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venerdì 2 maggio 2014

COLDIRETTI, SCANDALOSO VENDITA FALSE PATATE IMPORTATE

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Coldiretti Emilia-Romagna chiede di smascherare al più presto i truffatori. Tonello “è l’ennesima conferma di quello che denunciamo da anni. Occorre tutelare sia i consumatori che i produttori da queste truffe”

La patata italiana attira gli speculatori che hanno deciso di spacciare per italiane patate che arrivano dall’estero di qualità inferiore e che hanno minori garanzie sanitarie. Quasi un chilo di patate su tre è importato, ma il consumatore è ingannato da un’etichetta obbligatoria, ma falsa. E’ un mercato che bisogna al più presto smascherare e denunciare per fermare il furto di identità e il pesante danno economico per i produttori onesti. E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna dopo che la trasmissione Report di lunedì 28 aprile, ha denunciato quello che è un’autentica truffa nei confronti dei consumatori che credono di acquistare prodotto italiano e che invece proviene da Paesi europei ed extraeuropei, con costi inferiori rispetto a quelli italiani anche a causa di un utilizzo di agrofarmaci vietati in Italia perché dannosi alla salute, ma autorizzati anche in Paesi europei, creando così una concorrenza sleale. “Ciò che la Coldiretti denuncia da anni per numerose produzioni di pregio nazionali trova, purtroppo, ancora una volta conferma anche per un prodotto come la patata – ha affermato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – e a risentirne in modo particolare è proprio l’Emilia Romagna dove vengono prodotti circa 2,2 milioni di quintali di patate per un valore attorno ai 50 milioni di euro, con una punta di eccellenza rappresentata dalla Patata Dop di Bologna, unica in Italia ad avere ottenuto la denominazione d’origine protetta”. L’Italia – informa Coldiretti – consuma 21 milioni di quintali di patate, ma ne produce solo 15 milioni e ne importa sei milioni di cui il 50% dalla Francia. La truffa della falsa etichettatura, favorisce i truffatori, che acquistano a prezzi più bassi, ma vendono a prezzi italiani. E’ anche a causa di ciò che nei magazzini bolognesi giacciono 50 mila quintali invenduti. “Proprio per tutelare i vari settori produttivi da imitazioni che ingannano i consumatori e danneggiano i nostri produttori – ha detto il direttore di Coldiretti Regionale, Marco Allaria Olivieri – Coldiretti ha istituito l’Osservatorio per la lotta alla criminalità per diffondere la conoscenza e la consapevolezza del patrimonio agroalimentare italiano, con l’obiettivo di creare un sistema coordinato e capillare di controlli idonei a smascherare i comportamenti che si pongono in contrasto con la legalità. confidiamo perciò che le autorità preposte facciano al più presto chiarezza per stroncare il traffico illecito di un prodotto consumato da milioni di italiani”.

martedì 14 maggio 2013

PATATE, RINNOVATO IL CONTRATTO QUADRO 2013-2015. PIÙ QUALITÀ PER I CONSUMATORI E PIÙ FORZA ALL'INTERA FILIERA

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

Rabboni: la strada maestra per dare più competitività alla nostra agricoltura. Cosa prevede dell'intesa

