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lunedì 9 marzo 2015

COLDIRETTI: ACCORDO IMPRESA VERDE E FATTORIE DEL SOLE PER LA GESTIONE DEGLI ADEMPIMENTI PER I PRODUTTORI DI ENERGIA DA FONTE SOLARE FOTOVOLTAICA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Incontro molto partecipato nella sede di Coldiretti Ferrara per conoscere e gestire i numerosi adempimenti connessi all’attivazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Messo a punto il pacchetto di servizio da parte di Impresa Verde per garantire il rispetto di scadenze e comunicazioni, evitando sanzioni e penalizzazioni.

Tra le attività connesse a quella agricola principale di coltivazione o allevamento, troviamo da diversi anni anche quella della produzione energetica da fonti rinnovabili, quale il solare fotovoltaico. Una possibilità che ha visto anche nella nostra provincia crescere il numero di pannelli solari installati sui fabbricati agricoli, di solito di ampie dimensioni per poter accogliere i macchinari agricoli o ricoverare foraggi e prodotti, interessando oltre 150 aziende associate. Nel corso degli anni tuttavia, sono cambiati spesso i termini degli incentivi e la loro entità, moltiplicando nello stesso tempo adempimenti e dichiarazioni da presentare ad una molteplicità di enti: gestore dei sistemi elettrici (GSE), all’Agenzia delle Dogane, all’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas, costringendo i produttori energetici a fare lo slalom tra registri, dichiarazioni di consumo e di produzione, informative antimafia, iscrizione all’anagrafe degli operatori, contributi di funzionamento, dichiarazioni telematiche, indagine annuale per gli autoproduttori, con scadenze diversificate a seconda della potenza dell’impianto di produzione, oppure una tantum al momento dell’avvio dell’attività. Insomma, come spesso accade in Italia, una ridda di attività da mettere a regime che richiede attenzione e conoscenza specifica, quella stessa che Coldiretti, attraverso la propria società di servizi Impresa Verde ed in collaborazione con l’Associazione Fattorie del Sole, intende mettere a disposizione degli associati, proponendo anche pacchetti personalizzati a seconda delle diverse realtà aziendali e del tipo di supporto che l’imprenditore agricolo richiede. Un tema che ha riscosso notevole interesse da parte degli associati, che hanno riempito la sala convegni della sede Coldiretti di Ferrara, ponendo la massima attenzione alla illustrazione degli adempimenti da parte di Luca D’Apote, responsabile nazionale di Fattorie del Sole, del direttore di Coldiretti Ferrara, Luigi Zepponi e del responsabile provinciale del servizio, Marco Baldon. E’ quindi già possibile per tutti quanti gli interessati, contattare l’ufficio zona Coldiretti più vicino per avere ulteriori informazioni ed eventualmente aderire al pacchetto di servizi più utile per la propria realtà aziendale, tenendo conto che la prima delle scadenze è fissata al 31marzo 2015 (comunicazione al GSE e Agenzia delle Dogane).


venerdì 25 luglio 2014

RINNOVABILI, IN EMILIA ROMAGNA RISCHIO CHIUSURA PER 300 AZIENDE AGRICOLE SOLO TRA LE ASSOCIATE A CONFAGRICOLTURA

Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna  

GARAGNANI “È IRRESPONSABILE E PRIVA DI OGNI LOGICA, LA POLITICA DELL’ATTUALE GOVERNO CHE INTENDE COLPIRE ANCORA UNA VOLTA LE RINNOVABILI. NO ALLA RIMODULAZIONE DEGLI INCENTIVI PER IL FOTOVOLTAICO”

