Fonte: Confagricoltura e Cia Ferrara
In un contesto di mercato sempre più competitivo e con sempre minori protezioni dalle oscillazioni dei prezzi, che presentano, ed è sotto gli occhi di tutti, livelli di remunerazione non soddisfacenti, è necessario ricercare strade produttive diverse e nuovi sistemi organizzativi aziendali.
Le strategie possono essere diverse e articolate: l'aggregazione dell'offerta è un primo esempio (che proprio nel settore frutticolo sta cercando di esprimersi in maniera innovativa e coordinata); una seconda alternativa può essere individuata nell'introduzione di forme sempre più puntuali di agricoltura di precisione e di metodiche ad ausilio delle decisioni.
In questo scenario, anche l'agricoltura biologica può rappresentare un modello produttivo e organizzativo da prendere a riferimento, sia per i livelli di remunerazione unitari delle produzioni, sia per assecondare la possibile evoluzione futura dell'economia, sia nazionale che mondiale, sempre più alle prese con esigenze di sostenibilità ambientale.
Per offrire alle aziende agricole un approccio ai modelli produttivi biologici, sia con un adeguato bagaglio di informazioni relativamente agli aspetti tecnico-agronomici ed economici, che libero da condizionamenti e sospetti tra forme diverse di agricoltura, Confagricoltura Ferrara, insieme a CIA Ferrara, con la collaborazione di FederBio e di Prober, organizzano due appuntamenti di approfondimento e di divulgazione sui temi del biologico.
Il primo, incentrato sulle colture annuali ed erbacee, si terrà il 14 dicembre alle ore 15,30 presso la Sala Riunioni di Confagricoltura Ferrara, Via Bologna 637/b a Chiesuol del Fosso e vedrà l'intervento di Stefano Radaelli, Tecnico di Prober, e Paolo Parisini, Presidente della Sezione Economica Regionale Biologica di Confagricoltura Emilia Romagna e titolare di un’impresa agricola da tempo impegnata nella produzione biologica.
Il secondo, riferito alle produzioni frutticole, si terrà il giorno 18 dicembre alle ore 15,30 presso la sala Riunioni di CIA Ferrara, Via Bologna 592/a, Chiesuol del Fosso e vedrà gli interventi di Carlo Bazzocchi, tecnico di Prober, e di Lorenzo Boldrini, referente regionale per il settore biologico per Cia Ferrara, oltre che imprenditore biologico.
Le due giornate, aperte a tutti, sono state opportunamente collocate a breve distanza dall'apertura dei bandi per l'accesso alle misure del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna a sostegno dell'agricoltura biologica e potrebbero rappresentare il punto di partenza per la nascita di un forte polo produttivo biologico in provincia di Ferrara.
Visualizzazione post con etichetta prober. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prober. Mostra tutti i post
domenica 13 dicembre 2015
CONFAGRICOLTURA E CIA FERRARA: INCONTRI SULL'AGRICOLTURA BIOLOGICA
Etichette:
biologico,
cia ferrara,
Confagricoltura Ferrara,
FederBio,
incontri,
prober,
psr 2014 - 2020
giovedì 14 maggio 2015
CONFAGRICOLTURA CHIEDE CHE IL PSR DELL'EMILIA-ROMAGNA PUNTI SUL BIOLOGICO
Fonte: Confagricoltura Emilia-Romagna
PARISINI (CONFAGRICOLTURA): “BIO IN NETTA CRESCITA, +17,3% NEL 2014; CHE IL PSR SUPPORTI IL SETTORE ATTRAVERSO RICERCA E FORMAZIONE ORIENTANDOSI SEMPRE PIÙ DALLA LOTTA INTEGRATA VERSO IL BIOLOGICO”
Bologna, 14 maggio 2015 – “Portiamo all’Expo la vera agricoltura biologica dell’Emilia Romagna che è un comparto in netta crescita (+ 17,3 nel 2014). Occorre che il Piano regionale di Sviluppo Rurale supporti il settore attraverso ricerca e formazione, orientandosi sempre più dalla lotta integrata verso il biologico”. E’ il commento di Paolo Parisini, responsabile Sezione Biologica regionale di Confagricoltura, a margine della riunione sul settore biologico svoltasi ieri a Roma. “Il mercato interno, e soprattutto mondiale – prosegue Parisini - continua a chiedere biologico e il problema, oggi, è proprio quello di organizzare meglio la produzione delle materie prime bio che stanno peraltro alla base delle principali produzioni DOP e IGP emiliano romagnole”. Poi rivolge un appello ai produttori biologici dell’Emilia Romagna, invitandoli “a fare sistema e ad unirsi sotto l’egida dell’Associazione dei produttori biologici e biodinamici dell’Emilia Romagna (Pro.B.E.R), l’unica realtà in grado di sostenere in regione lo sviluppo del comparto ed affiancare gli agricoltori nel loro processo di crescita”. E alle Istituzioni regionali dice: “Tra i nodi da affrontare: le difficoltà nel trovare ed utilizzare sementi biologiche, nell’ottica anche della biodiversità e nel mettere in rete le esigenze degli allevatori biologici a rifornirsi di alimenti bio con quelle dei produttori; infine, la morsa burocratica che strangola le aziende biologiche”.
