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giovedì 17 gennaio 2013

CATANIA, DICHIARATO LO STATO DI CALAMITÀ PER AIUTARE GLI AGRICOLTORI COLPITI DA AVVERSITÀ ATMOSFERICHE



FONTE: MIPAAF

“Abbiamo adottato oggi la dichiarazione dello stato di eccezionale avversità atmosferica relativa ad alcuni eventi calamitosi che si sono verificati nei mesi scorsi, che hanno colpito i nostri agricoltori causando ingenti danni. In questo modo, gli agricoltori potranno accedere ai contributi del Fondo di solidarietà nazionale”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, sulla dichiarazione in data odierna dello stato di eccezionale avversità atmosferica relativa agli eventi calamitosi, corrispondenti alle piogge alluvionali, che si sono verificati nella Regione Piemonte (provincia di Cuneo) lo scorso settembre.
La dichiarazione dello stato di eccezionale avversità atmosferica relativa a eventi calamitosi, legati alla siccità registrata durante il periodo estivo 2012, è stata invece adottata oggi per le Regioni Friuli Venezia Giulia (province di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine), Calabria (province di Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia), Lombardia (provincia di Bergamo) e Umbria (province di Perugia e Terni).
Le Regioni interessate potranno così accedere ai contributi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale, da destinare al ripristino delle infrastrutture pubbliche, delle strutture aziendali e alla ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte.
Le domande di intervento potranno essere presentate alle autorità indicate dalle stesse Regioni entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

mercoledì 1 agosto 2012

SICCITA’, CONFAGRICOLTURA: “L’AGRICOLTURA RISCHIA IL COLLASSO DA CALORE. CHIESTI LO STATO DI CALAMITA’ E L’APERTURA DELLE DIGHE”

Fonte: Confagricoltura

“I danni causati dal caldo africano e dalla siccità nelle campagne sono molto gravi; in molte zone d’Italia abbiamo chiesto che venga dichiarato lo stato di calamità naturale ed abbiamo sollecitato che vengano aperte urgentemente le dighe per garantire acqua sufficiente per le irrigazioni di soccorso. I raccolti sono a rischio”. Lo sottolinea Confagricoltura che, con le proprie strutture territoriali, sta monitorando costantemente l’evolversi della situazione meteo e delle sue ripercussioni sull’attività nei campi. I corsi fluviali sono a secco mentre le temperature, a causa dell’anticiclone “Ulisse” ed ai venti caldi dall’Algeria, sono sempre più alte. Carenza d’acqua e caldo record stanno provocando un collasso da calore all’agricoltura, con deperimento organico delle piante di mais, girasole, soia, bietola, pomodoro, uva, ed i raccolti falcidiati. Tra l’altro in Veneto, soprattutto nelle provincie di Rovigo, Padova e Venezia, la gran parte dei raccolti di cereali risulta compromessa e si registrano problemi anche per l’ortofrutta e la viticoltura; nel Polesine, si contano perdite per 150 milioni di euro di cui 75 milioni solo per il mais. In numerose aree del Piemonte sono compromessi i raccolti cerealicoli ed i foraggi; in Puglia, in particolare nella Capitanata, tra le colture che stanno subendo i maggiori danni ci sono il pomodoro e la vite (per la quale è già stimato un calo del 20% del raccolto); in Toscana si teme anche per gli allevamenti, per la scarsità di foraggi e le carenze idriche. Secondo le stime di Confagricoltura, si può prevedere, in generale, che andranno persi un terzo dei raccolti di mais e la metà di quelli di soia. Inoltre ci sono perdite di qualità e quantità per la frutta estiva. A rischio anche la vendemmia. “La siccità, anche al Nord, non è più un evento episodico ma una situazione strutturale che va fronteggiata - osserva l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - con una politica di costruzione e di gestione di invasi adeguati per la razionalizzazione delle risorse idriche; servono politiche indirizzate alla ricerca ed all’innovazione per sostenere le aziende nelle scelte colturali e produttive e per individuare nuove varietà di piante a minore esigenza idrica, finanziamenti per favorire investimenti aziendali per un migliore uso delle acque”.

