Fonte: Confagricoltura
“Ripartire dalla terra. Puntare sull’agricoltura, riconoscendone la centralità, significa voler costruire quelle condizioni economiche, sociali, culturali per poter guardare al futuro con ottimismo, entusiasmo e positività. E’ quel che serve ai giovani e all’Italia”. Lo ha detto il presidente dei giovani di Confagricoltura, Nicola Motolese aprendo oggi, a Napoli, i lavori del XV Convegno quadri dell’Anga.
“La promozione dell’agricoltura è tra le prime cinque priorità che i cittadini indicano al prossimo Governo. Il ruolo centrale del nostro settore – sottolinea Motolese - viene ulteriormente confermato anche dai risultati delle ‘Primarie della cultura’, il sondaggio on line promosso dai giovani del Fai (Fondo Ambiente Italiano)”. L’agricoltura italiana, con l’agroalimentare rappresenta il 16% del Prodotto Interno Lordo, gestisce più del 70% dell’intero territorio nazionale, dà occupazione a un milione di persone e conta circa 800.000 aziende agricole. Sono più di 500 le produzioni certificate legate al territorio tra Dop, Igp e l’Italia è leader nelle produzioni biologiche.
Occorre, a parere dell’Anga, dare fiducia alle imprese agricole, creare un ambiente favorevole alla loro nascita e al loro sviluppo, che non disincentivi la permanenza degli imprenditori e dei giovani nel settore. E serve anche impegnarsi a livello nazionale ed europeo perché si investa di più in agricoltura. “La metà del territorio nazionale e della Ue è gestito dagli agricoltori – conclude Motolese -, malgrado ciò siamo costretti ad essere i primi importatori al mondo di prodotti agricoli ed alimentari, con un deficit commerciale che si colloca intorno ai 30 mld di dollari all’anno”.
giovedì 31 gennaio 2013
CONVEGNO QUADRI GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: AGRICOLTURA TRA LE PRIORITA’ DEL PROSSIMO GOVERNO. LO CONFERMA UN SONDAGGIO DEL FAI
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AGRICOLTURA, NAC SMANTELLANO ORGANIZZAZIONE CRIMINALE DEDITA A FRODI COMUNITARIE A SALERNO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Avevano organizzato una maxi truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea commettendo una serie di reati per ottenere carburante a prezzi agevolati per uso agricolo e percepire finanziamenti comunitari destinati a sostenere il comparto agroalimentare. Per questo 20 persone sono state raggiunte da una serie di ordinanze di misure cautelari (3 in carcere e 17 agli arresti domiciliari) al termine di un’indagine condotta dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari-Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno. Nel corso dell’indagine i militari hanno accertato l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e dell’UE, riciclaggio, accesso abusivo ai sistemi telematici, corruzione, falsità materiale e ad altri reati connessi alla illecita destinazione di carburante “agevolato” ad uso agricolo e all’illecito percepimento di finanziamenti comunitari destinati al sostegno del comparto agroalimentare. Gli uomini del Nac hanno individuato una organizzazione criminale ben strutturata in cui il ruolo dei promotori è stato assunto da un sedicente imprenditore agricolo e da due commercialisti. Questi - avvalendosi di una fitta rete di complicità (tra cui quella di un ex impiegato della Provincia di Salerno e dei titolari di un internet point e di depositi di carburanti della provincia di Salerno e di Avellino) - hanno presentato falsa documentazione alla Provincia di Salerno e proceduto a falsi inserimenti telematici sulla titolarità di terreni agricoli in affitto, in realtà inesistenti, riuscendo a costituire fittiziamente alcune aziende agricole per ottenere da un lato agevolazioni sulla tassazione dei carburanti, dall’altro illeciti finanziamenti comunitari sul Programma Sviluppo Rurale UE destinato al sostegno all’agricoltura della Regione Campania. La rete del circuito affaristico - criminale, attiva dal 2009, è arrivata a coinvolgere complessivamente 47 soggetti indagati che hanno fruito illegalmente delle agevolazioni sull’uso del carburante agricolo truffando lo Stato per un ammontare complessivo stimato in circa 5 milioni di euro, corrispondenti all’accisa sottratta. Il gasolio o la benzina utilizzati per i mezzi agricoli sono infatti soggetti ad una tassazione agevolata che consente un risparmio di oltre il 35% rispetto all’uso comune. Le indagini hanno inoltre consentito di appurare che il gruppo criminale era riuscito anche ad ottenere finanziamenti comunitari per oltre 107.000,00 euro nella misura “F” del POR Campania del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 destinato al sostegno dell’agricoltura nella Regione. L’attività di indagine del Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno si è sviluppata con analisi informatiche e documentali, pedinamenti, servizi di osservazione, intercettazioni che hanno riguardato l’intera rete di complicità del sodalizio ed hanno consentito di individuare le “basi logistiche” in due depositi di carburante, uno di Battipaglia (SA) ed un altro a Serino (AV). Il Nucleo Antifrodi Carabinieri (NAC) di Salerno, della cui collaborazione si è avvalsa la Procura della Repubblica di Salerno per questa complessa e articolata indagine, è inquadrato nel Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, il Reparto Speciale dell’Arma dei Carabinieri che opera dal 1982 alle dipendenze funzionali del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari per contrastare le frodi nel comparto agroalimentare.
