Fonte: Cia Ferrara
In pieno svolgimento la raccolta dei pomodori nel ferrarese ma si registrano cali quantitativi di circa il 30% e prezzi che non copriranno i costi di produzione. Un po’ meglio le patate e buone perfomance per le carote
FERRARA – Cali produttivi e prezzi che non copriranno i costi di produzione rischiano di mettere in forse la coltura del pomodoro nel ferrarese nei prossimi anni. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara dà voce alle preoccupazioni dei produttori di pomodoro associati che stanno raccogliendo il prodotto e devono affrontare diminuzioni quantitative e prezzi non certo remunerativi.
I problemi sono iniziati con le temperature rigide della prima metà di aprile quando ci sono stati, in generale, ritardi nelle prime due settimane di trapianto che si sono accavallate alle successive. A questo è seguita una tardiva maturazione del prodotto. Poi, come tutti ormai sanno fin troppo bene, è arrivato il caldo torrido che ha provocato danni da marciume apicale, quel famoso annerimento che colpisce l’apice del pomodoro e finisce per comprometterlo completamente. Questo ha evidentemente abbassato la qualità del prodotto – con difficoltà per chi si occupa della trasformazione a selezionare in fase di raccolta - ed anche la quantità, con cali produttivi stimati inferiori del 30% rispetto all’anno passato. Se nel 2011 la media produttiva ferrarese è stata, infatti, di 730-750 quintali per ettaro, con punte fino a 1000 quintali, quest’anno ci si fermerà a 550-600 quintali per ettaro. E non saranno certo i prezzi pagati ai coltivatori a integrare la mancata produzione. Le quotazioni iniziali sono partire con un prezzo di 84€ alla tonnellata – l’anno scorso era di 89 euro di media - per prodotti con un grado Brix – l’indice che misura la qualità del prodotto con metodo rifrattometrico – buono. Ma in queste condizioni il grado Brix è destinato ad abbassarsi e di conseguenza anche le quotazioni del pomodoro potrebbero virare decisamente verso il basso. La coltura del pomodoro non sarà, dunque, remunerativa per i produttori ferraresi che in molti casi non riusciranno a coprire i costi di produzione.
Per quello che riguarda le altre colture orticole è un anno senza infamia né lode per la patata. In questo caso si è registrato un livello qualitativo medio, con performance non eccezionali per le varietà come Agata, Vivaldi, Ambra ed il prezzo, da 15 a 20 cent/kg, sta risentendo del calo di consumi generalizzato.
Va decisamente meglio per la produzione di carota con punte record di prezzi fino a 40 cent/kg. Su queste quotazioni, che sono partite da 20 cent/kg, ha inciso la buona qualità del prodotto e soprattutto il vuoto produttivo delle altre zone, tanto che dal 15 maggio a metà luglio, le uniche carote in commercio erano quelle prodotte sul nostro territorio.
Un accenno anche sull’asparago che si è finito di raccogliere a metà giugno e che ha registrato livelli di qualità e quantità inizialmente un po’ scarsi, soprattutto ad aprile quando il prezzo era elevato, ed ha poi recuperato a maggio quando le quotazioni, purtroppo, sono scese. Il prezzo medio è stato di 1,5€/kg, il 60% dei quali è stato speso dai produttori per coprire i costi di manodopera.
Visualizzazione post con etichetta asparago. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta asparago. Mostra tutti i post
lunedì 13 agosto 2012
RACCOLTA DEL POMODORO: CALI PRODUTTIVI E PREZZI INSODDISFACENTI
Etichette:
asparago,
cali quantitativi,
campagna pomodoro,
carota,
cia ferrara,
costi di produzione,
patata,
prezzi
lunedì 26 marzo 2012
PROSPETTIVE IN CRESCITA PER L’ASPARAGO ITALIANO
Fonte: Cso - Centro Servizi Ortofrutticoli
Si è concluso a Granata, in Spagna, il 9° Simposium Europeo dell’Asparago
Il Presidente di Euroasper Luciano Trentini esprime grande soddisfazione per l’ottima riuscita dell’edizione 2012 del Simposio biennale sull’asparago, realizzato da Asociafruit e con Areflh tra gli sponsor “ Il Simposio – sottolinea Trentini – con oltre 160 partecipanti, provenienti da 10 Paesi del mondo dimostra come ci sia un’ampio interesse globale per questa coltura, considerata fino a poco tempo fa una coltura di nicchia.. La produzione è in crescita e le potenzialità in termini di consumi sono senz’altro positive.”