Bologna - E’ una voce importante dell’agricoltura emiliano-romagnola, con un valore di oltre 40 milioni di euro, una superficie interessata che supera i 5 mila ettari ed alcune eccellenze come la Patata di Bologna Dop. Per sostenere e qualificare ulteriormente questo importante comparto, le organizzazioni dei produttori Appe e Assopa, le principali cooperative del settore, i commercianti, Fruitimprese, Ascom, con la partecipazione del Centro documentazione per la Patata, hanno firmato oggi a Bologna alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni il rinnovo del Contratto quadro per la patata da consumo fresco 2013-2015”. Due gli obiettivi di fondo: fornire ai consumatori un prodotto di sicura qualità e ai diversi soggetti della filiera un’equa e trasparente remunerazione. “ E’ un accordo significativo che, anche grazie ad alcune importanti novità, permette di contrastare la volatilità dei prezzi, ottimizzare l’offerta sui mercati e fornire adeguate garanzie ai consumatori – commenta l’assessore Rabboni – Ancora una volta la conferma che gli accordi di filiera e la possibilità di programmare produzione e commercializzazione sono la strada maestra per dare più competitività alla nostra agricoltura”. Cosa prevede l’intesa Il contratto conferma il rispetto del disciplinare di Produzione Integrata, come standard per tutta la produzione contrattualizzata, al quale si aggiungono i disciplinari di Selenella e della Patata di Bologna DOP. Per elevare ulteriormente la qualità del prodotto viene costituito un Comitato Tecnico Agronomico, con un rappresentante per ogni organizzazione firmataria, che coordina e sviluppa azioni di tipo tecnico sia sul fronte produttivo che della conservazione, per aumentare l’omogeneità di comportamento degli operatori e alzare il livello di qualità del prodotto immesso sul mercato. Il CTA potrà predisporre ulteriori indicazioni in merito a coltivazione, raccolta e conservazione che si rendessero necessarie, frutto anche di sperimentazione comune (es. su varietà, tecniche irrigue, modalità di raccolta ecc). ll CTA lavorerà in sinergia con il Servizio regionale Fitosanitario e con il Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena. Tra i primi compiti del CTA la definizione delle metodologie consentite di prelievo dei campioni di patate al conferimento, per garantire valutazioni omogenee del prodotto consegnato. Invariate le modalità di classificazione dei tuberi, anche attraverso l’uso di un manuale fotografico dei principali difetti. Si avvia l’impegno delle strutture di stoccaggio a monitorare per la prossima campagna l’indice di lavabilità, la % di sostanza secca e la % di sottocalibri all’interno della 1a categoria: l’obiettivo è valutare i dati in funzione di un loro potenziale utilizzo come ulteriori indicatori di qualità. E’ anche confermato il funzionamento generale del contratto quadro: i produttori sottoscrivono, attraverso le OP, contratti coi commercianti utilizzando un modello contrattuale standardizzato e scelgono la modalità di cessione e pagamento: vendita con prezzo definito, conferimento in conto deposito con prezzo da determinare e, dall’anno prossimo, sarà inserita la possibilità del prezzo fisso garantito su una percentuale fino al 30% della produzione, a richiesta del singolo agricoltore. Resta un punto di forza la Commissione della Borsa Patate (costituita da 5 membri di parte agricola e 5 del comparto commerciale), lo strumento interprofessionale che consente la determinazione dei prezzi, con diverse scadenze e modalità: anche per ottemperare agli obblighi inseriti dall’Art.62 in tema di contratti, da quest’anno sarà quotata anche la patata di 2a categoria, che dovrà avere un prezzo minimo del 20% rispetto alla 1a categoria. Reintrodotta anche la possibilità di indirizzare il prodotto non adatto al consumo fresco a un utilizzo industriale, nel rispetto del contratto quadro nazionale specifico per le patate da industria. E’ stata verificata l’efficacia delle regole adottate in passato relative in particolare a rendere più precise e trasparenti le verifiche e le comunicazioni al momento del conferimento e durante la conservazione del prodotto in magazzino

lunedì 29 ottobre 2012

FILIERA PATATICOLA, CATANIA: FIRMATO ACCORDO INTERPROFESSIONALE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “Questo accordo interprofessionale, che funziona da ventiquattro anni, ha rappresentato uno strumento di crescita per gli operatori del settore che hanno dimostrato di essere responsabilmente attivi nella gestione delle relazioni commerciali. Questo comparto può vantare un’esperienza organizzativa modello, proprio perché consente di avere una filiera integrata che va dall’agricoltore alla trasformazione con passaggi che hanno consentito di recuperare valore aggiunto lungo le sue fasi”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato la firma dell’accordo interprofessionale per le patate destinate a trasformazione industriale per la campagna 2012, con validità anche retroattiva. L’accordo è stato sottoscritto oggi, presso il Mipaaf alla presenza del Ministro, da tutte le organizzazioni professionali agricole e le centrali cooperative insieme a AIIPA e ANICAV. Dato rilevante è la determinazione preventiva dei prezzi che tiene conto dei costi di produzione. Il prezzo indicativo, infatti, varia dai 107 ai 150 euro a tonnellata a seconda delle fasce di qualità del prodotto. Il quantitativo-obiettivo minimo indicato nel testo è pari a 170.000 tonnellate, circa il 10% della produzione nazionale. Questo accordo interprofessionale si distingue dai precedenti per l’inclusione della recente disciplina introdotta dall’art. 62, per quanto riguarda i termini di pagamento e la forma scritta dei contratti di cessione. In occasione della firma è stato confermato che si procederà a breve alla discussione con le Regioni dello schema di Piano di settore per la filiera delle patate, che apporterà una profonda innovazione nella gestione dell’intervento pubblico nel comparto volto a introdurre un ruolo maggiormente operativo delle Organizzazioni di produttori, chiamate a svolgere una funzione di regolazione di mercato.

