Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
"Chiediamo al Ministro Martina e all’Ismea di istituire un Fondo di Garanzia sull’esempio di quanto fatto per le imprenditrici di tutti gli altri settori dal Dipartimento per le Pari Opportunità"
“L’Italia non è un paese per donne e lo è ancora meno per le agricoltrici” – ha detto oggi Paola Pedroni, vice presidente Confagricoltura Donna Emilia Romagna nel suo intervento agli “Stati Generali delle Donne”: un laboratorio di idee e proposte, preludio alla “Conferenza Mondiale delle donne - Pechino vent'anni dopo” in programma a settembre all’Expo'.
“La donna guida quasi 14mila aziende agricole in Emilia Romagna e 230mila su territorio nazionale per un giro d’affari pari a 60 miliardi di euro all’anno, eppure – asserisce Pedroni - pare un’entità spesso dimenticata dalle Istituzioni. Un esempio su tutti, il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese femminili della Sezione Speciale ‘Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità’ (decreto 27/12/2013 del MiSE pubblicato sulla G.U. del 13 gennaio 2014 n.9) che favorisce l’accesso al credito e dà alle imprenditrici l’opportunità di presentarsi alle banche o ai confidi con la prenotazione della garanzia dello Stato”.
“Peccato però – prosegue la vice presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna - che le imprese agricole non possano accedere a questo Fondo di Garanzia e a tutt’oggi neanche l’Ismea ((Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) che è l’organo preposto, abbia attivato misure dedicate all’imprenditoria femminile”
“Chiediamo pertanto al Ministro Martina e all’Ismea – incalza la Pedroni - di mettere in campo le azioni necessarie allo sviluppo dell’imprenditoria agricola femminile e di istituire presto un Fondo di Garanzia per agricoltrici sull’esempio di quanto fatto per tutte le altre imprenditrici dalla Sezione Speciale Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità”.
“Ci sono peculiarità proprie del mondo agricolo, diverse da quelle di altri settori” – precisa l’imprenditrice di Confagricoltura Donna. “Le aziende e le famiglie che vivono lontane dai centri abitati richiedono politiche di sostegno mirate: formazione professionale, aiuti all'avviamento delle imprese, infrastrutture a banda larga e, per l’appunto, accesso al credito”.
“In un momento così critico per l’economia del nostro paese, l’imprenditoria agricola femminile – e conclude - sta cambiando e rinnovando con successo l’offerta dei servizi legati all’agricoltura, dall’accoglienza alla ristorazione, dalla divulgazione di una corretta alimentazione allo sviluppo di attività extra agricole in aree fragili e marginali, nell’ottica di innescare un circuito virtuoso atto alla creazione di nuovi spazi e sbocchi occupazionali. Si tratta, il più delle volte, però, di imprese di dimensioni ridotte che non si sostengono qualora subentrino altri impegni familiari (es. cura di anziani e bambini) ma che sono funzionali e vitali per la sopravvivenza di un territorio che corre il rischio di essere abbandonato”.
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venerdì 27 febbraio 2015
martedì 25 novembre 2014
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, TORNANO A BOLOGNA DOMENICA 30 NOVEMBRE LE “CLEMENTINE ANTIVIOLENZA” DI CONFAGRICOLTURA DONNA
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
IL RICAVATO DELLA VENDITA ANDRÀ ALLA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA ONLUS
“Più politiche a sostegno delle imprenditrici agricole; più politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Così anche quest’anno farà tappa a Bologna la vendita per beneficenza di clementine della Sibaritide, offerte dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria a favore della Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (domenica 30 novembre, in p.zza Carducci dalle ore 9 alle 13)”. Lo ha annunciato oggi Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna a margine del convegno “Chi dice donna dice… dono. Il contributo delle donne all’imprenditoria agricola”, organizzato dal Comune di Fontanelice, Imola. Le clementine di Calabria IGP, lo ricordiamo, sono divenute simbolo della lotta contro il femminicidio in ricordo di Fabiana Luzzi, la studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica. L’iniziativa si svolgerà anche nelle piazze di Milano, Albenga, Asti, Perugia e Cosenza. Il ricavato sarà devoluto ai centri antiviolenza D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) affinché la violenza maschile contro le donne sia riconosciuta come violazione dei diritti umani. “La donna guida il 22 per cento delle aziende agricole in Emilia Romagna ossia 13.535 realtà produttive (dati Unioncamere 2013), pertanto è fondamentale operare a livello territoriale, anche attraverso l’associazionismo agricolo, per confermare e migliorare questi numeri. Nel delicato momento storico che l’Italia attraversa, c’è la necessità di ritornare all’economia reale. L'agricoltura rappresenta un settore determinante nel sistema economico, sociale e ambientale: è l'unico settore che produce cibo e la donna imprenditrice contribuisce in modo determinante a creare occupazione e ad assicurare il ricambio generazionale - ha osservato Chiara Montroni di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, Consulta di Bologna, relatrice al dibattito imolese assieme ad altre esponenti del mondo agricolo locale per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre). “Come imprenditrici e come donne però, siamo chiamate ad assumere anche un impegno sociale a tutto campo – ha concluso la Montroni nel suo intervento – verso un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro ogni forma di violenza di genere”.
