Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
Durante un’operazione notturna la Polizia provinciale ha sorpreso quattro romeni in riva al canale Derivatore in comune di Berra, intenti a pescare con attrezzi ad elevata cattura, quindi vietati dalla legge perché occupano più della metà del corso d’acqua.
I quattro sono stati multati in concorso per un totale di 4.400 euro, oltre ad essere stati sottoposti al sequestro da parte degli agenti di un gommone di circa 1,5 metri di lunghezza e di oltre 300 metri di rete tipo tramaglio.
“Esprimo vivo apprezzamento – dice il comandante della Polizia provinciale Claudio Castagnoli – ai colleghi impegnati per tante ore in un’azione delicata, riuscendo a sanzionare pescatori di frodo e liberare tutto il pesce rimasto intrappolato. Ringrazio anche la pattuglia dei Carabinieri – prosegue - che ha coadiuvato gli agenti del Corpo provinciale in un delicato e complesso intervento. Infatti - conclude Castagnoli - la presenza e la capacità dei militari dell’Arma di arginare l’eccessiva animosità dei quattro romeni, è stata fondamentale per la buona riuscita di un’operazione di contrasto ad un’attività illegale che, nel frattempo, stava suscitando allarme fra i pescatori sportivi del luogo”.
giovedì 6 marzo 2014
MULTA DA 4.400 EURO DELLA POLIZIA PROVINCIALE A PESCATORI ABUSIVI NEL COMUNE DI BERRA
martedì 4 marzo 2014
AGRICOLTURA - MIELE, APICOLTORI ED ESPERTI A CONVEGNO A CASTEL SAN PIETRO TERME. RABBONI: "IN EMILIA-ROMAGNA IL COMPARTO TRA I PIÙ SVILUPPATI A LIVELLO NAZIONALE". PAGANI: "L'APICOLTURA BIOLOGICA È GARANZIA PER LA SALUTE DELLE API, LA PULIZIA DELL'AMBIENTE E LA QUALITÀ DEI PRODOTTI"
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Castel San Pietro Terme capitale del miele. Domani e dopodomani oltre 200 apicoltori ed esperti del settore, provenienti da 39 paesi diversi dall'Alaska alla Nigeria, si confronteranno in una due giorni dedicata ai problemi e alle prospettive di questo importante settore. “Gli apicoltori sono diventati gli strenui difensori di questi insetti - sottolinea il presidente di Conapi Diego Pagani - grazie alla cura e all’attenzione che essi pongono nel praticare questo lavoro e l’apicoltura a conduzione biologica rappresenta una ulteriore garanzia per la salute delle api, la pulizia dell’ambiente e la qualità dei prodotti. I soci di Conapi sono stati tra i primi in Italia ad adottare questo metodo e oltre il 40% sono certificati biologici. Proprio grazie all’incremento che l’apicoltura biologica ha conosciuto in questi anni nel nostro paese, pensiamo che l’Italia, più di altri, abbia le carte in regola per ospitare questo importante evento che riunirà apicoltori, da ogni parte del pianeta, per scambiarsi esperienze e discutere delle prospettive per il futuro”. “Gran parte delle specie coltivate dipende dalle api; l’intera agricoltura, così come la possibilità di mantenere viva la biodiversità, ruota attorno a questa specie”, spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni. “Per questo abbiamo dato il nostro patrocinio a questo simposio e continuiamo a investire sull’apicoltura”. In particolare, “con il Programma triennale 2014-2016 abbiamo stanziato oltre 2 milioni di euro per finanziare interventi di miglioramento della produzione e della commercializzazione dei prodotti apistici. In Emilia-Romagna - conclude Rabboni - 6.000 apicoltori e 100.000 alveari garantiscono una capacità produttiva di 2.700 tonnellate di miele all’anno: numeri che confermano la buona salute del comparto, tra i più sviluppati a livello nazionale”.
