Fonte: Confagricoltura
“Le case degli italiani si tingono di rosa. Oltre il 30% di quanto si servirà in tavola a Capodanno è prodotto dalle aziende agricole condotte da donne. Basti pensare agli spumanti, alla frutta, alla verdura, ai formaggi e alle carni. Ma anche il vischio, gli abeti i ciclamini e le stelle di Natale sono, in parte, prodotti da aziende femminili”. Lo ha sottolineato Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna.
Quando si fanno gli acquisti, si imbandisce la tavola, per Confagricoltura Donna è necessario fare attenzione e comprare frutta e verdura italiane. Via libera ad agrumi, kiwi, pere, mele e meloni tra la frutta, e a broccoli, cavoli, carciofi, funghi, zucca e radicchio, che sono di stagione. “Anche se - ha precisato la presidente di Confagricoltura Donna – grazie alle tecniche di coltivazione e alla ricerca, è più facile trovare praticamente tutto, in ogni periodo dell’anno”.
“Le donne – ha ricordato Marina Di Muzio - fanno tantissimo sul piano dell’agricoltura tradizionale, che soddisfa la primaria esigenza di nutrizione del pianeta e di miliardi di individui”. Secondo la FAO, infatti, sono più di 100 milioni le persone che potrebbero uscire dallo stato di povertà se le donne avessero le stesse opportunità di accesso alle risorse produttive degli uomini. E, nonostante le donne rischino meno e i posti di lavoro nelle loro aziende siano più sicuri, si sente tuttora forte la necessità di avere leggi e misure a sostegno dell’imprenditoria femminile agricola.
“Dal 2000 – ha concluso la presidente di Confagricoltura Donna - c’è una crescita quantitativa e qualitativa del lavoro femminile nelle aziende agricole. Più donne sono imprenditrici agricole, più donne conducono aziende di grandi dimensioni, più donne svolgono da dipendenti mansioni organizzative nelle aziende agricole. Nel nostro Paese, in totale, sono 230.000 le aziende a conduzione femminile. Imprese che muovono un giro d’affari di 60 miliardi di euro all’anno”.
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mercoledì 31 dicembre 2014
MARINA DI MUZIO (CONFAGRICOLTURA DONNA): “UN PRODOTTO SU TRE E’ FRUTTO DEL NOSTRO IMPEGNO QUOTIDIANO”
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venerdì 5 dicembre 2014
LAVORO, CONFAGRICOLTURA DONNA AGLI STATI GENERALI DELLE DONNE IN ITALIA
Fonte: Confagricoltura
“Per avere una visione globale sulla situazione delle donne italiane non si poteva ignorare quella delle donne in agricoltura. Nel nostro Paese 230.000 aziende, pari al 15,9% del totale, sono a conduzione femminile. Imprese che muovono un giro d’affari di 60 miliardi di euro all’anno”. Lo ha detto Marina Di Muzio nel suo intervento, oggi a Roma, in occasione degli Stati generali delle donne in Italia. Le donne in agricoltura rappresentano numeri importanti, che crescono ancora se consideriamo che più del 90% delle aziende agricole italiane sono a conduzione familiare. Per queste donne, che contribuiscono in maniera determinante a soddisfare il bisogno primario di produrre cibo, ma anche di salvaguardare e tutelare il territorio, si fa troppo poco. “Per questo in occasione della giornata internazionale della donna rurale, il 15 ottobre – ha sottolineato Marina Di Muzio - abbiamo simbolicamente incrociato le braccia e postato sui social migliaia di foto di imprenditrici a braccia conserte. Una protesta silenziosa, un segnale per ricevere attenzione”. Nella crescita del comparto agricolo e del sistema Italia, sono le donne il valore aggiunto. “E’ una presenza purtroppo quasi silente ma determinante – ha ricordato la presidente - che si è rimboccata le maniche e in assenza quasi totale di misure di conciliazione ha creato aziende (nonostante le difficoltà come l'accesso al credito) e curato le famiglie”. “Si sente forte la necessità – ha continuato la presidente di Confagricoltura Donna - di avere leggi e misure a sostegno dell'imprenditoria femminile agricola. Le aree rurali è stato troppo spesso escluso dai progetti di crescita del Paese: occorrono strutture sanitarie, sportive, scolastiche, asili, la banda larga, ma anche misure sul credito”. L'anno prossimo l’Italia ospiterà l'Expo che sarà dedicata proprio ai temi del cibo e della nutrizione. “E’ una grande opportunità – ha concluso Di Muzio - per l'universo femminile in genere e per le agricoltrici in particolare, nella loro doppia veste di produttrici di cibo e di donne che danno il nutrimento. Non facciamoci sfuggire questa occasione e partiamo proprio da Expo per dimostrare che l’Italia è capace di essere un Paese per le donne”.