IL RICAVATO DELLA VENDITA ANDRÀ ALLA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA ONLUS
“Più politiche a sostegno delle imprenditrici agricole; più politiche di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Così anche quest’anno farà tappa a Bologna la vendita per beneficenza di clementine della Sibaritide, offerte dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria a favore della Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (domenica 30 novembre, in p.zza Carducci dalle ore 9 alle 13)”. Lo ha annunciato oggi Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna a margine del convegno “Chi dice donna dice… dono. Il contributo delle donne all’imprenditoria agricola”, organizzato dal Comune di Fontanelice, Imola. Le clementine di Calabria IGP, lo ricordiamo, sono divenute simbolo della lotta contro il femminicidio in ricordo di Fabiana Luzzi, la studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica. L’iniziativa si svolgerà anche nelle piazze di Milano, Albenga, Asti, Perugia e Cosenza. Il ricavato sarà devoluto ai centri antiviolenza D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) affinché la violenza maschile contro le donne sia riconosciuta come violazione dei diritti umani. “La donna guida il 22 per cento delle aziende agricole in Emilia Romagna ossia 13.535 realtà produttive (dati Unioncamere 2013), pertanto è fondamentale operare a livello territoriale, anche attraverso l’associazionismo agricolo, per confermare e migliorare questi numeri. Nel delicato momento storico che l’Italia attraversa, c’è la necessità di ritornare all’economia reale. L'agricoltura rappresenta un settore determinante nel sistema economico, sociale e ambientale: è l'unico settore che produce cibo e la donna imprenditrice contribuisce in modo determinante a creare occupazione e ad assicurare il ricambio generazionale - ha osservato Chiara Montroni di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, Consulta di Bologna, relatrice al dibattito imolese assieme ad altre esponenti del mondo agricolo locale per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre). “Come imprenditrici e come donne però, siamo chiamate ad assumere anche un impegno sociale a tutto campo – ha concluso la Montroni nel suo intervento – verso un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro ogni forma di violenza di genere”.
giovedì 17 aprile 2014
DONNE IN AGRICOLTURA E INNOVAZIONE, DI MUZIO (CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA): “TERMINA IL 2 MAGGIO IL BANDO DEL ‘PREMIO EUROPEO ALL’INNOVAZIONE PER LE AGRICOLTRICI’, L’ITALIA E’ MAGLIA NERA NEL PROCESSO DI VALORIZZAZIONE DEL RUOLO FEMMINILE. DALL’ONU E DALL’UE ARRIVANO INVECE IMPORTANTI SEGNALI DI ATTENZIONE VERSO LE DONNE”
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
“Siamo indietro di 30 anni rispetto agli altri paesi nel processo di valorizzazione delle donne per arrivare finalmente a una sostanziale parità di genere - ha detto Marina Di Muzio presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna riprendendo le parole del sottosegretario a Palazzo Chigi Graziano Delrio. “Per rimarcare l’attenzione di Bruxelles al ruolo chiave delle donne nel fornire competitività e innovazione in agricoltura, a maggior ragione nel 2014 dichiarato dalle Nazioni Unite l’anno internazionale dell’agricoltura familiare – sottolinea Di Muzio - la commissione femminile del Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea) ha istituito la terza edizione del “Premio europeo all’innovazione per le agricoltrici” che sarà attribuito sulla base di tre criteri: l’uso di know-how e nuove tecnologie per un’agricoltura più competitiva; il trasferimento dell’innovazione e la sostenibilità dell’innovazione (il bando termina il 2 maggio, per info: donna-er@confagricoltura.org)”. “L’Italia è maglia nera quando da tutto il mondo arrivano invece segnali di attenzione che richiamano ad un vero e proprio rinnovamento culturale verso la promozione di un’ottica di genere – asserisce la presidente di Confagricoltura Donna nazionale e regionale, Marina Di Muzio. “Anche l’Organizzazione mondiale dell’agricoltura (OMA) ha recentemente riconosciuto l’esigenza di una commissione permanente femminile. Di fronte ad un tale processo di evoluzione del ruolo delle donne, non possiamo ancora una volta – e conclude – rimanere a guardare”.
