Fonte: Confagricoltura
"Con la nuova Pac occorre mettere a disposizione della suinicoltura gli strumenti finanziari più adeguati per sviluppare la competitività del settore, attraverso il sostegno all’aggregazione dei produttori, per aumentare la produttività, ridurre i costi, accrescere il potere contrattuale, varare interventi per il sostegno di mercato in caso di crisi e per la gestione del rischio connesso al calo del reddito, alle malattie animali e altre calamità.”
Lo ha ribadito il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo al convegno “Nuova Pac e filiere suinicole: opportunità o minaccia?” nell’ambito di “Italpig”, alla Fiera del Bovino da Latte che si è svolta a Cremona.
Guidi ha ricordato che il settore suinicolo non ha mai beneficiato di nessun premio qualità; nessun aiuto per coprire i costi per il benessere animale o per rispettare la direttiva nitrati o le emissioni o per le valutazioni di impatto ambientale, ma soprattutto alla luce delle nuove strategie comunitarie, nessun incentivo per costituire Op o distretti.
Considerato che la nuova Politica Agricola Comunitaria incentiva le aggregazioni dei produttori, Confagricoltura ritiene molto importante la possibilità di introdurre, anche attraverso i PSR, un “pacchetto carne suina” volto a favorire la definizione di una strategia di settore che comprenda ad esempio il ruolo delle Organizzazioni di prodotto, della programmazione produttiva della DOP dei prosciutti, la valorizzazione del prodotto nazionale con l’etichetta di origine.
Oltre agli incentivi per l’avvio di nuove OP, che saranno previste nell’ambito dei piani di sviluppo rurale, per il presidente di Confagricoltura servono misure che favoriscano la produttività e la competitività degli allevamenti, un miglior accesso al credito, la promozione dell’export, l’innovazione di prodotto e di processo, lo sviluppo di reti di imprese e di distretto; oltre ad azioni volte a permettere di soddisfare gli adempimenti europei, come ad esempio nitrati, emissioni in atmosfera, amianto, biosicurezza.
“Questa Pac, anche se non ci piace – ha concluso Guidi – deve essere utilizzata al meglio per rendere più competitiva la nostra agricoltura.”
Visualizzazione post con etichetta Op. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Op. Mostra tutti i post
lunedì 28 ottobre 2013
venerdì 9 marzo 2012
COLDIRETTI FERRARA: CONTRATTO POMODORO 2012, PREZZI SOTTO COSTI DI PRODUZIONE, DISTRUTTO LAVORO DI ANNI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Coldiretti Ferrara stigmatizza duramente l’accordo sottoscritto tra O.P. e alcune industrie di trasformazione. Per Tonello “tra confusione di ruoli e regole assurde il prezzo è sceso sotto i costi di produzione ed a pagare saranno ancora una volta i produttori. Bisogna lavorare per un contratto che tenga conto della destinazione finale del pomodoro, per ora la situazione è davvero grave e tenuta della coltura a rischio”.
In pochi mesi si è distrutto il lavoro di anni, per di più ritornando ad un sistema di sottobosco di regole che portano il prezzo del pomodoro al di sotto dei costi di produzione. E’ questo il parere di Coldiretti Ferrara sull’accordo del pomodoro recentemente sottoscritto tra organizzazioni dei produttori e alcune industrie di trasformazione.
“Coldiretti – ha detto il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello – ha lavorato per anni per una coesione del mondo agricolo nella definizione di accordi che dessero soddisfazioni economiche alle aziende produttrici. E’ stato un lavoro che è poi sfociato ad accordi che, pur con tante aspettative positive, non hanno dato purtroppo i risultati sperati. Tutto questo è successo soprattutto perché la costituzione del distretto del pomodoro, così come è stato voluto da industria e da enti istituzionali, si è trasformato, di fatto, in un organismo interprofessionale che non ha saputo svolgere il suo ruolo di promozione del prodotto, ma si è disperso in una jungla di regole che hanno riportato il prezzo finale del produttore al di sotto dei costi di produzione”.
