...in onda su Telestense Ferrara e Lepida Tv [digitale terrestre] >> orari

lunedì 28 gennaio 2013

Frutticoltura: idee a sostegno del reddito agricolo

FONTE: CIA FERRARA

A Vigarano Mainarda, lunedì 28 gennaio, un incontro per discutere delle prospettive del comparto organizzato da Apofruit e Cia Ferrara

FERRARA – Sostenere il reddito dei frutticoltori ferraresi attraverso idee, proposte e consigli per migliorare la produzione e la commercializzazione. Sono questi i temi oggetto dell’incontro – aperto a tutti i produttori di frutta del territorio – che si terrà il 28 gennaio, a partire dalle 16.30, presso la Sala Riunioni del Centro Multimediale Giovanile (Piazza della Repubblica,9). I lavori, dopo i saluti di Barbara Paron, sindaco di Vigarano Mainarda, saranno aperti da Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara, in rappresentanza delle aziende agricole associate, che modererà l’incontro. A seguire gli interventi di Claudio Biondi, vicepresidente di Apofruit, che esporrà le proposte della cooperativa per le aziende frutticole a livello di produzione e commercializzazione; Benedetto Accinelli di Riff 98, che parlerà delle novità normative sull’utilizzo di erogatori di feromoni biodegradabili in frutticoltura e Vanni Branchini, frutticoltore referente della zona omogenea di Vigarano Mainarda che farà il punto sull’attività svolta dalla Zona Omogenea a sostegno della frutticoltura del territorio. Le conclusioni della giornata di lavori saranno affidate a Stefano Calderoni, assessore all’Agricoltura della Provincia di Ferrara. L’incontro è organizzato da Apofruit, Cia ferrara, Riff 98 con il patrocinio del Comune di Vigarano Mainarda e della Regione Emilia-Romagna.

Agrinsieme, un coordinamento nazionale, che prenderà vita nei prossimi mesi anche a Ferrara, per rendere più efficiente la filiera agricola e sostenere il reddito

FONTE: CIA FERRARA
Insieme per migliorare il sistema agricolo
Nasce Agrinsieme, un coordinamento nazionale tra Confagricoltura, Cia ed Alleanza delle Cooperative che potrebbe diventare, nei prossimi mesi, una realtà anche nel ferrarese
FERRARA - Rafforzare l’impresa, favorire l’aggregazione tra strutture economiche sul mercato, ottenere la semplificazione della burocrazia, gestire in maniera corretta le risorse ambientali e contribuire ad aggiornare il quadro normativo del settore agricolo. Sono questi, in sostanza, gli obiettivi di Agrinsieme un Coordinamento Associativo nazionale tra Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative, Lega coop Agroalimentare e Agci-Agrital. Un nuovo e forte sistema di rappresentanza, formalizzato nei giorni scorsi a Roma, che potrebbe presto diventare una realtà anche nel ferrarese, diventando un prezioso punto di riferimento per le aziende agricole. Agrinsieme sarà, infatti, un’interfaccia unitaria nei confronti della politica e delle istituzioni, un interlocutore che potrà rappresentare al meglio le esigenze del settore con strategie comuni e condivise. Unanime la soddisfazione dei rappresentanti delle associazioni che hanno firmato l’accordo, a partire da Mario Guidi – presidente di Confagricoltura nazionale – che ha spiegato: «Agrinsieme rappresenta un momento di discontinuità rispetto alle logiche della frammentazione che spesso hanno caratterizzato il mondo agricolo ed è portatore di un nuovo modello di rappresentanza. Uno dei nostri obiettivi è quello di interloquire con la politica in un momento topico come questo, con un calendario di lavoro molto stringente. Agrinsieme – ha concluso Guidi - non è però un contenitore chiuso e soprattutto non comanda nessuno. Per il primo anno, infatti, il coordinamento è stato affidato a Giuseppe Politi, presidente Cia.» Proprio Politi ha voluto ribadire l’importanza di questa iniziativa: «Agrinsieme – ha detto Politi -  è un modo per diffondere gli strumenti e la cultura della collaborazione tra imprese agricole e i diversi soggetti della filiera agroalimentare. E’ – ha concluso Politi – un reale valore aggiunto rispetto a quanto le organizzazioni continueranno a realizzare autonomamente». Soddisfatto dell’accordo e del programma anche Maurizio Gardini, presidente di Fedagri. Agrinsieme è il nostro modo – ha sottolineato Gardini – di rispondere all’appello della politica alla società civile perché ritrovi la sua identità. L’accordo tra le nostre associazioni è uno sforzo condiviso volto ad affermare il ruolo di un agroalimentare che diventi veramente protagonista». Dello stesso avviso anche Giovanni Luppi, presidente di Legacoop Agroalimentare che ha ribadito come il progetto sia imperniato sulla constatazione della necessità di parlare lo stesso linguaggio nei confronti della politica, e Giampaolo Buonfiglio, presidente di Agci-Agrital. «La scelta di puntare a rapporti più positivi - ha detto Buonfiglio - adegua l’Italia all’orientamento del Copa-Cogeca che già due anni fa ha creato strutture di coordinamento che colmino la distanza tra agricoltura e cooperazione». Nei prossimi mesi si lavorerà a Ferrara per dare vita a un coordinamento territoriale che coinvolga le diverse filiere produttive. Uno strumento che dovrà portare alla collaborazione tra imprese agricole e tutti i soggetti della filiera agroalimentare, agroindustriale e della distribuzione.

