Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Nell’arco di tempo che ha visto al lavoro il Governo Monti posso dire che il sistema agroalimentare è tornato al centro dell’attenzione della classe politica e dell’opinione pubblica italiana. Nessuno, finora, aveva dato una simile attenzione all’agricoltura, posso dire con particolare soddisfazione che in questa fase è stato fatto un salto di qualità attraverso un approccio sistemico al settore. Le problematiche sono state spesso al centro dell’attenzione anche del Presidente del Consiglio Monti, una novità assoluta nella relazioni tra il mondo politico e quello agricolo. In passato, inoltre, diversi Ministri dell’Agricoltura hanno interpretato il proprio ruolo semplicemente interfacciandosi con Bruxelles. La politica agricola è stata vissuta solo in relazione alle decisioni comunitarie. Noi abbiamo cercato di riproporre una politica agricola nazionale”.
Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, nel corso della conferenza stampa convocata al Mipaaf per illustrare le azioni di governo attuate nel 2012 in ambito agricolo e le principali sfide che l’agroalimentare italiano dovrà affrontare nel 2013 a livello nazionale e comunitario.
“Tra i traguardi raggiunti in questo periodo – ha spiegato il Ministro Catania – voglio ricordare, innanzitutto, l’aver adottato una nuova politica sulle energie rinnovabili. Abbiamo riscritto la politica di settore, prima attraverso un intervento d'urgenza per azzerare gli incentivi sul fotovoltaico nei terreni agricoli, poi con il decreto che ha riscritto in modo completamente diverso filosofia degli incentivi. In secondo luogo – ha proseguito il Ministro Catania – abbiamo affrontato il tema della razionalizzazione dei rapporti di filiera, introducendo tempi di pagamento certi e contratti scritti in tutte le transazioni. Naturalmente, le regole potranno essere mirate meglio sulle esigenze del settore. Voglio inoltre ricordare tutto il lavoro relativo alla negoziazione sulla Politica agricola comune a Bruxelles, sottolineando come in sede comunitaria abbiamo raggiunto l’accordo sul ‘Pacchetto qualità’ e sul ‘Pacchetto latte’.
“Tornando al presente – ha aggiunto Catania – abbiamo, il 7 e 8 febbraio prossimi, un nuovo appuntamento fondamentale per la Pac. È in programma il Consiglio Europeo, in cui si tornerà a discutere del bilancio europeo. A Novembre il Presidente Monti volle che io lo accompagnassi, mi ha chiesto di farlo anche in questa occasione. Andremo a sostenere le nostre ragioni, visto che consideriamo non adeguata la dotazione destinata all'agricoltura. Non riteniamo soddisfacente lo stato attuale, andremo a Bruxelles con la ferma volontà di difendere gli interessi nazionali”.
“Per quanto riguarda gli impegni del prossimo futuro – ha osservato il Ministro Catania – voglio assolutamente, in qualsiasi ruolo potrò farlo, contribuire all’approvazione del disegno di legge contro la cementificazione dei suoli agricoli. Si tratta di un’emergenza assoluta per il Paese, che è stato cementificato in modo insostenibile. Ora noi dobbiamo difendere quello che resta del nostro paesaggio. Bisogna, poi, pensare a nuove misure finalizzate al sostegno del reddito dei nostri agricoltori, che garantiscano alla filiera una sempre migliore funzionalità. Infine – ha spiegato Catania – dobbiamo lavorare ancora per la tutela del Made in Italy. La battaglia sulla tutela e sulla tracciabilità del prodotto non si risolve con una o due operazioni legislative, dura da molti anni e ha diversi teatri di combattimento. Bisogna impegnarsi sempre di più, sia in sede di Wto che in sede comunitaria”.
mercoledì 23 gennaio 2013
CATANIA: AGRICOLTURA TORNATA AL CENTRO DEL SISTEMA PRODUTTIVO, MA ANCORA TANTO IL LAVORO DA FARE
COLDIRETTI: POSITIVO LO STOP DELLA U.E. A NUOVE VARIETA’ OGM. FONDAMENTALE L’ATTIVAZIONE DELLA CLAUSOLA DI SALVAGURDIA ITALIANA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Gulinelli: scongiurare ogni rischio di commistione tra colture modificate e tradizionali per salvaguardare nei fatti prodotti tradizionali e territorio.
