Fonte: Ufficio Stampa della Bonifica Burana
Si informano i consorziati ed utenti del Consorzio della Bonifica Burana che, in concomitanza dell’astensione collettiva dalle prestazioni di lavoro straordinario per i dipendenti dei Consorzi di Bonifica dell’Emilia Romagna, indetta dalle Segreterie Regionali sindacali di FAI CISL, FLAI CGIL E FILBI UIL dell’Emilia Romagna per il periodo dall’8 al 16 FEBBRAIO 2013, il Consorzio garantirà l’espletamento delle prestazioni istituzionali indispensabili e dei servizi pubblici essenziali.
mercoledì 30 gennaio 2013
NAPOLI, SI APRE DOMANI “RIPARTIAMO DALLA TERRA”. TRE GIORNI DI CONFRONTO ORGANIZZATI DALL’ANGA-GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA
Fonte: Confagricoltura
Inizia domani a Napoli, fino al 2 febbraio, il XV Convegno dei quadri dirigenti dell’Anga (l’Associazione che riunisce i giovani di Confagricoltura). Giovedì e venerdì saranno dedicati ai lavori interni, con un approfondimento e una riflessione su quattro temi: agricoltura innovazione di gestione, ricambio generazionale, reti d’impresa e istruzione/formazione. L’evento si concluderà sabato mattina, con la sezione pubblica della seconda edizione del Forum nazionale. “Intendiamo lanciare una richiesta molto chiara e concreta – spiega il presidente dell’Anga Nicola Motolese - perché siamo convinti che lo sviluppo dell’intero sistema Paese parta proprio dall’agricoltura. Noi giovani abbiamo ancora trenta, quaranta anni di lavoro davanti a noi e riteniamo importante che venga adeguatamente valorizzata la risorsa giovani”. La giornata di domani ha come obiettivo quello di analizzare e approfondire, attraverso i gruppi di lavoro, i quattro temi su cui prenderà le mosse il progetto dell’Anga “Ripartire dalla terra”. Il convegno proseguirà venerdì. Nel pomeriggio si terrà anche il Consiglio Nazionale, al quale interverranno il direttore generale di Confagricoltura, Luigi Mastrobuono e il presidente dell’Associazione Libera, Don Luigi Ciotti. Ripartire dalla terra significa, a parere dei giovani dell’Anga, puntare sul concreto e sul valore economico del settore. Nella mattina di sabato verrà presentata un’indagine del centro studi di Confagricoltura sulla realtà delle giovani imprese associate. Nella Tavola rotonda: “Agricoltura 3.0 in rete tra digitale e ricambio” si punterà a dimostrare come le giovani imprese possano costituire la risposta più efficace alle complesse sfide che occorre fronteggiare per innescare la ripresa economica. Le conclusioni saranno del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi.
Inizia domani a Napoli, fino al 2 febbraio, il XV Convegno dei quadri dirigenti dell’Anga (l’Associazione che riunisce i giovani di Confagricoltura). Giovedì e venerdì saranno dedicati ai lavori interni, con un approfondimento e una riflessione su quattro temi: agricoltura innovazione di gestione, ricambio generazionale, reti d’impresa e istruzione/formazione. L’evento si concluderà sabato mattina, con la sezione pubblica della seconda edizione del Forum nazionale. “Intendiamo lanciare una richiesta molto chiara e concreta – spiega il presidente dell’Anga Nicola Motolese - perché siamo convinti che lo sviluppo dell’intero sistema Paese parta proprio dall’agricoltura. Noi giovani abbiamo ancora trenta, quaranta anni di lavoro davanti a noi e riteniamo importante che venga adeguatamente valorizzata la risorsa giovani”. La giornata di domani ha come obiettivo quello di analizzare e approfondire, attraverso i gruppi di lavoro, i quattro temi su cui prenderà le mosse il progetto dell’Anga “Ripartire dalla terra”. Il convegno proseguirà venerdì. Nel pomeriggio si terrà anche il Consiglio Nazionale, al quale interverranno il direttore generale di Confagricoltura, Luigi Mastrobuono e il presidente dell’Associazione Libera, Don Luigi Ciotti. Ripartire dalla terra significa, a parere dei giovani dell’Anga, puntare sul concreto e sul valore economico del settore. Nella mattina di sabato verrà presentata un’indagine del centro studi di Confagricoltura sulla realtà delle giovani imprese associate. Nella Tavola rotonda: “Agricoltura 3.0 in rete tra digitale e ricambio” si punterà a dimostrare come le giovani imprese possano costituire la risposta più efficace alle complesse sfide che occorre fronteggiare per innescare la ripresa economica. Le conclusioni saranno del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi.
