Fonte: Confagricoltura
Confagricoltura è per il lavoro “vero” e contrasta quello “nero”, quello “fittizio”, il caporalato, l’evasione contributiva. Lo ha sottolineato senza mezzi termini il presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, Mario Guidi, intervenendo a Rosarno al congresso indetto dai sindacati dei lavoratori.
Ha detto di più Guidi: “Non penso che un’azienda vada premiata se sta nelle regole, ma debba essere punita se non lo fa”. Insomma, Confagricoltura e le sue imprese sono rigorosamente per la legalità. Non ci possono essere alibi per chi infrange. Chi è fuori dalle regole fa un danno inaccettabile e penalizza chi invece le leggi le rispetta, cioè le decine di migliaia di imprese agricole che operano alla luce del sole e che occupano regolarmente manodopera dipendente. È a queste imprese che Confagricoltura intende dare voce.
“La piaga del lavoro nero – ha poi proseguito Guidi - si combatte non solo con le sanzioni, ma ricostruendo un’economia competitiva ed economicamente soddisfacente. Gli agricoltori devono puntare ai mercati aggregandosi per essere competitivi e la Regione deve accompagnare questo processo con grandi interventi infrastrutturali e logistici, sfruttando i fondi europei e sostenendo gli investimenti agricoli. Anche la Piana di Gioia Tauro va riprogettata attraverso i PSR”.
“Il governo, dal canto suo, deve intervenire non elevando il carico fiscale come sta succedendo invece con l’Imu – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Tutti devono lavorare di più, velocemente, con soddisfazione reciproca delle aziende e dei lavoratori”.
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venerdì 13 febbraio 2015
OCCUPAZIONE, GUIDI (CONFAGRICOLTURA) A ROSARNO: “CONDANNIAMO IL LAVORO NERO E FAVORIAMO QUELLO VERO”
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MARTINA A ROSARNO: LUNEDÌ 16 FEBBRAIO SI INSEDIA ALL’INPS CABINA DI REGIA DELLA RETE PER IL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Da Rosarno parte un messaggio di fiducia e di speranza. Abbiamo voluto presentare qui l'avvio del lavoro della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista da ‘Campolibero’. Lunedì prossimo partiamo con la cabina di regia presso l'Inps, con l’obiettivo di certificare la qualità dell'occupazione nelle imprese agricole. Questo strumento potrà essere utile anche nei rapporti con la grande distribuzione organizzata, soprattutto sotto il profilo della certificazione etica del lavoro. Bisogna dirlo in modo chiaro: il rispetto e la dignità del lavoro sono principi non trattabili”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, partecipando all’iniziativa “Legalità, diritti, dignità. Da Rosarno si può”, promossa, nella città calabrese, da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil contro il lavoro nero in agricoltura. “Dobbiamo creare, soprattutto qui in Calabria ma in generale in tutto il Paese, le condizioni perché – ha aggiunto Martina – non si assista più allo sfruttamento di immigrati irregolari: non c'è giustificazione per le aziende che sfruttano la disperazione di chi lavora in nero per cercare margini nell'attività produttiva”. Il Ministro ha proseguito: “Per troppi anni in Italia abbiamo accantonato i problemi, ora è il momento di affrontare alcuni nodi cruciali per l’agricoltura italiana. Dobbiamo occuparci della tutela del reddito degli agricoltori e restituire la dignità del lavoro nei campi. Per farlo è fondamentale utilizzare al meglio i fondi europei senza sprecare nemmeno un centesimo. Servono due leve fondamentali: qualità e organizzazione. Due pilastri che devono stare insieme”. Sul fronte organizzazione, ha aggiunto Martina, “siamo ancora troppo indietro. La media nazionale è al 40%, in Calabria siamo fermi al 20%. Una terra straordinaria come questa merita di sfruttare al meglio le occasioni che ha, mettendo in risalto la qualità delle produzioni. Il produttore da solo, in qualsiasi zona d'Italia, non ce la fa. Davanti a noi abbiamo gli strumenti per intervenire che ci offrono grandi potenzialità: mi riferisco, ad esempio, al miliardo di euro a disposizione da qui al 2020 attraverso i fondi dello sviluppo rurale. È il momento di fare un salto di qualità concentrando le risorse su progetti innovativi, concreti, di prospettiva. C'è bisogno di una strategia, che metta insieme i produttori e permette di affrontare il mercato con più forza”. “So che qui – ha proseguito il Ministro – abbiamo il cuore di alcune nostre produzioni importanti, come gli agrumi. Sono pronto a dare avvio a un ‘Piano agrumi’ che però non potrà prescindere da un lavoro di squadra tra produttori e istituzioni. Convocherò anche i grandi soggetti industriali, tra cui Coca Cola, per avviare un percorso insieme sulle arance, che coinvolgerà naturalmente anche le produzioni calabresi. Dobbiamo utilizzare tutti il 2015 per il rilancio dell'agricoltura e dell'Italia. Le premesse sono favorevoli e c’è un grande lavoro da fare. Il Governo – ha concluso Martina – è pronto a fare la sua parte”.