La positiva decisione della Commissione Europea è stata accompagnata a livello nazionale dall’avvio delle procedure per l’attivazione della “clausola di salvaguardia” per scongiurare in Italia qualsiasi rischio di commistione tra Ogm e agricoltura tradizionale o biologica”. Lo sottolinea Coldiretti nel commentare positivamente la decisione della Commissione UE di non “proporre agli Stati membri di adottare nuove varieta' di Ogm destinate alle colture in campo fino a quando non ci sara' una decisione del Consiglio Ue sulla proposta avanzata dall'esecutivo per regolamentare la coltura di Ogm in Europa”. L’attivazione della clausola di salvaguardia è importante al fine di rimuovere qualsiasi dubbio e preoccupazione circa gli effetti pregiudizievoli che potrebbero discendere da un’eventuale ed illecita semina di varietà Ogm, ed è stata ripetuta anche in una recente lettera scritta dal presidente della Coldiretti Sergio Marini al Ministro delle Politiche Agricole. “Il ricorso a tale clausola – evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli - è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici ed è conseguenziale alle numerose delibere di Regioni, Provincie e Comuni italiani ed anche del nostro territorio, dove 17 comuni, il Parco del Delta e la Provincia, hanno approvato provvedimenti ed ordini del giorno per un territorio OGM free”. Non va dimenticato - conclude Gulinelli – che sulla base dell`indagine Coldiretti-Swg relativa ad ottobre 2012 quasi sette italiani su dieci considerano oggi gliorganismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali: una motivazione in più che va a rafforzare l’esigenza di garantire l’agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico e assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità. “ E questo prescindendo da posizioni meramente di contrarietà di principio, che comunque sono importanti, quanto per motivazioni di opportunità tecnica, economica e di coerenza con un modello di sviluppo che per Coldiretti – chiude Gulinelli – è molto diverso dalle logiche che stanno alla base dello sfruttamento delle colture OGM”.
Gulinelli: scongiurare ogni rischio di commistione tra colture modificate e tradizionali per salvaguardare nei fatti prodotti tradizionali e territorio.
La positiva decisione della Commissione Europea è stata accompagnata a livello nazionale dall’avvio delle procedure per l’attivazione della “clausola di salvaguardia” per scongiurare in Italia qualsiasi rischio di commistione tra Ogm e agricoltura tradizionale o biologica”. Lo sottolinea Coldiretti nel commentare positivamente la decisione della Commissione UE di non “proporre agli Stati membri di adottare nuove varieta' di Ogm destinate alle colture in campo fino a quando non ci sara' una decisione del Consiglio Ue sulla proposta avanzata dall'esecutivo per regolamentare la coltura di Ogm in Europa”. L’attivazione della clausola di salvaguardia è importante al fine di rimuovere qualsiasi dubbio e preoccupazione circa gli effetti pregiudizievoli che potrebbero discendere da un’eventuale ed illecita semina di varietà Ogm, ed è stata ripetuta anche in una recente lettera scritta dal presidente della Coldiretti Sergio Marini al Ministro delle Politiche Agricole. “Il ricorso a tale clausola – evidenzia il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli - è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici ed è conseguenziale alle numerose delibere di Regioni, Provincie e Comuni italiani ed anche del nostro territorio, dove 17 comuni, il Parco del Delta e la Provincia, hanno approvato provvedimenti ed ordini del giorno per un territorio OGM free”. Non va dimenticato - conclude Gulinelli – che sulla base dell`indagine Coldiretti-Swg relativa ad ottobre 2012 quasi sette italiani su dieci considerano oggi gliorganismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali: una motivazione in più che va a rafforzare l’esigenza di garantire l’agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico e assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità. “ E questo prescindendo da posizioni meramente di contrarietà di principio, che comunque sono importanti, quanto per motivazioni di opportunità tecnica, economica e di coerenza con un modello di sviluppo che per Coldiretti – chiude Gulinelli – è molto diverso dalle logiche che stanno alla base dello sfruttamento delle colture OGM”.
