Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Credito più facile per le aziende agricole dell’Emilia-Romagna grazie alla Regione.
Su proposta dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, la Giunta regionale ha infatti stanziato 1 milione 600 mila euro che permetteranno di abbattere il costo del denaro per il credito di conduzione fino a 1,50 punti percentuali rispetto ai tassi applicati normalmente dalle banche e di attivare un volume complessivo di finanziamenti per circa 106 milioni di euro.
Il programma operativo è rivolto all’insieme delle imprese, senza distinzioni tra settori di produzione, attraverso la concessione di un aiuto de minimis sotto forma di concorso interesse sui prestiti di conduzione richiesti dagli agricoltori alle banche per il tramite degli Agrifidi, gli Organismi di garanzia che operano in agricoltura. Vi è tuttavia una priorità, riservata alle aziende agricole condotte da giovani imprenditori, under 40, così come a quelle che nel corso della precedente campagna agraria hanno già contratto prestito di conduzione in regime de minimis.
“Con questo intervento la Regione porta a 8,6 milioni di euro le risorse destinate dal 2008, anno d’inizio della crisi mondiale, ad oggi all'abbattimento del tasso di interesse bancario per il credito d'esercizio – spiega l’assessore Rabboni – ciò significa che attraverso le garanzie degli Agrifidi sono stati attivati prestiti a tasso ridotto per oltre 516 milioni di euro. Grazie a questi interventi regionali una parte importante degli agricoltori emiliano-romagnoli ha potuto reagire alla pesante stretta creditizia messa in atto dalle banche negli ultimi anni. Tanto è vero che le rilevazioni periodiche di Ismea hanno evidenziato che l'Emilia-Romagna è la regione che ha registrato il maggior incremento di accesso al credito in agricoltura negli ultimi 5 anni."
Una situazione migliore rispetto al resto d'Italia dunque, resa possibile dal dinamismo delle imprese agricole emiliano-romagnole, ma anche dal sostegno della Regione e dal processo di fusione degli Agrifidi che ha portato alla nascita di 3 sole solide realtà interprovinciali in grado di affiancare validamente le imprese nel rapporto con il sistema bancario. La riprova e' in un tasso di insolvenza pari allo 0,1% del credito attivato attraverso gli Agrifidi che risulta, peraltro, raddoppiato in volume proprio negli ultimi anni.
Le imprese potranno presentare domanda al proprio Istituto di credito e all’Organismo di Garanzia di appartenenza fino al 14 marzo 2014.
Da 6 mila a 150 mila euro gli importi previsti, per una durata massima di 12 mesi
L’importo massimo del prestito per azienda è di 150 mila euro ed è calcolato attraverso parametri definiti con riferimento alle superfici coltivate, ai capi allevati o alle attività svolte. Sono ammesse le imprese che presentano richieste non inferiori a 6 mila euro. Oltre all’abbattimento del tasso di interesse di 1,5 punti percentuali, i prestiti potranno contare sulla garanzia offerta, con capitali propri, dagli Agrifidi nonché sulle condizioni di favore ricomprese all’interno delle convenzioni che gli stessi Agrifidi hanno stipulato con gli istituti bancari.
Come funziona il prestito alle imprese agricole
Gli Agrifidi provvedono direttamente all’istruttoria dell’istanza, alla concessione e alla liquidazione del contributo in conto interesse all’impresa beneficiaria, utilizzando le risorse assegnate dalla Regione. I prestiti, che sono a breve termine con durata fino a 12 mesi, coprono le spese che l’imprenditore agricolo deve anticipare per il completamento del ciclo produttivo-colturale, fino alla vendita dei prodotti. Il sistema degli Organismi di Garanzia agricoli è attualmente costituito, a seguito di alcune fusioni, da tre cooperative che operano a livello interprovinciale. Si tratta degli Agrifidi interprovinciali di Bologna-Ravenna-Forlì-Cesena e Rimini, Parma-Piacenza e Ferrara-Modena-Reggio Emilia.
Info: Interventi sul credito a breve termine in regime "de minimis" (delibera 2106 del 30 dicembre 2013, pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione n. 11 del 13 gennaio 2014)
http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-agevolazioni/doc/normativa/interventi-sul-credito-a-breve-termine-in-regime-de-minimis/interventi-sul-credito-a-breve-termine-in-regime-de-minimis
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martedì 14 gennaio 2014
CREDITO PER LE AZIENDE AGRICOLE - FINANZIAMENTI PER 106 MILIONI DI EURO A TASSO AGEVOLATO. RABBONI: DAL 2008 A OGGI 8,6 MILIONI DALLA REGIONE PER ABBATTERE LA STRETTA CREDITIZIA. IN EMILIA-ROMAGNA IL MAGGIOR INCREMENTO DI ACCESSO AL CREDITO AGRICOLO NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI. LE DOMANDE ENTRO IL 14 MARZO
mercoledì 3 luglio 2013
COLDIRETTI, NUOVO ACCORDO PER IL CREDITO ALLE IMPRESE P.M.I.: INTERVENTI FINANZIARI E MORATORIA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Sottoscritto un nuovo accordo di aggiornamento delle misure finanziarie di sospensione, allungamento e concessione di prestiti su mutui esistenti, anche già oggetto di precedente moratoria, o per nuovi interventi di rafforzamento patrimoniale con ricorso al credito
E’ stato firmato il nuovo accordo in favore delle Pmi italiane, sottoscritto a Roma da Abi, Coldiretti e altre organizzazioni di rappresentanza dei vari settori. Considerata l’attuale congiuntura economica, all’interno della quale non si attenuano le tensioni finanziare delle imprese, l’Abi e le Associazioni delle imprese hanno aggiornato le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti previste dai precedenti accordi, focalizzando maggiormente il bacino dei potenziali utilizzatori su quelle Pmi che, per quanto economicamente sane, manifestano un’eccessiva incidenza degli oneri finanziari sul fatturato in conseguenza della diminuzione di quest’ultimo per effetto della crisi economica. Gli interventi finanziari previsti per le imprese sono di 3 tipi. Il primo riguarda le operazioni di sospensione dei finanziamenti. In questo campo rientrano la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing “immobiliare” e “mobiliare”. Possono essere ammesse alla sospensione le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario delle imprese che non abbiano già usufruito di analogo beneficio concesso ai sensi delle “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012. È dunque possibile sospendere nuovamente finanziamenti già sospesi con l’Avviso Comune del 3 agosto 2009 e relativi