Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
Rabboni: una posizione unitaria dell'Italia per avere dalla Ue risposte adeguate alle difficoltà del settore. De Castro: fare gioco di squadra. Dalla Pac al nostro paese 6,3 miliardi di euro all'anno.
Bologna - Reciprocità di regole qualitative, commerciali e fitosanitarie tra i paesi europei ed extraeuropei; un ruolo più forte delle Organizzazioni dei produttori anche su scala transnazionale per governare meglio l’offerta sui mercati; reti protettive per affrontare le crisi di mercato attraverso fondi mutualistici e possibilità di ritiro delle produzioni eccedentarie; trasparenza e nuovi strumenti contrattuali nei rapporti con la grande distribuzione; una politica più incisiva per contrastare il calo generalizzato dei consumi domestici di frutta e verdura. Sono queste le richieste a sostegno del comparto ortofrutticolo che arrivano dall’Emilia-Romagna, in vista della definizione della nuova politica agricola comune 2014-2020. A formularle è stato oggi a Bologna l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni che ha aperto i lavori del convegno “Nuova Pac ed ortofrutta: la posizione italiana” organizzato dalla Regione Emilia-Romagna.
“Nonostante i forti investimenti in qualità e innovazione, l’ortofrutta italiana ed emiliano-romagnola continua a soffrire di una bassa redditività - ha sottolineato Rabboni - Vogliamo che nella nuova Pac ci sia una risposta adeguata alle difficoltà di questo importante comparto. Perché ciò accada occorre però che l’Italia definisca proposte chiare e di alto profilo, con una posizione unitaria e condivisa nei confronti dell’Unione europea”. Di “gioco di squadra” ha parlato anche il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo de Castro. “E’ importante – ha detto, ricordando che dalla politica agricola comune arrivano all’Italia ogni anno 6,3 miliardi di euro - cercare di mettere insieme Stato, Regioni e noi parlamentari europei per cercare di difendere quella che oggi è la più importante politica dell’Unione europea sia in termini di risorse finanziare che di impatto economico sociale. Bisogna rafforzare il principio di una Pac che non serve solo agli agricoltori ma a tutti i cittadini europei e costruire un percorso che veda l’Italia protagonista”. Con una PLV pari a circa 1, 1 miliardi di euro, pari al 30% del totale regionale, l’Emilia-Romagna è una delle regioni forti dell’ortofrutta europeo. Una realtà che in questi anni ha fortemente investito in qualità e organizzazione con 14 mila aziende, pari al 50% del totale, organizzate in OP, una produzione integrata che ha raggiunto i 96 mila ettari e un biologico in forte crescita. In Emilia-Romagna hanno le loro radici alcuni grandi gruppi ortofrutticoli, leader a livello nazionale e internazionale e ogni anno si tiene, a Cesena, il Macfrut, la più importante manifestazione fieristica del settore a livello nazionale e la seconda in Europa. Al convegno sono intervenuti anche Mario Catania del Ministero delle politiche agricole, i rappresentanti nazionali di Coldiretti, Confagricotura, Cia, Copagri, Legacoop agroalimentare, Confcooperative Fedagri, e delle principali Unioni di prodotto
lunedì 31 gennaio 2011
venerdì 28 gennaio 2011
EX ZUCCHERIFICIO DI BONDENO, SIGLATO L'ACCORDO PER LA REALIZZAZIONE DEL PASTIFICIO.
Fonte: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa
L'assessore Rabboni: "Una nuova azienda che darà occupazione ai lavoratori dell'ex zuccherificio e creerà nuove prospettive per il territorio".
Bologna – E’ stato siglato oggi in Regione l’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio di Bondeno, in provincia di Ferrara. Il testo conferma le indicazioni emerse nella riunione dello scorso 18 gennaio: sarà realizzato uno stabilimento per la produzione di pasta fresca, piatti pronti e pizza.
L’accordo puntualizza gli impegni di tutte le parti, e in particolare prevede che i lavoratori dell’ex zuccherificio restino alle dipendenze di Finbieticola fino all’avvio delle attività nel nuovo impianto produttivo. Per l’avvio dei lavori si prevede di ottenere le autorizzazioni entro il 31 agosto, e saranno necessari circa 24 mesi di cantiere.
“Con la firma dell’accordo – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - parte il conto alla rovescia per la realizzazione di questa nuova attività manifatturiera, che darà uno sbocco occupazionale ai lavoratori dell’ex zuccherificio ma non solo, perché si daranno prospettive certe di lavoro a giovani e adulti del territorio. Vigileremo sullo stato di avanzamento dei lavori, l’accordo prevede che ogni sei mesi la Regione convochi una riunione verificare lo stato di attuazione”.