COLDIRETTI: DOMANI, 24 GENNAIO 2013, ASSEMBLEA ELETTIVA NAZIONALE.
Fonte: Coldiretti Ferrara
A palazzo Rospigliosi, sede della Confederazione Nazionale a partire dalle 9,30 l’assemblea che eleggerà i nuovi organi dirigenti per il prossimo quadriennio. In coda all’assemblea analisi della competizione elettorale per Camera e Senato.
Domani, giovedì 24 Gennaio in Via XXIV Maggio 43 a Roma al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi si svolge l’Assemblea nazionale di rinnovo degli organi della Coldiretti che si occuperà anche delle prossime elezioni politiche. La Coldiretti è la principale organizzazione agricola italiana ed europea che coinvolge 1,6 milioni di tesserati e le loro famiglie. ll presidente Sergio Marini, incontrerà i giornalisti alle ore 9,30. A margine dell’Assemblea sarà svelato l’identikit dei nuovi parlamentari sulla base di una analisi delle candidature già presentate alla Camera e al Senato dai partiti e dai movimenti che partecipano al confronto elettorale.
A palazzo Rospigliosi, sede della Confederazione Nazionale a partire dalle 9,30 l’assemblea che eleggerà i nuovi organi dirigenti per il prossimo quadriennio. In coda all’assemblea analisi della competizione elettorale per Camera e Senato.
Domani, giovedì 24 Gennaio in Via XXIV Maggio 43 a Roma al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi si svolge l’Assemblea nazionale di rinnovo degli organi della Coldiretti che si occuperà anche delle prossime elezioni politiche. La Coldiretti è la principale organizzazione agricola italiana ed europea che coinvolge 1,6 milioni di tesserati e le loro famiglie. ll presidente Sergio Marini, incontrerà i giornalisti alle ore 9,30. A margine dell’Assemblea sarà svelato l’identikit dei nuovi parlamentari sulla base di una analisi delle candidature già presentate alla Camera e al Senato dai partiti e dai movimenti che partecipano al confronto elettorale.
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COLDIRETTI: AMBIENTE: NITRATI, REGIONE EMILIA ROMAGNA CONTRO ALLEVATORI?
Fonte: Coldiretti Ferrara
IN 20 ANNI: –26.000 ALLEVAMENTI. COLDIRETTI: INQUINAMENTO DA ALTRE FONTI? IGNORATA LA RICERCA DELL'UNIVERSITÀ DI FERRARA.
Ci sarà un motivo per cui in vent’anni, tra il 1990 e il 2010, in Emilia Romagna hanno chiuso più di 26 mila allevamenti? (E la gran parte di quelle ferraresi, dove la zootecnia e' ormai al lumicino). E’ la domanda che si fa Coldiretti di fronte alla delibera della Regione Emilia Romagna per stoppare il decreto sviluppo che sospende per un anno i dettami della direttiva nitrati. L’impressione – afferma Coldiretti – è che la regione si accanisca sugli allevatori senza una adeguata documentazione in merito al carico inquinante del bestiame allevato. Già da tempo – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara Sergio Gulinelli – sarebbe dovuto uscire la ricerca dell’Ispra commissionata e finanziata dalle Regioni, sulle cause e l’origine dell’inquinamento delle acque, ma finora niente si è visto. Per cui si continua a dire che i responsabili dell’inquinamento siano i liquami agricoli, ma nessuno è in grado di fornire una documentazione non solo sui dati agricoli, ma anche ad esempio sul carico di azoto che finisce nelle acque pubbliche proveniente dai depuratori cittadini della nostra provincia e attraverso il Po anche da altri territori, solo per citare un’altra possibile fonte inquinante. C’è da aggiungere – continua Gulinelli - , che ci sono studi, come quello dell’università di Ferrara, che dimostrano come lo spandimento di concimi organici non aumenta l’inquinamento da nitrati, ma lo diminuisce. A questo punto, in vista delle prossime elezioni, crediamo che gli allevatori sapranno ben distinguere tra i politici che fanno scelte di promozione e valorizzazione dell’agricoltura e chi invece sull’agricoltura continua a gettare fardelli insostenibili. Tra il 1990 e il 2010, nella nostra regione – ricorda Gulinelli – hanno chiuso i battenti più di 16 mila allevamenti di mucche (–69,4%) e 10 mila allevamenti di maiali (–89%), con un calo di 320 mila mucche e 620 mila maiali. Su Ferrara la riduzione e' ancora più drastica, dove gli allevamenti