Fonte: Coldiretti Ferrara
Promozione dell’integrazione tra imprese, attraverso la costituzione di reti di impresa tra giovani imprenditori, per accrescere la competitività, riorganizzare le filiere, migliorare la specializzazione aziendale.
E’ stato pubblicato un nuovo bando per i giovani imprenditori agricoli che intendono aggregarsi tramite lo strumento del contratto di rete. L’ iniziativa viene dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e le domande di partecipazione vanno presentate entro il 2 marzo 2015.
Il bando (pubblicato sulla GURI V Serie Speciale n. 146 del 22.12.2014) è finalizzato a promuovere e sostenere i processi di integrazione tra le imprese, in particolare le imprese agricole condotte da giovani agricoltori, attraverso lo strumento delle reti di impresa e con l'obiettivo di supportare i processi di riorganizzazione della filiera agricola, migliorare la specializzazione e la qualificazione del comparto e accrescere la capacità competitiva e innovativa dell'imprenditorialità agricola nazionale, in particolare sui mercati esteri.
Le reti di imprese devono avere almeno cinque componenti e la maggioranza devono essere condotte da giovani imprenditori. Tali imprese possono essere costituite sia sotto la forma della ditta individuale sia della società agricola con legale rappresentate unico. Nel caso di società agricole dove i poteri di rappresentanza siano distribuiti tra i soci si farà riferimento alle disposizioni della Legge 441/1998.
Inoltre, per presentare domanda di ammissione al beneficio ogni aderente alla rete deve possedere i seguenti requisiti: essere una Pmi in base alla normativa comunitaria e nazionale essere iscritta al registro delle imprese ed essere attiva essere in regola con i versamenti previdenziali, con la normativa relativa alla sicurezza e salute sui posti di lavoro, con gli adempimenti previsti dalla contrattazione collettiva essere autonome tra di loro non aver rimborsato aiuti di stato che lo Stato è stato costretto a recuperare su decisione della Commissione europea non trovarsi in difficoltà non avere legale rappresentate o soci (compresi i conviventi) implicati in provvedimenti giudiziari ai sensi del D.lgs. 159/2011.
Verranno organizzate, a favore delle imprese partecipanti alle tre reti vincitrici del bando, azioni formative e acquisizione di competenze (coaching), mettendo a disposizione, per il periodo di un anno dall'aggiudicazione del bando, un tutor che affiancherà le reti per supportarne lo start up.
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giovedì 15 gennaio 2015
giovedì 6 novembre 2014
ECOMONDO/KEY ENERGY, CONFAGRICOLTURA: “LE RETI FAVORISCONO L’AGGREGAZIONE E LA CRESCITA DELLE PMI AGRICOLE”
Fonte: Confagricoltura
“La legge Competitività n. 116/2014 introduce una disciplina mirata del contratto di rete per le imprese agricole. È un istituto innovativo nel nostro sistema produttivo e realizza un modello di collaborazione tra imprese che consente ad esse, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e la competitività sul mercato”. Lo ha messo in evidenza Confagricoltura nel seminario “Le Reti di Impresa per Innovare e Competere” che ha organizzato oggi nell’ambito di Ecomondo/Key Energy. “L’istituto risponde sostanzialmente all’esigenza di favorire i processi di aggregazione e cooperazione fra le imprese – ha aggiunto Confagricoltura - . Esigenza che è stata già colta anche dal settore agroenergetico con la sottoscrizione di alcuni contratti di reti e lo sviluppo di diverse progettualità”. La nuova disciplina – ha spiegato Confagricoltura - consentirà alle imprese unite in rete di mettere in comune i fattori produttivi (terreni, macchinari, strutture produttive) per accrescere e migliorare la produzione agricola, divisa in natura, cioè ripartita fra le imprese stesse secondo quote stabilite dal contratto di rete. Pertanto, ai fini del conseguimento nel contratto di rete del risultato prefissato, dovranno essere pianificati: gli obiettivi generali “strategici” di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva dei partecipanti; gli obiettivi specifici che costituiscono il presupposto delle attività necessarie per il conseguimento di quelli generali; il programma di rete che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante e le modalità di realizzazione dello scopo condiviso; le modalità di ripartizione del prodotto agricolo realizzato in comune. Alla luce di queste importanti innovazioni normative, il contratto di rete può essere considerato per il settore agricolo un nuovo paradigma che – ha concluso Confagricoltura - può aiutare le PMI agricole ad aumentare la produttività, incrementare, conquistare nuovi mercati, senza doversi fondere o unire sotto il controllo di un unico soggetto. La sua specificità è data dall’essere una fattispecie destrutturata e dunque rimessa, nella costruzione del suo schema organizzativo, alla libera autonomia negoziale. Nel corso del seminario sono state illustrate due interessanti case history di reti nell’agroindustria e nell’agroalimentare. Rete di imprese Precision Farming. Il