lunedì 13 agosto 2012

RACCOLTA DEL POMODORO: CALI PRODUTTIVI E PREZZI INSODDISFACENTI

Fonte: Cia Ferrara  

In pieno svolgimento la raccolta dei pomodori nel ferrarese ma si registrano cali quantitativi di circa il 30% e prezzi che non copriranno i costi di produzione. Un po’ meglio le patate e buone perfomance per le carote

FERRARA – Cali produttivi e prezzi che non copriranno i costi di produzione rischiano di mettere in forse la coltura del pomodoro nel ferrarese nei prossimi anni. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara dà voce alle preoccupazioni dei produttori di pomodoro associati che stanno raccogliendo il prodotto e devono affrontare diminuzioni quantitative e prezzi non certo remunerativi. I problemi sono iniziati con le temperature rigide della prima metà di aprile quando ci sono stati, in generale, ritardi nelle prime due settimane di trapianto che si sono accavallate alle successive. A questo è seguita una tardiva maturazione del prodotto. Poi, come tutti ormai sanno fin troppo bene, è arrivato il caldo torrido che ha provocato danni da marciume apicale, quel famoso annerimento che colpisce l’apice del pomodoro e finisce per comprometterlo completamente. Questo ha evidentemente abbassato la qualità del prodotto – con difficoltà per chi si occupa della trasformazione a selezionare in fase di raccolta - ed anche la quantità, con cali produttivi stimati inferiori del 30% rispetto all’anno passato. Se nel 2011 la media produttiva ferrarese è stata, infatti, di 730-750 quintali per ettaro, con punte fino a 1000 quintali, quest’anno ci si fermerà a 550-600 quintali per ettaro. E non saranno certo i prezzi pagati ai coltivatori a integrare la mancata produzione. Le quotazioni iniziali sono partire con un prezzo di 84€ alla tonnellata – l’anno scorso era di 89 euro di media - per prodotti con un grado Brix – l’indice che misura la qualità del prodotto con metodo rifrattometrico – buono. Ma in queste condizioni il grado Brix è destinato ad abbassarsi e di conseguenza anche le quotazioni del pomodoro potrebbero virare decisamente verso il basso. La coltura del pomodoro non sarà, dunque, remunerativa per i produttori ferraresi che in molti casi non riusciranno a coprire i costi di produzione. Per quello che riguarda le altre colture orticole è un anno senza infamia né lode per la patata. In questo caso si è registrato un livello qualitativo medio, con performance non eccezionali per le varietà come Agata, Vivaldi, Ambra ed il prezzo, da 15 a 20 cent/kg, sta risentendo del calo di consumi generalizzato. Va decisamente meglio per la produzione di carota con punte record di prezzi fino a 40 cent/kg. Su queste quotazioni, che sono partite da 20 cent/kg, ha inciso la buona qualità del prodotto e soprattutto il vuoto produttivo delle altre zone, tanto che dal 15 maggio a metà luglio, le uniche carote in commercio erano quelle prodotte sul nostro territorio. Un accenno anche sull’asparago che si è finito di raccogliere a metà giugno e che ha registrato livelli di qualità e quantità inizialmente un po’ scarsi, soprattutto ad aprile quando il prezzo era elevato, ed ha poi recuperato a maggio quando le quotazioni, purtroppo, sono scese. Il prezzo medio è stato di 1,5€/kg, il 60% dei quali è stato speso dai produttori per coprire i costi di manodopera.

lunedì 19 dicembre 2011

PATATE: PRODUZIONE REGOLARE E QUALITÀ OTTIMA PER IL PRODOTTO ITALIANO

Fonte: Osservatorio Nazionale della Patata

Situazione produttiva e prospettive commerciali al centro dell’incontro dell’Osservatorio Nazionale

In netto aumento la produzione del Nord Europa, che presenta però alcuni problemi di conservabilità

