Fonte: Ccpb ufficio stampa
Il biologico ha un futuro sostenibile. Con questa conferma CCPB e Consorzio Il Biologico chiudono l'edizione 2013 di BioFach – Vivaness, la grande fiera mondiale sul biologico. Quattro giorni di manifestazione con oltre 40mila visitatori e 2400 espositori, tra cui il nostro stand collettivo di 800 metri quadri, con 27 aziende associate divise tra le aree food e cosmesi e all’interno un ristorante di prodotti biologici italiani.
Due sono i segnali positivi, uno italiano e uno estero. Proprio alla fiera di Norimberga Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), ha annunciato un 7,3% di crescita per i consumi bio italiani, che segue il più 9% messo a segno nel 2011. Secondo i dati Ifoam (International federation of organic agricolture movements), per la prima volta il fatturato mondiale del biologico ha superato quota 60 miliardi di dollari, con 1,8 milioni di produttori in 162 paesi per 37 milioni di ettari coltivati. “Sono numeri” dice Fabrizio Piva, amministratore
delegato CCPB, “che mostrano ancora come il biologico sia una strada per lo sviluppo
economico, e che il mangiare bene e sano, il rispetto per l'ambiente sono sempre più nelle preferenze e nei valori in Italia e in tutto il mondo”.
“Se la domanda mondiale di biologico sale”, continua Piva “anche l'offerta deve tenere il passo in efficienza e modernità. Su questa linea si muove l'accordo firmato da Federbio con la software house austriaca Intact per la costituzione di un sistema informatico di tracciabilità”. Nei prossimi mesi sarà inaugurata una piattaforma online di tutta la filiera di produzione bio, dalla coltivazione alla commercializzazione. Un sistema che arrivera a controllare quindi tutta la superficie produttiva, si comincerà con cereali e mangimi, e dove la trasparenza garantisce gli operatori e soprattutto i consumatori, tenendo lontane truffe e alterazioni su quantità e provenienza delle merci. All'accordo hanno già aderito le aziende più
importanti e saranno coinvolti tutti gli enti di certificazione di Federbio, in primis CCPB, tanto che la firma è stata siglata al nostro stand a BioFach.
Un'altra nota su Biofach arriva dal ristorante Bio.it allestito, come ormai tradizione, durante la fiera insieme a BioItalia: 4000 coperti serviti, con la serata di gala da 250 invitati, sono “il miglior messaggio”, ricorda Lino Nori presidente del Consorzio il Biologico, che “i prodotti biologici italiani sono un'eccellenza riconosciuta e apprezzata, soprattutto da un pubblico internazionale così specializzato come quello del BioFach. La qualità che aiuta le nostre aziende
associate che in questi giorni hanno incontrato buyers, istituzioni e media da tutto il mondo, partecipato a incontri, forum e seminari”.
Le aziende associate presenti sono state:
· AREA FOOD BIOFACH (pad. 4, stand 109, 111, 106, 110, 114, 206 e 210):
Almaverde Bio, Baum Equosolidale, Bia, Bi-Emme, Bioitalia, Ca’ Verde, Caffè Molinari,
Ecor-Natura Sì, Fattorie Lischeto, Italfrutta, Lameri, Marchesi Group, Molini De Vita,
Molino Grassi, Molino Sima, Naturattiva, Organix, Pasta Lensi, Pastificio Fabianelli,
Polenghi Las, Salumificio Pedrazzoli, Valle Del Marro
· AREA COSMESI VIVANESS (pad. 7, stand 335): Aboca, Ctm – Altro Mercato, Esprit
Equo/Dounia, Montalto Natura
lunedì 18 febbraio 2013
I DATI DELLA CRESCITA DEL BIOLOGICO IN ITALIA E NEL MONDO. ACCORDO DI FEDERBIO PER LA TRACCIABILITÀ ONLINE DELLA PRODUZIONE BIO
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Ultimi giorni per la presentazione istanze per la siccità 2012
FONTE: PROVINCIA DI FERRARA
Il 2012 è stato un anno da
ricordare per le scarse precipitazioni.
La mancanza di pioggia e le alte
temperature, associate alla situazione negativa dell’acqua disponibile nel
suolo, hanno messo in ginocchio le produzioni agricole, specialmente mais, soia
e coltivazioni frutticole del territorio ferrarese.
