortofrutta e' stato completamente paralizzato, con cali generalizzati degli ordinativi. ed i conti delle aziende ortofrutticole sono peggiorati ulteriormente". "Va apprezzata - aggiunge il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - la volontà del Ministro Romano di intervenire in tempi rapidi per sostenere il nostro comparto ortofrutticolo, che sopporta le conseguenze dell'incapacità della Germania a fronteggiare una situazione di allerta., Però i fondi messi a disposizione da Bruxelles appaiono irrisori. Si sono stanziati complessivamente 210 milioni di euro, però le perdite per l'ortofrutticoltura europea, per il forte calo dei prezzi e delle vendite, vengono stimate di ben 400 milioni di euro la settimana. Per questo abbiamo chiesto una seconda serie di misure eccezionali di sostegno temporaneo da affiancare a quelle già previste".
"In forte apprensione sono in questo momento i produttori di cocomeri e meloni, con la produzione che viene lasciata in campo perché il costo di raccolta è superiore al prezzo di realizzo ed inoltre quelli di pesche e nettarine - prosegue Nicola Gherardi - perché il gran caldo che abbiamo registrato nella seconda metà di giugno sta determinando un anticipo di produzione che determinerà per tutta la prima metà di luglio la sovrapposizione del nostro prodotto con i picchi di produzione in Spagna. Tale situazione, se vista assieme ad un avvio di stagione poco esaltante in termini di prezzo, cui si aggiunge un calo stimato attorno al 10% della domanda interna, genererà probabilmente tensione sui mercati".
"In tale situazione, Confagricoltura Ferrara condivide totalmente la posizione assunta dalla Regione nei confronti del Ministro Romano affinché si proceda con urgenza alla chiusura dell'accordo interprofessionale delle pesche e nettarine attualmente fermo per il mancato accordo tra le parti e contemporaneamente si intervenga in sede comunitaria perché si acconsenta al superamento della soglia del 5% come limite massimo di ritiro del prodotto, per portarlo possibilmente al 10%".
"Vi è poi un documento elaborato dal Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara - conclude Nicola Gherardi - recante proposte operative da realizzarsi con tempestività volte a scongiurare che la campagna 2011 si trasformi in una delle peggiori degli ultimi anni che attende la ratifica della Regione Emilia Romagna e la definitiva approvazione e sottoscrizione di tutti i rappresentanti della produzione. Anche su questo Confagricoltura Ferrara auspica che si proceda con la massima celerità".
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CONSEGNA DELLE BORSE DI STUDIO FAVLAV
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Si svolgerà oggi venerdì 1° luglio, alle ore 17.00, in via Palestro 17/A a Ferrara, presso la Sede del FAVLAF (Fondo Assistenze varie Lavoratori Agricoli Ferraresi) l’undicesima edizione della consegna delle borse di studio a studenti universitari iscritti all’Ateneo ferrarese, figli di operai agricoli, risultati primi nella graduatoria di merito stilata dalla Commissione istituita presso l’università di Ferrara.
I dieci studenti universitari premiati riceveranno dal presidente del Fondo, Paolo Cavalcoli, un assegno di 1.100 euro, oltre ad una targa ricordo. Alla cerimonia parteciperanno anche i familiari dei premiati, oltre al professor Stefano Manfredini in rappresentanza dell’Università di Ferrara ed i componenti il Consiglio Direttivo del Favlaf.
Fondo di assistenza mutualistica per l’agricoltura, il Favlaf è stato costituito dalle Organizzazioni Datoriali (Confagricoltura, Coldiretti, CIA, COPAGRI, Confcooperative, Lega-Coop., AGCI) e sindacali (FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL) della Provincia di Ferrara.
Oltre ad un premio al merito, la borsa di studio vuole rappresentare un piccolo contributo ai grandi sacrifici compiuti dalla famiglie per mantenere negli studi i propri figli, nonché un investimento sui giovani del nostro territorio, con l’auspicio che possano, in un prossimo futuro, fare il proprio ingresso nel mondo del lavoro recitando un ruolo da protagonisti.
Questi i nomi dei dieci premiati:
Loberti Alessandra (Economia)
Bonazza Luca (Chimica)
Mezzogori Luca (Lettere Moderne)
Tramontan Elisa (Scienze Infermieristiche)
Pennini Luca (Economia)
Ghinatti Sara (Ingegneria Civile Ambientale)
Sandri Sara (Laurea Magistrale in Giurisprudenza)
Bellini Marcello (Lettere Moderne Classiche)
Trifon A. Georgiana (Economia)
Tezzon Simone (Scienze Infermieristiche)
Si svolgerà oggi venerdì 1° luglio, alle ore 17.00, in via Palestro 17/A a Ferrara, presso la Sede del FAVLAF (Fondo Assistenze varie Lavoratori Agricoli Ferraresi) l’undicesima edizione della consegna delle borse di studio a studenti universitari iscritti all’Ateneo ferrarese, figli di operai agricoli, risultati primi nella graduatoria di merito stilata dalla Commissione istituita presso l’università di Ferrara.
I dieci studenti universitari premiati riceveranno dal presidente del Fondo, Paolo Cavalcoli, un assegno di 1.100 euro, oltre ad una targa ricordo. Alla cerimonia parteciperanno anche i familiari dei premiati, oltre al professor Stefano Manfredini in rappresentanza dell’Università di Ferrara ed i componenti il Consiglio Direttivo del Favlaf.