(Bologna, 19 Dicembre 2011). Grazie ad una produzione sostanzialmente regolare e ad un livello qualitativo particolarmente elevato, anche nei prossimi mesi invernali le patate italiane dovrebbero registrare un buon andamento commerciale in termini di domanda.
Lo rivela l’Osservatorio Nazionale della Patata, organismo promosso dal Centro di Divulgazione della Patata (Cepa) di Bologna in collaborazione con le Unioni nazionali Unapa ed Italpatate e con la partecipazione di Fruitimprese ed Aiipa, riunitosi a Roma, alla presenza dell’Ismea, per fare il punto sulla situazione produttiva e sulle prospettive commerciali a livello italiano ed europeo.
In apertura dei lavori, il presidente del Cepa, Luciano Torreggiani, ha sottolineato la difficile situazione economica generale e le possibili ripercussioni sul mercato delle patate. Torreggiani ha poi ricordato “l’impegno svolto dal Cepa negli ultimi anni per fornire ad operatori ed esperti del settore occasioni di confronto e strumenti operativi concreti come l’Osservatorio Nazionale della Patata che ha registrato un costante aumento dell’interesse e della partecipazione alle sue attività”.
“Dopo la contrazione registrata nel 2010 in molte zone del paese – ha sottolineato Augusto Renella, coordinatore dell’Osservatorio – quest’anno il raccolto italiano risulta in linea con la media degli ultimi anni e si attesta a quota 1,4 milioni di tonnellate di prodotto da conservazione a cui vanno aggiunte circa 400.000 tonnellate di patate novelle raccolte la scorsa Primavera”. In netto aumento invece – ha proseguito Renella – la produzione nel Nord Europa dove si è registrato un significativo incremento delle rese. In Francia il raccolto di patate 2011 è risultato superiore del 15% circa rispetto all’anno scorso, passando da 4.540.000 a 5.330.000 tonnellate, mentre in Germania la produzione ha sfiorato i 7.900.000 tonnellate con una crescita del 9,5% rispetto ai 7.125.000 tonnellate del 2010 (fonte NEPG: North-Western European Potato Growers)”. A fronte di questo incremento dell’offerta la produzione pataticola nord europea presenta un livello qualitativo medio-basso, inferiore rispetto al 2010, e mostra alcuni problemi di conservabilità in Francia.
“In questo scenario – ha dichiarato Giulio Romagnoli, rappresentante di Fruitimprese – è necessario innalzare costantemente la qualità del prodotto italiano e valorizzarla al meglio, attraverso adeguate azioni promozionali, per mantenere i consumi sempre su un buon livello; inoltre, è indispensabile tutelare la nostra produzione dal rischio, purtroppo frequente, delle contraffazioni”.
Di fronte a questi e ad altri problemi che interessano il settore secondo il presidente di Italpatate, Lorenzo Grazia, l’Osservatorio Nazionale della Patata rappresenta un importante strumento di confronto in grado di formulare proposte da tradurre poi in azioni concrete.
A tale proposito, il presidente di Unapa, Sante Cervellati, ha ribadito l’impegno della sua organizzazione a sviluppare ulteriormente l’attività dell’Osservatorio nell’ottica di valorizzare sempre più la produzione nazionale di patate. Tutto ciò proseguendo nella direzione seguita, che ha consentito all’Osservatorio di ottenere importanti risultati favorendo il dialogo e il confronto tra gli operatori e confermandosi uno strumento strategico a servizio della pataticoltura italiana in grado di realizzare strategie di sistema su scala nazionale.

Gli obiettivi dell’Osservatorio

La principale finalità dell’Osservatorio è favorire il confronto, tra gli operatori del comparto pataticolo italiano, sull’andamento economico del settore e sulle principali problematiche registrate a livello nazionale ed internazionale per individuare obiettivi comuni. L’Osservatorio è stato promosso dal Cepa in collaborazione con le Unioni Nazionali dei Produttori di Patata Unapa ed Italpatate, e con Fruitimprese ed AIIPA. Grazie alla presenza delle due Unioni Nazionali, l’Osservatorio ha al suo interno il 100% della produzione organizzata di Patate, pari a 580.000 tonnellate coltivate da 15.000 soci produttori, per una quota del 33% della produzione italiana che si attesta mediamente a quota 1.800.000 tonnellate ottenute su una superficie di oltre 70.000 ettari. Le regioni più importanti in termini di volumi della produzione sono la Campania con quasi 250.000 tonnellate e l’Emilia Romagna con oltre 220.000 tonnellate di Patate raccolte.