Tra i molti i temi dibattuti nelle due giornate di lavoro ha prevalso la discussione sul futuro di questa coltivazione che, esce dalla considerazione di prodotto stagionale di nicchia per posizionarsi come prodotto da consumare durante tutto l’arco dell’anno.
Siamo di fronte ad una produzione, fra i due emisferi, che diventa complementare nel corso dell’anno visto che, in Europa, grazie anche all’utilizzo delle tecniche di forzatura, si produce la quasi totalità di asparago nei primi 6 mesi dell’anno.
La tradizione della coltivazione degli asparagi in Europa è consolidata ed avvallata dai numerosi riconoscimenti di Indicazione Geografica Protetta ottenuti in Italia, Francia e Spagna (Reg.Ce 510/2008).
La provenienza e la territorialità sono fattori determinanti per i consumatori europei di asparago che tendono a privilegiare la provenienza locale.
La produzione italiana di asparago, secondo i dati CSO presentati al Simposium, copre una superficie di 6.300 ettari concentrati in Veneto, Campania, Puglia ed Emilia Romagna.
La superficie coltivata negli ultimi anni tende ad una lieve decrescita mentre la produzione, che si attesta sulle 44.000 tonnellate è stabile da cinque anni.
I punti chiave per lo sviluppo della produzione e del mercato di questa importante coltura sono stati fissati in occasione del Simposio e prevedono:
• la riduzione dei costi di produzione e la salvaguardia dell’ambiente considerando che la coltura potrebbe rischiare di ridimensionarsi a causa della difficoltà di reperire manodopera.
• Il miglioramento genetico volto ad individuare cultivar più produttive ed idonee alla raccolta automatizzata.
“ L’asparago – rimarca Luciano Trentini – è senz’altro una coltivazione ancora in grado di soddisfare economicamente i produttori e le potenzialità sono enormi, basti considerare che il consumo domestico in Italia di asparago è pari a 2,5 Kg annui per famiglia, con un indice di penetrazione del 40% sulla popolazione italiana.
Un dato che lascia intravedere come, con opportune strategie commerciali e promozionali, si possa auspicare una crescita del settore”.
Etichette:
asparago,
Euroasper,
Granata,
Luciano Trentini,
Simposium Europeo dell'Asparago,
Spagna
sabato 14 maggio 2011
COLDIRETTI, A SOSTEGNO DELLA BICICLATA AVIS BOLZANO FERRARA CON I PRODOTTI DELLA FILIERA AGRICOLA ITALIANA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Per la quarta edizione della biciclata che vedrà impegnati gli avisini ferraresi, Coldiretti Ferrara ha donato alcuni prodotti del territorio della filiera agricola da scambiare con le autorità che si incontreranno lungo il percorso. Solidarietà ed impegno sociale accumunano le due organizzazioni in diverse iniziative.
L’occasione della “biciclata” che da Bolzano porterà in tappa unica gli atleti e gli avisini ferraresi sotto le torri del castello sabato 14 Maggio, è colta con piacere da Coldiretti Ferrara per sottolineare i benefici di uno stile di vita che vede la pratica sportiva accanto ad una sana alimentazione e dunque che pone un cittadino di essere anche in buona salute e dunque pronto al dono solidale di una parte di se, come ben sanno tutti i donatori di sangue.
Unisce Coldiretti e AVIS un protocollo di intesa per la promozione di un corretto stile di vita e diverse iniziative che mettono spesso in rilievo le qualità delle produzioni locali e comunque sane e salubri come punto fondamentale per essere in condizioni giuste per fare concretamente qualcosa per gli altri.
Durante l’impegnativo percorso che si sviluppa per 314 km sono previste diverse tappe, da Bolzano a Trento, a Rovereto, a Bardolino, a Peschiera del Garda, al Parco di Mantova, poi a Bondeno ed infine a Ferrara, presso il Castello Estense.
