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venerdì 13 dicembre 2013

CONSUMO SUOLO, DE GIROLAMO: STOP A CEMENTIFICAZIONE E DISSESTO PER LA BELLEZZA DELL’ITALIA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Quello approvato oggi è un provvedimento fondamentale che segna la separazione netta tra il passato e la devastazione dei territori ed il futuro in cui il terreno sarà utilizzato per lo sviluppo. Non c'è produzione agricola se non c'è tutela del suolo e queste misure agevoleranno gli imprenditori del settore edilizio che si specializzeranno nel risanamento. L’Italia ha bisogno di una norma per il contenimento del consumo di suolo e per questo mi auguro che il disegno di legge possa essere presto discusso e approvato anche in Parlamento. I drammatici disastri idrogeologici degli ultimi mesi ci ricordano che non c’è più tempo da perdere. Con questa norma introduciamo un principio fondamentale: il consumo di suolo va ridotto. La terra deve essere preservata per l’attività agricola, anche perché negli ultimi decenni abbiamo cementificato una superficie grande come la Calabria. Allo stesso tempo il nostro Paese non è autosufficiente dal punto di vista alimentare e la combinazione dell’avanzata del cemento e l’abbandono dei campi può diventare devastante. Invertiamo la rotta, ho fiducia che anche nelle Camere ci sia la stessa sensibilità per il tema”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, sul via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al disegno di legge per il contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato, approvato anche dalla Conferenza unificata. “È necessario – ha proseguito il Ministro – avere un cambio di mentalità nel nostro Paese e capire che ogni ettaro di terra impermeabilizzata è persa per sempre. Puntiamo ad un’edilizia di riuso, di rigenerazione, che possa far muovere l’economia senza un ulteriore impatto sull’ambiente e sulle attività agricole. Siamo il Paese del Gusto e della Bellezza e i turisti stranieri non ci cercano davvero per il cemento”.

venerdì 6 dicembre 2013

GARAGNANI (CONFAGRICOLTURA E.R.) SU PDL RIDUZIONE CONSUMO DI SUOLO: CHIEDIAMO MODIFICHE AL TESTO

Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna  

PDL RIDUZIONE CONSUMO DI SUOLO, GARAGNANI: “AL FIANCO DELL'ASSESSORATO ALLA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE DELLA REGIONE E.R. PER DEFINIRE I CONTENUTI DELLA PROPOSTA DI LEGGE SULLA RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO: NEL TESTO VENGA SPECIFICATO CHE L'ATTIVITÀ AGRICOLA “SOSTENIBILE” E' SOLO QUELLA PREVISTA DAL CODICE CIVILE; SIA FISSATO UN LIMITE ANNUO DI CONSUMO DEL TERRITORIO DA RISPETTARE ANCHE NELLA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE E, INFINE, CHE I TERRENI AGRICOLI RICLASSIFICATI COME EDIFICABILI – MA SUI QUALI NON È MAI STATA REALIZZATA ALCUNA OPERA CAUSA LA CRISI ECONOMICA – POSSANO TORNARE ALL'INDIVIDUAZIONE ORIGINARIA”

 “Saremo al fianco dell'Assessore alla Programmazione territoriale e all'Urbanistica, Alfredo Peri, per definire i contenuti della proposta di legge sulla riduzione del consumo di suolo prima dell'avvio delle consultazioni istituzionali per l'approvazione della nuova legge: Confagricoltura Emilia Romagna rimarca da tempo l'improrogabilità di un piano nazionale per ridurre il consumo di suolo che contrasti l'urbanizzazione selvaggia e promuova la valorizzazione delle aree agricole” - sono le parole del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, a margine della riunione preliminare, convocata dall’Assessorato alla Programmazione Territoriale e all'Urbanistica della Regione E.R. per valutare i contenuti della proposta di legge sulla “Riduzione del consumo di suolo, riuso del suolo edificato e tutela delle aree agricole” al fine di licenziare il testo entro gennaio 2014, prima dell'avvio dell’iter istituzionale previsto per l'approvazione. “Una rete viaria sovradimensionata e atta a inseguire insediamenti residenziali e produttivi mal programmati, ha determinato negli anni – precisa Garagnani - danni incalcolabili all'equilibrio antropico soprattutto per la componente agricola: sminuzzamento della proprietà con creazione di reliquati incoltivabili e abbandonati; impermeabilizzazione delle aree di ricostituzione delle falde sotterranee; danneggiamento del reticolo di scolo senza alcun rispetto per l'equilibrio raggiunto nei secoli e, infine, in termini più generali, la continua sottomissione dell'agricoltura alle altrui necessità. “Auspichiamo pertanto che nell'attuale proposta di legge sia specificato che l'attività agricola “sostenibile” è solo quella prevista dal codice civile nel pieno rispetto del principio di condizionalità; sia fissato un limite annuo di consumo del territorio da rispettare anche nella realizzazione delle opere pubbliche e, infine, che i terreni agricoli recentemente riclassificati come edificabili – ma sui quali non è mai stata realizzata alcuna opera causa le attuali criticità economiche – possano tornare all'individuazione originaria” - ha concluso il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna.