“Per avere una visione globale sulla situazione delle donne italiane non si poteva ignorare quella delle donne in agricoltura. Nel nostro Paese 230.000 aziende, pari al 15,9% del totale, sono a conduzione femminile. Imprese che muovono un giro d’affari di 60 miliardi di euro all’anno”. Lo ha detto Marina Di Muzio nel suo intervento, oggi a Roma, in occasione degli Stati generali delle donne in Italia. Le donne in agricoltura rappresentano numeri importanti, che crescono ancora se consideriamo che più del 90% delle aziende agricole italiane sono a conduzione familiare. Per queste donne, che contribuiscono in maniera determinante a soddisfare il bisogno primario di produrre cibo, ma anche di salvaguardare e tutelare il territorio, si fa troppo poco. “Per questo in occasione della giornata internazionale della donna rurale, il 15 ottobre – ha sottolineato Marina Di Muzio - abbiamo simbolicamente incrociato le braccia e postato sui social migliaia di foto di imprenditrici a braccia conserte. Una protesta silenziosa, un segnale per ricevere attenzione”. Nella crescita del comparto agricolo e del sistema Italia, sono le donne il valore aggiunto. “E’ una presenza purtroppo quasi silente ma determinante – ha ricordato la presidente - che si è rimboccata le maniche e in assenza quasi totale di misure di conciliazione ha creato aziende (nonostante le difficoltà come l'accesso al credito) e curato le famiglie”. “Si sente forte la necessità – ha continuato la presidente di Confagricoltura Donna - di avere leggi e misure a sostegno dell'imprenditoria femminile agricola. Le aree rurali è stato troppo spesso escluso dai progetti di crescita del Paese: occorrono strutture sanitarie, sportive, scolastiche, asili, la banda larga, ma anche misure sul credito”. L'anno prossimo l’Italia ospiterà l'Expo che sarà dedicata proprio ai temi del cibo e della nutrizione. “E’ una grande opportunità – ha concluso Di Muzio - per l'universo femminile in genere e per le agricoltrici in particolare, nella loro doppia veste di produttrici di cibo e di donne che danno il nutrimento. Non facciamoci sfuggire questa occasione e partiamo proprio da Expo per dimostrare che l’Italia è capace di essere un Paese per le donne”.
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martedì 25 novembre 2014
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, TORNANO A BOLOGNA DOMENICA 30 NOVEMBRE LE “CLEMENTINE ANTIVIOLENZA” DI CONFAGRICOLTURA DONNA
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
IL RICAVATO DELLA VENDITA ANDRÀ ALLA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA ONLUS
“Più politiche a sostegno delle imprenditrici agricole; più politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Così anche quest’anno farà tappa a Bologna la vendita per beneficenza di clementine della Sibaritide, offerte dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria a favore della Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (domenica 30 novembre, in p.zza Carducci dalle ore 9 alle 13)”. Lo ha annunciato oggi Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna a margine del convegno “Chi dice donna dice… dono. Il contributo delle donne all’imprenditoria agricola”, organizzato dal Comune di Fontanelice, Imola. Le clementine di Calabria IGP, lo ricordiamo, sono divenute simbolo della lotta contro il femminicidio in ricordo di Fabiana Luzzi, la studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica. L’iniziativa si svolgerà anche nelle piazze di Milano, Albenga, Asti, Perugia e Cosenza. Il ricavato sarà devoluto ai centri antiviolenza D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) affinché la violenza maschile contro le donne sia riconosciuta come violazione dei diritti umani. “La donna guida il 22 per cento delle aziende agricole in Emilia Romagna ossia 13.535 realtà produttive (dati Unioncamere 2013), pertanto è fondamentale operare a livello territoriale, anche attraverso l’associazionismo agricolo, per confermare e migliorare questi numeri. Nel delicato momento storico che l’Italia attraversa, c’è la necessità di ritornare all’economia reale. L'agricoltura rappresenta un settore determinante nel sistema economico, sociale e ambientale: è l'unico settore che produce cibo e la donna imprenditrice contribuisce in modo determinante a creare occupazione e ad assicurare il ricambio generazionale - ha osservato Chiara Montroni di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, Consulta di Bologna, relatrice al dibattito imolese assieme ad altre esponenti del mondo agricolo locale per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre). “Come imprenditrici e come donne però, siamo chiamate ad assumere anche un impegno sociale a tutto campo – ha concluso la Montroni nel suo intervento – verso un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro ogni forma di violenza di genere”.
