Fonte: Coldiretti Ferrara
Delle circa trecentomila nuove imprese nate in Italia nei primi mesi del 2013, una su tre è costituita da giovani con meno di 35 anni, soprattutto nel settore del commercio e della ristorazione, ma anche in agricoltura.
Nei primi nove mesi del 2013 sono nate 296008 imprese e di queste oltre una su tre sono state create da giovani con meno di 35 anni che hanno avviato ben 100321 nuove attività nelcommercio, nell’industria, nei servizi e nell’agricoltura. E’ quanto emerge dal primo Dossier sulla “Svolta generazionale dell’economia italiana” che è stato presentato dai Giovani della Coldiretti in occasione della consegna dei premi “Oscar Green” sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio Ministero Politiche Agricole e di Expo 2015, con Nunzia De Girolamo (Ministro Politiche Agricole) Guido Barilla (Presidente Barilla), Luca Palamara (Sostituto Procuratore di Roma), Vittorio Sangiorgio (delegato Coldiretti Giovani Impresa) e Roberto Moncalvo (Presidente Coldiretti) che hanno discusso su “Quale Italia domani?”.
Nella classifica dei settori preferiti dalle giovani generazioni al top - sottolinea la Coldiretti – c’è nettamente il commercio e la ristorazione con 26206 nuove attività aperte, seguito dai lavori specializzati di costruzione con 9432 nuove imprese, ma sul podio sale anche l’agricoltura con 4200 nuove aziende agricole aperte nei primi nove mesi del 2013. Incoraggiante anche il fatto che - precisa la Coldiretti - ben il 38,5 per cento delle nuove imprese giovanili ha aperto nel sud Italia, secondo i dati di Unioncamere. Il ricambio generazionale - precisa la Coldiretti - sta avendo una accelerazione negli ultimi anni ma ad oggi in Italia ci sono 637359 imprese condotte da giovani under 35, che rappresentano appena l’11 per cento del totale delle 6 milioni di imprese presenti in Italia.
Lo dimostra anche l’andamento nel settore primario dove a testimonianza del processo dirinnovamento in atto quasi un’impresa agricola italiana su 3 è nata negli ultimi 10 anni. Nell’agricoltura italiana il 7,2 per cento dei titolari di impresa ha meno di 35 anni ed è alla guida di 58663 aziende. Di queste circa il 70 per cento - continua la Coldiretti - opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.
“I giovani incarnano le potenzialità e la forza del nostro territorio – ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo -: un tessuto produttivo ricco, capillare, checoinvolge milioni di uomini e che per le sue caratteristiche rende l’Italia competitiva anche all’interno dei processi di mondializzazione dell’economia e delle idee”. “Il futuro si prepara oggi soprattutto dando più peso e più spazio qualitativo alla nuova generazione - ha affermato il Delegato nazionale dei giovani Coldiretti Vittorio Sangiorgio -, investendo sull’esuberanza dei giovani e sulla loro “naturale” apertura verso il nuovo e l’innovazione”.
I GIOVANI NELL’ECONOMIA ITALIANA
· 100321 nuove attività nate da giovani under 35 nei primi 9 mesi
· Aperta da un giovane sotto i 35 anni una nuova impresa su tre nei primi 9 mesi
· 637359 imprese condotte da giovani under 35, che rappresentano l’11 per cento del totale delle 6 milioni di imprese presenti in Italia.
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
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mercoledì 11 dicembre 2013
COLDIRETTI: NATE TRECENTOMILA IMPRESE NEL 2013, UNA SU TRE E’ UNDER 35
giovedì 29 agosto 2013
COLDIRETTI, SODDISFAZIONE PER CANCELLAZIONE I.M.U.
Fonte: Coldiretti Ferrara
Mantenuti gli impegni presi all’assemblea nazionale Coldiretti di luglio. Da cancellazione IMU spinta all’occupazione agricola. Ora completare l’iter per la dismissione dei terreni pubblici a favore dei giovani.