domenica 16 giugno 2013

DDL CONSUMO SUOLO, DE GIROLAMO: TUTELA TERRENI AGRICOLI E EDILIZIA DI RIUSO, RIGENERAZIONE E RIQUALIFICAZIONE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Ogni giorno impermeabilizziamo più o meno l’equivalente di 150 campi da calcio, con questo provvedimento colmiamo una lacuna legislativa che ha prodotto effetti drammatici come l’aumento del 166% del territorio edificato in Italia negli ultimi 50 anni. Il nostro Paese ha invece bisogno dei suoi terreni per sviluppare la sua agricoltura e con essa salvaguardare la bellezza, la salubrità e la sicurezza dei nostri territori e dei nostri paesaggi. Per questo abbiamo previsto un meccanismo per fissare l’estensione massima di superficie consumabile, attraverso il forte coinvolgimento anche delle Regioni e degli enti locali, in una battaglia che è di tutti per un bene fondamentale come la terra. La difesa dei nostri suoli non è poi la lotta all’edilizia, al contrario con questo disegno di legge introduciamo un principio fondamentale nella materia di governo del territorio che è la priorità del riuso e della rigenerazione, che consentirà il recupero di zone già edificate ma degradate. Mi auguro che l’iter di questa norma di civiltà sia il più rapido possibile, perché si tratta di un intervento che troppo a lungo è stato rinviato, ma che è indispensabile per consegnare un’Italia migliore alle nostre figlie e ai nostri figli”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge in materia di contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato. Di seguito, in sintesi, i punti principali del provvedimento:
1. Si definiscono i concetti di “superficie agricola”, ossia tutti i terreni che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola, indipendentemente dal loro utilizzo, e di “consumo del suolo”, inteso come riduzione di superficie agricola per effetto di interventi di impermeabilizzazione, urbanizzazione ed edificazione non connessi all'attività agricola.
2. Si individua il procedimento volto alla determinazione del limite di superficie consumabile, che vede il coinvolgimento delle Regioni e Province autonome e che culmina con il decreto del Ministro delle politiche agricole d’intesa con il Ministro dell’Ambiente, con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Ministro delle infrastrutture, che fissa l’estensione massima di terreni agricoli consumabili. Tale decreto viene sottoposto a verifica ogni 10 anni.
3. Si prevede l'istituzione di un Comitato interministeriale, con rappresentanti anche dell'Istat e della Conferenza unificata, con compiti di controllo e monitoraggio del consumo di superficie agricola nazionale. Il Comitato deve realizzare ogni anno un rapporto sul consumo di suolo in ambito nazionale, che verrà poi presentato dal Ministro delle politiche agricole al Parlamento.
4. Per la concreta attuazione del principio del riuso del suolo, entro un anno dalla entrata in vigore della legge i Comuni dovranno provvedere: a) al censimento delle aree del territorio comunale già interessate da processi di edificazione, ma inutilizzate o suscettibili di rigenerazione, recupero, riqualificazione; b) alla costituzione ed alla tenuta - all’interno delle aree censite - di un elenco delle aree suscettibili di prioritaria utilizzazione a fini edificatori di rigenerazione urbana e di localizzazione di nuovi investimenti produttivi e infrastrutturali Decorso il termine senza che il censimento sia stato concluso o senza che l’elenco sia stato redatto, è vietata la realizzazione, nel territorio del Comune inadempiente, di interventi edificatori, sia pubblici che privati, sia residenziali, sia di servizi che di attività produttive, comportanti, anche solo parzialmente, consumo di suolo inedificato.
5. È posto il divieto di utilizzo per uno scopo diverso da quello agricolo, per almeno cinque anni dall'ultima erogazione, dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuti di Stato o di aiuti comunitari.
6. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti, anziché l’attività di edificazione e costruzione di nuove linee urbane. Le misure si sostanziano nella priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali previsti in materia edilizia.
7. Si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole in cui i Comuni “virtuosi” interessati, i cui strumenti urbanistici non prevedono l’aumento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite fissato, possono chiedere di essere inseriti.
8. Si prevede che i proventi dei titoli abilitativi edilizi siano destinati esclusivamente alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, a interventi di qualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai fini della messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idrogeologico, avuto riguardo alla particolare situazione di rischio che caratterizza larghe parte del territorio nazionale in occasione di eventi calamitosi.
9. Dalla entrata in vigore della legge e fino alla adozione del D.M. di determinazione dell’estensione massima di superficie agricola consumabile e, comunque, non oltre il termine di tre anni, non è consentito il consumo di superficie agricola ad eccezione della realizzazione di interventi già autorizzati e previsti dagli strumenti urbanistici vigenti e di lavori già inseriti negli strumenti di programmazione delle stazioni appaltanti. c

