Fonte: Agrinsieme
“Valutiamo molto positivamente il decreto attuativo del ministero del Lavoro sulle assunzioni congiunte in agricoltura previste nel ‘Pacchetto Occupazione’ (DL 76/2013). Una misura sollecitata da tempo dalle nostre Organizzazioni. Apprezziamo l’impegno del ministro del Lavoro Enrico Giovannini per l’attenzione espressa, diretta a cogliere le nuove opportunità di sviluppo ed occupazionali del settore primario”. Lo sottolinea Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane del settore agroalimentare.
Una volta ottenuto il visto di legittimità della Corte dei Conti e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto – spiega Agrinsieme - consentirà a più imprese, fra cui cooperative (legate da un contratto di rete o facenti capo allo stesso gruppo o riconducibili ad uno stesso proprietario o ad uno stesso nucleo familiare) di poter assumere congiuntamente un lavoratore, facendogli prestare la propria attività là dove sussiste la necessità.
“Grazie a questa forma particolare di job sharing si potrà garantire a molti lavoratori una maggiore stabilità dei rapporti. Una misura utile anche in termini di trasparenza, che contribuirà a rilanciare l’occupazione in un settore produttivo importante, quale quello agricolo, che può offrire interessanti opportunità anche ai giovani”.
venerdì 17 gennaio 2014
ACCORDO PREZZO DEL LATTE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): PREMIATO IL LAVORO DI SQUADRA
Fonte: Confagricoltura
“L’ accordo sul prezzo del latte alla stalla con Italatte è un buon risultato per il mondo agricolo. Le esperienze passate spero siano riuscite, finalmente, ad insegnare come lavorare tutti insieme nell’interesse degli agricoltori sia il sistema vincente”. Così il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, commenta l’intesa raggiunta ieri tra le Federazioni regionali lombarde di Confagricoltura, Coldiretti e Cia e il gruppo Italatte. Il nuovo accordo avrà validità dal 1° febbraio al prossimo 30 giugno e fissa un prezzo di 44,5 centesimi al litro, superiore di 2,5 centesimi al prezzo attualmente in vigore. Particolarmente importante, a parere di Mario Guidi, è l’essere riusciti a raggiungere questa intesa prima della scadenza di quella attualmente in vigore. “Grazie al senso di responsabilità dimostrato – sottolinea il presidente di Confagricoltura - siamo così riusciti a dare certezze agli allevatori, che potranno, contrariamente al passato, operare in una prospettiva economica certa, fino al prossimo mese di giugno”. L’accordo sul prezzo del latte alla stalla raggiunto in Lombardia, ricorda Confagricoltura, è molto importante a livello nazionale perché storicamente fa da traino a quelli nelle altre regioni. L’intesa è stata firmata tra Italatte, rappresentata da Jean Marc Bernier e da Alberto Dall’Asta e le Federazioni regionali lombarde di Confagricoltura (presidente Antonio Boselli, vicepresidente nazionale Antonio Piva, presidente della FRP Lattiero–Casearia Luigi Barbieri), di Coldiretti (presidente Ettore Prandini) e CIA (presidente Mario Lanzi).
“L’ accordo sul prezzo del latte alla stalla con Italatte è un buon risultato per il mondo agricolo. Le esperienze passate spero siano riuscite, finalmente, ad insegnare come lavorare tutti insieme nell’interesse degli agricoltori sia il sistema vincente”. Così il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, commenta l’intesa raggiunta ieri tra le Federazioni regionali lombarde di Confagricoltura, Coldiretti e Cia e il gruppo Italatte. Il nuovo accordo avrà validità dal 1° febbraio al prossimo 30 giugno e fissa un prezzo di 44,5 centesimi al litro, superiore di 2,5 centesimi al prezzo attualmente in vigore. Particolarmente importante, a parere di Mario Guidi, è l’essere riusciti a raggiungere questa intesa prima della scadenza di quella attualmente in vigore. “Grazie al senso di responsabilità dimostrato – sottolinea il presidente di Confagricoltura - siamo così riusciti a dare certezze agli allevatori, che potranno, contrariamente al passato, operare in una prospettiva economica certa, fino al prossimo mese di giugno”. L’accordo sul prezzo del latte alla stalla raggiunto in Lombardia, ricorda Confagricoltura, è molto importante a livello nazionale perché storicamente fa da traino a quelli nelle altre regioni. L’intesa è stata firmata tra Italatte, rappresentata da Jean Marc Bernier e da Alberto Dall’Asta e le Federazioni regionali lombarde di Confagricoltura (presidente Antonio Boselli, vicepresidente nazionale Antonio Piva, presidente della FRP Lattiero–Casearia Luigi Barbieri), di Coldiretti (presidente Ettore Prandini) e CIA (presidente Mario Lanzi).