lunedì 16 luglio 2012

COLDIRETTI: CALDO E DEFICIT IDRICO METTONO A RISCHIO LE PRODUZIONI AGRICOLE ED I REDDITI DELLE IMPRESE. SOFFRE ANCHE LA NOSTRA PROVINCIA, PRONTA LA RICHIESTA DELLO STATO DI CALAMITA’

Fonte: Coldiretti Ferrara

In conferenza stampa l’assessore provinciale all’agricoltura evidenzia i numeri della crisi idrica che sommata ai danni del sisma rischia di mettere a repentaglio oltre metà della PLV agricola ferrarese. Più che dimezzate le piogge nell’ultimo anno.

Con un deficit idrico del 71 per cento nell’ultimo mese anche l'arrivo della pioggia rischia di non portare il sufficiente sollievo alle colture stremate dalla siccità e dal caldo delle ultime settimane. Il mese di giugno si è classificato al terzo posto tra i piu’ caldi di sempre con la caduta del 71 per cento di precipitazioni in meno rispetto alla media secondo secondo Isac-Cnr. La caduta della pioggia per essere utile ad alimentare le riserve idriche deve però avvenire – sottolinea la Coldiretti - in modo costante e duraturo nel tempo, mentre i forti temporali estivi, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense e con grandine, provocano danni gravissimi alle colture in campo in questa fase stagionale. Il mais è la coltura agricola piu’ colpita con le piante appassite in decine di migliaia di ettari che non potranno neanche essere raccolte nelle regioni del nord, ma danni pesanti - sottolinea la Coldiretti - sono stimati anche per il pomodoro destinato alla trasformazione industriale per la produzione di passate, polpe e sughi con un crollo del 20 per cento in media sulla produzione attesa, anche se la qualità resta buona. La mancanza di precipitazioni ha ridotto la produzione anche dell’erba medica, foraggio necessario per l’alimentazione degli animali nelle stalle e quella di altre coltivazioni come il girasole e le bietole, ma a soffrire sono anche le verdure e la frutta per effetto della cosiddetta evapotraspirazione (la perdita di acqua dal terreno e dalle piante) che con le temperature bollenti ha raggiunto livelli che - continua la Coldiretti - si registrano normalmente a fine luglio/agosto. I dati relativi alla provincia di Ferrara sono preoccupanti e li ha citati l’Assessore Stefano Calderoni: il dossier provinciale che si sta implementando per la richiesta dello stato di calamità cita riduzioni produttive per il grano (già raccolto) nell’ordine del meno 30%; flessione stimata per pere, mele e kiwi nell’ordine del 50%, mentre il mais, colpito nel momento più delicato del ciclo vegetativo, potrebbe subire una flessione stimata del 70%. Con questi dati, che si aggiungono ai danni provocati dal terremoto, stimati ad oggi in circa 150 milioni di euro, siccità e sbalzi termici che stanno caratterizzando questo 2012, portano il totale del danno a quasi la metà della PLV agricola provinciale, ovvero circa 600 milioni di euro. Una autentica mazzata, ha sostenuto Calderoni, che si abbatte su imprese già stremate per i costi di produzione sempre in aumento (come per il gasolio, schizzato ai massimi storici), ed alle tassazioni ed oneri che gravano pesantemente sui bilanci aziendali (IMU in primis ma non solo). L`andamento climatico di questi giorni conferma - continua la Coldiretti - l`anomalia di un 2012 segnato da neve, siccità pioggia, caldo ed ora temporali e grandine che stanno mettendo a dura prova le campagne. Una situazione frutto dei cambiamenti climatici in atto che - precisa la Coldiretti - si manifestano in Italia con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali e una modificazione della distribuzione delle piogge, in tutto nell’ambito di una tendenza al surriscaldamento . Negli ultimi anni - precisa la Coldiretti - si sono succeduti i record dovuti all’innalzamento delle temperature in Italia con il 2011 che si è classificato al terzo posto anche se il record assoluto degli due secoli rimane assegnato al 2003. Nella nostra provincia la piovosità media è passata dai 500/700 mm degli scorsi anni, a circa 300 tra agosto 2011 e giugno 2012, mettendo a dura prova anche il sistema della bonifica, chiamato a derivare oltre 600 milioni di metri cubi nel canali, e purtuttavia senza aver potuto evitare in molti casi gli effetti negativi del clima sulle colture. Le aziende che non hanno sottoscritto polizze assicurative che comprendessero anche gli attuali eventi climatici, qualora subiscano danni rispetto alla media non inferiori al 30%, possono già contattare i nostri uffici per predisporre richiesta di sgravio fiscale e segnalazione di calamità alla provincia.