La confusione di ruoli – rileva Coldiretti – dopo anni che i contratti si chiudevano in tempi utili per il trapianto del pomodoro, ha portato quest’anno a ritardare la chiusura del contratto con un serie di norme e parametri che nascondono vero il prezzo finale.
“E’ arrivato il momento – sostiene Tonello – di pensare ad un contratto che tenga veramente conto della destinazione finale del prodotto, anche secondo le esigenze industriali. E’ possibile pensare a contratti diversi secondo che il pomodoro sia destinato alla produzione di concentrato, che può avere per l’azienda agricola un costo di produzione più contenuto, o alla produzione di un prodotto finito, che richiede maggiore cura, ma che consente la valorizzazione del made in Italy”.
“Sorprende – prosegue Tonello – che in questa situazione intervengano organizzazioni agricole, come Confagricoltura, il cui presidente regionale Guglielmo Garagnani, mentre dichiara che vigilerà sui contratti, lascia che i suoi rappresentanti condividano le decisioni del tavolo di contrattazione. Tutto ciò senza dimenticare che si erge ad estremo difensore delle aziende, mentre ha condiviso l'istituzione del distretto con l'attuale statuto e, in un recente passato, ha fatto l'equilibrista sul disaccoppiamento con il risultato disastroso che oggi tutti constatiamo e che Coldiretti aveva già ampiamente immaginato. Bisogna che ci diciamo chiaramente che non è più possibile fare la voce grossa a contratto concluso, ma che è sempre più necessario sviluppare un lavoro che possa dare risultati concreti nel tempo”.
POMODORO DA INDUSTRIA: INACCETTABILE L’ACCORDO FIRMATO DALLE OP
Fonte: Confagricoltura Ferrara
Confagricoltura Ferrara esprime un forte disappunto per quanto sta avvenendo nel comparto del pomodoro da industria, che nel 2011 ha interessato in provincia oltre 6.500 ettari, per una produzione complessiva di quasi 4.233.000 q.li.
“Prendo atto con profonda insoddisfazione dell’accordo per la campagna 2012sottoscritto dalle Organizzazioni dei Produttori con gli industriali della CONFAPI, che trasformano circa il 30% del pomodoro del Nord Italia, che vede un netto peggioramento rispetto all’annata precedente sia del prezzo (-10%) sia dei parametri qualitativi e dei tempi di pagamento – afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. Con gli industriali facenti capo all’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari – AIIPA, che trasforma il restante 70%, l’incontro tenutosi nella giornata di ieri è saltato perché la proposta dell’industria è stata ritenuta inaccettabile: 75 euro/tonn, con scaletta parametri qualitativi che di fatto porterebbe il prezzo di partenza a circa 70 €/t, contro gli 88 della precedente campagna”.
“Una trattativa protratta ad oltranza, condotta in contemporanea su più tavoli, con un unico denominatore comune – evidenzia il Presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli: scaricare sui produttori le inefficienze della filiera, l’aumento dei costi di produzione e la crisi dei mercati”.
“Le OP, alle quali gli agricoltori hanno dato fiducia per tutelare i propri interessi – prosegue Nicola Gherardi - devono essere ferme nelle loro posizioni e non sembra invece che lo stiano facendo a sufficienza. Gli agricoltori non possono in questo momento vedersi cambiare le carte in tavola con accordi che peggiorano i tempi di pagamento (50 giorni in più rispetto al 2011, quando la legislazione nazionale sta progressivamente imponendo pagamenti a 30 gg), tabelle di valutazione della qualità ulteriormente peggiorative e prezzi svincolati totalmente dai costi produttivi, ampiamente sotto la soglia di marginalità, anche alla luce dell’aumento dei costi del 10% rispetto all’annata precedente”.
“Il cedimento delle OP vanifica i risultati ottenuti da anni di trattative – rimarca il Presidente dell’Organizzazione agricola ferrarese – e sui quali si era ottenuta la convergenza di tutta la filiera del pomodoro. Non è pensabile che tutti gli anni si proponga di rivedere quello che dovrebbe essere uno strumento tecnico: un insieme di parametri oggettivi che determinano le qualità delle produzioni. Le tabelle non possono essere modificate in funzione della congiuntura economica”.