Avevano organizzato una maxi truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea commettendo una serie di reati per ottenere carburante a prezzi agevolati per uso agricolo e percepire finanziamenti comunitari destinati a sostenere il comparto agroalimentare. Per questo 20 persone sono state raggiunte da una serie di ordinanze di misure cautelari (3 in carcere e 17 agli arresti domiciliari) al termine di un’indagine condotta dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari-Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno. Nel corso dell’indagine i militari hanno accertato l’esistenza di una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e dell’UE, riciclaggio, accesso abusivo ai sistemi telematici, corruzione, falsità materiale e ad altri reati connessi alla illecita destinazione di carburante “agevolato” ad uso agricolo e all’illecito percepimento di finanziamenti comunitari destinati al sostegno del comparto agroalimentare. Gli uomini del Nac hanno individuato una organizzazione criminale ben strutturata in cui il ruolo dei promotori è stato assunto da un sedicente imprenditore agricolo e da due commercialisti. Questi - avvalendosi di una fitta rete di complicità (tra cui quella di un ex impiegato della Provincia di Salerno e dei titolari di un internet point e di depositi di carburanti della provincia di Salerno e di Avellino) - hanno presentato falsa documentazione alla Provincia di Salerno e proceduto a falsi inserimenti telematici sulla titolarità di terreni agricoli in affitto, in realtà inesistenti, riuscendo a costituire fittiziamente alcune aziende agricole per ottenere da un lato agevolazioni sulla tassazione dei carburanti, dall’altro illeciti finanziamenti comunitari sul Programma Sviluppo Rurale UE destinato al sostegno all’agricoltura della Regione Campania. La rete del circuito affaristico - criminale, attiva dal 2009, è arrivata a coinvolgere complessivamente 47 soggetti indagati che hanno fruito illegalmente delle agevolazioni sull’uso del carburante agricolo truffando lo Stato per un ammontare complessivo stimato in circa 5 milioni di euro, corrispondenti all’accisa sottratta. Il gasolio o la benzina utilizzati per i mezzi agricoli sono infatti soggetti ad una tassazione agevolata che consente un risparmio di oltre il 35% rispetto all’uso comune. Le indagini hanno inoltre consentito di appurare che il gruppo criminale era riuscito anche ad ottenere finanziamenti comunitari per oltre 107.000,00 euro nella misura “F” del POR Campania del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 destinato al sostegno dell’agricoltura nella Regione. L’attività di indagine del Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno si è sviluppata con analisi informatiche e documentali, pedinamenti, servizi di osservazione, intercettazioni che hanno riguardato l’intera rete di complicità del sodalizio ed hanno consentito di individuare le “basi logistiche” in due depositi di carburante, uno di Battipaglia (SA) ed un altro a Serino (AV). Il Nucleo Antifrodi Carabinieri (NAC) di Salerno, della cui collaborazione si è avvalsa la Procura della Repubblica di Salerno per questa complessa e articolata indagine, è inquadrato nel Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, il Reparto Speciale dell’Arma dei Carabinieri che opera dal 1982 alle dipendenze funzionali del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari per contrastare le frodi nel comparto agroalimentare.