venerdì 5 agosto 2011

Buone prospettive per le patate italiane



FONTE: Centro di Divulgazione della Patata di Bologna (Cepa)

Grazie anche al soddisfacente livello qualitativo

Per rafforzare questa tendenza positiva è però indispensabile che il prodotto di importazione non venga “nazionalizzato”

In uno scenario decisamente difficile per il settore ortofrutticolo qualche segnale di speranza arriva dalle patate: grazie alle temperature nettamente inferiori alle medie stagionali registrate nelle ultime settimane, infatti, il prodotto raccolto mostra un livello qualitativo più che soddisfacente. Lo rivela il Centro di Divulgazione della Patata di Bologna (Cepa) che sottolinea anche come, in base alle prime indicazioni, la produzione italiana di patata comune del 2011 dovrebbe registrare un lieve aumento rispetto all’anno precedente, superando i 13 milioni di quintali, di cui oltre 2 milioni provenienti dall’Emilia Romagna, una delle regioni più vocate.
“Buona qualità del prodotto e offerta sostanzialmente in linea sui livelli del 2010 – afferma il presidente del Cepa, Luciano Torreggiani – lasciano ben sperare per la campagna di commercializzazione. Tutte le condizioni sembrano quindi essere favorevoli perché il mercato possa riconoscere il giusto valore delle patate italiane. In questo clima favorevole, è però indispensabile che le Associazioni dei produttori vigilino affinché la commercializzazione del prodotto italiano non sia ostacolata dall’immissione di patate d’importazione “nazionalizzate”.
“Un altro elemento sicuramente positivo per il settore – prosegue Torreggiani – è l’accordo siglato in questi giorni tra produttori e commercianti in Emilia Romagna sul prezzo per le patate “grezze” conferite in conto deposito: un importante risultato raggiunto grazie all’azione svolta all’interno della Borsa Patate di Bologna dalla Commissione Paritetica che negli ultimi tre anni si è impegnata attivamente per la valorizzazione di questo pregiato tubero”.
“Il prezzo di 21 centesimi al chilo fissato dall’accordo, accolto favorevolmente dalla Regione Emilia Romagna, – conclude il presidente del Cepa – non va interpretato come un risultato contraddittorio o un compromesso ‘obbligato’, ma piuttosto come un punto di merito per tutta la filiera della patata bolognese. Un prodotto ottenuto in una delle aree più vocate d’Italia e per questo caratterizzato da un elevato livello qualitativo, attentamente controllato dal campo al punto vendita, e ‘firmato’ da numerosi marchi di qualità e origine in grado di conquistare e fidelizzare il consumatore”.

venerdì 15 ottobre 2010

PATATE: PREVISTO UN AUMENTO DELLE QUOTAZIONI IN ITALIA ED EUROPA

Fonte: Centro Stampa per Osservatorio Nazionale della Patata

Dopo due campagne difficili, migliorano le prospettive per il settore.
L’andamento produttivo e le aspettative commerciali per la campagna 2010/2011 al centro della riunione dell’Osservatorio Nazionale della Patata alla quale hanno partecipato il presidente del Cepa, rappresentanti delle Unioni nazionali Unapa ed Italpatate, dell’organizzazione Fruitimprese ed operatori provenienti da Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania e Sicilia.