rinnovi. E’ inoltre possibile sospendere le operazioni di apertura di conto corrente ipotecario con un piano di rimborso rateale. Le operazioni di sospensione sono realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario. Ancora, l’accordo prevede operazioni di allungamento dei finanziamenti. È prevista la possibilità: di allungare la durata dei mutui, in misura maggiore rispetto al precedente accordo; di spostare in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento all’anticipazione di crediti certi ed esigibili; di allungare per un massimo di 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione. Possono essere ammessi alla richiesta di allungamento i mutui che non abbiano beneficiato di analoga facilitazione ai sensi dell’Accordo per il credito alle Pmi del 16 febbraio 2011 e dell’accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012, mentre possono essere ammessi all’allungamento anche i mutui sospesi al termine del periodo di sospensione. Le operazioni di allungamento dei mutui se accompagnate da un rafforzamento patrimoniale o da processi aggregativi sono effettuate a condizioni contrattuali invariate, negli altri casi comunque l’eventuale variazione del tasso d’interesse originario non potrà essere superiore all’incremento del costo di raccolta della banca rispetto al momento dell’erogazione originaria del finanziamento e si terrà conto della presenza di eventuali garanzie aggiuntive. Il terzo tipo di intervento riguarda le operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività. Anche alla luce delle agevolazioni fiscali previste dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale le banche si impegnano a valutare la concessione di un finanziamento proporzionale all'aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. All’interno del nuovo Accordo è, inoltre, individuata una serie di temi strategici di interesse comune per favorire lo sviluppo delle relazioni banca-impresa, in relazione ai quali le Parti firmatarie concordano sull’opportunità di definire nei prossimi mesi nuove e specifiche intese e di avanzare al Governo e alle altre Istituzioni competenti proposte condivise. Da ultimo, per consentire alle banche e agli intermediari finanziari aderenti di adeguare le proprie procedure in relazione alle operazioni previste dal nuovo accordo, il periodo di validità dell’accordo del febbraio 2012, “Nuove Misure per il Credito alle Pmi”, è stato prorogato al 30 settembre 2013.
Sottoscritto un nuovo accordo di aggiornamento delle misure finanziarie di sospensione, allungamento e concessione di prestiti su mutui esistenti, anche già oggetto di precedente moratoria, o per nuovi interventi di rafforzamento patrimoniale con ricorso al credito
E’ stato firmato il nuovo accordo in favore delle Pmi italiane, sottoscritto a Roma da Abi, Coldiretti e altre organizzazioni di rappresentanza dei vari settori. Considerata l’attuale congiuntura economica, all’interno della quale non si attenuano le tensioni finanziare delle imprese, l’Abi e le Associazioni delle imprese hanno aggiornato le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti previste dai precedenti accordi, focalizzando maggiormente il bacino dei potenziali utilizzatori su quelle Pmi che, per quanto economicamente sane, manifestano un’eccessiva incidenza degli oneri finanziari sul fatturato in conseguenza della diminuzione di quest’ultimo per effetto della crisi economica. Gli interventi finanziari previsti per le imprese sono di 3 tipi. Il primo riguarda le operazioni di sospensione dei finanziamenti. In questo campo rientrano la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing “immobiliare” e “mobiliare”. Possono essere ammesse alla sospensione le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario delle imprese che non abbiano già usufruito di analogo beneficio concesso ai sensi delle “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012. È dunque possibile sospendere nuovamente finanziamenti già sospesi con l’Avviso Comune del 3 agosto 2009 e relativi rinnovi. E’ inoltre possibile sospendere le operazioni di apertura di conto corrente ipotecario con un piano di rimborso rateale. Le operazioni di sospensione sono realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario. Ancora, l’accordo prevede operazioni di allungamento dei finanziamenti. È prevista la possibilità: di allungare la durata dei mutui, in misura maggiore rispetto al precedente accordo; di spostare in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento all’anticipazione di crediti certi ed esigibili; di allungare per un massimo di 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione. Possono essere ammessi alla richiesta di allungamento i mutui che non abbiano beneficiato di analoga facilitazione ai sensi dell’Accordo per il credito alle Pmi del 16 febbraio 2011 e dell’accordo “Nuove misure per il credito alle Pmi” del 28 febbraio 2012, mentre possono essere ammessi all’allungamento anche i mutui sospesi al termine del periodo di sospensione. Le operazioni di allungamento dei mutui se accompagnate da un rafforzamento patrimoniale o da processi aggregativi sono effettuate a condizioni contrattuali invariate, negli altri casi comunque l’eventuale variazione del tasso d’interesse originario non potrà essere superiore all’incremento del costo di raccolta della banca rispetto al momento dell’erogazione originaria del finanziamento e si terrà conto della presenza di eventuali garanzie aggiuntive. Il terzo tipo di intervento riguarda le operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività. Anche alla luce delle agevolazioni fiscali previste dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale le banche si impegnano a valutare la concessione di un finanziamento proporzionale all'aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa. All’interno del nuovo Accordo è, inoltre, individuata una serie di temi strategici di interesse comune per favorire lo sviluppo delle relazioni banca-impresa, in relazione ai quali le Parti firmatarie concordano sull’opportunità di definire nei prossimi mesi nuove e specifiche intese e di avanzare al Governo e alle altre Istituzioni competenti proposte condivise. Da ultimo, per consentire alle banche e agli intermediari finanziari aderenti di adeguare le proprie procedure in relazione alle operazioni previste dal nuovo accordo, il periodo di validità dell’accordo del febbraio 2012, “Nuove Misure per il Credito alle Pmi”, è stato prorogato al 30 settembre 2013.
