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giovedì 9 maggio 2013

FRUITIMPRESE EMILIA ROMAGNA: ART.62 DA SEMPLIFICARE MINGUZZI: “CREDITO E IMU OSTACOLI ALLA CRESCITA”

Fonte: Fruitimprese

Nonostante la crisi, il calo dei consumi, le difficoltà del credito e l’aggravio burocratico le imprese commerciali private dell’ortofrutta rappresentano un pilastro dell’agricoltura emiliano romagnola: “Le nostre aziende, negli anni, hanno instaurato solidi rapporti di fiducia con le imprese agricole conferenti e costituiscono il loro anello di congiunzione con i consumatori. Le nostre imprese consigliano, orientano, supportano con tecnici qualificati le produzioni e spesso aiutano le aziende agricole ad ottenere reddito anticipando, a volte, quelle risorse finanziarie che le banche non possono o non vogliono concedere”. Giancarlo Minguzzi, presidente dell’omonima società consortile di Alfonsine (RA) e presidente di Fruitimprese Emilia Romagna (l’associazione che riunisce le imprese private dell’ortofrutta dell’Emilia-Romagna, che lavorano 1 milione di tonnellate di prodotto all’anno, per 700 milioni di fatturato e il 60% di export) alla recente assemblea dell’associazione è intervenuto sui principali temi di attualità legati all’ortofrutta. “Si delinea una tendenza a forme di aggregazione per migliorare l’aspetto strutturale del sistema. Un esempio è dato dall’Organizzazione Interprofessionale della Pera, alla quale anche noi partecipiamo. Questo Organismo interprofessionale è il secondo che ha visto la luce in Emilia-Romagna dopo quello del pomodoro da industria. L’Organismo consentirà di condividere le regole di funzionamento dell’intera filiera e dare una risposta efficace alle difficoltà comuni a tutto il comparto ortofrutticolo dovute, come è noto, all’eccessivo squilibrio tra l’offerta e la domanda organizzata in pochi grandi gruppi d’acquisto”. Minguzzi è intervenuto anche sull’art.62 del decreto “Cresci Italia”. “Una grande novità per il settore. Nato per stroncare le pratiche commerciali sleali ha, però, di fatto creato un appesantimento degli aspetti gestionali dell’attività lavorativa. Molte associazioni, tra cui Fruitimprese, stanno pressando Parlamento e Ministeri perché al più presto si ponga rimedio al formalismo e alle complicazioni che stanno penalizzando l’intera filiera agroalimentare. C’è attesa per il secondo decreto attuativo da parte del Ministero contenente alcune semplificazioni che riguardano non tanto le scadenze di pagamento (30 giorni per i deperibili e 60 per i non), quanto piuttosto le fatture differite e quelle promiscue, nonché il chiarimento che la normativa si applica solo alle gestioni in Italia”. Ad ogni modo – commenta Minguzzi - si deve valutare molto positivamente l’introduzione di regole e paletti che limitino gli abusi della GDO.”Secondo la stima di alcuni operatori, l'accorciamento dei tempi di pagamento ha generato alla GDO un esborso di 3 miliardi di euro a favore dei fornitori. Le conseguenze sono state rilevanti, tali da sconvolgere i piani finanziari di alcune catene della distribuzione. Vi è però stata una contro-reazione della GDO nei confronti dei fornitori, generalmente di due tipi: - richiesta di migliori condizioni economiche di fornitura (sconti); - congelamento del debito verso i fornitori al 24 ottobre 2012”. Ritengo – conclude Minguzzi – “che tali correttivi siano apertamente in contrasto con lo spirito della normativa e che sia opportuno intervenire, tramite Fruitimprese e gli Organismi interprofessionali per limitare l’incidenza negativa di queste contromisure”. I nuovi termini di pagamento hanno avuto anche effetti negativi per le imprese agricole per quanto riguarda i tempi di pagamento degli acquisti di prodotti come piante, sementi, etc. “Ad esempio, molti agricoltori erano abituati a pagare le piante a 90-120 giorni o anche più a lungo termine: in questo caso l'obbligo del rispetto dei tempi di pagamento a 60 giorni ha peggiorato le condizioni finanziarie dell'agricoltore. In ragione di ciò, molti produttori si sono trovati nella condizione di dover chiedere alle nostre Aziende di anticipare loro anche le somme necessarie per questi nuovi impegni”. E ciò in un contesto in cui le difficoltà di accesso al credito penalizzano anche le nostre Imprese. “L'Italia è, infatti, il Paese europeo in cui le condizioni del credito alle PMI sono più difficili, come ha rilevato l’ultimo bollettino della Bce. In questo quadro allarmante si è aggiunto un iniquo aggravio fiscale (Imu) sugli immobili strumentali posseduti dalle imprese. Un pesante aumento per il sistema delle imprese già gravato da una pressione fiscale più elevata rispetto alla media europea, che a livello di singola impresa si è concretizzato in un aumento di diverse migliaia di euro annui”. L’agroalimentare è un pilastro del made in Italy: lo confermano i 32 miliardi di export raggiunti nel 2012. L’agricoltura può essere un motore di ritorno alla crescita: “Un obiettivo – conclude Minguzzi – che deve far leva su tutti i soggetti della filiera, ma in modo particolare sulla creatività delle libere iniziative imprenditoriali, di cui le nostre Imprese sono la più alta espressione. Sono convinto che il nostro Paese potrà ritrovare una via sostenibile di sviluppo e competitività sui mercati locali e globali solo se saprà valorizzare e tutelare la creatività di queste imprese che oggi sono soffocate da sterili adempimenti burocratici, da un’imposizione fiscale iniqua, da difficoltà di accesso al credito e da disparità di trattamento rispetto ad altri omologhi soggetti della Filiera”.