Il programma del convegno
Il convegno cercherà di dare risposte a diversi interrogativi: dalle modalità di allevamento e alla qualità delle produzioni biologiche, dalla lotta sanitaria a varroa e malattie della covata all’adeguatezza delle norme (in particolare Ue) sulla certificazione dell’apicoltura biologica; dalle prospettive del mercato dei prodotti apistici biologici a quelle per i paesi in via di sviluppo. Mercoledì 5 marzo, alle ore 9 nel Centro congressi Artemide di Castel S.Pietro terme avranno inizio i lavori, con i saluti dell'assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni e dei rappresentanti degli organizzatori: Gilles Ratia (presidente di Apimondia), Diego Pagani (presidente di Conapi) e Francesco Panella (presidente di Unaapi). In programma interventi di esperti cui faranno seguito presentazioni delle più significative esperienze, selezionate dai comitati scientifici, tra le tante pervenute. Giovedì 6 marzo, in particolare, dalle 14,30 è stata organizzata da Conapi una sessione, presieduta dal presidente Pagani, interamente dedicata al mercato mondiale dei prodotti apistici biologici.
Qui il dettaglio del programma: www.agrestetv.it/documenti/programma.doc
Castel San Pietro Terme capitale del miele. Domani e dopodomani oltre 200 apicoltori ed esperti del settore, provenienti da 39 paesi diversi dall'Alaska alla Nigeria, si confronteranno in una due giorni dedicata ai problemi e alle prospettive di questo importante settore. “Gli apicoltori sono diventati gli strenui difensori di questi insetti - sottolinea il presidente di Conapi Diego Pagani - grazie alla cura e all’attenzione che essi pongono nel praticare questo lavoro e l’apicoltura a conduzione biologica rappresenta una ulteriore garanzia per la salute delle api, la pulizia dell’ambiente e la qualità dei prodotti. I soci di Conapi sono stati tra i primi in Italia ad adottare questo metodo e oltre il 40% sono certificati biologici. Proprio grazie all’incremento che l’apicoltura biologica ha conosciuto in questi anni nel nostro paese, pensiamo che l’Italia, più di altri, abbia le carte in regola per ospitare questo importante evento che riunirà apicoltori, da ogni parte del pianeta, per scambiarsi esperienze e discutere delle prospettive per il futuro”. “Gran parte delle specie coltivate dipende dalle api; l’intera agricoltura, così come la possibilità di mantenere viva la biodiversità, ruota attorno a questa specie”, spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni. “Per questo abbiamo dato il nostro patrocinio a questo simposio e continuiamo a investire sull’apicoltura”. In particolare, “con il Programma triennale 2014-2016 abbiamo stanziato oltre 2 milioni di euro per finanziare interventi di miglioramento della produzione e della commercializzazione dei prodotti apistici. In Emilia-Romagna - conclude Rabboni - 6.000 apicoltori e 100.000 alveari garantiscono una capacità produttiva di 2.700 tonnellate di miele all’anno: numeri che confermano la buona salute del comparto, tra i più sviluppati a livello nazionale”.
Il programma del convegno
Il convegno cercherà di dare risposte a diversi interrogativi: dalle modalità di allevamento e alla qualità delle produzioni biologiche, dalla lotta sanitaria a varroa e malattie della covata all’adeguatezza delle norme (in particolare Ue) sulla certificazione dell’apicoltura biologica; dalle prospettive del mercato dei prodotti apistici biologici a quelle per i paesi in via di sviluppo. Mercoledì 5 marzo, alle ore 9 nel Centro congressi Artemide di Castel S.Pietro terme avranno inizio i lavori, con i saluti dell'assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni e dei rappresentanti degli organizzatori: Gilles Ratia (presidente di Apimondia), Diego Pagani (presidente di Conapi) e Francesco Panella (presidente di Unaapi). In programma interventi di esperti cui faranno seguito presentazioni delle più significative esperienze, selezionate dai comitati scientifici, tra le tante pervenute. Giovedì 6 marzo, in particolare, dalle 14,30 è stata organizzata da Conapi una sessione, presieduta dal presidente Pagani, interamente dedicata al mercato mondiale dei prodotti apistici biologici.
