Fonte: Coldiretti Ferrara
Appuntamento a lunedì sera, con inizio alle 20,30 presso la Sala Don Bosco di Codigoro per fare il punto sulla nuova PAC, ovvero l’insieme delle norme europee che disegnano il futuro dell’agricoltura dell’Europa a 28 Paesi.
Risorse strutturali per investimenti, miglioramento delle imprese agricole, agroindustria, sostegno ai giovani, contributi per ettaro e relativi obblighi ed adempimenti, limiti esanzioni: poiché le discussioni applicative sono in atto proprio in questi momenti, diventa importante per le imprese agricole poter sapere le linee di tendenza ed i possibili sviluppi, che incidono direttamente sulle opportunità di reddito e nello stesso tempo poter rappresentare ai propri rappresentanti in sede provinciale e nazionale, dubbi e richieste, dato che una parte rilevante della PAC per i prossimi 7 anni avrà anche aspetti di diversificazione nazionale.
Saranno presenti il presidente provinciale di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli, assieme al direttore Luigi Zepponi ed alla responsabile del CAA di Ferrara, Alessandra Mariotti ed al segretario di Zona Andrea Tosi, ed il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Mauro Tonello.
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venerdì 15 novembre 2013
venerdì 21 settembre 2012
VINO, CONFAGRICOLTURA: SI RAFFORZA LA POSIZIONE ITALIANA SUI DIRITTI DI IMPIANTO, MA LA COMMISSIONE RESTA FERMA SULLA GESTIONE DIFFERENZIATA
Fonte: Confagricoltura
“Mantenere i diritti di impianto gestiti dagli Stati membri a livello nazionale o regionale, con un sistema di riserve, e con la facoltà di definire regole di gestione più restrittive nel principio della sussidiarietà”. E’ questa la posizione di 11 Stati membri (Italia, Francia e Spagna in primis) sulla gestione del potenziale vitivinicolo, ribadita oggi a Palermo, con un documento ufficiale presentato nel corso dei lavori del Gruppo di Alto livello. Posizione che Confagricoltura ha accolto con molto favore. Non altrettanto favorevole è il giudizio dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli sul documento presentato dalla Commissione europea, che conferma le proposte anticipate dal commissario Ciolos a Cipro su un sistema differenziato. Ad avviso di Confagricoltura la diversa regolamentazione delle superfici, affidata alle interprofessioni per i vini DOP e IGP e alle organizzazioni dei produttori per quelli comuni, sarebbe gravissima. “La gestione del potenziale – ribadisce Confagricoltura - deve rimanere a livello centrale e non può essere demandata alle organizzazioni dei produttori o alle organizzazioni professionali. E’ fondamentale avere strumenti omogenei”. “Il vino – ricorda Confagricoltura – è il fiore all’occhiello del commercio agroalimentare italiano (4,4 miliardi di euro) e che con un fatturato di 10,7 miliardi di euro e 1,2 milioni di addetti, riveste un ruolo strategico dal punto di vista economico ed occupazionale in molte aree del Paese. Il nostro territorio, storicamente vocato, il nostro patrimonio ampelografico e il loro sistema di gestione sono un valore aggiunto per i nostri vini e debbono essere assolutamente difesi.”
“Mantenere i diritti di impianto gestiti dagli Stati membri a livello nazionale o regionale, con un sistema di riserve, e con la facoltà di definire regole di gestione più restrittive nel principio della sussidiarietà”. E’ questa la posizione di 11 Stati membri (Italia, Francia e Spagna in primis) sulla gestione del potenziale vitivinicolo, ribadita oggi a Palermo, con un documento ufficiale presentato nel corso dei lavori del Gruppo di Alto livello. Posizione che Confagricoltura ha accolto con molto favore. Non altrettanto favorevole è il giudizio dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli sul documento presentato dalla Commissione europea, che conferma le proposte anticipate dal commissario Ciolos a Cipro su un sistema differenziato. Ad avviso di Confagricoltura la diversa regolamentazione delle superfici, affidata alle interprofessioni per i vini DOP e IGP e alle organizzazioni dei produttori per quelli comuni, sarebbe gravissima. “La gestione del potenziale – ribadisce Confagricoltura - deve rimanere a livello centrale e non può essere demandata alle organizzazioni dei produttori o alle organizzazioni professionali. E’ fondamentale avere strumenti omogenei”. “Il vino – ricorda Confagricoltura – è il fiore all’occhiello del commercio agroalimentare italiano (4,4 miliardi di euro) e che con un fatturato di 10,7 miliardi di euro e 1,2 milioni di addetti, riveste un ruolo strategico dal punto di vista economico ed occupazionale in molte aree del Paese. Il nostro territorio, storicamente vocato, il nostro patrimonio ampelografico e il loro sistema di gestione sono un valore aggiunto per i nostri vini e debbono essere assolutamente difesi.”