venerdì 29 marzo 2013

ARTICOLO 62, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “LE IMPRESE AGRICOLE HANNO BISOGNO DI CHIAREZZA”

Fonte: Confagricoltura

Fare definitiva chiarezza, e rapidamente, sull’articolo 62. E’ questa la richiesta di Confagricoltura dopo il parere dell’ufficio legislativo del ministero dello Sviluppo economico, che ritiene tacitamente abrogata la norma sui termini di pagamento nelle transazioni commerciali, in seguito al recepimento della nuova direttiva Ue sui pagamenti. Confagricoltura ha sempre sostenuto che c’era bisogno di un provvedimento che riportasse equilibrio nel sistema dei pagamenti, ma che un eccesso di dirigismo ha finito per rendere l’applicazione dell’articolo 62 veramente problematica per comparti importanti, a partire dal florovivaismo, alla zootecnia, al vino, come anche altri. “Una norma nata per essere utile agli agricoltori – sostiene l’Organizzazione agricola - che è stata strutturata senza considerare i meccanismi di funzionamento interni alle filiere, peraltro in una situazione economica di estrema difficoltà. Non sono queste rigidità che possono far ripartire il mercato”. Il Parlamento, poi – spiega l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - ha dovuto metter mano alla paralisi che si era creata, esentando le relazioni commerciali tra agricoltori, anche per evitare lo spiazzamento internazionale delle nostre imprese che in parte ancora permane. Ma si poteva fare di più per tutte quelle filiere di produzione che realizzano processi produttivi che sanno regolarsi al loro interno e dove le imprese in realtà gestiscono i flussi finanziari e le condizioni di pagamento integrandosi rispetto al mercato di sbocco. “La direttiva europea ragiona esattamente in questo modo: lascia delle valvole di regolazione all'autonomia delle imprese, in un quadro di maggiori certezze di tempi e modalità di pagamento. È chiaro che ora le due normative vanno raccordate: ci auguriamo che questa volta si ascolti il mercato, se ne recepiscano le esigenze differenziate, per tutelare i contraenti deboli quando necessario, così come i sistemi produttivi nel loro insieme".