Qui il dettaglio del programma: www.agrestetv.it/documenti/programma.doc
AGRINSIEME, CONFAGRICOLTURA ASSUME L’INCARICO DI COORDINAMENTO, MARIO GUIDI SUBENTRA DOPO UN ANNO A GIUSEPPE POLITI
Fonte: Confagricoltura
Costituiti coordinamenti territoriali in 17 regioni, oltre 200 le iniziative realizzate. “Siamo sulla strada giusta: – spiega Guidi - superare le individualità e i localismi, che sono stati alla base di molti problemi dell’agricoltura italiana, per fare sistema”. A giugno in programma a Lecce la conferenza nazionale
A un anno dalla sua costituzione, cambia la guida di Agrinsieme, il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura, e Alleanza delle Cooperative agroalimentari costituito nel gennaio 2013. Il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi subentra a Giuseppe Politi, allora Presidente della Cia, carica che ha mantenuto fino all’Assemblea della scorsa settimana. “La nascita di Agrinsieme – ha dichiarato Guidi durante l’incontro con la stampa svoltosi oggi presso la sede di Confagricoltura - ha rappresentato un momento di discontinuità rispetto alle logiche della frammentazione del mondo agricolo, facendosi portatore di un nuovo modello di rappresentanza. Associazioni diverse, per storia, vocazione e struttura, hanno avuto il coraggio di abbandonare un po’ di individualità, senza per questo rinunciare alla propria identità, con l’obiettivo più alto di tutelare i reali interessi di un comparto e delle sue imprese. I consensi arrivati da più parti - i più recenti quelli del nuovo ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina e di Don Ciotti all’Assemblea della Cia - dimostrano che siamo sulla strada giusta; che è quella di superare le individualità e i localismi, che sono stati alla base di molti problemi della nostra agricoltura, per fare sistema”. Il bilancio dopo un anno è più che positivo: la presenza di Agrinsieme è oggi diffusa e consolidata sul territorio: il coordinamento è stato costituito in diciassette regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), con una presenza diffusa in oltre il 60 per cento delle province italiane. Agrinsieme è oggi rappresentato a diversi livelli da più di mille dirigenti sul territorio nazionale. Sono state oltre 200 le iniziative promosse nel primo anno di attività tra convegni, seminari, tavole rotonde, audizioni parlamentari, incontri con le istituzioni, forze sociali ed economiche. Con particolare impegno è stata svolta l’attività di lobbying sul fronte del negoziato sulla Pac: ad un primo seminario svolto a giugno alla presenza dei parlamentari europei, in cui è stato presentato un documento di lavoro contenente le proposte di Agrinsieme per una Pac che risponda concretamente alle esigenze delle imprese agricole, ha fatto seguito un successivo seminario alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole e degli assessori regionali all’Agricoltura e un incontro con il Commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos. Sul fronte della politica nazionale, si segnalano il documento programmatico sulle strategie del comparto agroalimentare presentato ad aprile al governo di Enrico Letta e quello sul lavoro illustrato lo scorso mese di febbraio. al governo e alle forze politiche parlamentari in cui si rileva che l’agricoltura può creare centomila nuovi posti di lavoro. In ambito parlamentare, è stata costante l’attività di lobbying di Agrinsieme relativa all’iter approvativo del Dl “Del fare” e della legge di stabilità: di particolare rilievo la battaglia, vinta, sull’esenzione del pagamento dell’Imu sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali ed il tentativo, sventato grazie all’intervento di Agrinsieme, di finanziare con 400 milioni di euro la defunta Federconsorzi. In merito infine alle progettualità economiche di filiera, da segnalare la promozione di due progetti per la filiera cerealicola: Il primo ha consentito alle imprese e cooperative del settore di fare investimenti in tecnologia per oltre 2 milioni di euro agevolando il monitoraggio della qualità dei cereali; il