Fonte: Agrinsieme
“Più investimenti in tecnologia finalizzati a integrare innovazione e competitività, utilizzando al meglio le risorse messe a disposizione dal nuovo Piano regionale di Sviluppo Rurale. Il futuro del settore agricolo sta nella capacità di innovarsi e il progetto che presentiamo oggi va in questa direzione”. Lo ha detto Guido Zama intervenendo al convegno “Impiego della tecnologia satellitare in agricoltura, esperienze nel settore vitivinicolo e cerealicolo” in qualità di coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna, la realtà che riunisce Confagricoltura, Cia e l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e rappresenta oltre 40mila aziende associate.
Al centro dell’incontro svoltosi alla 41ma edizione di Eima International, il progetto “RTK (Real Time Kinematic) miglioramento delle performance ambientali e di sicurezza degli operatori nei processi produttivi attraverso la realizzazione di una rete rtk comprensoriale”.
In sintesi: partendo dalla realizzazione di uno studio cartografico e di un sistema informativo territoriale delle superfici oggetto di sperimentazione, RTK ha previsto l’ottimizzazione della rete regionale di 12 stazioni permanenti Gps/Gnss - per rilevare le macchine agricole che operano sul territorio con estrema precisione ed efficienza - e l’impiego di impianti di controllo dinamico delle prassi agronomiche con la segnalazione in tempo reale di eventuali criticità operative e gestionali. Tra gli obiettivi raggiunti: maggiore sicurezza e meno stress per gli operatori; riduzione dei consumi di carburante; tempi di lavorazione ridotti; impiego razionale dei mezzi agricoli e riduzione degli input chimici. Inoltre, l’iniziativa ha fatto “rete” con altre attività finanziate dalla stessa misura e finalizzate alla sostenibilità ambientale nel settore vitivinicolo e cerealicolo.
Agrinsieme Emilia Romagna intende promuovere e valorizzare le progettualità che puntano sull’innovazione applicata alle produzioni agricole affinché le imprese e le aziende cooperative acquisiscano piena consapevolezza dei benefici economici indotti - dovuti in primis all’abbattimento dei costi – che significano maggior reddito e competitività per l’agricoltore.
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sabato 15 novembre 2014
venerdì 18 luglio 2014
OGGI ALL’ASSEMBLEA DELL’O.I. GRAN SUINO ITALIANO: COME COGLIERE LE OPPORTUNITA’ DI FINANZIAMENTO DEL NUOVO PSR PER ALLEVAMENTI, MACELLI, SALUMIFICI E AZIENDE DI TRASFORMAZIONE
Fonte: Confagricoltura
ZAMA (PRESIDENTE O.I.): “AUSPICHIAMO DALLA REGIONE MASSIMA ATTENZIONE ALLA SUINICOLTURA NELL’ALLOCAZIONE DEI FONDI DEL PSR; SUPPORTEREMO GLI OPERATORI DEL SETTORE AFFINCHÈ SIANO TEMPESTIVI E ATTENTI NELL’ATTIVARE TUTTE LE POSSIBILI RICHIESTE”
RABBONI: “LA VOLONTÀ DELLA REGIONE NELL’ELABORARE IL NUOVO PSR È STATA QUELLA DI DARE LA PRIORITÀ A SOGGETTI COME L’INTERPROFESSIONE CHE SANNO FARE SQUADRA E CONDIVIDERE OBIETTIVI, PER STARE AL PASSO DEI COMPETITOR EUROPEI E MONDIALI”
“Cogliere tutte le opportunità di finanziamento offerte dal Piano regionale di Sviluppo Rurale 2014-2020; fare sistema all’interno della filiera per vincere le sfide del mercato globale e braccia aperte a chiunque ritenga strategico aderire alla prima interprofessionale zootecnica italiana e che abbia voglia di sedersi attorno a un tavolo per studiare politiche e strategie comuni”. E’ questa la road map tracciata stamani a Reggio Emilia dal presidente dell’OI Gran Suino Italiano, Guido Zama, nell’introduzione ai lavori assembleari. L’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Italiano rappresenta un terzo della produzione suinicola dell’Emilia Romagna (oltre 340mila capi commercializzati e 25mila macellati a settimana nel 2013) e raggruppa più di cento allevamenti e alcune delle aziende rappresentative del settore che si occupano di macellazione, trasformazione e produzione di salumi e insaccati, quali Italcarni, Annoni, Zuarina, Galloni e il Prosciuttificio San Michele oltre all'Organizzazione dei suinicoltori dell'Emilia Romagna (Asser). Tra gli obiettivi principali: consolidare e sviluppare i rapporti tra i soggetti della filiera al fine di rafforzare il sistema produttivo territoriale; favorire un miglior equilibrio tra domanda e offerta e superare la crisi che da troppo tempo attanaglia il settore, nell’ottica di generare un valore aggiunto, grazie anche alla qualità delle produzioni, da ridistribuire equamente all’interno filiera. Numerosi sono stati i risultati raggiunti dall’O.I. nei primi due anni di attività: la sottoscrizione del documento d'Intesa di Filiera per la valutazione del peso morto del suino (luglio 2013); la presentazione al Mipaaf della bozza del disciplinare per l’ottenimento del marchio