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martedì 28 agosto 2012

COLDIRETTI: CON RECORD PREZZO BENZINA, SI RISCHIA EFFETTO VALANGA SU 88% DELLA SPESA

Fonte: Coldiretti Ferrara

Caro benzina non solo per gli automobilisti, a rischio aumento tutto ciò che viaggia su strada, oltre che il costo di produzione in agricoltura e nella pesca.

Il record del prezzo del pieno di benzina ha un effetto valanga sulla spesa delle famiglie in un Paese come l’Italia dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il rincaro dei carburanti sommato all’aumento complessivo dei costi energetici per le bollette di luce e gas favorisce la ripresa dell’inflazione e mette a rischio la ripresa dell’economia. Il caro benzina colpisce gli alimentari con ogni pasto che - sottolinea la Coldiretti - percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. A subire gli effetti del caro carburanti sono - continua la Coldiretti - anche le imprese agricole che in questo momento consumano grandi quantità di gasolio per garantire l’irrigazione nei campi per salvare le coltivazioni agricole dal caldo e dalla siccità ed il settore della pesca, che dopo la fine del fermo pesca nell’alto Adriatico sta riprendendo l’attività in mare. L’aumento dei costi energetici colpisce in realtà - continua la Coldiretti - l'intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale. Fare il pieno dell’automobile alle famiglie ora costa di piu’ che fare la spesa settimanale. Secondo le elaborazioni della Coldiretti fare il pieno in una automobile con un serbatoio di 60 litri è arrivato a costare 120 euro, un importo superiore ai 111 euro che mediamente le famiglie italiane spendono ogni settimana per fare la spesa, secondo l’Istat. D’altra parte con il nuovo record un litro di benzina viene a costare - conclude la Coldiretti - come un chilo di pesche ma il prezzo ha superato del 40 per cento il chilo di pasta e del 50 per cento il un litro di latte. Un rapporto di cambio che - conclude la Coldiretti - non è eticamente ed economicamente sostenibile e che mette a rischio la ripresa del paese.

venerdì 2 marzo 2012

COLDIRETTI: IL CALO DEL PIL (- 0,5%) PROSEGUE NEL 2012

Fonte: Coldiretti Ferrara

Maltempo e riduzione prezzi all’origine riducono il PIL del settore primario, timori per la competitività delle imprese, con le nuove tasse e l’escalation dei carburanti.

Il calo dello 0,5 per cento registrato dal valore aggiunto agricolo rischia di consolidarsi nel 2012 per effetto dei danni provocati dal maltempo e della riduzione dei prezzi alla produzione che si è verificata all’inizio dell’anno. E’ quanto afferma la Coldiretti che nel commentare l’andamento del Pil a valori concatenati nel 2011 diffuso dall’Istat sottolinea che nel corso del 2011 sono state chiuse 50mila imprese agricole. Nel settore agricolo, operano 845mila imprese iscritte al registro delle Camere di Commercio la cui competitivita' rischia tuttavia di essere fortemente compromessa dalle difficolta' determinate dagli effetti dell'Imu nel 2012. L’anno è infatti iniziato con il maltempo che ha causato al settore danni superiori ai 300 milioni di euro tra perdita di raccolti, crolli di edifici e stalle e maggiori costi di riscaldamento mentre sul piano commerciale i prezzi alla produzione nel mese di gennaio si sono ridotti del 3 per cento, con un ribasso del 9 per cento per le coltivazioni e un aumento del 4 per cento delle produzioni da allevamento. Nell’intero comparto - conclude la Coldiretti - gli ortaggi con il calo del 25 per cento sono quelli che hanno fatto segnare la peggiore performance, ma una flessione del 19 per cento si registra per l’olio di oliva, del 12 per cento per i cereali e dell’8 per cento per la frutta.

martedì 7 febbraio 2012

CRISI DELLA PESCA, A BOLOGNA UN INCONTRO DI TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni: porterò le proposte che abbiamo condiviso al ministro Catania il prossimo 16 febbraio. Tra le richieste: credito d'imposta per il rincaro dei costi petroliferi, strumenti di accesso al credito, modalità di recupero dei punti di penalità, ma anche l'operatività del distretto "Alto Adriatico".

