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giovedì 29 gennaio 2015

CIA FERRARA: EXPORT, AGGREGAZIONE E BIOLOGICO: I PROGETTI ANTI-CRISI PER LA FRUTTICOLTURA

Fonte: Ufficio Stampa Cia Ferrara  

Cia Ferrara e Apofruit hanno fatto il punto sulla situazione del settore e sulle azioni necessarie per uscire dalla crisi, ormai strutturale, degli ultimi quattro anni

«La fotografia del settore frutticolo ferrarese, in particolare di quello pericolo mostra, negli ultimi quattro anni, una crisi strutturale che penalizza il reddito delle aziende e fa diminuire, con un ritmo centinaia di ettari ogni anno, la superficie coltivata a frutteto». Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara, ha fatto il punto sulla situazione del settore nel corso del convegno “Progetti anti-crisi per la frutticoltura ferrarese”, organizzato con Apofruit e Riff 98. «I nostri prodotti, in particolare le pere – continua Calderoni – stanno perdendo quote di mercato, occupate dai prodotti belgi e olandesi. E’ vero che tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 le vendite di pere sono aumentate del 30% ma il valore totale delle vendite, a causa dei prezzi pagati alla produzione, è diminuito, tanto che le aziende copriranno a fatica i costi di produzione. Una situazione strutturale iniziata nel 2011 e causata anche dalla difficoltà di aggregazione dei produttori, che finisce per penalizzare prodotti di eccellenza, come la pera Abate, sui mercati e nei consumi. Cia Ferrara, - ha detto il presidente – con Agrinsieme e in collaborazione con Organizzazioni di Produttori e Cooperative, sta cercando una soluzione a questa crisi, attraverso una serie di proposte concrete. Tra queste ci sono sicuramente: la tempestività nell’aggredire i mercati, anche quelli più lontani come la Cina e l’India; la ricerca di nuove varietà più resistenti e produttive; la creazione di piattaforme commerciali dedicate; lo sviluppo delle produzioni biologiche; il percorso di aggregazione delle aziende agricole e, non ultima, la necessità di trasformare il prodotto pera in un vero e proprio brand, con un forte valore aggiunto in termini di immagine». Soluzioni e proposte ampiamente condivise da Ilenio Bastoni, direttore generale Apofruit che, dopo aver spiegato le peculiarità e i progetti della Cooperativa - che associa oltre 3.600 aziende (quasi 2000 in Emilia-Romagna) – ha ribadito l’importanza di export, biologico e innovazione varietale. «La nostra cooperativa – ha spiegato Bastoni – punta fortemente alla valorizzazione del prodotto che deve essere competitivo e appetibile per i mercati esteri. Uno dei nostri obiettivi è quello di portare la pera e l’ortofrutta italiana anche in Cina dove, attualmente, può esportare solo il Belgio. Sono dunque Stati Uniti ed Asia, in particolare, i nuovi mercati da conquistare attraverso prodotti di qualità e promozione di marchi che risultino adatti alle esigenze di una nuova categoria di consumatori, soprattutto di classe medio-alta. Apofruit – continua il direttore generale – sta investendo in ricerca varietale con la Falstaff, ottenuta in oltre 20 anni di attività di miglioramento genetico sulla Abate Fétel. Un frutto resistente, conservabile per lunghi periodi che appare di grossa dimensione e di un bel colore rosso, apprezzato dai paesi del medio e lontano Oriente. La nostra cooperativa punta moltissimo anche sul biologico, unico comparto che continua a mostrare segni di crescita e sul quale stiamo investendo in termini di commercializzazione e promozione nella GDO. Sono dunque l’aggregazione, l’internazionalizzazione e il rafforzamento della marca – conclude Bastoni - i fattori che possono rendere il lavoro delle imprese agricole remunerativo.»