lunedì 10 dicembre 2012

CATANIA: AGRICOLTURA CENTRALE PER IL GOVERNO, AUSPICO FUTURA VOLONTA’ DI PROSEGUIRE NEL RISANAMENTO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Anche nel settore dell’ortofrutta ritengo sia fondamentale fare sistema. Tutti quanti dobbiamo avere un approccio diverso alle problematiche e dobbiamo capire che non servono i distinguo e le guerriglie tra pezzi del mondo produttivo agroalimentare. Bisogna espellere tutto quello che sottrae valore alla filiera tenendo sempre la barra ferma sulla stella polare della qualità. Questo è fondamentale, perché il giudizio alla fine lo dà il consumatore. Da cittadino e da uomo dell'agricoltura mi auguro che ci sia in futuro una classe dirigente lucida, rigorosa, che abbia ben presente queste esigenze e che non cada nel qualunquismo, nel populismo, manifestando la volontà di proseguire nella fase di risanamento che è appena cominciata”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo al convegno, organizzato da Italia Ortofrutta, “La qualità come strumento di competitività dell’ortofrutta italiana”. “In questo momento – ha spiegato Catania – a causa della situazione che si è venuta a creare, si rischiano di bruciare i risultati importanti che nell’ultimo anno sono stati raggiunti e gli sforzi che gli italiani hanno fatto per rimettere il Paese nella giusta direzione. Siamo impegnati a livello comunitario in una difficile fase di negoziato sul budget europeo. Naturalmente, molto del futuro del settore agroalimentare nazionale dipende dall’esito di quel negoziato. Il Governo ha confermato la non condivisione di prospettive che porterebbero a una compressione radicale del bilancio, quindi il Presidente del Consiglio ha un duplice obiettivo: da un lato salvaguardare il livello complessivo del budget, dall'altro correggere una situazione di saldi che ci vede in condizioni non più sostenibili. E il recupero in termini di dare e avere va realizzato anche, se non soprattutto, in agricoltura. Il settore – ha aggiunto Catania – è oggetto di particolare attenzione di questo governo, prova ne è il fatto che il Presidente Monti ha voluto con sé, il giorno della riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, il Ministro dell’Agricoltura”. “Sul piano nazionale – ha osservato Catania – ci sono tutta una serie cose che non dipendono da Bruxelles, ma dalla nostra capacità di guardare al futuro. Ad esempio, serve affrontare con decisione la questione del consumo del suolo, un tema strategico, messo sul tavolo dopo decenni di sostanziale indifferenza che, mi auguro, venga ripreso in mano da chi governerà nella prossima legislatura. Così come il problema dell’acqua, una questione da cui l’ortofrutta non può prescindere: o ci rapportiamo correttamente ad esso oppure avremo snodi di criticità”. “Sull’art. 62 aspetto di vedere, a distanza di mesi, che impatto concreto si avrà sulla filiera. Intanto faccio un appello alle confederazioni agricole affinché non lascino soli i produttori. È fondamentale che le organizzazioni si assumano le responsabilità e accompagnino realmente, sul territorio, le esigenze degli imprenditori agricoli. La filiera non sempre funziona correttamente nel nostro Paese, continua a esserci troppa intermediazione, serve quindi riaprire seriamente il capitolo della interprofessione, razionalizzare, tagliare l'intermediazione. E bisogna puntare all’aggregazione dell’offerta, tema cu sui il Governo non potrà intervenire direttamente se non c’è l’impegno delle imprese”.