“Siamo indietro di 30 anni rispetto agli altri paesi nel processo di valorizzazione delle donne per arrivare finalmente a una sostanziale parità di genere - ha detto Marina Di Muzio presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna riprendendo le parole del sottosegretario a Palazzo Chigi Graziano Delrio. “Per rimarcare l’attenzione di Bruxelles al ruolo chiave delle donne nel fornire competitività e innovazione in agricoltura, a maggior ragione nel 2014 dichiarato dalle Nazioni Unite l’anno internazionale dell’agricoltura familiare – sottolinea Di Muzio - la commissione femminile del Copa (Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea) ha istituito la terza edizione del “Premio europeo all’innovazione per le agricoltrici” che sarà attribuito sulla base di tre criteri: l’uso di know-how e nuove tecnologie per un’agricoltura più competitiva; il trasferimento dell’innovazione e la sostenibilità dell’innovazione (il bando termina il 2 maggio, per info: donna-er@confagricoltura.org)”. “L’Italia è maglia nera quando da tutto il mondo arrivano invece segnali di attenzione che richiamano ad un vero e proprio rinnovamento culturale verso la promozione di un’ottica di genere – asserisce la presidente di Confagricoltura Donna nazionale e regionale, Marina Di Muzio. “Anche l’Organizzazione mondiale dell’agricoltura (OMA) ha recentemente riconosciuto l’esigenza di una commissione permanente femminile. Di fronte ad un tale processo di evoluzione del ruolo delle donne, non possiamo ancora una volta – e conclude – rimanere a guardare”.
venerdì 28 marzo 2014
LE IMPRESE AGRICOLE ROSA SI PREPARANO ALL’EXPO 2015, L’EMILIA ROMAGNA FA DA APRIPISTA CON LE SUE ECCELLENZE AGROALIMENTARI
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
DI MUZIO: “ALLE ISTITUZIONI REGIONALI CHIEDIAMO DI INVESTIRE SUL PATRIMONIO RAPPRESENTATO DALL’ALTRA META’ DELL’AGRICOLTURA, QUELLA FEMMINILE; DI PROGRAMMARE UN PIANO DI SVILUPPO RURALE CHE PREVEDA MISURE E STRUMENTI ADEGUATI NON SOLO AZIONI INDIRETTE”
Sono 19.432 le imprese individuali femminili in Emilia Romagna, di queste 18.455 rette da over 40. In 8.524 società invece c’è almeno una donna nella compagine sociale (dati RER anagrafe aziendale, marzo 2014). Eppure questi numeri non bastano a fotografare la realtà. E’ quanto emerso venerdì 28 Marzo a Bologna al seminario “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura”, organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. “Va sottolineata anche un’importante presenza femminile che talvolta non risulta dalle statistiche. Per conoscere quindi l’effettivo ruolo delle donne in agricoltura nonché il trend culturale-economico capace di offrire in futuro nuove opportunità imprenditoriali e nuovi bacini d’impiego, sarebbe quanto mai auspicabile un’indagine qualitativa da Piacenza a Rimini fatta di incontri diretti con le aziende” - ha dichiarato Antonietta Stinga che nella vita si occupa di formazione imprenditoriale e segue progetti nell’ambito della multifunzionalità per Dinamica (ente di formazione accreditato per l’agricoltura e l’ambiente). Ne è certa Rosanna Scipioni, docente universitaria e al tempo stesso imprenditrice agricola a Loiano (Bo): “In molti casi la donna appare come coniuge del conduttore ma spesso con diverse mansioni decisionali (pianificazione, contabilità, innovazione). Mostra capacità di mediazione; è meno attendista e più interventista. Contrasta il pragmatismo maschile e palesa maggior capacità a cedere il passo e a favorire il ricambio generazionale”. “Nella prossima programmazione regionale – ha affermato Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico venatorie della Regione Emilia Romagna - saranno inserite azioni indirette di sostegno alle donne tra cui formazione professionale; investimenti in trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli; aiuto all’avviamento di impresa per attività extra agricole in zone rurali; supporto per investimenti nelle infrastrutture di banda larga; investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture creative e turistiche”. Pronta è la risposta della presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio che alle istituzioni regionali chiede ancora con forza “di ascoltare le istanze delle imprenditrici agricole portate avanti dalle organizzazioni professionali; di investire sul patrimonio rappresentato dall’altra metà dell’agricoltura, quella femminile e di programmare un Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 che preveda misure e strumenti adeguati non solo azioni indirette. L’obiettivo principale è uscire dagli slogan per concentrarsi sulle donne che stanno effettivamente cambiando il panorama dell’agricoltura in Emilia Romagna. Che credono nella formazione e nella promozione