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COLDIRETTI: RINNOVO CARICHE PER L’ASSOCIAZIONE PENSIONATI DI FERRARA. AL VIA LE ASSEMBLEE ZONALI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Il percorso di rinnovo degli organi di rappresentanza al’interno di Coldiretti Ferrara tocca anche l’Associazione Pensionati. La prima assemblea zonale è prevista per lunedì 4 febbraio a Copparo alle 15. Gli auspici del presidente Alberto Sartori per i prossimi quattro anni.
“Dopo un quadriennio denso di avvenimenti, ci avviamo ad affrontare un nuovo periodo altrettanto critico, che mette in discussione la possibilità di una vita dignitosa, anche se semplice, che credevamo acquisita dopo una vita di lavoro e sacrifici. Per questo i Pensionati Coldiretti sono in campo a fianco della Federazione peroperare anche nell’ambito specifico ma sempre in sintonia e sinergia ed a difesa degli associati”. Con questo impegno il presidente uscente dei Pensionati di Coldiretti Ferrara lancia le assemblee zonali che porteranno alla formazione dell’Assemblea provinciale, poi del Consiglio direttivo e del nuovo presidente provinciale per i prossimi quattro anni, completando il percorso di rinnovo degli organi all’interno della Federazione ferrarese. “I pensionati della Coldiretti sono una categoria che per questo Paese si sono sacrificati per difendere le conquiste sociali – continua Sartori -, ma oggi chiedono con forza comportamenti moralmente ed eticamente corretti da parte di chi ci governa. E chiedono anche cose concrete, che costano pochissimo rispetto ai tanti sprechi cui stiamo assistendo da troppo tempo. Proposte che il nuovo Consiglio si farà carico di approfondire e portare all’attenzione affinchè la categoria non sia ancora e sempre penalizzata e costretta a nuovi, ingiusti sacrifici”. Le assemblee parziali dizona sono convocate a partire da lunedì 4 febbraio 2013, alle ore 15,00 presso l’ufficio zona Coldiretti di Copparo, in via Scarsella, 5, ed a seguire mercoledì 6 febbraio, sempre alle 15.00 presso l’ufficio zona Coldiretti di Portomaggiore di Via Bernagozzi, 30; giovedì 7 febbraio alle 15.00 presso l’ufficio zona Coldiretti di Vigarano Mainarda, Piazza della Repubblica, 16; venerdì 8 febbraio, alle 15.00, presso l’ufficio zona Coldiretti di Codigoro, in via Puccini, 6 ed infine lunedì 11 febbraio, alle 9.30, presso la sede provinciale di Ferrara in via Bologna, 637 a Chiesuol del Fosso.
Il percorso di rinnovo degli organi di rappresentanza al’interno di Coldiretti Ferrara tocca anche l’Associazione Pensionati. La prima assemblea zonale è prevista per lunedì 4 febbraio a Copparo alle 15. Gli auspici del presidente Alberto Sartori per i prossimi quattro anni.