lunedì 3 dicembre 2012

ART. 62, CATANIA: RISCONTRATO UN AVVIO POSITIVO DELLA SUA APPLICAZIONE DA PARTE DELL’INDUSTRIA E DELLA COOPERAZIONE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Il consenso ricevuto dall’industria agroalimentare italiana e dal mondo della cooperazione sull’art. 62 si aggiunge a quello del mondo agricolo e mi conforta nella convinzione dell’importanza dell’innovazione introdotta con questa norma. Poiché anche da parte della Grande distribuzione sono state da tempo superate le pregiudiziali di fondo, occorre ora concentrarsi sul lavoro di attuazione, ed il Ministero si applicherà con impegno per la rapida soluzione delle problematiche emerse. Era naturale, d’altra parte, che una riforma così profonda richiedesse opportuni aggiustamenti, del resto le grandi riforme vanno sempre affrontate con un atteggiamento pragmatico e non dogmatico”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, al termine dell’incontro che si è tenuto oggi, presso la sede del Palazzo dell’Agricoltura, con tutti i rappresentanti dell’industria agroalimentare italiana e della cooperazione attiva nella trasformazione di prodotti agroalimentari. Durante la riunione sono state esaminati eventuali problemi collegati all’applicazione dell’art. 62 della legge sulle Liberalizzazioni che stabilisce tempi certi di pagamento (30 giorni per i prodotti deperibili e 60 per quelli non deperibili) e contratti scritti tra i soggetti della filiera agroalimentare. La riunione è stata anche motivata dalla richiesta di soppressione o modifica dell’art. 62 avanzata da alcuni esponenti del mondo economico. L’industria agroalimentare italiana ha, invece, confermato senza riserve il proprio apprezzamento per la norma sottolineandone anche il buon avvio applicativo nella prima fase di attuazione. Si ricorda, a tal proposito, che la norma è entrata in vigore solo il 24 ottobre scorso. Le rappresentanze industriali e cooperative hanno inoltre chiesto di approfondire alcuni aspetti applicativi che richiedono interventi correttivi nell’ambito delle disposizioni varate dal Ministero di concerto con il Mise. Il Ministro Catania ha dato assicurazioni che saranno avviati subito i necessari approfondimenti tecnici in tal senso.

sabato 24 novembre 2012

CIA FERRARA: PIU' TRASPARENZA PER LA FILIERA AGRICOLA

Fonte: Cia Ferrara  

La Cia di Ferrara ribadisce l’importanza dell’art.62 del Decreto Liberalizzazioni. Con alcune precisazioni e aggiustamenti

L’articolo 62 del Decreto Liberalizzazioni varato dal Governo piace e, al tempo stesso, fa discutere. Si tratta di una serie di norme che regolano, attraverso contratti in forma scritta, la vendita e il commercio di prodotti agricoli che non siano rivolti al consumatore finale. Attraverso alcune precise indicazioni si vuole dunque, con tale strumento legislativo, raggiungere un buon equilibrio nei rapporti di compravendita all’interno della filiera e garantire una maggiore trasparenza degli scambi. La Cia di Ferrara, condividendo la posizione del Presidente regionale Dosi, ha accolto con favore l’introduzione di un articolo che ha il principale obiettivo di evitare attività commerciali non corrette, quelle che sostanzialmente portano l’azienda agricola a vendere a prezzi che spesso sono al di sotto dei costi di produzione. Una pratica comune e decisamente sleale che penalizza da molti anni il lavoro agricolo e rende i rapporti tra i diversi soggetti della filiera “viziati”. L’art. 62 sancisce, infatti, il divieto di “imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, nonché condizioni extracontrattuali e retroattive”. Se però, da un alto, le norme contenute nel provvedimento vanno verso la creazione di una rete di scambi più equa e meglio regolamentata dall’altro, rimangono alcuni problemi interpretativi dell’articolo. In particolare la Cia di Ferrara sottolinea l’inclusione – nella compravendita di prodotti agricoli regolamentata contrattualmente – dei mezzi tecnici, quelli utilizzati per l’effettivo svolgimento delle attività agricole. Parliamo, ad esempio, di mangimi per l’alimentazione animale, piante per l’orticoltura e sementi. In questo caso, ribadisce l’associazione, si parla di situazioni in cui, effettivamente, non c’è uno squilibrio tra venditore e acquirente e non di produzione agricola in senso stretto, ma di strumenti indispensabili per il lavoro dell’azienda. La Cia provinciale si unisce dunque alla richiesta di Cia Emilia-Romagna fatta – e prontamente accettata - al Ministro Catania per capire se possano essere fatti miglioramenti e correttivi a questo importante articolo. Si tratta, infatti, di un passaggio cruciale per il corretto svolgimento delle attività commerciali e occorre fare molta attenzione alle interpretazioni e alle inclusioni che potrebbero, in futuro, complicare anziché favorire gli scambi e minare l’equilibrio finanziario delle aziende. Tra le deroghe richieste al Ministro dall’associazione c’è anche quella riguardante la fornitura diretta da parte dell’azienda di quantità minime di prodotti a esercizi commerciali al dettaglio. Attualmente nel Decreto non si parla di quantità ma unicamente di tipologie di prodotti, per le quali sarà necessario un contratto di vendita in forma scritta, fatto che potrebbe penalizzare quegli scambi di lieve entità che vanno a tutto vantaggio dell’azienda e dell’acquirente. Non sarebbe utile a nessun attore della filiera, ribadisce la Cia di Ferrara, minare l’equità, il valore e la grande importanza di questo articolo con elementi di criticità stabiliti per legge.

