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lunedì 4 febbraio 2013

COLDIRETTI: CRESCONO LE IMPRESE AGRICOLE CONDOTTE DA IMPRENDITRICI. UN’IMPRESA SU QUATTRO E’ “ROSA”.

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Nel primo incontro del rinnovato coordinamento provinciale di Donne Impresa Ferrara messo a punto il calendario delle attività per i prossimi mesi.

A sfidare la crisi nel 2012 sono nate in Italia ben 103.391 imprese rosa che hanno fatto salire il loro numero complessivo a 1.424.743 nei diversi settori produttivi. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Unioncamere relativi al 31 dicembre 2012 dalla quale sievidenzia che nel tessuto economico nazionale oggi quasi una impresa su quattro è condotta da donne (23,5 per cento). La maggioranza delle imprese femminili - stima la Coldiretti - opera nel commercio (circa il 30 per cento), ma una forte presenza si registra con oltre il 16 per cento in agricoltura, nei servizi di alloggio e ristorazione (quasi il 10 per cento e nel manifatturiero (8 per cento) L’incremento rappresenta un dato positivo anche se evidenzia ancora - sottolinea la Coldiretti - le difficoltà del sistema Italia a garantire pari opportunità all’universo femminile nel del sistema Italia. Quello che appare invece evidente – continua la Coldiretti - è invece il rilevante contributo qualitativo che le donne imprenditrici hanno apportato al rilancio del sistema economico nazionale in termini di innovazione, creatività. In agricoltura dove la presenza femminile è superiore alla media con quasi una impresa agricola su tre (29 per cento) condotta dalle donne la capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sembra essere - sottolinea la Coldiretti - una delleprincipali ragioni della presenza femminile nelle campagne. Un impegno che - precisa la Coldiretti - è infatti particolarmente rilevante nelle attività piu' innovative e multifunzionali come dimostra il protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi o nelle associazioni per la valorizzazione di prodotti tipici nazionali come il vino e olio. L’ingresso progressivo della presenza femminile nell’agricoltura italiana ha certamente dato un forte impulso all’innovazione che ha caratterizzato il settore con l'ampliamento delle attività ad esso connesse come la trasformazione dei prodotti, la crescente attenzione al benessere, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, la pet-therapy, l’adozione di piante e animali on line e tante altre innovazioni in rosa. Su queste considerazioni e sul valore del fare “gruppo” per contribuire alle attività sindacali di Coldiretti a livello provinciale, si è svolto il primo incontro ufficiale del neo costituito comitato provinciale di Donne Impresa di Coldiretti Ferrara. Nell’occasione sono state anche elette le due vice rappresentanti che coadiuveranno l’attività della rappresentante provinciale, Monia Dalla Libera, ovvero Sabina Tasinato e Licia Benazzi. Messo a punto anche il primo programma di attività formative, che prevede una serie di incontri, in collaborazione anche con Giovani Impresa, sulla struttura organizzativa del “sistema Coldiretti”, in modo da poter dare conoscenza di tutte le opportunità ed attività che le imprese agricole possono trovare all’interno dell’organizzazione, ed un successivo momento dedicato a migliorare le tecniche di comunicazione e relazione interpersonale. Altri temi che troveranno sviluppo saranno approfondimenti sia sindacali che tecnici sulla multifunzionalità aziendale e sul credito e gestione d’impresa. “Vogliamo essere un gruppo attivo – commenta Monia Dalla Libera – ed avere le necessarie conoscenze e tecniche per sapercoinvolgere al meglio altre imprenditrici ed altri imprenditori ci sembra necessario per essere più efficaci e dunque in grado di <> con il nostro progetto nel modo migliore”. 

sabato 2 febbraio 2013

FORUM ANGA, LE CONCLUSIONI DEL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA MARIO GUIDI: “LA RICETTA DEL FUTURO E' FATTA DI GIOVANI FORZE POSITIVE, AGGREGAZIONI E RETI D'IMPRESA”