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venerdì 16 novembre 2012
SISMA, CONFAGRICOLTURA: ”ARRIVANO I FINANZIAMENTI, MA SERVIRANNO PER PAGARE LE TASSE. ANDREBBERO SOSTENUTI GLI SFORZI PER LA RIPRESA E LA RICOSTRUZIONE”
Fonte: Confagricoltura
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge di completamento della disciplina di accesso ai finanziamenti per il pagamento di tributi e contributi sospesi in occasione degli eventi sismici che hanno colpito le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto nel maggio 2012. Si è chiarito che il meccanismo di finanziamento, dal prossimo 16 dicembre, vale anche per le aziende agricole terremotate. “Finalmente si è fatta chiarezza – sottolinea Confagricoltura – ma resta il problema che gli agricoltori terremotati non sono nelle condizioni di adempiere agli obblighi di legge. Andrebbero sostenuti negli sforzi di ripresa e di ricostruzione, e invece sono costretti a procedure farraginose per rispettare scadenze fiscali e contributive”. “Non comprendiamo – conclude Confagricoltura - perché non sia stato seguito il sistema definito a suo tempo per i terremotati dell’Abruzzo, che prevedeva che la riscossione avvenisse in modo rateale, dopo un congruo periodo di sospensione”.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge di completamento della disciplina di accesso ai finanziamenti per il pagamento di tributi e contributi sospesi in occasione degli eventi sismici che hanno colpito le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto nel maggio 2012. Si è chiarito che il meccanismo di finanziamento, dal prossimo 16 dicembre, vale anche per le aziende agricole terremotate. “Finalmente si è fatta chiarezza – sottolinea Confagricoltura – ma resta il problema che gli agricoltori terremotati non sono nelle condizioni di adempiere agli obblighi di legge. Andrebbero sostenuti negli sforzi di ripresa e di ricostruzione, e invece sono costretti a procedure farraginose per rispettare scadenze fiscali e contributive”. “Non comprendiamo – conclude Confagricoltura - perché non sia stato seguito il sistema definito a suo tempo per i terremotati dell’Abruzzo, che prevedeva che la riscossione avvenisse in modo rateale, dopo un congruo periodo di sospensione”.
giovedì 25 ottobre 2012
COLDIRETTI: TERREMOTO, LO STATO CHIEDE 400 MILIONI AD AGRICOLTORI COLPITI DAL SISMA, ESCLUDENDOLI DA PROVVEDIMENTI DI RATEIZZAZIONE E FINANZIAMENTI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Tonello: “Aziende pronte a scendere in piazza. Non si sono ancora visti gli interventi promessi e ora gli agricoltori vengono penalizzati chiedendo loro di versare tributi e contributi sospesi. Abbiamo chiesto l’intervento di Errani e dei parlamentari, ma siamo pronti a difendere con ogni mezzo le nostre aziende se il Governo non cambia rotta”
Figlie di un dio minore, le 5.000 aziende agricole emiliano romagnole colpite dal sisma del 20 e 29 maggio scorso, non hanno ancora visto un centesimo dei finanziamenti promessi dallo Stato, che però si prepara a riscuotere dalle stesse aziende oltre 400 milioni di tributi e contributi. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna, che ha scritto al presidente della Regione Emilia Romagna e commissario per il sisma, Vasco Errani, e a tutti i parlamentari della regione, sollecitando un intervento per modificare il disegno di legge “Stabilità”, che verrà discusso domani e che contiene disposizioni in favore delle zone terremotate. La norma – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – prevede che solo i titolari di reddito d’impresa possano accedere ai finanziamenti e alla rateizzazione in due anni dei tributi e contributi sospesi dal maggio 2012,grazie all’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, con gli interessi a carico dello Stato. Le imprese agricole singole e le società semplici – spiega Coldiretti – sono titolari di reddito dominicale e agrario e pertanto sono escluse da questi benefici, con la conseguenza di dover pagare i contributi e le tasse in scadenza il 16 dicembre prossimo. “Si tratta di un provvedimento ingiusto e iniquo – commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che ha provocato negli imprenditori agricoli colpiti dal sisma molta delusione e tanta rabbia. Le aziende agricole che hanno deciso di rimanere sul territorio e di portare avanti una delle agricolture più specializzate d’Italia e del mondo a metà dicembre si ritroveranno a dover versare tributi e contributi in una soluzione unica per una cifra complessiva stimata attorno ai 400 milioni di euro, mentre per adesso hanno ricevuto tante promesse, ma neanche un centesimo di aiuti”. Tantissime aziende – informa Coldiretti – con case, capannoni, magazzini, stalle e attrezzi danneggiati stanno facendo investimenti con proprie risorse acquistando macchine agricole e rimettendo in sicurezza i fabbricati per poter continuare l’attività. “Se il provvedimento del Governo non cambia saranno costrette a chiudere – commenta Tonello – ma prima scenderemo in piazza a difesa della nostra attività”.
Tonello: “Aziende pronte a scendere in piazza. Non si sono ancora visti gli interventi promessi e ora gli agricoltori vengono penalizzati chiedendo loro di versare tributi e contributi sospesi. Abbiamo chiesto l’intervento di Errani e dei parlamentari, ma siamo pronti a difendere con ogni mezzo le nostre aziende se il Governo non cambia rotta”
Figlie di un dio minore, le 5.000 aziende agricole emiliano romagnole colpite dal sisma del 20 e 29 maggio scorso, non hanno ancora visto un centesimo dei finanziamenti promessi dallo Stato, che però si prepara a riscuotere dalle stesse aziende oltre 400 milioni di tributi e contributi. Lo denuncia Coldiretti Emilia Romagna, che ha scritto al presidente della Regione Emilia Romagna e commissario per il sisma, Vasco Errani, e a tutti i parlamentari della regione, sollecitando un intervento per modificare il disegno di legge “Stabilità”, che verrà discusso domani e che contiene disposizioni in favore delle zone terremotate. La norma – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – prevede che solo i titolari di reddito d’impresa possano accedere ai finanziamenti e alla rateizzazione in due anni dei tributi e contributi sospesi dal maggio 2012,grazie all’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, con gli interessi a carico dello Stato. Le imprese agricole singole e le società semplici – spiega Coldiretti – sono titolari di reddito dominicale e agrario e pertanto sono escluse da questi benefici, con la conseguenza di dover pagare i contributi e le tasse in scadenza il 16 dicembre prossimo. “Si tratta di un provvedimento ingiusto e iniquo – commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che ha provocato negli imprenditori agricoli colpiti dal sisma molta delusione e tanta rabbia. Le aziende agricole che hanno deciso di rimanere sul territorio e di portare avanti una delle agricolture più specializzate d’Italia e del mondo a metà dicembre si ritroveranno a dover versare tributi e contributi in una soluzione unica per una cifra complessiva stimata attorno ai 400 milioni di euro, mentre per adesso hanno ricevuto tante promesse, ma neanche un centesimo di aiuti”. Tantissime aziende – informa Coldiretti – con case, capannoni, magazzini, stalle e attrezzi danneggiati stanno facendo investimenti con proprie risorse acquistando macchine agricole e rimettendo in sicurezza i fabbricati per poter continuare l’attività. “Se il provvedimento del Governo non cambia saranno costrette a chiudere – commenta Tonello – ma prima scenderemo in piazza a difesa della nostra attività”.
mercoledì 10 ottobre 2012
TERREMOTO, AL VIA IL BANDO PER FINANZIARE L'ACQUISTO DI IMPIANTI, MACCHINARI E ATTREZZATURE DELLE AZIENDE AGRICOLE CHE SONO STATI DISTRUTTI O DANNEGGIATI. A DISPOSIZIONE OLTRE 99 MILIONI DI EURO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Al via il bando regionale che stanzia oltre 99 milioni di euro per finanziare le aziende agricole e agroalimentari che hanno avuto impianti, macchinari, attrezzature (comprese dunque le scalere dei caseifici) distrutti o danneggiati dal terremoto. L’intervento, che riguarda anche la perdita di scorte vive o morte, si avvale del fondo costituito grazie alla decisione delle Regioni italiane di destinare una quota dei propri finanziamenti del Piano regionale di sviluppo rurale agli agricoltori emiliano-romagnoli e del cofinanziamento assicurato dal Ministero dell’agricoltura.