mercoledì 24 ottobre 2012

COMMERCIO, ART. 62. CONFAGRICOLTURA: “ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE DISPOSIZIONI MA ANDRANNO PERFEZIONATE PERCHÉ I TERMINI DI PAGAMENTO CREANO PROBLEMI A COMPARTI AGRICOLI IMPORTANTI”

Fonte: Confagricoltura

Oggi entrano in vigore le disposizioni previste dall’art. 62 del decreto legge 24 gennaio 2012 sui rapporti all’interno della filiera e sui termini di pagamento per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari. Confagricoltura valuta l’art. 62 un provvedimento utile per gli agricoltori, di cui ha approvato i principi ispiratori, ma che andrà rivisto perché, per quanto riguarda i termini di pagamento, non tenendo conto del ciclo produttivo agricolo e degli acquisti interni ai settori, crea problemi ad alcuni comparti importanti come, ad esempio, florovivaismo e zootecnia. Anche quello vitivinicolo rischia di entrare in sofferenza con una norma che entra in vigore proprio nel momento clou della vendemmia. “Adesso – spiega l’Organizzazione - un produttore che acquista una piantina, o del mangime, e fa crescere la pianta o l'animale, si troverà nella situazione di dover pagare a 60 giorni ma poi a rivendere a distanza di mesi”. “Inoltre – aggiunge Confagricoltura - non si sono considerate appieno le dinamiche di specifici mercati, soprattutto nelle contrattazioni internazionali. Si rischia così di far crollare la competitività delle aziende, perché saranno preferiti fornitori di altri Paesi che operano con condizioni più flessibili”. Confagricoltura ha quindi chiesto che la norma venga perfezionata e si proceda a tutelare gli anelli più deboli della filiera.

ART. 62, OGGI ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE DISPOSIZIONI PREVISTE DALLA LEGGE 27/2012

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Oggi entrano in vigore le disposizioni previste dall’articolo 62 del Decreto legge 24 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 marzo 2012, n 27. Nell’attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il testo del D.M. 19 ottobre 2012, concernente l’attuazione dell'articolo 62, è disponibile al seguente indirizzo: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5250. Le disposizioni previste dall’art. 62 puntano a una maggiore trasparenza dei rapporti all’interno della filiera: viene previsto l’obbligo della forma scritta per i contratti di cessione di beni agricoli e alimentari, vengono vietati e sanzionati i comportamenti sleali e si definiscono i termini di pagamento per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari (60 giorni per i prodotti non deperibili, 30 giorni per quelli deperibili).

martedì 23 ottobre 2012

COMMERCIO: DOMANI IN VIGORE LE NUOVE NORME SUI PAGAMENTI

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Marini (Coldiretti): nessun alibi per gli acquirenti a rivedere al ribasso i compensi dei produttori

