Fonte: Cia Ferrara
Il presidente della Cia Mauro Ferrari: siamo in presenza di una situazione paradossale. Il decreto attuativo del ministero dell’Economia è stato pubblicato solo il 21 settembre e la scadenza è fissata per il 30 settembre. Il tempo a disposizione è veramente insufficiente.
“Per i fabbricati rurali siamo ormai nel caos più totale, per decisione del governo che se non fosse gravissima, sarebbe ridicola. Ritardi inammissibili e assurdi, adempimenti letteralmente fuorvianti stanno mettendo con le spalle al muro gli agricoltori, che rischiano di subire danni rilevanti per colpe e responsabilità imputabili ad altri.” Afferma Mauro Ferrari, presidente Cia di Ferrara.
La tegola di una regolarizzazione, per dir poco ‘fantasma’, dell’ICI si abbatte, sugli imprenditori che, secondo quanto prevede il decreto del ministero dell’Economia relativo all’accatastamento, hanno poco più di una settimana per rispondere alle richieste dell’Agenzia del Territorio.
“Questa situazione è incredibile – aggiunge Ferrari - Da anni la questione dei fabbricati rurali si sta trascinando nella totale incertezza, ed ora il governo pretenderebbe che sia tutto sistemato in una settimana. Il termine per la presentazione della domanda all’Agenzia del Territorio è da considerare irricevibile da parte degli agricoltori, soprattutto perché – sottolinea il presidente Cia - solo in prossimità della scadenza si ha la possibilità di operare, quando, invece, già dal 13 luglio il provvedimento, che avrebbe consentito agli agricoltori di regolarizzare la propria posizione, poteva essere emanato e questo nonostante le ripetute sollecitazioni espresse da tutto il mondo agricolo. Sollecitazioni che si sono dimostrate inutili, così come inutili, in quanto non accolte, si sono rivelate essere anche le ragionevoli richieste di proroga fino ad ora avanzate.”
“Pur volendo credere che questo paradossale scenario sia ascrivibile alla tumultuosa e sicuramente impegnativa attività normativa necessaria per superare questo periodo di crisi, oggi la Cia sollecita rabbiosamente – conclude Ferrari - i ministri dell’Economia Giulio Tremonti e delle Politiche agricole Francesco Saverio Romano e i presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera Paolo Russo e Senato Paolo Scarpa Bonazza ad intervenire per porre immediato rimedio ad una situazione che può avere conseguenze deleterie per l’imprenditoria agricola del nostro Paese”.
Visualizzazione post con etichetta mauro ferrari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mauro ferrari. Mostra tutti i post
giovedì 22 settembre 2011
giovedì 25 agosto 2011
CIA FERRARA: SI PREVEDE PER ORA UNA VENDEMMIA DI GRANDE QUALITÀ.
Fonte: Cia Ferrara
Ferrara: La crisi della frutta nel 2011 è stata pesantissima. Si avvicina l’ora anche della raccolta uva e quella del 2011, secondo le prime stime, dovrebbe essere un’ottima vendemmia, si spera che lo diventi anche sul piano commerciale.
Le cantine non pare abbiano ancora grandi giacenze di vino, tali che possano diventare particolarmente fastidiose, e sulla base di una serie di elementi, la prossima campagna vitivinicola dovrebbe essere positiva.
“Siamo in anticipo di dieci giorni con la raccolta – afferma Renato Mangolini, produttore di vini del delta – L’uva è bella e sana, la produzione è quella giusta ovvero equilibrata tra i due parametri di quantità e qualità. In questi giorni siamo partiti con Sauvignon e Pinot che da verifiche fatte hanno già raggiunto la giusta acidità, ed abbiamo la soddisfazione di raccogliere grappoli molto belli e sani. Per arrivare ad un vino di qualità eccellente ci sono molte variabili, ma lavorare con uva di qualità è sempre un fatto molto positivo.
Anche il Fortana sta maturando bene per il momento ed anche se mancano ancora almeno tre settimane alla vendemmia, il grappolo è sano. La temperatura alta di questi giorni crea problemi per la fermentazione e questo comporta per noi produttori maggiori attenzioni e spese.”