All’incontro odierno erano presenti, oltre all’assessore Rabboni, il presidente di Finbieticola Guido Vivarelli Colonna, la presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra, il sindaco di Bondeno Alan Fabbri, il presidente di Sipro Gianluca Vitarelli, i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati di categoria.
L'assessore Rabboni: "Una nuova azienda che darà occupazione ai lavoratori dell'ex zuccherificio e creerà nuove prospettive per il territorio".
Bologna – E’ stato siglato oggi in Regione l’accordo per la riconversione dell’ex zuccherificio di Bondeno, in provincia di Ferrara. Il testo conferma le indicazioni emerse nella riunione dello scorso 18 gennaio: sarà realizzato uno stabilimento per la produzione di pasta fresca, piatti pronti e pizza.
L’accordo puntualizza gli impegni di tutte le parti, e in particolare prevede che i lavoratori dell’ex zuccherificio restino alle dipendenze di Finbieticola fino all’avvio delle attività nel nuovo impianto produttivo. Per l’avvio dei lavori si prevede di ottenere le autorizzazioni entro il 31 agosto, e saranno necessari circa 24 mesi di cantiere.
“Con la firma dell’accordo – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni - parte il conto alla rovescia per la realizzazione di questa nuova attività manifatturiera, che darà uno sbocco occupazionale ai lavoratori dell’ex zuccherificio ma non solo, perché si daranno prospettive certe di lavoro a giovani e adulti del territorio. Vigileremo sullo stato di avanzamento dei lavori, l’accordo prevede che ogni sei mesi la Regione convochi una riunione verificare lo stato di attuazione”.
All’incontro odierno erano presenti, oltre all’assessore Rabboni, il presidente di Finbieticola Guido Vivarelli Colonna, la presidente della Provincia di Ferrara Marcella Zappaterra, il sindaco di Bondeno Alan Fabbri, il presidente di Sipro Gianluca Vitarelli, i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati di categoria.
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IL COPA-COGECA EVIDENZIA LA NECESSITÀ DI UNA PAC DINAMICA PER RISPONDERE ALLA DOMANDA ALIMENTARE CRESCENTE IN OCCASIONE DI UN'AUDIZIONE ALL'UE
Fonte: Copa - Cogeca
Di fronte all'estrema volatilità dei mercati e alla domanda alimentare crescente, i dirigenti agricoli dell'UE hanno sottolineato oggi, in occasione di un'audizione, la necessità di disporre di una politica agricola comune dinamica, che mantenga la capacità di produzione e la posizione competitiva degli agricoltori europei.
Intervenendo all'audizione al Parlamento europeo, Padraig Walshe, Presidente del Copa, ha dichiarato: "Il mercato non è mai stato così volatile. Allo stesso tempo, la domanda alimentare mondiale dovrebbe però più che raddoppiare entro il 2050. È quindi essenziale una PAC forte, incentrata sul rafforzamento del ruolo economico degli agricoltori che consiste nel fornire prodotti alimentari e servizi. I pagamenti diretti per gli agricoltori attivi e le misure destinate alla gestione del mercato sono di primaria importanza per assicurare la stabilità ai 13,4 milioni
di agricoltori e ai 500 milioni di consumatori dell'UE".
Ha poi aggiunto: "È anche indispensabile la politica comunitaria di sviluppo rurale per mantenere i 28 milioni di posti di lavoro nelle zone rurali. Tuttavia, riteniamo che occorra aggiungere una quarta priorità alla politica rurale, vale a dire la promozione di imprese agricole e di organizzazioni di produttori più competitive e più redditizie che percepiscano maggiori introiti dal mercato. Sono essenziali anche i pagamenti destinati alle zone svantaggiate al fine di mantenere l'occupazione nelle aree rurali ed è indispensabile che rimangano nel secondo pilastro della PAC. In aggiunta, un ulteriore inverdimento della PAC, come suggerito dalla Commissione, non deve minare la posizione competitiva del settore agroalimentare europeo o mettere a repentaglio la capacità produttiva degli agricoltori europei. Ciò è inaccettabile tanto più che l'UE è già molto più avanzata rispetto ad altri paesi in termini di inverdimento della sua agricoltura, il che colloca gli agricoltori europei in una condizione di svantaggio competitivo".
Paolo Bruni, Presidente della Cogeca, ha insistito sul fatto che gli introiti ricavati dal mercato subiscono una costante erosione e che i piani della Commissione per la futura PAC non contemplano delle misure necessarie a garantire un corretto funzionamento della filiera alimentare. "Per assicurare che gli agricoltori ricavino dal mercato una parte più cospicua del loro reddito, occorre consolidare la loro posizione e quella delle loro cooperative nella catena alimentare. Il modo migliore per conseguire tale scopo consiste nel rivedere le norme europee in materia di concorrenza per consentire alle organizzazioni di produttori, come le cooperative, di
crescere di dimensioni e di scala, aumentando la loro competitività e contribuendo a ripristinare l’equilibrio nella filiera alimentare. Abbiamo bisogno anche di mercati a termine sicuri per aiutare gli agricoltori e le cooperative agricole a proteggersi dai rischi".