Una scelta responsabile che riconosce il ruolo ambientale, sociale e culturale della nostra agricoltura, che contribuisce a produrre quei beni comuni che il mercato non remunera. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare con grande soddisfazione la decisione del Governo sull’Imu agricola che avrebbe comportato un insostenibile onere di circa 700 milioni di euro alle imprese agricole per il 2013. Il Governo, nonostante le oggettivedifficoltà che vive il Paese, ha mantenuto dunque l’ impegno assunto con determinazione dal Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo nelpatto per l’agricoltura sottoscritto davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti lo scorso luglio, dimostrando - ha concluso Marini - di credere nell’agricoltura quale perno per una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese. “L’abolizione dell’Imu potrebbe favorire tra l’altro l’occupazione dei giovani in agricoltura dove uno dei principali ostacoli all’ingresso è proprio determinato dalla disponibilità di terreni e fabbricati rurali colpiti ingiustamente dalla tassa”. E’ quanto ha affermato il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio. E’ stata finalmente eliminata una delle ragioni che - ha sottolineato Sangiorgio - ha frenato gli investimenti nel settore di tantissimi giovani che desiderano oggi fare impresa in agricoltura ma anche la crescita delle oltre 59mila imprese condotte da giovani under 35 già presenti in Italia. Questo importante intervento sul piano fiscale - ha concluso Sangiorgio - contribuisce ad aumentare l’efficacia del piano di dismissioni dei terreni pubblici a favore dei giovani agricoltori il cui iter ci auguriamo possa essere completato a breve. Il gettito nazionale 2012 dell’Imu agricola è stato di 692 milioni di euro, di cui 628 per i terreni e 64 per i fabbricati strumentali. L’Imu agricola è stata pagata da circa 3 milioni di contribuenti, di cui 600mila agricoltori professionali (aziende agricole) secondo i dati divulgati dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Mantenuti gli impegni presi all’assemblea nazionale Coldiretti di luglio. Da cancellazione IMU spinta all’occupazione agricola. Ora completare l’iter per la dismissione dei terreni pubblici a favore dei giovani.
Una scelta responsabile che riconosce il ruolo ambientale, sociale e culturale della nostra agricoltura, che contribuisce a produrre quei beni comuni che il mercato non remunera. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare con grande soddisfazione la decisione del Governo sull’Imu agricola che avrebbe comportato un insostenibile onere di circa 700 milioni di euro alle imprese agricole per il 2013. Il Governo, nonostante le oggettivedifficoltà che vive il Paese, ha mantenuto dunque l’ impegno assunto con determinazione dal Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo nelpatto per l’agricoltura sottoscritto davanti ai 15mila agricoltori presenti all’Assemblea della Coldiretti lo scorso luglio, dimostrando - ha concluso Marini - di credere nell’agricoltura quale perno per una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese. “L’abolizione dell’Imu potrebbe favorire tra l’altro l’occupazione dei giovani in agricoltura dove uno dei principali ostacoli all’ingresso è proprio determinato dalla disponibilità di terreni e fabbricati rurali colpiti ingiustamente dalla tassa”. E’ quanto ha affermato il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio. E’ stata finalmente eliminata una delle ragioni che - ha sottolineato Sangiorgio - ha frenato gli investimenti nel settore di tantissimi giovani che desiderano oggi fare impresa in agricoltura ma anche la crescita delle oltre 59mila imprese condotte da giovani under 35 già presenti in Italia. Questo importante intervento sul piano fiscale - ha concluso Sangiorgio - contribuisce ad aumentare l’efficacia del piano di dismissioni dei terreni pubblici a favore dei giovani agricoltori il cui iter ci auguriamo possa essere completato a breve. Il gettito nazionale 2012 dell’Imu agricola è stato di 692 milioni di euro, di cui 628 per i terreni e 64 per i fabbricati strumentali. L’Imu agricola è stata pagata da circa 3 milioni di contribuenti, di cui 600mila agricoltori professionali (aziende agricole) secondo i dati divulgati dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
martedì 21 maggio 2013
COLDIRETTI: “NEI CAMPI PER PASSIONE. TRA STAFFETTA GENERAZIONALE ED INNOVAZIONE, I GIOVANI COLDIRETTI PER IL FUTURO DELL’ITALIA
Dall’assemblea di Giovani Impresa Coldiretti un forte segnale del desiderio dei giovani di investire sul loro futuro e sul futuro del Paese, nonostante la crisi e le difficoltà del sistema Italia. Richiesta la possibilità di stage nelle aziende agricole per esperienze di lavoro e di vita “full immersion”.
