Fonte: Confagricoltura
La spesa alimentare sembrava un tabù. Gli Italiani tagliavano su tutto tranne che sugli alimenti. Poi sono giunti i risparmi facendo la spesa ai discount, spesso a discapito della qualità; quindi i tagli sempre più consistenti su qualità e quantità del cibo e, addirittura a marzo (rispetto allo stesso mese 2013) le vendite al dettaglio di prodotti alimentari hanno segnato un calo di ben il 6,8%, a fronte dei non alimentari che diminuiscono dell’1,5%. Lo sottolinea il Confagricoltura commentando i dati Istat del commercio a dettaglio a marzo.
A marzo – osserva Confagricoltura - c’è stato un calo generalizzato delle vendite al dettaglio che ha colpito anche i discount di alimentari (che nei mesi scorsi erano gli unici a registrare aumenti), i quali hanno riportato -1,5% a marzo 2014 su marzo 2013 (ma si sono attestati a +1,2%, se si analizzano i dati del primo trimestre).
Certo si spreca di meno, la spesa è più oculata, ma si fanno anche molte rinunce. Una situazione che – conclude Confagricoltura - si riflette sulla filiera agroalimentare e sulle imprese agricole (prezzi all’origine -3,7% ad aprile, secondo i dati odierni di Ismea) che sempre più puntano sull’esportazione.
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lunedì 26 maggio 2014
COMMERCIO AL DETTAGLIO, CONFAGRICOLTURA: “CALANO LE VENDITE DEL CIBO. ANCHE I DISCOUNT NON REGGONO ALLA CRISI”
mercoledì 24 luglio 2013
ISTAT, CONFAGRICOLTURA: “IN CALO LE VENDITE AL DETTAGLIO DEGLI ALIMENTARI NEI PRIMI CINQUE MESI. LA PAROLA D’ORDINE DELLE FAMIGLIE È RISPARMIARE”
Fonte: Confagricoltura
“I dati sulle vendite al dettaglio a maggio, diffusi da Istat, sono un preciso segnale del profondo disagio che avvertono le famiglie, che tendono a risparmiare, stando attenti più a far quadrare i conti che alla qualità. Lo dimostra la scelta della spesa a basso costo presso i discount”. Lo sottolinea Confagricoltura facendo presente che le vendite al dettaglio di alimentari sono in aumento nella GDO (+1% a maggio e -0,8% nei 5 mesi), calano in modo evidente nelle imprese operanti su piccole superfici (-2,2% a maggio e -4% nei 5 mesi). L’aumento maggiore si riscontra, per l’appunto, nei discount alimentari (+1,4%). Solo a maggio – osserva Confagricoltura - c’è stata la battuta d’arresto alla flessione delle vendite alimentari (+0,1%); complessivamente nei primi cinque mesi dell’anno sono diminuite dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2012 (ma quelle non alimentari sono diminuite del 3,5%). Ad avviso di Confagricoltura, “la situazione del mercato interno non migliora e sta confermando la validità della scelta delle imprese agricole di incrementare gli sforzi di internazionalizzazione, per compensare la flessione del mercato nazionale. E l’export agroalimentare ora fa da traino a tutto il made in Italy”.
“I dati sulle vendite al dettaglio a maggio, diffusi da Istat, sono un preciso segnale del profondo disagio che avvertono le famiglie, che tendono a risparmiare, stando attenti più a far quadrare i conti che alla qualità. Lo dimostra la scelta della spesa a basso costo presso i discount”. Lo sottolinea Confagricoltura facendo presente che le vendite al dettaglio di alimentari sono in aumento nella GDO (+1% a maggio e -0,8% nei 5 mesi), calano in modo evidente nelle imprese operanti su piccole superfici (-2,2% a maggio e -4% nei 5 mesi). L’aumento maggiore si riscontra, per l’appunto, nei discount alimentari (+1,4%). Solo a maggio – osserva Confagricoltura - c’è stata la battuta d’arresto alla flessione delle vendite alimentari (+0,1%); complessivamente nei primi cinque mesi dell’anno sono diminuite dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2012 (ma quelle non alimentari sono diminuite del 3,5%). Ad avviso di Confagricoltura, “la situazione del mercato interno non migliora e sta confermando la validità della scelta delle imprese agricole di incrementare gli sforzi di internazionalizzazione, per compensare la flessione del mercato nazionale. E l’export agroalimentare ora fa da traino a tutto il made in Italy”.
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