Fonte: Agrinsieme
Audizione in Commissione Bilancio di Camera e Senato del 30 Ottobre
La tassazione per le imprese agricole, con particolare riferimento all’Imu, il cuneo fiscale e il regime di determinazione del reddito per le società agricole sono state le principali questioni poste all’attenzione della Commissioni Bilancio di Camera e Senato da Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative, nel corso dell’audizione sulla legge di stabilità.
Per Agrinsieme è assolutamente impensabile che i terreni agricoli e i fabbricati rurali dal 1° gennaio 2014 siano soggetti alla stessa disciplina IMU del 2012. Il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza Cooperative ha ricordato che il settore agricolo, con l’introduzione dell’Imu, ha sostenuto un aggravio superiore di oltre 166 milioni di euro a quello previsto dal governo e che, di conseguenza, per il 2014 deve essere liberato di una parte della pressione fiscale di almeno uguale importo.
Per quanto riguarda il tributo sui servizi comunali (TRISE) introdotto dal disegno di legge stabilità, Agrinsieme ha evidenziato che la TASI (una delle due componenti del nuovo tributo),nella sua attuale formulazione verrebbe a colpire le aree edificabili, anche se oggetto di esercizio di attività agricola da parte di soggetti qualificati, quali i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali, che invece dovrebbero essere escluse.
All’attenzione delle Commissioni Agrinsieme ha portato anche la questione del cuneo fiscale e la conseguente necessità che la sua riduzione per quanto riguarda gli oneri a carico delle imprese, così come eventuali ulteriori deduzioni sulla base imponibile Irap di altri elementi che compongono il costo del lavoro, siano applicate anche ai rapporti di lavoro a tempo determinato stabili, ossia reiterati per più anni con lo stesso lavoratore, per almeno 101 giornate l’anno, come richiesto congiuntamente con i sindacati dei lavoratori negli avvisi comuni del 2009 e del 2012.
Il Coordinamento di Cia, Confagricoltura e Alleanza Cooperative ha infine sollevato la questione della tassazione delle società agricole, chiedendo che venga ripristinato il diritto di opzione per la determinazione del reddito su base catastale, abrogato dalla legge di stabilità 2013. Una disposizione introdotta dalla legge finanziaria 2007 con la finalità di dotare il settore agricolo di strutture di tipo societario per affrontare le sfide dello sviluppo e dell’internazionalizzazione, la cui abrogazione è in palese controtendenza con le attuali necessità della nostra agricoltura.
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giovedì 31 ottobre 2013
LEGGE DI STABILITA’: IMU, CUNEO FISCALE E SOCIETA’ AGRICOLE LE PRIORITA’ DI AGRINSIEME
martedì 7 maggio 2013
FISCO, CONFAGRICOLTURA: INTERPRETAZIONE LIMITATIVA DELLA LEGGE DI STABILITA’ PENALIZZA ULTERIORMENTE LE SOCIETA’ AGRICOLE
Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura ribadisce il giudizio negativo sulla norma della Legge di stabilità, che ha abrogato dal 2013 la possibilità per le società agricole di optare per la determinazione del reddito su base catastale. Una norma che l’Organizzazione agricola ha contrastato fin dall’inizio, ritenendola assolutamente limitativa della libertà d’impresa e in palese contrasto con l’auspicata crescita del settore, ottenendone la proroga dell’entrata in vigore all’esercizio 2015. Ora, con una recente circolare, l’Agenzia delle entrate ha escluso i margini interpretativi che avrebbero consentito di esercitare l’opzione anche per il 2013 e il 2014, permettendo solo alle società che avevano già optato entro il 2012 di contare per i prossimi due anni ancora sull’applicazione delle regole catastali. Confagricoltura si impegnerà con il nuovo governo per ripristinare la possibilità per le società agricole di determinare il reddito su base catastale, che costituisce uno strumento fondamentale per lo sviluppo del settore, attraverso l’incremento del numero di strutture produttive, più idonee alla realizzazione di investimenti innovativi e con una maggiore capacità di competere sui mercati internazionali.
