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domenica 16 giugno 2013

DDL CONSUMO SUOLO, DE GIROLAMO: TUTELA TERRENI AGRICOLI E EDILIZIA DI RIUSO, RIGENERAZIONE E RIQUALIFICAZIONE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Ogni giorno impermeabilizziamo più o meno l’equivalente di 150 campi da calcio, con questo provvedimento colmiamo una lacuna legislativa che ha prodotto effetti drammatici come l’aumento del 166% del territorio edificato in Italia negli ultimi 50 anni. Il nostro Paese ha invece bisogno dei suoi terreni per sviluppare la sua agricoltura e con essa salvaguardare la bellezza, la salubrità e la sicurezza dei nostri territori e dei nostri paesaggi. Per questo abbiamo previsto un meccanismo per fissare l’estensione massima di superficie consumabile, attraverso il forte coinvolgimento anche delle Regioni e degli enti locali, in una battaglia che è di tutti per un bene fondamentale come la terra. La difesa dei nostri suoli non è poi la lotta all’edilizia, al contrario con questo disegno di legge introduciamo un principio fondamentale nella materia di governo del territorio che è la priorità del riuso e della rigenerazione, che consentirà il recupero di zone già edificate ma degradate. Mi auguro che l’iter di questa norma di civiltà sia il più rapido possibile, perché si tratta di un intervento che troppo a lungo è stato rinviato, ma che è indispensabile per consegnare un’Italia migliore alle nostre figlie e ai nostri figli”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del disegno di legge in materia di contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato. Di seguito, in sintesi, i punti principali del provvedimento:
1. Si definiscono i concetti di “superficie agricola”, ossia tutti i terreni che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola, indipendentemente dal loro utilizzo, e di “consumo del suolo”, inteso come riduzione di superficie agricola per effetto di interventi di impermeabilizzazione, urbanizzazione ed edificazione non connessi all'attività agricola.
2. Si individua il procedimento volto alla determinazione del limite di superficie consumabile, che vede il coinvolgimento delle Regioni e Province autonome e che culmina con il decreto del Ministro delle politiche agricole d’intesa con il Ministro dell’Ambiente, con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Ministro delle infrastrutture, che fissa l’estensione massima di terreni agricoli consumabili. Tale decreto viene sottoposto a verifica ogni 10 anni.
3. Si prevede l'istituzione di un Comitato interministeriale, con rappresentanti anche dell'Istat e della Conferenza unificata, con compiti di controllo e monitoraggio del consumo di superficie agricola nazionale. Il Comitato deve realizzare ogni anno un rapporto sul consumo di suolo in ambito nazionale, che verrà poi presentato dal Ministro delle politiche agricole al Parlamento.
4. Per la concreta attuazione del principio del riuso del suolo, entro un anno dalla entrata in vigore della legge i Comuni dovranno provvedere: a) al censimento delle aree del territorio comunale già interessate da processi di edificazione, ma inutilizzate o suscettibili di rigenerazione, recupero, riqualificazione; b) alla costituzione ed alla tenuta - all’interno delle aree censite - di un elenco delle aree suscettibili di prioritaria utilizzazione a fini edificatori di rigenerazione urbana e di localizzazione di nuovi investimenti produttivi e infrastrutturali Decorso il termine senza che il censimento sia stato concluso o senza che l’elenco sia stato redatto, è vietata la realizzazione, nel territorio del Comune inadempiente, di interventi edificatori, sia pubblici che privati, sia residenziali, sia di servizi che di attività produttive, comportanti, anche solo parzialmente, consumo di suolo inedificato.
5. È posto il divieto di utilizzo per uno scopo diverso da quello agricolo, per almeno cinque anni dall'ultima erogazione, dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuti di Stato o di aiuti comunitari.
6. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti, anziché l’attività di edificazione e costruzione di nuove linee urbane. Le misure si sostanziano nella priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali previsti in materia edilizia.
7. Si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole in cui i Comuni “virtuosi” interessati, i cui strumenti urbanistici non prevedono l’aumento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite fissato, possono chiedere di essere inseriti.
8. Si prevede che i proventi dei titoli abilitativi edilizi siano destinati esclusivamente alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici, a interventi di qualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai fini della messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idrogeologico, avuto riguardo alla particolare situazione di rischio che caratterizza larghe parte del territorio nazionale in occasione di eventi calamitosi.
9. Dalla entrata in vigore della legge e fino alla adozione del D.M. di determinazione dell’estensione massima di superficie agricola consumabile e, comunque, non oltre il termine di tre anni, non è consentito il consumo di superficie agricola ad eccezione della realizzazione di interventi già autorizzati e previsti dagli strumenti urbanistici vigenti e di lavori già inseriti negli strumenti di programmazione delle stazioni appaltanti. c

venerdì 16 novembre 2012

CONSUMO SUOLO, CATANIA: AUSPICO TEMPI BREVI IN PARLAMENTO PER APPROVAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“L’approvazione del Consiglio dei Ministri di oggi del ddl per il contenimento del consumo di suolo è un ulteriore importante passo per fermare un processo di cementificazione che, fino a poco tempo fa, appariva inarrestabile. Il mio auspicio è che ora l’iter parlamentare sia breve e che la legge possa essere approvata entro questa legislatura. Purtroppo i terribili eventi legati al maltempo ci hanno ricordato ancora una volta quanto sia necessaria un’azione urgente, per mettere un freno alla cementificazione e per stimolare un’edilizia moderna e sostenibile che sia capace di riqualificare e ricostruire. Al contempo dobbiamo consentire all’agricoltura di continuare a presidiare i territori, non sottraendo superfici fertili a questa attività, che rappresenta anche una delle più efficaci forme di tutela ambientale”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato l’approvazione in sede di Consiglio dei Ministri del disegno di legge di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo. “L’Italia, è bene ricordarlo, - ha proseguito il Ministro – ha perso negli ultimi 50 anni oltre 5 milioni di ettari agricoli e più di un terzo a causa dell’avanzata del cemento. Questo fenomeno aggrava la nostra situazione dal punto di vista dell’approvvigionamento alimentare, visto che già oggi un italiano su quattro consuma prodotti importati dall’estero. Dobbiamo invertire il trend e pensare ad un modello di sviluppo che possa garantire al nostro Paese una crescita che sia sostenibile e compatibile anche con l’ambiente”.