progetto sull’agricoltura di precisione, è portato avanti dalla rete d’impresa umbra “Innovazione” che vede assieme aziende agricole, industrie di meccanizzazione e ricercatori. Queste le imprese in rete coinvolte nel progetto: Luca Blasi, Arnaldo Caprai, Società agricole Mastri birrai umbri, Sodalizio San Martino, Giovagnoli Alviero, Fondazione per l'istruzione agraria e Cratia (l’ente di ricerca di Confagricoltura Umbria). I partner sono 3A-3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria, Bibus Italia (che si occupa di equipaggiamenti tecnologici e applicazioni automotive legate ai sistemi di sicurezza), Geotop/Topcon (specializzata in topografia, Gps e fotogrammetria) ed il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia. Il concetto di base è quello di conoscere nel dettaglio le aree coltivate e le loro reali esigenze in modo da essere in grado di distribuire le quantità ottimali dei vari mezzi di produzione (sementi, acqua, fertilizzanti, diserbanti, fitofarmaci, ecc.). Grazie al satellite ed al Gps si può georeferenziare (cioè collegare ad un preciso punto del campo) i dati produttivi acquisiti ottimizzando l’impiego dei mezzi di produzione. Si raggiungono così benefici di ordine economico, ma anche di sostenibilità, ridotto impatto ambientale, minori consumi di carburante, maggiore sicurezza e meno stress per gli operatori. Rete di imprese Bio. Il controllo di tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla commercializzazione, è l’obiettivo che ha portato alla costituzione di “Mondobio”, la rete di imprese agroalimentari che opera nel comparto del biologico. Quattro le aziende, tutte emiliano-romagnole, che ne fanno parte: la “Società Agricola Italiana Sementi”, che svolge attività di produzione, commercializzazione e controllo qualità di sementi; la “Apo Conerpo”, organizzazione di produttori ortofrutticoli; “La Cesenate”, che si occupa della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, sia acquistati, sia di produzione propria; la “Alce Nero & Mielizia”, esperta nella commercializzazione di prodotti alimentari biologici. Innovazione di prodotto, diversificazione, miglioramento della qualità, salubrità, genuinità, sono gli obiettivi che la rete si è data creando quattro linee di nuovi prodotti a marchio “Alce Nero”: omogeneizzati di frutta e di verdura biologici; zuppe pronte di verdure e legumi bio; latte vegetale (di soia, riso, miglio, avena, orzo); ragù di carne e vegetali. La rete ha quindi consentito alle quattro aziende in network, pur mantenendo la propria autonomia di business, di mettere a fattore comune attività di eccellenza, per accrescere la propria competitività e capacità innovativa.
“La legge Competitività n. 116/2014 introduce una disciplina mirata del contratto di rete per le imprese agricole. È un istituto innovativo nel nostro sistema produttivo e realizza un modello di collaborazione tra imprese che consente ad esse, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e la competitività sul mercato”. Lo ha messo in evidenza Confagricoltura nel seminario “Le Reti di Impresa per Innovare e Competere” che ha organizzato oggi nell’ambito di Ecomondo/Key Energy. “L’istituto risponde sostanzialmente all’esigenza di favorire i processi di aggregazione e cooperazione fra le imprese – ha aggiunto Confagricoltura - . Esigenza che è stata già colta anche dal settore agroenergetico con la sottoscrizione di alcuni contratti di reti e lo sviluppo di diverse progettualità”. La nuova disciplina – ha spiegato Confagricoltura - consentirà alle imprese unite in rete di mettere in comune i fattori produttivi (terreni, macchinari, strutture produttive) per accrescere e migliorare la produzione agricola, divisa in natura, cioè ripartita fra le imprese stesse secondo quote stabilite dal contratto di rete. Pertanto, ai fini del conseguimento nel contratto di rete del risultato prefissato, dovranno essere pianificati: gli obiettivi generali “strategici” di innovazione e di innalzamento della capacità competitiva dei partecipanti; gli obiettivi specifici che costituiscono il presupposto delle attività necessarie per il conseguimento di quelli generali; il programma di rete che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante e le modalità di realizzazione dello scopo condiviso; le modalità di ripartizione del prodotto agricolo realizzato in comune. Alla luce di queste importanti innovazioni normative, il contratto di rete può essere considerato per il settore agricolo un nuovo paradigma che – ha concluso Confagricoltura - può aiutare le PMI agricole ad aumentare la produttività, incrementare, conquistare nuovi mercati, senza doversi fondere o unire sotto il controllo di un unico soggetto. La sua specificità è data dall’essere una fattispecie destrutturata e dunque rimessa, nella costruzione del suo schema organizzativo, alla libera autonomia negoziale. Nel corso del seminario sono state illustrate due interessanti case history di reti nell’agroindustria e nell’agroalimentare. Rete di imprese Precision Farming. Il progetto sull’agricoltura di precisione, è