Il Presidente della Cogeca ha dichiarato in conclusione che è fondamentale che la PAC disponga di un bilancio europeo forte per garantire un settore agroalimentare dinamico negli anni a venire".
Di fronte all'estrema volatilità dei mercati e alla domanda alimentare crescente, i dirigenti agricoli dell'UE hanno sottolineato oggi, in occasione di un'audizione, la necessità di disporre di una politica agricola comune dinamica, che mantenga la capacità di produzione e la posizione competitiva degli agricoltori europei.
Intervenendo all'audizione al Parlamento europeo, Padraig Walshe, Presidente del Copa, ha dichiarato: "Il mercato non è mai stato così volatile. Allo stesso tempo, la domanda alimentare mondiale dovrebbe però più che raddoppiare entro il 2050. È quindi essenziale una PAC forte, incentrata sul rafforzamento del ruolo economico degli agricoltori che consiste nel fornire prodotti alimentari e servizi. I pagamenti diretti per gli agricoltori attivi e le misure destinate alla gestione del mercato sono di primaria importanza per assicurare la stabilità ai 13,4 milioni
di agricoltori e ai 500 milioni di consumatori dell'UE".
Ha poi aggiunto: "È anche indispensabile la politica comunitaria di sviluppo rurale per mantenere i 28 milioni di posti di lavoro nelle zone rurali. Tuttavia, riteniamo che occorra aggiungere una quarta priorità alla politica rurale, vale a dire la promozione di imprese agricole e di organizzazioni di produttori più competitive e più redditizie che percepiscano maggiori introiti dal mercato. Sono essenziali anche i pagamenti destinati alle zone svantaggiate al fine di mantenere l'occupazione nelle aree rurali ed è indispensabile che rimangano nel secondo pilastro della PAC. In aggiunta, un ulteriore inverdimento della PAC, come suggerito dalla Commissione, non deve minare la posizione competitiva del settore agroalimentare europeo o mettere a repentaglio la capacità produttiva degli agricoltori europei. Ciò è inaccettabile tanto più che l'UE è già molto più avanzata rispetto ad altri paesi in termini di inverdimento della sua agricoltura, il che colloca gli agricoltori europei in una condizione di svantaggio competitivo".
Paolo Bruni, Presidente della Cogeca, ha insistito sul fatto che gli introiti ricavati dal mercato subiscono una costante erosione e che i piani della Commissione per la futura PAC non contemplano delle misure necessarie a garantire un corretto funzionamento della filiera alimentare. "Per assicurare che gli agricoltori ricavino dal mercato una parte più cospicua del loro reddito, occorre consolidare la loro posizione e quella delle loro cooperative nella catena alimentare. Il modo migliore per conseguire tale scopo consiste nel rivedere le norme europee in materia di concorrenza per consentire alle organizzazioni di produttori, come le cooperative, di
crescere di dimensioni e di scala, aumentando la loro competitività e contribuendo a ripristinare l’equilibrio nella filiera alimentare. Abbiamo bisogno anche di mercati a termine sicuri per aiutare gli agricoltori e le cooperative agricole a proteggersi dai rischi".
Il Presidente della Cogeca ha dichiarato in conclusione che è fondamentale che la PAC disponga di un bilancio europeo forte per garantire un settore agroalimentare dinamico negli anni a venire".
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MASSIMO GARGANO (A.N.B.I.): ANNUNCIATO A NOVARA UN CONGRESSO INTERNAZIONALE PER IL PROSSIMO LUGLIO
Fonte: Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni)
“CALCOLEREMO IL VALORE ECONOMICO DELLA FUNZIONE AMBIENTALE SVOLTA DALL’IRRIGAZIONE. L’AGRICOLTURA NON SPRECA L’ACQUA ED I CAMPI NON SONO LA CAUSA BENSI’ LE VITTIME DI INQUINAMENTI CREATI ALTROVE”
“Non è sufficiente ribattere puntualmente, ma bisogna dare una risposta di sistema a chi, per evidente pregiudizio culturale o non conoscenza, insiste nell’accusare l’agricoltura di consumare troppa acqua. La stiamo approntando e, insieme alle Organizzazioni Professionali Agricole e ad autorevoli rappresentanti del sistema territoriale, nonchè con l’ausilio scientifico del mondo accademico, daremo un valore al beneficio ambientale apportato dall’irrigazione e che è ben rappresentato da almeno due questioni di grande importanza per il futuro della stessa vita, quali la ricarica delle falde acquifere ed il contrasto alla loro salinizzazione.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, annunciando a Novara, in occasione della Conferenza Organizzativa dei consorzi di Piemonte e Lombardia, l’organizzazione di un Congresso Internazionale per l’inizio del mese di luglio a Roma.