Dalla staffetta generazionale è possibile l’inserimento di 200mila giovani nelle campagne dove il 37,3 per cento delle imprese ha un conduttore di età superiore ai 65 anni. E’ quanto ha affermato il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio all’Assemblea nazionale, tenutasi all’Auditorium della musica di Roma, nel sottolineare l’importanza che il Governo voglia dare finalmente priorità al tema dell’occupazione giovanile come annunciato dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, con il pacchetto che verrà presentato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini. “Se proprio vogliamo dare un segnale forte ai figli e ai padri delle nostre campagne, che punti sull’intraprendenza dei giovani, sulla loro voglia di fare e sulla loro capacità di innovare, allora – ha chiesto Sangiorgio - sospendiamo il pagamento di imposte e contributi per cinque anni alle imprese familiari in cui si concretizza quella che viene definita la staffetta generazionale. L’agricoltura sta vivendo una straordinaria fase di attenzione da parte dei giovani, ma alle imprese è preclusa la possibilità di ospitare giovani tirocinanti e offrirequindi l’opportunità anche a studenti di effettuare brevi esperienze full immersion in una realtà di impresa. La pretesa che per ospitare un tirocinante l’impresa debba avere alle proprie dipendenze almeno un dipendente a tempo indeterminato comporta, in un settore nel quale molte imprese utilizzano solo manodopera familiare, l’impossibilità di dare corso a questa esperienza”. E’ necessario quindi - ha concluso il Delegato dei giovani Coldiretti - superare l’interpretazione restrittiva della normativa vigente per assecondare e favorire un fenomeno tanto recente quanto positivo come quello del ritorno alla campagna di tantissimi giovani. Noi siamo pronti a svolgere il nostro ruolo per il bene del Paese, nel suo motore possiamo mettere il miglior carburante (le energie giovani) proveniente da fonte rinnovabile (il meglio del territorio italiano). Abbiamo certamente il merito – ha detto Sangiorgio - di aver in questi anni argomentato il perché la classe dirigente più vecchia d'Europa non sarebbe stata in grado di portare il Paese verso la rotta giusta. In politica abbiamo iniziato un ricambio di qualità, ma terremo alta l’attenzione contro tentativi di retromarcia. “Il fatto che il Ministro più giovane del governo, l’onorevole Nunzia De Girolamo, abbia la delega alle Politiche agricole – ha concluso il delegato dei giovani Coldiretti - è una opportunità per cogliere al meglio ciò che di “straordinariamente giovane” sta avvenendo in agricoltura e nei territori italiani”. “Il mondo – ha detto ancora il leader di Giovani Impresa Coldiretti - ha fame di Italia, e comprende che l’Italia è fatta di storia, cultura, arte, ma anche di moda, cibo, design, in cui magicamente tutto viene tenuto insieme dal gusto, dal saper vivere, conciliando in modo democratico il bello e il buono. Eppure ogni anno dobbiamo vivere la seccante scocciatura di spiegare a questo o a quel ministro, a questo o quello scienziato, a questo o a quel presunto imprenditore che per noi Ogm è sinonimo di omologazione e quindi di impoverimento”. Di contro, in settori dove è assai più necessario investire ed utilizzare nuove tecnologie, siamo ancora fermi a livelli di investimento del tutto insufficienti: in ricerca e sviluppo si investe solo 1,3% del nostro PIL. Una soglia molto lontana dal 3% raccomandato da Europa 2020, che ci pone in coda ai Paesi della UE, dopo anche a Slovenia, Repubblica Ceca, Estonia. “E’ necessario – ha detto Sangiorgio - incoraggiare e stimolare attività di studio e di ricerca che sappiano restituire alla nostra cultura millenaria la sua capacità di dare risposte a problemi concreti della società