IMPRESE, CONFAGRICOLTURA: CAMBIA IL VOLTO DELL’AGRICOLTURA. IN 12 anni HANNO CHIUSO 265 MILA DITTE INDIVIDUALI (-27%). IN CRESCITA LE SOCIETÀ DI CAPITALI (+69%)
Fonte: Confagricoltura
Scendono sotto la soglia di 800 mila le imprese agricole italiane registrate alle Camere di Commercio. Lo evidenzia il Centro Studi di Confagricoltura sulla base dei dati Infocamere-Movimprese. Le imprese agricole registrate ad oggi sono infatti 795 mila, in calo del 2,4% rispetto allo scorso anno. Dal 2000 sono uscite dal registro camerale 255 mila imprese circa, con una contrazione in termini percentuali del 24,3%. Interessante la dinamica delle forme del fare impresa in agricoltura che conferma la tendenza già evidenziata negli ultimi anni. Le società di capitali operanti in agricoltura hanno superato le 13 mila unità (+5,5% rispetto allo scorso anno, +68,9% nel periodo 2000/2012). E crescono, anche se solo dell’1,6% negli ultimi dodici mesi, le società di persone (+ 12,4nel 2000-2012). Il calo del numero complessivo delle imprese, di fatto – osserva il Centro Studi di Confagricoltura – è tutto attribuibile alla scomparsa delle ditte individuali che sono diminuite in valore assoluto di 21mila soggetti (poco meno di 265 mila dal 2000 ad oggi, -27,1%).
Scendono sotto la soglia di 800 mila le imprese agricole italiane registrate alle Camere di Commercio. Lo evidenzia il Centro Studi di Confagricoltura sulla base dei dati Infocamere-Movimprese. Le imprese agricole registrate ad oggi sono infatti 795 mila, in calo del 2,4% rispetto allo scorso anno. Dal 2000 sono uscite dal registro camerale 255 mila imprese circa, con una contrazione in termini percentuali del 24,3%. Interessante la dinamica delle forme del fare impresa in agricoltura che conferma la tendenza già evidenziata negli ultimi anni. Le società di capitali operanti in agricoltura hanno superato le 13 mila unità (+5,5% rispetto allo scorso anno, +68,9% nel periodo 2000/2012). E crescono, anche se solo dell’1,6% negli ultimi dodici mesi, le società di persone (+ 12,4nel 2000-2012). Il calo del numero complessivo delle imprese, di fatto – osserva il Centro Studi di Confagricoltura – è tutto attribuibile alla scomparsa delle ditte individuali che sono diminuite in valore assoluto di 21mila soggetti (poco meno di 265 mila dal 2000 ad oggi, -27,1%).
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SEMPLIFICAZIONE, MIPAAF: PUBBLICATO SUL SITO L’ELENCO DEI CONTROLLI PER LE IMPRESE AGRICOLE ED AGROALIMENTARI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
In attuazione del comma 2 dell’art. 14 del D.L. 5/2012 “Semplificazioni”, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in collaborazione con il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione e le Regioni, rende disponibile, in via sperimentale, la lista dei controlli a cui possono essere assoggettate le imprese della filiera agricola ed agroalimentare, in funzione della loro dimensione e del settore di attività. Il Mipaaf è la prima Amministrazione centrale a pubblicare la lista dei controlli di propria competenza in base alla norma richiamata in oggetto. La mappatura, la classificazione e la pubblicazione dei controlli, non hanno solamente lo scopo di fornire agli operatori informazioni e riferimenti normativi relativi ai controlli cui possono essere soggette le imprese agricole ed agroalimentari, ma costituiscono la base informativa su cui il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha avviato un lavoro mirato alla razionalizzazione, semplificazione e coordinamento dei controlli stessi, allo scopo di ridurre il carico amministrativo ed i disagi per le imprese, pur assicurando la migliore tutela degli interessi pubblici. Nella fase sperimentale sarà possibile accedere alla lista dei controlli dall’apposito banner “semplificazione controlli”, presente sulla home page del sito Mipaaf ed è prevista la possibilità di interagire ed inviare commenti e suggerimenti a semplificazione.controlli@mpaaf.gov.it; la pubblicazione definitiva dei controlli verrà resa disponibile, oltre che sul sito Mipaaf, anche su www.impresainungiorno.gov.it. Il lavoro di catalogazione ha coinvolto tutti i Dipartimenti, gli organi del Mipaaf ed i nuclei speciali, titolari di responsabilità sui controlli nel settore agricolo ed agroalimentare, in particolare: l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari, il Comando Carabinieri Politiche Agricole, il Corpo Forestale dello Stato, le Capitanerie di Porto, la Direzione generale per la pesca e l’acquacoltura e l’AGEA. Il lavoro è stato concordato con il Ministero per la pubblica amministrazione e semplificazione – Dipartimento per la funzione pubblica ed è stato riconosciuto pienamente coerente con quanto previsto dalle “linee guida in materia di Controlli ai sensi dell’art. 14, comma 5 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35”, elaborate dallo stesso Dipartimento e sulle quali è stata sancita l’intesa in Conferenza unificata nella riunione del 24 gennaio 2013.