della cultura dei sapori perché solo così si può fare qualità; che fanno innovazione e aggregazione: sono queste, infatti, le caratteristiche necessarie per valorizzare le tante eccellenze agroalimentari della nostra regione e puntare dritto all’Expo 2015 e alla conquista di nuovi mercati internazionali”. Lo sa bene Manuela Pagani, 37 anni, piacentina, dinamica capitana d’impresa e fresca vincitrice del premio De@Terra 2014 istituito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alle spalle un master in medicina comportamentale ed etologia d’animali d’affezione e un altro in conservazione della natura e gestione della fauna selvatica: a lei è andato il massimo riconoscimento nazionale per aver introdotto aspetti innovativi nella propria attività agricola. “La mia azienda - ha detto - è un luogo eletto per interventi che mirano all’incremento della diversità biologica e all’impiego di specie spontanee. Un luogo formativo, culturale ed educativo volto alla sostenibilità e alla conservazione della natura”. “Di qualità come sfida continua dell’agricoltura moderna” ha parlato invece Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana di Cucina citando uno dei grandi guru in materia, Philip B. Crosby: “La qualità va costruita, non controllata”.
DI MUZIO: “ALLE ISTITUZIONI REGIONALI CHIEDIAMO DI INVESTIRE SUL PATRIMONIO RAPPRESENTATO DALL’ALTRA META’ DELL’AGRICOLTURA, QUELLA FEMMINILE; DI PROGRAMMARE UN PIANO DI SVILUPPO RURALE CHE PREVEDA MISURE E STRUMENTI ADEGUATI NON SOLO AZIONI INDIRETTE”
Sono 19.432 le imprese individuali femminili in Emilia Romagna, di queste 18.455 rette da over 40. In 8.524 società invece c’è almeno una donna nella compagine sociale (dati RER anagrafe aziendale, marzo 2014). Eppure questi numeri non bastano a fotografare la realtà. E’ quanto emerso venerdì 28 Marzo a Bologna al seminario “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura”, organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. “Va sottolineata anche un’importante presenza femminile che talvolta non risulta dalle statistiche. Per conoscere quindi l’effettivo ruolo delle donne in agricoltura nonché il trend culturale-economico capace di offrire in futuro nuove opportunità imprenditoriali e nuovi bacini d’impiego, sarebbe quanto mai auspicabile un’indagine qualitativa da Piacenza a Rimini fatta di incontri diretti con le aziende” - ha dichiarato Antonietta Stinga che nella vita si occupa di formazione imprenditoriale e segue progetti nell’ambito della multifunzionalità per Dinamica (ente di formazione accreditato per l’agricoltura e l’ambiente). Ne è certa Rosanna Scipioni, docente universitaria e al tempo stesso imprenditrice agricola a Loiano (Bo): “In molti casi la donna appare come coniuge del conduttore ma spesso con diverse mansioni decisionali (pianificazione, contabilità, innovazione). Mostra capacità di mediazione; è meno attendista e più interventista. Contrasta il pragmatismo maschile e palesa maggior capacità a cedere il passo e a favorire il ricambio generazionale”. “Nella prossima programmazione regionale – ha affermato Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico venatorie della Regione Emilia Romagna - saranno inserite azioni indirette di sostegno alle donne tra cui formazione professionale; investimenti in trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli; aiuto all’avviamento di impresa per attività extra agricole in zone rurali; supporto per investimenti nelle infrastrutture di banda larga; investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture creative e turistiche”. Pronta è la risposta della presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio che alle istituzioni regionali chiede ancora con forza “di ascoltare le istanze delle imprenditrici agricole portate avanti dalle organizzazioni professionali; di investire sul patrimonio rappresentato dall’altra metà dell’agricoltura, quella femminile e di programmare un Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 che preveda misure e strumenti adeguati non solo azioni indirette. L’obiettivo principale è uscire dagli slogan per concentrarsi sulle donne che stanno effettivamente cambiando il panorama dell’agricoltura in Emilia Romagna. Che credono nella formazione e nella promozione della cultura dei sapori perché solo così si può fare qualità; che fanno innovazione e aggregazione: sono queste, infatti, le caratteristiche necessarie per valorizzare le tante eccellenze agroalimentari della nostra regione e puntare dritto all’Expo 2015 e alla conquista di nuovi mercati internazionali”. Lo sa bene Manuela Pagani, 37 anni, piacentina, dinamica capitana d’impresa e fresca vincitrice del premio De@Terra 2014 istituito dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alle