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lunedì 7 giugno 2010

RICONVERSIONE EX ZUCCHERIFICI: RAGGIUNTA L'INTESA PER OSTELLATO (FE) E PROGRAMMATA L'APERTURA DEI CANTIERI PER FINALE EMILIA (MO)

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni: "un accordo tra proprietà, istituzioni e sindacati che completa il Piano di riconversione degli zuccherifici emiliano-romagnoli."

Bologna - Un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato da biomasse di origine agricola sorgerà al posto dell’ex zuccherificio di Ostellato, chiuso dal 2005 e per il quale a tutt’oggi non era stato possibile raggiungere un accordo di riconversione. E’ questo il principale risultato della riunione svoltasi oggi a Bologna con Coprob, società proprietaria degli impianti, i Comuni interessati, le Province di Ferrara e Modena e le rappresentanze dei lavoratori, per iniziativa dell’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni. Al centro del’incontro, oltre al futuro dell’impianto di Ostellato (FE), anche la situazione dell’ex zuccherificio di Finale Emilia (MO). Per questo stabilimento, per il quale era già stato decisa la trasformazione in impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili di origine agricola, l’incontro odierno ha permesso di decidere per il primo semestre del 2011 l’apertura dei cantieri. “Con l’accordo per lo stabilimento di Ostellato – ha dichiarato l’Assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni – si è finalmente definito il tassello mancante del Piano di riconversione degli zuccherifici emiliano – romagnoli che hanno dovuto cessare la propria attività a seguito della riforma della OCM zucchero del 2005. In un momento di grave difficoltà occupazionale abbiamo finalmente raggiunto un accordo tra proprietà, istituzioni e sindacati e creato i presupposti per garantire una prospettiva occupazionale ai lavoratori. Anche per Finale Emilia va segnalata positivamente la conclusione dell’iter del progetto e la conferma degli impegni a suo tempo assunti dai soggetti coinvolti.”.

Sono dunque 4 gli ex zuccherifici emiliano – romagnoli, ovvero Russi, Bondeno, Finale Emilia, Ostellato - destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di origine agricola. “Si tratta di uno sforzo importante da valorizzare – ha sottolineato Rabboni – qualche preoccupazione arriva ora da un emendamento presentato all’ultima manovra economica del Governo che, se approvato, rischierebbe di ridurre il valore dell’energia prodotta da fonti rinnovabili perché eliminerebbe l’obbligo di acquisto dei “certificati verdi” in esubero da parte del Gestore dei Servizi Energetici. Su questo punto chiediamo un atteggiamento coerente da parte del Governo e di tutte le forze politiche.”


L’impianto di Ostellato

Per Ostellato, le Istituzioni ed i sindacati dei lavoratori hanno condiviso la nuova proposta presentata da Coprob per la realizzazione di un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato da biomasse di origine agricola (prevalentemente sorgo) della potenza di circa 6 Mw elettrici. Questo progetto, unitamente al mantenimento della attività logistica a supporto della produzione dello zucchero realizzata nello stabilimento di Minerbio, consentirà di garantire l’occupazione di tutte le attuali maestranze. Le parti si sono impegnate a sottoscrivere entro luglio 2010 l’accordo di riconversione definitivo; il conseguente progetto esecutivo verrà presentato nel primo trimestre del 2011 e il nuovo impianto dovrà essere ultimato entro il 2013.


L’impianto di Finale Emilia

Per Finale Emilia è stata invece programmata l’apertura dei cantieri nel primo semestre del 2011; si è infatti concluso positivamente, nel mese di maggio, l’iter autorizzativo del progetto di riconversione. Al momento attuale sono in corso gli incontri con le organizzazioni professionali agricole per giungere, una volta superati alcuni punti ancora in discussione, alla stipula della intesa di filiera per la fornitura della materia prima, prevista per il prossimo autunno.