moderna. L’Italia ha una grande storia da cui i giovani possono prendere il meglio ed adattarlo con gli strumenti dell’innovazione. L’Italia è infatti il paese delle distintività e delle eccellenze, ma non siamo ancora riusciti a costruire attorno ad esse qualcosa che ne crei e raccolga i frutti. E’ una follia, è un vero scandalo nazionale. Qui c’è bisogno di una vera battaglia generazionale, qui c’è bisogno che i giovani si mobilitino. “E’ su quello che vogliamo del nostro Paese – ha puntualizzato Sangiorgio - è sul modello di sviluppo che vogliamo intraprendere che dobbiamo costringere la politica a risponderci. Sono milioni di opportunità di vita tolte soprattutto ai giovani”. Giovani che si trovano però di fronte diversi ostacoli, non ultimo il difficile accesso al credito. Infatti ben il 65 per cento dei giovani lamenta come ostacolo al fare impresa l’accesso al credito e il 67 per cento ritiene che strumenti di finanziamento agevolato siano necessari per avviare un’impresa, secondo una indagine Coldiretti/Swg. E mentre i giovani hanno bisogno di credito, la quasi totalità del credito va a società finanziarie. “Sarà pure arrivato il tempo – ha denunciato Sangiorgio - di smetterla di prendere i soldi dall’economia reale, quella delle persone che lavorano e faticano, per darli a quella virtuale, quella dei capitali e delle speculazioni. Noi lo stiamo facendo con il nostro progetto giovani Coldiretti Giovani Impresa – CreditAgrItalia, con cui quest’anno abbiamo finanziato 57 milioni di investimenti per 760 giovani imprese, 20 milioni in più rispettoall’anno precedente. Un risultato straordinario nell’anno del credit crunch. Per quest’anno con CreditAgri – ha precisato il leader di Giovani Impresa Coldiretti - avevamo pensato di dedicare un nuovo plafond di 80 milioni di euro, ma per dare un messaggio ancora più forte siamo arrivati ad un plafond di 100 milioni … 100 milioni di investimenti per giovani, che si alzeranno presto la mattina, che troveranno soluzione a tutti gli ostacoli che verranno loroposti, che contribuiranno al benessere del Paese, perché hanno il diritto asognare un loro futuro migliore”. “Insomma – ha concluso Sangiorgio - scegliamo soprattutto di fare impresa per passione (56 per cento) anche se, se vuole, qualcuno può continuare a pensare che l’agricoltura sia solo un “riparo” in tempo di crisi. Resta il fatto che qui dentro nessuno pensa di abbandonarla”. Il nostro modo di interpretare il modello di sviluppo – ha detto - ha numeri importanti: aumenta il numero di chi tra noi ha certificazione di qualità con quasi i 2/3 delle imprese giovani certificatementre circa il 70 per cento delle imprese giovani sono multifunzionali (erano il 65% un anno fa). Continuiamo ad espanderci e progettiamo di continuare ad innovare nel futuro prossimo. E’ quello – ha sostenuto il leader di Giovani Impresa Coldiretti - che ci sta insegnando la nostra Coldiretti, pioniera di un modo nuovo di pensare l’agricoltura, un modo che sta diventando vitale non soltanto nel nostro Paese, ma pioniera anche di un nuovo modo di rappresentare, fatto di progetti ideati e realizzati, in cui l’interesse generale si concili perfettamente con quello settoriale, non solo in agricoltura, per una rappresentanza globale dei territori, fatto da una classe dirigente sempre più giovane e coraggiosa.
giovedì 17 novembre 2011
COLDIRETTI: CON VENDITA TERRE DI STATO POTRANNO NASCERE 43MILA NUOVE IMPRESE GIOVANI
Fonte: Coldiretti Ferrara
Con l’approvazione della Legge di stabilità entro tre mesi verranno individuati i terreni di proprietà dello stato che saranno venduti e destinati a nuove imprese di giovani o ad integrare aziende esistenti. Obiettivo sia priorità anche per il nuovo governo Monti, che dalla dismissione potrà incassare 6 mld di euro.
