Fonte: Confagricoltura
“Le case degli italiani si tingono di rosa. Oltre il 30% di quanto si servirà in tavola a Capodanno è prodotto dalle aziende agricole condotte da donne. Basti pensare agli spumanti, alla frutta, alla verdura, ai formaggi e alle carni. Ma anche il vischio, gli abeti i ciclamini e le stelle di Natale sono, in parte, prodotti da aziende femminili”. Lo ha sottolineato Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna.
Quando si fanno gli acquisti, si imbandisce la tavola, per Confagricoltura Donna è necessario fare attenzione e comprare frutta e verdura italiane. Via libera ad agrumi, kiwi, pere, mele e meloni tra la frutta, e a broccoli, cavoli, carciofi, funghi, zucca e radicchio, che sono di stagione. “Anche se - ha precisato la presidente di Confagricoltura Donna – grazie alle tecniche di coltivazione e alla ricerca, è più facile trovare praticamente tutto, in ogni periodo dell’anno”.
“Le donne – ha ricordato Marina Di Muzio - fanno tantissimo sul piano dell’agricoltura tradizionale, che soddisfa la primaria esigenza di nutrizione del pianeta e di miliardi di individui”. Secondo la FAO, infatti, sono più di 100 milioni le persone che potrebbero uscire dallo stato di povertà se le donne avessero le stesse opportunità di accesso alle risorse produttive degli uomini. E, nonostante le donne rischino meno e i posti di lavoro nelle loro aziende siano più sicuri, si sente tuttora forte la necessità di avere leggi e misure a sostegno dell’imprenditoria femminile agricola.
“Dal 2000 – ha concluso la presidente di Confagricoltura Donna - c’è una crescita quantitativa e qualitativa del lavoro femminile nelle aziende agricole. Più donne sono imprenditrici agricole, più donne conducono aziende di grandi dimensioni, più donne svolgono da dipendenti mansioni organizzative nelle aziende agricole. Nel nostro Paese, in totale, sono 230.000 le aziende a conduzione femminile. Imprese che muovono un giro d’affari di 60 miliardi di euro all’anno”.
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mercoledì 31 dicembre 2014
MARINA DI MUZIO (CONFAGRICOLTURA DONNA): “UN PRODOTTO SU TRE E’ FRUTTO DEL NOSTRO IMPEGNO QUOTIDIANO”
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venerdì 7 marzo 2014
8 MARZO, DI MUZIO (CONFAGRICOLTURA DONNA): "MIMOSE PER UNA SOCIETÀ PIÙ EQUA E SENSIBILE ALLE QUESTIONI DI GENERE, A PARTIRE DALLA COMPOSIZIONE DELLE LISTE ELETTORALI "
Fonte: Confagricoltura
“Nelle campagne festeggeremo l’8 marzo, ma con i piedi per terra, restando agganciate alla realtà. E’ il momento di un confronto su ciò che si è fatto e ciò che si dovrà fare ancora. Serve una società più equa e sensibile alle questioni di genere, che deve dare risposte precise, anche in vista della composizione delle liste elettorali”. Lo ha detto la presidente di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio in occasione della Festa dell’ 8 marzo. La percentuale di imprenditrici che operano in campagna, rispetto agli uomini, è aumentata gradualmente nel tempo. Secondo Confagricoltura Donna, oggi, un’impresa su tre è condotta da una donna. Negli under 40 quasi 1 su 2 è a conduzione femminile e sono soprattutto le nuove generazioni che aspirano ad una carriera in agricoltura, in una logica di business e di redditività. “La festa della donna – conclude Marina Di Muzio - non è e non può essere considerata una festa di convenienza, ma deve rappresentare l'occasione per riflettere sul ruolo che le donne hanno saputo ritagliarsi con sacrificio, capacità e impegno nel lavoro, restando comunque al centro della vita familiare".
“Nelle campagne festeggeremo l’8 marzo, ma con i piedi per terra, restando agganciate alla realtà. E’ il momento di un confronto su ciò che si è fatto e ciò che si dovrà fare ancora. Serve una società più equa e sensibile alle questioni di genere, che deve dare risposte precise, anche in vista della composizione delle liste elettorali”. Lo ha detto la presidente di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio in occasione della Festa dell’ 8 marzo. La percentuale di imprenditrici che operano in campagna, rispetto agli uomini, è aumentata gradualmente nel tempo. Secondo Confagricoltura Donna, oggi, un’impresa su tre è condotta da una donna. Negli under 40 quasi 1 su 2 è a conduzione femminile e sono soprattutto le nuove generazioni che aspirano ad una carriera in agricoltura, in una logica di business e di redditività. “La festa della donna – conclude Marina Di Muzio - non è e non può essere considerata una festa di convenienza, ma deve rappresentare l'occasione per riflettere sul ruolo che le donne hanno saputo ritagliarsi con sacrificio, capacità e impegno nel lavoro, restando comunque al centro della vita familiare".