da latte si contano ormai sulle dita delle mani e quelli da carne sono poco più. Provincia la nostra dove nel passato anche recente sono state messe in campo anche misure di finanziamenti per apportare sostanza organica a terreni ormai impoveriti rispetto a questi nutrienti. In questo modo – commenta Coldiretti – tutta l’Emilia Romagna si ritrova più povera perché sono stati persi posti di lavoro e una ricchezza produttiva che è alla base dei principali prodotti enogastronomici della regione, dal prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano e Grana Padano, dai salumi Dop piacentini al culatello di Zibello ma anche i nostri salami e le carni dei nostri allevamenti per la filiera corta e per le forniture a macellerie e negozi del territorio. Insomma - osserva Gulinelli - se nonostante il calo degli allevamenti e degli animali allevati, i nitrati nelle falde sono addirittura aumentati c'e qualcosa che non quadra. E’ un controsenso che dovrebbe spingere a cercare le responsabilità anche in altre direzioni.
IN 20 ANNI: –26.000 ALLEVAMENTI. COLDIRETTI: INQUINAMENTO DA ALTRE FONTI? IGNORATA LA RICERCA DELL'UNIVERSITÀ DI FERRARA.
Ci sarà un motivo per cui in vent’anni, tra il 1990 e il 2010, in Emilia Romagna hanno chiuso più di 26 mila allevamenti? (E la gran parte di quelle ferraresi, dove la zootecnia e' ormai al lumicino). E’ la domanda che si fa Coldiretti di fronte alla delibera della Regione Emilia Romagna per stoppare il decreto sviluppo che sospende per un anno i dettami della direttiva nitrati. L’impressione – afferma Coldiretti – è che la regione si accanisca sugli allevatori senza una adeguata documentazione in merito al carico inquinante del bestiame allevato. Già da tempo – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara Sergio Gulinelli – sarebbe dovuto uscire la ricerca dell’Ispra commissionata e finanziata dalle Regioni, sulle cause e l’origine dell’inquinamento delle acque, ma finora niente si è visto. Per cui si continua a dire che i responsabili dell’inquinamento siano i liquami agricoli, ma nessuno è in grado di fornire una documentazione non solo sui dati agricoli, ma anche ad esempio sul carico di azoto che finisce nelle acque pubbliche proveniente dai depuratori cittadini della nostra provincia e attraverso il Po anche da altri territori, solo per citare un’altra possibile fonte inquinante. C’è da aggiungere – continua Gulinelli - , che ci sono studi, come quello dell’università di Ferrara, che dimostrano come lo spandimento di concimi organici non aumenta l’inquinamento da nitrati, ma lo diminuisce. A questo punto, in vista delle prossime elezioni, crediamo che gli allevatori sapranno ben distinguere tra i politici che fanno scelte di promozione e valorizzazione dell’agricoltura e chi invece sull’agricoltura continua a gettare fardelli insostenibili. Tra il 1990 e il 2010, nella nostra regione – ricorda Gulinelli – hanno chiuso i battenti più di 16 mila allevamenti di mucche (–69,4%) e 10 mila allevamenti di maiali (–89%), con un calo di 320 mila mucche e 620 mila maiali. Su Ferrara la riduzione e' ancora più drastica, dove gli allevamenti da latte si contano ormai sulle dita delle mani e quelli da carne sono poco più. Provincia la nostra dove nel passato anche recente sono state messe in campo anche misure di finanziamenti per apportare sostanza organica a terreni ormai impoveriti rispetto a questi nutrienti. In questo modo – commenta Coldiretti – tutta l’Emilia Romagna si ritrova più povera perché sono stati persi posti di lavoro e una ricchezza produttiva che è alla base dei principali prodotti enogastronomici della regione, dal prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano e Grana Padano, dai salumi Dop piacentini al culatello di Zibello ma anche i nostri salami e le carni dei nostri allevamenti per la filiera corta e per le forniture a macellerie e negozi del territorio. Insomma - osserva Gulinelli - se nonostante il calo degli allevamenti e degli animali allevati, i nitrati nelle falde sono addirittura aumentati c'e qualcosa che non quadra. E’ un controsenso che dovrebbe spingere a cercare le responsabilità anche in altre direzioni.