Sistema di Qualità Nazionale per la carne fresca del suino pesante, che sta attualmente concludendo l’iter procedurale in vista dell’approvazione; la costruzione di un partenariato europeo di ricerca sul settore suinicolo e la collaborazione alla stesura di un progetto UE nel quadro del Programma di ricerca Horizon 2020 sul miglioramento dell’alimentazione e della genetica suinicola. “In una regione in cui i prodotti a base di carne suina DOP e IGP vantano molte eccellenze gastronomiche – ha rimarcato il presidente Zama – l’O.I. ha stretto un rapporto collaborativo anche con il Distretto suinicolo lombardo, Unapros e, in fase di costituzione, con Unitalia”. “Investiremo sulla ricerca – ha aggiunto - solo così potremo far crescere il sistema di filiera e realizzare quella sinergia necessaria per affrontare la competitività sui mercati stranieri. Pertanto, dopo l’approvazione del PSR, la nostra organizzazione avvierà la procedura per divenire a tutti gli effetti un Gruppo Operativo per l’Innovazione e accreditarsi come unico punto di riferimento per il comparto suinicolo italiano nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, che è una delle priorità della nuova programmazione rurale”. “Auspichiamo dalla Regione – è la conclusione del presidente Zama - massima attenzione alla suinicoltura nell’allocazione dei fondi del PSR e supporteremo gli operatori del settore affinché siano tempestivi e attenti nell’attivare tutte le possibili richieste”. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, prendendo parte all’assemblea, si è detto “orgoglioso di aver tenuto a battesimo l’O.I. emiliano romagnola che ha gettato basi per un riequilibrio dei rapporti di filiera”. “La volontà della Regione nell’elaborare il nuovo PSR – ha osservato Rabboni - è stata quella di dare la priorità a soggetti come l’Interprofessione che sanno fare squadra e condividere obiettivi, per stare al passo dei competitor europei e mondiali”.
ZAMA (PRESIDENTE O.I.): “AUSPICHIAMO DALLA REGIONE MASSIMA ATTENZIONE ALLA SUINICOLTURA NELL’ALLOCAZIONE DEI FONDI DEL PSR; SUPPORTEREMO GLI OPERATORI DEL SETTORE AFFINCHÈ SIANO TEMPESTIVI E ATTENTI NELL’ATTIVARE TUTTE LE POSSIBILI RICHIESTE”
RABBONI: “LA VOLONTÀ DELLA REGIONE NELL’ELABORARE IL NUOVO PSR È STATA QUELLA DI DARE LA PRIORITÀ A SOGGETTI COME L’INTERPROFESSIONE CHE SANNO FARE SQUADRA E CONDIVIDERE OBIETTIVI, PER STARE AL PASSO DEI COMPETITOR EUROPEI E MONDIALI”
“Cogliere tutte le opportunità di finanziamento offerte dal Piano regionale di Sviluppo Rurale 2014-2020; fare sistema all’interno della filiera per vincere le sfide del mercato globale e braccia aperte a chiunque ritenga strategico aderire alla prima interprofessionale zootecnica italiana e che abbia voglia di sedersi attorno a un tavolo per studiare politiche e strategie comuni”. E’ questa la road map tracciata stamani a Reggio Emilia dal presidente dell’OI Gran Suino Italiano, Guido Zama, nell’introduzione ai lavori assembleari. L’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Italiano rappresenta un terzo della produzione suinicola dell’Emilia Romagna (oltre 340mila capi commercializzati e 25mila macellati a settimana nel 2013) e raggruppa più di cento allevamenti e alcune delle aziende rappresentative del settore che si occupano di macellazione, trasformazione e produzione di salumi e insaccati, quali Italcarni, Annoni, Zuarina, Galloni e il Prosciuttificio San Michele oltre all'Organizzazione dei suinicoltori dell'Emilia Romagna (Asser). Tra gli obiettivi principali: consolidare e sviluppare i rapporti tra i soggetti della filiera al fine di rafforzare il sistema produttivo territoriale; favorire un miglior equilibrio tra domanda e offerta e superare la crisi che da troppo tempo attanaglia il settore, nell’ottica di generare un valore aggiunto, grazie anche alla qualità delle produzioni, da ridistribuire equamente all’interno filiera. Numerosi sono stati i risultati raggiunti dall’O.I. nei primi due anni di attività: la sottoscrizione del documento d'Intesa di Filiera per la valutazione del peso morto del suino (luglio 2013); la presentazione al Mipaaf della bozza del disciplinare per l’ottenimento del marchio Sistema di Qualità Nazionale per la carne fresca del suino pesante, che sta attualmente concludendo l’iter procedurale in vista dell’approvazione; la costruzione di un partenariato europeo di ricerca sul settore suinicolo e la collaborazione alla stesura di un progetto UE nel quadro del Programma di ricerca Horizon 2020 sul miglioramento dell’alimentazione e della genetica suinicola. “In una regione in cui i prodotti a base di carne suina DOP e IGP vantano molte eccellenze gastronomiche – ha rimarcato il presidente Zama – l’O.I. ha stretto un rapporto collaborativo