“L’entrata in vigore delle nuove norme che intervengono per riequilibrare il potere contrattuale lungo la filiera agroalimentare tra distribuzione e produttori e che prevedono il rispetto dei termini di pagamento non devono rappresentare un alibi per la parte acquirente a rivedere al ribasso i compensi che spettano ai produttori. Sarebbe questo un atto gravissimo che denunceremo con tutta la nostra forza”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini alla vigilia dell’entrata in vigore, il 24 ottobre, delle nuove regole previste dal decreto legge sulle liberalizzazioni. L’articolo 62 ed il relativo decreto applicativo sulla cessione dei prodotti agricoli e alimentari – rileva la Coldiretti - hanno il merito di qualificare determinati comportamenti come illeciti a prescindere dalla dimostrazione della “posizione dominante” o dello “stato di dipendenza economica” che si è rivelata nei fatti quasi impossibile. “E’ molto positivo, in particolare – precisa Marini - che le nuove disposizioni considerino pratica commerciale sleale le condizioni contrattuali che determinano “prezzi palesemente al di sotto del costo di produzione medio” dei prodotti agricoli. Si tratta di un principio – aggiunge il presidente di Coldiretti - che trova sostegno nel recente regolamento comunitario sui rapporti contrattuali nel settore del latte laddove si evidenzia che bisogna risolvere il problema della trasmissione del prezzo lungo la filiera, in particolare per quanto riguarda i prezzi franco azienda, “il cui livello non evolve generalmente in linea con l’aumento dei costi di produzione”. La Coldiretti esprime un giudizio positivo sul fatto che la normativa richieda l’obbligatorietà della forma scritta dei contratti di cessione e della presenza di elementi essenziali in vista della realizzazione dei principi di trasparenza, correttezza e lealtà commerciale e che fissi dei termini di pagamento legali, trenta o sessanta giorni dal ricevimento della fattura che, a differenza di prima, sono tolti dalla disponibilità contrattuale delle parti. Le nuove norme introdotte dall’art.62 – conclude la Coldiretti – devono essere applicate da subito, ma con intelligenza. Se necessario, potranno essere previste delle norme tecniche in grado di oliare gli ingranaggi del provvedimento.

venerdì 19 ottobre 2012

COMMERCIO, ART. 62. GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “PIU’ ATTENZIONE AD ALCUNI COMPARTI”

Fonte: Confagricoltura

“Un provvedimento utile per gli agricoltori rischia di creare problemi ad alcuni comparti importanti come, ad esempio, florovivaismo e zootecnia. L’estensione, a questi ed altri settori, delle norme che dal 24 ottobre prossimo regoleranno i contratti di cessione dei prodotti alimentari, infatti, non ha tenuto conto delle dinamiche di specifici mercati, soprattutto nelle contrattazioni internazionali. Rischiamo di far crollare la competitività delle nostre aziende, perché saranno preferiti fornitori di altri Paesi che operano con condizioni più flessibili”. Così il presidente di Confagricoltura Mario Guidi interviene sull’articolo 62.

mercoledì 16 maggio 2012

ATTUAZIONE ART. 62 DL LIBERALIZZAZIONI: OGGI AL MIPAAF L'INCONTRO CON GLI OPERATORI ECONOMICI DELLA FILIERA AGROALIMENTARE

Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali

Si è tenuto il 16 Maggio in mattinata l'incontro organizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero dello Sviluppo economico con le rappresentanze degli operatori economici della filiera agro-alimentare per proseguire il lavoro per l'attuazione dell'articolo 62 del D.L. 1/2012, concernente la Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. Al tavolo hanno partecipato le associazioni e le federazioni del settore che hanno presentato le loro osservazioni, criticità e proposte in merito all'applicazione della norma che entrerà in vigore il prossimo ottobre. Le organizzazioni degli operatori economici della filiera agricola e alimentare, entro il termine fissato per il 25 maggio, presenteranno in forma scritta le loro proposte e i loro suggerimenti che saranno valutati in sede di discussione del Decreto Ministeriale in oggetto. I documenti possono essere inviati via e-mail all'indirizzo: articolo62@mpaaf.gov.it.