venerdì 25 gennaio 2013

RIFORMA PAC, CONFAGRICOLTURA: “MODIFICHE POSITIVE DALLA COMAGRI"

FONTE: CONFAGRICOLTURA

PERMANGONO TUTTE LE RISERVE SU UNA RIFORMA CHE MANTIENE I CAPISALDI DEL SUO PROGETTO ORIGINARIO” 

“Registriamo positive modifiche all’impianto della riforma della Pac proposto dalla Commissione europea, in attesa del seguito di quello che si preannuncia come un negoziato difficile e complesso sul quale continueremo a vigilare”.

Commenta così Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, la due giorni di votazioni della Commissione dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale che ha approvato i suoi numerosi emendamenti alle proposte di regolamento della “riforma verso il 2020”.

“Non possiamo non riconoscere alla Comagri ed al suo presidente Paolo de Castro – ha proseguito il presidente di Confagricoltura - un lavoro enorme di rivisitazione e proposta rispetto ai testi originari, che ha consentito di introdurre importanti novità.”

Un certo allentamento dei forti tagli a carico dei produttori storici, ad esempio, ma anche l’eliminazione dell’obbligatorietà e la semplificazione del greening. Sino ad alcune positive note come le novità sugli strumenti di mercato per le crisi e la proroga al delle quote zucchero e dei diritti di impianto vitivinicoli. Mentre sono senz’altro positive anche le aperture nello sviluppo rurale per la gestione nazionale dei programmi e per il funzionamento dello strumento di gestione del rischio; così come infine non si può non citare, anche per l’apporto del relatore Giovanni La Via, l’introduzione di semplificazioni per la condizionalità ed il regime sanzionatorio.

“Certo permangono tutte le nostre perplessità per una struttura della riforma che mantiene i capisaldi di chi l’ha progettata e sui quali dobbiamo ancora impegnarci. È inaccettabile ed antistorico tagliare le risorse alla nostra agricoltura – ha poi affermato Guidi – così come dare troppa enfasi sulla ridistribuzione dei pagamenti tra le imprese e sugli impegni ambientali, che limitano il potenziale produttivo invece che esaltarlo.”

Si tratta di aspetti che verranno affrontati nelle prossime settimane del negoziato a partire dal Consiglio dei Capi di Stato e di Governo del prossimo 7-8 febbraio. Aspetti sui quali Confagricoltura non farà mancare la sua attenzione e le sue proposte; per le possibili conseguenze che esse possono determinare in prospettiva per le imprese associate.

Nitrati: a rischio i premi Pac per le aziende agricole.