portato avanti dalla rete d’impresa umbra “Innovazione” che vede assieme aziende agricole, industrie di meccanizzazione e ricercatori. Queste le imprese in rete coinvolte nel progetto: Luca Blasi, Arnaldo Caprai, Società agricole Mastri birrai umbri, Sodalizio San Martino, Giovagnoli Alviero, Fondazione per l'istruzione agraria e Cratia (l’ente di ricerca di Confagricoltura Umbria). I partner sono 3A-3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria, Bibus Italia (che si occupa di equipaggiamenti tecnologici e applicazioni automotive legate ai sistemi di sicurezza), Geotop/Topcon (specializzata in topografia, Gps e fotogrammetria) ed il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia. Il concetto di base è quello di conoscere nel dettaglio le aree coltivate e le loro reali esigenze in modo da essere in grado di distribuire le quantità ottimali dei vari mezzi di produzione (sementi, acqua, fertilizzanti, diserbanti, fitofarmaci, ecc.). Grazie al satellite ed al Gps si può georeferenziare (cioè collegare ad un preciso punto del campo) i dati produttivi acquisiti ottimizzando l’impiego dei mezzi di produzione. Si raggiungono così benefici di ordine economico, ma anche di sostenibilità, ridotto impatto ambientale, minori consumi di carburante, maggiore sicurezza e meno stress per gli operatori. Rete di imprese Bio. Il controllo di tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla commercializzazione, è l’obiettivo che ha portato alla costituzione di “Mondobio”, la rete di imprese agroalimentari che opera nel comparto del biologico. Quattro le aziende, tutte emiliano-romagnole, che ne fanno parte: la “Società Agricola Italiana Sementi”, che svolge attività di produzione, commercializzazione e controllo qualità di sementi; la “Apo Conerpo”, organizzazione di produttori ortofrutticoli; “La Cesenate”, che si occupa della trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, sia acquistati, sia di produzione propria; la “Alce Nero & Mielizia”, esperta nella commercializzazione di prodotti alimentari biologici. Innovazione di prodotto, diversificazione, miglioramento della qualità, salubrità, genuinità, sono gli obiettivi che la rete si è data creando quattro linee di nuovi prodotti a marchio “Alce Nero”: omogeneizzati di frutta e di verdura biologici; zuppe pronte di verdure e legumi bio; latte vegetale (di soia, riso, miglio, avena, orzo); ragù di carne e vegetali. La rete ha quindi consentito alle quattro aziende in network, pur mantenendo la propria autonomia di business, di mettere a fattore comune attività di eccellenza, per accrescere la propria competitività e capacità innovativa.
lunedì 11 agosto 2014
≠CAMPOLIBERO, CONFAGRICOLTURA: IL CONTRATTO DI RETE NUOVA FORMA DI AGGREGAZIONE TRA LE IMPRESE AGRICOLE
Fonte: Confagricoltura
Con una innovativa previsione, fortemente voluta da Confagricoltura, viene introdotto nella legge sulla Competitività (che vara le misure di ‘≠campolibero’) il contratto di rete in agricoltura. La nuova disciplina – spiega Confagricoltura - consentirà alle imprese agricole di mettere in comune i fattori produttivi (terreno, macchinari, strutture produttive) per accrescere e migliorare la produzione agricola e dunque favorire una maggiore competitività per le aziende, con importanti riflessi positivi anche di natura fiscale. Confagricoltura, che aveva sollecitato più volte una misura di questo tipo, è molto soddisfatta anche perché il contratto di rete in agricoltura, quale forma di aggregazione e cooperazione, rappresenta un valido ed efficace strumento sul piano economico e sociale per le PMI agricole. Con le reti in agricoltura il mondo agricolo si appresta a diventare più moderno ed organizzato, più innovativo e competitivo. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda che, in generale, sono 1.550 i contratti di rete ed oltre 7.800 le imprese coinvolte; oltre 350 sono aziende agricole.
Con una innovativa previsione, fortemente voluta da Confagricoltura, viene introdotto nella legge sulla Competitività (che vara le misure di ‘≠campolibero’) il contratto di rete in agricoltura. La nuova disciplina – spiega Confagricoltura - consentirà alle imprese agricole di mettere in comune i fattori produttivi (terreno, macchinari, strutture produttive) per accrescere e migliorare la produzione agricola e dunque favorire una maggiore competitività per le aziende, con importanti riflessi positivi anche di natura fiscale. Confagricoltura, che aveva sollecitato più volte una misura di questo tipo, è molto soddisfatta anche perché il contratto di rete in agricoltura, quale forma di aggregazione e cooperazione, rappresenta un valido ed efficace strumento sul piano economico e sociale per le PMI agricole. Con le reti in agricoltura il mondo agricolo si appresta a diventare più moderno ed organizzato, più innovativo e competitivo. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ricorda che, in generale, sono 1.550 i contratti di rete ed oltre 7.800 le imprese coinvolte; oltre 350 sono aziende agricole.
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