martedì 22 gennaio 2013

CATANIA INCONTRA LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE: MANTENERE UN’AGRICOLTURA ATTIVA SUL TERRITORIO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Sono convinto che per il futuro sia necessario puntare su un modello di agricoltura che abbia una corretta relazione con il territorio e con l’ambiente. Vi ricordo che l’attività agricola è fondamentale per il buon mantenimento dell’ambiente e per questo motivo dobbiamo salvaguardarne la presenza sul nostro territorio. Da questo punto di vista sono particolarmente importanti i temi contenuti nel mio disegno di legge contro la cementificazione. Il mio impegno, anche in futuro, rimane orientato su alcuni punti fermi irrinunciabili contro il consumo del suolo”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, incontrando nel Salone dell’Agricoltura del Mipaaf alcune associazioni ambientaliste, tra le quali: Fai, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club, Federbio, Aiab, Firab-Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, Società italiana ecologica del paesaggio, Federazione Pro Natura. Il Ministro Catania ha assicurato il proprio impegno, in sede europea, per portare avanti i temi relativi alla riforma della Politica agricola comune ed in particolare per il mantenimento del budget agricolo e per il miglioramento della proposta della Commissione. Le associazioni presenti hanno manifestato la loro soddisfazione per le puntuali risposte ricevute e hanno ringraziato per la disponibilità il Ministro Catania.