“È irresponsabile e priva di ogni logica, la politica dell’attuale Governo che intende colpire ancora una volta le rinnovabili, estremamente rilevanti anche per l’agricoltura. Dopo l'abbattimento dei prezzi minimi garantiti attraverso la loro equiparazione ai prezzi zonali medi – contro cui hanno fatto ricorso circa 150 aziende associate a Confagricoltura Emilia Romagna - e la tassazione della produzione di energia riconducibile alle imprese agricole, ora tocca alla rimodulazione degli incentivi che coinvolge obbligatoriamente gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kW e che a breve potrebbe interessare le altre fonti rinnovabili”. È questa la ferma presa di posizione del presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani, in merito al dibattito creatosi intorno al decreto “spalma-incentivi”. “Solo in Emilia Romagna – tiene a precisare Garagnani – sono a rischio 300 aziende agricole tra le nostre associate”. Confagricoltura chiede pertanto alle Commissioni riunite Industria ed Ambiente del Senato di intervenire in sede di conversione in legge del decreto legge 91/14 (Competitività), sopprimendo l’art.26 che prevede la rimodulazione obbligatoria degli incentivi per il fotovoltaico, che provocherebbe effetti devastanti sull’intero settore ed in particolare sulle imprese agricole. Anche perché le proposte di emendamento di modifica dell’art.26, in discussione al Senato, non solo non migliorerebbero l’attuale impostazione, ma in alcuni casi la peggiorerebbero. In sintesi: l’art.26 introduce una serie di disposizioni fortemente penalizzanti per i produttori di energia fotovoltaica ed in generale per il settore delle energie rinnovabili a fronte di una ipotesi, ancora incerta, di risparmio della spesa energetica per le PMI (si stima che meno del 15% delle imprese italiane potrebbe beneficiare della misura), così come espresso nell’Audizione del 2 Luglio 2014 delle Commissioni 10° e 13° del Senato della Repubblica. Queste disposizioni palesemente retroattive inciderebbero tra l’altro su contratti di diritto privato già stipulati - così come sostenuto anche dal Presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida - costringendo le imprese a rinegoziare con gli Istituti di credito condizioni di finanziamento di certo più onerose rispetto alle originali. A pagare il prezzo più alto sono dunque gli imprenditori agricoli: fino allo scorso aprile, tali impianti erano riconducibili al reddito agrario; motivo per cui gli imprenditori agricoli, spinti sia dall’esigenza di diversificare i propri redditi che dalle normative esistenti atte a garantire il raggiungimento degli impegni sottoscritti a livello internazionale dallo Stato, hanno investito in innovazione ed energia verde, utilizzando legittimamente uno strumento di incentivazione dello Stato che oggi, nonostante i contratti siglati con il Gestore dei Servizi Energetici, rischiano di veder fallire non solo l’attività energetica, ma più in generale l’azienda. “Per questo – conclude in una nota l’organizzazione agricola - è indispensabile escludere quantomeno dalla misura gli impianti di potenza inferiore ad 1 MW, con particolare riferimento a quelli realizzati dalle imprese agricole, tenendo fuori in ogni caso dalla rimodulazione gli impianti realizzati sugli edifici, incluse le serre, a prescindere dalla potenza, ed auspicando inoltre da parte dell’esecutivo una vera riforma sull’attuale infrastruttura elettrica atta a ridurre gli sprechi di gestione e a rispondere alle esigenze dell’intero paese ”.

giovedì 24 luglio 2014

CONFAGRICOLTURA CHIEDE LA SOPPRESSIONE DELLA RIMODULAZIONE OBBLIGATORIA DEGLI INCENTIVI AL FOTOVOLTAICO. DANNI INCALCOLABILI PER LE IMPRESE AGRICOLE.

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura chiede alle Commissioni riunite Industria ed Ambiente del Senato di intervenire in sede di conversione in legge del decreto legge 91/14 (Competitività), sopprimendo l’art. 26 che prevede la rimodulazione obbligatoria degli incentivi per il fotovoltaico, che provocherebbe effetti devastanti sull’intero settore ed in particolare sulle imprese agricole. Anche perché le proposte di emendamento di modifica dell’art.26, in discussione al Senato, non solo non migliorerebbero l’attuale impostazione, ma in alcuni casi la peggiorerebbero. Confagricoltura sottolinea come i diversi interventi normativi degli ultimi mesi introdotti dal Governo e dal Parlamento stiano destabilizzando il settore delle rinnovabili senza alcun tipo di strategia e quindi di prospettive future. Dopo gli interventi che hanno riguardato l'abbattimento dei prezzi minimi garantiti attraverso la loro equiparazione ai prezzi zonali medi e la tassazione della produzione di energia riconducibile alle imprese agricole, ora tocca alla rimodulazione degli incentivi, che coinvolge obbligatoriamente gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kW e che a breve potrebbe interessare le altre fonti rinnovabili volontariamente. Tutte disposizioni palesemente retroattive, che incidono su contratti di diritto privato già stipulati, e che costringono le imprese a rinegoziare con gli Istituti di credito le condizioni di finanziamento. L’organizzazione degli imprenditori agricoli rimarca che si tratta di un problema che riguarda un numero significativo di imprese agricole. Almeno uno dei circa 18 GW di potenza attualmente installata è relativo ad aziende agricole con impianti di potenza compresa tra i 200 kW ed 1 MW, anche perché, ai sensi della normativa vigente, fino allo scorso aprile, tali impianti erano riconducibili al reddito agrario; motivo per cui gli imprenditori agricoli, spinti dall’esigenza di diversificare i propri redditi, hanno investito in innovazione ed energia verde, utilizzando legittimamente uno strumento di incentivazione dello Stato che oggi, nonostante i contratti siglati con il Gestore dei Servizi Energetici, rischiano di veder fallire non solo l’attività energetica, ma più in generale l’ azienda. “Per questo – conclude l’Organizzazione agricola - è indispensabile escludere quantomeno dalla misura gli impianti di potenza inferiore ad 1 MW, con particolare riferimento a quelli realizzati dalle imprese agricole, tenendo fuori in ogni caso dalla rimodulazione gli impianti realizzati sugli edifici, incluse le serre, a prescindere dalla potenza”.

mercoledì 28 maggio 2014

MIPAAF, AGROENERGIE: NORMA IN DL IRPEF VERRÀ AGGIORNATA SU INCENTIVI E TASSAZIONE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che la norma sulle agroenergie, contenuta nel DL Irpef, verrà aggiornata attraverso modifiche parlamentari. Le modifiche in questione prevedranno l’esclusione del valore dell’incentivo dalla base imponibile per calcolare il coefficiente di redditività e l’esclusione dall’ambito di applicazione del nuovo regime di tassazione degli impianti inferiori a 200 KW per il fotovoltaico e di 300 KW per gli impianti di biomasse e biogas.

domenica 5 febbraio 2012

FIERA AGRICOLA, CONFAGRICOLTURA: DAL FOTOVOLTAICO UN’ ACCELERATA ALL’ELIMINAZIONE DELL’AMIANTO.