“Va anche ricordato – prosegue Gargano - che dalla disponibilità irrigua dipende l’84% di quel made in Italy agroalimentare indicato, da una recente ricerca, come il secondo motivo, dopo il patrimonio artistico e territoriale, per il quale un turista sceglie di soggiornare in Italia. Non è certo l’agricoltura – attacca il Presidente A.N.B.I. - a minare la qualità dell’acqua, anzi sono i campi a rischiare di essere vittime di inquinamenti derivati da altri settori produttivi!”
In campagna per altro, grazie all’innovazione tecnologica ed al miglioramento delle pratiche agronomiche, è notevolmente diminuito l’utilizzo della risorsa idrica; ciò risponde alla richiesta delle imprese di migliorare la competitività nel mercato delle produzioni agricole e poi - ribadisce Gargano - l’ acqua in agricoltura viene usata e non consumata, perché restituita integra allo stesso ambiente, dal quale viene prelevata.
“I consorzi di bonifica – insiste il Presidente A.N.B.I. – sono, da sempre, alfieri di quella necessaria sensibilità verso le tematiche idriche, oggi indotta da recenti e ripetuti eventi climatici talvolta anche disastrosi; ne è ulteriore prova il progetto Irriframe, di cui è in fase di avvio la concreta attuazione: attraverso un sistema informatico, che combinerà più fattori, ciascun agricoltore riceverà via sms o sul computer, precise indicazioni sulle modalità e le tempistiche irrigue al fine di ottimizzare l’uso dell’acqua. Accanto alla gestione dell’irrigazione va anche evidenziata la costante attività dei consorzi nella salvaguardia idrogeologica del territorio, per la quale - conclude Gargano - va incentivata, soprattutto in un momento di scarse risorse economiche, la collaborazione con i Comuni, avendo come base la convenzione in essere tra A.N.B.I. ed A.N.C.I.”
“CALCOLEREMO IL VALORE ECONOMICO DELLA FUNZIONE AMBIENTALE SVOLTA DALL’IRRIGAZIONE. L’AGRICOLTURA NON SPRECA L’ACQUA ED I CAMPI NON SONO LA CAUSA BENSI’ LE VITTIME DI INQUINAMENTI CREATI ALTROVE”
“Non è sufficiente ribattere puntualmente, ma bisogna dare una risposta di sistema a chi, per evidente pregiudizio culturale o non conoscenza, insiste nell’accusare l’agricoltura di consumare troppa acqua. La stiamo approntando e, insieme alle Organizzazioni Professionali Agricole e ad autorevoli rappresentanti del sistema territoriale, nonchè con l’ausilio scientifico del mondo accademico, daremo un valore al beneficio ambientale apportato dall’irrigazione e che è ben rappresentato da almeno due questioni di grande importanza per il futuro della stessa vita, quali la ricarica delle falde acquifere ed il contrasto alla loro salinizzazione.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, annunciando a Novara, in occasione della Conferenza Organizzativa dei consorzi di Piemonte e Lombardia, l’organizzazione di un Congresso Internazionale per l’inizio del mese di luglio a Roma.
“Va anche ricordato – prosegue Gargano - che dalla disponibilità irrigua dipende l’84% di quel made in Italy agroalimentare indicato, da una recente ricerca, come il secondo motivo, dopo il patrimonio artistico e territoriale, per il quale un turista sceglie di soggiornare in Italia. Non è certo l’agricoltura – attacca il Presidente A.N.B.I. - a minare la qualità dell’acqua, anzi sono i campi a rischiare di essere vittime di inquinamenti derivati da altri settori produttivi!”
In campagna per altro, grazie all’innovazione tecnologica ed al miglioramento delle pratiche agronomiche, è notevolmente diminuito l’utilizzo della risorsa idrica; ciò risponde alla richiesta delle imprese di migliorare la competitività nel mercato delle produzioni agricole e poi - ribadisce Gargano - l’ acqua in agricoltura viene usata e non consumata, perché restituita integra allo stesso ambiente, dal quale viene prelevata.
“I consorzi di bonifica – insiste il Presidente A.N.B.I. – sono, da sempre, alfieri di quella necessaria sensibilità verso le tematiche idriche, oggi indotta da recenti e ripetuti eventi climatici talvolta anche disastrosi; ne è ulteriore prova il progetto Irriframe, di cui è in fase di avvio la concreta attuazione: attraverso un sistema informatico, che combinerà più fattori, ciascun agricoltore riceverà via sms o sul computer, precise indicazioni sulle modalità e le tempistiche irrigue al fine di ottimizzare l’uso dell’acqua. Accanto alla gestione dell’irrigazione va anche evidenziata la costante attività dei consorzi nella salvaguardia idrogeologica del territorio, per la quale - conclude Gargano - va incentivata, soprattutto in un momento di scarse risorse economiche, la collaborazione con i Comuni, avendo come base la convenzione in essere tra A.N.B.I. ed A.N.C.I.”