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DIRITTI DI IMPIANTO, OGGI A PALERMO RIUNIONE DEL GRUPPO ALTO LIVELLO UE
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Si è tenuta oggi a Palermo la riunione del gruppo alto livello (HGL) sui diritti di impianto delle superfici a vigneto. L’HGL è stato voluto dal Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, allo scopo di dibattere sulle problematiche e di fornire delle raccomandazioni alla Commissione sul controllo del potenziale vitivinicolo nella UE al termine dell'attuale sistema. All’incontro di Palermo hanno partecipato le delegazioni degli Stati membri, della Commissione europea e rappresentanti del mondo produttivo. Il dibattito è stato preceduto da una serie di presentazioni relative ai diversi scenari che si possono prospettare a seguito del mantenimento dell’attuale regime o di una possibile liberalizzazione. Le presentazioni sono state effettuate dall’Arev, dal Moisa, dall’Inea, dall’Inra, dal Cirve, dal DGagri. Al termine delle presentazioni sono stati tenuti dei gruppi di lavoro, animati dalla Commissione, che hanno trattato specifiche tematiche, quali la competitività e la ristrutturazione del settore vino in Europa e l’impatto sulla produzione del vino, dei prezzi e della produzione della terra. Un momento importante del dibattito ha riguardato la proposta avanzata da 11 Paesi produttori (Italia, Francia, Germania, Austria, Portogallo, Spagna, Grecia, Bulgaria, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria) relativa ad un sistema più flessibile rispetto all’attuale sistema ed ispirata ai seguenti principi: - mantenimento del quadro regolatorio per l'impianto di vigneti con nuovi elementi di flessibilità; - applicabilità del sistema a tutti i segmenti produttivi ( DO, IG e non IG) - armonizzazione di alcune regole di gestione a livello europeo prendendo a riferimento il principio di sussidiarietà degli Stati membri. Dal canto suo la Commissione ha ipotizzato, invece, una possibile soluzione alla problematica attraverso un sistema basato sulla gestione del controllo della produzione assegnato alle organizzazioni professionali dei produttori con la responsabilità complessiva in capo agli Stati membri. Resta, pertanto, aperto il dibattito e l'approfondimento delle proposte sul tavolo che presentano alcune marcate differenze. Le discussioni proseguiranno nel corso della prossima ed ultima riunione dell’HGL previsto a Bruxelles in novembre.
Si è tenuta oggi a Palermo la riunione del gruppo alto livello (HGL) sui diritti di impianto delle superfici a vigneto. L’HGL è stato voluto dal Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, allo scopo di dibattere sulle problematiche e di fornire delle raccomandazioni alla Commissione sul controllo del potenziale vitivinicolo nella UE al termine dell'attuale sistema. All’incontro di Palermo hanno partecipato le delegazioni degli Stati membri, della Commissione europea e rappresentanti del mondo produttivo. Il dibattito è stato preceduto da una serie di presentazioni relative ai diversi scenari che si possono prospettare a seguito del mantenimento dell’attuale regime o di una possibile liberalizzazione. Le presentazioni sono state effettuate dall’Arev, dal Moisa, dall’Inea, dall’Inra, dal Cirve, dal DGagri. Al termine delle presentazioni sono stati tenuti dei gruppi di lavoro, animati dalla Commissione, che hanno trattato specifiche tematiche, quali la competitività e la ristrutturazione del settore vino in Europa e l’impatto sulla produzione del vino, dei prezzi e della produzione della terra. Un momento importante del dibattito ha riguardato la proposta avanzata da 11 Paesi produttori (Italia, Francia, Germania, Austria, Portogallo, Spagna, Grecia, Bulgaria, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria) relativa ad un sistema più flessibile rispetto all’attuale sistema ed ispirata ai seguenti principi: - mantenimento del quadro regolatorio per l'impianto di vigneti con nuovi elementi di flessibilità; - applicabilità del sistema a tutti i segmenti produttivi ( DO, IG e non IG) - armonizzazione di alcune regole di gestione a livello europeo prendendo a riferimento il principio di sussidiarietà degli Stati membri. Dal canto suo la Commissione ha ipotizzato, invece, una possibile soluzione alla problematica attraverso un sistema basato sulla gestione del controllo della produzione assegnato alle organizzazioni professionali dei produttori con la responsabilità complessiva in capo agli Stati membri. Resta, pertanto, aperto il dibattito e l'approfondimento delle proposte sul tavolo che presentano alcune marcate differenze. Le discussioni proseguiranno nel corso della prossima ed ultima riunione dell’HGL previsto a Bruxelles in novembre.
lunedì 20 giugno 2011
IL GRIDO DELL’AGRICOLTURA MONDIALE - BRUNI (COGECA): “LA POLITICA COMMERCIALE NON DEVE SOVRASTARE LA POLITICA AGRICOLA”.