Il valore del danno stimato è stato
superiore ai 260 milioni di euro.
Il settore Ambiente e Agricoltura
della Provincia ricorda che sulla Gazzetta Ufficiale numero 5 del 7 gennaio
2013 è stato pubblicato il decreto del ministro per le Politiche agricole, alimentari
e forestali, col quale si dichiara la modifica del Piano assicurativo agricolo
2012 e l’esistenza del carattere di eccezionalità della siccità verificatasi
dal 16 giugno al 31 agosto 2012 nell’intero territorio provinciale.
Per la siccità possono presentare
domanda le aziende agricole che hanno subito danni alle produzioni in misura
superiore al 30% rispetto alla produzione media annua del triennio precedente,
oppure, in alternativa, rispetto alla produzione media annua del quinquennio
precedente, escludendo l’anno con la produzione più bassa e l’anno con quella
più elevata.
Le domande per richiedere
contributi in conto capitale e prestiti agevolati ad ammortamento quinquennale
per l’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per quello successivo,
potranno essere presentate, sul sistema informatizzato regionale, dalle ditte
iscritte all’anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna ed
aventi il fascicolo aziendale validato, entro le ore 12 del 21 febbraio 2013..
Per ulteriori informazioni è
possibile rivolgersi alle organizzazioni professionali o al servizio impresa e interventi
strutturali nelle aziende agricole della Provincia (tel. 0532-299742).
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venerdì 15 febbraio 2013
COMMERCIO ESTERO, CONFAGRICOLTURA: “CRESCE L’EXPORT AGROALIMENTARE E MIGLIORA LA BILANCIA COMMERCIALE DEL SETTORE. LE IMPRESE AGRICOLE SPINGONO SULL’INTERNAZIONALIZZAZIONE”
Fonte: Confagricoltura
“Le imprese agroalimentari stanno puntando fortemente sull’export. La bilancia commerciale è migliorata e siamo di nuovo sotto gli 8 miliardi di euro di sbilancio import/export, come non accadeva dal 2009”. Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati Istat diffusi oggi sul commercio estero nel 2012. “Le esportazioni del settore agroalimentare sono aumentate del 5,39%, con una performance superiore a quella dell’export nel suo complesso che, nel 2012 (rispetto all’anno precedente), si attesta a quota +3,7%”. “Le imprese agricole in particolare – ha evidenziato Confagricoltura - stanno accentuando il processo di integrazione e di internazionalizzazione per compensare con l’export la flessione del mercato nazionale. I loro sforzi stanno dando buoni frutti e ci sono le premesse per rafforzarsi nell’anno in corso”. “Servono però – ha concluso Confagricoltura - adeguate politiche di accompagnamento e la nostra Organizzazione è quotidianamente impegnata in tal senso, per essere al fianco delle imprese che guardano oltrefrontiera”.
“Le imprese agroalimentari stanno puntando fortemente sull’export. La bilancia commerciale è migliorata e siamo di nuovo sotto gli 8 miliardi di euro di sbilancio import/export, come non accadeva dal 2009”. Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati Istat diffusi oggi sul commercio estero nel 2012. “Le esportazioni del settore agroalimentare sono aumentate del 5,39%, con una performance superiore a quella dell’export nel suo complesso che, nel 2012 (rispetto all’anno precedente), si attesta a quota +3,7%”. “Le imprese agricole in particolare – ha evidenziato Confagricoltura - stanno accentuando il processo di integrazione e di internazionalizzazione per compensare con l’export la flessione del mercato nazionale. I loro sforzi stanno dando buoni frutti e ci sono le premesse per rafforzarsi nell’anno in corso”. “Servono però – ha concluso Confagricoltura - adeguate politiche di accompagnamento e la nostra Organizzazione è quotidianamente impegnata in tal senso, per essere al fianco delle imprese che guardano oltrefrontiera”.