DONNE E AGRICOLTURA, DI MUZIO (PRESIDENTE CONFAGRICOLTURA DONNA NAZIONALE E REGIONALE): “PIU’ SOSTEGNO ALLE IMPRENDITRICI AGRICOLE EMILIANO ROMAGNOLE NEL NUOVO PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE PER FAVORIRE DAVVERO IL RICAMBIO GENERAZIONALE E LA CRESCITA DELLA MULTIFUNZIONALITA’: E’ IL NOSTRO APPELLO E AUSPICIO IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA DONNA”
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
“Come donna e come imprenditrice agricola – ha detto Marina Di Muzio presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna a margine del convegno “Donna è” organizzato a Roma dalla Rai in prossimità della Festa della Donna – voglio ricordare le parole del neo Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “L’Italia cambierà solo con l’aiuto dei giovani e delle donne”. “Ma è il sistema paese che deve prima di tutto cambiare – ha rimarcato Di Muzio – dando un aiuto concreto alle donne impegnate nelle attività agricole e nello sviluppo di nuovi servizi multifunzionali, per favorire così il ricambio imprenditoriale. Spesso grazie a loro, i figli si appassionano alla terra e al lavoro nei campi. E proprio grazie a loro, le nuove generazioni manterranno ben saldi i valori e i principi del mondo rurale”. “Auspichiamo pertanto più sostegno alle imprenditrici agricole emiliano romagnole nel Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 e un nuovo approccio che tenga davvero conto del loro insostituibile ruolo nel favorire il ricambio generazionale e la crescita della multifunzionalità. Del loro specifico contributo rivolto alla diversificazione delle attività in sinergia con i temi legati alla tutela paesaggio, alla protezione del territorio, all’ambiente, al turismo ma anche alla sicurezza alimentare e alla qualità delle produzioni agricole. E’ questo il nostro appello e auspicio in occasione della Festa della Donna” – ha concluso Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna.
“Come donna e come imprenditrice agricola – ha detto Marina Di Muzio presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna a margine del convegno “Donna è” organizzato a Roma dalla Rai in prossimità della Festa della Donna – voglio ricordare le parole del neo Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “L’Italia cambierà solo con l’aiuto dei giovani e delle donne”. “Ma è il sistema paese che deve prima di tutto cambiare – ha rimarcato Di Muzio – dando un aiuto concreto alle donne impegnate nelle attività agricole e nello sviluppo di nuovi servizi multifunzionali, per favorire così il ricambio imprenditoriale. Spesso grazie a loro, i figli si appassionano alla terra e al lavoro nei campi. E proprio grazie a loro, le nuove generazioni manterranno ben saldi i valori e i principi del mondo rurale”. “Auspichiamo pertanto più sostegno alle imprenditrici agricole emiliano romagnole nel Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 e un nuovo approccio che tenga davvero conto del loro insostituibile ruolo nel favorire il ricambio generazionale e la crescita della multifunzionalità. Del loro specifico contributo rivolto alla diversificazione delle attività in sinergia con i temi legati alla tutela paesaggio, alla protezione del territorio, all’ambiente, al turismo ma anche alla sicurezza alimentare e alla qualità delle produzioni agricole. E’ questo il nostro appello e auspicio in occasione della Festa della Donna” – ha concluso Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna.
giovedì 2 maggio 2013
DI MUZIO (CONFAGRICOLTURA DONNA): “APPREZZAMENTO PER LA NOMINA DI NUNZIA DE GIROLAMO. AFFRONTEREMO INSIEME IL TEMA DELL’IMPRENDITORIA FEMMINILE”
Fonte: Confagricoltura
“Le donne sono il motore dello sviluppo dell’agricoltura italiana. Spero di incontrare presto il ministro Nunzia De Girolamo che so essere attenta e sensibile alle tematiche dell’imprenditoria femminile”. Lo ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna esprimendo l’apprezzamento per la nomina del neoministro per le Politiche agricole. Di Muzio valuta positivamente le dichiarazioni del ministro, che ha inserito nel suo programma l’ascolto, lo studio e l’umiltà. “Con queste premesse il lavoro del ministro sarà sicuramente proficuo – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Donna – anche perché siamo in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura e dell’agroalimentare e molti sono i fronti aperti a livello nazionale ed europeo. Sono troppo pochi quelli che s’insediano nel settore agricolo. Sono in crescita le donne che rinunciano alla maternità per poter aver buone prospettive di lavoro”. Un Paese che non ha ricambio mette a rischio il proprio futuro; non avere figli diventa così un problema dell’intera società. “In particolare, per le imprenditrici, servono adeguati strumenti di conciliazione che permettano la coesistenza di carriera e maternità. Noi di Confagricoltura – conclude Marina Di Muzio - siamo pronte a collaborare con il ministro affinché diventare imprenditore agricolo non diventi una corsa ad ostacoli, ma una scelta possibile e praticabile per le giovani e i giovani italiani”.
“Le donne sono il motore dello sviluppo dell’agricoltura italiana. Spero di incontrare presto il ministro Nunzia De Girolamo che so essere attenta e sensibile alle tematiche dell’imprenditoria femminile”. Lo ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna esprimendo l’apprezzamento per la nomina del neoministro per le Politiche agricole. Di Muzio valuta positivamente le dichiarazioni del ministro, che ha inserito nel suo programma l’ascolto, lo studio e l’umiltà. “Con queste premesse il lavoro del ministro sarà sicuramente proficuo – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Donna – anche perché siamo in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura e dell’agroalimentare e molti sono i fronti aperti a livello nazionale ed europeo. Sono troppo pochi quelli che s’insediano nel settore agricolo. Sono in crescita le donne che rinunciano alla maternità per poter aver buone prospettive di lavoro”. Un Paese che non ha ricambio mette a rischio il proprio futuro; non avere figli diventa così un problema dell’intera società. “In particolare, per le imprenditrici, servono adeguati strumenti di conciliazione che permettano la coesistenza di carriera e maternità. Noi di Confagricoltura – conclude Marina Di Muzio - siamo pronte a collaborare con il ministro affinché diventare imprenditore agricolo non diventi una corsa ad ostacoli, ma una scelta possibile e praticabile per le giovani e i giovani italiani”.
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