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Le Regioni della pianura Padana scrivono al Governo e al Ministro Catania: chiarire la compatibilità con il diritto comunitario dei nuovi limiti previsti dal Decreto Sviluppo e completare gli studi propedeutici alla riperimetrazione delle zone vulnerabili. Rabboni: una posizione chiara e unanime
Bologna - Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte hanno comunicato al Governo l’intenzione di non applicare i nuovi limiti sui nitrati previsti dal Decreto Sviluppo fino a quando non sarà stata chiarita la compatibilità della norma con il diritto comunitario e sollecitano il completamento degli studi propedeutici alla richiesta di riperimetrazione delle zone vulnerabili.
In una lettera inviata oggi al Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’agricoltura Catania, gli Assessori all’agricoltura delle quattro regioni della pianura Padana hanno chiesto anche di essere attivamente coinvolti nella predisposizione delle risposte che il Governo dovrà dare alla Commissione Europea, oltre che un incontro urgente con il Ministro all’Agricoltura e con il Ministro dell’Ambiente.
Due in particolare le preoccupazioni espresse circa i nuovi limiti sui nitrati previsti dal Decreto Sviluppo in deroga alla normativa comunitaria per le aree classificate come vulnerabili: quella di un danno all’erario in conseguenza di una possibile procedura di infrazione e soprattutto per le aziende agricole il rischio di restituzione dei premi PAC ricevuti. 
Segnali precisi e non equivoci  - sottolineano gli Assessori regionali - sono già arrivati da parte della Commissione Europea, prima con una lettera molto dura a firma del Commissario Europeo all’Ambiente e nei giorni scorsi con l’avvio formale di una procedura informativa pre infrazione.
“La posizione delle Regioni dell’area padana – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – è unanime e chiara: una cosa è la necessità più volte ribadita dalle stesse Regioni di una revisione dell’attuale perimetro delle zone vulnerabili, un’altra porsi in una condizione di infrazione nei confronti dell’Unione europea”.
La riperimetrazione delle zone vulnerabili ai nitrati  - l’attuale risale a molti anni fa  - è una necessità condivisa dalle Regioni padane, oltre che una  possibilità prevista e descritta dalla medesima Direttiva Nitrati. Tra gli studi sul tema quello commissionato a ISPRA dal Ministero dell'Agricoltura e le ricerche prodotte dalle stesse Regioni.
Ben diversa è la previsione, contenuta nel comma 7 quater dell’art. 36 della Legge 221/2012 (Legge di conversione del Decreto Sviluppo), che in attesa di tale riperimetrazione, vengano applicati alle aree vulnerabili gli stessi limiti, molto meno impegnativi, previsti per le aree non vulnerabili. Questa possibilità – spiegano gli Assessori regionali - non è prevista dalla Direttiva Europea, dovrebbe essere approvata dalla Commissione per evitare una possibile procedura di infrazione e, qualora fosse giudicata non conforme al diritto comunitario, comporterebbe l’obbligo, da parte delle aziende agricole che intendessero avvalersene, di restituire i premi comunitari percepiti.

POMODORO DA INDUSTRIA, NICASTRO, PRESIDENTE FEDERAZIONE NAZIONALE DI PRODOTTO DI CONFAGRICOLTURA: UN’INTESA LENTA DA VENIRE. NECESSARIO UN ACCORDO IN TEMPI BREVI

Fonte: Confagricoltura

“Vogliamo sederci ad un tavolo con gli industriali per trovare un accordo su un prezzo minimo sostenibile”.Questo il commento di Marco Nicastro, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto (FNP) del pomodoro da industria di Confagricoltura, a seguito dei primi timidi passi mossi tra la parte agricola ed industriale, per definire le regole della prossima campagna del pomodoro trasformato. Tale necessità è emersa con chiarezza nel corso dei lavori della prima riunione della FNP del 2013 partecipata dalle imprese del comparto associate. Purtroppo, come tutte le passate stagioni, i tempi delle trattative si trascinano inesorabilmente e così gli agricoltori, che avevano destinato parte delle loro superfici a questo tipo di coltivazione, si vedono costretti a seminare senza un accordo sul prezzo e senza la certezza del ritiro del prodotto. “Si assiste sempre allo stesso spettacolo - ha proseguito Nicastro -. A causa di una mancata programmazione, le quantità prodotte risultano eccedentarie rispetto al fabbisogno dell’industria che ritira a prezzi stracciati. L’unico modo di risolvere l’annosa questione, sarebbe quello di riuscire ad arrivare ad un accordo entro il mese di gennaio, stabilendo quantità da consegnare e, soprattutto, fissando un prezzo minimo che possa essere remunerativo per la parte agricola. La trattativa partita nel Nord Italia non lascia comunque ben sperare: l’industria ha, infatti, affermato che per scongiurare un surplus produttivo il prezzo stabilito per quest’anno dovrebbe essere inferiore di 5€/ton rispetto all’anno precedente. Scendendo abbondantemente al di sotto degli 80 euro per tonnellata. “Non è concepibile che un imprenditore continui a produrre sotto costo - ha aggiunto il presidente della FNP - non si può sostenere una tale situazione di incertezza. Basti pensare che il prezzo al dettaglio di una confezione di pomodori pelati da 400 grammi è in media 80 centesimi mentre l’imprenditore agricolo, per la stessa quantità, percepisce solo 4 centesimi. Questo è un problema di etica contrattuale che oggi trova un alleato nell’art. 62, laddove stabilisce la sanzionabilità di pratiche sleali”. “Auspichiamo – ha concluso il rappresentante di Confagricoltura -una soluzione del problema in tempi brevi, altrimenti potrebbe accadere che i nostri produttori decidano di non coltivare più “l’oro rosso” simbolo e vanto del made in Italy”.