“Dopo un quadriennio denso di avvenimenti, ci avviamo ad affrontare un nuovo periodo altrettanto critico, che mette in discussione la possibilità di una vita dignitosa, anche se semplice, che credevamo acquisita dopo una vita di lavoro e sacrifici. Per questo i Pensionati Coldiretti sono in campo a fianco della Federazione peroperare anche nell’ambito specifico ma sempre in sintonia e sinergia ed a difesa degli associati”. Con questo impegno il presidente uscente dei Pensionati di Coldiretti Ferrara lancia le assemblee zonali che porteranno alla formazione dell’Assemblea provinciale, poi del Consiglio direttivo e del nuovo presidente provinciale per i prossimi quattro anni, completando il percorso di rinnovo degli organi all’interno della Federazione ferrarese. “I pensionati della Coldiretti sono una categoria che per questo Paese si sono sacrificati per difendere le conquiste sociali – continua Sartori -, ma oggi chiedono con forza comportamenti moralmente ed eticamente corretti da parte di chi ci governa. E chiedono anche cose concrete, che costano pochissimo rispetto ai tanti sprechi cui stiamo assistendo da troppo tempo. Proposte che il nuovo Consiglio si farà carico di approfondire e portare all’attenzione affinchè la categoria non sia ancora e sempre penalizzata e costretta a nuovi, ingiusti sacrifici”. Le assemblee parziali dizona sono convocate a partire da lunedì 4 febbraio 2013, alle ore 15,00 presso l’ufficio zona Coldiretti di Copparo, in via Scarsella, 5, ed a seguire mercoledì 6 febbraio, sempre alle 15.00 presso l’ufficio zona Coldiretti di Portomaggiore di Via Bernagozzi, 30; giovedì 7 febbraio alle 15.00 presso l’ufficio zona Coldiretti di Vigarano Mainarda, Piazza della Repubblica, 16; venerdì 8 febbraio, alle 15.00, presso l’ufficio zona Coldiretti di Codigoro, in via Puccini, 6 ed infine lunedì 11 febbraio, alle 9.30, presso la sede provinciale di Ferrara in via Bologna, 637 a Chiesuol del Fosso.
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NASCE PERAITALIA® , LA PRIMA AZIENDA ITALIANA DELLE PERE DI QUALITA’ ALLEANZA PRODUTTIVA E COMMERCIALE TRA NOVE GRANDI IMPRESE
Fonte: Pera Italia Soc. Consortile Srl
Rappresenta 1 milione di quintali di prodotto, il 12% della produzione nazionale. Un Consorzio efficiente e a basso costo: nessun compenso previsto per gli amministratori
Nasce in Emilia Romagna il primo marchio commerciale della pera di qualità italiana. Nove imprese altamente rappresentative della filiera produttiva e commerciale della pera made in Italy (UNACOA Spa Consortile, SPREAFICO Spa, GRANFRUTTA ZANI Soc. Coop., NATURITALIA Soc. Coop., PATFRUT Soc. Coop, OROGEL FRESCO Soc. Coop., PEMPACORER Soc. Consortile, OPERA Soc. Coop., BERGONZONI srl) si sono unite nel consorzio PeraItalia® per promuovere il consumo della pera di qualità italiana - ed in particolare dell’Emilia Romagna - nel mondo. Una inedita alleanza produttiva , organizzativa e commerciale per poter affrontare da protagonisti il mercato internazionale forti di un unico marchio PeraItalia® che rappresenta circa 1 milione di quintali di pere da tavola fresche commercializzate, a cui va aggiunto il prodotto destinato all’industria. Pera Italia® diventa così la prima azienda Italiana nel comparto delle pere: rappresenta circa il 12 % del totale della produzione nazionale ed oltre il 25% del totale della produzione di Abate Fetel, la qualità più pregiata, vera regina del made in Italy. Presidente di PeraItalia® è stato nominato Luciano Torreggiani (Patfrut); vicepresidente Mauro Grossi (Unacoa).