martedì 22 gennaio 2013
ELEZIONI, CONFAGRICOLTURA AI PARTITI: “CONFRONTO SERRATO SUI PROGRAMMI. L’AGROALIMENTARE È IL MOTORE DI CRESCITA DELL’ECONOMIA”
Fonte: Confagricoltura
“Ci stanno a cuore le sorti del Paese, dell’agricoltura e delle sue aziende. Per questo chiediamo ai partiti ed alle coalizioni di tornare ad una politica orientata alle imprese, al loro ruolo nel e per il mercato; in maniera che esse possano continuare a garantire in pieno quel contributo sociale che sono capaci di dare e che spesso, a torto, non viene loro riconosciuto”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi al termine della riunione dei Quadri Dirigenti sulle elezioni del 24 e 25 febbraio. “La risposta che la politica deve dare è la governabilità – ha osservato Mario Guidi – In tale ottica sollecitiamo il confronto serrato con tutte le forze politiche in campo e lo vogliamo sui programmi, sui contenuti, sulle azioni da porre in essere per la crescita del Paese. Alla politica ribadiamo che lo sviluppo dell’agroalimentare è nodale, contribuisce al superamento della crisi, alla crescita, rafforza l’economia”. “Alla politica chiediamo sforzi per la ‘normalità’ – ha proseguito il presidente di Confagricoltura - Vogliamo un ‘Paese normale’, con centri decisionali ed istituzioni efficienti e non stratificazioni; siamo favorevoli alla riforma del titolo V della Costituzione. Con una riduzione delle provincie con un alleggerimento dei costi della politica e della burocrazia”. Nella attuale situazione congiunturale cinque sono le aree che, ad avviso di Confagricoltura, debbono essere intraprese in via prioritaria e con incisività dall’azione del Parlamento e del Governo: credito; fisco; mercato del lavoro; green economy; conoscenza, ricerca e sviluppo, infrastrutture. “Occorre rivedere la normativa in materia di Imu, con particolare riferimento ai beni strumentali – ha concluso il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli -Va anche sostenuta l’approvazione della delega fiscale al governo che consenta di intervenire sul sistema tributario per modificare la filosofia di fondo a cui si ispira la attività di prelievo, nonché per offrire un quadro di certezze per gli operatori”.
“Ci stanno a cuore le sorti del Paese, dell’agricoltura e delle sue aziende. Per questo chiediamo ai partiti ed alle coalizioni di tornare ad una politica orientata alle imprese, al loro ruolo nel e per il mercato; in maniera che esse possano continuare a garantire in pieno quel contributo sociale che sono capaci di dare e che spesso, a torto, non viene loro riconosciuto”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi al termine della riunione dei Quadri Dirigenti sulle elezioni del 24 e 25 febbraio. “La risposta che la politica deve dare è la governabilità – ha osservato Mario Guidi – In tale ottica sollecitiamo il confronto serrato con tutte le forze politiche in campo e lo vogliamo sui programmi, sui contenuti, sulle azioni da porre in essere per la crescita del Paese. Alla politica ribadiamo che lo sviluppo dell’agroalimentare è nodale, contribuisce al superamento della crisi, alla crescita, rafforza l’economia”. “Alla politica chiediamo sforzi per la ‘normalità’ – ha proseguito il presidente di Confagricoltura - Vogliamo un ‘Paese normale’, con centri decisionali ed istituzioni efficienti e non stratificazioni; siamo favorevoli alla riforma del titolo V della Costituzione. Con una riduzione delle provincie con un alleggerimento dei costi della politica e della burocrazia”. Nella attuale situazione congiunturale cinque sono le aree che, ad avviso di Confagricoltura, debbono essere intraprese in via prioritaria e con incisività dall’azione del Parlamento e del Governo: credito; fisco; mercato del lavoro; green economy; conoscenza, ricerca e sviluppo, infrastrutture. “Occorre rivedere la normativa in materia di Imu, con particolare riferimento ai beni strumentali – ha concluso il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli -Va anche sostenuta l’approvazione della delega fiscale al governo che consenta di intervenire sul sistema tributario per modificare la filosofia di fondo a cui si ispira la attività di prelievo, nonché per offrire un quadro di certezze per gli operatori”.