venerdì 11 maggio 2012

ARTICOLO 62, MINISTRO CATANIA: UNA SFIDA IMPORTANTE INSIEME ALLA COSTRUZIONE DI UN ASSETTO MODERNO DELLA FILIERA


Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

“Con l’articolo 62 il comparto agricolo può nutrire grandi speranze per il futuro. Ma la strada da percorrere non è finita e ora dobbiamo guardare avanti con ottimismo perché abbiamo di fronte una scommessa molto importante: il varo del decreto attuativo che deve essere il più funzionale possibile alle esigenze del comparto e quindi deve essere agile, privo di eccessi di burocrazia e di ulteriori aggravi per le imprese. Per ottenere questo risultato stiamo lavorando già da diverse settimane, di concerto con tutte le parti interessate”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania all’incontro di approfondimento organizzato oggi a Roma da Unaproa sull’articolo 62 – Legge n°27 del 24 marzo 2012, ‘Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari’.

“Tra le principali sfide che ci attendono – ha aggiunto il Ministro – c’è anche la necessità di costruire un assetto della filiera diverso rispetto all’attuale, che purtroppo presenta ancora alcuni meccanismi e dinamiche che caratterizzavano il settore negli anni ‘50. Oggi in Italia c’è un urgente bisogno di creare un profilo moderno, che non penalizzi il produttore agricolo al quale rimane una quota di valore troppo bassa. Il mio auspicio è che nei prossimi due-tre anni, attraverso uno sforzo collettivo, si possano costruire rapporti nuovi in grado di garantire una crescita della filiera più integrata, che possa programmare volumi e richieste. Intendo ribadire anche in questa sede la mia disponibilità a sostenere le imprese in questo percorso affinché gli agricoltori si possano affrancare da queste criticità, contando su certezze e su una riduzione delle intermediazioni che ne limitano fortemente la redditività”.

venerdì 27 aprile 2012

ATTUAZIONE ART. 62 DL LIBERALIZZAZIONI: IL 16 MAGGIO INCONTRO CON GLI OPERATORI ECONOMICI DELLA FILIERA AGROALIMENTARE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

A seguito delle riunioni e degli approfondimenti già svolti negli ultimi mesi, anche bilaterali, con gli attori coinvolti dal provvedimento, il 16 maggio 2012 si terrà l’incontro, organizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Ministero dello Sviluppo economico, con le rappresentanze degli operatori economici della filiera agro-alimentare per proseguire il lavoro per l’attuazione dell’articolo 62 del D.L. 1/2012, concernente la Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. Obiettivo dell’incontro è raccogliere osservazioni, criticità e proposte da parte delle organizzazioni rappresentative. Le organizzazioni degli operatori economici della filiera agricola e alimentare interessate a partecipare, devono inviare specifica richiesta via e-mail all’indirizzo: articolo62@mpaaf.gov.it, indicando gli elementi di rappresentatività della propria organizzazione.

giovedì 9 febbraio 2012

LIBERALIZZAZIONI, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “SOSTEGNO AL MINISTRO CATANIA, L’ARTICOLO 62 DEVE RESTARE COM’E’ ”

Fonte: Confagricoltura

“Siamo convinti sostenitori dell’azione del Ministro delle politiche Agricole Mario Catania sulla definizione di nuove regole nei rapporti tra produttori e distribuzione. Il contenuto dell’articolo 62 del decreto liberalizzazioni, come impostato, deve essere confermato”. Così il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che continua: “Siamo fermamente convinti della necessità di riequilibrare il potere contrattuale nella filiera agroalimentare con interventi che favoriscano la massima trasparenza e la nuova disciplina sulle relazioni commerciali per la vendita dei prodotti agricoli”.“

Il presidente Guidi conclude: “In una fase di mercato non entusiasmante per le aziende agricole, poter contare su una maggiore trasparenza contrattuale, sulla certezza dei termini di pagamento, ma anche su una minore burocrazia vuol dire risparmiare risorse preziose da dedicare alla produzione, all’innovazione, ai propri dipendenti ed allo sviluppo che crea nuovo lavoro”.