Obiettivi e strategia di PeraItalia®
PeraItalia® nasce con l’obiettivo strategico di incrementare il valore aggiunto per i produttori attraverso l’innovazione dell’offerta della pera sul mercato. Si è lavorato in particolare sull’innovazione di packaging e comunicazione di prodotto; sull’offerta di nuovi concept di prodotto/servizio in linea con i più attuali trend della domanda internazionale; sull’alleanza organizzativa e commerciale tra le imprese in grado di affrontare i mercati internazionali ; su una strategia di marketing innovativa.
Un Consorzio efficiente ed a basso costo
La filosofia di PeraItalia® è quella della massimizzazione della efficienza e della riduzione dei costi di gestione. Il progetto prevede una fase di start up di 3 anni, in cui i costi di funzionamento della struttura saranno ridotti al minimo indispensabile. La rappresentanza ed il coordinamento del Consorzio saranno garantiti dai rappresentanti delle aziende in forma gratuita: per nessuna figura è previsto alcun compenso. ( Presidente , VicePresidente , Consiglieri di Amministrazione , Responsabili comitati commerciali , tecnico & qualità). A conclusione di questo primo triennio si valuterà l’opportunità o meno di proseguire nel progetto e si affronteranno i futuri assetti organizzativi.
Un sistema di commercializzazione altamente flessibile ed affidabile.
PeraItalia® sarà la nuova linea di offerta della pera che le imprese associate introdurranno nella propria gamma, commercializzandola secondo regole comuni. PeraItalia® potrà in funzione del mercato/ cliente gestire le vendite in maniera centralizzata oppure affidarla ai singoli soci. Il comitato commerciale, in accordo con il CDA, deciderà di volta in volta quale scelta operare. La garanzia sulla qualità del prodotto verso i clienti sarà assicurata sia dagli dagli standard produttivi e merceologici , definiti dal Comitato tecnico e di qualità, sia dalla presenza di un sistema di controllo qualità molto restrittivo che verificherà gli standard di tutti i lotti PeraItalia®, prima della loro immissione in mercato.
Un approccio internazionale al mercato
L’approccio al mercato di PeraItalia® sarà globale e differenziato per area mercato.A partire dalla prossima campagna si realizzeranno i primi test commerciali di prodotto su alcuni mercati europei ed extra-UE. Il canale di riferimento privilegiato di PeraItalia ® sarà la Distribuzione Moderna internazionale con la quale si sperimenteranno forme innovative di system di vendita e promo-comunicazione. L’introduzione sui mercati sarà progressiva e vedrà realizzarsi forme di partnership per creare valore su tutta la filiera distributiva della Pera dalla produzione fino alla vendita al dettaglio.
Rappresenta 1 milione di quintali di prodotto, il 12% della produzione nazionale. Un Consorzio efficiente e a basso costo: nessun compenso previsto per gli amministratori
Nasce in Emilia Romagna il primo marchio commerciale della pera di qualità italiana. Nove imprese altamente rappresentative della filiera produttiva e commerciale della pera made in Italy (UNACOA Spa Consortile, SPREAFICO Spa, GRANFRUTTA ZANI Soc. Coop., NATURITALIA Soc. Coop., PATFRUT Soc. Coop, OROGEL FRESCO Soc. Coop., PEMPACORER Soc. Consortile, OPERA Soc. Coop., BERGONZONI srl) si sono unite nel consorzio PeraItalia® per promuovere il consumo della pera di qualità italiana - ed in particolare dell’Emilia Romagna - nel mondo. Una inedita alleanza produttiva , organizzativa e commerciale per poter affrontare da protagonisti il mercato internazionale forti di un unico marchio PeraItalia® che rappresenta circa 1 milione di quintali di pere da tavola fresche commercializzate, a cui va aggiunto il prodotto destinato all’industria. Pera Italia® diventa così la prima azienda Italiana nel comparto delle pere: rappresenta circa il 12 % del totale della produzione nazionale ed oltre il 25% del totale della produzione di Abate Fetel, la qualità più pregiata, vera regina del made in Italy. Presidente di PeraItalia® è stato nominato Luciano Torreggiani (Patfrut); vicepresidente Mauro Grossi (Unacoa).