La Cia di Ferrara ha avuto riscontro di queste prime indicazioni anche da altri soci produttori di vino, che pur con tutte le cautele del caso, confermano la qualità delle uve in maturazione.
“Con l’approssimarsi della campagna di vinificazione - dichiara Mauro Ferrari, presidente della Cia Ferrara – la qualità del prodotto di partenza è un fatto importante. La speranza che questi primi dati sulle analisi fatte si confermino fino a raccolta e possano trovare un riscontro economico anche nelle campagne. Il vino è uno dei principali prodotti italiani che mantengono un grande appeal sui mercati internazionali. Difendere le aziende vitivinicole, è un bene per tutti, ma queste si difendono solo con bilanci sani. Quest’estate l’ortofrutta pesche, pere, mele è stata massacrata dalla speculazione, i prezzi al consumo non sono crollati nelle campagne invece si e la situazione è insostenibile.”
“Dopo aver trainato la crescita del Pil nel primo trimestre dell’anno,- conclude Ferrari - con un rialzo del 2,3 per cento contro lo 0,1 per cento di industria e servizi, l’agricoltura frena la risalita e purtroppo inverte la rotta. Nel secondo trimestre del 2011, infatti, il valore aggiunto del settore primario diminuisce: colpa dell’impennata dei costi produttivi e della parallela caduta dei prezzi praticati sui campi”
Ferrara: La crisi della frutta nel 2011 è stata pesantissima. Si avvicina l’ora anche della raccolta uva e quella del 2011, secondo le prime stime, dovrebbe essere un’ottima vendemmia, si spera che lo diventi anche sul piano commerciale.
Le cantine non pare abbiano ancora grandi giacenze di vino, tali che possano diventare particolarmente fastidiose, e sulla base di una serie di elementi, la prossima campagna vitivinicola dovrebbe essere positiva.
“Siamo in anticipo di dieci giorni con la raccolta – afferma Renato Mangolini, produttore di vini del delta – L’uva è bella e sana, la produzione è quella giusta ovvero equilibrata tra i due parametri di quantità e qualità. In questi giorni siamo partiti con Sauvignon e Pinot che da verifiche fatte hanno già raggiunto la giusta acidità, ed abbiamo la soddisfazione di raccogliere grappoli molto belli e sani. Per arrivare ad un vino di qualità eccellente ci sono molte variabili, ma lavorare con uva di qualità è sempre un fatto molto positivo.
Anche il Fortana sta maturando bene per il momento ed anche se mancano ancora almeno tre settimane alla vendemmia, il grappolo è sano. La temperatura alta di questi giorni crea problemi per la fermentazione e questo comporta per noi produttori maggiori attenzioni e spese.”
La Cia di Ferrara ha avuto riscontro di queste prime indicazioni anche da altri soci produttori di vino, che pur con tutte le cautele del caso, confermano la qualità delle uve in maturazione.
“Con l’approssimarsi della campagna di vinificazione - dichiara Mauro Ferrari, presidente della Cia Ferrara – la qualità del prodotto di partenza è un fatto importante. La speranza che questi primi dati sulle analisi fatte si confermino fino a raccolta e possano trovare un riscontro economico anche nelle campagne. Il vino è uno dei principali prodotti italiani che mantengono un grande appeal sui mercati internazionali. Difendere le aziende vitivinicole, è un bene per tutti, ma queste si difendono solo con bilanci sani. Quest’estate l’ortofrutta pesche, pere, mele è stata massacrata dalla speculazione, i prezzi al consumo non sono crollati nelle campagne invece si e la situazione è insostenibile.”