Fonte: Confagricoltura

Dal 1992 in Italia l’impiego dell’amianto è fuori legge. Nonostante questo sono ancora molti i tetti e le coperture di edifici che, poiché non è obbligatorio farlo, non sono stati sostituiti, anche a causa dei costi di smaltimento a carico dei privati. Anche in campagna il problema esiste. Capannoni, magazzini, ricoveri per mezzi agricoli.

Secondo l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispels) sono circa 26 mila i siti da bonificare e migliaia i capannoni ad uso agricolo e industriale con coperture in Eternit, per un totale di 100 milioni di metri quadrati, a cui vanno aggiunti 600 mila metri cubi di amianto friabile. Ma le dimensioni del problema potrebbero essere maggiori, perché, benché la legge del 1992 prevedesse che entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore le Regioni si dotassero di un piano di censimento di questo materiale, a distanza di 18 anni nessuna amministrazione regionale ha completato le mappature e sono ancora poche le discariche in grado di assorbire l’amianto.

Una soluzione di assoluto interesse arriva dal fotovoltaico. Se ne è parlato a Fieragricola in un seminario organizzato da Confagricoltura nel padiglione Bioenergy.

La sostituzione delle coperture in Eternit o contenenti amianto, con pannelli fotovoltaici permette di ammortizzare i costi molto elevati (dai 15 ai 40 euro al metro quadro) tramite gli incentivi di cui beneficiano questi impianti.

Va aggiunto che il GSE (Gestore Servizi Energetici) riconosce un incremento di 5 centesimi al kWh sulla tariffa incentivante del IV Conto Energia ai titolari d’impianti che sostituiscono l’amianto con moduli fotovoltaici. Uno stimolo in più per l’azienda - sottolinea Confagricoltura - che potrà così ammortizzare in un tempo minore i costi per la realizzazione dell’impianto e lo smaltimento del vecchio e nocivo amianto.

Ad esempio, su un tetto di 1.000 metri quadri si può installare un impianto fotovoltaico di 100 kW di potenza massima, che fornisce circa 100.000 kWh di elettricità l’anno e che come semplice guadagno extra, grazie all’incentivo statale aggiuntivo, porta 5.000 euro l’anno.

Un’operazione che offre solo vantaggi: per l’imprenditore, per lo Stato che può ridurre la quantità di amianto presente sul territorio e per tutti i cittadini che potranno beneficiare di un ambiente più salubre.

giovedì 10 marzo 2011

Energie rinnovabili, oggi 10 marzo un incontro in Regione

FONTE: SPORTELLO ENERGIA REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Energie rinnovabili, oggi giovedì 10 marzo incontro in Regione con le associazioni economiche e sindacali dell'Emilia-Romagna. L'assessore Muzzarelli: "Le istituzioni, a partire dal Governo, debbono credere nell'energia pulita, e sostenere interventi di qualificazione energetica in campo civile, industriale e della mobilità".

Bologna - Un incontro in Regione per valutare l’impatto in Emilia-Romagna del decreto legislativo del Governo sul fotovoltaico. Il punto sarà fatto in Regione alle ore 16, nella Sala Conferenze di viale della Fiera 8 con le associazioni economiche e sindacali dell’Emilia-Romagna per valutare, con urgenza, il possibile impatto del provvedimento.
«Lo sviluppo delle rinnovabili – ha evidenziato l’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli - è uno dei pilastri delle politiche energetiche europee: tutta Europa procede in questa direzione, non capiamo perché questo Governo voglia camminare in senso contrario alla direzione di marcia. Come successo con il ‘Milleproroghe’, vengono cambiate le carte in tavola, e mette in difficoltà il Paese. Servono risposte, perché tanti posti di lavoro, tante imprese, sono in pericolo».
La Regione Emilia-Romagna nel nuovo piano triennale ha l’obiettivo di raggiungere e superare l’obiettivo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili, pari a circa 5000 MW nel 2020. «Per queste ragioni – ha aggiunto Muzzarelli - considerando anche la crescente sensibilità di cittadini ed imprese, è opportuno che le istituzioni, a partire dal Governo, mostrino di credere nell’energia pulita, sostenendo - tramite defiscalizzazioni e altri incentivi – gli interventi di qualificazione energetica in campo civile, industriale e della mobilità».