Obiettivi e strategia di PeraItalia®
PeraItalia® nasce con l’obiettivo strategico di incrementare il valore aggiunto per i produttori attraverso l’innovazione dell’offerta della pera sul mercato. Si è lavorato in particolare sull’innovazione di packaging e comunicazione di prodotto; sull’offerta di nuovi concept di prodotto/servizio in linea con i più attuali trend della domanda internazionale; sull’alleanza organizzativa e commerciale tra le imprese in grado di affrontare i mercati internazionali ; su una strategia di marketing innovativa.
Un Consorzio efficiente ed a basso costo
La filosofia di PeraItalia® è quella della massimizzazione della efficienza e della riduzione dei costi di gestione. Il progetto prevede una fase di start up di 3 anni, in cui i costi di funzionamento della struttura saranno ridotti al minimo indispensabile. La rappresentanza ed il coordinamento del Consorzio saranno garantiti dai rappresentanti delle aziende in forma gratuita: per nessuna figura è previsto alcun compenso. ( Presidente , VicePresidente , Consiglieri di Amministrazione , Responsabili comitati commerciali , tecnico & qualità). A conclusione di questo primo triennio si valuterà l’opportunità o meno di proseguire nel progetto e si affronteranno i futuri assetti organizzativi.
Un sistema di commercializzazione altamente flessibile ed affidabile.
PeraItalia® sarà la nuova linea di offerta della pera che le imprese associate introdurranno nella propria gamma, commercializzandola secondo regole comuni. PeraItalia® potrà in funzione del mercato/ cliente gestire le vendite in maniera centralizzata oppure affidarla ai singoli soci. Il comitato commerciale, in accordo con il CDA, deciderà di volta in volta quale scelta operare. La garanzia sulla qualità del prodotto verso i clienti sarà assicurata sia dagli dagli standard produttivi e merceologici , definiti dal Comitato tecnico e di qualità, sia dalla presenza di un sistema di controllo qualità molto restrittivo che verificherà gli standard di tutti i lotti PeraItalia®, prima della loro immissione in mercato.
Un approccio internazionale al mercato
L’approccio al mercato di PeraItalia® sarà globale e differenziato per area mercato.A partire dalla prossima campagna si realizzeranno i primi test commerciali di prodotto su alcuni mercati europei ed extra-UE. Il canale di riferimento privilegiato di PeraItalia ® sarà la Distribuzione Moderna internazionale con la quale si sperimenteranno forme innovative di system di vendita e promo-comunicazione. L’introduzione sui mercati sarà progressiva e vedrà realizzarsi forme di partnership per creare valore su tutta la filiera distributiva della Pera dalla produzione fino alla vendita al dettaglio.
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martedì 29 gennaio 2013
ORTOFRUTTA, LE PERE ABATE IGP DELL'EMILIA-ROMAGNA IN USA. RABBONI HA INCONTRATO OGGI A BOLOGNA IL SENATORE DEL DELAWARE HARRIS MC DOWELL
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione
Potrebbero partire già dalla prossima campagna produttiva i primi lotti di pere Abate Fetel IGP dell’Emilia-Romagna diretti verso gli Stati Uniti. Il progetto pilota, per testare le opportunità del mercato statunitense per l’ortofrutta regionale a partire appunto dalla Pere Abate IGP di cui l’Emilia-Romagna è leader mondiale, è stato esaminato oggi a Bologna nel corso di un incontro tra il senatore dello stato del Delaware Harris Mc Dowell, consulente del presidente Barack Obama per le energie rinnovabili e l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni. I servizi tecnici della Regione – ha spiegato Rabboni – offriranno alle aziende produttrici il supporto tecnico necessario per rispettare la normativa fitosanitaria statunitense, particolarmente rigida e tale da rendere allo stato attuale molto difficoltosa l’esportazione su ampia scala di alcuni prodotti come appunto mele e pere. Proprio per questo sia il senatore Mc Dowell che l’assessore Rabboni si sono detti disponibili ad avviare un tavolo tecnico comune per un esame delle principali problematiche fitosanitarie in materia. Il senatore Mc Dowell, era accompagnato dal presidente del Caab Andrea Segrè e dal direttore marketing della stessa struttura Duccio Caccioni. Con Rabboni hanno preso parte all’incontro il direttore generale dell’assessorato Agricoltura, Valtiero Mazzotti, e il responsabile del Servizio Fitosanitario regionale, Alberto Contessi.