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mercoledì 26 gennaio 2011
DOP e IGP - Le Regioni europee presentano le loro proposte di modifica al "pacchetto qualità".
FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA
Rabboni: "da Ciolos e De Castro un primo positivo riscontro. E' un buon inizio". Tra le richieste: dare ai Consorzi la possibilità di regolare la produzione di fronte a crisi di mercato.
Bologna - “Le proposte di modifica al pacchetto qualità che ho illustrato anche a nome delle altre Regioni europee hanno ottenuto un primo positivo riscontro. In particolare da parte del Commissario all’agricoltura Dacian Ciolos per quanto riguarda la protezione extra Ue dei prodotti Dop e Igp, e del presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro sul rafforzamento del ruolo dei Consorzi di tutela. E’ un buon inizio. Altri incontri seguiranno per approfondire il confronto su questi temi di grande importanza per l’agricoltura di molti paesi europei”. Così Tiberio Rabboni assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna e presidente di Arepo, l’associazione delle Regioni europee dei prodotti d’origine, ha commentato l’incontro svoltosi ieri a Bruxelles per discutere il “pacchetto qualità “ adottato dalla Commissione europea nel dicembre scorso. Tre in particolare le proposte avanzate da Rabboni: dare ai Consorzi di tutela la possibilità di regolare la produzione dei prodotti DOP e IGP di fronte a crisi di mercato, prevedere l’indicazione d’origine facoltativa per i prodotti di montagna, stringere accordi internazionali per combattere l’agropirateria anche fuori dai confini della Ue.
Il “pacchetto qualità” rappresenta la nuova proposta di regolamento europeo per disegnare il futuro dei prodotti DOP e IGP. Tale proposta dovrà, al termine di un fase di confronto e di discussione, essere approvata dalla Commissione e dal Parlamento europeo. Rabboni, che ha espresso apprezzamento per l’impianto complessivo del “pacchetto”, ha ricordato l’importanza che i prodotti DOP e IGP rivestono per molte Regioni europee. Non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale, ambientale e identitario per il forte legame che queste produzioni hanno con il territorio d’origine.
Arepo riunisce 28 regioni europee, che rappresentano il 40% dei quasi mille prodotti Dop e Igp della UE. Nell’incontro di ieri le Regioni di Arepo hanno presentato e offerto in degustazione il meglio della loro produzione.
Rabboni: "da Ciolos e De Castro un primo positivo riscontro. E' un buon inizio". Tra le richieste: dare ai Consorzi la possibilità di regolare la produzione di fronte a crisi di mercato.
Bologna - “Le proposte di modifica al pacchetto qualità che ho illustrato anche a nome delle altre Regioni europee hanno ottenuto un primo positivo riscontro. In particolare da parte del Commissario all’agricoltura Dacian Ciolos per quanto riguarda la protezione extra Ue dei prodotti Dop e Igp, e del presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro sul rafforzamento del ruolo dei Consorzi di tutela. E’ un buon inizio. Altri incontri seguiranno per approfondire il confronto su questi temi di grande importanza per l’agricoltura di molti paesi europei”. Così Tiberio Rabboni assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna e presidente di Arepo, l’associazione delle Regioni europee dei prodotti d’origine, ha commentato l’incontro svoltosi ieri a Bruxelles per discutere il “pacchetto qualità “ adottato dalla Commissione europea nel dicembre scorso. Tre in particolare le proposte avanzate da Rabboni: dare ai Consorzi di tutela la possibilità di regolare la produzione dei prodotti DOP e IGP di fronte a crisi di mercato, prevedere l’indicazione d’origine facoltativa per i prodotti di montagna, stringere accordi internazionali per combattere l’agropirateria anche fuori dai confini della Ue.
Il “pacchetto qualità” rappresenta la nuova proposta di regolamento europeo per disegnare il futuro dei prodotti DOP e IGP. Tale proposta dovrà, al termine di un fase di confronto e di discussione, essere approvata dalla Commissione e dal Parlamento europeo. Rabboni, che ha espresso apprezzamento per l’impianto complessivo del “pacchetto”, ha ricordato l’importanza che i prodotti DOP e IGP rivestono per molte Regioni europee. Non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale, ambientale e identitario per il forte legame che queste produzioni hanno con il territorio d’origine.
Arepo riunisce 28 regioni europee, che rappresentano il 40% dei quasi mille prodotti Dop e Igp della UE. Nell’incontro di ieri le Regioni di Arepo hanno presentato e offerto in degustazione il meglio della loro produzione.