Fonte: Confagricoltura

“I giovani sono la forza del Paese, il vero motore della ripresa. Un 'patrimonio' che non si può vanificare come sta accadendo attualmente. Investire su di loro dovrebbe essere la regola, così come sarebbe logico creare condizioni adatte allo sviluppo delle imprese, ma così non è”. Lo ha detto oggi a Napoli il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, concludendo i lavori del XV Convegno Quadri e del II Forum dell'Anga, l'Organizzazione dei giovani agricoltori. “La politica, il Parlamento ed il Governo che si insedieranno, hanno il dovere di dare risposte alle priorità - ha proseguito il presidente di Confagricoltura - Il mondo recentemente ha subito diversi choc, in primis, quello finanziario. Vanno ora ridisegnate completamente le regole del gioco, riscrivendo l'intero sistema e ponendo al centro la ‘terra’, in termini di sostenibilità ambientale ed economica. Il settore ha grandi potenzialità di cui, però, si è ancora poco consapevoli. Occorre analizzare i fattori di vantaggio dei nostri territori, riuscendo ad utilizzarli al meglio”. Per il presidente di Confagricoltura “i giovani hanno confermato, in qualche modo, la necessità che la piramide venga rovesciata perché chi ha idee non ha risorse e chi ha mezzi non si vuole più mettere in gioco”. “In un mondo dove tutto è connesso, chi è fuori non conta - ha aggiunto Guidi -. Per crescere l'agricoltura ha bisogno, ad esempio, della banda larga, occorre anche uscire dalla dimensione esclusivamente di settore, superandola per ricostituire un sistema delle conoscenze”. Il presidente di Confagricoltura si è soffermato infine sulle opportunità delle reti d'impresa ed ha evidenziato l'importanza di aver costituito ‘Agrinsieme’ (il coordinamento di larga parte del mondo agricolo organizzato). "Per noi imprenditori agricoli che gestiamo la terra è una grande occasione - ha concluso - Ci siamo resi conto che per avere un ambiente favorevole dobbiamo essere capaci di costruircelo direttamente; non vogliamo aspettare che altri facciano ciò che ci serve, ma ci siamo rimboccati le maniche".

CHI E’ IL GIOVANE IMPRENDITORE DI CONFAGRICOLTURA E COSA CHIEDE AL PROSSIMO GOVERNO

Fonte: Confagricoltura  

UNA RICERCA DEL CENTRO STUDI DELLA CONFEDERAZIONE

Chi sono gli imprenditori “tipo” dell’Anga e quali sono i loro desiderata rispetto alla classe politica di domani? La risposta arriva dal Centro Studi di Confagricoltura che, in occasione del XV Convegno Quadri Dirigenti dei Giovani di Confagricoltura in corso a Napoli, ha realizzato un’indagine su un campione ragionato di aziende associate, cercando di focalizzare il profilo dell’impresa e temi che spaziano dal commercio alla politica. Lo studio ha rilevato un incidenza maggiore degli uomini (66%) rispetto alle donne (34%), ma entrambi mediamente hanno la stessa età (32 anni). E’ titolare d’azienda a tutti gli effetti il 71% degli intervistati, il 93% gestisce un’azienda di famiglia, con una dimensione media di 113 ettari. Questo a dimostrazione di come ci sia, comunque, uno stretto legame tra attività di impresa e “familiarità” con il settore. Purtroppo, l’elevato costo dei terreni e la scarsa rimuneratività del beneficio fondiario impediscono ai giovani di insediarsi nel settore primario come capi azienda. Ed è pure molto probabile che le varie misure volte ad introdurre nuovi soggetti nel mondo agricolo siano troppo macchinose e scoraggino in partenza anche i più interessati. I giovani di Confagricoltura certificano le proprie produzioni (ma comunque entro il 50%) prestando attenzione alle problematiche ambientali, coltivando bio (50%) od utilizzando le denominazioni di origine (50%). Utilizzano quasi sempre mezzi informatici per la gestione dell’azienda (89%), però non aderiscono ancora a strumenti innovativi come le reti di impresa (solo il 12% lo fa). La percentuale di partecipazione a reti strutturate di impresa è comunque inferiore rispetto alla percentuale delle aziende di Confagricoltura (18,2% - indagine Censis Confagricoltura marzo 2012). Come dire che in agricoltura c’è ancora un gap generazionale significativo nella collaborazione partecipativa del “fare impresa”. Dei giovani imprenditori Anga solo il 35% è aggregato in OP, ma di converso ben il 40% degli intervistati utilizza la cooperativa come canale commerciale, il 23% l’industria e il 26% la vendita diretta. Tutto sommato limitato (4%) il ricorso alla vendita on-line. Il 51% ritiene comunque insoddisfacente il collocamento del prodotto. Il 60% degli intervistati ha beneficiato dei fondi strutturali PSR, soprattutto (quasi il 90%) tramite le misure per il primo insediamento, agro ambientali e per l’ammodernamento dell’azienda agricola; misure servite in sei casi su dieci ad introdurre innovazione di prodotto o di processo. Ben il 90% dei giovani imprenditori di Confagricoltura ha introdotto innovazione all’interno della propria azienda. Peccato che di questi solo la metà abbia potuto beneficiare di incentivi di politiche nazionali e comunitarie. Infine, l’indagine del Centro Studi si è incentrata sul futuro prossimo gettando uno sguardo sul periodo “post elettorale”. In particolare è stato chiesto quali provvedimenti di politica generale i giovani imprenditori dell’Anga vorrebbero che le nuove istituzioni approvassero nei primi cento giorni di governo. Gli intervistati hanno indicato come priorità la riforma fiscale e contributiva e il riassetto delle istituzioni nazionali (rispettivamente il 26% ed il 23%). Seguono misure per favorire l’occupazione (14%), la promozione di formazione e ricerca (11%) e la riforma del sistema elettorale (10%). Per quanto riguarda, invece, i provvedimenti di politica agricola richiesti, su tutti spicca l’esigenza di maggior facilità di accesso al credito (25%). Sono evidenti le difficoltà nel reperire capitali di esercizio e di investimento per la propria attività dopo il credit crunch. Subito dopo sono stati indicati il finanziamento per acquisire mezzi di produzione innovativi (22%) e per acquistare terreni agricoli (20%). Quest’ultima esigenza al pari della richiesta di un nuovo regime fiscale per creare nuove reti di impresa (20%). E’ chiara, quindi, l’esigenza per una politica dei fattori efficace, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione (che i giovani imprenditori di Anga chiedono di incentivare) e per il fattore di produzione principale - e di più difficile acquisizione – per le aziende agricole: la terra. Meno sentita la necessità di fondi per finanziare business plan ed analisi di mercato; forse servizi già disponibili ed acquisiti.  