Bologna - Credito d’imposta per far fronte al rincaro dei prezzi, in particolare di quelli petroliferi; estensione alle imprese del settore e alle loro cooperative di strumenti per favorire l’accesso al credito quali i Confidi; modalità di recupero dei punti di penalità assegnati ai possessori di licenza di pesca e ai comandanti dei peschereggi. Sono alcune delle richieste per far fronte alla crisi che sta colpendo il comparto della pesca, emerse oggi a Bologna nel corso di una riunione convocata dall’assessore regionale all’agricoltura ed economia ittica Tiberio Rabboni. Ai rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati presenti Rabboni ha annunciato un prossimo incontro a Roma con il ministro Mario Catania il 16 febbraio. “ Porterò l’esito della riunione odierna al Ministro – ha detto Rabboni – e gli sottoporrò le proposte che oggi abbiamo condiviso. Si tratta di misure necessarie, alcune delle quali da attivare con urgenza, per far fronte a una crisi del settore che si sta aggravando”.
Tra le proposte su cui si è trovato l’accordo oggi in Regione anche quella relativa al fermo biologico, con la richiesta di predisporre l’organizzazione del prossimo periodo di interruzione obbligatorio (luglio-settembre), individuando per tempo le risorse finanziarie e gli ammortizzatori sociali per il suo sostegno e definendo modalità e tempistiche in modo da renderlo maggiormente congruo con le esigenze dell’area dell’alto Adriatico. Secondo i partecipanti va inoltre rivisto l’accordo multi regionale per consentire alle Regioni di impegnare le risorse inutilizzate del Fondo Europeo per la Pesca per finanziare la “rottamazione” delle imbarcazioni. Dall’incontro è infine emersa la richiesta di rendere immediatamente operativo il distretto di pesca “Alto Adriatico” con la partecipazione delle tre Regioni Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Ministero, apportando le opportune modifiche al decreto istitutivo del 23 febbraio 2010. “Occorre rendere più efficiente la governance del distretto – ha spiegato Rabboni - attraverso un più stretto legame con il territorio e le rappresentanze imprenditoriali e dei pescatori. A tal fine chiediamo la costituzione di una Commissione Consultiva, composta dai rappresentanti delle Associazioni di categoria più rappresentative, per concertare le politiche di attuazione dell’area distrettuale, con particolare riferimento all’emanazione dei piani di gestione locali e alle peculiarità di un contesto fortemente segnato dal delta del PO”.

mercoledì 1 febbraio 2012

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: “IL GRANDE FREDDO MANDA ALLE STELLE LA BOLLETTA ENERGETICA"

Fonte: Confagricoltura

UN NUOVO SALASSO PER LE IMPRESE AGRICOLE CHE SI SOMMA AI 250 MILIONI DI AUMENTO DEL GASOLIO

“Bolletta salata per gli agricoltori. Si deve ricorrere massicciamente al riscaldamento delle serre e delle stalle (per suini e avicoli), con gli impianti al massimo e costantemente accesi per evitare che gelino le tubature. Con il gasolio a costi record - con un aumento che supera i 250 milioni di euro in un anno - è un ulteriore salasso per le imprese agricole; ed ora i conti in rosso rischiano di aggravarsi ulteriormente”. Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando costantemente la situazione maltempo.

“L’agricoltura - spiega Confagricoltura - è nella morsa del gelo con le attività in pieno campo bloccate per le produzioni orticole e floricole (cavoli, verdure) ed i raccolti persi. Se le temperature dovessero scendere a livello polare per più giorni, sotto i –15 gradi, ci potrebbero esserci danni anche per i frutteti e i vivai”.

“Non è la neve a preoccupare - avverte l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - anzi, da un certo punto di vista, è positiva perché le medie stagionali stavano ingannando le piante, che ‘sentivano’ già l'arrivo della primavera. Creano problemi le irregolarità dell’andamento climatico, quali gelate improvvise. E soprattutto si aggravano i costi produttivi”.

Ripercussioni si hanno anche sui trasporti con il divieto di circolazione temporaneo dei Tir nel Centro-Nord, autostrade in tilt, strade impraticabili, e comunque con inevitabili rallentamenti nella viabilità.