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COPA-COGECA: UN ULTERIORE INVERDIMENTO DELLA PAC NON DEVE MINARE LA POSIZIONE COMPETITIVA DEGLI AGRICOLTORI
Fonte: Copa-Cogeca
Durante una riunione di alto livello con la Presidenza ungherese, il Copa-Cogeca ha attirato l'attenzione sul fatto che un ulteriore inverdimento della politica agricola comune (PAC) non deve minare la posizione competitiva del settore agroalimentare europeo o mettere a repentaglio la capacità produttiva degli agricoltori europei.
Nell'incontro a Bruxelles con il Ministro ungherese dell'agricoltura, il sig. Fazekas, il Presidente della Cogeca, Paolo Bruni, ha insistito sul fatto che: "L'UE si è già spinta davanti ad altri paesi nel rendere più ecologica la propria agricoltura. Ciò ha aumentato enormemente i suoi costi ed eroso la sua competitività. Ora la Commissione sta suggerendo ulteriori misure che aumenteranno ancora di più i costi sostenuti dagli agricoltori. Questa situazione è inaccettabile specialmente dal momento che gli agricoltori devono aumentare il loro potenziale produttivo per poter rispondere alla domanda mondiale che, secondo le previsioni, dovrebbe raddoppiare entro il 2050. Di conseguenza, un ulteriore inverdimento della PAC sarà preso in considerazione a una condizione: che le misure non indeboliscano ulteriormente la nostra posizione competitiva né riducano la nostra capacità produttiva. Per questa ragione desideriamo analizzare come la PAC può promuovere la crescita verde attraverso l'innovazione." Il presente comunicato si iscrive nel quadro del dibattito sulle proposte della Commissione condotto oggi dai ministri europei dell'agricoltura a Bruxelles.
Il sig. Bruni ha anche avvisato che i piani della Commissione sono sprovvisti di misure concrete indispensabili per consolidare la posizione degli agricoltori europei nella catena alimentare. "Attualmente, gli agricoltori ricevono soltanto una frazione del prezzo di vendita al dettaglio. Una maniera di garantire che ricevano una parte più equa del prezzo consiste nel concentrare l'offerta tramite le organizzazioni di produttori, come le cooperative. Le regole europee della concorrenza devono pertanto essere adattate onde consentire loro di crescere di dimensioni e di scala, aumentando in tal modo la loro competitività, migliorando il funzionamento della filiera alimentare e garantendo un settore agroalimentare dinamico in grado di offrire servizi e prodotti alimentari ai 500 milioni di consumatori. Sono altresì indispensabili dei rapporti contrattuali più giusti", ha dichiarato.
Inoltre, il Segretario generale del Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha sollecitato il sig. Fazekas ad agire immediatamente per contribuire a risolvere la situazione drammatica in cui versa il settore europeo della carne suina. Egli ha ricordato che il settore è in crisi ormai da tre anni e le previsioni indicano che questa situazione continuerà. "Di conseguenza, la Commissione deve intervenire immediatamente attivando l'aiuto all'ammasso privato per le carni suine onde contribuire a risollevare la difficile situazione di mercato".
Durante una riunione di alto livello con la Presidenza ungherese, il Copa-Cogeca ha attirato l'attenzione sul fatto che un ulteriore inverdimento della politica agricola comune (PAC) non deve minare la posizione competitiva del settore agroalimentare europeo o mettere a repentaglio la capacità produttiva degli agricoltori europei.
Nell'incontro a Bruxelles con il Ministro ungherese dell'agricoltura, il sig. Fazekas, il Presidente della Cogeca, Paolo Bruni, ha insistito sul fatto che: "L'UE si è già spinta davanti ad altri paesi nel rendere più ecologica la propria agricoltura. Ciò ha aumentato enormemente i suoi costi ed eroso la sua competitività. Ora la Commissione sta suggerendo ulteriori misure che aumenteranno ancora di più i costi sostenuti dagli agricoltori. Questa situazione è inaccettabile specialmente dal momento che gli agricoltori devono aumentare il loro potenziale produttivo per poter rispondere alla domanda mondiale che, secondo le previsioni, dovrebbe raddoppiare entro il 2050. Di conseguenza, un ulteriore inverdimento della PAC sarà preso in considerazione a una condizione: che le misure non indeboliscano ulteriormente la nostra posizione competitiva né riducano la nostra capacità produttiva. Per questa ragione desideriamo analizzare come la PAC può promuovere la crescita verde attraverso l'innovazione." Il presente comunicato si iscrive nel quadro del dibattito sulle proposte della Commissione condotto oggi dai ministri europei dell'agricoltura a Bruxelles.
