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giovedì 12 giugno 2014

PESCA - EMILIA-ROMAGNA, FRIULI VENEZIA GIULIA E VENETO PRESENTANO AL MINISTRO MARTINA UNA PROPOSTA INNOVATIVA PER IL FERMO PESCA BIOLOGICO: PESCARE TUTTO L'ANNO, MA PER UN NUMERO LIMITATO DI ORE LA SETTIMANA.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Pescare tutto l’anno, ma per un numero limitato di ore settimanali . E’ il cuore della proposta che le Regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto riunite nel Distretto dell’Alto Adriatico presenteranno al ministro delle politiche agricole Martina. “Si tratta – ha spiegato oggi a Bologna al termine della riunione delle tre Regioni l’assessore all’agricoltura e pesca Tiberio Rabboni coordinatore del Distretto - di una proposta che accoglie in pieno le richieste avanzate dalle associazioni di pescatori. Una proposta assolutamente innovativa che potremmo testare quest’anno in via sperimentale, che nasce dall’esigenza di trovare un punto di incontro tra le legittime esigenze delle imprese della pesca di lavorare in modo continuativo, con quelle, altrettanto importanti, di ricostituzione degli stock ittici”. La proposta prevede dunque l’avvio del fermo biologico 2014 dal 28 luglio fino al 4-5 settembre e la conferma delle 3 giornate di attività nelle 10 settimane successive al fermo. In alternativa, su base volontaria e dietro sottoscrizione di un impegno da sottoporre all’Autorità marittima locale, viene prevista la possibilità per le singole imprese, di uscire in mare tutto l’anno, per 5 giorni alla settimana, fino ad un massimo di 72 ore e per 4 giorni la settimana nelle 10 settimane successive al fermo pesca per un massimo di 60 ore.

martedì 7 febbraio 2012

CRISI DELLA PESCA, A BOLOGNA UN INCONTRO DI TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI SETTORE

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa

Rabboni: porterò le proposte che abbiamo condiviso al ministro Catania il prossimo 16 febbraio. Tra le richieste: credito d'imposta per il rincaro dei costi petroliferi, strumenti di accesso al credito, modalità di recupero dei punti di penalità, ma anche l'operatività del distretto "Alto Adriatico".

Bologna - Credito d’imposta per far fronte al rincaro dei prezzi, in particolare di quelli petroliferi; estensione alle imprese del settore e alle loro cooperative di strumenti per favorire l’accesso al credito quali i Confidi; modalità di recupero dei punti di penalità assegnati ai possessori di licenza di pesca e ai comandanti dei peschereggi. Sono alcune delle richieste per far fronte alla crisi che sta colpendo il comparto della pesca, emerse oggi a Bologna nel corso di una riunione convocata dall’assessore regionale all’agricoltura ed economia ittica Tiberio Rabboni. Ai rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati presenti Rabboni ha annunciato un prossimo incontro a Roma con il ministro Mario Catania il 16 febbraio. “ Porterò l’esito della riunione odierna al Ministro – ha detto Rabboni – e gli sottoporrò le proposte che oggi abbiamo condiviso. Si tratta di misure necessarie, alcune delle quali da attivare con urgenza, per far fronte a una crisi del settore che si sta aggravando”.
Tra le proposte su cui si è trovato l’accordo oggi in Regione anche quella relativa al fermo biologico, con la richiesta di predisporre l’organizzazione del prossimo periodo di interruzione obbligatorio (luglio-settembre), individuando per tempo le risorse finanziarie e gli ammortizzatori sociali per il suo sostegno e definendo modalità e tempistiche in modo da renderlo maggiormente congruo con le esigenze dell’area dell’alto Adriatico. Secondo i partecipanti va inoltre rivisto l’accordo multi regionale per consentire alle Regioni di impegnare le risorse inutilizzate del Fondo Europeo per la Pesca per finanziare la “rottamazione” delle imbarcazioni. Dall’incontro è infine emersa la richiesta di rendere immediatamente operativo il distretto di pesca “Alto Adriatico” con la partecipazione delle tre Regioni Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Ministero, apportando le opportune modifiche al decreto istitutivo del 23 febbraio 2010. “Occorre rendere più efficiente la governance del distretto – ha spiegato Rabboni - attraverso un più stretto legame con il territorio e le rappresentanze imprenditoriali e dei pescatori. A tal fine chiediamo la costituzione di una Commissione Consultiva, composta dai rappresentanti delle Associazioni di categoria più rappresentative, per concertare le politiche di attuazione dell’area distrettuale, con particolare riferimento all’emanazione dei piani di gestione locali e alle peculiarità di un contesto fortemente segnato dal delta del PO”.

venerdì 29 luglio 2011

Pesca: Emilia-Romagna, Veneto e Friuli scrivono al Governo per chiedere un tavolo permanente al Ministero

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Pesca: Emilia-Romagna, Veneto e Friuli scrivono al Governo per chiedere un tavolo permanente al Ministero subito dopo la pausa estiva e la creazione del Distretto Alto-Adriatico

Anticipare la fine del fermo pesca al 15 settembre, attivare bandi per piccola pesca e vongolare, sviluppare piani interregionali di gestione dell’Alto Adriatico. Queste le richieste delle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
I tre assessori regionali alla Pesca Tiberio Rabboni, Franco Manzato e Claudio Violino hanno scritto al ministro per le Politiche agricole Saverio Romano per chiedere di avviare, subito dopo la pausa estiva, un tavolo permanente per dare presto una risposta concreta alle marinerie. Gli assessori chiedono, inoltre, al Governo di procedere nella strada per la creazione di un vero e proprio Distretto Alto-Adriatico, come soggetto nuovo per la riconversione e lo sviluppo della pesca. Questa, scrivono gli assessori, è “l’unica carta per voltare pagina” e “salvare le risorse ittiche del nostro mare Adriatico senza distruggere i comparti”.
“La recente ‘partita’ relativa al fermo pesca, che ha visto ancora una volta non comprese fino in fondo le esigenze specifiche e le proposte delle marinerie dell’Alto-Adriatico - sottolineano ancora gli assessori - ha dimostrato quanto sia importante rafforzare la capacità di interlocuzione tra i nostri operatori e il Ministero, con l’appoggio fattivo e responsabile delle Regioni”.
Rabboni, Manzato e Violino chiedono di superare di superare la fase di gestione delle “emergenze del brevissimo periodo” e di individuare, invece, “percorsi strutturati di rilancio dei comparti produttivi”. Come Regioni, aggiungono “siamo pronti, proprio sulla base del lavoro importante che stiamo facendo con i nostri pescatori, ad assumerci la responsabilità di proporre soluzioni anche molto impegnative. Ma non possiamo essere lasciati soli”.
In particolare le questioni sulle quali le tre Regioni chiedono di confrontarsi con il Ministero, così come emerso dai lavori delle Unità di Crisi e come chiesto anche dalle rappresentanze degli operatori, sono: la modifica del decreto che ha definito il fermo biologico, anticipandone la conclusione al 15 settembre; i nuovi bandi per l’arresto definitivo dei segmenti “piccola pesca” e “vongolare”; l’attivazione del Distretto Alto-Adriatico e la predisposizione di piani di gestione interregionali rapportati al contesto ambientale (tre, sei e dodici miglia) e per tipologia di licenza.