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L’ICQRF SEQUESTRA 420 TONNELLATE DI FALSO OLIO DI OLIVA MADE IN ITALY PER UN VALORE DI OLTRE UN MILIONE DI EURO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Gli uomini dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e della repressione frodi di Roma, Bari, Cosenza e Napoli hanno sequestrato nei giorni scorsi 420 tonnellate di falso olio di oliva made in Italy per un valore commerciale di oltre un milione di euro. Nell’ambito di indagini delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, i funzionari impiegati nell’imponente operazione antifrode hanno eseguito 37 perquisizioni presso aziende, uffici e depositi commerciali delle province di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Barletta Andria Trani e Foggia. Le ipotesi prospettate riguardano i reati di ‘frode in commercio’, ‘vendita di sostanze alimentari non genuine dichiarate genuine’, ‘falsità di registri e documenti’ e ‘associazione a delinquere’. Le frodi, in particolare, sarebbero attinenti all’utilizzo di falsa documentazione attraverso la quale l’olio extravergine di oliva di provenienza straniera risultava come made in Italy, in alcuni casi anche designato falsamente come biologico. Per amplificare l’efficacia dei controlli, all’operazione hanno partecipato anche oltre cento finanzieri coordinati dalla Tenenza di Andria e funzionari dell’Agenzie delle Dogane di Bari che hanno operato anche in ore notturne e in condizioni disagevoli.
Gli uomini dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e della repressione frodi di Roma, Bari, Cosenza e Napoli hanno sequestrato nei giorni scorsi 420 tonnellate di falso olio di oliva made in Italy per un valore commerciale di oltre un milione di euro. Nell’ambito di indagini delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, i funzionari impiegati nell’imponente operazione antifrode hanno eseguito 37 perquisizioni presso aziende, uffici e depositi commerciali delle province di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Barletta Andria Trani e Foggia. Le ipotesi prospettate riguardano i reati di ‘frode in commercio’, ‘vendita di sostanze alimentari non genuine dichiarate genuine’, ‘falsità di registri e documenti’ e ‘associazione a delinquere’. Le frodi, in particolare, sarebbero attinenti all’utilizzo di falsa documentazione attraverso la quale l’olio extravergine di oliva di provenienza straniera risultava come made in Italy, in alcuni casi anche designato falsamente come biologico. Per amplificare l’efficacia dei controlli, all’operazione hanno partecipato anche oltre cento finanzieri coordinati dalla Tenenza di Andria e funzionari dell’Agenzie delle Dogane di Bari che hanno operato anche in ore notturne e in condizioni disagevoli.
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AGRINSIEME: BENE BERSANI SU UN MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CHE AFFRONTI I TEMI DELLA CRESCITA E DELL’ECONOMIA REALE
Fonte: Agrinsieme
Bersani vede giusto quando pensa ad una cabina di regia della crescita e non solo al controllo dei conti, pur necessario. Bisogna dare risposte concrete alle imprese.
Le parole del segretario del Pd Pierluigi Bersani che oggi ha parlato della creazione di un Ministero dedicato allo Sviluppo che affronti i temi della crescita e dell’economia reale sono accolte con apprezzamento da Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare). Un dicastero che abbia competenze specifiche e si occupi seriamente delle imprese e dei loro problemi coincide con la possibilità di concentrare le competenze relative ai mercati, per promuovere le misure che favoriscano gli investimenti e sostengano le politiche coerenti con una visione internazionale. Così come per Agrinsieme è fondamentale ripensare al ruolo e ai compiti di un nuovo Dicastero preposto all’agroalimentare: la vera svolta di cui il settore nel suo complesso (agricoltura, industria di trasformazione e dei mezzi tecnici, cooperazione e distribuzione) ha urgente necessità.
Bersani vede giusto quando pensa ad una cabina di regia della crescita e non solo al controllo dei conti, pur necessario. Bisogna dare risposte concrete alle imprese.
Le parole del segretario del Pd Pierluigi Bersani che oggi ha parlato della creazione di un Ministero dedicato allo Sviluppo che affronti i temi della crescita e dell’economia reale sono accolte con apprezzamento da Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari (che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop-Agroalimentare). Un dicastero che abbia competenze specifiche e si occupi seriamente delle imprese e dei loro problemi coincide con la possibilità di concentrare le competenze relative ai mercati, per promuovere le misure che favoriscano gli investimenti e sostengano le politiche coerenti con una visione internazionale. Così come per Agrinsieme è fondamentale ripensare al ruolo e ai compiti di un nuovo Dicastero preposto all’agroalimentare: la vera svolta di cui il settore nel suo complesso (agricoltura, industria di trasformazione e dei mezzi tecnici, cooperazione e distribuzione) ha urgente necessità.