Nel corso delle soste previste tra una tappa e l’altra alle autorità locali saranno consegnati doni cui Coldiretti Ferrara ha voluto collaborare con alcuni prodotti della filiera agricola: Asparagi di Mesola, Vino doc del bosco Eliceo, pasta di sola farina di grano duro italiano.
Per la quarta edizione della biciclata che vedrà impegnati gli avisini ferraresi, Coldiretti Ferrara ha donato alcuni prodotti del territorio della filiera agricola da scambiare con le autorità che si incontreranno lungo il percorso. Solidarietà ed impegno sociale accumunano le due organizzazioni in diverse iniziative.
L’occasione della “biciclata” che da Bolzano porterà in tappa unica gli atleti e gli avisini ferraresi sotto le torri del castello sabato 14 Maggio, è colta con piacere da Coldiretti Ferrara per sottolineare i benefici di uno stile di vita che vede la pratica sportiva accanto ad una sana alimentazione e dunque che pone un cittadino di essere anche in buona salute e dunque pronto al dono solidale di una parte di se, come ben sanno tutti i donatori di sangue.
Unisce Coldiretti e AVIS un protocollo di intesa per la promozione di un corretto stile di vita e diverse iniziative che mettono spesso in rilievo le qualità delle produzioni locali e comunque sane e salubri come punto fondamentale per essere in condizioni giuste per fare concretamente qualcosa per gli altri.
Durante l’impegnativo percorso che si sviluppa per 314 km sono previste diverse tappe, da Bolzano a Trento, a Rovereto, a Bardolino, a Peschiera del Garda, al Parco di Mantova, poi a Bondeno ed infine a Ferrara, presso il Castello Estense.
Nel corso delle soste previste tra una tappa e l’altra alle autorità locali saranno consegnati doni cui Coldiretti Ferrara ha voluto collaborare con alcuni prodotti della filiera agricola: Asparagi di Mesola, Vino doc del bosco Eliceo, pasta di sola farina di grano duro italiano.
mercoledì 28 aprile 2010
mercoledì 31 marzo 2010
SEGNALI POSITIVI PER L’ASPARAGO IN EUROPA
FONTE: CSO - Centro Servizi Ortofrutticoli società cooperativa
Luciano Trentini Presidente di EURO ASPER al Convegno Europeo di Coventry (UK) traccia un profilo positivo per la coltura
Luciano Trentini, in qualità di Presidente dell’Associazione Europea dei Produttori di Asparago, è intervenuto a conclusione di Euro Asper 2010, l’importante convegno europeo dedicato a questo ortaggio che, seppur di nicchia, offre ancora ampie possibilità di sviluppo.
Il convegno, organizzato dall’Associazione inglese “Asparagus Growers”, ha posto in evidenza come nel mondo si producano mediamente 1 milione di tonnellate di asparagi, di cui circa il 25% si concentra in Europa, su una superficie di circa 60.000 ha, pari ad una produzione complessiva di 240.000 tonnellate (dati 2009). La produzione europea è concentrata in Germania (primo paese produttore in Europa, con 98.000 t.); seguono in ordine la Spagna, con 48.000 t. e l’Italia, con 43.000 t.
L’asparago, oltre che in Europa, viene coltivato anche in America, soprattutto in Perù (284.000 t.), Messico (60.000 t) e USA (50.000 t.), ma anche in Asia, in particolare in Cina (primo paese produttore al mondo) e a distanza Giappone (29.000 t ).
La produzione europea, pur soffrendo soprattutto in esordio di campagna della pressione dei principali paesi esportatori al mondo, Perù e Messico, può competere per la qualità e soprattutto per la velocità di commercializzazione che permette ai consumatori di acquistare asparagi freschi e gustosi.
“Sul fronte dei consumi di asparagi” - dichiara Luciano Trentini, Presidente di Euro Asper – “la situazione è in evoluzione positiva. C’è una domanda in crescita che andrà supportata da adeguate azioni promozionali che potranno senza dubbio incrementare la penetrazione del prodotto tra i giovani consumatori europei che ancora non conoscono adeguatamente questa specialità”
I due giorni di convegno hanno comunque fatto emergere a livello europeo anche alcune importanti criticità, come l’aumento dei costi di produzione, legato anche al difficile reperimento della manodopera; l’esigenza di sviluppare l’innovazione di prodotto e di processo, con particolare riferimento alla problematiche ambientali; la necessità di costruire un corretto rapporto commerciale fra produttori e Grande Distribuzione, per garantire una adeguata remunerazione a salvaguardia delle produzioni di qualità europee che rischiano di subire fortemente la concorrenza mondiale.