lunedì 6 febbraio 2012

MALTEMPO: FEDAGRI/CONFCOOPERATIVE CHIEDE LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE

Fonte: Fedagri - Confcooperative

Le copiose nevicate mettono in ginocchio l’Alta Romagna

(Bologna, 6 Febbraio 2012). Le eccezionali nevicate degli ultimi giorni, tuttora in corso, stanno mettendo in ginocchio l’intero sistema agricolo-zootecnico dell’Alta Romagna con gravi danni alle strutture ed al patrimonio animale. Di fronte a questo scenario di assoluta gravità, Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna ha formalizzato la richiesta alle autorità regionali per la dichiarazione dello Stato di calamità naturale per le aree colpite. Si tratta dei territori montani delle province di Forlì-Cesena (vallate del Savio e del Bidente) e di Rimini (alta Valmarecchia), dove la coltre nevosa ha superato i tre metri di altezza.
Il favorevole accoglimento di questa richiesta rappresenta un primo passo indispensabile per sostenere e risarcire le imprese agricole e le cooperative zootecniche dei gravi danni subiti in questi giorni. Nell’Alta Romagna le abbondanti nevicate hanno provocato infatti il crollo di alcune stalle per l’allevamento bovino e di capannoni per l’avicoltura con la morte di migliaia di capi.
Oltre ai danni economici, questa situazione sta creando gravi disagi anche al territorio: da qui la necessità di rafforzare l’intervento della Protezione Civile a sostegno delle popolazioni e delle attività imprenditoriali agricole, tuttora isolate e bisognose di soccorsi.
“I danni, sicuramente rilevanti – conclude il presidente regionale di Fedagri/Confcooperativer, Giovanni Bettini – potrebbero mettere a repentaglio il proseguimento delle attività agro-zootecniche in aree particolarmente svantaggiate quali quelle montane, dove la presenza dell’uomo costituisce un indispensabile presidio territoriale e di tutela ambientale. Le nostre preoccupazioni sono infine destinate ad aumentare a causa delle previsioni meteo decisamente negative anche per i prossimi giorni con nuove, copiose, nevicate che potranno aggravare ulteriormente una situazione già pesantemente compromessa”.