spalle un master in medicina comportamentale ed etologia d’animali d’affezione e un altro in conservazione della natura e gestione della fauna selvatica: a lei è andato il massimo riconoscimento nazionale per aver introdotto aspetti innovativi nella propria attività agricola. “La mia azienda - ha detto - è un luogo eletto per interventi che mirano all’incremento della diversità biologica e all’impiego di specie spontanee. Un luogo formativo, culturale ed educativo volto alla sostenibilità e alla conservazione della natura”. “Di qualità come sfida continua dell’agricoltura moderna” ha parlato invece Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana di Cucina citando uno dei grandi guru in materia, Philip B. Crosby: “La qualità va costruita, non controllata”.
martedì 18 marzo 2014
CONFAGRICOLTURA: ECCELLENZA NELLE PRODUZIONI E NEL CIBO, SICUREZZA ALIMENTARE E RICAMBIO GENERAZIONALE: QUANDO LE DONNE FANNO AGRICOLTURA.
Fonte: Confagricoltura Emilia - Romagna
SE NE PARLERA’ VENERDI’ 28 MARZO A BOLOGNA. L’EVENTO E’ ORGANIZZATO DA CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA CON IL PATROCINIO DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI AGRICOLTURA E DELL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA.
Donna è meglio? Per certi aspetti pare proprio di sì, anche nell’agroalimentare. A partire da questo interrogativo esperti del settore, accademici ed imprenditori si confronteranno con il mondo della scuola e della formazione e con i cittadini per offrire uno spaccato dell’agricoltura emiliano romagnola al femminile: quali i punti di forza, quali le opportunità per il futuro. L’appuntamento è fissato per il prossimo 28 marzo all’Archiginnasio di Bologna (Cubiculum Artistarum, p.zza Galvani 1, ore 9.30). Si parlerà di eccellenza nelle produzioni e nel cibo, sicurezza alimentare e ricambio generazionale. Il seminario dal titolo “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura” è organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. Tra i relatori, Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina. Per la Regione Emilia Romagna prenderanno la parola Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico - venatorie e Rossana Mari del Servizio ricerca innovazione e promozione del sistema agroalimentare. A fornire un quadro dettagliato della formazione professionale studiata per le imprenditrici nell’ambito della multifunzionalità, sarà invece la consulente Antonietta Stinga che si occupa principalmente della creazione di nuovi servizi rivolti all’accoglienza e alla divulgazione di una corretta alimentazione presso le aziende agricole e gli agriturismi. Modererà l’incontro Rosanna Scipioni, docente universitaria e imprenditrice agricola. Con le conclusioni di Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna.
SE NE PARLERA’ VENERDI’ 28 MARZO A BOLOGNA. L’EVENTO E’ ORGANIZZATO DA CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA CON IL PATROCINIO DELL’ACCADEMIA NAZIONALE DI AGRICOLTURA E DELL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA.
Donna è meglio? Per certi aspetti pare proprio di sì, anche nell’agroalimentare. A partire da questo interrogativo esperti del settore, accademici ed imprenditori si confronteranno con il mondo della scuola e della formazione e con i cittadini per offrire uno spaccato dell’agricoltura emiliano romagnola al femminile: quali i punti di forza, quali le opportunità per il futuro. L’appuntamento è fissato per il prossimo 28 marzo all’Archiginnasio di Bologna (Cubiculum Artistarum, p.zza Galvani 1, ore 9.30). Si parlerà di eccellenza nelle produzioni e nel cibo, sicurezza alimentare e ricambio generazionale. Il seminario dal titolo “La qualità nel piatto: quando le donne fanno agricoltura” è organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna con il patrocinio dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e dell’Accademia Italiana della Cucina. Tra i relatori, Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina. Per la Regione Emilia Romagna prenderanno la parola Maria Luisa Bargossi, responsabile del Servizio territorio rurale ed attività faunistico - venatorie e Rossana Mari del Servizio ricerca innovazione e promozione del sistema agroalimentare. A fornire un quadro dettagliato della formazione professionale studiata per le imprenditrici nell’ambito della multifunzionalità, sarà invece la consulente Antonietta Stinga che si occupa principalmente della creazione di nuovi servizi rivolti all’accoglienza e alla divulgazione di una corretta alimentazione presso le aziende agricole e gli agriturismi. Modererà l’incontro Rosanna Scipioni, docente universitaria e imprenditrice agricola. Con le conclusioni di Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna.