In attuazione del comma 2 dell’art. 14 del D.L. 5/2012 “Semplificazioni”, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in collaborazione con il Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione e le Regioni, rende disponibile, in via sperimentale, la lista dei controlli a cui possono essere assoggettate le imprese della filiera agricola ed agroalimentare, in funzione della loro dimensione e del settore di attività. Il Mipaaf è la prima Amministrazione centrale a pubblicare la lista dei controlli di propria competenza in base alla norma richiamata in oggetto. La mappatura, la classificazione e la pubblicazione dei controlli, non hanno solamente lo scopo di fornire agli operatori informazioni e riferimenti normativi relativi ai controlli cui possono essere soggette le imprese agricole ed agroalimentari, ma costituiscono la base informativa su cui il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha avviato un lavoro mirato alla razionalizzazione, semplificazione e coordinamento dei controlli stessi, allo scopo di ridurre il carico amministrativo ed i disagi per le imprese, pur assicurando la migliore tutela degli interessi pubblici. Nella fase sperimentale sarà possibile accedere alla lista dei controlli dall’apposito banner “semplificazione controlli”, presente sulla home page del sito Mipaaf ed è prevista la possibilità di interagire ed inviare commenti e suggerimenti a semplificazione.controlli@mpaaf.gov.it; la pubblicazione definitiva dei controlli verrà resa disponibile, oltre che sul sito Mipaaf, anche su www.impresainungiorno.gov.it. Il lavoro di catalogazione ha coinvolto tutti i Dipartimenti, gli organi del Mipaaf ed i nuclei speciali, titolari di responsabilità sui controlli nel settore agricolo ed agroalimentare, in particolare: l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari, il Comando Carabinieri Politiche Agricole, il Corpo Forestale dello Stato, le Capitanerie di Porto, la Direzione generale per la pesca e l’acquacoltura e l’AGEA. Il lavoro è stato concordato con il Ministero per la pubblica amministrazione e semplificazione – Dipartimento per la funzione pubblica ed è stato riconosciuto pienamente coerente con quanto previsto dalle “linee guida in materia di Controlli ai sensi dell’art. 14, comma 5 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35”, elaborate dallo stesso Dipartimento e sulle quali è stata sancita l’intesa in Conferenza unificata nella riunione del 24 gennaio 2013.
DUE DENUNCIATI DALLA POLIZIA PROVINCIALE PER USO DI TAGLIOLE PER CATTURARE FAUNA SELVATICA NEL PARCO DEL DELTA DEL PO
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
La Polizia provinciale, insieme con una guardia volontaria di Legambiente, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Ferrara due cittadini di Mesola sorpresi ad usare tagliole per catturare fauna selvatica nel Parco del Delta del Po. Già due giorni prima gli agenti della Provincia avevano notato delle tagliole, micidiali per la fauna selvatica e molto pericolose anche per le persone, nascoste tra la vegetazione durante un normale turno di servizio. Hanno deciso perciò di proseguire il monitoraggio dell’area boscata, scoprendone complessivamente tre, una delle quali aveva già catturato una “Ballerina gialla” morta a causa del violento scatto di chiusura della tagliola. Così, decisa la giornata dell’intervento, fin dalle prime ore del mattino, gli uomini in divisa insieme con una guardia volontaria, si sono appostati e mimetizzati fra la vegetazione, usando anche teli mimetici e rami, determinati a pizzicare i responsabili. Poco dopo le sedici sono state sorprese due persone che, una volta entrate nella macchia boscata, si sono dirette immediatamente nel luogo dov’era stata posizionata ed armata una delle tre tagliole. Dei due, una volta scoperto che c’era un fagiano morto, uno ha estratto il selvatico e l’ha consegnato all’ amico che lo nascondeva sotto il giaccone, mentre riarmava la tagliola per essere pronta per altre catture. Le trappole erano state mimetizzate con foglie ed era stata posizionata una parte di pannocchia di mais con i chicchi al suo interno, mentre altri ne venivano aspersi attorno, sempre allo scopo di attirare la fauna. “Esprimo un plauso all’impegno profuso dal personale della Polizia provinciale – commenta il comandante Claudio Castagnoli – che si è attivato con tutti i mezzi e capacità per far cessare un’attività micidiale per la fauna e pericolosa anche per chi poteva farsi una passeggiata nel bosco”. I due indagati sono stati denunciati per esercizio della caccia all’interno di Parchi naturali regionali, reato punito con l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda massima di 1.549 euro. Agli stessi è stato contestato anche l’uso di mezzi vietati (tagliole), che prevede una multa dello stesso importo massimo del precedente reato, e infine le tre tagliole sono state sequestrate e consegnate all’ufficio Corpi di Reato in Procura.