IL RICAVATO DELLA VENDITA ANDRÀ ALLA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA ONLUS
“Più politiche a sostegno delle imprenditrici agricole; più politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Così anche quest’anno farà tappa a Bologna la vendita per beneficenza di clementine della Sibaritide, offerte dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria a favore della Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (domenica 30 novembre, in p.zza Carducci dalle ore 9 alle 13)”. Lo ha annunciato oggi Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna a margine del convegno “Chi dice donna dice… dono. Il contributo delle donne all’imprenditoria agricola”, organizzato dal Comune di Fontanelice, Imola. Le clementine di Calabria IGP, lo ricordiamo, sono divenute simbolo della lotta contro il femminicidio in ricordo di Fabiana Luzzi, la studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica. L’iniziativa si svolgerà anche nelle piazze di Milano, Albenga, Asti, Perugia e Cosenza. Il ricavato sarà devoluto ai centri antiviolenza D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) affinché la violenza maschile contro le donne sia riconosciuta come violazione dei diritti umani. “La donna guida il 22 per cento delle aziende agricole in Emilia Romagna ossia 13.535 realtà produttive (dati Unioncamere 2013), pertanto è fondamentale operare a livello territoriale, anche attraverso l’associazionismo agricolo, per confermare e migliorare questi numeri. Nel delicato momento storico che l’Italia attraversa, c’è la necessità di ritornare all’economia reale. L'agricoltura rappresenta un settore determinante nel sistema economico, sociale e ambientale: è l'unico settore che produce cibo e la donna imprenditrice contribuisce in modo determinante a creare occupazione e ad assicurare il ricambio generazionale - ha osservato Chiara Montroni di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, Consulta di Bologna, relatrice al dibattito imolese assieme ad altre esponenti del mondo agricolo locale per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre). “Come imprenditrici e come donne però, siamo chiamate ad assumere anche un impegno sociale a tutto campo – ha concluso la Montroni nel suo intervento – verso un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro ogni forma di violenza di genere”.
martedì 6 maggio 2014
MIPAAF, ASSEGNAZIONE PREMIO DE@TERRA: “DONNE RURALI E INNOVAZIONE: BINOMIO DI CRESCITA”.
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è svolta oggi presso la Sala Cavour del Palazzo dell’Agricoltura l’assegnazione del premio De@Terra indetto dal Ministero in collaborazione con la Rete Rurale Nazionale. Il premio, giunto alla sua tredicesima edizione, è rivolto alle imprenditrici agricole che svolgono la propria attività sul territorio nazionale e rappresenta un'occasione per dare riconoscimento e sostegno alle donne rurali per i molteplici ruoli che rivestono. Durante la cerimonia ufficiale sono state premiate sei imprenditrici che hanno dimostrato di aver dato un contributo significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali in cui le loro aziende operano, grazie all’introduzione di aspetti innovativi nella conduzione della propria azienda e all’attenzione posta alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio naturalistico. Quest’anno, al fine di dare maggiore visibilità alle vincitrici ed incentivare lo scambio di buone prassi, si è deciso di affiancare alla premiazione ufficiale una visita di studio presso alcune realtà agricole dell’Unione Europea, individuate tramite il Programma Rete Rurale Europea.
Le sei imprenditrici premiate sono:
COSTANTINO Mariangela (Catanzaro)
GASSLITTER MULSER Martha (Bolzano)
PAGANI Manuela (Piacenza)
SABA Monica (Medio Campidano)
SFONDRINI Paola Maria (Lodi)
TINAZZI Laura (Verona)
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che si è svolta oggi presso la Sala Cavour del Palazzo dell’Agricoltura l’assegnazione del premio De@Terra indetto dal Ministero in collaborazione con la Rete Rurale Nazionale. Il premio, giunto alla sua tredicesima edizione, è rivolto alle imprenditrici agricole che svolgono la propria attività sul territorio nazionale e rappresenta un'occasione per dare riconoscimento e sostegno alle donne rurali per i molteplici ruoli che rivestono. Durante la cerimonia ufficiale sono state premiate sei imprenditrici che hanno dimostrato di aver dato un contributo significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali in cui le loro aziende operano, grazie all’introduzione di aspetti innovativi nella conduzione della propria azienda e all’attenzione posta alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio naturalistico. Quest’anno, al fine di dare maggiore visibilità alle vincitrici ed incentivare lo scambio di buone prassi, si è deciso di affiancare alla premiazione ufficiale una visita di studio presso alcune realtà agricole dell’Unione Europea, individuate tramite il Programma Rete Rurale Europea.