secondo, approvato dal Cipe lo scorso febbraio, consentirà investimenti in ammodernamento e ampliamento strutturale per circa 9 milioni di euro. E a febbraio 2014 risale anche la presentazione ai Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato del “Testo Unico della Vite e del Vino”, a cura di Agrinsieme, Unione italiana vini, Federvini, Assoenologi e Federdoc, svoltasi a Roma, presso Montecitorio. Il documento unifica tutte le disposizioni che disciplinano la materia del comparto vitivinicolo, attualmente contenute in svariati testi normativi ed è il frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto tutte le diverse sigle che rappresentano le realtà economiche del settore vitivinicolo. Nell’incontro con la stampa è stato anche annunciato che nel mese di giugno si terrà la prima Conferenza nazionale sull’agricoltura organizzata da Agrinsieme: l’appuntamento sarà il punto di arrivo di un’indagine su come si è sviluppata Agrinsieme sul territorio, con esperienze associative maturate dai gruppi dirigenti e dalle imprese al fine di consolidare l’integrazione tra le rispettive associazioni e diffondere la consapevolezza della necessità di avviare un percorso comune per creare un nuovo sistema di rappresentanza. Durante la Conferenza verrà presentato un “Rapporto sull’agricoltura” nel quale, sulla base di un lavoro preparatorio di analisi, verranno proposte le linee di sviluppo del settore per il prossimo futuro.
Costituiti coordinamenti territoriali in 17 regioni, oltre 200 le iniziative realizzate. “Siamo sulla strada giusta: – spiega Guidi - superare le individualità e i localismi, che sono stati alla base di molti problemi dell’agricoltura italiana, per fare sistema”. A giugno in programma a Lecce la conferenza nazionale
A un anno dalla sua costituzione, cambia la guida di Agrinsieme, il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura, e Alleanza delle Cooperative agroalimentari costituito nel gennaio 2013. Il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi subentra a Giuseppe Politi, allora Presidente della Cia, carica che ha mantenuto fino all’Assemblea della scorsa settimana. “La nascita di Agrinsieme – ha dichiarato Guidi durante l’incontro con la stampa svoltosi oggi presso la sede di Confagricoltura - ha rappresentato un momento di discontinuità rispetto alle logiche della frammentazione del mondo agricolo, facendosi portatore di un nuovo modello di rappresentanza. Associazioni diverse, per storia, vocazione e struttura, hanno avuto il coraggio di abbandonare un po’ di individualità, senza per questo rinunciare alla propria identità, con l’obiettivo più alto di tutelare i reali interessi di un comparto e delle sue imprese. I consensi arrivati da più parti - i più recenti quelli del nuovo ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina e di Don Ciotti all’Assemblea della Cia - dimostrano che siamo sulla strada giusta; che è quella di superare le individualità e i localismi, che sono stati alla base di molti problemi della nostra agricoltura, per fare sistema”. Il bilancio dopo un anno è più che positivo: la presenza di Agrinsieme è oggi diffusa e consolidata sul territorio: il coordinamento è stato costituito in diciassette regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), con una presenza diffusa in oltre il 60 per cento delle province italiane. Agrinsieme è oggi rappresentato a diversi livelli da più di mille dirigenti sul territorio nazionale. Sono state oltre 200 le iniziative promosse nel primo anno di attività tra convegni, seminari, tavole rotonde, audizioni parlamentari, incontri con le istituzioni, forze sociali ed economiche. Con particolare impegno è stata svolta l’attività di lobbying sul fronte del negoziato sulla Pac: ad un primo seminario svolto a giugno alla presenza dei parlamentari europei, in cui è stato presentato un documento di lavoro contenente le proposte di Agrinsieme per una Pac che risponda concretamente alle esigenze delle imprese agricole, ha fatto seguito un successivo seminario alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole e degli assessori regionali all’Agricoltura e un incontro con il Commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos. Sul fronte della politica nazionale, si segnalano il documento programmatico sulle strategie del comparto agroalimentare presentato ad aprile al governo di Enrico Letta e quello sul lavoro illustrato lo scorso mese di febbraio. al governo e alle forze politiche parlamentari in cui si rileva che l’agricoltura può creare centomila nuovi posti di lavoro. In ambito parlamentare, è stata costante l’attività di lobbying di Agrinsieme relativa all’iter approvativo del Dl “Del fare” e della legge di stabilità: di particolare rilievo la battaglia, vinta, sull’esenzione del pagamento dell’Imu sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali ed il tentativo, sventato grazie all’intervento di Agrinsieme, di finanziare con 400 milioni di euro la defunta Federconsorzi. In merito infine alle progettualità economiche di filiera, da segnalare la promozione di due progetti per la filiera cerealicola: Il primo ha consentito alle imprese e cooperative del settore di fare investimenti in tecnologia per oltre 2 milioni di euro agevolando il monitoraggio della qualità dei cereali; il secondo, approvato dal Cipe lo scorso febbraio, consentirà investimenti in ammodernamento e ampliamento strutturale per circa 9 milioni di euro. E a febbraio 2014 risale anche la presentazione ai Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato del “Testo Unico della Vite e del Vino”, a cura di Agrinsieme, Unione italiana vini, Federvini, Assoenologi e Federdoc, svoltasi a Roma, presso Montecitorio. Il documento unifica tutte le disposizioni che disciplinano la materia del comparto vitivinicolo, attualmente contenute in svariati testi normativi ed è il frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto tutte le diverse sigle che rappresentano le realtà economiche del settore vitivinicolo. Nell’incontro con la stampa è stato anche annunciato che nel mese di giugno si terrà la prima Conferenza nazionale sull’agricoltura organizzata da Agrinsieme: l’appuntamento sarà il punto di arrivo di un’indagine su come si è sviluppata Agrinsieme sul territorio, con esperienze associative maturate dai gruppi dirigenti e dalle imprese al fine di consolidare l’integrazione tra le rispettive associazioni e diffondere la consapevolezza della necessità di avviare un percorso comune per creare un nuovo sistema di rappresentanza. Durante la Conferenza verrà presentato un “Rapporto sull’agricoltura” nel quale, sulla base di un lavoro preparatorio di analisi, verranno proposte le linee di sviluppo del settore per il prossimo futuro.
UN CONVEGNO SULLA NUOVA PAC 2014 - 2020 ORGANIZZATO DA CARICENTO
Fonte: Redazione di Agreste
http://www.youtube.com/watch?v=oU-5CH8goHs&feature=youtu.be&a
http://www.youtube.com/watch?v=oU-5CH8goHs&feature=youtu.be&a
lunedì 3 marzo 2014
OGM, MARTINA: BENE PROPOSTA PRESIDENZA GRECA UE SU LIBERTÀ DI SCELTA PER GLI STATI MEMBRI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Sul tema degli Ogm c’è un pronunciamento molto chiaro del Parlamento italiano, che fissa quella che è la posizione dell’Italia. Per questo auspico, come il Ministro Galletti, che ci sia quanto prima un’intesa in sede comunitaria per dare libertà di scelta ai singoli Stati Membri e credo che la proposta elaborata dalla Presidenza greca dell’Ue sia una buona base di partenza. Conosciamo anche il lavoro fatto in questo senso dal Commissario alla Salute Borg e crediamo che in questo momento si possa lavorare a un’intesa che faccia superare le controversie degli scorsi anni. In questo modo si potranno rispettare meglio le esigenze e le caratteristiche delle agricolture dei vari Paesi”. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha così commentato la proposta elaborata dalla Presidenza greca dell’Ue sul rivedere la normativa comunitaria sugli organismi geneticamente modificati, di cui si è discusso oggi a Bruxelles nell’ambito del Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dell’Unione europea.