Confagricoltura ribadisce il giudizio negativo sulla norma della Legge di stabilità, che ha abrogato dal 2013 la possibilità per le società agricole di optare per la determinazione del reddito su base catastale. Una norma che l’Organizzazione agricola ha contrastato fin dall’inizio, ritenendola assolutamente limitativa della libertà d’impresa e in palese contrasto con l’auspicata crescita del settore, ottenendone la proroga dell’entrata in vigore all’esercizio 2015. Ora, con una recente circolare, l’Agenzia delle entrate ha escluso i margini interpretativi che avrebbero consentito di esercitare l’opzione anche per il 2013 e il 2014, permettendo solo alle società che avevano già optato entro il 2012 di contare per i prossimi due anni ancora sull’applicazione delle regole catastali. Confagricoltura si impegnerà con il nuovo governo per ripristinare la possibilità per le società agricole di determinare il reddito su base catastale, che costituisce uno strumento fondamentale per lo sviluppo del settore, attraverso l’incremento del numero di strutture produttive, più idonee alla realizzazione di investimenti innovativi e con una maggiore capacità di competere sui mercati internazionali.
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giovedì 11 ottobre 2012
DDL STABILITÀ, CONFAGRICOLTURA: “LA NORMA SULLA TASSAZIONE DELLE SOCIETÀ AGRICOLE LIMITA LA LIBERTÀ D’IMPRESA E IMPEDISCE LA CRESCITA DEL SETTORE”
Fonte: Confagricoltura
“Il governo costringe il settore agricolo al nanismo”. Lo sottolinea Confagricoltura che stigmatizza la norma contenuta nel ddl Stabilità che, dall’1 gennaio 2013, esclude per le società in agricoltura la possibilità di determinare il reddito su base catastale piuttosto che a bilancio”. “Abbiamo sempre ritenuto importante che ci fosse questa opzione per non legare la tassazione alla forma di organizzazione giuridica dell’attività economica – osserva Confagricoltura - . La penalizzazione delle società non fa bene alla crescita del settore e rende più difficili moderne forme di aggregazione, in cui il capitale ha un ruolo rilevante, attraverso le quali si potrebbero superare gli attuali ritardi strutturali della nostra agricoltura”. “E’ una disposizione assolutamente in controtendenza – aggiunge Confagricoltura –. In un momento in cui si vanno a definire norme che devono essere un volano per la crescita, per l’ agricoltura, invece, si vara una disposizione che, di fatto, punisce il processo di modernizzazione e frena la nascita di nuove imprese, in chiaro contrasto con i principi della libera iniziativa economica”. “Se la norma dovesse entrare in vigore, tra l’altro – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - le società in essere si troverebbero costrette a dover modificare il proprio ordinamento giuridico in tempi estremamente ristretti”.
“Il governo costringe il settore agricolo al nanismo”. Lo sottolinea Confagricoltura che stigmatizza la norma contenuta nel ddl Stabilità che, dall’1 gennaio 2013, esclude per le società in agricoltura la possibilità di determinare il reddito su base catastale piuttosto che a bilancio”. “Abbiamo sempre ritenuto importante che ci fosse questa opzione per non legare la tassazione alla forma di organizzazione giuridica dell’attività economica – osserva Confagricoltura - . La penalizzazione delle società non fa bene alla crescita del settore e rende più difficili moderne forme di aggregazione, in cui il capitale ha un ruolo rilevante, attraverso le quali si potrebbero superare gli attuali ritardi strutturali della nostra agricoltura”. “E’ una disposizione assolutamente in controtendenza – aggiunge Confagricoltura –. In un momento in cui si vanno a definire norme che devono essere un volano per la crescita, per l’ agricoltura, invece, si vara una disposizione che, di fatto, punisce il processo di modernizzazione e frena la nascita di nuove imprese, in chiaro contrasto con i principi della libera iniziativa economica”. “Se la norma dovesse entrare in vigore, tra l’altro – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - le società in essere si troverebbero costrette a dover modificare il proprio ordinamento giuridico in tempi estremamente ristretti”.
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