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"Ristoranti Aperti", "Cheftochef" e la Regione invitano ad andare a mangiare nei territori colpiti dal sisma, per aiutare il ritorno alla normalità.
INFO: REGIONE EMILIA - ROMAGNA
L'iniziativa presentata oggi da Massimo Bottura dell' Osteria Francescana di
Modena e dall'assessore all'agricoltura Tiberio Rabboni.
Bologna - Sostenere anche nel 2013 i ristoratori e i produttori emiliani
colpiti dal sisma. E’ l’obiettivo di “Ristoranti Aperti”,
l’iniziativa promossa da ‘'CheftoChef emiliaromagnacuochi” (l’associazione dei
ristoratori ‘stellati’ della regione), alla quale dà il suo sostegno anche
l’Assessorato regionale all’agricoltura. L’invito è ad andare a visitare almeno
una volta uno degli oltre 30 tra ristoranti e produttori in provincia di
Bologna, Reggio
Emilia, Modena e Ferrara, che,
colpiti dal sisma, hanno ormai ripreso la loro attività e hanno aderito
all’iniziativa.
Un’occasione per gustare prodotti del territorio, dare un aiuto concreto all’economia locale e, più in generale, sostenere la ripresa di una vita normale, fatta anche di convivialità, dopo la fase drammatica dell’emergenza. L’iniziativa è stata presentata oggi a Bologna presso il ristorante Leoni, un altro dei locali che aderisce alla rete di Cheftochef.
“Vogliamo fare dei nostri piatti gesti sociali per aiutare un intero territorio – ha spiegato Massimo Bottura chef della Osteria Francescana di Modena e vicepresidente di ‘'CheftoChef emiliaromagnacuochi” - noi che abbiamo avuto la fortuna di non essere stati danneggiati dal terremoto, vogliamo evitare che si spengano le luci su chi è stato meno fortunato, continuando un impegno che abbiamo iniziato nei giorni immediatamente successivi al sisma.”
“E’ un gesto di solidarietà per incoraggiare e sostenere chi si sta rialzando dopo il dramma del terremoto, ma anche una prova d’amore per questa terra, per i suoi valori e i suoi prodotti – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, che ha ricordato “il legame profondo che c’è tra l’alta cucina e le materie prime di assoluta eccellenza che sono espressione dell’agricoltura emiliano-romagnola”.
Già nei giorni immediatamente successivi al sisma Cheftochef ha realizzato iniziative a sostegno dei ristoranti colpiti. Ora parte la fase due con un appello ad andare almeno una volta a mangiare nei luoghi del terremoto, in ristoranti che offriranno menù del territorio realizzati lavorando esclusivamente materie prime locali. Verranno anche organizzati incontri alla scoperta delle tipicità regionali, mentre nella settimana dal 20 al 29 maggio, ad un anno dal sisma, verrà organizzato un ricco programma di eventi.
L’elenco dei ristoranti e dei produttori che partecipano a Ristoranti Aperti può essere consultato sul sito www.cheftochef.eu
Un’occasione per gustare prodotti del territorio, dare un aiuto concreto all’economia locale e, più in generale, sostenere la ripresa di una vita normale, fatta anche di convivialità, dopo la fase drammatica dell’emergenza. L’iniziativa è stata presentata oggi a Bologna presso il ristorante Leoni, un altro dei locali che aderisce alla rete di Cheftochef.