lunedì 10 dicembre 2012

CATANIA: AGRICOLTURA CENTRALE PER IL GOVERNO, AUSPICO FUTURA VOLONTA’ DI PROSEGUIRE NEL RISANAMENTO

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Anche nel settore dell’ortofrutta ritengo sia fondamentale fare sistema. Tutti quanti dobbiamo avere un approccio diverso alle problematiche e dobbiamo capire che non servono i distinguo e le guerriglie tra pezzi del mondo produttivo agroalimentare. Bisogna espellere tutto quello che sottrae valore alla filiera tenendo sempre la barra ferma sulla stella polare della qualità. Questo è fondamentale, perché il giudizio alla fine lo dà il consumatore. Da cittadino e da uomo dell'agricoltura mi auguro che ci sia in futuro una classe dirigente lucida, rigorosa, che abbia ben presente queste esigenze e che non cada nel qualunquismo, nel populismo, manifestando la volontà di proseguire nella fase di risanamento che è appena cominciata”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo al convegno, organizzato da Italia Ortofrutta, “La qualità come strumento di competitività dell’ortofrutta italiana”. “In questo momento – ha spiegato Catania – a causa della situazione che si è venuta a creare, si rischiano di bruciare i risultati importanti che nell’ultimo anno sono stati raggiunti e gli sforzi che gli italiani hanno fatto per rimettere il Paese nella giusta direzione. Siamo impegnati a livello comunitario in una difficile fase di negoziato sul budget europeo. Naturalmente, molto del futuro del settore agroalimentare nazionale dipende dall’esito di quel negoziato. Il Governo ha confermato la non condivisione di prospettive che porterebbero a una compressione radicale del bilancio, quindi il Presidente del Consiglio ha un duplice obiettivo: da un lato salvaguardare il livello complessivo del budget, dall'altro correggere una situazione di saldi che ci vede in condizioni non più sostenibili. E il recupero in termini di dare e avere va realizzato anche, se non soprattutto, in agricoltura. Il settore – ha aggiunto Catania – è oggetto di particolare attenzione di questo governo, prova ne è il fatto che il Presidente Monti ha voluto con sé, il giorno della riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, il Ministro dell’Agricoltura”. “Sul piano nazionale – ha osservato Catania – ci sono tutta una serie cose che non dipendono da Bruxelles, ma dalla nostra capacità di guardare al futuro. Ad esempio, serve affrontare con decisione la questione del consumo del suolo, un tema strategico, messo sul tavolo dopo decenni di sostanziale indifferenza che, mi auguro, venga ripreso in mano da chi governerà nella prossima legislatura. Così come il problema dell’acqua, una questione da cui l’ortofrutta non può prescindere: o ci rapportiamo correttamente ad esso oppure avremo snodi di criticità”. “Sull’art. 62 aspetto di vedere, a distanza di mesi, che impatto concreto si avrà sulla filiera. Intanto faccio un appello alle confederazioni agricole affinché non lascino soli i produttori. È fondamentale che le organizzazioni si assumano le responsabilità e accompagnino realmente, sul territorio, le esigenze degli imprenditori agricoli. La filiera non sempre funziona correttamente nel nostro Paese, continua a esserci troppa intermediazione, serve quindi riaprire seriamente il capitolo della interprofessione, razionalizzare, tagliare l'intermediazione. E bisogna puntare all’aggregazione dell’offerta, tema cu sui il Governo non potrà intervenire direttamente se non c’è l’impegno delle imprese”.

venerdì 16 novembre 2012

CONSUMO SUOLO, CATANIA: AUSPICO TEMPI BREVI IN PARLAMENTO PER APPROVAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“L’approvazione del Consiglio dei Ministri di oggi del ddl per il contenimento del consumo di suolo è un ulteriore importante passo per fermare un processo di cementificazione che, fino a poco tempo fa, appariva inarrestabile. Il mio auspicio è che ora l’iter parlamentare sia breve e che la legge possa essere approvata entro questa legislatura. Purtroppo i terribili eventi legati al maltempo ci hanno ricordato ancora una volta quanto sia necessaria un’azione urgente, per mettere un freno alla cementificazione e per stimolare un’edilizia moderna e sostenibile che sia capace di riqualificare e ricostruire. Al contempo dobbiamo consentire all’agricoltura di continuare a presidiare i territori, non sottraendo superfici fertili a questa attività, che rappresenta anche una delle più efficaci forme di tutela ambientale”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato l’approvazione in sede di Consiglio dei Ministri del disegno di legge di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo. “L’Italia, è bene ricordarlo, - ha proseguito il Ministro – ha perso negli ultimi 50 anni oltre 5 milioni di ettari agricoli e più di un terzo a causa dell’avanzata del cemento. Questo fenomeno aggrava la nostra situazione dal punto di vista dell’approvvigionamento alimentare, visto che già oggi un italiano su quattro consuma prodotti importati dall’estero. Dobbiamo invertire il trend e pensare ad un modello di sviluppo che possa garantire al nostro Paese una crescita che sia sostenibile e compatibile anche con l’ambiente”.

mercoledì 14 novembre 2012

AGRITURIST (CONFAGRICOLTURA): IL DISSESTO IDROGEOLOGICO COLPISCE ANCHE IL TURISMO. STRUTTURE RICETTIVE A RISCHIO IN 1861 COMUNI

Fonte: Confagricoltura

 A Tarquinia, nell’ambito del Forum Nazionale dell’Agriturismo, si parlerà anche di consumo di suolo e tutela del patrimonio paesaggistico