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COMMERCIO ESTERO, CONFAGRICOLTURA: L’AGROALIMENTARE CONTINUA A CRESCERE E AUMENTA IL PESO SULL’EXPORT TOTALE
Fonte: Confagricoltura
“Frenano, ma non si fermano i prodotti dell’agricoltura sui mercati esteri. Complessivamente l’export di settore non solo tiene, ma cresce (+2,5% nel periodo gennaio-novembre 2013, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), anche se è stato registrato un calo (-5,6%) dei prodotti agricoli e della pesca nel mese di novembre rispetto allo stesso mese del 2012”. Questo il commento di Confagricoltura ai dati Istat sul Commercio estero diffusi oggi. Ed anche l’export agroalimentare nel complesso mostra una dinamica molto positiva nei primi undici mesi dell’anno: +4,8% rispetto al periodo gennaio-novembre 2013. Ben più in ogni caso dell’andamento dell’export italiano complessivo che ha “marcato” un -0,5% da gennaio a novembre di quest’anno. La quota di export agroalimentare sul totale è così ancora di più aumentata raggiungendo quota 8,6%. Per Confagricoltura la ripresa sarà quasi esclusivamente giocata sull'export. “I dati decisamente positivi nei primi dieci mesi dell’anno – osserva l’Organizzazione - ci avevano fatto considerare una ripresa economica già a partire da quest'anno. Per questo occorre che le nostre imprese siano sempre più capaci di proiettarsi in una dimensione più globale, trasformando in opportunità ciò che altri spesso vedono come rischio. E’ necessario accrescere i momenti di relazione business oriented con gli operatori esteri e mettersi in rete, per aumentare la propria capacità competitiva in termini di volumi, di servizi e di capacità di promozione”.
Altri dati:www.agrestetv.it/documenti/commercio_estero_2.doc
“Frenano, ma non si fermano i prodotti dell’agricoltura sui mercati esteri. Complessivamente l’export di settore non solo tiene, ma cresce (+2,5% nel periodo gennaio-novembre 2013, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), anche se è stato registrato un calo (-5,6%) dei prodotti agricoli e della pesca nel mese di novembre rispetto allo stesso mese del 2012”. Questo il commento di Confagricoltura ai dati Istat sul Commercio estero diffusi oggi. Ed anche l’export agroalimentare nel complesso mostra una dinamica molto positiva nei primi undici mesi dell’anno: +4,8% rispetto al periodo gennaio-novembre 2013. Ben più in ogni caso dell’andamento dell’export italiano complessivo che ha “marcato” un -0,5% da gennaio a novembre di quest’anno. La quota di export agroalimentare sul totale è così ancora di più aumentata raggiungendo quota 8,6%. Per Confagricoltura la ripresa sarà quasi esclusivamente giocata sull'export. “I dati decisamente positivi nei primi dieci mesi dell’anno – osserva l’Organizzazione - ci avevano fatto considerare una ripresa economica già a partire da quest'anno. Per questo occorre che le nostre imprese siano sempre più capaci di proiettarsi in una dimensione più globale, trasformando in opportunità ciò che altri spesso vedono come rischio. E’ necessario accrescere i momenti di relazione business oriented con gli operatori esteri e mettersi in rete, per aumentare la propria capacità competitiva in termini di volumi, di servizi e di capacità di promozione”.