“Vogliamo fare dei nostri piatti gesti sociali per aiutare un intero territorio – ha spiegato Massimo Bottura chef della Osteria Francescana di Modena e vicepresidente di ‘'CheftoChef emiliaromagnacuochi” - noi che abbiamo avuto la fortuna di non essere stati danneggiati dal terremoto, vogliamo evitare che si spengano le luci su chi è stato meno fortunato, continuando un impegno che abbiamo iniziato nei giorni immediatamente successivi al sisma.”
“E’ un gesto di solidarietà per incoraggiare e sostenere chi si sta rialzando dopo il dramma del terremoto, ma anche una prova d’amore per questa terra, per i suoi valori e i suoi prodotti – ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, che ha ricordato “il legame profondo che c’è tra l’alta cucina e le materie prime di assoluta eccellenza che sono espressione dell’agricoltura emiliano-romagnola”.
Già nei giorni immediatamente successivi al sisma Cheftochef ha realizzato iniziative a sostegno dei ristoranti colpiti. Ora parte la fase due con un appello ad andare almeno una volta a mangiare nei luoghi del terremoto, in ristoranti che offriranno menù del territorio realizzati lavorando esclusivamente materie prime locali. Verranno anche organizzati incontri alla scoperta delle tipicità regionali, mentre nella settimana dal 20 al 29 maggio, ad un anno dal sisma, verrà organizzato un ricco programma di eventi.
L’elenco dei ristoranti e dei produttori che partecipano a Ristoranti Aperti può essere consultato sul sito www.cheftochef.eu
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CATANIA INCONTRA LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE: MANTENERE UN’AGRICOLTURA ATTIVA SUL TERRITORIO
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Sono convinto che per il futuro sia necessario puntare su un modello di agricoltura che abbia una corretta relazione con il territorio e con l’ambiente. Vi ricordo che l’attività agricola è fondamentale per il buon mantenimento dell’ambiente e per questo motivo dobbiamo salvaguardarne la presenza sul nostro territorio. Da questo punto di vista sono particolarmente importanti i temi contenuti nel mio disegno di legge contro la cementificazione. Il mio impegno, anche in futuro, rimane orientato su alcuni punti fermi irrinunciabili contro il consumo del suolo”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, incontrando nel Salone dell’Agricoltura del Mipaaf alcune associazioni ambientaliste, tra le quali: Fai, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club, Federbio, Aiab, Firab-Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, Società italiana ecologica del paesaggio, Federazione Pro Natura. Il Ministro Catania ha assicurato il proprio impegno, in sede europea, per portare avanti i temi relativi alla riforma della Politica agricola comune ed in particolare per il mantenimento del budget agricolo e per il miglioramento della proposta della Commissione. Le associazioni presenti hanno manifestato la loro soddisfazione per le puntuali risposte ricevute e hanno ringraziato per la disponibilità il Ministro Catania.
“Sono convinto che per il futuro sia necessario puntare su un modello di agricoltura che abbia una corretta relazione con il territorio e con l’ambiente. Vi ricordo che l’attività agricola è fondamentale per il buon mantenimento dell’ambiente e per questo motivo dobbiamo salvaguardarne la presenza sul nostro territorio. Da questo punto di vista sono particolarmente importanti i temi contenuti nel mio disegno di legge contro la cementificazione. Il mio impegno, anche in futuro, rimane orientato su alcuni punti fermi irrinunciabili contro il consumo del suolo”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, incontrando nel Salone dell’Agricoltura del Mipaaf alcune associazioni ambientaliste, tra le quali: Fai, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club, Federbio, Aiab, Firab-Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica, Società italiana ecologica del paesaggio, Federazione Pro Natura. Il Ministro Catania ha assicurato il proprio impegno, in sede europea, per portare avanti i temi relativi alla riforma della Politica agricola comune ed in particolare per il mantenimento del budget agricolo e per il miglioramento della proposta della Commissione. Le associazioni presenti hanno manifestato la loro soddisfazione per le puntuali risposte ricevute e hanno ringraziato per la disponibilità il Ministro Catania.
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