venerdì 29 novembre 2013
LA VENDITA DELLE CLEMENTINE ANTIVIOLENZA DOMANI A BOLOGNA AL MERCATO DELLA TERRA
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
DI MUZIO (PRESIDENTE CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGAN): “UN FORTE SEGNALE ALLE ISTITUZIONI CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE, FENOMENO ABERRANTE IN DRAMMATICA CRESCITA”
Bologna, 29 novembre 2013 - “A pochi giorni dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si è celebrata il 25 novembre, Confagricoltura Donna propone la clementina come simbolo dell’antiviolenza di genere. Le nostre imprenditrici calabresi offrono l’agrume in ricordo di Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica”. Lo ha detto Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna, presentando l’iniziativa della vendita delle clementine che si terrà domani 30 novembre al Mercato della Terra (Via Azzo Gardino 65, Bologna) dalle ore 9 alle 13. Tutto il ricavato andrà alla Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (www.casadonne.it). Le clementine di Calabria (IGP) come emblema anti-violenza sono protagoniste a Bologna, come in molte altre piazze d'Italia, per dire no al femminicidio e alla violenza di genere. E' un frutto coltivato nelle Piane di Sibari, di Lamezia e di Gioia Tauro; prelibato e senza semi, dal colore intenso e dalla tipica polpa dolce e succosa, che ha trovato in Calabria il suo habitat ideale. “Questa giornata - conclude la presidente Di Muzio - non deve trasformarsi in un rituale fine a se stesso. Vorremmo lanciare oggi un forte segnale alle Istituzioni, affinché si impegnino in maniera seria e concreta per prevenire e contrastare la violenza di genere, fenomeno aberrante in drammatica crescita”.
DI MUZIO (PRESIDENTE CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGAN): “UN FORTE SEGNALE ALLE ISTITUZIONI CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE, FENOMENO ABERRANTE IN DRAMMATICA CRESCITA”
Bologna, 29 novembre 2013 - “A pochi giorni dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si è celebrata il 25 novembre, Confagricoltura Donna propone la clementina come simbolo dell’antiviolenza di genere. Le nostre imprenditrici calabresi offrono l’agrume in ricordo di Fabiana Luzzi, giovane studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall'ex fidanzato in un agrumeto della cittadina ionica”. Lo ha detto Marina Di Muzio, presidente nazionale e regionale di Confagricoltura Donna, presentando l’iniziativa della vendita delle clementine che si terrà domani 30 novembre al Mercato della Terra (Via Azzo Gardino 65, Bologna) dalle ore 9 alle 13. Tutto il ricavato andrà alla Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (www.casadonne.it). Le clementine di Calabria (IGP) come emblema anti-violenza sono protagoniste a Bologna, come in molte altre piazze d'Italia, per dire no al femminicidio e alla violenza di genere. E' un frutto coltivato nelle Piane di Sibari, di Lamezia e di Gioia Tauro; prelibato e senza semi, dal colore intenso e dalla tipica polpa dolce e succosa, che ha trovato in Calabria il suo habitat ideale. “Questa giornata - conclude la presidente Di Muzio - non deve trasformarsi in un rituale fine a se stesso. Vorremmo lanciare oggi un forte segnale alle Istituzioni, affinché si impegnino in maniera seria e concreta per prevenire e contrastare la violenza di genere, fenomeno aberrante in drammatica crescita”.
