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giovedì 2 aprile 2015

OBBLIGO INDICAZIONE D’ORIGINE IN ETICHETTA, OI GRAN SUINO ITALIANO: “CHE TALE OBBLIGO SIA ESTESO IN FUTURO ANCHE AI PRODOTTI DI SALUMERIA”

Fonte: Organizzazione Interprofessionale Gran Suino Italiano

L’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino italiano, impegnata da tempo nel perseguimento delle strategie di valorizzazione delle carni suine d’origine nazionale, plaude all’introduzione dell’obbligo in etichetta del luogo di origine come indicato dal Regolamento europeo 1337/2013 in vigore dal 31 marzo 2015. Pur tuttavia evidenzia l’importanza di tenere alta la guardia sui controlli e sulla tracciabilità dei prodotti lungo la filiera, a garanzia della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori. “È imprescindibile che specialmente nella fase iniziale – osservano i vertici dell’Interprofessione suinicola - siano dispiegate tutte le energie necessarie affinché vi sia la certezza dell’autenticità delle informazioni riportate in etichetta. Servono pertanto disciplinari chiari e dettagliati oltre a verifiche costanti da parte delle Autorità per la tutela dei consumatori”. L’Organizzazione interprofessionale ritiene che tale obbligo sia da estendere anche all’etichettatura dei prodotti da salumeria. “E’ altresì improrogabile - conclude l’OI Gran Suino italiano - siglare un patto con la Grande distribuzione per garantire una trasparente e certa tracciabilità e per evitare che cia sia qualcuno incline a spacciare per italiani i prodotti realizzati con carni estere”.

CONSUMI: ARRIVA PASTA DEL CONTADINO, CON FARINA E UOVA MADE IN ITALY

Fonte: Coldiretti Emilia - Romagna

La pasta, alimento principe sulle tavole italiane, dal 31 marzo potrà essere acquistata direttamente dal contadino che la produce con farina e uova dell’azienda stessa. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna ricordando che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che, come già avvenuto per il pane, consente agli imprenditori agricoli di produrre e vendere pasta fresca o secca nell’ambito della normale attività agricola. “È un risultato ottenuto grazie all’impegno della nostra organizzazione – ha detto il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri – che avrà una duplice valenza perché risponde alla domanda di quel numero sempre più alto di consumatori che si rivolgono direttamente agli agricoltori per acquistare i prodotti che portano a tavola, avendo la garanzia di acquistare una pasta prodotta con farina e uova aziendali, e all’impresa agricola di produrre al suo interno uno degli alimenti più consumati dagli italiani”. In questo modo – commenta Coldiretti – viene ampliata la gamma di prodotti che i cittadini dell’Emilia Romagna potranno acquistare nei 160 mercati di Campagna Amica, 30 botteghe italiane e 820 aziende agricole che fanno vendita diretta. Gli emiliano romagnoli – ricorda Coldiretti – sono tra i maggiori consumatori di pasta in Italia, con 28 chilogrammi a testa (sono 26 chilogrammi a livello nazionale). Nello stesso provvedimento è stata inserita una buona notizia anche per le aziende agricole di collina e montagna che fanno attività di attività di cura del bosco. La lavorazione del legno per tavole e travi destinate ad attività artigianali di edilizia e falegnameria è considerata anch’essa attività agricola e come tale trattata con lo stesso regime fiscale.

AVVISO POSSIBILI GELATE

Fonte: Arpa Emr -Simc, Area Agrometeorologia Territorio e Clima

Nei prossimi giorni è previsto l'arrivo di aria fredda, le temperature caleranno, soprattutto ad inzio settimana. In condizioni di cielo sereno e assenza di vento si potranno verificare gelate alle prime ore del mattino. In base alle attuali previsioni i giorni più probabili per gelate tardive sono lunedì 6 e martedì 7 aprile.

mercoledì 1 aprile 2015

QUOTE LATTE PER TRASFORMAZIONE IN FORMAGGIO DOP, AGRINSIEME EMILIA ROMAGNA: “GRANDE SEGNO DI MATURITÀ DEGLI ALLEVATORI DEL CONSORZIO PARMIGIANO REGGIANO. COMPRESE APPIENO LE POTENZIALITÀ DEL PACCHETTO LATTE”