Le sei imprenditrici premiate sono:
COSTANTINO Mariangela (Catanzaro)
GASSLITTER MULSER Martha (Bolzano)
PAGANI Manuela (Piacenza)
SABA Monica (Medio Campidano)
SFONDRINI Paola Maria (Lodi)
TINAZZI Laura (Verona)
giovedì 17 aprile 2014
DONNE IN AGRICOLTURA E INNOVAZIONE, DI MUZIO (CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA): “TERMINA IL 2 MAGGIO IL BANDO DEL ‘PREMIO EUROPEO ALL’INNOVAZIONE PER LE AGRICOLTRICI’, L’ITALIA E’ MAGLIA NERA NEL PROCESSO DI VALORIZZAZIONE DEL RUOLO FEMMINILE. DALL’ONU E DALL’UE ARRIVANO INVECE IMPORTANTI SEGNALI DI ATTENZIONE VERSO LE DONNE”
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
“Siamo indietro di 30 anni rispetto agli altri paesi nel processo di valorizzazione delle donne per arrivare finalmente a una sostanziale parità di genere - ha detto Marina Di Muzio presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna riprendendo le parole del sottosegretario a Palazzo Chigi Graziano Delrio. “Per rimarcare l’attenzione di Bruxelles al ruolo chiave delle donne nel fornire competitività e innovazione in agricoltura, a maggior ragione nel 2014 dichiarato dalle Nazioni Unite l’anno internazionale dell’agricoltura familiare – sottolinea Di Muzio - la commissione femminile del Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea) ha istituito la terza edizione del “Premio europeo all’innovazione per le agricoltrici” che sarà attribuito sulla base di tre criteri: l’uso di know-how e nuove tecnologie per un’agricoltura più competitiva; il trasferimento dell’innovazione e la sostenibilità dell’innovazione (il bando termina il 2 maggio, per info: donna-er@confagricoltura.org)”. “L’Italia è maglia nera quando da tutto il mondo arrivano invece segnali di attenzione che richiamano ad un vero e proprio rinnovamento culturale verso la promozione di un’ottica di genere – asserisce la presidente di Confagricoltura Donna nazionale e regionale, Marina Di Muzio. “Anche l’Organizzazione mondiale dell’agricoltura (OMA) ha recentemente riconosciuto l’esigenza di una commissione permanente femminile. Di fronte ad un tale processo di evoluzione del ruolo delle donne, non possiamo ancora una volta – e conclude – rimanere a guardare”.
“Siamo indietro di 30 anni rispetto agli altri paesi nel processo di valorizzazione delle donne per arrivare finalmente a una sostanziale parità di genere - ha detto Marina Di Muzio presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna riprendendo le parole del sottosegretario a Palazzo Chigi Graziano Delrio. “Per rimarcare l’attenzione di Bruxelles al ruolo chiave delle donne nel fornire competitività e innovazione in agricoltura, a maggior ragione nel 2014 dichiarato dalle Nazioni Unite l’anno internazionale dell’agricoltura familiare – sottolinea Di Muzio - la commissione femminile del Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea) ha istituito la terza edizione del “Premio europeo all’innovazione per le agricoltrici” che sarà attribuito sulla base di tre criteri: l’uso di know-how e nuove tecnologie per un’agricoltura più competitiva; il trasferimento dell’innovazione e la sostenibilità dell’innovazione (il bando termina il 2 maggio, per info: donna-er@confagricoltura.org)”. “L’Italia è maglia nera quando da tutto il mondo arrivano invece segnali di attenzione che richiamano ad un vero e proprio rinnovamento culturale verso la promozione di un’ottica di genere – asserisce la presidente di Confagricoltura Donna nazionale e regionale, Marina Di Muzio. “Anche l’Organizzazione mondiale dell’agricoltura (OMA) ha recentemente riconosciuto l’esigenza di una commissione permanente femminile. Di fronte ad un tale processo di evoluzione del ruolo delle donne, non possiamo ancora una volta – e conclude – rimanere a guardare”.