venerdì 15 novembre 2013
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, DOMANI AL MERCATO DELLA TERRA BANCHETTO DI CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA: IN VENDITA 200 CHILI DI CLEMENTINE PER DIRE NO AL FEMMINICIDIO A SOSTEGNO DELLA CASA DELLE DONNE
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
Duecento chili di prelibate Clementine di Calabria Igp provenienti dalla piana di Sibari, culla dell'agrumicoltura d'eccellenza, e offerte da Confagricoltura Donna Calabria, saranno in vendita domani sabato 16 novembre al Mercato della Terra (Via Azzo Gardino 65, Bologna) dalle ore 9 alle 13. Tutto il ricavato andrà alla Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (www.casadonne.it). E' questa l'iniziativa messa in campo da Confagricoltura Donna Emilia Romagna in memoria di Fabiana Luzzi, la giovane accoltellata poi cosparsa di benzina e arsa viva dall’ex-fidanzato lo scorso maggio a Corigliano Calabro. Il terribile massacro è avvenuto in un agrumeto di una produttrice di Confagricoltura Donna Calabria. Ed oggi, per mantener vivo il ricordo, le imprenditrici agricole urlano a gran voce “no”. No alla violenza contro le donne e alla violenza di genere. E lo fanno a Bologna ma anche in altre città d'Italia con iniziative analoghe. “L'obiettivo di Confagricoltura Donna Emilia Romagna è affrontare anche temi a carattere sociale in un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro le violenze di genere – ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna. “L'iniziativa organizzata in prossimità della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che si terrà il 25 novembre, mira a sensibilizzare e a ricordare il problema dei femminicidi (oltre 2mila in Italia le donne vittime di omicidio negli ultimi dieci anni). Solo con l’adesione e il coinvolgimento della società in un continuo impegno contro la violenza di genere si contribuirà a quel cambiamento culturale che affermi il valore della dignità, dei diritti e della vita delle donne”.
Duecento chili di prelibate Clementine di Calabria Igp provenienti dalla piana di Sibari, culla dell'agrumicoltura d'eccellenza, e offerte da Confagricoltura Donna Calabria, saranno in vendita domani sabato 16 novembre al Mercato della Terra (Via Azzo Gardino 65, Bologna) dalle ore 9 alle 13. Tutto il ricavato andrà alla Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (www.casadonne.it). E' questa l'iniziativa messa in campo da Confagricoltura Donna Emilia Romagna in memoria di Fabiana Luzzi, la giovane accoltellata poi cosparsa di benzina e arsa viva dall’ex-fidanzato lo scorso maggio a Corigliano Calabro. Il terribile massacro è avvenuto in un agrumeto di una produttrice di Confagricoltura Donna Calabria. Ed oggi, per mantener vivo il ricordo, le imprenditrici agricole urlano a gran voce “no”. No alla violenza contro le donne e alla violenza di genere. E lo fanno a Bologna ma anche in altre città d'Italia con iniziative analoghe. “L'obiettivo di Confagricoltura Donna Emilia Romagna è affrontare anche temi a carattere sociale in un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro le violenze di genere – ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna. “L'iniziativa organizzata in prossimità della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che si terrà il 25 novembre, mira a sensibilizzare e a ricordare il problema dei femminicidi (oltre 2mila in Italia le donne vittime di omicidio negli ultimi dieci anni). Solo con l’adesione e il coinvolgimento della società in un continuo impegno contro la violenza di genere si contribuirà a quel cambiamento culturale che affermi il valore della dignità, dei diritti e della vita delle donne”.
giovedì 7 novembre 2013
FESTIVAL LA VIOLENZA ILLUSTRATA (BOLOGNA 7 NOV - 7 DIC 2013), ANCHE LE CLEMENTINE DELLE IMPRENDITRICI DI CONFAGRICOLTURA DONNA CALABRIA A SOSTEGNO DELLA CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA IN RICORDO DI FABIANA LUZZI SABATO 16 NOVEMBRE AL MERCATO DELLA TERRA
Fonte: Confagricoltura Donna Emilia - Romagna
E' stata accoltellata e poi bruciata dall'ex-fidanzato quando era ancora viva, Fabiana Luzzi. Il terribile massacro è avvenuto lo scorso maggio in un agrumeto a Corigliano Calabro. Oggi, per mantener vivo il ricordo, le imprenditrici agricole di Confagricoltura Donna Calabria urlano a gran voce “no”. No alla violenza contro le donne e alla violenza di genere. E lo fanno a Bologna – ma anche in altre città d'Italia - con questa emblematica iniziativa: duecento chili di clementine gentilmente offerte da Confagricoltura Donna Calabria saranno vendute sabato 16 novembre al Mercato della Terra (Via Azzo Gardino 65, Bologna) dalle ore 9 alle 13. Tutto il ricavato andrà alla Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (www.casadonne.it). L'evento è stato organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna in collaborazione con la Casa delle Donne, a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne che si terrà il prossimo 25 novembre. “L'obiettivo di Confagricoltura Donna Emilia Romagna è affrontare anche temi a carattere sociale in un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro il femminicidio e le violenze di genere – ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna. “Questa iniziativa mira a sensibilizzare e a ricordare il problema della violenza contro le donne. Solo con l’adesione e il coinvolgimento della società in un continuo impegno contro la violenza di genere si contribuirà a quel cambiamento culturale che affermi il valore della dignità, dei diritti e della vita delle donne”.