Fonte: Agrinsieme

Bologna, 1 aprile 2015 – “E’ un grande segno di maturità degli allevatori del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Nel giorno in cui cessa il regime europeo delle quote latte, sono state comprese appieno le potenzialità dello strumento di regolazione dell'offerta varato un anno e mezzo fa dall'Assemblea del Consorzio, ossia il Pacchetto Latte: una delle priorità nella programmazione dell’Ente di tutela che ha ottenuto l’approvazione dei caseifici e dei produttori di latte”. Commenta così Guglielmo Garagnani, coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - il raggruppamento di Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop Agroalimentare con oltre 40mila imprese associate - la notizia che il 98% degli allevatori del Consorzio abbia aderito alle quote latte da destinare alla trasformazione in formaggio Dop, entro la scadenza fissata al 31 marzo 2015. “Per far fronte alla grave crisi di prezzo, è improrogabile – rimarca il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna - la programmazione e regolazione dell’offerta e l’adesione “in massa” alle quote latte per il Parmigiano Reggiano significa che il mondo degli allevatori, unito, ha fatto proprio l’obiettivo del Pacchetto Latte teso a rafforzare il ruolo dei produttori all’interno della filiera”. “Oggi gli allevatori, il sistema produttivo e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, ne escono rafforzati” conclude Garagnani.

ETICHETTATURA, MARTINA: BENE REGOLAMENTO UE. TRACCIABILITÁ E TRASPARENZA FONDAMENTALI PER GARANTIRE SICUREZZA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che scatta da oggi l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di allevamento e macellazione delle carni suine, ovi-caprine e pollame così come indicato nel regolamento europeo 1337/2013. “Da oggi un’etichetta più trasparente per queste carni – ha commentato il Ministro Maurizio Martina - completa un lavoro fatto dall’Italia a Bruxelles fin dal momento in cui abbiamo dovuto affrontare il caso della mucca pazza. Questo regolamento, così come ogni strumento che rende più trasparente l’etichetta, va nella giusta direzione. Per noi l’origine dei prodotti – ha concluso il Ministro - è fondamentale e per questo motivo continueremo un serio impegno sull’origine come tratto distintivo del lavoro delle nostre aziende e per una più forte garanzia per la sicurezza dei consumatori.”

ETICHETTATURA CARNI: DA OGGI OBBLIGATORIA L’INDICAZIONE DELL’ORIGINE PER QUELLE SUINE, AVICOLE E OVINE. CONFAGRICOLTURA: “LA TRASPARENZA È STIMOLO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLE NOSTRE PRODUZIONI DA TUTELARE E VALORIZZARE ANCHE A LIVELLO INTERNAZIONALE”.

Fonte: Confagricoltura

I consumatori di carne di suino, ovino e volatile da oggi possono leggere in etichetta le informazioni relative al luogo in cui l’animale è stato allevato e macellato. In più potranno avere la certezza di acquistare un prodotto interamente italiano se sul prodotto compare la scritta relativa all’origine. Da oggi, infatti, entra in vigore il Regolamento europeo 1337/2013, uno degli atti delegati previsti dal Regolamento 1169/11 sulle informazioni da comunicare al consumatore. L’etichettatura è valida solo per le carni suine, avicole e ovine, e non per i prodotti da essi derivati (prosciutti, salumi, etc.). In particolare, sull’etichetta delle carni verranno riportate le seguenti diciture: “Allevato in…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo; “Macellato in…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo. E’ possibile anche inserire il termine “Origine…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo ma solo se l’animale è nato, allevato e macellato in un unico Stato membro o Paese terzo. In pratica soltanto se sarà riportato in etichetta la dicitura “Origine” il consumatore avrà la certezza di acquistare un prodotto interamente italiano. “La trasparenza delle etichette è un nuovo stimolo per il miglioramento della qualità – afferma Confagricoltura –. L’entrata in vigore del Regolamento è un provvedimento importante che accogliamo con favore, poiché va nell’interesse dei produttori e dei consumatori. Ora occorre continuare a lavorare con impegno per favorire la tutela delle nostre produzioni anche a livello internazionale, facendo sì che vi sia omogeneità nelle normative e negli standard qualitativi a garanzia dei diritti dei consumatori e dei produttori. “In Italia – aggiunge Confagricoltura - i protocolli di allevamento, macellazione e commercializzazione sono rigorosi, i controlli sono accurati e il costo del lavoro è oneroso: è necessario che queste specificità vengano conosciute e valorizzate dal mercato, per assicurare un futuro dignitoso alla filiera zootecnica”.