Al via il bando regionale che stanzia oltre 99 milioni di euro per finanziare le aziende agricole e agroalimentari che hanno avuto impianti, macchinari, attrezzature (comprese dunque le scalere dei caseifici) distrutti o danneggiati dal terremoto. L’intervento, che riguarda anche la perdita di scorte vive o morte, si avvale del fondo costituito grazie alla decisione delle Regioni italiane di destinare una quota dei propri finanziamenti del Piano regionale di sviluppo rurale agli agricoltori emiliano-romagnoli e del cofinanziamento assicurato dal Ministero dell’agricoltura.
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mercoledì 3 ottobre 2012
BANCHE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “FINANZIARE L’AGRICOLTURA COME VOLANO DI CRESCITA PER L’ECONOMIA”
Fonte: Confagricoltura
“L’agricoltura sta soffrendo in misura minore, rispetto agli altri settori, la crisi di liquidità, per la presenza delle garanzie patrimoniali che le aziende possono offrire. E’ però, la sua, una crescita anomala, aumenta infatti la quota dei prestiti di breve periodo rispetto a quelli di più lunga durata, e quindi meno proiettati su investimenti e sviluppo. L'Italia deve trovare il modo di rilanciare la produttività e la competitività; servono riforme strutturali anche se queste, come sappiamo, richiedono dei tempi lunghi perché abbiano effetto sul prodotto interno lordo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo alla XLIV Giornata del Credito. In base alle rilevazioni dell’Osservatorio permanente Banche e Imprese, i finanziamenti bancari alle imprese sono andati crescendo per quelle agricole (+1,5% nel rapporto trimestrale di settembre 2012, anche se c’è stata una flessione, essendo +1,7% a giugno 2012). Sono diminuiti invece per tutti gli altri settori economici: costruzioni (-3%), industria manifatturiera (-1,4%), commercio (-1,2%). “L’indebitamento bancario – ha osservato Guidi – rischia di diventare per il settore agricolo un onere gravoso anche per gli anni successivi. Per questo chiediamo di attivare un percorso da condividere con Stato, Regioni e banche, per rendere più agevole l’accesso ai finanziamenti di ristrutturazione dei debiti delle imprese agricole con gli istituti di credito. Mi sembra che da parte del sistema bancario vi sia la giusta sensibilità per trovare adeguate soluzioni”. “L’agricoltura – ha concluso il presidente di Confagricoltura - può dare risposte concrete, come volano per la ripresa di tutta l’economia, a patto che sia posto nelle condizioni di farlo. Servono adeguate misure per la crescita, finalizzate a migliorare la competitività del settore che è troppo soggetto al mercato globale ed alle tensioni dei prezzi delle materie prime e dell’energia, che si riflettono sui costi di produzione”.
“L’agricoltura sta soffrendo in misura minore, rispetto agli altri settori, la crisi di liquidità, per la presenza delle garanzie patrimoniali che le aziende possono offrire. E’ però, la sua, una crescita anomala, aumenta infatti la quota dei prestiti di breve periodo rispetto a quelli di più lunga durata, e quindi meno proiettati su investimenti e sviluppo. L'Italia deve trovare il modo di rilanciare la produttività e la competitività; servono riforme strutturali anche se queste, come sappiamo, richiedono dei tempi lunghi perché abbiano effetto sul prodotto interno lordo”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo alla XLIV Giornata del Credito. In base alle rilevazioni dell’Osservatorio permanente Banche e Imprese, i finanziamenti bancari alle imprese sono andati crescendo per quelle agricole (+1,5% nel rapporto trimestrale di settembre 2012, anche se c’è stata una flessione, essendo +1,7% a giugno 2012). Sono diminuiti invece per tutti gli altri settori economici: costruzioni (-3%), industria manifatturiera (-1,4%), commercio (-1,2%). “L’indebitamento bancario – ha osservato Guidi – rischia di diventare per il settore agricolo un onere gravoso anche per gli anni successivi. Per questo chiediamo di attivare un percorso da condividere con Stato, Regioni e banche, per rendere più agevole l’accesso ai finanziamenti di ristrutturazione dei debiti delle imprese agricole con gli istituti di credito. Mi sembra che da parte del sistema bancario vi sia la giusta sensibilità per trovare adeguate soluzioni”. “L’agricoltura – ha concluso il presidente di Confagricoltura - può dare risposte concrete, come volano per la ripresa di tutta l’economia, a patto che sia posto nelle condizioni di farlo. Servono adeguate misure per la crescita, finalizzate a migliorare la competitività del settore che è troppo soggetto al mercato globale ed alle tensioni dei prezzi delle materie prime e dell’energia, che si riflettono sui costi di produzione”.
lunedì 16 luglio 2012
SICCITÀ, LA REGIONE FINANZIA SETTE GRANDI INVASI IRRIGUI INTERAZIENDALI. OLTRE 140 IMPRESE AGRICOLE COINVOLTE; SUPERA I 4 MILIONI DI EURO IL CONTRIBUTO PUBBLICO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Rabboni: "una concreta risposta alle difficoltà di approvvigionamento idrico in agricoltura". Interessate le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Piacenza, Bologna.