E' stata accoltellata e poi bruciata dall'ex-fidanzato quando era ancora viva, Fabiana Luzzi. Il terribile massacro è avvenuto lo scorso maggio in un agrumeto a Corigliano Calabro. Oggi, per mantener vivo il ricordo, le imprenditrici agricole di Confagricoltura Donna Calabria urlano a gran voce “no”. No alla violenza contro le donne e alla violenza di genere. E lo fanno a Bologna – ma anche in altre città d'Italia - con questa emblematica iniziativa: duecento chili di clementine gentilmente offerte da Confagricoltura Donna Calabria saranno vendute sabato 16 novembre al Mercato della Terra (Via Azzo Gardino 65, Bologna) dalle ore 9 alle 13. Tutto il ricavato andrà alla Casa delle Donne per non subire violenza Onlus (www.casadonne.it). L'evento è stato organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna in collaborazione con la Casa delle Donne, a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne che si terrà il prossimo 25 novembre. “L'obiettivo di Confagricoltura Donna Emilia Romagna è affrontare anche temi a carattere sociale in un processo di rivalutazione del ruolo femminile e contro il femminicidio e le violenze di genere – ha detto Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna. “Questa iniziativa mira a sensibilizzare e a ricordare il problema della violenza contro le donne. Solo con l’adesione e il coinvolgimento della società in un continuo impegno contro la violenza di genere si contribuirà a quel cambiamento culturale che affermi il valore della dignità, dei diritti e della vita delle donne”.
lunedì 27 agosto 2012
PAOLA PEDRONI CONFERMATA VICE PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA DONNA EMILIA ROMAGNA
FONTE: Confagricoltura
Nel corso dell’ultima riunione svoltasi a Bologna presso la sede di Confagricoltura Emilia Romagna, Confagricoltura Donna Emilia-Romagna ha formalmente eletto i propri vertici confermando gli incarichi assegnati a marzo 2011 quando era stato firmato il primo atto costitutivo. Presidente dell’Associazione regionale è dunque la parmense Marina Di Muzio, già eletta Presidente di Confagricoltura Donna anche a livello nazionale.
“Vogliamo che il lavoro della nostra Associazione possa contribuire a ridare l’importanza che spetta all’Agricoltura come attività economica primaria ed al contempo alle Donne che vi lavorano – ha affermato Di Muzio. Per la buona riuscita delle nostre iniziative puntiamo sul lavoro di squadra e sul territorio”.
Alla Vice Presidenza è stata confermata la ferrarese Paola Pedroni. “L’Associazione – ha evidenziato - sostiene la diretta partecipazione delle donne associate all’attività sindacale; favorisce lo scambio d’informazioni, conoscenze ed esperienze; promuove iniziative d’informazione e formazione professionale; assiste e fornisce consulenza alle imprenditrici e alle future imprenditrici per partecipare a bandi e progetti pubblici; promuove le produzioni tipiche e la valorizzazione dei prodotti agro-alimentari del territorio. Associarsi è il primo passo per dare importanza alle aziende agricole gestite da donne e alle donne nelle aziende agricole”.
“Da settembre – prosegue Paola Pedroni – riprenderemo il nostro impegno su tutti i tavoli istituzionali. Tra i primi obiettivi a livello regionale vorremmo una maggior operatività del Tavolo di Imprenditoria Femminile presso l'Assessorato Regionale Agricoltura. In particolare, chiediamo l’attivazione di azioni specifiche soprattutto riguardo alla situazione post-terremoto nelle aziende agricole condotte da donne. Vogliamo che la nostra associazione diventi la voce e l’ambito d’espressione delle propositive idee delle imprenditrici agricole di Confagricoltura. Per questo stiamo lavorando ad un progetto che porteremo alla prossima riunione del Consiglio nazionale ed intendiamo mettere a breve in cantiere un evento, che si terrà ad ottobre, sul tema "agricoltura e dieta mediterranea".
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Confagricoltura Donna Emilia-Romagna,
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