“Sul tema degli Ogm c’è un pronunciamento molto chiaro del Parlamento italiano, che fissa quella che è la posizione dell’Italia. Per questo auspico, come il Ministro Galletti, che ci sia quanto prima un’intesa in sede comunitaria per dare libertà di scelta ai singoli Stati Membri e credo che la proposta elaborata dalla Presidenza greca dell’Ue sia una buona base di partenza. Conosciamo anche il lavoro fatto in questo senso dal Commissario alla Salute Borg e crediamo che in questo momento si possa lavorare a un’intesa che faccia superare le controversie degli scorsi anni. In questo modo si potranno rispettare meglio le esigenze e le caratteristiche delle agricolture dei vari Paesi”. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha così commentato la proposta elaborata dalla Presidenza greca dell’Ue sul rivedere la normativa comunitaria sugli organismi geneticamente modificati, di cui si è discusso oggi a Bruxelles nell’ambito del Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dell’Unione europea.
PIL, CONFAGRICOLTURA: AGRICOLTURA IN CONTROTENDENZA, MA A LIVELLI ANCORA INFERIORI A QUELLI DEL 2009
Fonte: Confagricoltura
“A fronte del calo del Pil registrato nel 2013, il valore aggiunto agricolo in termini reali è aumentato dello 0,3%, ma e' praticamente fermo e comunque ad un livello di oltre un miliardo inferiore a quello del 2009 (passando da 28,01 a 26,98 miliardi di euro, con un calo del 3,7 per cento).” Così Confagricoltura commenta i dati – ancora provvisori - del Pil nel 2013, diffusi oggi dall’Istat. Preoccupa Confagricoltura anche la tendenza al peggioramento della ragione di scambio agricola che, come evidenziato dal rapporto AgrOsserva (Ismea-Unioncamere) presentato qualche giorno fa, e' peggiorata nel quarto trimestre del 2013 su base tendenziale, con prezzi agricoli calati del 4 per cento e costi che si sono ridotti, ma solo dell'1,2 per cento. “Se proseguirà questa tendenza – conclude Confagricoltura - sarà ben difficile recuperare il gap di redditività in termini di valore aggiunto registrato sinora. Dal nuovo governo ci attendiamo pertanto adeguate politiche per rilanciare l’agricoltura che contribuisce in maniera sempre più evidente alla crescita e all’occupazione del Paese.
Qui ulteriori dati: www.agrestetv.it/documenti/03-03-14 Pil.doc
“A fronte del calo del Pil registrato nel 2013, il valore aggiunto agricolo in termini reali è aumentato dello 0,3%, ma e' praticamente fermo e comunque ad un livello di oltre un miliardo inferiore a quello del 2009 (passando da 28,01 a 26,98 miliardi di euro, con un calo del 3,7 per cento).” Così Confagricoltura commenta i dati – ancora provvisori - del Pil nel 2013, diffusi oggi dall’Istat. Preoccupa Confagricoltura anche la tendenza al peggioramento della ragione di scambio agricola che, come evidenziato dal rapporto AgrOsserva (Ismea-Unioncamere) presentato qualche giorno fa, e' peggiorata nel quarto trimestre del 2013 su base tendenziale, con prezzi agricoli calati del 4 per cento e costi che si sono ridotti, ma solo dell'1,2 per cento. “Se proseguirà questa tendenza – conclude Confagricoltura - sarà ben difficile recuperare il gap di redditività in termini di valore aggiunto registrato sinora. Dal nuovo governo ci attendiamo pertanto adeguate politiche per rilanciare l’agricoltura che contribuisce in maniera sempre più evidente alla crescita e all’occupazione del Paese.