Il sig. Bruni ha anche avvisato che i piani della Commissione sono sprovvisti di misure concrete indispensabili per consolidare la posizione degli agricoltori europei nella catena alimentare. "Attualmente, gli agricoltori ricevono soltanto una frazione del prezzo di vendita al dettaglio. Una maniera di garantire che ricevano una parte più equa del prezzo consiste nel concentrare l'offerta tramite le organizzazioni di produttori, come le cooperative. Le regole europee della concorrenza devono pertanto essere adattate onde consentire loro di crescere di dimensioni e di scala, aumentando in tal modo la loro competitività, migliorando il funzionamento della filiera alimentare e garantendo un settore agroalimentare dinamico in grado di offrire servizi e prodotti alimentari ai 500 milioni di consumatori. Sono altresì indispensabili dei rapporti contrattuali più giusti", ha dichiarato.
Inoltre, il Segretario generale del Copa-Cogeca, Pekka Pesonen, ha sollecitato il sig. Fazekas ad agire immediatamente per contribuire a risolvere la situazione drammatica in cui versa il settore europeo della carne suina. Egli ha ricordato che il settore è in crisi ormai da tre anni e le previsioni indicano che questa situazione continuerà. "Di conseguenza, la Commissione deve intervenire immediatamente attivando l'aiuto all'ammasso privato per le carni suine onde contribuire a risollevare la difficile situazione di mercato".
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IL CDR PRESENTERÀ ALLA PLENARIA SOLUZIONI LOCALI PER AGRICOLTURA, PROTEZIONE DELL'AMBIENTE MARINO E COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA
Fonte: Comitato della Regioni (Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE)
È compito delle regioni e delle città trasformare gli obiettivi europei in azione concreta sul campo. Il modo in cui il legislatore UE può sfruttare al meglio quest'esperienza concreta sarà il tema centrale della sessione plenaria del Comitato delle regioni il 27 e 28 gennaio 2011. I responsabili politici regionali e locali dell'UE convenuti a Bruxelles presenteranno soluzioni per rendere più efficaci la politica agricola comune, la politica marittima e la cooperazione transfrontaliera. Alla presenza della Presidente del CdR Mercedes Bresso, essi discuteranno le proposte sul tavolo con i commissari europei Dacian Cioloş (responsabile di Agricoltura e sviluppo rurale) e Maria Damanaki (Affari marittimi e pesca), oltre che con il ministro di Stato Bence Rétvári in rappresentanza della presidenza ungherese dell'UE.
Il commissario Cioloş, nuovamente ospite di una sessione plenaria del CdR, esporrà i piani dell'esecutivo dell'UE per la politica agricola comune (PAC) dopo il 2013. Cioloş assisterà anche all'adozione di un parere di prospettiva sul tema I sistemi agroalimentari locali, che egli stesso aveva chiesto al Comitato nel 2010 e che sarà presentato dalla relatrice Lenie Dwarshuis (NL/ALDE). Nel parere la relatrice, che è membro della giunta provinciale dell'Olanda meridionale, illustra il ruolo cruciale degli enti regionali e locali nell'aiutare gli agricoltori e i produttori di derrate alimentari a vendere localmente i loro prodotti, con benefici per l'economia e l'ambiente. Inoltre, in un parere elaborato da Ossi Martikainen (FI/ALDE), il CdR chiederà che gli aiuti alimentari agli indigenti continuino a far parte della PAC. Dal canto suo, la commissaria Damanaki interverrà alla plenaria prima dell'adozione di un parere sul tema Sviluppo di una politica marittima integrata e conoscenze oceanografiche 2010, che sostiene le proposte della Commissione europea avvertendo però che in questo settore gli enti regionali e locali devono essere consultati in modo più regolare e sistematico.
Gli enti regionali e locali inoltre devono cooperare direttamente per dare risultati ai cittadini, ad esempio per fornire congiuntamente servizi pubblici nelle regioni di frontiera. Al riguardo, nel 2006 l'UE ha creato lo strumento giuridico del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per ridurre al minimo le formalità burocratiche associate ai progetti di cooperazione di questo genere. Questo nuovo strumento ha avuto un avvio promettente: 16 GECT già costituiti e più di 20 in corso di creazione in tutta Europa. La revisione del quadro normativo GECT, in programma per quest'anno, darà l'opportunità di semplificare ulteriormente le procedure. Alberto Núñez Feijóo (ES/PPE), presidente della Galizia e relatore del parere in materia, presenterà alla sessione plenaria delle proposte di miglioramento per il settore. Parallelamente, il CdR lancerà una piattaforma di sostegno per i GECT esistenti e futuri e per tutte le parti interessate.
Infine, i membri del CdR daranno inizio alla loro collaborazione con la presidenza ungherese del Consiglio UE, in un dibattito con Bence Rétvári, ministro del governo ungherese con delega alla Funzione pubblica e alla giustizia. Il ministro coglierà l'occasione per spiegare in che modo la presidenza ungherese intenda avvalersi del contributo degli enti regionali e locali per raggiungere gli obiettivi che si è prefissa. Per tutto il semestre di presidenza dell'Ungheria il CdR organizzerà, in collaborazione con la presidenza stessa e con gli enti territoriali, vari incontri politici il cui calendario è consultabile nell'opuscolo preparato per gli enti regionali e locali.