venerdì 28 marzo 2014
LE IMPRESE AGRICOLE ROSA SI PREPARANO ALL’EXPO 2015, L’EMILIA ROMAGNA FA DA APRIPISTA CON LE SUE ECCELLENZE AGROALIMENTARI
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
DI MUZIO: “ALLE ISTITUZIONI REGIONALI CHIEDIAMO DI INVESTIRE SUL PATRIMONIO RAPPRESENTATO DALL’ALTRA META’ DELL’AGRICOLTURA, QUELLA FEMMINILE; DI PROGRAMMARE UN PIANO DI SVILUPPO RURALE CHE PREVEDA MISURE E STRUMENTI ADEGUATI NON SOLO AZIONI INDIRETTE”
Sono 19.432 le imprese individuali femminili in Emilia Romagna, di queste 18.455 rette da over 40. In 8.524 società invece c’è almeno una donna nella compagine sociale (dati RER anagrafe aziendale, marzo 2014). Eppure questi numeri non bastano a fotografare la realtà. E’ quanto emerso venerdì 28 Marzo a Bologna al seminario “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura”, organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. “Va sottolineata anche un’importante presenza femminile che talvolta non risulta dalle statistiche. Per conoscere quindi l’effettivo ruolo delle donne in agricoltura nonché il trend culturale-economico capace di offrire in futuro nuove opportunità imprenditoriali e nuovi bacini d’impiego, sarebbe quanto mai auspicabile un’indagine qualitativa da Piacenza a Rimini fatta di incontri diretti con le aziende” - ha dichiarato Antonietta Stinga che nella vita si occupa di formazione imprenditoriale e segue progetti nell’ambito della multifunzionalità per Dinamica (ente di formazione accreditato per l’agricoltura e l’ambiente). Ne è certa Rosanna Scipioni, docente universitaria e al tempo stesso imprenditrice agricola a Loiano (Bo): “In molti casi la donna appare come coniuge del conduttore ma spesso con diverse mansioni decisionali (pianificazione, contabilità, innovazione). Mostra capacità di mediazione; è meno attendista e più interventista. Contrasta il pragmatismo maschile e palesa maggior capacità a cedere il passo e a favorire il ricambio generazionale”. “Nella prossima programmazione regionale – ha affermato Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico venatorie della Regione Emilia Romagna - saranno inserite azioni indirette di sostegno alle donne tra cui formazione professionale; investimenti in trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli; aiuto all’avviamento di impresa per attività extra agricole in zone rurali; supporto per investimenti nelle infrastrutture di banda larga; investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture creative e turistiche”. Pronta è la risposta della presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio che alle istituzioni regionali chiede ancora con forza “di ascoltare le istanze delle imprenditrici agricole portate avanti dalle organizzazioni professionali; di investire sul patrimonio rappresentato dall’altra metà dell’agricoltura, quella femminile e di programmare un Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 che preveda misure e strumenti adeguati non solo azioni indirette. L’obiettivo principale è uscire dagli slogan per concentrarsi sulle donne che stanno effettivamente cambiando il panorama dell’agricoltura in Emilia Romagna. Che credono nella formazione e nella promozione della cultura dei sapori perché solo così si può fare qualità; che fanno innovazione e aggregazione: sono queste, infatti, le caratteristiche necessarie per valorizzare le tante eccellenze agroalimentari della nostra regione e puntare dritto all’Expo 2015 e alla conquista di nuovi mercati internazionali”. Lo sa bene Manuela Pagani, 37 anni, piacentina, dinamica capitana d’impresa e fresca vincitrice del premio De@Terra 2014 istituito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alle spalle un master in medicina comportamentale ed etologia d’animali d’affezione e un altro in conservazione della natura e gestione della fauna selvatica: a lei è andato il massimo riconoscimento nazionale per aver introdotto aspetti innovativi nella propria attività agricola. “La mia azienda - ha detto - è un luogo eletto per interventi che mirano all’incremento della diversità biologica e all’impiego di specie spontanee. Un luogo formativo, culturale ed educativo volto alla sostenibilità e alla conservazione della natura”. “Di qualità come sfida continua dell’agricoltura moderna” ha parlato invece Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana di Cucina citando uno dei grandi guru in materia, Philip B. Crosby: “La qualità va costruita, non controllata”.