anche con il Distretto suinicolo lombardo, Unapros e, in fase di costituzione, con Unitalia”. “Investiremo sulla ricerca – ha aggiunto - solo così potremo far crescere il sistema di filiera e realizzare quella sinergia necessaria per affrontare la competitività sui mercati stranieri. Pertanto, dopo l’approvazione del PSR, la nostra organizzazione avvierà la procedura per divenire a tutti gli effetti un Gruppo Operativo per l’Innovazione e accreditarsi come unico punto di riferimento per il comparto suinicolo italiano nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, che è una delle priorità della nuova programmazione rurale”. “Auspichiamo dalla Regione – è la conclusione del presidente Zama - massima attenzione alla suinicoltura nell’allocazione dei fondi del PSR e supporteremo gli operatori del settore affinché siano tempestivi e attenti nell’attivare tutte le possibili richieste”. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, prendendo parte all’assemblea, si è detto “orgoglioso di aver tenuto a battesimo l’O.I. emiliano romagnola che ha gettato basi per un riequilibrio dei rapporti di filiera”. “La volontà della Regione nell’elaborare il nuovo PSR – ha osservato Rabboni - è stata quella di dare la priorità a soggetti come l’Interprofessione che sanno fare squadra e condividere obiettivi, per stare al passo dei competitor europei e mondiali”.
martedì 4 giugno 2013
OGGI ASSEMBLEA DELL'O.I GRAN SUINO ITALIANO "UN PATTO TRA TUTTI I COMPONENTI DELLA FILIERA PER IL RILANCIO DELLA SUINICOLTURA"
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
ASSEMBLEA GENERALE O. I. GRAN SUINO ITALIANO, ZAMA “UN PATTO TRA TUTTI I COMPONENTI DELLA FILIERA SUINA PER COSTRUIRE ASSIEME UN PIANO STRATEGICO DI RILANCIO DEL SETTORE. E ALLE REGIONI CHIEDIAMO DI INSERIRE NEL PSR MISURE AD HOC PER FINANZIARLO”.
RABBONI: “PIENO SOSTEGNO AL PROGETTO DELL'O.I. GRAN SUINO ITALIANO DA PARTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA. SIAMO PRONTI A INVESTIRE SULLA FILIERA”
Modena, 4 giugno 2013 – E' stato lanciato “un patto tra tutti i componenti della filiera suina per costruire assieme un piano strategico di rilancio del settore”, stamani all'Assemblea generale dell'Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Italiano, la nuova realtà che in un solo anno ha raggruppato in Emilia Romagna più di cento allevamenti e alcune delle aziende più rappresentative del settore che si occupano di macellazione, trasformazione e produzione di salumi e insaccati, tra cui Italcarni, Annoni, Bizeta, Galloni e il Prosciuttificio San Michele. Oltre a Confagricoltura e Cia regionali e l'Asser, l'Organizzazione dei suinicoltori dell'Emilia Romagna. Lo ha annunciato il presidente dell’O.I. Gran Suino Italiano, Guido Zama, intervenuto oggi all'assise della prima Interprofessionale zootecnica italiana, alla presenza dell'Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni. “Il piano strategico di rilancio della filiera suina – ha precisato - includerà iniziative di carattere ambientale e sanitario, ma anche azioni di marketing per aggredire nuovi mercati esteri. A tal fine chiediamo alle Istituzioni regionali maggiormente interessate allo sviluppo del settore (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) di inserire nel PSR misure ad hoc per il finanziamento di questo piano. Il nostro impegno è rivolto in primis a favorire la filiera suinicola italiana per evitare che i nostri salumi e insaccati siano prodotti con carni straniere di dubbia provenienza e qualità”. Nel corso dell'Assemblea, è stata inoltre avviata la raccolta firme per la presentazione della richiesta al Ministero dell'Agricoltura del marchio SQN (Sistema di Qualità Nazionale) per la carne fresca del suino pesante ed è stato costituito un tavolo per l'individuazione dei metodi di classificazione più efficaci per la valutazione delle carcasse a peso morto dei suini che vedano la compartecipazione di allevatori e macellatori. “Il futuro della suinicoltura – ha affermato l'Assessore Rabboni - dovrà basarsi su una costante dialettica, nella quale prevalga l'interesse comune e non quello dei singoli componenti. La Regione Emilia Romagna è pronta a studiare, insieme all'O.I. Gran Suino Italiano e al Ministero dell'Agricoltura, la destinazione più opportuna delle risorse che deriveranno dalla nuova programmazione per lo Sviluppo Rurale e dalla strategia Horizon 2020 per la ricerca e l'innovazione. Nel breve periodo saremo a fianco dell'O.I. per portare a compimento sia il progetto del Sistema di Qualità Nazionale, sia l'intesa interregionale sulla classificazione delle carcasse a peso morto. Saranno inoltre liberate risorse tramite bandi regionali a supporto delle aziende agricole delle zone terremotate”.