Qui ulteriori dati: www.agrestetv.it/documenti/03-03-14 Pil.doc
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sabato 1 marzo 2014
IL PRESIDENTE DI CIA EMILIA-ROMAGNA ELETTO ALLA VICEPRESIDENZA NAZIONALE
Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara
Antonio Dosi è il nuovo vice presidente nazionale dell’associazione, eletto a Roma nei giorni scorsi. Grande soddisfazione di Cia Ferrara
«Partecipare all’Assemblea che ha visto l’elezione del nostro presidente regionale, Antonio Dosi, alla vice presidenza nazionale dell’associazione, è stata davvero una gran soddisfazione – racconta Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara, a Roma come delegato ferrarese della VI Assemblea Elettiva.» Antonio Dosi, 51 anni, imprenditore agricolo del ravennate, affiancherà per i prossimi quattro anni il neo presidente nazionale Dino Scanavino, imprenditore astigiano del settore vitivinicolo e lavorerà in team con Cinzia Pagni, presidente di Cia Livorno e Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Benevento. Nel corso dell’Assemblea è stata eletta, inoltre, la nuova Direzione nazionale dove è forte la presenza emiliano - romagnola, con otto rappresentanti provenienti da tutta la regione. «L’elezione di Dosi ai vertici della Cia Nazionale e la forte presenza di imprenditori della nostra regione in Direzione generale – continua Lorenzo Boldrini – ha una doppia valenza. Da un lato è certamente il riconoscimento a Dosi come Presidente regionale e come persona capace di idee importanti e strategiche per il settore. Dall’altro riconosce alla nostra associazione regionale, alle imprese agricole associate e dunque alle nostre produzioni, un ruolo strategico per l’intero paese. Ovviamente Dosi rappresenterà gli interessi di tutti gli iscritti alla Cia, che in Italia sono quasi 900 mila, ma è chiaro che la sua elezione è motivo di orgoglio perché è stata presa fortemente in considerazione anche una nostra visione di agricoltura, condivisa pienamente da Cia Ferrara. Una visione concreta fatta di idee per la ripresa e la competitività, di politiche da condividere e portare avanti con le altre associazioni, come nel caso di Agrinsieme, di proposte per la creazione di reti come soluzione all’isolamento dell’impresa dal punto di vista produttivo e commerciale. Un patrimonio di conoscenza e spunti concreti per la ripresa del settore che Dosi porterà sicuramente all’attenzione del nuovo presidente per metterle a disposizione di tutti gli imprenditori agricoli.»
Antonio Dosi è il nuovo vice presidente nazionale dell’associazione, eletto a Roma nei giorni scorsi. Grande soddisfazione di Cia Ferrara
«Partecipare all’Assemblea che ha visto l’elezione del nostro presidente regionale, Antonio Dosi, alla vice presidenza nazionale dell’associazione, è stata davvero una gran soddisfazione – racconta Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara, a Roma come delegato ferrarese della VI Assemblea Elettiva.» Antonio Dosi, 51 anni, imprenditore agricolo del ravennate, affiancherà per i prossimi quattro anni il neo presidente nazionale Dino Scanavino, imprenditore astigiano del settore vitivinicolo e lavorerà in team con Cinzia Pagni, presidente di Cia Livorno e Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Benevento. Nel corso dell’Assemblea è stata eletta, inoltre, la nuova Direzione nazionale dove è forte la presenza emiliano - romagnola, con otto rappresentanti provenienti da tutta la regione. «L’elezione di Dosi ai vertici della Cia Nazionale e la forte presenza di imprenditori della nostra regione in Direzione generale – continua Lorenzo Boldrini – ha una doppia valenza. Da un lato è certamente il riconoscimento a Dosi come Presidente regionale e come persona capace di idee importanti e strategiche per il settore. Dall’altro riconosce alla nostra associazione regionale, alle imprese agricole associate e dunque alle nostre produzioni, un ruolo strategico per l’intero paese. Ovviamente Dosi rappresenterà gli interessi di tutti gli iscritti alla Cia, che in Italia sono quasi 900 mila, ma è chiaro che la sua elezione è motivo di orgoglio perché è stata presa fortemente in considerazione anche una nostra visione di agricoltura, condivisa pienamente da Cia Ferrara. Una visione concreta fatta di idee per la ripresa e la competitività, di politiche da condividere e portare avanti con le altre associazioni, come nel caso di Agrinsieme, di proposte per la creazione di reti come soluzione all’isolamento dell’impresa dal punto di vista produttivo e commerciale. Un patrimonio di conoscenza e spunti concreti per la ripresa del settore che Dosi porterà sicuramente all’attenzione del nuovo presidente per metterle a disposizione di tutti gli imprenditori agricoli.»
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