Per ulteriori informazioni:
- ordine del giorno della sessione plenaria
- programma per i mezzi d'informazione
- sintesi dei pareri che verranno adottati
I dibattiti saranno trasmessi in diretta sul sito www.cor.europa.eu dalle ore 15.00 alle ore 21.00 di giovedì 27 gennaio e dalle ore 9.00 alle ore 13.00 di venerdì 28 febbraio.
Sito web del CdR: www.cor.europa.eu
È compito delle regioni e delle città trasformare gli obiettivi europei in azione concreta sul campo. Il modo in cui il legislatore UE può sfruttare al meglio quest'esperienza concreta sarà il tema centrale della sessione plenaria del Comitato delle regioni il 27 e 28 gennaio 2011. I responsabili politici regionali e locali dell'UE convenuti a Bruxelles presenteranno soluzioni per rendere più efficaci la politica agricola comune, la politica marittima e la cooperazione transfrontaliera. Alla presenza della Presidente del CdR Mercedes Bresso, essi discuteranno le proposte sul tavolo con i commissari europei Dacian Cioloş (responsabile di Agricoltura e sviluppo rurale) e Maria Damanaki (Affari marittimi e pesca), oltre che con il ministro di Stato Bence Rétvári in rappresentanza della presidenza ungherese dell'UE.
Il commissario Cioloş, nuovamente ospite di una sessione plenaria del CdR, esporrà i piani dell'esecutivo dell'UE per la politica agricola comune (PAC) dopo il 2013. Cioloş assisterà anche all'adozione di un parere di prospettiva sul tema I sistemi agroalimentari locali, che egli stesso aveva chiesto al Comitato nel 2010 e che sarà presentato dalla relatrice Lenie Dwarshuis (NL/ALDE). Nel parere la relatrice, che è membro della giunta provinciale dell'Olanda meridionale, illustra il ruolo cruciale degli enti regionali e locali nell'aiutare gli agricoltori e i produttori di derrate alimentari a vendere localmente i loro prodotti, con benefici per l'economia e l'ambiente. Inoltre, in un parere elaborato da Ossi Martikainen (FI/ALDE), il CdR chiederà che gli aiuti alimentari agli indigenti continuino a far parte della PAC. Dal canto suo, la commissaria Damanaki interverrà alla plenaria prima dell'adozione di un parere sul tema Sviluppo di una politica marittima integrata e conoscenze oceanografiche 2010, che sostiene le proposte della Commissione europea avvertendo però che in questo settore gli enti regionali e locali devono essere consultati in modo più regolare e sistematico.
Gli enti regionali e locali inoltre devono cooperare direttamente per dare risultati ai cittadini, ad esempio per fornire congiuntamente servizi pubblici nelle regioni di frontiera. Al riguardo, nel 2006 l'UE ha creato lo strumento giuridico del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per ridurre al minimo le formalità burocratiche associate ai progetti di cooperazione di questo genere. Questo nuovo strumento ha avuto un avvio promettente: 16 GECT già costituiti e più di 20 in corso di creazione in tutta Europa. La revisione del quadro normativo GECT, in programma per quest'anno, darà l'opportunità di semplificare ulteriormente le procedure. Alberto Núñez Feijóo (ES/PPE), presidente della Galizia e relatore del parere in materia, presenterà alla sessione plenaria delle proposte di miglioramento per il settore. Parallelamente, il CdR lancerà una piattaforma di sostegno per i GECT esistenti e futuri e per tutte le parti interessate.
Infine, i membri del CdR daranno inizio alla loro collaborazione con la presidenza ungherese del Consiglio UE, in un dibattito con Bence Rétvári, ministro del governo ungherese con delega alla Funzione pubblica e alla giustizia. Il ministro coglierà l'occasione per spiegare in che modo la presidenza ungherese intenda avvalersi del contributo degli enti regionali e locali per raggiungere gli obiettivi che si è prefissa. Per tutto il semestre di presidenza dell'Ungheria il CdR organizzerà, in collaborazione con la presidenza stessa e con gli enti territoriali, vari incontri politici il cui calendario è consultabile nell'opuscolo preparato per gli enti regionali e locali.
Per ulteriori informazioni:
- ordine del giorno della sessione plenaria
- programma per i mezzi d'informazione
- sintesi dei pareri che verranno adottati
I dibattiti saranno trasmessi in diretta sul sito www.cor.europa.eu dalle ore 15.00 alle ore 21.00 di giovedì 27 gennaio e dalle ore 9.00 alle ore 13.00 di venerdì 28 febbraio.
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