AGROALIMENTARE, DALLA REGIONE 20 MILIONI DI EURO PER AUMENTARE LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE DI TRASFORMAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE. LE DOMANDE ENTRO IL 5 APRILE.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Rabboni: un'opportunità importante di investimento in un settore che continua a crescere
Oltre 20 milioni di euro per aumentare la competitività delle imprese di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che operano in Emilia-Romagna. A tanto ammonta il finanziamento deciso dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni, nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013, che servirà a sostenere interventi di ammodernamento e innovazione degli impianti, l’acquisto di attrezzature, la realizzazione di software, siti internet, brevetti e/o licenze. Considerando anche i 3,4 milioni di euro stanziati per il settore vitivinicolo alla fine del 2012, salgono così a circa 23 milioni e 500 mila euro le risorse messe a disposizione dalla Regione per rendere più competitivo il comparto agroalimentare sui mercati internazionali. “Si tratta di uno degli ultimi finanziamenti previsti dall’attuale settennato di programmazione comunitaria, con un budget già di per sé significativo, ma che potrà ulteriormente aumentare grazie ad economie di spesa realizzate su altri bandi e alla conseguente rimodulazione delle risorse del PSR – spiega l’assessore Rabboni – l’agroalimentare italiano ed emiliano-romagnolo continua a crescere sui mercati esteri e rappresenta un volano per l’intera economia. Siamo dunque di fronte a un’opportunità importante di investimento che non va persa, per essere più forti sul piano commerciale, ma anche per migliorare la qualità dei prodotti. Penso tra gli altri agli investimenti che potranno essere fatti in tecnologie in grado di contrastare fenomeni come quello delle micotossine del mais.”
Cosa prevede il bando
Il bando è nell’ambito della misura 123 del PSR e prevede come termine ultimo per la presentazione delle domande il 5 aprile prossimo. Oltre ad operare sul territorio regionale, le imprese interessate devono essere inserite in una filiera agricola e dunque avere rapporti stabili e formalizzati con i produttori agricoli. Lattiero caseario, carne (bovina, suina, avicola), uova, ortofrutta, cereali, oleoproteaginose e foraggere, sementi, bieticolo saccarifero, miele ed olio d’oliva, i settori interessati. Le risorse stanziate pari a 20 milioni 130 mila euro permetteranno di erogare contributi in conto capitale, compresi tra il 40 e il 20% dell’intervento, a seconda delle dimensioni dell’impresa richiedente e del settore. L’importo massimo dell’investimento ammesso è compreso da un minimo di 250 mila euro ed un massimo di 3 milioni di euro per le imprese di maggiori dimensioni, con deroga a 50 mila euro per iniziative rivolte esclusivamente alla commercializzazione diretta dei prodotti di qualità. Per la predisposizione delle graduatorie settoriali verranno valutati parametri quali la tipologia dell’investimento, l’ubicazione, la concreta ricaduta per i produttori agricoli di base, i vantaggi per l’occupazione, le produzioni a marchio (DOP, IGT, Qualità controllata, biologico). Le domande ed i relativi progetti devono essere presentati direttamente alla Regione Emilia-Romagna, Servizio Aiuti alle imprese, utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (SOP) secondo le modalità procedurali e la specifica modulistica predisposta ed approvata dalla Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura (AGREA).