Dalla vendita dei 338mila ettari di terreni agricoli pubblici, prevista dalla legge di stabilità, possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione. E’ quanto ha affermato Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, in occasione dell’assegnazione del premio Oscar Green alle imprese piu’ innovative promosso dai giovani della Coldiretti con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e l’apertura del salone della creatività giovanile” con gli esempi piu’ interessanti di innovazione nell’agroalimentare. La legge di stabilità approvata prevede che entro tre mesi vengano individuati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, i terreni da alienare e ci auguriamo che questo obiettivo - ha sottolineato Sangiorgio - diventi una priorità per il nuovo Governo del Prof. Mario Monti e del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. Un impegno per sostenere la competitività delle imprese agricole e l’occupazione giovanile che - ha precisato il delegato dei giovani della Coldiretti - non costa niente e che anzi puo’ generare fino a 6 miliardi di euro di risorse da destinare allo sviluppo del paese.
Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti, come testimonia il fatto che - ha sottolineato Sangiorgio - il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani “chiede” la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Swg. Da una stima della Coldiretti sulla base della superficie media nelle diverse Regioni, con la dismissione delle terre agricole pubbliche il maggior numero di nuove aziende giovani potrebbe nascere nel Lazio (6.500), in Campania (4.300), nel Trentino (3.800), in Piemonte (3.700), in Calabria (3.500) e in Puglia (2.600).
In Italia - ha ricordato Sangiorgio - quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura dove si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila al primo gennaio 2011, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. L’agricoltura - ha precisato il Delegato dei giovani della Coldiretti - si classifica al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani. “L’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “nell’attività manifatturiera tale percentuale si è piu’ che dimezzata. La presenza di giovani agricoltori - ha sottolineato Marini - è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è più alto che in altri settori.
La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli non solo toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto - ha sostenuto Sangiorgio - stimola l’ingresso di giovani imprenditori per i quali il costo del terreno è il principale ostacolo all’avvio dell’attività agricola. Un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani.
In Italia il costo della terra - ha sottolineto la Coldiretti - ha superato i 18.400 euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio – precisa la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige, che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro.
Dallo studio Swg/Coldiretti Giovani Impresa emerge che in agricoltura solo il 3 per cento delle imprese agricole italiane è condotto da giovani con meno di 35 anni che pero’ sono alla guida delle aziende piu’ innovative, che offrono maggiore occupazione e garantiscono maggiori livelli reddito. In Italia - ha sottolineato la Coldiretti - i giovani imprenditori nelle proprie aziende producono un reddito del 40 per cento superiore a quello medio del settore. La crisi, secondo SWG/Coldiretti Giovani Impresa, non ha fermato la volontà di crescita delle giovani imprese agricole che, anche in questa congiuntura non favorevole, per il 78 per cento ha realizzato investimenti per l’espansione dell’attività o il miglioramento della qualità dei prodotti. Le aziende under 35 si caratterizzano per un maggior grado di diversificazione produttiva (31 per cento dei giovani a fronte di una media del 27 per cento), una maggiore capacità di innovare il marketing mix con ben l’87,5 per cento dei giovani che vende direttamente e il 22 per cento che rifornisce i gruppi di acquisto solidali (GAS).
Con l’approvazione della Legge di stabilità entro tre mesi verranno individuati i terreni di proprietà dello stato che saranno venduti e destinati a nuove imprese di giovani o ad integrare aziende esistenti. Obiettivo sia priorità anche per il nuovo governo Monti, che dalla dismissione potrà incassare 6 mld di euro.