DI MUZIO: “ALLE ISTITUZIONI REGIONALI CHIEDIAMO DI INVESTIRE SUL PATRIMONIO RAPPRESENTATO DALL’ALTRA META’ DELL’AGRICOLTURA, QUELLA FEMMINILE; DI PROGRAMMARE UN PIANO DI SVILUPPO RURALE CHE PREVEDA MISURE E STRUMENTI ADEGUATI NON SOLO AZIONI INDIRETTE”
Sono 19.432 le imprese individuali femminili in Emilia Romagna, di queste 18.455 rette da over 40. In 8.524 società invece c’è almeno una donna nella compagine sociale (dati RER anagrafe aziendale, marzo 2014). Eppure questi numeri non bastano a fotografare la realtà. E’ quanto emerso venerdì 28 Marzo a Bologna al seminario “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura”, organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. “Va sottolineata anche un’importante presenza femminile che talvolta non risulta dalle statistiche. Per conoscere quindi l’effettivo ruolo delle donne in agricoltura nonché il trend culturale-economico capace di offrire in futuro nuove opportunità imprenditoriali e nuovi bacini d’impiego, sarebbe quanto mai auspicabile un’indagine qualitativa da Piacenza a Rimini fatta di incontri diretti con le aziende” - ha dichiarato Antonietta Stinga che nella vita si occupa di formazione imprenditoriale e segue progetti nell’ambito della multifunzionalità per Dinamica (ente di formazione accreditato per l’agricoltura e l’ambiente). Ne è certa Rosanna Scipioni, docente universitaria e al tempo stesso imprenditrice agricola a Loiano (Bo): “In molti casi la donna appare come coniuge del conduttore ma spesso con diverse mansioni decisionali (pianificazione, contabilità, innovazione). Mostra capacità di mediazione; è meno attendista e più interventista. Contrasta il pragmatismo maschile e palesa maggior capacità a cedere il passo e a favorire il ricambio generazionale”. “Nella prossima programmazione regionale – ha affermato Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico venatorie della Regione Emilia Romagna - saranno inserite azioni indirette di sostegno alle donne tra cui formazione professionale; investimenti in trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli; aiuto all’avviamento di impresa per attività extra agricole in zone rurali; supporto per investimenti nelle infrastrutture di banda larga; investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture creative e turistiche”. Pronta è la risposta della presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio che alle istituzioni regionali chiede ancora con forza “di ascoltare le istanze delle imprenditrici agricole portate avanti dalle organizzazioni professionali; di investire sul patrimonio rappresentato dall’altra metà dell’agricoltura, quella femminile e di programmare un Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 che preveda misure e strumenti adeguati non solo azioni indirette. L’obiettivo principale è uscire dagli slogan per concentrarsi sulle donne che stanno effettivamente cambiando il panorama dell’agricoltura in Emilia Romagna. Che credono nella formazione e nella promozione della cultura dei sapori perché solo così si può fare qualità; che fanno innovazione e aggregazione: sono queste, infatti, le caratteristiche necessarie per valorizzare le tante eccellenze agroalimentari della nostra regione e puntare dritto all’Expo 2015 e alla conquista di nuovi mercati internazionali”. Lo sa bene Manuela Pagani, 37 anni, piacentina, dinamica capitana d’impresa e fresca vincitrice del premio De@Terra 2014 istituito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alle spalle un master in medicina comportamentale ed etologia d’animali d’affezione e un altro in conservazione della natura e gestione della fauna selvatica: a lei è andato il massimo riconoscimento nazionale per aver introdotto aspetti innovativi nella propria attività agricola. “La mia azienda - ha detto - è un luogo eletto per interventi che mirano all’incremento della diversità biologica e all’impiego di specie spontanee. Un luogo formativo, culturale ed educativo volto alla sostenibilità e alla conservazione della natura”. “Di qualità come sfida continua dell’agricoltura moderna” ha parlato invece Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana di Cucina citando uno dei grandi guru in materia, Philip B. Crosby: “La qualità va costruita, non controllata”.
martedì 18 marzo 2014
CONFAGRICOLTURA: ECCELLENZA NELLE PRODUZIONI E NEL CIBO, SICUREZZA ALIMENTARE E RICAMBIO GENERAZIONALE: QUANDO LE DONNE FANNO AGRICOLTURA.
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
SE NE PARLERA’ VENERDI’ 28 MARZO A BOLOGNA. L’EVENTO E’ ORGANIZZATO DA CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA CON IL PATROCINIO DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI AGRICOLTURA E DELL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA.