Le recenti alluvioni che hanno sconvolto la Maremma e la Lunigiana, ripropongono il problema della sicurezza delle popolazioni e degli insediamenti in presenza di piogge intense. Problema che investe anche l’affidabilità del nostro Paese come meta turistica, coinvolgendo in modo particolare i territori rurali, dove si svolge l’attività agricola e agrituristica. Secondo una ricerca di Agriturist, dal 2000 ad oggi, si sono verificate 23 alluvioni catastrofiche, che hanno interessato 16 regioni, con 146 vittime e danni stimati intorno ai 14 miliardi di euro. I mesi di maggior frequenza delle alluvioni sono stati novembre (7) e ottobre (6), ma complessivamente è stato interessato il periodo marzo-novembre, con pesanti conseguenze anche in periodi e su località con rilevante movimento turistico (sgombero di campeggi, allagamento di alberghi). Di anno in anno - rileva Agriturist - le previsioni di maltempo suscitano crescente, quanto comprensibile, ansia, con effetti negativi anche sulla propensione a viaggiare. E le conseguenze nefaste delle alluvioni stanno facendo dell’Italia un paese “a rischio”, soprattutto per chi viaggia verso località rurali o di montagna. Può sembrare - prosegue la nota di Agriturist - una considerazione di poco conto. Ma non lo è affatto! Tanto più in considerazione della “sensibilità” che suggerisce le scelte di viaggio in questo periodo di crisi, con il poco tempo/denaro disponibile che impone di dedicare massima attenzione al dove, e come, andare in vacanza: ogni aspetto di affidabilità della località di destinazione, influisce sulla decisione del turista. In base ad una indagine condotta, già nel 2008, dal Ministero dell’Ambiente, sono 6633 i Comuni italiani ad alta criticità idrogeologica, con 29.517 kmq di aree a rischio, di cui 17.254 kmq soggetti a frane e 12.263 Kmq esposti ad allagamenti. Un’indagine di Legambiente e Protezione Civile, condotta nel 2011, individua 1.861 comuni nei quali sono a rischio anche insediamenti turistico-ricettivi. La maggior parte di questi comuni - sottolinea Agriturist - sono rurali e, in seguito alle alluvioni, subiscono danni gravi le attività agricole e le piccole attività turistiche, comprese quelle agrituristiche. “Anche questo - dichiara Vittoria Brancaccio - è un aspetto del debito pubblico italiano. Lo conferma una recente stima del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, secondo cui, per mettere in condizioni di accettabile sicurezza il nostro territorio, bisogna spendere almeno 40 miliardi di euro: quello che non abbiamo fatto prima, costruendo con le dovute regole tecniche, ora dobbiamo correggerlo. E intanto occorre riparare i danni, spendendo almeno il triplo di quanto sarebbe costata la prevenzione”. “D’altra parte - conclude la presidente Brancaccio - quello della messa in sicurezza del territorio, è un problema strettamente collegato al contenimento della cementificazione, e quindi impermeabilizzazione del suolo agricolo, e alla salvaguardia del paesaggio rurale, che pure è risorsa fondamentale per lo sviluppo del turismo”. Di questi temi, si parlerà in occasione del Forum Nazionale dell’Agriturismo, in programma a Tarquinia (Viterbo), in particolare nella tavola rotonda del 21 novembre (Palazzo Consiliare, piazza Giacomo Matteotti 6, ore 10.00) sul tema “Agricoltura e turismo: motori della ripresa”. Il Forum, organizzato da Agriturist in collaborazione con Confagricoltura, si svolgerà sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed il Patrocinio della Camera dei Deputati e della Presidenza del Consiglio. Hanno contribuito all’organizzazione del Forum: la Provincia di Viterbo (assessorato agricoltura), il Comune di Tarquinia, l’Università Agraria di Tarquinia, Passepartout (gestionali per aziende turistiche), Mondo Convenienza (arredi per aziende turistiche), Orsolini (arredamenti, impianti e materiali per l’edilizia), Picasso (grafica e stampa), Angels Clean (prodotti per l’igiene della persona), e gli agriturismi Valle del Marta (Tarquinia), Il Tesoro (Torre Alfina), Parco dei Cimini (Soriano nel Cimino).

mercoledì 31 ottobre 2012

VIA LIBERA DELLA CONFERENZA UNIFICATA AL DDL CONSUMO DEL SUOLO



FONTE: MIPAAF

CATANIA: BUONA NOTIZIA, ORA PROSEGUIRE PER FARLO DIVENTARE LEGGE

“Ieri la Conferenza unificata ha dato il via libera al disegno di legge contro il consumo del suolo. Le Regioni e gli Enti locali hanno ritenuto di fare alcune proposte emendative in larga parte condivisibili. Un primo passaggio istituzionale è stato completato. Questa non può che essere considerata una buona notizia da tutti coloro che credono che la cementificazione dei terreni agricoli del Paese sia un’emergenza nazionale. Ora il nostro obiettivo è quello di proseguire nell’iter previsto, che richiede un ulteriore passaggio a Palazzo Chigi prima del coinvolgimento del Parlamento, per fare in modo che questo provvedimento diventi legge prima della fine dell’attuale legislatura”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania commenta il parere espresso ieri dalla Conferenza unificata sul disegno di legge contro il consumo del suolo, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 14 settembre.