Bologna – La Regione ha finanziato con 4 milioni 190 mila euro la realizzazione e l'ampliamento di sette medio-grandi invasi irrigui interaziendali destinati a soddisfare i fabbisogni idrici di oltre 140 imprese agricole e zootecniche per un investimento complessivo di oltre 5 milioni 900 mila euro. I progetti finanziati riguardano sette Consorzi di scopo tra imprese agricole, ciascuno dei quali con almeno venti agricoltori associati. Tre Consorzi sono in provincia di Ravenna, uno in provincia di Forli-Cesena, uno in provincia di Piacenza, uno in provincia di Bologna ed uno tra le province di Forli-Cesena e Ravenna; quattro in pianura, tre in collina e montagna. Ogni invaso avrà una capacità di accumulo di acqua compresa tra 50 mila e 250 mila metri cubi. “Con questo finanziamento del Piano regionale di sviluppo rurale - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - diamo una risposta concreta ai problemi della siccità e alle difficoltà di approvvigionamento idrico in agricoltura, ma soprattutto indichiamo una strada da sviluppare nei prossimi anni. L'acqua va sistematicamente accumulata per essere poi utilizzata nei periodi di maggiore fabbisogno e criticità; ciò deve essere fatto con l'impegno diretto degli agricoltori, considerando l'invaso irriguo una struttura produttiva aziendale, da ottimizzare nei costi di investimento e nella gestione attraverso Consorzi e gestioni associate tra più aziende. In questo modo si garantisce certezza di disponibilità irrigua, si conserva l'acqua di falda sotterranea e si migliora complessivamente la qualità ambientale dei territori. Anche per questo e' nostra intenzione ripetere prossimamente questo tipo di finanziamenti, riducendo eventualmente, previo assenso di Bruxelles, il numero minimo di aziende associate. "
Rabboni: "una concreta risposta alle difficoltà di approvvigionamento idrico in agricoltura". Interessate le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Piacenza, Bologna.
Bologna – La Regione ha finanziato con 4 milioni 190 mila euro la realizzazione e l'ampliamento di sette medio-grandi invasi irrigui interaziendali destinati a soddisfare i fabbisogni idrici di oltre 140 imprese agricole e zootecniche per un investimento complessivo di oltre 5 milioni 900 mila euro. I progetti finanziati riguardano sette Consorzi di scopo tra imprese agricole, ciascuno dei quali con almeno venti agricoltori associati. Tre Consorzi sono in provincia di Ravenna, uno in provincia di Forli-Cesena, uno in provincia di Piacenza, uno in provincia di Bologna ed uno tra le province di Forli-Cesena e Ravenna; quattro in pianura, tre in collina e montagna. Ogni invaso avrà una capacità di accumulo di acqua compresa tra 50 mila e 250 mila metri cubi. “Con questo finanziamento del Piano regionale di sviluppo rurale - spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - diamo una risposta concreta ai problemi della siccità e alle difficoltà di approvvigionamento idrico in agricoltura, ma soprattutto indichiamo una strada da sviluppare nei prossimi anni. L'acqua va sistematicamente accumulata per essere poi utilizzata nei periodi di maggiore fabbisogno e criticità; ciò deve essere fatto con l'impegno diretto degli agricoltori, considerando l'invaso irriguo una struttura produttiva aziendale, da ottimizzare nei costi di investimento e nella gestione attraverso Consorzi e gestioni associate tra più aziende. In questo modo si garantisce certezza di disponibilità irrigua, si conserva l'acqua di falda sotterranea e si migliora complessivamente la qualità ambientale dei territori. Anche per questo e' nostra intenzione ripetere prossimamente questo tipo di finanziamenti, riducendo eventualmente, previo assenso di Bruxelles, il numero minimo di aziende associate. "
venerdì 1 giugno 2012
AGRICOLTURA: DALLA REGIONE 2,4 MILIONI PER LA RICERCA AL SERVIZIO DELLE IMPRESE. RABBONI: UNA SCELTA STRATEGICA PER CRESCERE E INNOVARE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Bologna - Ammontano a 2 milioni 400 mila euro le risorse in arrivo per sostenere progetti di ricerca in campo agroalimentare e ortofrutticolo. Si tratta di risorse stanziate dalla Regione che permetteranno di erogare contributi in una percentuale compresa tra il 50 e il 100% dell’importo previsto. Due milioni serviranno in particolare a finanziare progetti di ricerca in campo agroalimentare che affrontino temi di interesse diffuso quali la riduzione dell’impatto ambientale e il contenimento dei costi di produzione. Circa 400 milioni andranno invece a sostenere progetti di assistenza tecnica in campo ortofrutticolo con particolare riguardo agli interventi di programmazione, di certificazione, di aggregazione dell’offerta commerciale. Particolare attenzione è rivolta al rilancio della coltura del pero. I due bandi sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione del 25 maggio e prevedono come termine per la presentazione delle domande il prossimo 13 giugno. “Il sostegno alla ricerca rappresenta un elemento fondamentale per salvaguardare la competitività delle nostre imprese agricole - ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – per questo, nonostante un quadro di forte difficoltà della finanza pubblica, abbiamo deciso di destinare una cifra importante in questa direzione. Una scelta che giudichiamo strategica per crescere e innovare”. I progetti dovranno essere fatti pervenire al Servizio “Ricerca, Innovazione e Promozione del Sistema Agroalimentare” per il bando relativo alla ricerca agroalimentare e al Servizio “Sviluppo delle produzioni vegetali” per quello destinato all’assistenza tecnica nel settore ortofrutticolo (orario 9.00 - 13.00), in viale Della Fiera 8 a Bologna . Altre informazioni sono disponibili alla pagina dei bandi per la ricerca e innovazione del portale ER Agricoltura ( http://www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore/Come-fare-per/Conoscere-i-risultati-della-ricerca-regionale-in-campo-agroalimentare/BANDI).
Bologna - Ammontano a 2 milioni 400 mila euro le risorse in arrivo per sostenere progetti di ricerca in campo agroalimentare e ortofrutticolo. Si tratta di risorse stanziate dalla Regione che permetteranno di erogare contributi in una percentuale compresa tra il 50 e il 100% dell’importo previsto. Due milioni serviranno in particolare a finanziare progetti di ricerca in campo agroalimentare che affrontino temi di interesse diffuso quali la riduzione dell’impatto ambientale e il contenimento dei costi di produzione. Circa 400 milioni andranno invece a sostenere progetti di assistenza tecnica in campo ortofrutticolo con particolare riguardo agli interventi di programmazione, di certificazione, di aggregazione dell’offerta commerciale. Particolare attenzione è rivolta al rilancio della coltura del pero. I due bandi sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione del 25 maggio e prevedono come termine per la presentazione delle domande il prossimo 13 giugno. “Il sostegno alla ricerca rappresenta un elemento fondamentale per salvaguardare la competitività delle nostre imprese agricole - ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – per questo, nonostante un quadro di forte difficoltà della finanza pubblica, abbiamo deciso di destinare una cifra importante in questa direzione. Una scelta che giudichiamo strategica per crescere e innovare”. I progetti dovranno essere fatti pervenire al Servizio “Ricerca, Innovazione e Promozione del Sistema Agroalimentare” per il bando relativo alla ricerca agroalimentare e al Servizio “Sviluppo delle produzioni vegetali” per quello destinato all’assistenza tecnica nel settore ortofrutticolo (orario 9.00 - 13.00), in viale Della Fiera 8 a Bologna . Altre informazioni sono disponibili alla pagina dei bandi per la ricerca e innovazione del portale ER Agricoltura ( http://www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore/Come-fare-per/Conoscere-i-risultati-della-ricerca-regionale-in-campo-agroalimentare/BANDI).