Donna è meglio? Per certi aspetti pare proprio di sì, anche nell’agroalimentare. A partire da questo interrogativo esperti del settore, accademici ed imprenditori si confronteranno con il mondo della scuola e della formazione e con i cittadini per offrire uno spaccato dell’agricoltura emiliano romagnola al femminile: quali i punti di forza, quali le opportunità per il futuro. L’appuntamento è fissato per il prossimo 28 marzo all’Archiginnasio di Bologna (Cubiculum Artistarum, p.zza Galvani 1, ore 9.30). Si parlerà di eccellenza nelle produzioni e nel cibo, sicurezza alimentare e ricambio generazionale. Il seminario dal titolo “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura” è organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. Tra i relatori, Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina. Per la Regione Emilia Romagna prenderanno la parola Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico - venatorie e Rossana Mari del Servizio ricerca innovazione e promozione del sistema agroalimentare. A fornire un quadro dettagliato della formazione professionale studiata per le imprenditrici nell’ambito della multifunzionalità, sarà invece la consulente Antonietta Stinga che si occupa principalmente della creazione di nuovi servizi rivolti all’accoglienza e alla divulgazione di una corretta alimentazione presso le aziende agricole e gli agriturismi. Modererà l’incontro Rosanna Scipioni, docente universitaria e imprenditrice agricola. Con le conclusioni di Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna.
SE NE PARLERA’ VENERDI’ 28 MARZO A BOLOGNA. L’EVENTO E’ ORGANIZZATO DA CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA CON IL PATROCINIO DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI AGRICOLTURA E DELL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA.
Donna è meglio? Per certi aspetti pare proprio di sì, anche nell’agroalimentare. A partire da questo interrogativo esperti del settore, accademici ed imprenditori si confronteranno con il mondo della scuola e della formazione e con i cittadini per offrire uno spaccato dell’agricoltura emiliano romagnola al femminile: quali i punti di forza, quali le opportunità per il futuro. L’appuntamento è fissato per il prossimo 28 marzo all’Archiginnasio di Bologna (Cubiculum Artistarum, p.zza Galvani 1, ore 9.30). Si parlerà di eccellenza nelle produzioni e nel cibo, sicurezza alimentare e ricambio generazionale. Il seminario dal titolo “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura” è organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. Tra i relatori, Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina. Per la Regione Emilia Romagna prenderanno la parola Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico - venatorie e Rossana Mari del Servizio ricerca innovazione e promozione del sistema agroalimentare. A fornire un quadro dettagliato della formazione professionale studiata per le imprenditrici nell’ambito della multifunzionalità, sarà invece la consulente Antonietta Stinga che si occupa principalmente della creazione di nuovi servizi rivolti all’accoglienza e alla divulgazione di una corretta alimentazione presso le aziende agricole e gli agriturismi. Modererà l’incontro Rosanna Scipioni, docente universitaria e imprenditrice agricola. Con le conclusioni di Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna.
venerdì 7 marzo 2014
8 MARZO, DI MUZIO (CONFAGRICOLTURA DONNA): "MIMOSE PER UNA SOCIETÀ PIÙ EQUA E SENSIBILE ALLE QUESTIONI DI GENERE, A PARTIRE DALLA COMPOSIZIONE DELLE LISTE ELETTORALI "
Fonte: Confagricoltura
“Nelle campagne festeggeremo l’8 marzo, ma con i piedi per terra, restando agganciate alla realtà. E’ il momento di un confronto su ciò che si è fatto e ciò che si dovrà fare ancora. Serve una società più equa e sensibile alle questioni di genere, che deve dare risposte precise, anche in vista della composizione delle liste elettorali”. Lo ha detto la presidente di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio in occasione della Festa dell’ 8 marzo. La percentuale di imprenditrici che operano in campagna, rispetto agli uomini, è aumentata gradualmente nel tempo. Secondo Confagricoltura Donna, oggi, un’impresa su tre è condotta da una donna. Negli under 40 quasi 1 su 2 è a conduzione femminile e sono soprattutto le nuove generazioni che aspirano ad una carriera in agricoltura, in una logica di business e di redditività. “La festa della donna – conclude Marina Di Muzio - non è e non può essere considerata una festa di convenienza, ma deve rappresentare l'occasione per riflettere sul ruolo che le donne hanno saputo ritagliarsi con sacrificio, capacità e impegno nel lavoro, restando comunque al centro della vita familiare".