“Non ci voleva proprio un’altra crisi dei trasporti - conclude Confagricoltura - già lo sciopero dei tir è costato caro all’agricoltura, con danni per centinaia di milioni di euro”.

mercoledì 4 gennaio 2012

INFLAZIONE, CONFAGRICOLTURA: “IL PREZZO DEGLI ALIMENTARI FRESCHI SI RAFFREDDA MA LE IMPRESE AGRICOLE SUBISCONO LE CONSEGUENZE DEL CARO CARBURANTE”

Fonte: Confagricoltura

“A dicembre, nonostante le feste natalizie, i prezzi al consumo dei prodotti alimentari si sono fermati, ed in particolare quelli degli alimentari freschi, come l’ortofrutta e le carni, sono calati dello 0,2% rispetto al mese precedente”. Lo sottolinea Confagricoltura evidenziando i dati provvisori sull’inflazione a dicembre diffusi oggi dall’Istat.

E’ un dato importante – prosegue Confagricoltura – che conferma il contributo anti-inflattivo del settore che ha registrato a dicembre cali importanti per i prezzi della frutta fresca (-2,4%).

“Non dimentichiamo – osserva Confagricoltura - che gli agricoltori sono anche consumatori e subiscono i contraccolpi degli aumenti dei mezzi di produzione, come i prodotti energetici che registrano un forte incremento tendenziale (+11,3% nel 2011 rispetto al 2010; i prodotti alimentari sono aumentati nello stesso periodo solo del 2,4%)”.

Per le imprese agricole - ricorda Confagricoltura - solo a partire da ottobre c’è stato un parziale recupero di redditività, dopo un lungo periodo di riduzioni generalizzate dei prezzi all’origine di frutta e verdura. Resta la forbice tra prezzi all’origine e prezzi finali.

“Ad aggravare la situazione degli agricoltori già di per sé difficile - conclude Confagricoltura – c’è l’imposizione fiscale sui fabbricati rurali, il cui reddito era già ricompreso in quello dei terreni, che in pratica diventa una duplicazione d’imposta”.

martedì 3 gennaio 2012

CARO CARBURANTI, CONFAGRICOLTURA: LE AZIENDE AGRICOLE IN DIFFICOLTA’. A RISCHIO COLTIVAZIONI E ALLEVAMENTI

Fonte: Confagricoltura

Il caro carburanti preoccupa notevolmente nelle campagne. Lo sottolinea Confagricoltura che ricorda come un’indagine di fine novembre di Ismea già registrava forte malessere tra gli agricoltori e notevoli preoccupazioni imputabili alla dinamica dei costi di produzione e soprattutto ad proseguimento delle tensioni sui prezzi di carburanti. Malessere e tensioni che sono acuite dagli ultimi rincari che pesano notevolmente sui conti aziendali.

“L’aumento dei carburanti agricoli aggrava una situazione già oggettivamente difficile per le aziende agricole – ricorda Confagricoltura – e sono a rischio le coltivazioni e gli allevamenti. Già a ottobre 2011, rispetto al corrispondente mese dell’anno prima, i costi agricoli per i carburanti avevano avuto un incremento del 7,6% (con un +1,2% rispetto al mese precedente di settembre)”.

giovedì 6 ottobre 2011

DOMANDE PER INTEGRAZIONE CARBURANTE PER SICCITA’

FONTE: CONFAGRICOLTURA FERRARA

L’Ufficio Utenti Motori Agricoli di Confagricoltura Ferrara informa tutte le aziende interessate che la Giunta della Regione Emilia Romagna, constatato l’anomalo andamento atmosferico caratterizzato da particolare siccità, ha deliberato nella seduta del 3 ottobre scorso di maggiorare le assegnazioni di carburante per irrigazione relative alle colture orticole tardive , orticole in secondo raccolto, colture sementiere, frutticole tardive, mais da granella e da foraggio, pomodoro da industria,cocomero e melone, colture foraggere, soia di primo e secondo raccolto, vivaismo ornamentale e frutticolo effettuate e già dichiarate entro il 30 giugno 2011, nonché le assegnazioni per gli allevamenti estensivi in acque salmastre, con quantitativi di carburante che non superino i valori precedentemente assegnati e pertanto con maggiorazione massima del 100%.

Le domande per l’integrazione delle assegnazioni dei prodotti petroliferi dovranno essere presentate entro il prossimo 31 ottobre; potranno presentare domanda soltanto quelle imprese che si trovino nella condizione di aver esaurito interamente l’assegnazione alla data del 3 ottobre scorso.

Gli Uffici della sede e periferici di Confagricoltura Ferrara sono a disposizione degli imprenditori interessati per la predisposizione delle domande.