“Se le Organizzazioni dei Produttori non riusciranno a recuperare chiudendo dignitosamente almeno l’accordo con l’AIIPA – conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara – significa che non sono all’altezza del ruolo ad esse assegnato, tanto più che le recenti assemblee dei produttori avevano chiesto di definire programmi di coltivazione coerenti con le realtà di mercato e capaci di salvaguardare il reddito dei produttori, prevedendo una riduzione delle superfici a pomodoro del 25%. Se non sarà così, se non riprenderanno in mano la situazione, diversi produttori potrebbero scegliere di rinunciare agli investimenti nel settore, con il risultato di avere meno ettari a pomodoro e per giunta a basso prezzo”.
Confagricoltura Ferrara esprime un forte disappunto per quanto sta avvenendo nel comparto del pomodoro da industria, che nel 2011 ha interessato in provincia oltre 6.500 ettari, per una produzione complessiva di quasi 4.233.000 q.li.
“Prendo atto con profonda insoddisfazione dell’accordo per la campagna 2012sottoscritto dalle Organizzazioni dei Produttori con gli industriali della CONFAPI, che trasformano circa il 30% del pomodoro del Nord Italia, che vede un netto peggioramento rispetto all’annata precedente sia del prezzo (-10%) sia dei parametri qualitativi e dei tempi di pagamento – afferma il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi. Con gli industriali facenti capo all’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari – AIIPA, che trasforma il restante 70%, l’incontro tenutosi nella giornata di ieri è saltato perché la proposta dell’industria è stata ritenuta inaccettabile: 75 euro/tonn, con scaletta parametri qualitativi che di fatto porterebbe il prezzo di partenza a circa 70 €/t, contro gli 88 della precedente campagna”.
“Una trattativa protratta ad oltranza, condotta in contemporanea su più tavoli, con un unico denominatore comune – evidenzia il Presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli: scaricare sui produttori le inefficienze della filiera, l’aumento dei costi di produzione e la crisi dei mercati”.
“Le OP, alle quali gli agricoltori hanno dato fiducia per tutelare i propri interessi – prosegue Nicola Gherardi - devono essere ferme nelle loro posizioni e non sembra invece che lo stiano facendo a sufficienza. Gli agricoltori non possono in questo momento vedersi cambiare le carte in tavola con accordi che peggiorano i tempi di pagamento (50 giorni in più rispetto al 2011, quando la legislazione nazionale sta progressivamente imponendo pagamenti a 30 gg), tabelle di valutazione della qualità ulteriormente peggiorative e prezzi svincolati totalmente dai costi produttivi, ampiamente sotto la soglia di marginalità, anche alla luce dell’aumento dei costi del 10% rispetto all’annata precedente”.
“Il cedimento delle OP vanifica i risultati ottenuti da anni di trattative – rimarca il Presidente dell’Organizzazione agricola ferrarese – e sui quali si era ottenuta la convergenza di tutta la filiera del pomodoro. Non è pensabile che tutti gli anni si proponga di rivedere quello che dovrebbe essere uno strumento tecnico: un insieme di parametri oggettivi che determinano le qualità delle produzioni. Le tabelle non possono essere modificate in funzione della congiuntura economica”.
“Se le Organizzazioni dei Produttori non riusciranno a recuperare chiudendo dignitosamente almeno l’accordo con l’AIIPA – conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara – significa che non sono all’altezza del ruolo ad esse assegnato, tanto più che le recenti assemblee dei produttori avevano chiesto di definire programmi di coltivazione coerenti con le realtà di mercato e capaci di salvaguardare il reddito dei produttori, prevedendo una riduzione delle superfici a pomodoro del 25%. Se non sarà così, se non riprenderanno in mano la situazione, diversi produttori potrebbero scegliere di rinunciare agli investimenti nel settore, con il risultato di avere meno ettari a pomodoro e per giunta a basso prezzo”.
Etichette:
accordo,
aiipa,
Confagricoltura Ferrara,
Confapi,
Nicola Gherardi,
Op,
pomodoro da industria
Iscriviti a:
Post (Atom)