Info: http://www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore
Rabboni: un'opportunità importante di investimento in un settore che continua a crescere
Oltre 20 milioni di euro per aumentare la competitività delle imprese di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che operano in Emilia-Romagna. A tanto ammonta il finanziamento deciso dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni, nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013, che servirà a sostenere interventi di ammodernamento e innovazione degli impianti, l’acquisto di attrezzature, la realizzazione di software, siti internet, brevetti e/o licenze. Considerando anche i 3,4 milioni di euro stanziati per il settore vitivinicolo alla fine del 2012, salgono così a circa 23 milioni e 500 mila euro le risorse messe a disposizione dalla Regione per rendere più competitivo il comparto agroalimentare sui mercati internazionali. “Si tratta di uno degli ultimi finanziamenti previsti dall’attuale settennato di programmazione comunitaria, con un budget già di per sé significativo, ma che potrà ulteriormente aumentare grazie ad economie di spesa realizzate su altri bandi e alla conseguente rimodulazione delle risorse del PSR – spiega l’assessore Rabboni – l’agroalimentare italiano ed emiliano-romagnolo continua a crescere sui mercati esteri e rappresenta un volano per l’intera economia. Siamo dunque di fronte a un’opportunità importante di investimento che non va persa, per essere più forti sul piano commerciale, ma anche per migliorare la qualità dei prodotti. Penso tra gli altri agli investimenti che potranno essere fatti in tecnologie in grado di contrastare fenomeni come quello delle micotossine del mais.”
Cosa prevede il bando
Il bando è nell’ambito della misura 123 del PSR e prevede come termine ultimo per la presentazione delle domande il 5 aprile prossimo. Oltre ad operare sul territorio regionale, le imprese interessate devono essere inserite in una filiera agricola e dunque avere rapporti stabili e formalizzati con i produttori agricoli. Lattiero caseario, carne (bovina, suina, avicola), uova, ortofrutta, cereali, oleoproteaginose e foraggere, sementi, bieticolo saccarifero, miele ed olio d’oliva, i settori interessati. Le risorse stanziate pari a 20 milioni 130 mila euro permetteranno di erogare contributi in conto capitale, compresi tra il 40 e il 20% dell’intervento, a seconda delle dimensioni dell’impresa richiedente e del settore. L’importo massimo dell’investimento ammesso è compreso da un minimo di 250 mila euro ed un massimo di 3 milioni di euro per le imprese di maggiori dimensioni, con deroga a 50 mila euro per iniziative rivolte esclusivamente alla commercializzazione diretta dei prodotti di qualità. Per la predisposizione delle graduatorie settoriali verranno valutati parametri quali la tipologia dell’investimento, l’ubicazione, la concreta ricaduta per i produttori agricoli di base, i vantaggi per l’occupazione, le produzioni a marchio (DOP, IGT, Qualità controllata, biologico). Le domande ed i relativi progetti devono essere presentati direttamente alla Regione Emilia-Romagna, Servizio Aiuti alle imprese, utilizzando il Sistema Operativo Pratiche (SOP) secondo le modalità procedurali e la specifica modulistica predisposta ed approvata dalla Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura (AGREA).
Info: http://www.ermesagricoltura.it/Sportello-dell-agricoltore
giovedì 14 febbraio 2013
AIUTI AGLI INDIGENTI, MINISTRO CATANIA INCONTRA ENTI CARITATIVI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha incontrato i principali enti caritativi accreditati presso Agea per l’attuazione in Italia del Programma europeo di aiuti agli indigenti. Lo scopo dell’incontro è stato quello di aggiornare gli enti sulle prospettive future degli aiuti, in un contesto che vede la povertà in deciso aumento in Europa, con una richiesta di assistenza sempre maggiore. Durante la riunione si sono ripercorse le tappe che hanno portato l’Italia, ad ottenere già a dicembre 2011 il prolungamento del vecchio programma fino a tutto il 2013. Per il periodo post 2013, nell’ambito del recentissimo negoziato sul bilancio dell’Unione europea, il Governo italiano ha ottenuto l’istituzione di un Fondo europeo che erogherà aiuti fino al 2020 con una dotazione complessiva di 2,5 miliardi di euro. Per la prima volta quindi l’Unione europea sarà dotata di un Fondo dedicato agli indigenti, vincendo la resistenza di alcuni Paesi che ritengono che il tema della povertà debba essere affrontato dai singoli Stati. Nell’ambito dell’incontro si è esaminato anche il Fondo nazionale di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, strumento di cui l’Italia si è dotata già nel giugno 2012 con il Decreto