Grazie ad una minore offerta sul mercato e al buon livello qualitativo del prodotto, si prevede un aumento delle quotazioni delle patate: lo rivela l’Osservatorio Nazionale della Patata, organismo promosso dal Centro di Divulgazione della Patata (Cepa) di Bologna in collaborazione con le Unioni nazionali Unapa ed Italpatate e con la partecipazione di Fruitimprese ed Aiipa, riunitosi per fare il punto sulla situazione produttiva e sulle prospettive commerciali a livello italiano ed europeo.
“Lo scenario produttivo che si sta delineando – sottolinea Augusto Renella, coordinatore dell’Osservatorio – ha già generato i primi effetti sul mercato dove le quotazioni delle patate lungo la filiera si mantengono attualmente su valori superiori rispetto a quelli dell’anno precedente. Ad esempio, i prezzi medi all’origine per il prodotto ‘in natura’ al Centro e Nord Italia, si attestano a 0,25/0,27 euro al chilo, con un incremento di circa il 30% rispetto allo stesso periodo del 2009. E gli elementi attualmente disponibili indicano che questo trend al rialzo proseguirà anche nei prossimi mesi”.
In Italia si registra una diminuzione della produzione in gran parte delle regioni più vocate alla pataticoltura: Piemonte e Veneto, dove il calo è dovuto principalmente alla riduzione delle superfici investite dagli agricoltori; Emilia Romagna, Friuli e Lazio, dove invece la contrazione è legata soprattutto all’andamento meteorologico degli ultimi mesi che ha determinato una diminuzione delle rese produttive. Ciò nonostante, i volumi complessivi della produzione italiana consentiranno agli operatori del settore di garantire alla propria clientela una fornitura costante di patate di buona qualità per l’intera campagna 2010/2011.
La tendenza produttiva registrata in Italia si conferma ed anzi si accentua anche nel resto d’Europa, dove si riscontra una forte diminuzione del raccolto in alcuni dei paesi più importanti per le patate. In Francia si prevede un calo del 9% rispetto al 2009 per le patate da consumo e per quelle da seme (stime Ufficio Statistico Ministero dell’Agricoltura), mentre in Germania la diminuzione si attesta al 18,7% (dati AMI); anche i Paesi del Nord Europa, dove le operazioni di raccolta delle patate sono ancora in corso, mostrano una contrazione della produzione e inoltre rischiano di veder compromesso il livello qualitativo del raccolto a causa delle insistenti precipitazioni piovose dell’ultimo periodo.
“In questo scenario – dichiara Giulio Romagnoli, rappresentante di Fruitimprese – è importante che il mercato acquisisca consapevolezza della reale situazione produttiva ed occorre valorizzare al meglio il prodotto italiano, tutelandolo dal rischio delle contraffazioni”.
“A tale proposito – afferma il presidente di Unapa, Sante Cervellati – le Organizzazioni di produttori nazionali sono disponibili a collaborare con i diversi attori della filiera per contribuire alla valorizzazione della produzione italiana mantenendo il proprio impegno verso la qualità e facendo sistema”. Un obiettivo, questo che potrà essere raggiunto più facilmente anche grazie all’azione svolta dall’Osservatorio Nazionale della Patata, strumento strategico a servizio della filiera pataticola italiana che in questi primi mesi di attività ha già ottenuto importanti risultati favorendo il dialogo ed il confronto tra gli operatori per l’individuazione di obiettivi e strategie comuni.
L’Osservatorio si pone quindi come un valido punto di riferimento per uno dei prodotti orticoli più diffusi ed apprezzati nel nostro paese. Complessivamente, il mercato italiano assorbe quasi 2,1 milioni di tonnellate di patate all’anno con un consumo medio pro capite pari a circa 40 chilogrammi, una quota di prodotto viene importata dall’estero. Per ciò che riguarda i diversi canali commerciali, in Italia le patate, come la maggior parte dei prodotti ortofrutticoli, vengono acquistate per oltre il 50% nei punti vendita della Grande Distribuzione e per la quota rimanente presso il dettaglio tradizionale (ambulante o specializzato).

mercoledì 22 settembre 2010

PATATA: DOMENICA 26 SETTEMBRE E’ FESTA A POMPOSA: DEGUSTAZIONI, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETA’

Fonte: Coldiretti Ferrara

E’ giunta alla quarta edizione la Sagra dedicata alla patata che si terrà domenica prossima presso l’Abbazia di Pomposa con un ricco programma di attività ed iniziative. Coldiretti presente con le aziende di Agrimercato al Mercato di Campagna Amica e con prodotti che saranno in vendita per raccogliere fondi da destinare ad A.D.O.