PARISINI (CONFAGRICOLTURA): “BIO IN NETTA CRESCITA, +17,3% NEL 2014; CHE IL PSR SUPPORTI IL SETTORE ATTRAVERSO RICERCA E FORMAZIONE ORIENTANDOSI SEMPRE PIÙ DALLA LOTTA INTEGRATA VERSO IL BIOLOGICO”
Bologna, 14 maggio 2015 – “Portiamo all’Expo la vera agricoltura biologica dell’Emilia Romagna che è un comparto in netta crescita (+ 17,3 nel 2014). Occorre che il Piano regionale di Sviluppo Rurale supporti il settore attraverso ricerca e formazione, orientandosi sempre più dalla lotta integrata verso il biologico”. E’ il commento di Paolo Parisini, responsabile Sezione Biologica regionale di Confagricoltura, a margine della riunione sul settore biologico svoltasi ieri a Roma. “Il mercato interno, e soprattutto mondiale – prosegue Parisini - continua a chiedere biologico e il problema, oggi, è proprio quello di organizzare meglio la produzione delle materie prime bio che stanno peraltro alla base delle principali produzioni DOP e IGP emiliano romagnole”. Poi rivolge un appello ai produttori biologici dell’Emilia Romagna, invitandoli “a fare sistema e ad unirsi sotto l’egida dell’Associazione dei produttori biologici e biodinamici dell’Emilia Romagna (Pro.B.E.R), l’unica realtà in grado di sostenere in regione lo sviluppo del comparto ed affiancare gli agricoltori nel loro processo di crescita”. E alle Istituzioni regionali dice: “Tra i nodi da affrontare: le difficoltà nel trovare ed utilizzare sementi biologiche, nell’ottica anche della biodiversità e nel mettere in rete le esigenze degli allevatori biologici a rifornirsi di alimenti bio con quelle dei produttori; infine, la morsa burocratica che strangola le aziende biologiche”.
Etichette:
biologico,
confagricoltura,
Emilia-Romagna,
prober
mercoledì 16 luglio 2014
PROBER SI RINNOVA E LANCIA IN EMILIA ROMAGNA IL PROGETTO “FILIERE BIO 2020” PROMOSSO DA CONFAGRICOLTURA E CIA, UNA NUOVA PIATTAFORMA DI SERVIZI RIVOLTI A PRODUTTORI E TRASFORMATORI BIOLOGICI. OBIETTIVO: CRESCERE
Fonte: Confagricoltura e Cia Emilia - Romagna
Domanda in aumento ma produzione ferma al palo. E’ questa, purtroppo, la fotografia del biologico in Italia. “Per immettere nuova linfa in un settore che chiede con forza di crescere, la società cooperativa Prober lancia il progetto “Filiere Bio 2020”: una nuova piattaforma di servizi rivolti ai produttori e trasformatori biologici dell’Emilia Romagna”. A dare la notizia Confagricoltura e Cia regionali, che oggi hanno formalizzato l’entrata nella nuova compagine societaria Prober s.c.a.r.l. Il mercato dei prodotti biologici in Italia è in continua crescita. Nei primi mesi del 2014 è stato registrato un +17% nella Grande distribuzione organizzata quasi il 10% nel canale specializzato (dati Ismea). La Penisola si conferma inoltre prima in assoluto per esportazione di prodotti biologici, con 1,2 miliardi di euro l'anno. “L’obiettivo è far crescere il numero di operatori biologici in regione – sottolineano le due organizzazioni agricole - stimolando anche l’entrata di nuovi agricoltori. Vorremmo promuovere il bio anche nelle zone di pianura più vocate e produttive ove peraltro prevale ancora l’agricoltura convenzionale e ricreare convenienza economica a farlo nelle zone svantaggiate”. L’Emilia Romagna conta poco meno di 4000 operatori biologici e detiene la leadership nazionale per numero di imprese di trasformazione e per i risultati raggiunti nella filiera corta, annoverando ben 417 aziende che fanno anche vendita diretta (bioreport nazionale 2013). “Il progetto “Filiere Bio 2020” nasce per offrire all’operatore biologico piena assistenza nell’attuazione delle normative e nell’espletamento delle pratiche burocratiche necessarie (in primis supporto a certificazione e tracciabilità); per fornirgli indirizzi colturali che siano finalizzati al territorio e alla collocazione sul mercato; per sostenerlo nell’accesso ai finanziamenti pubblici. In testa, il Programma regionale di Sviluppo Rurale che – rimarcano i vertici regionali di Confagricoltura e Cia - oltre alle domande sulle specifiche misure dedicate al biologico, sarà fonte di risorse anche per la consulenza, la formazione, la ricerca e soprattutto i progetti di