Potrebbero partire già dalla prossima campagna produttiva i primi lotti di pere Abate Fetel IGP dell’Emilia-Romagna diretti verso gli Stati Uniti. Il progetto pilota, per testare le opportunità del mercato statunitense per l’ortofrutta regionale a partire appunto dalla Pere Abate IGP di cui l’Emilia-Romagna è leader mondiale, è stato esaminato oggi a Bologna nel corso di un incontro tra il senatore dello stato del Delaware Harris Mc Dowell, consulente del presidente Barack Obama per le energie rinnovabili e l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni. I servizi tecnici della Regione – ha spiegato Rabboni – offriranno alle aziende produttrici il supporto tecnico necessario per rispettare la normativa fitosanitaria statunitense, particolarmente rigida e tale da rendere allo stato attuale molto difficoltosa l’esportazione su ampia scala di alcuni prodotti come appunto mele e pere. Proprio per questo sia il senatore Mc Dowell che l’assessore Rabboni si sono detti disponibili ad avviare un tavolo tecnico comune per un esame delle principali problematiche fitosanitarie in materia. Il senatore Mc Dowell, era accompagnato dal presidente del Caab Andrea Segrè e dal direttore marketing della stessa struttura Duccio Caccioni. Con Rabboni hanno preso parte all’incontro il direttore generale dell’assessorato Agricoltura, Valtiero Mazzotti, e il responsabile del Servizio Fitosanitario regionale, Alberto Contessi.
COLDIRETTI: CON I PRODOTTI FIRMATI DAGLI AGRICOLTORI ITALIANI SBARCHEREMO SU TUTTI I MERCATI, ANCHE ESTERI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Annunciata dal presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, la fase di organizzazione di una piattaforma per portare anche nei mercati esteri, oltre che nella GDO i prodotti autenticamente delle filiere agricole italiane.
Uno sbarco in grande stile sui mercati esteri con i prodotti della filiera agricola italiana e il varo all'interno di supermercati e gdo in genere della 'Bottega italiana', spazio dedicato al ''prodotto firmato dagli agricoltori italiani che garantisce italianita', qualita' ed equa distribuzione del valore''. Sono queste le direttrici di un lavoro gia' impostato nel primo mandato con cui il presidente di ColdirettiSergio Marini, riconfermato nei giorni scorsi alla guida della maggiore delle organizzazioni agricole italiane, si appresta a iniziare il nuovo quadriennio. ''Stiamo organizzando una piattaforma pubblico-privata per i mercati internazionali - anticipa all'Ansa il presidente Marini - caratterizzata dal marchio di qualita' Fai (Firmato dagli agricoltori italiani) rivolta appunto a promuovere l'internazionalizzazione del 'paniere Italia' di qualita'. Nessuno l'ha saputo fare in passato, nonostante si siano sprecati tanti soldi per strutture finalizzate a questo obiettivo. Non a caso oggi c'e' tanto falso Made in Italy nel mondo''. ''Sul piano nazionale - aggiunge Marini -, rafforzeremo la rete di 'Campagna amica' e le sue botteghe dove si fa vendita diretta ma partira' anche lo spazio 'Bottega italiana' all'interno della Gdo, che offrira' un paniere a marchio Fai. Spazio, che e' qualcosa piu' di un 'corner' e dove ci saranno esclusivamente prodotti della filiera agricola italiana che hanno la certificazione della nostra Fondazione Campagna Amica''. In vista delle imminenti elezioni politiche, Marini non manca di lanciare un messaggio al governo che verra', con la richiesta ''di mettere definitivamente al centro dell'agenda agricola l'agricoltura, l'alimentazione, il cibo, l'ambiente e il territorio. Il Paese deve tornare a uno sviluppo sostenibile e deve farlo nel breve. Su piano fiscale vorremmo anche che venisse meno il pregiudizio secondo il quale l'agricoltura non paga le tasse. Lo stesso pregiudizio che ha portato a una Imu che non va bene e che va rivista come ha riconosciuto lo stesso premier Monti''. Marini si sofferma infine sul negoziato relativo alla politica agricola comunitaria, osservando che ''le modifiche apportate dal Parlamento europeo con l'odierno voto sono un miglioramento ma non completamente soddisfacenti''.