mercoledì 7 marzo 2012
BRUNI (CSO): IL PROGETTO FRUTTA NELLE SCUOLE RIFINANZIATO CON 20 MILIONI E MEZZO DI EURO PER IL 2012-2013.
Fonte: Segreteria Paolo Bruni
Paolo Bruni, Presidente di COGECA e CSO, sottolinea con soddisfazione la grande valenza del Progetto europeo "Frutta nelle Scuole" che ha ottenuto il rifinanziamento per il 2012-2013 con 20 milioni e mezzo di euro destinati all'Italia.
"Ritengo - dichiara Bruni - che il Progetto Frutta nelle Scuole sia una grande opportunità per i consumatori italiani in particolare per i bambini in età scolare ma anche, naturalmente , per le loro famiglie. L'educazione al consumo di frutta, programmata con azioni di degustazione diretta e con attività didattiche è la strada giusta per consolidare nei bambini una abitudine sana e piacevole al tempo stesso.
L' Italia ha saputo interpretare il Progetto in modo eccellente, grazie alle linee guida del MIPAAF e alle aziende coinvolte in questi anni".
Paolo Bruni, Presidente di COGECA e CSO, sottolinea con soddisfazione la grande valenza del Progetto europeo "Frutta nelle Scuole" che ha ottenuto il rifinanziamento per il 2012-2013 con 20 milioni e mezzo di euro destinati all'Italia.
"Ritengo - dichiara Bruni - che il Progetto Frutta nelle Scuole sia una grande opportunità per i consumatori italiani in particolare per i bambini in età scolare ma anche, naturalmente , per le loro famiglie. L'educazione al consumo di frutta, programmata con azioni di degustazione diretta e con attività didattiche è la strada giusta per consolidare nei bambini una abitudine sana e piacevole al tempo stesso.
L' Italia ha saputo interpretare il Progetto in modo eccellente, grazie alle linee guida del MIPAAF e alle aziende coinvolte in questi anni".
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giovedì 5 gennaio 2012
CREDITO AGEVOLATO PER LE IMPRESE AGRICOLE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
105 milioni il volume dei finanziamenti a un tasso ridotto di 1,70 punti, grazie a uno stanziamento regionale di 1,8 milioni di euro. Rabboni: un impegno che continua nonostante le difficoltà della finanza pubblica. Per questo chiediamo agli Agrifidi provinciali di aggregarsi.
Bologna - Prestiti per 105 milioni di euro ad un tasso ridotto rispetto all'ordinario di 1, 70 punti percentuali. E' questo il volume dei finanziamenti bancari per il credito di conduzione a tasso ridotto a favore delle imprese agricole attivabile nell'annata agraria 2012 per iniziativa della Regione Emilia-Romagna. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura Tiberio Rabboni ha destinato 1 milione 800 mila euro, centomila in più rispetto allo scorso anno, all'abbattimento del costo del denaro per le spese d'esercizio richiesto dagli agricoltori alle banche per il tramite degli Agrifidi, i Consorzi di Garanzia che operano in agricoltura. Le imprese potranno presentare domanda al proprio Istituto di credito e al Confidi di appartenenza fino al 15 marzo 2012.
“Con questo stanziamento, che supera quello dello scorso anno, nonostante le note difficoltà finanziarie – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – vogliamo innanzitutto dare continuità ai prestiti di conduzione annuali agevolati contratti dagli agricoltori nella precedente campagna agraria e poi, per quanto possibile, ampliare la platea dei beneficiari, in un momento di stretta creditizia senza precedenti. Proprio per questo chiediamo a quegli Agrifidi che non l'hanno ancora fatto di procedere senza ulteriori indugi ad aggregazioni tra di loro. Il Consorzio di Garanzia è l'unico strumento a disposizione delle imprese agricole per rafforzarsi nel rapporto con il sistema bancario. Purtroppo nell'epoca delle grandi banche multinazionali non è più tempo per piccoli consorzi. Bisogna dare vita ad aggregazioni almeno inteprovinciali come hanno già fatto Bologna e le province romagnole e le realtà di Parma e Piacenza. Mi auguro che anche gli Agrifidi di Ferrara, Modena e Reggio Emilia si orientino in questa direzione.”
Gli Agrifidi interprovinciali di Bologna-Romagna, Parma-Piacenza e quelli provinciali di Ferrara, Modena e Reggio Emilia
Il sistema dei Confidi agricoli è sostenuto attraverso la legge regionale 43 del 1997 ed è attualmente costituito, a seguito di alcune fusioni, da cinque cooperative che operano a livello provinciale e interprovinciale. Si tratta degli Agrifidi interprovinciali di Bologna-Romagna e Parma-Piacenza e di quelli provinciali di Ferrara, Modena e Reggio Emilia.
Come funziona il prestito alle imprese agricole
I Confidi provvedono direttamente all’istruttoria dell’istanza, alla concessione e alla liquidazione del contributo in conto interesse all’impresa beneficiaria utilizzando le risorse assegnate dalla Regione. I prestiti, che sono a breve termine con durata fino a 12 mesi, coprono le spese che l’imprenditore agricolo deve anticipare per il completamento del ciclo produttivo - colturale fino alla vendita dei prodotti.
Dai 6 mila a 150 mila euro gli importi previsti per una durata di 12 mesi
L’importo massimo del prestito per azienda è di 150 mila euro ed è calcolato attraverso parametri definiti con riferimento alle superfici coltivate, ai capi allevati o alle attività svolte. Sono ammesse le imprese che presentano richieste non inferiori a 6 mila euro. Oltre all’abbattimento del tasso di interesse di 1,7 punti percentuali, i prestiti potranno contare sulla garanzia offerta, con capitali propri, dai Confidi nonché sulle condizioni di favore ricomprese all’interno delle convenzioni che gli stessi organismi hanno in essere con gli istituti bancari.