Altri dati:www.agrestetv.it/documenti/commercio_estero_2.doc
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mercoledì 15 gennaio 2014
PAC, DE GIROLAMO: ACCORDO RAGGIUNTO CON REGIONI CONSENTIRÀ RAPIDA APPLICAZIONE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7098
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7098
NUOVA PAC, RAGGIUNTO L'ACCORDO TRA REGIONI E MINISTERO DELL'AGRICOLTURA SUL RIPARTO DEI FONDI EUROPEI. RABBONI: ACCOLTA LA RICHIESTA DELL'EMILIA-ROMAGNA DI UN RIEQUILIBRIO. LE REGIONI CHIEDONO CHE LA QUOTA DI COFINANZIAMENTO REGIONALE AI PROGRAMMI DI SVILUPPO RURALE VENGA ESCLUSA DAL PATTO DI STABILITÀ INTERNO
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
“La nostra richiesta di un riequilibrio nella distribuzione tra le Regioni dei fondi europei del nuovo Sviluppo rurale è stata accolta. Con la nuova programmazione 2014-2020 l’Emilia-Romagna avrà a disposizione 1 miliardo 190 milioni di euro, 140 milioni in più rispetto al precedente settennato. Di queste risorse, 513 milioni sono costituite da fondi europei, 474 da risorse statali, mentre 203 a carico del bilancio regionale”. Così l’assessore regionale all’agricoltura emiliano-romagnolo Tiberio Rabboni commenta l’esito dell’incontro, oggi a Roma, tra Regioni e Ministero dell’agricoltura sull’ applicazione della nuova Pac. Saranno quattro i Piani nazionali di sviluppo rurale (assicurazioni, irrigazione, rete rurale e zootecnia) ed è stata accolta la richiesta delle Regioni che quello per la zootecnia finanzi anche l’attività territoriale delle Associazioni allevatori. Per quanto riguarda il primo pilastro della Pac, vale a dire i Pagamenti diretti, si è convenuto di assumere come ambito per la convergenza interna quello nazionale, così da favorire una maggiore uniformità. Tuttavia – ha sottolineato Rabboni – “si è anche deciso di compensare le eventuali riduzioni a carico di determinati comparti attraverso i pagamenti accoppiati, stabilendo comunque che le variazioni entro ciascuna regione dovranno rimanere entro un range predeterminato”. “Le Regioni – conclude Rabboni – hanno chiesto al Governo e all’Europa di escludere dal calcolo delle spese che concorrono al Patto di stabilità interno, la quota di cofinanziamento regionale per lo sviluppo rurale".
“La nostra richiesta di un riequilibrio nella distribuzione tra le Regioni dei fondi europei del nuovo Sviluppo rurale è stata accolta. Con la nuova programmazione 2014-2020 l’Emilia-Romagna avrà a disposizione 1 miliardo 190 milioni di euro, 140 milioni in più rispetto al precedente settennato. Di queste risorse, 513 milioni sono costituite da fondi europei, 474 da risorse statali, mentre 203 a carico del bilancio regionale”. Così l’assessore regionale all’agricoltura emiliano-romagnolo Tiberio Rabboni commenta l’esito dell’incontro, oggi a Roma, tra Regioni e Ministero dell’agricoltura sull’ applicazione della nuova Pac. Saranno quattro i Piani nazionali di sviluppo rurale (assicurazioni, irrigazione, rete rurale e zootecnia) ed è stata accolta la richiesta delle Regioni che quello per la zootecnia finanzi anche l’attività territoriale delle Associazioni allevatori. Per quanto riguarda il primo pilastro della Pac, vale a dire i Pagamenti diretti, si è convenuto di assumere come ambito per la convergenza interna quello nazionale, così da favorire una maggiore uniformità. Tuttavia – ha sottolineato Rabboni – “si è anche deciso di compensare le eventuali riduzioni a carico di determinati comparti attraverso i pagamenti accoppiati, stabilendo comunque che le variazioni entro ciascuna regione dovranno rimanere entro un range predeterminato”. “Le Regioni – conclude Rabboni – hanno chiesto al Governo e all’Europa di escludere dal calcolo delle spese che concorrono al Patto di stabilità interno, la quota di cofinanziamento regionale per lo sviluppo rurale".