filiera, di sistema e di cooperazione”. Al fine di garantire e accrescere il reddito delle aziende attraverso la piena valorizzazione del prodotto, “Prober promuoverà infatti accordi di filiera e contratti di coltivazione pluriennali, partendo dalla filiera delle proteiche per supportare la zootecnia bio (con il socio Progeo e non solo) seguendo poi - nell’ottica della rotazione pluriennale obbligatoria per le aziende biologiche - con altre colture e filiere come quella dei cereali alimentari, delle sementi, dell’ortofrutta, etc”. “Questo progetto – concludono Confagricoltura e Cia - mira ad aprire nuovi canali di accesso al mercato, dando maggior impulso alla vendita diretta, anche implementando una piattaforma di e-commerce e sviluppando, in collaborazione con Bovinitaly, la rete già avviata di “mangiocarnebio” in “mangiotuttobio” attraverso la partecipazione ai bandi per la ristorazione privata e collettiva; alla messa in rete delle strutture aziendali e degli agriturismi”.
Domanda in aumento ma produzione ferma al palo. E’ questa, purtroppo, la fotografia del biologico in Italia. “Per immettere nuova linfa in un settore che chiede con forza di crescere, la società cooperativa Prober lancia il progetto “Filiere Bio 2020”: una nuova piattaforma di servizi rivolti ai produttori e trasformatori biologici dell’Emilia Romagna”. A dare la notizia Confagricoltura e Cia regionali, che oggi hanno formalizzato l’entrata nella nuova compagine societaria Prober s.c.a.r.l. Il mercato dei prodotti biologici in Italia è in continua crescita. Nei primi mesi del 2014 è stato registrato un +17% nella Grande distribuzione organizzata quasi il 10% nel canale specializzato (dati Ismea). La Penisola si conferma inoltre prima in assoluto per esportazione di prodotti biologici, con 1,2 miliardi di euro l'anno. “L’obiettivo è far crescere il numero di operatori biologici in regione – sottolineano le due organizzazioni agricole - stimolando anche l’entrata di nuovi agricoltori. Vorremmo promuovere il bio anche nelle zone di pianura più vocate e produttive ove peraltro prevale ancora l’agricoltura convenzionale e ricreare convenienza economica a farlo nelle zone svantaggiate”. L’Emilia Romagna conta poco meno di 4000 operatori biologici e detiene la leadership nazionale per numero di imprese di trasformazione e per i risultati raggiunti nella filiera corta, annoverando ben 417 aziende che fanno anche vendita diretta (bioreport nazionale 2013). “Il progetto “Filiere Bio 2020” nasce per offrire all’operatore biologico piena assistenza nell’attuazione delle normative e nell’espletamento delle pratiche burocratiche necessarie (in primis supporto a certificazione e tracciabilità); per fornirgli indirizzi colturali che siano finalizzati al territorio e alla collocazione sul mercato; per sostenerlo nell’accesso ai finanziamenti pubblici. In testa, il Programma regionale di Sviluppo Rurale che – rimarcano i vertici regionali di Confagricoltura e Cia - oltre alle domande sulle specifiche misure dedicate al biologico, sarà fonte di risorse anche per la consulenza, la formazione, la ricerca e soprattutto i progetti di filiera, di sistema e di cooperazione”. Al fine di garantire e accrescere il reddito delle aziende attraverso la piena valorizzazione del prodotto, “Prober promuoverà infatti accordi di filiera e contratti di coltivazione pluriennali, partendo dalla filiera delle proteiche per supportare la zootecnia bio (con il socio Progeo e non solo) seguendo poi - nell’ottica della rotazione pluriennale obbligatoria per le aziende biologiche - con altre colture e filiere come quella dei cereali alimentari, delle sementi, dell’ortofrutta, etc”. “Questo progetto – concludono Confagricoltura e Cia - mira ad aprire nuovi canali di accesso al mercato, dando maggior impulso alla vendita diretta, anche implementando una piattaforma di e-commerce e sviluppando, in collaborazione con Bovinitaly, la rete già avviata di “mangiocarnebio” in “mangiotuttobio” attraverso la partecipazione ai bandi per la ristorazione privata e collettiva; alla messa in rete delle strutture aziendali e degli agriturismi”.
Iscriviti a:
Post (Atom)