SCHEDA: Le imprese AGRICOLE UNDER 35

Sono 57.673 le imprese agricole under 35 in Italia, secondo i dati Unioncamere, il 7% del totale delle imprese agricole iscritte al registro delle imprese delle CCIAA (823.542) e il 9% circa delle imprese giovani complessive. Un numero comunque rilevante visto che solo le categorie delle imprese giovani di “costruzioni” e del “commercio all’ingrosso e al dettaglio” possono vantare un numero superiore di operatori (rispettivamente 123 mila e 183 mila circa). Nel corso degli ultimi anni, secondo i dati Eurostat, le imprese agricole giovani in Italia sono diminuite in valore assoluto: da 145 mila nel 1990 a 115 mila nel 2000 sino ai poco meno di 52 mila nel 2007 (dato comunque non paragonabile a quello di Unioncamere). Un calo complessivo del 64% per cento; comunque superiore alla flessione del numero complessivo di aziende agricole (meno 37%) nello stesso periodo. Come sopra accennato, le imprese agricole rappresentano il 9% (esattamente l’8,8%) di tutte le imprese condotte da giovani (658.033) nei vari settori. Un dato comunque peggiore rispetto all’incidenza (13,5%) delle imprese agricole rispetto al totale delle imprese di tutti i settori (6,1 milioni). In Italia i giovani che si dedicano all’agricoltura sono soprattutto nel meridione e nelle isole, in particolare in Calabria, Sicilia e Sardegna, dove si trovano il 56% delle aziende agricole giovani nazionali, pari a quasi il 9% delle imprese complessive (la media nazionale è del 7%).

venerdì 1 febbraio 2013

ANGA-GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: FIRMATI A NAPOLI GLI ACCORDI CON AGRIVENTURE, LIBERA TERRA E RETE DELLE FATTORIE SOCIALI

Fonte: Confagricoltura

Tre accordi siglati per rispondere alle esigenze più sentite dai giovani imprenditori agricoli. Da quelle immediatamente pratiche, a quelle di più alto valore etico e sociale. E’ con quest’ottica che a Napoli, dove sono in corso i lavoro del XXV Convegno Quadri dell’Anga, i giovani di Confagricoltura hanno firmato gli accordi con Agriventure, Libera Terra e Rete delle Fattorie Sociali. “Il credito è l’ostacolo più alto che incontrano le nuove generazioni quando vogliono fare impresa in agricoltura”, ha detto il presidente dell’Anga Nicola Motolese, sottolineando l’importanza dell’accordo sottoscritto con Agriventure, la società del gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al settore agroalimentare, agroindustriale ed agro energetico. L’agricoltura ha un ruolo centrale nel progetto di rilancio del sistema Paese, ma è minacciata da fenomeni di illegalità. Per questo i giovani di Confagricoltura si impegnano a collaborare con Libera Terra, il marchio creato da Don Luigi Ciotti, che contraddistingue le produzioni biologiche realizzate nelle terre confiscate alla criminalità organizzata. Sul fronte dell’impegno sociale si inserisce l’accordo con la Rete delle fattorie Sociali, che riunisce agricoltori, operatori e ricercatori, con lo scopo di diffondere un’agricoltura responsabile, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini, in particolare delle categorie più deboli. “Come giovani – ha concluso Nicola Motolese - non possiamo non credere in un futuro in cui l’impresa e la sua produttività siano avulse dal contesto ambientale e sociale in cui operano. I concetti di sostenibilità e di solidarietà sono nel nostro DNA.”