APPROVATO IL NUOVO PIANO ASSICURATIVO AGRICOLO 2013, OPPORTUNITA’ IMPORTANTI PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 Il piano assicurativo agricolo 2013, approvato il 24 Gennaio dalla Conferenza Stato-Regioni, pone le basi per consentire alle imprese agricole di cogliere appieno le opportunità offerte dalla riforma della Politica Agricola Comune. Il Piano è stato predisposto con il fattivo contributo delle parti interessate e si caratterizza per alcuni aspetti innovativi, in grado di orientare le scelte degli agricoltori.
In particolare:
- abbandono del sostegno alle polizze monorischio e concentrazione delle risorse pubbliche, comunitarie e nazionali, sulle forme più complete di copertura dei rischi (pluri e multi), mediante rimodulazione delle percentuali massime di intervento;
- maggiori incentivi ai nuovi assicurati;
- differenziazione tra eventi catastrofali, come ad esempio la siccità, da quelli sistemici, come la grandine, per consentire una migliore sostenibilità del sistema ed una maggiore propensione delle imprese assicurative a prendere in carico i rischi;
- possibilità per le imprese agricole di indirizzare la copertura assicurativa verso i rischi che hanno concreta possibilità di verificarsi nei territori di riferimento;
- associazione del rischio “colpo di sole” con quello di “venti sciroccali” e “gelo/brina” con “sbalzi termici”, per garantire una migliore distribuzione territoriale dei rischi stessi;
- ampliamento delle possibilità assicurative per la zootecnia, come ad esempio le riduzioni di produzione di latte bovino a seguito di squilibri termo igrometrici, introdotte a livello sperimentale;
- possibilità per i maidicoltori di assicurare le produzioni contro le fitopatie responsabili delle aflatossine nel mais. Le novità introdotte favoriscono, inoltre, il progressivo allargamento territoriale dello strumento assicurativo alle Regioni del Centro Sud, dove solo un esiguo numero di imprese aderisce alle coperture agevolate dei rischi che, alla luce di ciò che è avvenuto negli ultimi anni, rappresentano l’unico strumento in grado di dare risposte adeguate alle gravi conseguenze delle avversità atmosferiche, che sempre più spesso colpiscono i tali territori.
Allo strumento assicurativo dovranno poi essere affiancati, in maniera complementare, i fondi di mutualizzazione, previsti nella riforma PAC, per consentire alle imprese agricole di governare anche quei rischi a fronte dei quali non è attualmente possibile sottoscrivere polizze agevolate e la cui gestione, nell’ambito della nuova programmazione comunitaria, è affidata proprio a queste misure di intervento, come ad esempio lo strumento per la stabilizzazione dei redditi. Lo sviluppo di un sistema moderno di gestione dei rischi a disposizione delle imprese agricole costituisce uno degli elementi essenziali per garantirne la competitività nei mercati caratterizzati da elevata volatilità ed in continua evoluzione come quelli agricoli, senza trascurarne gli elementi di qualità e territorialità che delineano i punti di forza di molte nostre imprese.

CAMPANIA, DICHIARATO LO STATO DI CALAMITÀ PER AIUTARE GLI AGRICOLTORI COLPITI DA AVVERSITÀ ATMOSFERICHE

Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

È stata firmata ieri dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, la dichiarazione dello stato di eccezionali avversità atmosferiche relativa alla siccità che nel periodo compreso tra l’1 giugno 2012 e il 10 ottobre 2012 ha colpito i territori agricoli della Regione Campania e nello specifico le province di Salerno, Avellino e Caserta. Gli agricoltori operanti nei territori delimitati potranno accedere alle seguenti provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale: contributi in conto capitale fino all’80% del danno sulla produzione lorda vendibile, prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale, proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell'anno in cui si è verificato l'evento calamitoso, esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l’evento. Per accedere agli aiuti previsti, i produttori agricoli devono dimostrare di aver subito danni superiori al 30% della produzione lorda vendibile. Le domande di intervento potranno essere presentate alle autorità indicate dalla stessa Regione entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.