A livello italiano la superficie coltivata nel 2009, su oltre 6.500 ettari, presenta una evoluzione in aumento rispetto ai primi anni duemila, con una produzione media per ettaro vicina alla 7 t. e un livello produttivo in grado di garantire un discreto reddito al produttore, anche se i costi di raccolta e di confezionamento incidono per oltre il 50 % sul costo totale di produzione.
“La prospettiva per i produttori” – conclude Luciano Trentini – “pur con luci ed ombre, non è negativa, tenendo conto soprattutto delle potenzialità di ampliamento dei consumi e della discreta redditività. L’appuntamento con Euro Asper è per il prossimo 2012 e la sede non è ancora stata definita.”
Luciano Trentini Presidente di EURO ASPER al Convegno Europeo di Coventry (UK) traccia un profilo positivo per la coltura
Luciano Trentini, in qualità di Presidente dell’Associazione Europea dei Produttori di Asparago, è intervenuto a conclusione di Euro Asper 2010, l’importante convegno europeo dedicato a questo ortaggio che, seppur di nicchia, offre ancora ampie possibilità di sviluppo.
Il convegno, organizzato dall’Associazione inglese “Asparagus Growers”, ha posto in evidenza come nel mondo si producano mediamente 1 milione di tonnellate di asparagi, di cui circa il 25% si concentra in Europa, su una superficie di circa 60.000 ha, pari ad una produzione complessiva di 240.000 tonnellate (dati 2009). La produzione europea è concentrata in Germania (primo paese produttore in Europa, con 98.000 t.); seguono in ordine la Spagna, con 48.000 t. e l’Italia, con 43.000 t.
L’asparago, oltre che in Europa, viene coltivato anche in America, soprattutto in Perù (284.000 t.), Messico (60.000 t) e USA (50.000 t.), ma anche in Asia, in particolare in Cina (primo paese produttore al mondo) e a distanza Giappone (29.000 t ).
La produzione europea, pur soffrendo soprattutto in esordio di campagna della pressione dei principali paesi esportatori al mondo, Perù e Messico, può competere per la qualità e soprattutto per la velocità di commercializzazione che permette ai consumatori di acquistare asparagi freschi e gustosi.
“Sul fronte dei consumi di asparagi” - dichiara Luciano Trentini, Presidente di Euro Asper – “la situazione è in evoluzione positiva. C’è una domanda in crescita che andrà supportata da adeguate azioni promozionali che potranno senza dubbio incrementare la penetrazione del prodotto tra i giovani consumatori europei che ancora non conoscono adeguatamente questa specialità”
I due giorni di convegno hanno comunque fatto emergere a livello europeo anche alcune importanti criticità, come l’aumento dei costi di produzione, legato anche al difficile reperimento della manodopera; l’esigenza di sviluppare l’innovazione di prodotto e di processo, con particolare riferimento alla problematiche ambientali; la necessità di costruire un corretto rapporto commerciale fra produttori e Grande Distribuzione, per garantire una adeguata remunerazione a salvaguardia delle produzioni di qualità europee che rischiano di subire fortemente la concorrenza mondiale.
A livello italiano la superficie coltivata nel 2009, su oltre 6.500 ettari, presenta una evoluzione in aumento rispetto ai primi anni duemila, con una produzione media per ettaro vicina alla 7 t. e un livello produttivo in grado di garantire un discreto reddito al produttore, anche se i costi di raccolta e di confezionamento incidono per oltre il 50 % sul costo totale di produzione.
“La prospettiva per i produttori” – conclude Luciano Trentini – “pur con luci ed ombre, non è negativa, tenendo conto soprattutto delle potenzialità di ampliamento dei consumi e della discreta redditività. L’appuntamento con Euro Asper è per il prossimo 2012 e la sede non è ancora stata definita.”
Etichette:
asparago,
Luciano Trentini
Iscriviti a:
Post (Atom)