Fondo di assistenza mutualistica per l’agricoltura, il Favlaf è stato costituito dalle Organizzazioni Datoriali (Confagricoltura, Coldiretti, CIA, COPAGRI, Confcooperative, Lega-Coop., AGCI) e sindacali (FLAI-CGIL, FAI-CISL, UILA-UIL) della Provincia di Ferrara.
Oltre ad un premio al merito, la borsa di studio vuole rappresentare un piccolo contributo ai grandi sacrifici compiuti dalla famiglie per mantenere negli studi i propri figli, nonché un investimento sui giovani del nostro territorio, con l’auspicio che possano, in un prossimo futuro, fare il proprio ingresso nel mondo del lavoro recitando un ruolo da protagonisti.
Questi i nomi dei dieci premiati:
Loberti Alessandra (Economia)
Bonazza Luca (Chimica)
Mezzogori Luca (Lettere Moderne)
Tramontan Elisa (Scienze Infermieristiche)
Pennini Luca (Economia)
Ghinatti Sara (Ingegneria Civile Ambientale)
Sandri Sara (Laurea Magistrale in Giurisprudenza)
Bellini Marcello (Lettere Moderne Classiche)
Trifon A. Georgiana (Economia)
Tezzon Simone (Scienze Infermieristiche)
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ASSEMBLEA NAZIONALE COLDIRETTI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Giovedì 7 luglio 2011 alle ore 9,30 al Palalottomatica di Roma Eur - Piazzale dello Sport l’ ASSEMBLEA NAZIONALE COLDIRETTI, con la presenza di delegazioni di soci da tutte le province. Numerosi i ferraresi che assisteranno ai lavori insieme ai quindicimila coltivatori in rappresentanza di 1,6 milioni di associati provenienti da tutta Italia.
Si scaldano i motori per l’organizzazione della spedizione ferrarese all’Assemblea nazionale di Coldiretti che ormai da alcuni anni si tiene al Palalottomatica di Roma e che vede la presenza non solo dei dirigenti ma anche di migliaia di soci.
“Abbiamo l’obiettivo – conferma il direttore della federazione estense, Luigi Zepponi – di contribuire alla presenza di quindicimila soci, la più grande testimonianza dell’unità della nostra organizzazione e della partecipazione alle grandi scelte sindacali ed economiche che caratterizzano la nostra storia. Nella nostra provincia abbiamo già ricevuto moltissime adesioni e stiamo preparando il viaggio per essere presenti e partecipi, in particolare con una delegazione di giovani imprenditori, oltre che con dirigenti territoriali e tanti soci.”
All’assise “ Coldiretti ...quella straordinaria Italia del buon senso” si discuterà delle strategie per valorizzare l’agricoltura e il modello agroalimentare italiano nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità. Al centro dei lavori c’è il “Made in Italy alimentare quale leva competitiva in Italia e nel mondo”, per evidenziarne il contributo che può offrire all’economia, all’occupazione e alla sicurezza alimentare dei cittadini, dopo le recenti emergenze. Un patrimonio del Paese che va difeso dalla concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza del sistema agricolo nazionale, la cui importanza è confermata dalle speculazioni sul cibo che hanno generato le recenti tensioni internazionali.
All’Assemblea sono invitati i maggiori esponenti del mondo accademico, rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere. Sono previsti gli interventi del cardinale Angelo Bagnasco presidente della Conferenza Episcopale Italiana, di Gianni Alemanno sindaco di Roma Capitale, del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, del Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano e di Enrico Letta vicesegretario del PD.
Giovedì 7 luglio 2011 alle ore 9,30 al Palalottomatica di Roma Eur - Piazzale dello Sport l’ ASSEMBLEA NAZIONALE COLDIRETTI, con la presenza di delegazioni di soci da tutte le province. Numerosi i ferraresi che assisteranno ai lavori insieme ai quindicimila coltivatori in rappresentanza di 1,6 milioni di associati provenienti da tutta Italia.
Si scaldano i motori per l’organizzazione della spedizione ferrarese all’Assemblea nazionale di Coldiretti che ormai da alcuni anni si tiene al Palalottomatica di Roma e che vede la presenza non solo dei dirigenti ma anche di migliaia di soci.
“Abbiamo l’obiettivo – conferma il direttore della federazione estense, Luigi Zepponi – di contribuire alla presenza di quindicimila soci, la più grande testimonianza dell’unità della nostra organizzazione e della partecipazione alle grandi scelte sindacali ed economiche che caratterizzano la nostra storia. Nella nostra provincia abbiamo già ricevuto moltissime adesioni e stiamo preparando il viaggio per essere presenti e partecipi, in particolare con una delegazione di giovani imprenditori, oltre che con dirigenti territoriali e tanti soci.”
All’assise “ Coldiretti ...quella straordinaria Italia del buon senso” si discuterà delle strategie per valorizzare l’agricoltura e il modello agroalimentare italiano nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità. Al centro dei lavori c’è il “Made in Italy alimentare quale leva competitiva in Italia e nel mondo”, per evidenziarne il contributo che può offrire all’economia, all’occupazione e alla sicurezza alimentare dei cittadini, dopo le recenti emergenze. Un patrimonio del Paese che va difeso dalla concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza del sistema agricolo nazionale, la cui importanza è confermata dalle speculazioni sul cibo che hanno generato le recenti tensioni internazionali.
All’Assemblea sono invitati i maggiori esponenti del mondo accademico, rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere. Sono previsti gli interventi del cardinale Angelo Bagnasco presidente della Conferenza Episcopale Italiana, di Gianni Alemanno sindaco di Roma Capitale, del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, del Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, del Ministro della Salute Ferruccio Fazio, del Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano e di Enrico Letta vicesegretario del PD.
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