martedì 14 gennaio 2014
COLDIRETTI: DOPO OK DEL PARLAMENTO A MOZIONE “SALVA MADE IN ITALY”, AVANTI CON ETICHETTATURA D’ORIGINE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Apprezzamento di Coldiretti per la mozione unitaria della Camera sull’etichettatura dei prodotti alimentari. “Ora il ministro De Girolamo ha l’occasione di dare una svolta alle norme in materia di protezione del vero made in Italy” evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli.
Il Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo ha l’occasione di dare una svolta epocale alla legislatura con l’emanazione dei decreti sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti sostenuta dalla mozione unitaria approvata all'unanimita' dall'Aula della Camera sull'etichettatura dei prodotti alimentari. E’ quanto afferma il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per il via libera della Camera alla mozione ”salva Made in Italy a tavola” proposta dagli onorevoli Mongiello, Sani, Rondini, Gallinella, Franco Bordo, Zaccagnini, Faenzi, Bosco, Catania e Schullian, dopo la manifestazione di diecimila agricoltori ed allevatori della Coldiretti al Brennero. Solo nell’ultimo anno - sottolinea la Coldiretti - sono scomparse 32.500 stalle ed aziende agricole e persi 36mila occupati anche a causa della concorrenza sleale dei prodotti di minor qualità importati dall’estero che vengono spacciati come Made in Italy. Contiene infatti materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. Gli inganni del finto Made in Italy sugliscaffali riguardano – precisa la Coldiretti - due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all'insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. “Pensando al futuro dei nostri soci, delle imprese agricole in cui lavorano le nostrefamiglie, ed alle tante difficoltà che storicamente l’agricoltura attraversa – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – abbiamo il dovere di operare nella trasparenza e pretendere che tutti soggetti dell’agroalimentare lo siano e lavorino per dare valore e reddito al Paese. Dobbiamo portare in questi momenti sul mercato questo valore aggiunto e dare completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, come leva di opportunità e di distintività verso i consumatori, affrancandoci dalla concorrenza basata unicamente sul fattore prezzo. Che molto spesso, quando è troppo basso nasconde anche sfruttamento e rischi per la salute e l’ambiente”. Un indirizzo che si sta affermando anche in Europa dove l’Europarlamento in sessione plenaria a Strasburgo, ha adottato la Risoluzione non legislativa sulla crisi alimentare, le frodi nella catena alimentare e il loro controllo, che sostiene, tra l’altro, l’indicazione del paese di origine sull’etichetta per contribuire a garantire una migliore tracciabilità lungo la catena alimentare e combattere le frodi. “Non c’è più – conclude Gulinelli – l’alibi della contrarietà della Unione Europea su questi temi. L’Italia non abbia quindi timore nel completare il suo cammino sostenendo il percorso della più completa trasparenza e delle maggiori informazioni in etichetta, che non fanno altro che rendere più attrattive le nostre produzioni di qualità, le uniche in grado di costituire una opportunità di reddito per le imprese agricole di qualunque dimensione, supportate da un diverso disegno delle filiere e da una maggiore efficienza delle strutture di servizio”
Apprezzamento di Coldiretti per la mozione unitaria della Camera sull’etichettatura dei prodotti alimentari. “Ora il ministro De Girolamo ha l’occasione di dare una svolta alle norme in materia di protezione del vero made in Italy” evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli.
