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mercoledì 18 febbraio 2015

MIPAAF: PRESENTATO RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO SULLA COOPERAZIONE AGRICOLA MARTINA: COOPERAZIONE STRUMENTO CHIAVE PER ORGANIZZARE LA FILIERA, SI PUÒ CRESCERE ANCORA SUL FRONTE EXPORT

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha partecipato ieri alla presentazione del Rapporto 2014 dell’Osservatorio sulla cooperazione agricola italiana, presso il Palazzo della Cooperazione a Roma. “Il tema della dimensione aziendale – ha detto Martina – dell’aggregazione dell’offerta e dell’organizzazione è fondamentale e in questo contesto la cooperazione gioca un ruolo chiave. I dati ci dicono che dove c'è cooperazione, c'è maggiore valore aggiunto per i produttori agricoli associati. Dove manca, il territorio è più povero e la filiera molto meno organizzata”. “In quest’anno di governo – ha proseguito il Ministro – abbiamo lavorato per costruire strumenti adeguati a far compiere un salto di qualità al settore. I 130 milioni di euro investiti già a novembre su contratti di filiera, coinvolgendo 2mila agricoltori, vanno in questa direzione. Nel nostro piano di investimenti da 2 miliardi nel triennio 2015-2017 ci sono oltre 600 milioni dedicati ai contratti di rete e filiera, per rendere più competitivo il nostro sistema produttivo”. “Dobbiamo lavorare ancora molto, anche sul fronte estero. Nel 2014, anno non felicissimo dal punto di vista climatico e aggravato dall'embargo russo, abbiamo chiuso con 34,3 miliardi di euro di export agroalimentare come certificato oggi dall’Istat. Abbiamo ancora margini di crescita importanti sui quali stiamo lavorando con il Ministero dello Sviluppo Economico e con le imprese. Vogliamo anche potenziare il ruolo del nostro Istituto di sviluppo agroalimentare, l’Isa, per stare al fianco di soggetti forti che vogliano crescere nelle dimensioni e negli orizzonti”.

giovedì 15 gennaio 2015

COLDIRETTI: UN BANDO PER LE RETI DI IMPRESE AGRICOLE CONDOTTE DA GIOVANI. ENTRO IL 2 MARZO LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE AD ISMEA

Fonte: Coldiretti Ferrara

 Promozione dell’integrazione tra imprese, attraverso la costituzione di reti di impresa tra giovani imprenditori, per accrescere la competitività, riorganizzare le filiere, migliorare la specializzazione aziendale.

E’ stato pubblicato un nuovo bando per i giovani imprenditori agricoli che intendono aggregarsi tramite lo strumento del contratto di rete. L’ iniziativa viene dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) e le domande di partecipazione vanno presentate entro il 2 marzo 2015. Il bando (pubblicato sulla GURI V Serie Speciale n. 146 del 22.12.2014) è finalizzato a promuovere e sostenere i processi di integrazione tra le imprese, in particolare le imprese agricole condotte da giovani agricoltori, attraverso lo strumento delle reti di impresa e con l'obiettivo di supportare i processi di riorganizzazione della filiera agricola, migliorare la specializzazione e la qualificazione del comparto e accrescere la capacità competitiva e innovativa dell'imprenditorialità agricola nazionale, in particolare sui mercati esteri. Le reti di imprese devono avere almeno cinque componenti e la maggioranza devono essere condotte da giovani imprenditori. Tali imprese possono essere costituite sia sotto la forma della ditta individuale sia della società agricola con legale rappresentate unico. Nel caso di società agricole dove i poteri di rappresentanza siano distribuiti tra i soci si farà riferimento alle disposizioni della Legge 441/1998. Inoltre, per presentare domanda di ammissione al beneficio ogni aderente alla rete deve possedere i seguenti requisiti: essere una Pmi in base alla normativa comunitaria e nazionale essere iscritta al registro delle imprese ed essere attiva essere in regola con i versamenti previdenziali, con la normativa relativa alla sicurezza e salute sui posti di lavoro, con gli adempimenti previsti dalla contrattazione collettiva essere autonome tra di loro non aver rimborsato aiuti di stato che lo Stato è stato costretto a recuperare su decisione della Commissione europea non trovarsi in difficoltà non avere legale rappresentate o soci (compresi i conviventi) implicati in provvedimenti giudiziari ai sensi del D.lgs. 159/2011. Verranno organizzate, a favore delle imprese partecipanti alle tre reti vincitrici del bando, azioni formative e acquisizione di competenze (coaching), mettendo a disposizione, per il periodo di un anno dall'aggiudicazione del bando, un tutor che affiancherà le reti per supportarne lo start up.

lunedì 22 aprile 2013

CIA FERRARA: COLLABORARE PER CRESCERE

Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara  

La Cia di Ferrara promuove lo strumento delle reti di imprese, una modalità di collaborazione tra aziende agricole che potrebbe portare molti vantaggi.

Collaborare per ottenere prezzi adeguati nell’acquisto di fattori produttivi, mettere in comune le esperienze e avere una maggiore forza sui mercati nazionali e internazionali, in due parole: fare rete. La Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara ha incontrato gli imprenditori agricoli, soprattutto under 40, per discutere della possibilità di creare sul territorio delle reti di imprese. Obiettivo dell’associazione è quello di far conoscere, anche attraverso la parola di esperti del settore, questa modalità di collaborazione tra aziende che potrebbe diventare, soprattutto in tempi di crisi, una soluzione concreta alle difficoltà delle singole realtà produttive. Nei prossimi mesi la Cia sarà a disposizione per incontrare tutte le imprese che vorranno unirsi e creare una rete, uno strumento ancora poco utilizzata nel mondo agricolo ferrarese. Sono molti i vantaggi competitivi e gestionali che derivano all’unire una serie di aziende agricole in una rete, primo fra tutti la possibilità di creare un unico soggetto con potere contrattuale maggiore. Perché una rete di imprese – in base alla L. 122 del luglio 2010 – è sancita da un contratto che, come dice la legge stessa, “unisce più imprenditori che perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato..”. Un contratto che non ha i vincoli di una società vera e propria e nemmeno i suoi costi e prevede unicamente un piccolo investimento iniziale che va a costituire il fondo patrimoniale della rete. Uno strumento snello ed efficace, dunque, che consente alle imprese di mantenere potere decisionale nella gestione interna e, allo stesso tempo, di porsi nei confronti di fornitori e mercati in maniera completamente diversa. «Le reti d’impresa in agricoltura – spiega Lorenzo Boldrini presidente provinciale di Cia Ferrara a margine di un incontro con le imprese associate – sono una possibilità davvero interessante che la nostra associazione sta promuovendo tra gli imprenditori. Per uscire dall’isolazionismo e dalle difficoltà di ricavare un reddito adeguato, le aziende devono entrare nell’ottica della collaborazione non solo casuale ma continuativa. Aderire ad una rete d’imprese significa, ad esempio, andare dal rivenditore di prodotti agricoli ed ottenere prezzi più bassi; poter acquistare e utilizzare attrezzature e macchine moderne che migliorano il lavoro in azienda ed avere una massa critica di prodotto adeguata alla commercializzazione, magari anche su mercati che erano prima preclusi come quello della Grande Distribuzione o dell’export. Un altro aspetto positivo – conclude Boldrini – è l’indipendenza patrimoniale e decisionale che ogni azienda mantiene all’interno della rete, fattore che consente una mobilità assoluta verso l’interno o l’esterno. La nostra associazione si propone, nei prossimi mesi, di diventare un punto di riferimento per tutte le aziende, e ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, che vorranno cogliere questa importante occasione competitiva.»