La patata è coltura versatile, presente in moltissime preparazioni gastronomiche e nel basso ferrarese trova condizioni ottimali per produzioni di qualità, tanto da meritare una Sagra che si tiene già da quattro anni presso l’Abbazia di Pomposa.
A questo tubero si legano quindi una serie di iniziative ed eventi che prevedono il coinvolgimento di produttori, di ristoratori con menù a tema, area giochi per i bambini, mostra di attrezzi agricoli, animazioni e spettacoli musicali.
Coldiretti sarà presente alla giornata, che si aprirà domenica 26 settembre con l’inaugurazione alle 10, con le aziende associate che animeranno il mercato di Campagna Amica per tutto il giorno, offrendo i prodotti di stagione del nostro territorio, ma anche con la distribuzione a prezzo speciale di patate e zucche (messe a disposizione dall’Azienda Benazzi) il cui ricavato sarà donato alla Associazione A.D.O. di Codigoro (Assistenza Domiciliare Oncologica).

venerdì 3 settembre 2010

PATATE: AL VIA IL NUOVO CONTRATTO QUADRO 2010 - 2012


Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni: uno strumento per rafforzare l'Emilia-Romagna come polo produttivo d'eccellenza e per dare ai consumatori un prodotto di qualità e di sicura provenienza regionale.

Bologna - Promuovere il consumo di patate dell’Emilia-Romagna, garantendo ai consumatori un prodotto di sicura provenienza, certificato e di elevata qualità e ai produttori un adeguato ritorno economico.
E’ questo l’obiettivo del nuovo “Contratto quadro di filiera per la patata da consumo fresco 2010-2012” che è stato firmato oggi a Bologna presso la sede della Regione tra le organizzazioni dei produttori Appe, Assopa, le principali cooperative del settore e, per i commercianti, Fruitimprese e Ascom. “Si tratta di un’iniziativa importante non solo sul piano regionale, ma anche nazionale – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – perché propone un modello di relazione tra i protagonisti della filiera che dovrà essere la bussola dei prossimi anni. La nostra agricoltura ha bisogno di accordi preventivi, per contrastare la volatilità dei prezzi, per valorizzare il prodotto nazionale, per ottimizzare l’offerta sul mercati, per garantire qualità ai consumatori, rendendo disponibili sul mercato locale patate con caratteristiche di alto livello, completamente tracciate e certificate, prodotte con metodi di coltivazione integrata.”
L’Emilia-Romagna con circa 6 mila 500 ettari coltivati e una produzione 2009 di circa 225 mila tonnellate, concentrata per oltre la metà in provincia di Bologna, è uno dei principali produttori di patate a livello nazionale. Un polo di eccellenza dunque non solo sul piano quantitativo, ma anche qualitativo, come confermano anche la presenza sempre a Bologna della Borsa Patate, del Consorzio delle Buone Idee detentore del marchio “Selenella” e del Consorzio per la patata di Bologna DOP. Per questo il contratto firmato oggi è destinato ad estendere i suoi effetti su tutta la produzione di patate del centro-nord.

Cosa prevede il contratto
L’accordo per la patata 2010-2012 , che fa seguito a quello relativo al triennio 2007-2009 ed è promosso dalla Regione, prevede la sottoscrizione di un vero e proprio contratto tra produttori e commercianti acquirenti per la cessione di circa 100 mila tonnellate di prodotto, pari a circa il 45% della produzione regionale, ad un prezzo fissato dalla Borsa Patate di Bologna.
L’accordo fissa le caratteristiche qualitative del prodotto che dovranno essere conformi a quanto previsto dal disciplinare regionale di produzione integrata “Qualità controllata”, le modalità di definizione del prezzo, di cessione del prodotto, sia in natura sia confezionato, e di pagamento, oltre alla costituzione di un fondo di esercizio privato interprofessionale che dovrà promuovere azioni di promozione e diffusione anche sui mercati esteri della patata emiliano-romagnola. Attraverso la programmazione degli stoccaggi, della conservazione, della lavorazione, del confezionamento e delle successive vendite, il contratto permette anche di limitare al massimo eventuali squilibri di prezzo.

Il consumo di patate in Italia
Il consumo di patate in Italia si attesta sui 39 Kg/pro capite all’anno con un andamento abbastanza costante, che si traduce nella commercializzazione (per un 70% circa verso la distribuzione organizzata e per un 30% circa verso i canali di vendita tradizionali) di circa 2,2 milioni di tonnellate. La produzione nazionale si aggira su 1,7 – 1,8 milioni di tonnellate e dunque parte del prodotto viene acquistato da paesi comunitari o del bacino del Mediterraneo. Anche se la quota di autosufficienza è abbastanza elevata (circa 80%) si sono verificate tensioni di mercato e fenomeni di “imitazione” rispetto alle patate prodotte nel nostro territorio.