La Polizia provinciale, insieme con una guardia volontaria di Legambiente, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Ferrara due cittadini di Mesola sorpresi ad usare tagliole per catturare fauna selvatica nel Parco del Delta del Po. Già due giorni prima gli agenti della Provincia avevano notato delle tagliole, micidiali per la fauna selvatica e molto pericolose anche per le persone, nascoste tra la vegetazione durante un normale turno di servizio. Hanno deciso perciò di proseguire il monitoraggio dell’area boscata, scoprendone complessivamente tre, una delle quali aveva già catturato una “Ballerina gialla” morta a causa del violento scatto di chiusura della tagliola. Così, decisa la giornata dell’intervento, fin dalle prime ore del mattino, gli uomini in divisa insieme con una guardia volontaria, si sono appostati e mimetizzati fra la vegetazione, usando anche teli mimetici e rami, determinati a pizzicare i responsabili. Poco dopo le sedici sono state sorprese due persone che, una volta entrate nella macchia boscata, si sono dirette immediatamente nel luogo dov’era stata posizionata ed armata una delle tre tagliole. Dei due, una volta scoperto che c’era un fagiano morto, uno ha estratto il selvatico e l’ha consegnato all’ amico che lo nascondeva sotto il giaccone, mentre riarmava la tagliola per essere pronta per altre catture. Le trappole erano state mimetizzate con foglie ed era stata posizionata una parte di pannocchia di mais con i chicchi al suo interno, mentre altri ne venivano aspersi attorno, sempre allo scopo di attirare la fauna. “Esprimo un plauso all’impegno profuso dal personale della Polizia provinciale – commenta il comandante Claudio Castagnoli – che si è attivato con tutti i mezzi e capacità per far cessare un’attività micidiale per la fauna e pericolosa anche per chi poteva farsi una passeggiata nel bosco”. I due indagati sono stati denunciati per esercizio della caccia all’interno di Parchi naturali regionali, reato punito con l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda massima di 1.549 euro. Agli stessi è stato contestato anche l’uso di mezzi vietati (tagliole), che prevede una multa dello stesso importo massimo del precedente reato, e infine le tre tagliole sono state sequestrate e consegnate all’ufficio Corpi di Reato in Procura.
FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA PER IL FINANZIAMENTO DELLE AZIENDE AGRICOLE
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Ferrara
Ferrara primo esempio in Italia
Provincia, Ismea, Banca Popolare di Ravenna, Caricento, Carife, EmilBanca, UniCredit, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop, Unione nazionale imprese di meccanizzazione e Camera di Commercio di Ferrara. È l’elenco di tutti i firmatari del protocollo d’intesa per il finanziamento delle aziende agricole ed agro meccaniche. Uno strumento innovativo, che fa di Ferrara la prima provincia in Italia a dotarsi di questo nuovo canale di credito per il mondo agricolo, hanno in sostanza detto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e l’assessore provinciale con delega al settore primario, Stefano Calderoni. In attesa che alcuni istituti bancari prendano le loro decisioni definitive rispetto all'operazione, già ora la rete del credito arriva ad un plafond di oltre 50 milioni. Qualcosa di più di una boccata d’ossigeno, dunque, per un settore che ha chiuso un 2012 certamente non da incorniciare, che ha sommato negativamente crisi economica, difficoltà di accesso al credito, terremoto e siccità. “Ora ci aspettiamo un 2013 – ha commentato Marcella Zappaterra – certamente difficile, ma non drammatico come l’anno appena concluso”. Il meccanismo di funzionamento del protocollo lo ha spiegato l’assessore Calderoni, che prima di passare in sequenza i punti salienti ha espresso parole di ringraziamento ad ogni sottoscrittore: banche, associazioni di categoria e istituzioni. Il tutto è partito dalla domanda su quale sarebbe stato lo strumento ideale per dare un aiuto concreto al mondo agricolo. La risposta non ha tardato a focalizzarsi su una linea di apertura di credito come quella che attualmente la Regione già apre alle aziende, però non a 12 mesi bensì a 36. Proprio sulla lunghezza