“Dopo aver trainato la crescita del Pil nel primo trimestre dell’anno,- conclude Ferrari - con un rialzo del 2,3 per cento contro lo 0,1 per cento di industria e servizi, l’agricoltura frena la risalita e purtroppo inverte la rotta. Nel secondo trimestre del 2011, infatti, il valore aggiunto del settore primario diminuisce: colpa dell’impennata dei costi produttivi e della parallela caduta dei prezzi praticati sui campi”
Etichette:
cantina,
cia ferrara,
fortana,
mauro ferrari,
presidente,
Renato Mangolini,
vendemmia 2011,
vino,
vite
venerdì 12 agosto 2011
PERE, INIZIO DI CAMPAGNA "FIACCO"
Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara
“C’è l’ombra della speculazione anche in questo comparto dell’agricoltura. Le prime quotazioni sono basse anche di fronte ad una offerta produttiva nella media.
“Occorre aggregare l’offerta e serve un accordo interprofessionale –propone la Cia – per assicurare un’equa remunerazione della frutta ed un giusto prezzo ai consumatori”
Dopo kiwi e pesche prosegue l’onda lunga della crisi che ora si abbatte sulla produzione frutticola di eccellenza, la pera. “Mediamente il prezzo percepito dai produttori è del 30/50 % in meno al chilogrammo rispetto allo scorso anno – commenta Mauro Ferrari, presidente provinciale Cia –. Siamo consapevoli che quest’anno l’offerta produttiva è superiore all’anno precedente, ma nella media rispetto al quinquennio, ingiustificati perciò i prezzi notevolmente inferiori alla media dello stesso periodo e non coprono i costi di produzione. “
“Siamo probabilmente di fronte ad una crisi causata anche da una contrazione dei consumi, - prosegue Ferrari - ma di fronte a quotazioni cosi basse, per le cultivar che verranno immesse sul mercato nel periodo invernale, viene da pensare ad un pura speculazione.”
Nelle Provincie di Ferrara, Bologna e Modena si coltiva il 70% delle pere italiane (la produzione in Italia mediamente è di 850.000 tonnellate) ed in particolare l’Abate Fetel, pregiata varietà settembrina, si produce solo in Emilia.
“Temiamo che i prezzi bassi delle prime produzioni, Williams e Conference condizionino le quotazioni delle varietà pregiate come , appunto, l’Abate Fetel – prosegue Ferrari – con effetti devastanti”. Dopo la raccolta assisteremo all’estirpo di molte superfici a frutteto con un impoverimento produttivo ed occupazionale della nostra provincia. “Occorre quindi aggregare l’offerta ed è necessario sottoscrivere subito un accordo interprofessionale tra produttori e Grande distribuzione – propone infine il presidente della Cia Ferrara – per assicurare un’equa remunerazione della frutta ed un giusto prezzo ai consumatori”.
Ferrara, 10 agosto 2011
“C’è l’ombra della speculazione anche in questo comparto dell’agricoltura. Le prime quotazioni sono basse anche di fronte ad una offerta produttiva nella media.
“Occorre aggregare l’offerta e serve un accordo interprofessionale –propone la Cia – per assicurare un’equa remunerazione della frutta ed un giusto prezzo ai consumatori”
Dopo kiwi e pesche prosegue l’onda lunga della crisi che ora si abbatte sulla produzione frutticola di eccellenza, la pera. “Mediamente il prezzo percepito dai produttori è del 30/50 % in meno al chilogrammo rispetto allo scorso anno – commenta Mauro Ferrari, presidente provinciale Cia –. Siamo consapevoli che quest’anno l’offerta produttiva è superiore all’anno precedente, ma nella media rispetto al quinquennio, ingiustificati perciò i prezzi notevolmente inferiori alla media dello stesso periodo e non coprono i costi di produzione. “
“Siamo probabilmente di fronte ad una crisi causata anche da una contrazione dei consumi, - prosegue Ferrari - ma di fronte a quotazioni cosi basse, per le cultivar che verranno immesse sul mercato nel periodo invernale, viene da pensare ad un pura speculazione.”
Nelle Provincie di Ferrara, Bologna e Modena si coltiva il 70% delle pere italiane (la produzione in Italia mediamente è di 850.000 tonnellate) ed in particolare l’Abate Fetel, pregiata varietà settembrina, si produce solo in Emilia.