Dalla vendita dei 338mila ettari di terreni agricoli pubblici, prevista dalla legge di stabilità, possono nascere fino a 43mila nuove imprese agricole condotte da giovani, ai quali è stato assicurato il diritto di prelazione nelle procedure di cessione. E’ quanto ha affermato Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, in occasione dell’assegnazione del premio Oscar Green alle imprese piu’ innovative promosso dai giovani della Coldiretti con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e l’apertura del salone della creatività giovanile” con gli esempi piu’ interessanti di innovazione nell’agroalimentare. La legge di stabilità approvata prevede che entro tre mesi vengano individuati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, i terreni da alienare e ci auguriamo che questo obiettivo - ha sottolineato Sangiorgio - diventi una priorità per il nuovo Governo del Prof. Mario Monti e del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania. Un impegno per sostenere la competitività delle imprese agricole e l’occupazione giovanile che - ha precisato il delegato dei giovani della Coldiretti - non costa niente e che anzi puo’ generare fino a 6 miliardi di euro di risorse da destinare allo sviluppo del paese.
Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti, come testimonia il fatto che - ha sottolineato Sangiorgio - il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani “chiede” la disponibilità di terra in affitto o acquisizione, secondo una indagine Coldiretti/Swg. Da una stima della Coldiretti sulla base della superficie media nelle diverse Regioni, con la dismissione delle terre agricole pubbliche il maggior numero di nuove aziende giovani potrebbe nascere nel Lazio (6.500), in Campania (4.300), nel Trentino (3.800), in Piemonte (3.700), in Calabria (3.500) e in Puglia (2.600).
In Italia - ha ricordato Sangiorgio - quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura dove si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila al primo gennaio 2011, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. L’agricoltura - ha precisato il Delegato dei giovani della Coldiretti - si classifica al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani. “L’agricoltura è l’unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni” ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “nell’attività manifatturiera tale percentuale si è piu’ che dimezzata. La presenza di giovani agricoltori - ha sottolineato Marini - è rimasta percentualmente stabile a conferma che il ricambio generazionale in agricoltura è più alto che in altri settori.
La dismissione della proprietà pubblica dei terreni agricoli non solo toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra e rende disponibili risorse per lo sviluppo, ma soprattutto - ha sostenuto Sangiorgio - stimola l’ingresso di giovani imprenditori per i quali il costo del terreno è il principale ostacolo all’avvio dell’attività agricola. Un impulso alla crescita, all’occupazione e alla redditività delle imprese che realizzano performance migliori in agricoltura quando sono condotte da giovani.
In Italia il costo della terra - ha sottolineto la Coldiretti - ha superato i 18.400 euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia. Dietro il valore medio – precisa la Coldiretti - si nasconde però una forte variabilità, con valori che partono dai mille euro all'ettaro dei pascoli della provincia di Catanzaro con un ettaro di vigneto nelle zone di produzione più celebri, dalla Toscana al Trentino Alto Adige, che può andare da 500mila a oltre un milione di euro ad ettaro.
Dallo studio Swg/Coldiretti Giovani Impresa emerge che in agricoltura solo il 3 per cento delle imprese agricole italiane è condotto da giovani con meno di 35 anni che pero’ sono alla guida delle aziende piu’ innovative, che offrono maggiore occupazione e garantiscono maggiori livelli reddito. In Italia - ha sottolineato la Coldiretti - i giovani imprenditori nelle proprie aziende producono un reddito del 40 per cento superiore a quello medio del settore. La crisi, secondo SWG/Coldiretti Giovani Impresa, non ha fermato la volontà di crescita delle giovani imprese agricole che, anche in questa congiuntura non favorevole, per il 78 per cento ha realizzato investimenti per l’espansione dell’attività o il miglioramento della qualità dei prodotti. Le aziende under 35 si caratterizzano per un maggior grado di diversificazione produttiva (31 per cento dei giovani a fronte di una media del 27 per cento), una maggiore capacità di innovare il marketing mix con ben l’87,5 per cento dei giovani che vende direttamente e il 22 per cento che rifornisce i gruppi di acquisto solidali (GAS).
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