d’onda dei tre anni si è da subito lavorato, con l’intento di contenere al massimo i tassi d’interesse sui quali restituire i prestiti. Anche qui obiettivo raggiunto con uno standard del 3%. In più si è aggiunto Ismea – l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, diretta emanazione del ministero dell’agricoltura –, che si è reso disponibile a garanzie fino al 70% per le imprese. Asticella che si può alzare all’80% per le giovani aziende del settore. Un impegno, è stato sottolineato, che avrà ripercussioni positive sul contenimento dei tassi d’interesse. Stessa destinazione avranno anche i 50mila euro messi a disposizione dalla locale Camera di Commercio. Ulteriore punto dell’accordo è l’impegno comune, ciascuno per il proprio ambito di competenza, per tagliare al minimo i tempi della burocrazia. Intento che concretamente si traduce nell’obiettivo di non oltrepassare un mese di tempo per la concessione di finanziamenti alle imprese. Per vedere, poi, se lo strumento funziona l’accordo prevede anche un tavolo di verifica, con il compito di verificare in concreto se lo strumento è effettivamente efficace e per correggere laddove risulti necessario farlo. “Lo spirito dell’operazione – ha ricordato Stefano Calderoni – è di mettere in circolo aiuti alle imprese per resistere, in un primo tempo, per poi rilanciare gli investimenti, in una fase successiva, rispetto a un settore chiave per l’economia locale”. “È un progetto di sistema – ha proseguito il presidente Ismea Arturo Semerari – che ha il pregio di ridurre i rischi e il compito di migliorare l’accesso al credito delle imprese a tassi vantaggiosi”. Proprio sull’aspetto di sistema ha chiuso la presidente della Provincia: “Il protocollo è un ennesimo esempio di come il nostro territorio sia capace di fare squadra – ha detto –, cosa che specialmente in questi tempi difficili per tutti rappresenta una marcia in più per uscire rafforzati dalla crisi e per rilanciare il nostro impegno su un settore da sempre centrale per tutta l’economia provinciale”.
Testo del Protocollo d’intesa per il finanziamento delle aziende agricole e agro meccaniche: www.agrestetv.it/documenti/finanaziamento_aziende_agricole.doc
Ferrara primo esempio in Italia
Provincia, Ismea, Banca Popolare di Ravenna, Caricento, Carife, EmilBanca, UniCredit, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confcooperative, Legacoop, Unione nazionale imprese di meccanizzazione e Camera di Commercio di Ferrara. È l’elenco di tutti i firmatari del protocollo d’intesa per il finanziamento delle aziende agricole ed agro meccaniche. Uno strumento innovativo, che fa di Ferrara la prima provincia in Italia a dotarsi di questo nuovo canale di credito per il mondo agricolo, hanno in sostanza detto la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e l’assessore provinciale con delega al settore primario, Stefano Calderoni. In attesa che alcuni istituti bancari prendano le loro decisioni definitive rispetto all'operazione, già ora la rete del credito arriva ad un plafond di oltre 50 milioni. Qualcosa di più di una boccata d’ossigeno, dunque, per un settore che ha chiuso un 2012 certamente non da incorniciare, che ha sommato negativamente crisi economica, difficoltà di accesso al credito, terremoto e siccità. “Ora ci aspettiamo un 2013 – ha commentato Marcella Zappaterra – certamente difficile, ma non drammatico come l’anno appena concluso”. Il meccanismo di funzionamento del protocollo lo ha spiegato l’assessore Calderoni, che prima di passare in sequenza i punti salienti ha espresso parole di ringraziamento ad ogni sottoscrittore: banche, associazioni di categoria e istituzioni. Il tutto è partito dalla domanda su quale sarebbe stato lo strumento ideale per dare un aiuto concreto al mondo agricolo. La risposta non ha tardato a focalizzarsi su una linea di apertura di credito come quella che attualmente la Regione già apre alle aziende, però non a 12 mesi bensì a 36. Proprio sulla lunghezza d’onda dei tre anni si è da subito lavorato, con l’intento di contenere al massimo i tassi d’interesse sui quali restituire i prestiti. Anche qui obiettivo raggiunto con uno standard del 3%. In più si è aggiunto Ismea – l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, diretta