Nella foto: da sinistra Urbano Fuitem ditta Fuiten & Orsini, Giulio Romagnoli ditta Romagnoli f.lli spa, Lorenzo Grazia presidente A.P.P.E. Coop, Alberto Zambon presidente Assopa)

giovedì 18 marzo 2010

PATATA DI BOLOGNA: VIA LIBERA ALLA DOP

FONTE: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa


Bologna - E' arrivato il via libera definitivo all'iscrizione nel registro europeo delle denominazioni d'origine e indicazioni geografiche protette della Dop Patata di Bologna. Ad esso farà seguito la pubblicazione del regolamento della Commissione europea. Si tratta di una notizia attesa da anni dai produttori e la conferma dell'importanza dell'Emilia-Romagna per le produzioni di qualità. La Dop Patata di Bologna rappresenta la trentunesima denominazione per l’Emilia-Romagna e la prima denominazione d’origine per un prodotto vegetale. Il riconoscimento è il risultato di un lavoro d'insieme che ha visto le istituzioni – Regione Emilia-Romagna, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Provincia di Bologna – affiancare e sostenere i produttori bolognesi. Il prossimo passo dovrà essere la costituzione del consorzio di tutela, affinché la Dop Patata di Bologna possa essere protetta nel migliore dei modi.La coltivazione della patata è legata al territorio bolognese ormai da molto tempo, grazie alle caratteristiche dei suoli particolarmente vocati, alla particolare attitudine qualitativa ed organolettica di alcune varietà ed alla tradizione della tecnica colturale dei produttori.La produzione della Patata di Bologna Dop, ottenuta dalla varietà Primura, deve avvenire interamente, dalla coltivazione al confezionamento, nell’ambito della provincia di Bologna, applicando le conoscenze e le pratiche messe a punto in anni e anni di esperienza dai produttori locali.Il buon aspetto sul piatto, il contenuto medio di sostanza secca (19-20%), la consistenza della polpa, il gusto tipico ma non troppo pronunciato, la buona conservabilità sono le caratteristiche che ne favoriscono l’affermazione sul mercato.

martedì 2 marzo 2010

AUTORIZZAZIONE UE ALLA PATATA GM. CONTRO LA VOLONTÀ DEI CITTADINI E DEGLI AGRICOLTORI E NON RISPETTA LA SOVRANITÀ DEGLI STATI MEMBRI.

FONTE: Slow Food

Provvedimento calato dall’alto che cancella il principio di precauzione

Il Commissario europeo alla Salute e Politica dei consumatori, John Dalli, ha concesso oggi l'autorizzazione alla coltivazione della patata gm Amflora, prodotta dalla multinazionale Basf. Questa patata, modificata perchè contenga una maggior percentuale di amido, segna un passo indietro nel comportamento che l'Europa seguiva dal 1998, guidato innanzitutto dal principio di precauzione.

Nonostante le preoccupazioni sollevate da numerose associazioni ambientaliste, nonostante i cittadini e gli agricoltori europei si siano più volte dichiarati contrari agli ogm e nonostante questa patata possegga un carattere espressamente vietato dalla Direttiva europea 2001/18 – la resistenza a un antibiotico – il commissario Dalli ha comunque deciso di procedere con l'approvazione. Un comportamento, questo, che aumenta il divario tra Commissione Europea e Stati Membri, i quali si sentono sempre meno rappresentati. «Quando iniziarono a sperimentare la patata gm – commenta Roberto Burdese, Presidente Slow Food Italia – avevano dichiarato che avrebbe avuto principalmente applicazioni industriali e invece ora, oltre a essere coltivata, potrà anche essere usata nei mangimi animali, introducendo quel carattere di resistenza agli antibiotici anche nella filiera dell'alimentazione umana». «È gravissimo» aggiunge Burdese «che il primo atto di questo commissario sia quello di interrompere una moratoria sacrosanta stabilita sulla base di una preoccupazione precisa riguardante la nostra salute. Questo dimostra come la questione si decida in base a interessi economici delle multinazionali senza prendere in considerazione le gravi incognite per la salute dei cittadini; i quali non hanno scelto il signor Dalli come loro rappresentante, ma saranno obbligati a subire gli effetti di una decisione presa in maniera assolutamente verticistica. Slow Food prosegue nella strada di opposizione agli ogm e concorda con le affermazioni del Ministro Zaia, il quale ha sottolineato che nessuno deve mettere in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale materia».