ASSEMBLEA GENERALE O. I. GRAN SUINO ITALIANO, ZAMA “UN PATTO TRA TUTTI I COMPONENTI DELLA FILIERA SUINA PER COSTRUIRE ASSIEME UN PIANO STRATEGICO DI RILANCIO DEL SETTORE. E ALLE REGIONI CHIEDIAMO DI INSERIRE NEL PSR MISURE AD HOC PER FINANZIARLO”.
RABBONI: “PIENO SOSTEGNO AL PROGETTO DELL'O.I. GRAN SUINO ITALIANO DA PARTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA. SIAMO PRONTI A INVESTIRE SULLA FILIERA”
Modena, 4 giugno 2013 – E' stato lanciato “un patto tra tutti i componenti della filiera suina per costruire assieme un piano strategico di rilancio del settore”, stamani all'Assemblea generale dell'Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Italiano, la nuova realtà che in un solo anno ha raggruppato in Emilia Romagna più di cento allevamenti e alcune delle aziende più rappresentative del settore che si occupano di macellazione, trasformazione e produzione di salumi e insaccati, tra cui Italcarni, Annoni, Bizeta, Galloni e il Prosciuttificio San Michele. Oltre a Confagricoltura e Cia regionali e l'Asser, l'Organizzazione dei suinicoltori dell'Emilia Romagna. Lo ha annunciato il presidente dell’O.I. Gran Suino Italiano, Guido Zama, intervenuto oggi all'assise della prima Interprofessionale zootecnica italiana, alla presenza dell'Assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni. “Il piano strategico di rilancio della filiera suina – ha precisato - includerà iniziative di carattere ambientale e sanitario, ma anche azioni di marketing per aggredire nuovi mercati esteri. A tal fine chiediamo alle Istituzioni regionali maggiormente interessate allo sviluppo del settore (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) di inserire nel PSR misure ad hoc per il finanziamento di questo piano. Il nostro impegno è rivolto in primis a favorire la filiera suinicola italiana per evitare che i nostri salumi e insaccati siano prodotti con carni straniere di dubbia provenienza e qualità”. Nel corso dell'Assemblea, è stata inoltre avviata la raccolta firme per la presentazione della richiesta al Ministero dell'Agricoltura del marchio SQN (Sistema di Qualità Nazionale) per la carne fresca del suino pesante ed è stato costituito un tavolo per l'individuazione dei metodi di classificazione più efficaci per la valutazione delle carcasse a peso morto dei suini che vedano la compartecipazione di allevatori e macellatori. “Il futuro della suinicoltura – ha affermato l'Assessore Rabboni - dovrà basarsi su una costante dialettica, nella quale prevalga l'interesse comune e non quello dei singoli componenti. La Regione Emilia Romagna è pronta a studiare, insieme all'O.I. Gran Suino Italiano e al Ministero dell'Agricoltura, la destinazione più opportuna delle risorse che deriveranno dalla nuova programmazione per lo Sviluppo Rurale e dalla strategia Horizon 2020 per la ricerca e l'innovazione. Nel breve periodo saremo a fianco dell'O.I. per portare a compimento sia il progetto del Sistema di Qualità Nazionale, sia l'intesa interregionale sulla classificazione delle carcasse a peso morto. Saranno inoltre liberate risorse tramite bandi regionali a supporto delle aziende agricole delle zone terremotate”.
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