emanazione del ministero dell’agricoltura –, che si è reso disponibile a garanzie fino al 70% per le imprese. Asticella che si può alzare all’80% per le giovani aziende del settore. Un impegno, è stato sottolineato, che avrà ripercussioni positive sul contenimento dei tassi d’interesse. Stessa destinazione avranno anche i 50mila euro messi a disposizione dalla locale Camera di Commercio. Ulteriore punto dell’accordo è l’impegno comune, ciascuno per il proprio ambito di competenza, per tagliare al minimo i tempi della burocrazia. Intento che concretamente si traduce nell’obiettivo di non oltrepassare un mese di tempo per la concessione di finanziamenti alle imprese. Per vedere, poi, se lo strumento funziona l’accordo prevede anche un tavolo di verifica, con il compito di verificare in concreto se lo strumento è effettivamente efficace e per correggere laddove risulti necessario farlo. “Lo spirito dell’operazione – ha ricordato Stefano Calderoni – è di mettere in circolo aiuti alle imprese per resistere, in un primo tempo, per poi rilanciare gli investimenti, in una fase successiva, rispetto a un settore chiave per l’economia locale”. “È un progetto di sistema – ha proseguito il presidente Ismea Arturo Semerari – che ha il pregio di ridurre i rischi e il compito di migliorare l’accesso al credito delle imprese a tassi vantaggiosi”. Proprio sull’aspetto di sistema ha chiuso la presidente della Provincia: “Il protocollo è un ennesimo esempio di come il nostro territorio sia capace di fare squadra – ha detto –, cosa che specialmente in questi tempi difficili per tutti rappresenta una marcia in più per uscire rafforzati dalla crisi e per rilanciare il nostro impegno su un settore da sempre centrale per tutta l’economia provinciale”.
Testo del Protocollo d’intesa per il finanziamento delle aziende agricole e agro meccaniche: www.agrestetv.it/documenti/finanaziamento_aziende_agricole.doc
mercoledì 30 gennaio 2013
CRISI, CONFAGRICOLTURA: “CRESCE LA FIDUCIA DELLE IMPRESE, MA NON DELLA GDO ALIMENTARE”
Fonte: Confagricoltura
Mentre in generale aumenta il clima di fiducia delle imprese sugli ordini e sulle attese di produzione, non aumenta quello della grande distribuzione alimentare. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alle analisi odierne dell’Istat sul sentiment degli imprenditori e dell’Ismea sulla GDO alimentare. Resta da comprendere il sentiment delle imprese agricole nazionali che – nonostante una tassazione sempre più alta ed un reddito sempre più basso - stanno sensibilmente accentuando il processo di integrazione e di internazionalizzazione per compensare, con l’export, la flessione del mercato nazionale agroalimentare (testimoniato pure dalla sfiducia della GDO). “Come imprenditori non possiamo permetterci di essere sfiduciati – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – ma chiunque andrà al governo dovrà mettere in agenda il rilancio dell’agroalimentare e dell’agricoltura con adeguate politiche di sviluppo che, fino ad oggi, sono mancate. Serve un maggiore impulso per ricerca, sviluppo, innovazione e internazionalizzazione”.
Mentre in generale aumenta il clima di fiducia delle imprese sugli ordini e sulle attese di produzione, non aumenta quello della grande distribuzione alimentare. Lo sottolinea Confagricoltura in relazione alle analisi odierne dell’Istat sul sentiment degli imprenditori e dell’Ismea sulla GDO alimentare. Resta da comprendere il sentiment delle imprese agricole nazionali che – nonostante una tassazione sempre più alta ed un reddito sempre più basso - stanno sensibilmente accentuando il processo di integrazione e di internazionalizzazione per compensare, con l’export, la flessione del mercato nazionale agroalimentare (testimoniato pure dalla sfiducia della GDO). “Come imprenditori non possiamo permetterci di essere sfiduciati – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – ma chiunque andrà al governo dovrà mettere in agenda il rilancio dell’agroalimentare e dell’agricoltura con adeguate politiche di sviluppo che, fino ad oggi, sono mancate. Serve un maggiore impulso per ricerca, sviluppo, innovazione e internazionalizzazione”.
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