“Temiamo che i prezzi bassi delle prime produzioni, Williams e Conference condizionino le quotazioni delle varietà pregiate come , appunto, l’Abate Fetel – prosegue Ferrari – con effetti devastanti”. Dopo la raccolta assisteremo all’estirpo di molte superfici a frutteto con un impoverimento produttivo ed occupazionale della nostra provincia. “Occorre quindi aggregare l’offerta ed è necessario sottoscrivere subito un accordo interprofessionale tra produttori e Grande distribuzione – propone infine il presidente della Cia Ferrara – per assicurare un’equa remunerazione della frutta ed un giusto prezzo ai consumatori”.
Ferrara, 10 agosto 2011
Etichette:
Agreste,
cia ferrara,
ferrara,
frutta,
mauro ferrari,
pere,
prezzi degli ortofrutticoli
giovedì 3 marzo 2011
CANALE EMILIANO ROMAGNOLO: PEDERZOLI RIELETTO PRESIDENTE
Fonte: Ufficio Stampa Urber
Il brisighellese Massimiliano Pederzoli è stato rieletto presidente del CER- Canale Emiliano Romagnolo per il mandato 2011-2015. Lo affiancano come vicepresidenti il riminese Carlo Carli e il ferrarese Mauro Ferrari. Le nomine sono state decise il 1 marzo all’atto dell’insediamento del nuovo Consiglio dei delegati del CER.
Della Deputazione amministrativa (in pratica la Giunta esecutiva) faranno parte: Alberto Asioli, Massimiliano Pederzoli e Marcello Sanzani (in rappresentanza del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale); Roberto Brolli, Giancarlo Bubani, Carlo Carli e Maurizio Solfrini (in rappresentanza del Consorzio di Bonifica della Romagna); Giovanni Tamburini, Maurizio Cesari e Raffaella Zanni (in rappresentanza del Consorzio della Bonifica Renana); Mauro Ferrari (in rappresentanza del Consorzio della Pianura di Ferrara); Giorgio Grenzi (in rappresentanza del Consorzio di Burana); Luciana Gerosa (in rappresentanza del ministero delle Politiche agricole) e Carlo Pezzi (in rappresentanza del Comune di Ravenna).
Il brisighellese Massimiliano Pederzoli è stato rieletto presidente del CER- Canale Emiliano Romagnolo per il mandato 2011-2015. Lo affiancano come vicepresidenti il riminese Carlo Carli e il ferrarese Mauro Ferrari. Le nomine sono state decise il 1 marzo all’atto dell’insediamento del nuovo Consiglio dei delegati del CER.
Della Deputazione amministrativa (in pratica la Giunta esecutiva) faranno parte: Alberto Asioli, Massimiliano Pederzoli e Marcello Sanzani (in rappresentanza del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale); Roberto Brolli, Giancarlo Bubani, Carlo Carli e Maurizio Solfrini (in rappresentanza del Consorzio di Bonifica della Romagna); Giovanni Tamburini, Maurizio Cesari e Raffaella Zanni (in rappresentanza del Consorzio della Bonifica Renana); Mauro Ferrari (in rappresentanza del Consorzio della Pianura di Ferrara); Giorgio Grenzi (in rappresentanza del Consorzio di Burana); Luciana Gerosa (in rappresentanza del ministero delle Politiche agricole) e Carlo Pezzi (in rappresentanza del Comune di Ravenna).
Etichette:
Cer,
Massimiliano Pederzoli,
mauro ferrari,
presidente
venerdì 21 maggio 2010
Manovra: l’agricoltura è in crisi profonda e non può subire ulteriori tagli.
FONTE: CIA FERRARA
Il presidente della Cia, Mauro Ferrari, chiede massima trasparenza e sottolinea le gravi difficoltà che oggi vivono le imprese agricole. Il settore primario è già stato privato di oltre 1.000 milioni di euro.