giovedì 27 febbraio 2014

AGROSSERVA: PER SUPERARE IL GAP DELL’AGRICOLTURA NELLA REMUNERAZIONE DELLA FILIERA, AGRINSIEME PUNTA ALL’ AGGREGAZIONE

Fonte: Agrinsieme

“E’ un prodotto nuovo che coglie nel segno e che, fornendoci un quadro aggiornato just in time sulle principali tendenze del settore agricolo, risulta estremamente utile per misurare gli effetti di una strategia politica nazionale”. Lo ha osservato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, intervenuto in rappresentanza di Agrinsieme alla presentazione del secondo numero di AgrOsserva, il bollettino trimestrale realizzato da Unioncamere e Ismea sulla congiuntura agricola. Di particolare interesse ed originalità l’elaborazione di un indice che illustra quanto la spesa agroalimentare va a remunerare i diversi attori della filiera.”Per l’agricoltura, al netto dei contributi diretti, rimangono solo 1,80 euro per la remunerazione dell’attività d’impresa agricola. E’ una situazione di forte compressione della componente agricola nella filiera – ha spiegato Guidi - di cui bisogna farsi carico”. Una cosa però va sottolineata: “Quando siamo in presenza di strutture aggregate, il valore aggiunto non viene disperso – ha aggiunto il rappresentante di Agrinsieme -. E’ per questo che occorre favorire le misure di concentrazione dell’offerta, puntando ad esempio sulle cooperative. Con la modifica della Legge 102 sulla regolazione dei mercati, attualmente in fase di revisione, potremmo apportare in tal senso novità significative, sulle quali ci giochiamo un bel pezzo di futuro. Il nostro Paese deve fare scelte di discontinuità, anche se difficile, e puntare sull’aggregazione. Il tempo dei solisti è finito”.

MARTINA: NON DISCUTERE PIU’ DEI VECCHI SCHEMI, NELL’AGROALIMENTARE ITALIANO SERVE AGGREGAZIONE E UN PIANO UNITARIO NAZIONALE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

“Credo che non sia più il tempo per discutere di vecchi schemi, lo scenario muta in modo veloce e profondo. Dobbiamo averne piena consapevolezza e agire di conseguenza. I dati che sono stati illustrati oggi ci aiutano a farlo: con questa fotografia del sistema agroalimentare italiano abbiamo una base comune per impostare un dialogo e occuparci delle strategie che devono essere messe in atto. Nell’agroalimentare italiano c'è il meglio dell'innovazione del Paese e dispiace vedere che quel potenziale si incastra in dinamiche che impediscono a questa energia ad esplodere. Dobbiamo cambiare passo e dobbiamo farlo adesso, mettendo in chiaro che questo mondo è un pilastro fondamentale della ripresa del Paese, che può dettare la sua agenda” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, intervenendo alla alla Tavola rotonda di presentazione del secondo numero di “AgrOsserva”, l’Osservatorio trimestrale sulla congiuntura dell’agroalimentare italiano realizzato da Ismea e Unioncamere. All’incontro, che si è tenuto nella Sala Cavour del Mipaaf, hanno partecipato Arturo Semerari, Presidente di Ismea, Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere, Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti e Mario Guidi, Presidente di Confagricoltura in rappresentanza di Agrinsieme. “Abbiamo a disposizione – ha spiegato il Ministro Martina – diversi strumenti. Mi riferisco alle scelte sulla nuova Pac e al Collegato agricoltura, che possono far assumere all’agroalimentare la centralità che merita. Il primo grande tema che deve essere affrontato a breve è legato al costo del lavoro. Bisogna ridurre la discrasia tra quanto viene speso dalle imprese e quanto rimane al lavoratore e quella tra il prezzo del prodotto e il reddito che resta in mano agli agricoltori. Su questo ci giochiamo una partita importante”. “Adesso – ha aggiunto ancora il Ministro – possiamo fare scelte tutt'altro che banali, possiamo dare l’avvio a un piano di azione ragionato, coordinato e strategico. Si coglie ovunque, da Nord a Sud la necessita di costruire un piano strategico complessivo. Quando quel tessuto formidabile di piccole e medie imprese, che adesso ha subito un colpo tremendo, ha sperimentato l’aggregazione vera sono state fatte azioni molto efficaci. Non abbiamo oggi grandi player nazionali in grado di farlo, quindi bisogna che spingiamo su questa direzione. Mi piacerebbe essere – ha concluso il Ministro – il celebrante di un matrimonio che possa portare a una visione unitaria nazionale da parte di tutti gli attori in campo”.