CHE COSA INDICANO LE VARIE DICITURE IN ETICHETTA

LO ZUCCHERO ITALIANO ALL’ATTENZIONE DELLE ISTITUZIONI

Fonte: Coprob  

COPROB ha presentato in Commissione Agricoltura del Senato ragioni e valori della filiera bieticolo-saccarifera nazionale, raccogliendo sensibilità e disponibilità per sostenere la continuità della produzione di zucchero

Minerbio, 1 aprile 2015 – COPROB - la prima impresa di produzione di “zucchero italiano 100%” commercializzato con il marchio Italia Zuccheri - ha presentato ieri in audizione davanti alla Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica le difficoltà del settore, ma anche le iniziative necessarie alla continuità della filiera bieticolo saccarifera nazionale. Nel corso dell’audizione è emerso che - a fronte di un’ottima capacità produttiva aziendale e nonostante l’impegno profuso dalla Cooperativa nel ridurre i costi di produzione lungo tutta la propria filiera - il crollo dei prezzi dello zucchero, scesi negli ultimi due anni mediamente di circa il 40% a livello UE, sta penalizzando tutti i produttori comunitari e sta mettendo a rischio la stessa continuità della filiera nazionale. Massima attenzione e sensibilità è stata manifestata da parte dei Senatori intervenuti, che, dopo aver condiviso la strategicità della produzione di zucchero in Italia, hanno sollecitato l’adozione di misure e interventi attesi, almeno in parte, da anni e che corrispondono al rispetto di impegni governativi già assunti e ripetutamente confermati anche dallo stesso Esecutivo in carica. “COPROB – ha ricordato il Presidente Claudio Gallerani – è una impresa cooperativa italiana, forte del sostegno di oltre 5.900 aziende agricole associate attive in Emilia Romagna e in Veneto, che approvvigiona il mercato nazionale e genera benefici a favore di imprese e lavoratori dei nostri territori. Rappresentiamo un valore profondo per la filiera agricola, consentendo di mantenere la rotazione tra colture secondo le migliori pratiche ambientali”. COPROB ha ribadito tra l’altro la massima urgenza per la completa erogazione dei 46 milioni di euro di aiuti nazionali destinati all’intero settore e riferiti alle campagne del 2009 e del 2010, ha chiesto la salvaguardia degli attuali aiuti accoppiati PAC ai bieticoltori anche per il futuro e ha sollecitato l’immediata operatività delle misure agroambientali a sostegno della barbabietola già previste dai Piani di Sviluppo Regionali. Illustrando lo scenario critico comunitario e le sempre maggiori esigenze di competitività del nostro sistema Paese nel contesto internazionale, COPROB ha evidenziato la necessità che le Istituzioni tutte promuovano una politica a favore dell'equilibrio di mercato anche contenendo le importazioni Extra UE e ha chiesto interventi per ridurre quei costi che, come la spesa energetica, penalizzano COPROB e i produttori italiani rispetto ai competitori nord europei. “Grazie a Italia Zuccheri Commerciale, COPROB è in grado di approvvigionare oltre il 20% del mercato nazionale a favore delle imprese alimentari che producono l’eccellenza del Made in Italy – ha proseguito il Vice Presidente di COPROB Giovanni Tamburini. In tal modo contribuiamo a ridurre il pericolo del formarsi di un oligopolio nord europeo, con conseguente rischio per la continuità dell’approvvigionamento e per la disponibilità di prodotto a prezzi competitivi”. Ora COPROB attende, insieme a tutti gli operatori della filiera zucchero, risposte concrete, finalmente operative e risolutive dei problemi più volte evidenziati.