...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari
Visualizzazione post con etichetta settore primario. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta settore primario. Mostra tutti i post

martedì 10 giugno 2014

PIL, CONFAGRICOLTURA: “CRESCE SOLO IL VALORE AGGIUNTO DEL SETTORE AGRICOLO. AVVIARE INTERVENTI UTILI PER LE IMPRESE”

Fonte: Confagricoltura

Il Pil diminuisce dello 0,1%. Cresce solo il valore aggiunto del settore agricolo (+2,2%) a fronte di un andamento negativo di quello industriale (-0,4%) e di una variazione nulla del comparto dei servizi; prosegue l’andamento positivo del settore primario il cui valore aggiunto nel 2013 era cresciuto di 70 milioni di euro. Lo sottolinea Confagricoltura commentando i conti economici trimestrali (riferiti al primo trimestre 2014) dell’Istat. “Le imprese agricole stanno puntando decisamente sull’export e trainando il made in Italy nel mondo. Per questo servono provvedimenti a sostegno delle imprese e del comparto; d’altronde non va dimenticato che negli ultimi cinque anni il settore primario ha perduto valore aggiunto per oltre un miliardo, con una flessione del 3,7%”. “Attendiamo #campolibero nell’ottica di passare dalla ragioneria finanziaria alla politica strategica ed avviare una programmazione che favorisca la competitività delle imprese agricole”.

martedì 11 marzo 2014

PIL, CONFAGRICOLTURA: “CRESCE SOLO IL VALORE AGGIUNTO DEL SETTORE AGRICOLO. AVVIARE INTERVENTI UTILI PER LE IMPRESE”

Fonte: Confagricoltura

“Il valore aggiunto del comparto agricolo cresce di 70 milioni di euro nel 2013 (+0,3%) rispetto al 2012. Il dato assume particolare rilievo tenendo conto che il Pil nel suo complesso registra una perdita dell’1,6%, con l’industria che cede il 3,8% ed i servizi a -0,9%”. Lo sottolinea Confagricoltura, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat relativi al Pil nel IV timestre del 2013. “Ha ragione il ministro Martina – osserva Confagricoltura – sulle potenzialità del settore agricolo e sul fatto che bisogna insistere con provvedimenti a sostegno delle imprese e del comparto; non va dimenticato che, rispetto al 2005, il settore primario ha perduto valore aggiunto per 1,9 miliardi, con una flessione del 6,3%”. “Se proseguirà questa tendenza – conclude Confagricoltura - sarà ben difficile recuperare il gap di redditività in termini di valore aggiunto registrato sinora. Servono adeguate politiche per rilanciare l’agricoltura che contribuisce in maniera sempre più evidente alla crescita ed all’occupazione”.

PIL, MARTINA: AGRICOLTURA SEGNA DATI POSITIVI, ORA INSISTERE CON PROVVEDIMENTI UTILI

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Sono incoraggianti i dati sul Pil italiano relativi all’agricoltura (+0,8%) a conferma della centralità e dell’importanza del settore all’interno del sistema economico del nostro Paese. La crescita tendenziale nello scorso anno è risultata positiva nel solo comparto primario a testimonianza delle potenzialità che esso può esprimere, anche in un momento di crisi economica. Sono convinto che l’apporto dell’agricoltura all’economia italiana sia fondamentale, ora dobbiamo andare avanti spediti con provvedimenti utili a sostegno delle imprese e di tutto il comparto”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i dati diffusi oggi dall’Istat relativi al Pil nel quarto trimestre del 2013.

martedì 11 giugno 2013

OCCUPAZIONE. AGRINSIEME AL MINISTRO GIOVANNINI: “L’AGRICOLTURA DÀ LAVORO. FAVORIRE LE ASSUNZIONI NEL SETTORE PRIMARIO È UNA NECESSITÀ DEL PAESE”.

Fonte: Confagricoltura

“Mentre in Italia si registra la disoccupazione più alta degli ultimi vent’anni, in particolare quella giovanile che sfiora il 40,5%, l‘agricoltura tiene. Cresce infatti il numero degli occupati dipendenti in agricoltura (+3,6% nel 2012, +0,7% nel primo trimestre dell’anno secondo i dati Istat), invece in calo in tutti gli altri settori produttivi. I lavoratori dipendenti, secondo i dati Inps ed Enpaia, sono oltre un milione, mentre le imprese datoriali sono oltre 200 mila”. Lo hanno ricordato i presidenti di Cia e Confagricoltura, Giuseppe Politi e Mario Guidi, nell’incontro, in rappresentanza di Agrinsieme, con il ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Agrinsieme (che è il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Alleanza nazionale delle Cooperative agroalimentari) ha presentato al ministro Giovannini le proprie proposte per l’inserimento del settore agricolo negli incentivi all’occupazione e per la semplificazione. In primo luogo ha sollecitato un intervento che ripristini forme di flessibilità adeguate, a partire dai contratti a termine, che possono rappresentare anche un possibile strumento di entrata dei giovani nel mondo del lavoro. “Proprio per le potenzialità che ha il settore primario è opportuno – ha osservato Mario Guidi - che le imprese possano usufruire degli incentivi all’occupazione fortemente limitati dalla regola comunitaria del de minimis, che non consente alle imprese agricole di percepire aiuti di stato superiori a 7.500 euro in tre anni”. “Questa regola – che si applica ad esempio all’apprendistato ed a molte altre disposizioni agevolative – di fatto rende inapplicabile il regime di sgravi ai datori di lavoro agricolo; occorre individuare soluzioni per superare questo limite, eventualmente anche rinegoziandolo con l’ Unione europea”. Politi ha quindi evidenziato le caratteristiche del mercato del lavoro agricolo, con l’incidenza dei rapporti a termine molto alta (circa il 90%), mentre è relativamente contenuta quella dei rapporti a tempo indeterminato (circa il 10%). “Tarare le misure incentivanti sui rapporti a tempo indeterminato di fatto rende tali misure scarsamente applicabili al settore agricolo che invece merita la massima attenzione all’interno del contesto socioeconomico del Paese”. Agrinsieme quindi ha proposto al ministro Giovannini una revisione dell’apprendistato e l’introduzione di sgravi fiscali e contributivi per l’assunzione di giovani, anche con contratto a termine ‘stabile’, ossia di durata almeno triennale e con una garanzia occupazionale di almeno 101 giornate annue. Guidi ha poi chiesto l’introduzione di alcune semplificazioni a costo zero, in materia di lavoro e senza ridurre i livelli di tutela in materia di sicurezza del lavoro. “Bisogna puntare sul lavoro per far ripartire l’economia – hanno concluso i rappresentanti di Agrinsieme -.Tra le nostre proposte quella delle assunzioni di gruppo per reti d’impresa, gruppi economici, pool di aziende. Dalle campagne giunge un messaggio preciso al Paese, bisogna garantire un futuro, specialmente alle nuove generazioni”.