Annunciata dal presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, la fase di organizzazione di una piattaforma per portare anche nei mercati esteri, oltre che nella GDO i prodotti autenticamente delle filiere agricole italiane.
Uno sbarco in grande stile sui mercati esteri con i prodotti della filiera agricola italiana e il varo all'interno di supermercati e gdo in genere della 'Bottega italiana', spazio dedicato al ''prodotto firmato dagli agricoltori italiani che garantisce italianita', qualita' ed equa distribuzione del valore''. Sono queste le direttrici di un lavoro gia' impostato nel primo mandato con cui il presidente di ColdirettiSergio Marini, riconfermato nei giorni scorsi alla guida della maggiore delle organizzazioni agricole italiane, si appresta a iniziare il nuovo quadriennio. ''Stiamo organizzando una piattaforma pubblico-privata per i mercati internazionali - anticipa all'Ansa il presidente Marini - caratterizzata dal marchio di qualita' Fai (Firmato dagli agricoltori italiani) rivolta appunto a promuovere l'internazionalizzazione del 'paniere Italia' di qualita'. Nessuno l'ha saputo fare in passato, nonostante si siano sprecati tanti soldi per strutture finalizzate a questo obiettivo. Non a caso oggi c'e' tanto falso Made in Italy nel mondo''. ''Sul piano nazionale - aggiunge Marini -, rafforzeremo la rete di 'Campagna amica' e le sue botteghe dove si fa vendita diretta ma partira' anche lo spazio 'Bottega italiana' all'interno della Gdo, che offrira' un paniere a marchio Fai. Spazio, che e' qualcosa piu' di un 'corner' e dove ci saranno esclusivamente prodotti della filiera agricola italiana che hanno la certificazione della nostra Fondazione Campagna Amica''. In vista delle imminenti elezioni politiche, Marini non manca di lanciare un messaggio al governo che verra', con la richiesta ''di mettere definitivamente al centro dell'agenda agricola l'agricoltura, l'alimentazione, il cibo, l'ambiente e il territorio. Il Paese deve tornare a uno sviluppo sostenibile e deve farlo nel breve. Su piano fiscale vorremmo anche che venisse meno il pregiudizio secondo il quale l'agricoltura non paga le tasse. Lo stesso pregiudizio che ha portato a una Imu che non va bene e che va rivista come ha riconosciuto lo stesso premier Monti''. Marini si sofferma infine sul negoziato relativo alla politica agricola comunitaria, osservando che ''le modifiche apportate dal Parlamento europeo con l'odierno voto sono un miglioramento ma non completamente soddisfacenti''.
COLDIRETTI: NUOVA PAC, IL PARLAMENTO U.E. PREMIA LA RENDITA E NON IL LAVORO. COSI’ NON VA BENE
Fonte: Coldiretti Ferrara
Gli emendamenti alla proposta della nuova PAC non rispondono al documento presentato dal sistema agricolo italiano. Pochi i segnali positivi a fronte di una impostazione sbilanciata sulla rendita fondiaria.