105 milioni il volume dei finanziamenti a un tasso ridotto di 1,70 punti, grazie a uno stanziamento regionale di 1,8 milioni di euro. Rabboni: un impegno che continua nonostante le difficoltà della finanza pubblica. Per questo chiediamo agli Agrifidi provinciali di aggregarsi.
Bologna - Prestiti per 105 milioni di euro ad un tasso ridotto rispetto all'ordinario di 1, 70 punti percentuali. E' questo il volume dei finanziamenti bancari per il credito di conduzione a tasso ridotto a favore delle imprese agricole attivabile nell'annata agraria 2012 per iniziativa della Regione Emilia-Romagna. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura Tiberio Rabboni ha destinato 1 milione 800 mila euro, centomila in più rispetto allo scorso anno, all'abbattimento del costo del denaro per le spese d'esercizio richiesto dagli agricoltori alle banche per il tramite degli Agrifidi, i Consorzi di Garanzia che operano in agricoltura. Le imprese potranno presentare domanda al proprio Istituto di credito e al Confidi di appartenenza fino al 15 marzo 2012.
“Con questo stanziamento, che supera quello dello scorso anno, nonostante le note difficoltà finanziarie – spiega l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – vogliamo innanzitutto dare continuità ai prestiti di conduzione annuali agevolati contratti dagli agricoltori nella precedente campagna agraria e poi, per quanto possibile, ampliare la platea dei beneficiari, in un momento di stretta creditizia senza precedenti. Proprio per questo chiediamo a quegli Agrifidi che non l'hanno ancora fatto di procedere senza ulteriori indugi ad aggregazioni tra di loro. Il Consorzio di Garanzia è l'unico strumento a disposizione delle imprese agricole per rafforzarsi nel rapporto con il sistema bancario. Purtroppo nell'epoca delle grandi banche multinazionali non è più tempo per piccoli consorzi. Bisogna dare vita ad aggregazioni almeno inteprovinciali come hanno già fatto Bologna e le province romagnole e le realtà di Parma e Piacenza. Mi auguro che anche gli Agrifidi di Ferrara, Modena e Reggio Emilia si orientino in questa direzione.”
Gli Agrifidi interprovinciali di Bologna-Romagna, Parma-Piacenza e quelli provinciali di Ferrara, Modena e Reggio Emilia
Il sistema dei Confidi agricoli è sostenuto attraverso la legge regionale 43 del 1997 ed è attualmente costituito, a seguito di alcune fusioni, da cinque cooperative che operano a livello provinciale e interprovinciale. Si tratta degli Agrifidi interprovinciali di Bologna-Romagna e Parma-Piacenza e di quelli provinciali di Ferrara, Modena e Reggio Emilia.
Come funziona il prestito alle imprese agricole
I Confidi provvedono direttamente all’istruttoria dell’istanza, alla concessione e alla liquidazione del contributo in conto interesse all’impresa beneficiaria utilizzando le risorse assegnate dalla Regione. I prestiti, che sono a breve termine con durata fino a 12 mesi, coprono le spese che l’imprenditore agricolo deve anticipare per il completamento del ciclo produttivo - colturale fino alla vendita dei prodotti.
Dai 6 mila a 150 mila euro gli importi previsti per una durata di 12 mesi
L’importo massimo del prestito per azienda è di 150 mila euro ed è calcolato attraverso parametri definiti con riferimento alle superfici coltivate, ai capi allevati o alle attività svolte. Sono ammesse le imprese che presentano richieste non inferiori a 6 mila euro. Oltre all’abbattimento del tasso di interesse di 1,7 punti percentuali, i prestiti potranno contare sulla garanzia offerta, con capitali propri, dai Confidi nonché sulle condizioni di favore ricomprese all’interno delle convenzioni che gli stessi organismi hanno in essere con gli istituti bancari.
venerdì 23 dicembre 2011
REGIONE, PIANO DI SVILUPPO RURALE: ALTRI 4 MILIONI DI EURO PER FINANZIARE PROGETTI PER LA RICERCA NEL SETTORE AGROALIMENTARE
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
Bologna – Risorse aggiuntive per la ricerca in agricoltura per quasi quattro milioni di euro. Vanno a finanziare progetti della Misura 124 del Programma regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 (PSR) "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo, alimentare e forestale".
Le ha stanziate la Regione e si vanno ad aggiungere ai 3,5 milioni di euro inizialmente messi a bando e che hanno consentito già di avviare 22 progetti di ricerca ed innovazione in campo agricolo.
“La buona qualità e i numerosi progetti presentati – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni – evidenziano da parte del settore agroalimentare una richiesta di innovazione e una spinta a trovare soluzioni per uscire dalla crisi economica che stiamo attraversando. Queste sono le motivazioni principali che hanno indotto la Regione a mettere a disposizione ulteriori milioni di euro del proprio PSR 2007-2013”.
“Una risposta rapida da parte della Regione Emilia-Romagna - continua Rabboni - diretta a premiare le imprese agricole ed agroalimentari che in un momento così difficile intendono investire nell’innovazione per rispondere alle esigenze dei consumatori, contrastare la bassa redditività ed acquisire nuovi mercati.”
Con le risorse aggiuntive si riusciranno a finanziare altri 22 progetti. Si tratta di iniziative private volte a sviluppare nuovi prodotti, processi e tecnologie con positive ricadute produttive, commerciali, logistiche ed organizzative.
Questo ulteirore finanziamento permette di avviare un totale di 44 progetti, per un finanziamento pubblico complessivo di quasi 7,5 milioni euro che, sommati al cofinanziamento privato, sviluppano investimenti in ricerca per quasi 10 milioni di euro.
Le domande presentate sono state 89 e quelle ammesse alla valutazione in istruttoria sono state 84, ad ulteriore riprova dell’elevato livello di progettualità da parte delle aziende candidate.
Complessivamente, sono 14 i progetti riconducibili al settore ortofrutticolo, 13 quelli zootecnici, 10 riguardano il comparto cerealicolo, tre quello vitivinicolo, tre le problematiche agro ambientali ed uno l’olio.
Bologna – Risorse aggiuntive per la ricerca in agricoltura per quasi quattro milioni di euro. Vanno a finanziare progetti della Misura 124 del Programma regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 (PSR) "Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo, alimentare e forestale".
Le ha stanziate la Regione e si vanno ad aggiungere ai 3,5 milioni di euro inizialmente messi a bando e che hanno consentito già di avviare 22 progetti di ricerca ed innovazione in campo agricolo.