PERIODO DIFFICILE PER LE CAROTE

FONTE: CIA FERRARA

Mesola: “La campagna delle carote è diventata fiacca anzi insostenibile – afferma Paganini Vittorino, agricoltore di Mesola - L’assurda speculazione di questo ultimo periodo, ha fatto crollare il prezzo del prodotto ad un terzo rispetto (0,06 E/kg) a quanto praticato due settimane fa (0,20 €/kg), a fronte di una produzione ottima.”
La denuncia parte dalla CIA di Mesola, per voce di alcuni soci, ed evidenzia il fortissimo disagio che si sta ricreando attorno a questa coltura che resta importante per quei territori.
Questa situazione non è nuova perché due anni orsono, sono capitate simili dinamiche tariffarie che hanno scatenato ire e forti reazioni da parte degli agricoltori, che ci hanno rimesso soldi, prendendo 6 centesimi al kg, perché a questi prezzi non si riescono nemmeno a coprire i costi vivi di produzione. A differenza di quanto accaduto in passato, quest’anno accade che a fronte di una buona partenza a metà maggio di 20 centesimi al kg, nell’arco di due settimane il prezzo in campagna è passato a meno di un terzo, 6 centesimi, crollando in modo assolutamente inesplicabile anche perché i mercati sia interni che esteri, stanno assorbendo normalmente la produzione, vari rilevamenti infatti indicano che il prezzo al pubblico è stabile attorno ad 1 € al chilogrammo, per carote confezionate di qualità.
“Quest’anno il prodotto è di ottima qualità – sottolinea Paganini - bello, croccante, colorato, la pioggia se da un lato ha rovinato una piccola parte della produzione, dall’altro ha anche fatto crescete bene le carote, che si presentano qualitativamente e quantitativamente molto interessanti. I mercati stanno tirando e quindi questa situazione è assolutamente incomprensibile. Non si capisce il senso di penalizzare i produttori di carote. La cooperativa CASA Mesola sta facendo del suo meglio per sostenere la coltura, ma non può certo fare un prezzo triplo sugli stessi mercati rispetto a commercianti che invece speculano, approfittando del valore dell’ottima produzione e dell’esigenza delle aziende di raccogliere, per evitare dannosi allungamenti della campagna che non servono a nessuno.”
I dati agricoli di questa stagione 2010 sono semplici: la produzione iniziale di carote novelle era di circa 400 q ettaro, adesso in piena produzione si raccolgono 550 q ettaro, è evidente con questi dati che di fronte ad un inizio discreto per quantità prezzo, adesso ci conti non tornano più.
“E’ allarmante che ancora una volta, a Mesola, si siano verificate queste condizioni – affermano Mauro Ferrari, presidente CIA Ferrara - Gli agricoltori ferraresi, non vogliono arricchirsi ma hanno la pretesa di avere un equo guadagno a fronte di investimenti e lavoro. Quanto basta per vivere decentemente senza dover soffrire che un prodotto arriva a maturazione. Vi sono state, anche recentemente, crisi delle vendite che hanno fatto fluttuare vistosamente i prezzi, ma attualmente per le carote di Mesola pare che sia solo un problema di avidità commerciale. Pochi e pessimi mercanti di altre regioni che calano nelle nostra provincia e fanno terra bruciata. L’aggregazione del prodotto in questi casi sarebbe la risposta migliore a queste persone. La CIA è disponibile ad incontrare i produttori per iniziare a fare quelle mosse che li possano salvaguardare da altre campagne come questa.”

Le regioni del biologico

FONTE: www.greenplanet.net

Si tratta del G20 delle regioni ortofrutticole d'Europa: un vertice degli assessori all'agricoltura delle regioni dell'UE a più forte vocazione ortofrutticola per mettere a fuoco gli obiettivi prioritari comuni da sostenere a Bruxelles e per creare una governance europea del sistema ortofrutta. L'idea, lanciata dall'assessore all'agricoltura dell'Emilia Romagna Tiberio Rabboni, è piaciuta a molti suoi colleghi di altre regioni di diversi Paesi. Così il primo G20 delle regioni ortofrutticole si terrà a Cesena il 6 ottobre 2010.
Proposta: facciamo qualcosa di analogo per il biologico. Anche il biologico ha bisogno di governance, di governance vera, allargata non tanto ad un'Europa generica ma all'Europa mediterranea che è una grande culla del biologico mondiale e, insieme, allargata agli altri Paesi mediterranei che producono biologico, come la Tunisia. Potrebbe trattarsi di un vertice periodico proprio di regioni che danno valore alle produzioni bio e interessate ad allearsi per far fronte alle insidie che derivano dagli OGM e non solo. Le regioni oggi contano più che nel passato e dalle regioni potrebbe scaturire una grande lobby a tutela dei prodotti bio, a tutela della biodiversità nello straordinario bacino del Mediterraneo.