mercoledì 19 settembre 2012

AGROALIMENTARE, CATANIA: SETTORE VITALE, INVESTE, PRODUCE ED ESPORTA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  

Il Ministro lancia un appello ai parlamentari per chiedere l’approvazione urgente del ddl anti-cementificazione

 “Nel nostro Paese, fino a 10-15 anni fa, i giovani scappavano nelle città per cercare lavoro in fabbrica. Adesso tutto questo si sta modificando, un po’ a causa della crisi del comparto industriale, un po’ perché sta cambiando la cultura. Oggi molti giovani restano in campagna, la produzione agricola non è vista più come un’attività residuale o poco qualificata. L’agricoltura sta tornando a essere considerata un settore fondamentale, è una delle attività più belle”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo nel corso della trasmissione “Uno Mattina”, in onda su Rai Uno. “Noi – ha aggiunto il Ministro – dobbiamo facilitare il lavoro degli agricoltori, non attraverso aiuti che non sono consentiti dalla legislazione comunitaria, ma predisponendo un quadro normativo che consenta al produttore di accedere con facilità agli adempimenti burocratici. Su questo aspetto stiamo lavorando, ma abbiamo ancora molta strada da fare”. Catania ha proseguito: “Il nostro settore agroalimentare, tra mille difficoltà, investe, produce, esporta. Negli ultimi 10 anni la crescita dell’export è stata del 90%, a fronte dell’andamento di altri settori che si trovano intorno al 40%. Questo la dice lunga su quanto il sistema agroalimentare può dare all’economia nazionale Anche in questa fase difficile l’agroalimentare mostra una tendenza estremamente positiva e ha riscontri ottimi su quasi tutti i mercati mondiali. Bisogna dire che i consumi delle famiglie si sono attestati, a causa della difficile situazione economica, su livelli bassi, oggi c’è un’attenzione estrema da parte di una fascia di consumatori che non sono in condizione di scegliere prodotti senza pensare al loro valore. Registriamo un ritorno ad acquisti più mirati in termini di quantità, insomma si spreca di meno” “Il limite del settore – ha spiegato il Ministro – è l’estrema frammentazione delle aziende, oltre al fatto che la filiera soffre per i molti passaggi che troviamo dal produttore al consumatore. C’è da dire, comunque, che il settore è vitale e l’industria alimentare è particolarmente performante. Dal produttore al trasformatore possiamo vantare un livello di qualità altissimo, che non ha eguali nel mondo”. Il Ministro Catania ha anche affrontato il tema del consumo del suolo e del suo disegno di legge contro la cementificazione varato dal Consiglio dei Ministri: “I tempi per l’approvazione del disegno di legge contro la cementificazione sono stretti, ma il Parlamento se vuole ha modo di dare il via libera. Basta che il provvedimento venga assegnato in sede deliberante alla Commissione che esamina il testo. Faccio un appello ai parlamentari: il tema è di una enorme sensibilità, gli italiani lo sanno e ho avuto tante manifestazioni di consenso, perché c’è la consapevolezza tra le persone di quanto sia grave il danno fatto al nostro territorio”. Infine, Catania ha parlato dei risultati della vendemmia: “Sarà molto bassa in termini di quantità, forse la più bassa da quando c’è statistica in materia, ma la qualità sarà buona”.

venerdì 14 settembre 2012

CEMENTIFICAZIONE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “IL DISEGNO DI LEGGE VA NELLA GIUSTA DIREZIONE PER UNA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE EQUILIBRATA. MA NO AI VINCOLI SOLO PER GLI AGRICOLTORI”