LOTTA ALLO SPRECO ALIMENTARE, ERRANI E RABBONI INCONTRANO GAROT, MINISTRO FRANCESE CON DELEGA ALL'AGROALIMENTARE.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione  

In regione nel 2012 oltre 100 mila quintali di ortofrutta sottratti alla distruzione e distribuiti a persone indigenti

Oltre 100 mila quintali di frutta e verdura sottratti in regione alla distruzione nel corso del 2012 e distribuiti a enti e strutture che si occupano di persone in difficoltà. Grazie ai fondi europei e all’iniziativa della Regione Emilia-Romagna. Di questi circa 21 mila sono transitati nella piattaforma bolognese di Villa Pallavicini, gestita dalla Fondazione Gesù Divino Operaio, e successivamente distribuiti a enti e strutture diocesane, al carcere della Dozza, all’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp) “Poveri vergognosi” e alle popolazioni colpite dal sisma dello scorso maggio. I prodotti recuperati hanno un valore commerciale di oltre 4 milioni di euro. Di contrasto allo spreco alimentare, di proposte per nuove regole comunitarie e di iniziative per recuperare le eccedenze agricole si è discusso durante l’incontro avvenuto questo pomeriggio tra il presidente della Regione Vasco Errani e Guillaume Garot, ministro francese con delega all’Agroalimentare. Garot era accompagnato dall’ambasciatore di Francia in Italia; presenti all’incontro anche Tiberio Rabboni, assessore regionale all’Agricoltura, e Salvatore Caronna, eurodeputato alla Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. La Regione Emilia-Romagna, prima in Italia, ha realizzato un portale web che rende completamente trasparenti le relazioni tra le Organizzazioni dei produttori ortofrutticoli che rendono disponibile il prodotto e gli enti di solidarietà sociale che provvedono a distribuirlo alle persone indigenti. “Questa opportunità in Italia è purtroppo poco conosciuta ed utilizzata. Da sola l’Emilia-Romagna ritira e distribuisce circa l’80% della produzione ortofrutticola italiana destinata agli indigenti - ha sottolineato Rabboni - e questo per tre ragioni: qui ci sono un mondo agricolo organizzato, numerose reti organizzate di aiuto agli indigenti come Caritas e Banco Alimentare, una Regione che svolge un importante ruolo di interfaccia tra chi ritira e chi può distribuire”. L’incontro con Garot è stata l’occasione per fare il punto sul futuro delle politiche agricole europee. “Siamo pienamente pronti a collaborare ad esperienze e scambi con le altre Regioni - ha sottolineato Errani - che servano anche a contribuire a costruire una legislazione comune sul tema della lotta allo spreco alimentare”. Dopo l’incontro in Regione, Garot ha visitato il Centro Caritas di raccolta e distribuzione delle eccedenze agroalimentari di Villa Pallavicini.

IMU E IVA IN AGRICOLTURA: CONFAGRICOLTURA SODDISFATTA PER LE PRECISAZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA

Fonte: Confagricoltura

Con le risposte degli Uffici dell'Amministrazione finanziaria in sede di “Telefisco 2013 - Sole 24 Ore” si rendono ufficiali i chiarimenti sostenuti dalla Confagricoltura in materia di esonero dall'obbligo di presentazione della dichiarazione Imu per gli agricoltori professionali; si sono confermati poi, sempre per l’Imu, l'aliquota ridotta per i fabbricati rurali strumentali e, per quanto riguarda l’Iva, il rinvio, per gli agricoltori esonerati, dell'obbligo di presentazione degli elenchi clienti e fornitori al 2014. “Si tratta – è il commento di Palazzo della Valle - di tre importanti risultati, vivamente sollecitati da Confagricoltura in sede ministeriale, che consentono di evitare onerosi e complessi adempimenti in capo agli imprenditori agricoli, in un momento di forte e pressante azione della politica fiscale”.

IPPICA, MIPAAF E MEF: SBLOCCATI 30 MILIONI DI EURO PER PAGAMENTO PREMI 2012 E CORRISPETTIVI IPPODROMI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Con un decreto congiunto del Ministero dell’Economia e del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è stata sbloccata una prima tranche di 30 milioni di euro per il pagamento dei premi 2012 e per i corrispettivi spettanti agli ippodromi per la stessa annualità. Queste risorse sono un primo segnale necessario per il ritorno alla normalità di un settore, che da anni vive un crisi profonda.