Non valorizza chi vive e lavora in agricoltura e favorisce il permanere delle rendite fondiarie in contrasto al documento firmato da tutte le organizzazioni agricole, cooperative e sindacati del lavoro italiani il 17 novembre 2011 per una riforma della Politica Agricola che chiedeva di “indirizzare i benefici della PAC prioritariamente verso le imprese agricole che sono orientate al mercato e operano sul territorio, anche attraverso forme di aggregazione e di integrazione, che in modo professionale creano reddito e producono alimenti ed effetti positivi per la società.” E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare gli emendamenti approvati dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo sulla proposta della Commissione Europea in materia di riforma della Politica Agricola Comune. Nel documento di tutte le organizzazioni agricole cooperative e sindacati del lavoro si legge che “Tenuto conto della riduzione delle risorse della PAC destinate al regime di pagamenti unico, riteniamo che i beneficiari del pagamento unico debbano essere, prioritariamente, sebbene non esclusivamente gli agricoltori attivi. Alla luce della forte differenziazione delle normative in Europa, è necessario che la definizione di “agricoltore attivo” sia demandata allo Stato membro e che per quello che riguarda in nostro Paese è l’ imprenditore agricolo professionale”. La Commssione Agricoltura del Parlamento Europeo nega invece - denuncia la Coldiretti - la possibilità agli Stati membri di stabilire i criteri affinchè non siano concessi pagamenti diretti ad una persona fisica o giuridica le cui attività agricole non rappresentano una parte predominante dell’insieme delle sue attività economiche. Gli unici segnali positivi - conclude la Coldiretti – vengono dagli emendamenti che apportano taluni miglioramenti per i giovani, il greening, il sostegno alla filiera corta, ma anche il tetto per gli aiuti.
Gli emendamenti alla proposta della nuova PAC non rispondono al documento presentato dal sistema agricolo italiano. Pochi i segnali positivi a fronte di una impostazione sbilanciata sulla rendita fondiaria.
Non valorizza chi vive e lavora in agricoltura e favorisce il permanere delle rendite fondiarie in contrasto al documento firmato da tutte le organizzazioni agricole, cooperative e sindacati del lavoro italiani il 17 novembre 2011 per una riforma della Politica Agricola che chiedeva di “indirizzare i benefici della PAC prioritariamente verso le imprese agricole che sono orientate al mercato e operano sul territorio, anche attraverso forme di aggregazione e di integrazione, che in modo professionale creano reddito e producono alimenti ed effetti positivi per la società.” E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare gli emendamenti approvati dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo sulla proposta della Commissione Europea in materia di riforma della Politica Agricola Comune. Nel documento di tutte le organizzazioni agricole cooperative e sindacati del lavoro si legge che “Tenuto conto della riduzione delle risorse della PAC destinate al regime di pagamenti unico, riteniamo che i beneficiari del pagamento unico debbano essere, prioritariamente, sebbene non esclusivamente gli agricoltori attivi. Alla luce della forte differenziazione delle normative in Europa, è necessario che la definizione di “agricoltore attivo” sia demandata allo Stato membro e che per quello che riguarda in nostro Paese è l’ imprenditore agricolo professionale”. La Commssione Agricoltura del Parlamento Europeo nega invece - denuncia la Coldiretti - la possibilità agli Stati membri di stabilire i criteri affinchè non siano concessi pagamenti diretti ad una persona fisica o giuridica le cui attività agricole non rappresentano una parte predominante dell’insieme delle sue attività economiche. Gli unici segnali positivi - conclude la Coldiretti – vengono dagli emendamenti che apportano taluni miglioramenti per i giovani, il greening, il sostegno alla filiera corta, ma anche il tetto per gli aiuti.
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