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura condivide gli obiettivi del disegno di legge per la valorizzazione delle aree agricole ed il contenimento di consumo di suolo, messo a punto dal ministro Catania ed approvato oggi dal Consiglio dei ministri, perché lo spreco di terreno agricolo nel nostro Paese va assolutamente fermato. “E’ apprezzabile – commenta il presidente Mario Guidi - l’impegno del governo di mettere al centro dell’attenzione del Paese l’agricoltura produttiva e gli spazi che possono essere ad essa recuperati”. Confagricoltura non condivide, invece, la logica vincolistica e discriminatoria che ha ispirato il limite sulla destinazione nel tempo dei terreni agricoli che hanno beneficiato di aiuti di Stato e comunitari, seppur ridotto da 10 a 5 anni rispetto alla prima versione del provvedimento. ”Dobbiamo comunque arrivare ad una gestione ragionata e ad un governo del suolo agricolo – aggiunge Guidi-. Per fare questo occorre una programmazione territoriale che da una parte ponga un drastico freno alla cementificazione, dall’altra dia priorità all’utilizzo dei siti e degli immobili dismessi, introducendo forme di premialità e di incentivazione.” Confagricoltura ricorda, inoltre, che oltre il 4% della SAU (superficie agricola utilizzata) è a riposo e che, unendola alla superficie attualmente non utilizzata, si potrebbe rimettere in coltura un’estensione pari ad oltre il 9% della SAU: ovvero 1,2 milioni di ettari oggi improduttivi. “Si tratta di superfici che in buona parte possono tornare rapidamente in produzione – conclude il presidente degli imprenditori agricoli - e che rappresentano un potenziale immediatamente disponibile per rafforzare la nostra agricoltura e creare nuove opportunità per i giovani imprenditori.”

CONSUMO DEL SUOLO, CATANIA: CON DDL APPROVATO IN CDM VOGLIAMO CAMBIARE MODELLO DI SVILUPPO DEL PAESE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “Grazie alle misure contenute nel disegno di legge contro il consumo del suolo, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, facciamo un decisivo passo in avanti per raggiungere l’obiettivo di limitare la cementificazione sui terreni agricoli, in modo da porre fine a un trend pericoloso per il Paese. Questo provvedimento tocca temi molto sensibili, come l’uso del territorio e la sua corretta gestione, ma coinvolge anche la vita delle imprese agricole e l’aspetto paesaggistico dell’Italia. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo proporre e immaginare per questo Paese, anche negli anni a venire”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi – alla presenza del presidente Mario Monti – al termine del Consiglio dei Ministri, durante il quale è stato approvato il disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo. “Abbiamo introdotto – ha spiegato Catania – un sistema che sostanzialmente prevede di determinare l’estensione massima di superficie agricole edificabile sul territorio nazionale. Questa quota, quindi, viene ripartita tra le Regioni le quali, a caduta, la distribuiscono ai Comuni. In questo modo otterremo un sistema che vincola l’ammontare massimo di terreno agricolo cementificabile distribuendolo armonicamente su tutto il territorio nazionale”. “Vogliamo – ha aggiunto Catania – interdire i cambiamenti di destinazione d’uso dei terreni che hanno ricevuto i fondi dall’Unione Europea, infatti abbiamo previsto che queste superfici restino vincolate per 5 anni. Inoltre, il provvedimento interviene sul sistema degli oneri di urbanizzazione dei Comuni. Nella normativa attualmente in vigore è previsto che le amministrazioni possono destinare parte dei contributi di costruzione alla copertura delle spese comunali correnti, distogliendoli dalla loro naturale finalità, cioè il finanziamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Questo fa sì che si crei una tendenza naturale delle amministrazioni e dei privati a dare il via libera per cementificare nuove aree agricole anche quando è possibile utilizzare strutture già esistenti. Le nuove norme avranno sicuramente un impatto su questo fenomeno”.
Di seguito, in sintesi, i punti principali del provvedimento:

1. Vengono definiti “terreni agricoli” tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola, indipendentemente dal fatto che vengano utilizzati a questo scopo;

2. Si introduce un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell’estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d’uso può essere modificata dagli strumenti urbanistici). Lo scopo è quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell’assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zona suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate/edificabili;

3. Si introduce il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari. Nell’ottica di disincentivare il dissennato consumo di suolo la misura evita che i terreni che hanno usufruito di misure a sostegno dell’attività agricola subiscano un mutamento di destinazione e siano investiti dal processo di urbanizzazione;

4. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti, anziché l’attività di edificazione e costruzione di nuove linee urbane.

5. Si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole in cui i Comuni interessati, i cui strumenti urbanistici non prevedono l’aumento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite fissato, possono chiedere di essere inseriti.

6. Si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità - consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria - e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell’Ente locale.