giovedì 27 settembre 2012

ORTOFRUTTA, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): "IL NOSTRO SISTEMA DI IMPRESE PUO’ ESSERE COMPETITIVO IN EUROPA, SERVE LA VOLONTA' POLITICA DI RENDERLO VINCENTE"

Fonte: Confagricoltura

 "Siamo stati rinunciatari nella sfida della competitività. Il nostro sistema, basato sulle piccole e medie imprese familiari, può essere assolutamente competitivo con quelli degli altri Paesi europei, se liberato dal giogo della burocrazia e inserito in una più estesa e solida rete di aggregazione". Così il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi è intervenuto al convegno "Filiera ortofrutta italiana - Aggregazione, Interprofessione, Internazionalizzazione", tenutosi questa mattina al Macfrut di Cesena. "Oggi - ha proseguito Guidi - abbiamo l'occasione per pensare in grande e accettare le sfide della competitività e della produttività. Possiamo pensare ad un settore dell'ortofrutta leader sui mercati. Tutto questo se ci sarà non solo la volontà delle imprese, ma anche la volontà politica di farlo. Per raggiungere questi obiettivi, in termini di leadership ed export, serve una politica che si occupi del costo del lavoro, delle problematiche fitosanitarie, che in realtà sono barriere commerciali mascherate create da altri Paesi ai nostri prodotti, e di una spinta verso l'internazionalizzazione".

MACFRUT, CATANIA: AGGREGAZIONE E QUALITA’ RISPOSTE PER ORTOFRUTTA ITALIANA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 

 “Se mi si chiede se l’aggregazione dell’offerta è una risposta per l’ortofrutta italiana e per ottenere un maggiore reddito per gli agricoltori io non posso che rispondere di sì. Nello stesso tempo è evidente che non può essere l’unica risposta e che anche le forme di aggregazione a cui siamo abituati e che conosciamo devono essere migliorate. L’art 62 ha un ruolo importante nel restituire redditività agli agricoltori italiani. È stata una battaglia difficile che ci ha visti discutere, anche animatamente, con il mondo della grande distribuzione ma un effetto lo ha sicuramente già avuto in quanto la GDO ha cambiato atteggiamento nei confronti del settore primario”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, intervenendo al convegno ‘Filiera ortofrutticola italiana: aggregazione, interprofessione, internazionalizzazione’ che si è svolto a Cesena al MacFrut. “La metà della quantità dell’ortofrutta italiana – ha proseguito il Ministro Catania – viene prodotta nel Mezzogiorno e lì, come è noto, ci sono delle condizioni di mercato in un rapporto con il mondo della cooperazione e gli strumenti della aggregazione imparagonabili a quelli che troviamo qui nell’organizzatissima Emilia Romagna. Per poter riuscire a far fare un salto di qualità a tutto il settore, è evidente che ci dobbiamo occupare di riorganizzare quella parte del mondo produttivo del Paese”. “Il mondo della cooperazione - ha concluso Catania - è sicuramente un punto di riferimento importante, tutelato peraltro dalla Costituzione italiana, per il Paese e per il mondo del lavoro. Detto questo, è però evidente che, per fare in modo che gli sia riconosciuto il suo ruolo, deve mantenere le sue caratteristiche peculiari per non correre il rischio di proseguire nel percorso di omologazione con le imprese private. Sono sempre stato convinto che la cooperazione sia una ricchezza per la nostra società e per questo vi incoraggio a mantenere quelle differenze che vi contraddistinguono”.