mercoledì 7 dicembre 2011

CATANIA, DICHIARATO STATO DI CALAMITÀ PER AIUTARE AGRICOLTORI

Fonte: Mipaaf - Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“È stato dichiarato lo stato di calamità a seguito delle piogge alluvionali che hanno colpito alcuni territori delle Regioni Veneto, Calabria e Sicilia, causando danni alle strutture aziendali ed alle infrastrutture connesse all’attività agricola nei mesi di ottobre 2010, febbraio e marzo 2011. In questo modo, gli agricoltori situati nei territori delimitati potranno far fronte ai danni subiti alle strutture aziendali, alla ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte, grazie agli aiuti recati dal Fondo di Solidarietà Nazionale di cui al decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 102”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato l’emanazione di tre decreti datati 5 dicembre 2011, già inviati alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione, con i quali ha dichiarato lo stato di eccezionali avversità atmosferiche a carico di alcuni Comuni delle Province di Padova, Verona e Vicenza per la Regione Veneto, della Provincia di Reggio di Calabria per la Regione Calabria, ed infine della provincia di Messina per la Regione Sicilia.
A seguito di tali provvedimenti, gli agricoltori dei territori calabresi inseriti nella dichiarazione contenuta nel decreto, potranno far fronte ai danni alle strutture aziendali agricole, agli impianti produttivi nonché alla ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte mediante contributi in conto capitale recati dal Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal decreto legislativo 29 marzo 2004 n. 102.
Per accedere agli aiuti previsti, i produttori agricoli devono dimostrare di aver subito danni superiori al 30% della produzione lorda vendibile.
I Consorzi di bonifica o gli altri Enti interessati dei territori veneti, calabresi e siciliani, delimitati con i decreti soprarichiamati, che hanno in carico le infrastrutture danneggiate, potranno ripristinarle con oneri a carico Fondo di solidarietà nazionale.
Le domande di intervento potranno essere presentate alle autorità regionali competenti entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

I Comuni interessati sono:

REGIONE VENETO - Provincia di Padova, Comuni di: Rovolon, Vo; Provincia di Verona, Comuni di: Albaredo D'adige, Arcole, Belfiore, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant'anna, Caldiero, Cazzano Di Tramigna, Cologna Veneta, Colognola Ai Colli, Grezzana, Illasi, Lavagno, Legnago, Mezzane Di Sotto, Minerbe, Montecchia Di Crosara, Monteforte D'alpone, Pressana, Ronca', San Bonifacio, San Giovanni Ilarione, San Martino Buon Albergo, Soave, Terrazzo, Tregnago, Verona, Veronella, Zevio, Zimella; Provincia di Vicenza, Comuni di Albettone, Alonte, Altavilla Vicentina, Arcugnano, Asigliano Veneto, Barbarano Vicentino, Brendola, Campiglia Dei Berici, Castegnero, Castelgomberto, Cornedo Vicentino, Creazzo, Gambugliano, Longare, Montecchio Maggiore, Montegaldella, Monteviale, Nanto, Orgiano, Poiana Maggiore, San Germano Dei Berici, Sarego, Sossano, Sovizzo, Valdagno, Vicenza, Villaga. A seguito delle piogge alluvionali verificatesi dal 31.10.2010 al 25.12.2010.
REGIONE CALABRIA - Provincia di Reggio Calabria, Comuni di: Anoia, Calanna, Candidoni, Cardeto, Cinquefrondi, Cittanova, Feroleto Della Chiesa, Fiumara, Galatro, Giffone, Laganadi, Laureana Di Borrello, Maropati, Melicucca', Melicucco, Molochio, Oppido Mamertina, Polistena, Reggio Di Calabria, Rizziconi, Rosarno, San Ferdinando, San Giorgio Morgeto, San Pietro Di Carida', San Roberto, Santa Cristina D'aspromonte, Sant'alessio In Aspromonte, Santo Stefano In Aspromonte,Scilla, Serrata, Taurianova, Terranova Sappo Minulio, Varapodio. A seguito delle piogge alluvionali verificatesi il 01.03.2011.
REGIONE SICILIA - Provincia di Messina, Comuni di: Ali', Ali' Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Fiumedinisi, Forza D'agro', Francavilla Di Sicilia, Furci Siculo, Gaggi, Giardini-Naxos, Graniti, Itala, Limina, Malvagna, Mandanici, Messina, Moio Alcantara, Motta Camastra, Nizza Di Sicilia, Pagliara, Roccalumera, Roccella Valdemone, Sant'alessio Siculo, Santa Domenica Vittoria, Santa Teresa Di Riva, Saponara, Savoca, Scaletta Zanclea, Taormina. A seguito delle piogge alluvionali verificatesi dal 28 febbraio al 5 marzo 2011.