“L’agricoltura italiana non può assolutamente subire ulteriori tagli. Già 1.000 milioni di euro sono stati tolti al settore: tra cui 450 milioni di euro dei fondi Fas per le aree sottoutilizzate, 550 milioni di euro per la cancellazione del ‘bonus gasolio’ e per la fine, dal prossimo mese di luglio, delle agevolazioni contributive. In questo momento molte imprese, che fanno i conti con una vera e propria emergenza, come maltempo e produzioni in difficoltà, rischiano di uscire dal mercato nella morsa di prezzi all’origine in caduta libera, costi onerosi e la possibilità di redditi falcidiati”.
“Come mondo imprenditoriale - aggiunge Ferrari - vorremmo capire le intenzioni del Governo. C’è l’esigenza che si faccia massima chiarezza su provvedimenti che vanno ad incidere in maniera non certo leggera sia sulla vita dei cittadini che sull’attività produttiva.”
“E’ indubbio -rimarca il presidente della Cia Ferrara - che l’attuale situazione richieda nuove misure, ma questi risparmi devono essere ispirati da una logica di equità. Non vanno toccati servizi essenziali per i cittadini, come quelli sanitari e assistenziali, né mortificata l’imprenditoria che deve, invece, riprendere la via della competitività e dello sviluppo, indispensabili per rilanciare il Paese. Le risorse si possono trovare intensificando la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e all’inefficienza.”
“In particolare, l’agricoltura italiana – ricorda Ferrari - non è nelle condizioni per subire una riduzione delle poche risorse ad essa destinate. Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Non è pensabile che gli agricoltori siano costretti a rivedere i conti, già in difficile equilibrio, con nuovi interventi penalizzanti per la propria attività produttiva. Chiediamo un confronto con il governo aperto a tutte le forze sociali. Il momento è delicatissimo ma non si può decidere senza aver ascoltato le esigenze delle varie componenti socio-economiche, compresa quella agricola”
Il presidente della Cia, Mauro Ferrari, chiede massima trasparenza e sottolinea le gravi difficoltà che oggi vivono le imprese agricole. Il settore primario è già stato privato di oltre 1.000 milioni di euro.
“L’agricoltura italiana non può assolutamente subire ulteriori tagli. Già 1.000 milioni di euro sono stati tolti al settore: tra cui 450 milioni di euro dei fondi Fas per le aree sottoutilizzate, 550 milioni di euro per la cancellazione del ‘bonus gasolio’ e per la fine, dal prossimo mese di luglio, delle agevolazioni contributive. In questo momento molte imprese, che fanno i conti con una vera e propria emergenza, come maltempo e produzioni in difficoltà, rischiano di uscire dal mercato nella morsa di prezzi all’origine in caduta libera, costi onerosi e la possibilità di redditi falcidiati”.
“Come mondo imprenditoriale - aggiunge Ferrari - vorremmo capire le intenzioni del Governo. C’è l’esigenza che si faccia massima chiarezza su provvedimenti che vanno ad incidere in maniera non certo leggera sia sulla vita dei cittadini che sull’attività produttiva.”
“E’ indubbio -rimarca il presidente della Cia Ferrara - che l’attuale situazione richieda nuove misure, ma questi risparmi devono essere ispirati da una logica di equità. Non vanno toccati servizi essenziali per i cittadini, come quelli sanitari e assistenziali, né mortificata l’imprenditoria che deve, invece, riprendere la via della competitività e dello sviluppo, indispensabili per rilanciare il Paese. Le risorse si possono trovare intensificando la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e all’inefficienza.”
“In particolare, l’agricoltura italiana – ricorda Ferrari - non è nelle condizioni per subire una riduzione delle poche risorse ad essa destinate. Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. Non è pensabile che gli agricoltori siano costretti a rivedere i conti, già in difficile equilibrio, con nuovi interventi penalizzanti per la propria attività produttiva. Chiediamo un confronto con il governo aperto a tutte le forze sociali. Il momento è delicatissimo ma non si può decidere senza aver ascoltato le esigenze delle varie componenti socio-economiche, compresa quella agricola”
Etichette:
cia ferrara,
mauro ferrari
Iscriviti a:
Post (Atom)