venerdì 14 settembre 2012

CEMENTIFICAZIONE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “IL DISEGNO DI LEGGE VA NELLA GIUSTA DIREZIONE PER UNA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE EQUILIBRATA. MA NO AI VINCOLI SOLO PER GLI AGRICOLTORI”

Fonte: Confagricoltura

Confagricoltura condivide gli obiettivi del disegno di legge per la valorizzazione delle aree agricole ed il contenimento di consumo di suolo, messo a punto dal ministro Catania ed approvato oggi dal Consiglio dei ministri, perché lo spreco di terreno agricolo nel nostro Paese va assolutamente fermato. “E’ apprezzabile – commenta il presidente Mario Guidi - l’impegno del governo di mettere al centro dell’attenzione del Paese l’agricoltura produttiva e gli spazi che possono essere ad essa recuperati”. Confagricoltura non condivide, invece, la logica vincolistica e discriminatoria che ha ispirato il limite sulla destinazione nel tempo dei terreni agricoli che hanno beneficiato di aiuti di Stato e comunitari, seppur ridotto da 10 a 5 anni rispetto alla prima versione del provvedimento. ”Dobbiamo comunque arrivare ad una gestione ragionata e ad un governo del suolo agricolo – aggiunge Guidi-. Per fare questo occorre una programmazione territoriale che da una parte ponga un drastico freno alla cementificazione, dall’altra dia priorità all’utilizzo dei siti e degli immobili dismessi, introducendo forme di premialità e di incentivazione.” Confagricoltura ricorda, inoltre, che oltre il 4% della SAU (superficie agricola utilizzata) è a riposo e che, unendola alla superficie attualmente non utilizzata, si potrebbe rimettere in coltura un’estensione pari ad oltre il 9% della SAU: ovvero 1,2 milioni di ettari oggi improduttivi. “Si tratta di superfici che in buona parte possono tornare rapidamente in produzione – conclude il presidente degli imprenditori agricoli - e che rappresentano un potenziale immediatamente disponibile per rafforzare la nostra agricoltura e creare nuove opportunità per i giovani imprenditori.”

CONSUMO DEL SUOLO, CATANIA: CON DDL APPROVATO IN CDM VOGLIAMO CAMBIARE MODELLO DI SVILUPPO DEL PAESE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 “Grazie alle misure contenute nel disegno di legge contro il consumo del suolo, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, facciamo un decisivo passo in avanti per raggiungere l’obiettivo di limitare la cementificazione sui terreni agricoli, in modo da porre fine a un trend pericoloso per il Paese. Questo provvedimento tocca temi molto sensibili, come l’uso del territorio e la sua corretta gestione, ma coinvolge anche la vita delle imprese agricole e l’aspetto paesaggistico dell’Italia. Riguarda il modello di sviluppo che vogliamo proporre e immaginare per questo Paese, anche negli anni a venire”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi – alla presenza del presidente Mario Monti – al termine del Consiglio dei Ministri, durante il quale è stato approvato il disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo. “Abbiamo introdotto – ha spiegato Catania – un sistema che sostanzialmente prevede di determinare l’estensione massima di superficie agricole edificabile sul territorio nazionale. Questa quota, quindi, viene ripartita tra le Regioni le quali, a caduta, la distribuiscono ai Comuni. In questo modo otterremo un sistema che vincola l’ammontare massimo di terreno agricolo cementificabile distribuendolo armonicamente su tutto il territorio nazionale”. “Vogliamo – ha aggiunto Catania – interdire i cambiamenti di destinazione d’uso dei terreni che hanno ricevuto i fondi dall’Unione Europea, infatti abbiamo previsto che queste superfici restino vincolate per 5 anni. Inoltre, il provvedimento interviene sul sistema degli oneri di urbanizzazione dei Comuni. Nella normativa attualmente in vigore è previsto che le amministrazioni possono destinare parte dei contributi di costruzione alla copertura delle spese comunali correnti, distogliendoli dalla loro naturale finalità, cioè il finanziamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Questo fa sì che si crei una tendenza naturale delle amministrazioni e dei privati a dare il via libera per cementificare nuove aree agricole anche quando è possibile utilizzare strutture già esistenti. Le nuove norme avranno sicuramente un impatto su questo fenomeno”.
Di seguito, in sintesi, i punti principali del provvedimento:

1. Vengono definiti “terreni agricoli” tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola, indipendentemente dal fatto che vengano utilizzati a questo scopo;

2. Si introduce un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell’estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d’uso può essere modificata dagli strumenti urbanistici). Lo scopo è quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell’assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zona suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate/edificabili;

3. Si introduce il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari. Nell’ottica di disincentivare il dissennato consumo di suolo la misura evita che i terreni che hanno usufruito di misure a sostegno dell’attività agricola subiscano un mutamento di destinazione e siano investiti dal processo di urbanizzazione;

4. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti, anziché l’attività di edificazione e costruzione di nuove linee urbane.

5. Si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole in cui i Comuni interessati, i cui strumenti urbanistici non prevedono l’aumento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite fissato, possono chiedere di essere inseriti.

6. Si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità - consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria - e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell’Ente locale.