“Nelle campagne festeggeremo l’8 marzo, ma con i piedi per terra, restando agganciate alla realtà. E’ il momento di un confronto su ciò che si è fatto e ciò che si dovrà fare ancora. Serve una società più equa e sensibile alle questioni di genere, che deve dare risposte precise, anche in vista della composizione delle liste elettorali”. Lo ha detto la presidente di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio in occasione della Festa dell’ 8 marzo. La percentuale di imprenditrici che operano in campagna, rispetto agli uomini, è aumentata gradualmente nel tempo. Secondo Confagricoltura Donna, oggi, un’impresa su tre è condotta da una donna. Negli under 40 quasi 1 su 2 è a conduzione femminile e sono soprattutto le nuove generazioni che aspirano ad una carriera in agricoltura, in una logica di business e di redditività. “La festa della donna – conclude Marina Di Muzio - non è e non può essere considerata una festa di convenienza, ma deve rappresentare l'occasione per riflettere sul ruolo che le donne hanno saputo ritagliarsi con sacrificio, capacità e impegno nel lavoro, restando comunque al centro della vita familiare".
COLDIRETTI, 8 MARZO: 228MILA IMPRESE AGRICOLE GUIDATE DA DONNE IN ITALIA
Fonte: Coldiretti Ferrara
Commercio e agricoltura sono i settori in cui le donne sono più presenti alla guida di imprese.
Sono 227.894 le imprese agricole guidate da donne in Italia dove ormai nelle campagne quasi una azienda su tre (29,3 per cento) è rosa a seguito del progressivo aumento della loro presenza in termini percentuali sul totale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della festa della donna sulla base dei dati Unioncamere relativi al 2013. Dopo quello del commercio è - sottolinea la Coldiretti - il settore agricolo quello in cui la presenza femminile è maggiore. L’ingresso progressivo delle donne nell’agricoltura italiana - sottolinea la Coldiretti - ha certamente dato un forte impulso all’innovazione che ha caratterizzato il settore con l'ampliamento delle attività ad esso connessecome la trasformazione dei prodotti, la nascita del settore dell'agribenessere, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, la pet-therapy, l’adozione di piante e animali on line e tante altre innovazioni. “Questa multifunzionalità, che è la caratteristica principale delle aziende agricole condotte da donne, genera piu’ occupazione perche sviluppa attivita’ particolari che si affiancano a quella principale per fornire un prodotto o un servizio particolare”, afferma Lorella Ansaloni, responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti. La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sembra essere - precisa la Coldiretti - una delle principali ragioni della presenza femminile nelle campagne. Un impegno che - conclude la Coldiretti - è infatti particolarmente rilevante nelle attività piu' innovative e multifunzionali come dimostra ilprotagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi o nelle associazioni per la valorizzazione di prodotti tipici nazionali come il vino e olio.
Commercio e agricoltura sono i settori in cui le donne sono più presenti alla guida di imprese.
Sono 227.894 le imprese agricole guidate da donne in Italia dove ormai nelle campagne quasi una azienda su tre (29,3 per cento) è rosa a seguito del progressivo aumento della loro presenza in termini percentuali sul totale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della festa della donna sulla base dei dati Unioncamere relativi al 2013. Dopo quello del commercio è - sottolinea la Coldiretti - il settore agricolo quello in cui la presenza femminile è maggiore. L’ingresso progressivo delle donne nell’agricoltura italiana - sottolinea la Coldiretti - ha certamente dato un forte impulso all’innovazione che ha caratterizzato il settore con l'ampliamento delle attività ad esso connessecome la trasformazione dei prodotti, la nascita del settore dell'agribenessere, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, la pet-therapy, l’adozione di piante e animali on line e tante altre innovazioni. “Questa multifunzionalità, che è la caratteristica principale delle aziende agricole condotte da donne, genera piu’ occupazione perche sviluppa attivita’ particolari che si affiancano a quella principale per fornire un prodotto o un servizio particolare”, afferma Lorella Ansaloni, responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti. La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sembra essere - precisa la Coldiretti - una delle principali ragioni della presenza femminile nelle campagne. Un impegno che - conclude la Coldiretti - è infatti particolarmente rilevante nelle attività piu' innovative e multifunzionali come dimostra ilprotagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi o nelle associazioni per la valorizzazione di prodotti tipici nazionali come il vino e olio.
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