Antonio Felice

venerdì 4 giugno 2010

PESCA, L'ASSESSORE REGIONALE RABBONI: "IL MINISTRO ALL'AGRICOLTURA GALAN CI RIPENSI AD ESCLUDERE LA DEROGA PER LA PESCA SOTTO COSTA NELL'ADRIATICO".

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Bologna - «Ministro ripensaci. Alcuni tipi di pesca speciale sotto costa non sono incompatibili con il rispetto, la tutela e la valorizzazione della biodiversità marina. E poi oltre alla sostenibilità ambientale non si può mettere a rischio un sistema economico come quello della pesca». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Agricoltura, economia ittica ed attività faunistico-venatoria Tiberio Rabboni rispetto alle affermazioni del ministro all’Agricoltura Gian Carlo Galan – intervenuto ad un convegno organizzato nel bolognese dalla Confagricoltura - che ha escluso la possibilità di una deroga alla pesca a strascico sotto costa.
«Con il supporto di biologi marini ed esperti del settore, stiamo mettendo a punto – ha aggiunto l’assessore Rabboni - un piano di gestione locale unico per le regioni Emilia-Romagna e Veneto, che preveda quelle deroghe indispensabile per garantire, accanto alla piena sostenibilità ambientale, anche la sostenibilità economica della pesca nel mare Adriatico. Il piano dovrebbe prevedere la possibilità della pesca entro le tre miglia e con reti specifiche, di specie quali il latterino, i marsioni, i moscardini e l’aphia minuta. Pesci tipici dell’Adriatico, che mantengono dimensioni ridotte anche quando raggiungono l’età adulta. Quindi è possibile realizzare, con determinati accorgimenti, la pesca a strascico per alcune specie senza danneggiare l’attività riproduttiva di altre specie».
Riguardo la sostenibilità ambientale, Rabboni ha evidenziato che «alla Regione Emilia-Romagna, sta a cuore, tanto quanto al Ministro Galan, la qualità del territorio e delle sue coste. La possibilità di effettuare quel tipo di pesca, anche con le nuove regole europee, è confermato sia dalla recente autorizzazione alle deroghe rilasciate da Bruxelles alla Regione Liguria, sia dall’ esperienza dei pescatori nonché dalla comunità scientifica che ci dice che si possono pescare alcune specie adulte senza danneggiarne altre».
Inoltre ricordando che «sono a rischio centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro», Rabboni ha sottolineato che «una volta definito il Piano di gestione locale unico Emilia-Romagna-Veneto, questo dovrà essere inoltrato dal ministero all’Agricoltura a Bruxelles. E in questo passaggio contiamo che il ministero dia un parere favorevole. D’altra parte, come evidenziato dal ministro, se ci sono state inadempienze e ritardi da parte del suo predecessore, non è giusto che queste ricadano sui pescatori e sul sistema economico locale».