“La buona qualità e i numerosi progetti presentati – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni – evidenziano da parte del settore agroalimentare una richiesta di innovazione e una spinta a trovare soluzioni per uscire dalla crisi economica che stiamo attraversando. Queste sono le motivazioni principali che hanno indotto la Regione a mettere a disposizione ulteriori milioni di euro del proprio PSR 2007-2013”.
“Una risposta rapida da parte della Regione Emilia-Romagna - continua Rabboni - diretta a premiare le imprese agricole ed agroalimentari che in un momento così difficile intendono investire nell’innovazione per rispondere alle esigenze dei consumatori, contrastare la bassa redditività ed acquisire nuovi mercati.”
Con le risorse aggiuntive si riusciranno a finanziare altri 22 progetti. Si tratta di iniziative private volte a sviluppare nuovi prodotti, processi e tecnologie con positive ricadute produttive, commerciali, logistiche ed organizzative.
Questo ulteirore finanziamento permette di avviare un totale di 44 progetti, per un finanziamento pubblico complessivo di quasi 7,5 milioni euro che, sommati al cofinanziamento privato, sviluppano investimenti in ricerca per quasi 10 milioni di euro.
Le domande presentate sono state 89 e quelle ammesse alla valutazione in istruttoria sono state 84, ad ulteriore riprova dell’elevato livello di progettualità da parte delle aziende candidate.
Complessivamente, sono 14 i progetti riconducibili al settore ortofrutticolo, 13 quelli zootecnici, 10 riguardano il comparto cerealicolo, tre quello vitivinicolo, tre le problematiche agro ambientali ed uno l’olio.
martedì 5 aprile 2011
FINANZIAMENTI ALLE ASSOCIAZIONI ALLEVATORI. RABBONI: SITUAZIONE DRAMMATICA. ATTENDIAMO ANCORA L'INCONTRO CHIESTO DAL PRESIDENTE DELLE REGIONI ERRANI.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
Dal Ministero nessuna iniziativa.
Bologna -“La situazione è drammatica e si aggrava ogni giorno di più. Manca qualsiasi prospettiva e il Ministero fa come lo struzzo e mette la testa sotto la sabbia. Mi auguro che il nuovo Ministro delle politiche agricole voglia affrontare il problema. Al momento le uniche Istituzioni che si sono mosse sono state le Regioni, a partire dall’Emilia-Romagna”. E’ il commento del’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni al mancato finanziamento da parte del Governo delle attività di miglioramento genetico gestite dalle Apa, le associazioni provinciali degli agricoltori, con pesanti conseguenze su tutto il comparto zootecnico.
“Abbiamo promosso numerosi e infruttuosi incontri presso il Ministero – ricorda Rabboni – arrivando a impegnare in prima persona lo stesso presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani in un’iniziativa che ha visto la partecipazione dei presidenti delle Associazioni agricole, dei Sindacati, dell’Associazione nazionale allevatori e di quelle regionali. In questo incontro Errani ha chiarito che non c’è nessun rimpallo tra il Ministero e le Regioni perché il Governo ha vistosamente tagliato i trasferimenti statali comprendendo in questo taglio anche le risorse destinate alle Apa: dai 5,2 miliardi di euro del 2010 si è passati ai 0,9 miliardi del 2011. Sono numeri scritti nel bilancio dello Stato e delle Regioni e chiunque può verificarli”.
“Proprio in quella occasione – spiega ancora Rabboni - il presidente Errani ha proposto di convocare una riunione congiunta con i Ministri delle finanze, dell’agricoltura e dei rapporti con le Regioni sia per definire la situazione dei trasferimenti sia per mettere a punto un piano di emergenza in grado da garantire l’operatività delle Apa nel 2011 e negli anni successivi, chiedendo al Governo uno stanziamento adeguato e assicurando la disponibilità delle Regioni a eventuali integrazioni.”
“Tuttavia – sottolinea Rabboni – sono trascorse diverse settimane e non c’è stato ancora modo di avere l’incontro, annunciato dal ministro Fitto e poi sconvocato. E’ bene dunque che la pressione delle Associazioni allevatori oltre che alle Regioni si indirizzi anche al Ministero perché faccia seguito ai suoi impegni”.
Dal Ministero nessuna iniziativa.
Bologna -“La situazione è drammatica e si aggrava ogni giorno di più. Manca qualsiasi prospettiva e il Ministero fa come lo struzzo e mette la testa sotto la sabbia. Mi auguro che il nuovo Ministro delle politiche agricole voglia affrontare il problema. Al momento le uniche Istituzioni che si sono mosse sono state le Regioni, a partire dall’Emilia-Romagna”. E’ il commento del’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni al mancato finanziamento da parte del Governo delle attività di miglioramento genetico gestite dalle Apa, le associazioni provinciali degli agricoltori, con pesanti conseguenze su tutto il comparto zootecnico.
“Abbiamo promosso numerosi e infruttuosi incontri presso il Ministero – ricorda Rabboni – arrivando a impegnare in prima persona lo stesso presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani in un’iniziativa che ha visto la partecipazione dei presidenti delle Associazioni agricole, dei Sindacati, dell’Associazione nazionale allevatori e di quelle regionali. In questo incontro Errani ha chiarito che non c’è nessun rimpallo tra il Ministero e le Regioni perché il Governo ha vistosamente tagliato i trasferimenti statali comprendendo in questo taglio anche le risorse destinate alle Apa: dai 5,2 miliardi di euro del 2010 si è passati ai 0,9 miliardi del 2011. Sono numeri scritti nel bilancio dello Stato e delle Regioni e chiunque può verificarli”.
“Proprio in quella occasione – spiega ancora Rabboni - il presidente Errani ha proposto di convocare una riunione congiunta con i Ministri delle finanze, dell’agricoltura e dei rapporti con le Regioni sia per definire la situazione dei trasferimenti sia per mettere a punto un piano di emergenza in grado da garantire l’operatività delle Apa nel 2011 e negli anni successivi, chiedendo al Governo uno stanziamento adeguato e assicurando la disponibilità delle Regioni a eventuali integrazioni.”
“Tuttavia – sottolinea Rabboni – sono trascorse diverse settimane e non c’è stato ancora modo di avere l’incontro, annunciato dal ministro Fitto e poi sconvocato. E’ bene dunque che la pressione delle Associazioni allevatori oltre che alle Regioni si indirizzi anche al Ministero perché faccia seguito ai suoi impegni”.
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