Fonte: Segreteria Paolo Bruni
(20 giugno 2011) Alla vigilia della riunione dei Ministri dell'Agricoltura del G20, alcune organizzazioni di agricoltori di 66 paesi di Africa, America, Asia ed Europa hanno adottato una dichiarazione congiunta nella quale sottolineano che non si deve lasciare la politica commerciale dettare le politiche agricole nazionali o ignorare le considerazioni non commerciali.
Le Organizzazioni di agricoltori insistono sulla necessità di una maggiore coerenza tra l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e le altre preoccupazioni mondiali, nonché sul riconoscimento del ruolo strategico dell'agricoltura alla luce delle enormi sfide che deve affrontare: l'aumento della volatilità dei prezzi, aggravato da un'eccessiva speculazione sui mercati, le risorse terrestri e idriche limitate e le minacce che comporta il cambiamento climatico. Nel frattempo, il numero elevato di persone che soffrono la fame nel mondo persiste e la domanda alimentare mondiale sta aumentando.
"Sosteniamo fermamente l'obiettivo che, nel quadro del commercio mondiale, i paesi rispettino le stesse regole chiare, trasparenti e prevedibili - , ha affermato Paolo Bruni, Presidente della Cogeca - tuttavia, il commercio rappresenta un mezzo per facilitare lo sviluppo umano e non un fine a se stesso. L’alimentazione è indispensabile alla vita umana e il cibo non può essere trattato come un qualsiasi altro prodotto. La portata della liberalizzazione del commercio deve essere dunque moderata dalla necessità di dare agli agricoltori di ogni angolo del pianeta le risorse e gli incentivi economici che consentiranno loro di sfruttare in maniera sostenibile il loro potenziale di produzione. Inoltre - ha aggiunto Bruni – i Governi devono coordinare le loro azioni al fine di accrescere la stabilità dei mercati agricoli e di consolidare la posizione degli agricoltori”.
In sintonia con Bruni, Djibo Bagna, Presidente del Roppa, che rappresenta le organizzazioni di agricoltori dell'Africa occidentale, ha dichiarato "Ci chiediamo se l'approccio che consiste nell'aprire semplicemente i mercati senza tener conto di tali problematiche e delle loro ripercussioni sugli agricoltori che producono derrate alimentari costituisce realmente la soluzione migliore per il futuro. È necessaria una migliore coerenza fra qualsiasi accordo sull'agricoltura concluso all'OMC e gli impegni assunti nel quadro dei trattati internazionali importanti relativi a questioni come la povertà, la fame, il cambiamento climatico e la biodiversità “.
Le seguenti organizzazioni di agricoltori, che rappresentano gli agricoltori di 66
paesi di Africa, America, Asia e Europa, hanno firmato il 20 giugno 2011 la
Dichiarazione di invito alla coerenza:
Advocacy Center for Indonesian Farmers (Indonesia)
Canadian Hatching Eggs Producers
Chicken Farmers of Canada
Dairy Farmers of Canada
Eastern African Farmers Federation – EAFF
Egg Farmers of Canada
European Farmers and European Agri Cooperatives – Copa-Cogeca
European Council of Young Farmers
Independent Farmers Network (Sri Lanka)
JA Zenchu (Japan)
National Agricultural Cooperative Federation (Republic of Korea)
National Cooperative Union of India
National Farmers Union (United States)
NorgesBondelag (Norwegian Farmers Union)
NorskLandbrukssamvirke (Federation of Norwegian Agricultural Cooperatives)
Réseau des organisations de paysans et producteurs agricoles – ROPPA
Sub-Regional Platform of Farmers’ Organizations in Central Africa –
PROPAC
SwissFarmers Union
Turkey farmers of Canada
Maghrebian Farmers Union
UPA Quebec
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giovedì 16 giugno 2011
CONFERENZA MONDIALE DELLE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE
Fonte: Redazione di Agreste
Inaugurata oggi a Parigi presso la sede dell'organizzazione internazionale OCSE la conferenza mondiale che vede riunite 120 Organizzazioni agricole provenienti da 75 paesi, riunione preparatoria del G20 dei ministri agricoli previsto per la prossima settimana nella capitale francese.
Inaugurata oggi a Parigi presso la sede dell'organizzazione internazionale OCSE la conferenza mondiale che vede riunite 120 Organizzazioni agricole provenienti da 75 paesi, riunione preparatoria del G20 dei ministri agricoli previsto per la prossima settimana nella capitale francese.
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