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lunedì 20 giugno 2011

IL GRIDO DELL’AGRICOLTURA MONDIALE - BRUNI (COGECA): “LA POLITICA COMMERCIALE NON DEVE SOVRASTARE LA POLITICA AGRICOLA”.


Fonte: Segreteria Paolo Bruni

(20 giugno 2011) Alla vigilia della riunione dei Ministri dell'Agricoltura del G20, alcune organizzazioni di agricoltori di 66 paesi di Africa, America, Asia ed Europa hanno adottato una dichiarazione congiunta nella quale sottolineano che non si deve lasciare la politica commerciale dettare le politiche agricole nazionali o ignorare le considerazioni non commerciali.
Le Organizzazioni di agricoltori insistono sulla necessità di una maggiore coerenza tra l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e le altre preoccupazioni mondiali, nonché sul riconoscimento del ruolo strategico dell'agricoltura alla luce delle enormi sfide che deve affrontare: l'aumento della volatilità dei prezzi, aggravato da un'eccessiva speculazione sui mercati, le risorse terrestri e idriche limitate e le minacce che comporta il cambiamento climatico. Nel frattempo, il numero elevato di persone che soffrono la fame nel mondo persiste e la domanda alimentare mondiale sta aumentando.
"Sosteniamo fermamente l'obiettivo che, nel quadro del commercio mondiale, i paesi rispettino le stesse regole chiare, trasparenti e prevedibili - , ha affermato Paolo Bruni, Presidente della Cogeca - tuttavia, il commercio rappresenta un mezzo per facilitare lo sviluppo umano e non un fine a se stesso. L’alimentazione è indispensabile alla vita umana e il cibo non può essere trattato come un qualsiasi altro prodotto. La portata della liberalizzazione del commercio deve essere dunque moderata dalla necessità di dare agli agricoltori di ogni angolo del pianeta le risorse e gli incentivi economici che consentiranno loro di sfruttare in maniera sostenibile il loro potenziale di produzione. Inoltre - ha aggiunto Bruni – i Governi devono coordinare le loro azioni al fine di accrescere la stabilità dei mercati agricoli e di consolidare la posizione degli agricoltori”.
In sintonia con Bruni, Djibo Bagna, Presidente del Roppa, che rappresenta le organizzazioni di agricoltori dell'Africa occidentale, ha dichiarato "Ci chiediamo se l'approccio che consiste nell'aprire semplicemente i mercati senza tener conto di tali problematiche e delle loro ripercussioni sugli agricoltori che producono derrate alimentari costituisce realmente la soluzione migliore per il futuro. È necessaria una migliore coerenza fra qualsiasi accordo sull'agricoltura concluso all'OMC e gli impegni assunti nel quadro dei trattati internazionali importanti relativi a questioni come la povertà, la fame, il cambiamento climatico e la biodiversità “.
Le seguenti organizzazioni di agricoltori, che rappresentano gli agricoltori di 66
paesi di Africa, America, Asia e Europa, hanno firmato il 20 giugno 2011 la
Dichiarazione di invito alla coerenza:

Advocacy Center for Indonesian Farmers (Indonesia)
Canadian Hatching Eggs Producers
Chicken Farmers of Canada
Dairy Farmers of Canada
Eastern African Farmers Federation – EAFF
Egg Farmers of Canada
European Farmers and European Agri Cooperatives – Copa-Cogeca
European Council of Young Farmers
Independent Farmers Network (Sri Lanka)
JA Zenchu (Japan)
National Agricultural Cooperative Federation (Republic of Korea)
National Cooperative Union of India
National Farmers Union (United States)
NorgesBondelag (Norwegian Farmers Union)
NorskLandbrukssamvirke (Federation of Norwegian Agricultural Cooperatives)
Réseau des organisations de paysans et producteurs agricoles – ROPPA
Sub-Regional Platform of Farmers’ Organizations in Central Africa –
PROPAC
SwissFarmers Union
Turkey farmers of Canada
Maghrebian Farmers Union
UPA Quebec

sabato 10 aprile 2010

VINITALY PORTA DI ACCESSO PER I VINI EUROPEI IN CINA. FIRMATO ACCORDO DI COOPERAZIONE CON HONG KONG

FONTE: Servizio Stampa Veronafiere

Hong Kong è il più importante hub verso la Cina e i Paesi asiatici. Il protocollo d’intesa tra Veronafiere e Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC) prevede la realizzazione di eventi e attività nel corso di Vinitaly e dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair, dove l’Italia sarà Paese Partner nel 2011.

Vinitaly diventa la porta di accesso per il vino europeo in Cina e Asia grazie al protocollo d’intesa siglato oggi tra Veronafiere e il Trade Development Council di Hong Kong (HKTDC), organizzatore dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair. Un accordo reso possibile anche dall’importante collaborazione con Ministero delle politiche agricole, Ice, Buonitalia, Federvini, Uiv.
Hong Kong rappresenta uno sbocco commerciale particolarmente interessante per i vini italiani, soprattutto dopo la decisione del governo locale di abolire l’imposta sul vino e la birra nel 2008, che ha permesso alla città di diventare importante hub per il vino in Asia.
Nel 2009, l’Italia ha esportato a Hong Kong vino per un valore di 9 milioni di euro (12 milioni di dollari Usa), con una crescita di quasi il 20% rispetto all’anno precedente.
Come parte dell’alleanza strategica, l’HKTDC ha annunciato che l’Italia sarà Paese Partner per l’Hong Kong International Wine & Spirits Fair del 2011 e Veronafiere metterà a disposizione il know-how di Vinitaly. Altre attività includono il coordinamento e la promozione di eventi e attività nel corso delle due manifestazioni, lo scambio di informazioni di mercato e la presenza di delegazioni ufficiali dell’HKDC a Vinitaly.
«Come Paese Partner i nostri produttori di vini avranno l’invidiabile opportunità di accedere ai principali mercati asiatici - ha dichiarato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, mentre prima solo i grossi produttori e i grandi gruppi avevano la possibilità di essere presenti a Hong Kong e in Cina».
Benjamin Chau, che in qualità di vicedirettore esecutivo dell’HKTDC ha firmato il protocollo, ha affermato che «non solo vi è sempre un maggiore apprezzamento del vino tra la popolazione di Hong Kong, ma che la città è in grado di fungere da punto di passaggio chiave tra i Paesi produttori come l’Italia e la Cina continentale, che offre un mercato potenzialmente enorme».
Secondo i dati, l’importazione di vino in Cina cresce annualmente del 30% e si prevede che raggiungerà il 58% di tutto il mercato del vino d’importazione in Asia (Giappone escluso). A Hong Kong alla fine del 2009 - meno di due anni dalla rimozione delle tasse sul vino - le importazioni sono cresciute dell’80% e hanno raggiunto un valore di 412,5 milioni di dollari Usa. Nei prossimi due anni si prevede che le vendite del vino rosso italiano a Hong Kong cresceranno del 36%, mentre per il vino bianco del 38% entro la fine del 2012; per il vino rosé è previsto un incremento del 20% nello stesso periodo.
Presenti alla firma del protocollo il consigliere diplomatico del Ministero per le politiche agricole Giorgio Starace, Roberto Lovato dell’Ice, Walter Brunello presidente di Buonitalia, Lamberto Vallarino Gancia presidente di Federvini e Andrea Sartori presidente di Uiv.