Sviluppo, poiché, fino alla scorsa settimana, non era esclusa la possibilità dell’azzeramento dei fondi comunitari a sostegno dei poveri. Due i cardini fondamentali della norma: da un lato la creazione di un fondo per la gestione delle risorse finanziarie pubbliche, nazionali e comunitarie, e delle erogazioni liberali da donatori privati, dall’altro l’incentivo del recupero delle eccedenze alimentari all’interno della filiera alimentare, con il conseguente effetto di diminuire gli sprechi. Nell’incontro il Ministro ha anche potuto illustrare i principali punti del decreto interministeriale adottato di concerto con il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, in attuazione della legge Sviluppo, che fissa le modalità di applicazione della norma. In particolare è stata evidenziata l’importante istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra i Ministeri interessati, le Regioni, le Province, l’Anci, le organizzazioni economiche della filiera agroalimentare e gli enti caritativi accreditati presso Agea. Il tavolo di coordinamento ha l’obiettivo di formulare proposte e pareri relativi alla gestione del Fondo e delle erogazioni liberali di derrate alimentari, di beni e servizi, nonché agli specifici strumenti previsti dal decreto; formulare proposte per lo sviluppo di iniziative di informazione e sensibilizzazione alla donazione, al recupero di eccedenze alimentari e per la promozione e conoscenza degli strumenti, anche di natura fiscale, in tema di erogazioni liberali; formulare proposte per la definizione di provvedimenti relativi a specifici incentivi per i soggetti coinvolti nella donazione, nel recupero e nella distribuzione di derrate alimentari e nella donazione di denaro, beni e servizi.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha incontrato i principali enti caritativi accreditati presso Agea per l’attuazione in Italia del Programma europeo di aiuti agli indigenti. Lo scopo dell’incontro è stato quello di aggiornare gli enti sulle prospettive future degli aiuti, in un contesto che vede la povertà in deciso aumento in Europa, con una richiesta di assistenza sempre maggiore. Durante la riunione si sono ripercorse le tappe che hanno portato l’Italia, ad ottenere già a dicembre 2011 il prolungamento del vecchio programma fino a tutto il 2013. Per il periodo post 2013, nell’ambito del recentissimo negoziato sul bilancio dell’Unione europea, il Governo italiano ha ottenuto l’istituzione di un Fondo europeo che erogherà aiuti fino al 2020 con una dotazione complessiva di 2,5 miliardi di euro. Per la prima volta quindi l’Unione europea sarà dotata di un Fondo dedicato agli indigenti, vincendo la resistenza di alcuni Paesi che ritengono che il tema della povertà debba essere affrontato dai singoli Stati. Nell’ambito dell’incontro si è esaminato anche il Fondo nazionale di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, strumento di cui l’Italia si è dotata già nel giugno 2012 con il Decreto Sviluppo, poiché, fino alla scorsa settimana, non era esclusa la possibilità dell’azzeramento dei fondi comunitari a sostegno dei poveri. Due i cardini fondamentali della norma: da un lato la creazione di un fondo per la gestione delle risorse finanziarie pubbliche, nazionali e comunitarie, e delle erogazioni liberali da donatori privati, dall’altro l’incentivo del recupero delle eccedenze alimentari all’interno della filiera alimentare, con il conseguente effetto di diminuire gli sprechi. Nell’incontro il Ministro ha anche potuto illustrare i principali punti del decreto interministeriale adottato di concerto con il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, in attuazione della legge Sviluppo, che fissa le modalità di applicazione della norma. In particolare è stata evidenziata l’importante istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra i Ministeri interessati, le Regioni, le Province, l’Anci, le organizzazioni economiche della filiera agroalimentare e gli enti caritativi accreditati presso Agea. Il tavolo di coordinamento ha l’obiettivo di formulare proposte e pareri relativi alla gestione del Fondo e delle erogazioni liberali di derrate alimentari, di beni e servizi, nonché agli specifici strumenti previsti dal decreto; formulare proposte per lo sviluppo di iniziative di informazione e sensibilizzazione alla donazione, al recupero di eccedenze alimentari e per la promozione e conoscenza degli strumenti, anche di natura fiscale, in tema di erogazioni liberali; formulare proposte per la definizione di provvedimenti relativi a specifici incentivi per i soggetti coinvolti nella donazione, nel recupero e nella distribuzione di derrate alimentari e nella donazione di denaro, beni e servizi.
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