MANOVRA ECONOMICA: DAL GOVERNO UN FRENO ALLO SVILUPPO DELLE ENERGIE RINNOVABILI

Fonte: Confagricoltura Ferrara

Il Gestore dei Servizi energetici non sarà più obbligato a riacquistare i “certificati verdi” in eccesso. Lo stabilisce il decreto legge 78/10 contenente misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica che, con l’articolo 45, elimina i meccanismi di regolazione del mercato di questi titoli, introdotti recentemente, che ne hanno consentito la stabilizzazione del prezzo, evitando dannose speculazioni.
Confagricoltura Ferrara, non nasconde la propria preoccupazione per una misura che provocherà certamente il blocco di nuovi investimenti e ingenti problemi economici agli impianti in produzione, con particolare riferimento a quelli a biomasse e biogas già in esercizio alla data del 31 dicembre 2007.
“Si tratta di una modifica del sistema legislativo - commenta il Presidente Nicola Gherardi - decisamente in controtendenza rispetto all’obiettivo per l’Italia di utilizzare, al 2020, almeno il 17% di energia da fonti rinnovabili”.
Una decisione, che viene peraltro, presa nel momento in cui l’Italia si accinge a presentare a Bruxelles il piano di azione nazionale sulle rinnovabili, in cui saranno indicati gli strumenti e le misure per raggiungere questo obiettivo.
“Ancora una volta - continua il Presidente degli imprenditori agricoli ferraresi - nel settore delle rinnovabili si agisce in modo incoerente: da una parte il Parlamento approva la legge comunitaria 2009, delegando il Governo a recepire entro fine anno la Direttiva Comunitaria 2009/28/CE sulle rinnovabili prevedendo l’adeguamento, il riordino ed il potenziamento del sistema di incentivazione, soprattutto in riferimento alle biomasse ed al biogas; dall’altra viene smontato uno strumento indispensabile per lo sviluppo delle agroenergie, per la tutela dell’ambiente e per la crescita dell’occupazione.”
“Questo cambio di prospettive deciso dal Governo potrebbe mettere in discussione l’impegno che gli imprenditori agricoli ferraresi stanno manifestando sul versante delle agroenergie. Il già difficile iter autorizzativo che le aziende ferraresi stanno riscontrando nella presentazione dei progetti di biogas da biomasse per impianti fino ad 1 Megawatt per la produzione e vendita di energia – conclude Nicola Gherardi – potrebbe complicarsi ulteriormente. Attualmente sono otto gli impianti in fase di studio o realizzazione che interessano la provincia di Ferrara, ubicati nei Comuni di Copparo, Ferrara, Massafiscaglia, Migliarino, Migliaro ed Ostellato, per complessivi 3.500 ettari circa, con investimenti a colture dedicate quali mais e sorgo”.

martedì 1 giugno 2010

INIZIATIVE FONDAZIONE F.LLI NAVARRA

Di zucca in zucca - la zucca tra coltura e cultura Negli agriturismi della provincia di Mantova dall’8 settembre all’8 dicembre 2010

FONTE: Consorzio Agrituristico Mantovano

Da quando è nata, 14 anni fa, la manifestazione “Di zucca in zucca” ne ha fatta di strada. Oggi è uno degli eventi più seguiti e di successo tra le tante iniziative che in Italia si organizzano attorno alla zucca. Attraverso la sua immagine tondeggiante e colorata, infatti, si identifica ormai il territorio mantovano, fatto di contrasti di sapori, di impareggiabili tesori storico-artistici, di una combinazione di terra e acqua che lo rende unico, ma soprattutto forte di una tradizione gastronomica senza eguali. La povera zucca si è tramutata in una regina, carica di significati legati al suo aspetto, al suo sapore, a ciò che rappresenta per il mondo contadino, ma ancor di più al suo sapersi continuamente trasformare. In cucina, presta la sua polpa a qualsiasi piatto, dal salato al dolce. La sua facilità d’impiego fa della zucca uno degli ingredienti più amati dalle rasdore mantovane, rendendola così protagonista dei piatti della stagione che dall’autunno porta alla fine dell’anno. Eppure, il suo potere evocativo non si esaurisce in cucina. La cucurbitacea, infatti, spicca per la capacità di essere utilizzata in numerosi settori, come l’arte, la musica, l’arredamento, la cosmesi, la medicina. E’ sulla base di queste premesse che è nata “Di zucca in zucca”, un evento che vuole celebrare la zucca nei suoi molteplici aspetti. Nelle corti contadine che aderiscono all’iniziativa, dall’8 settembre all’8 dicembre, non soltanto si potrà gustare la zucca in mille modi diversi, ma sarà possibile scoprire mostre con i tanti colori delle zucche e partecipare a numerose attività come corsi di cucina, lezioni di intaglio vegetale, sedute di disegno dal vero, gare culinarie, feste popolari, mercati contadini.
Nei giorni della zucca sarà possibile, inoltre, acquistare direttamente dai produttori le zucche da conservare nel lungo inverno e imparare i segreti per riconoscere una buona zucca.
La manifestazione verrà presentata sabato 4 settembre, alle ore 11, al mercato contadino di Mantova, dove si terrà un corso di cucina a tema e una degustazione di leccornie a base di zucca. Domenica 12 settembre, come da tradizione, presso la Fiera Millenaria di Gonzaga si terrà l’VIII° edizione del Concorso delle Zucche intagliate, in cui intagliatori provenienti da tutta Italia si sfideranno a colpi di coltellino per ottenere la scultura più spettacolare dalle zucche.
Domenica 31 ottobre inoltre, il centro storico di Mantova si animerà con la fioca luce arancione delle lumere, lanterne di zucca intagliate dai bambini, che saranno i protagonisti di questa giornata.