Il Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo ha l’occasione di dare una svolta epocale alla legislatura con l’emanazione dei decreti sull’obbligo di indicare l’origine degli alimenti sostenuta dalla mozione unitaria approvata all'unanimita' dall'Aula della Camera sull'etichettatura dei prodotti alimentari. E’ quanto afferma il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per il via libera della Camera alla mozione ”salva Made in Italy a tavola” proposta dagli onorevoli Mongiello, Sani, Rondini, Gallinella, Franco Bordo, Zaccagnini, Faenzi, Bosco, Catania e Schullian, dopo la manifestazione di diecimila agricoltori ed allevatori della Coldiretti al Brennero. Solo nell’ultimo anno - sottolinea la Coldiretti - sono scomparse 32.500 stalle ed aziende agricole e persi 36mila occupati anche a causa della concorrenza sleale dei prodotti di minor qualità importati dall’estero che vengono spacciati come Made in Italy. Contiene infatti materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. Gli inganni del finto Made in Italy sugliscaffali riguardano – precisa la Coldiretti - due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all'insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. “Pensando al futuro dei nostri soci, delle imprese agricole in cui lavorano le nostrefamiglie, ed alle tante difficoltà che storicamente l’agricoltura attraversa – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – abbiamo il dovere di operare nella trasparenza e pretendere che tutti soggetti dell’agroalimentare lo siano e lavorino per dare valore e reddito al Paese. Dobbiamo portare in questi momenti sul mercato questo valore aggiunto e dare completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, come leva di opportunità e di distintività verso i consumatori, affrancandoci dalla concorrenza basata unicamente sul fattore prezzo. Che molto spesso, quando è troppo basso nasconde anche sfruttamento e rischi per la salute e l’ambiente”. Un indirizzo che si sta affermando anche in Europa dove l’Europarlamento in sessione plenaria a Strasburgo, ha adottato la Risoluzione non legislativa sulla crisi alimentare, le frodi nella catena alimentare e il loro controllo, che sostiene, tra l’altro, l’indicazione del paese di origine sull’etichetta per contribuire a garantire una migliore tracciabilità lungo la catena alimentare e combattere le frodi. “Non c’è più – conclude Gulinelli – l’alibi della contrarietà della Unione Europea su questi temi. L’Italia non abbia quindi timore nel completare il suo cammino sostenendo il percorso della più completa trasparenza e delle maggiori informazioni in etichetta, che non fanno altro che rendere più attrattive le nostre produzioni di qualità, le uniche in grado di costituire una opportunità di reddito per le imprese agricole di qualunque dimensione, supportate da un diverso disegno delle filiere e da una maggiore efficienza delle strutture di servizio”
MADE IN ITALY, AGRINSIEME: “POSITIVA MOZIONE SU ETICHETTATURA APPROVATA DALLA CAMERA”
Fonte: Agrinsieme
Agrinsieme valuta positivamente l’approvazione all’unanimità da parte della Camera dei deputati della mozione sull’etichettatura. “La difesa della produzione europea passa anche per una migliore informazione al consumatore - commenta il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza Cooperative. E’ importante che in presenza di scandali o frodi alimentari il consumatore sia informato sulla reale origine dei prodotti, così da circoscrivere più facilmente le zone di produzione e tutelare quelle non coinvolte”. Agrinsieme invita, inoltre, il Governo ad intervenire in ambito europeo affinché l’atto delegato sull’origine delle carni suine e avicole pubblicato lo scorso dicembre sia modificato dal Parlamento Europeo. Infatti il testo approvato aumenta la confusione nel consumatore sulla reale provenienza delle carni.
Agrinsieme è il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari, che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare.
Agrinsieme valuta positivamente l’approvazione all’unanimità da parte della Camera dei deputati della mozione sull’etichettatura. “La difesa della produzione europea passa anche per una migliore informazione al consumatore - commenta il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza Cooperative. E’ importante che in presenza di scandali o frodi alimentari il consumatore sia informato sulla reale origine dei prodotti, così da circoscrivere più facilmente le zone di produzione e tutelare quelle non coinvolte”. Agrinsieme invita, inoltre, il Governo ad intervenire in ambito europeo affinché l’atto delegato sull’origine delle carni suine e avicole pubblicato lo scorso dicembre sia modificato dal Parlamento Europeo. Infatti il testo approvato aumenta la confusione nel consumatore sulla reale provenienza delle carni.
Agrinsieme è il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari, che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare.
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