“Da Rosarno parte un messaggio di fiducia e di speranza. Abbiamo voluto presentare qui l'avvio del lavoro della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista da ‘Campolibero’. Lunedì prossimo partiamo con la cabina di regia presso l'Inps, con l’obiettivo di certificare la qualità dell'occupazione nelle imprese agricole. Questo strumento potrà essere utile anche nei rapporti con la grande distribuzione organizzata, soprattutto sotto il profilo della certificazione etica del lavoro. Bisogna dirlo in modo chiaro: il rispetto e la dignità del lavoro sono principi non trattabili”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, partecipando all’iniziativa “Legalità, diritti, dignità. Da Rosarno si può”, promossa, nella città calabrese, da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil contro il lavoro nero in agricoltura. “Dobbiamo creare, soprattutto qui in Calabria ma in generale in tutto il Paese, le condizioni perché – ha aggiunto Martina – non si assista più allo sfruttamento di immigrati irregolari: non c'è giustificazione per le aziende che sfruttano la disperazione di chi lavora in nero per cercare margini nell'attività produttiva”. Il Ministro ha proseguito: “Per troppi anni in Italia abbiamo accantonato i problemi, ora è il momento di affrontare alcuni nodi cruciali per l’agricoltura italiana. Dobbiamo occuparci della tutela del reddito degli agricoltori e restituire la dignità del lavoro nei campi. Per farlo è fondamentale utilizzare al meglio i fondi europei senza sprecare nemmeno un centesimo. Servono due leve fondamentali: qualità e organizzazione. Due pilastri che devono stare insieme”. Sul fronte organizzazione, ha aggiunto Martina, “siamo ancora troppo indietro. La media nazionale è al 40%, in Calabria siamo fermi al 20%. Una terra straordinaria come questa merita di sfruttare al meglio le occasioni che ha, mettendo in risalto la qualità delle produzioni. Il produttore da solo, in qualsiasi zona d'Italia, non ce la fa. Davanti a noi abbiamo gli strumenti per intervenire che ci offrono grandi potenzialità: mi riferisco, ad esempio, al miliardo di euro a disposizione da qui al 2020 attraverso i fondi dello sviluppo rurale. È il momento di fare un salto di qualità concentrando le risorse su progetti innovativi, concreti, di prospettiva. C'è bisogno di una strategia, che metta insieme i produttori e permette di affrontare il mercato con più forza”. “So che qui – ha proseguito il Ministro – abbiamo il cuore di alcune nostre produzioni importanti, come gli agrumi. Sono pronto a dare avvio a un ‘Piano agrumi’ che però non potrà prescindere da un lavoro di squadra tra produttori e istituzioni. Convocherò anche i grandi soggetti industriali, tra cui Coca Cola, per avviare un percorso insieme sulle arance, che coinvolgerà naturalmente anche le produzioni calabresi. Dobbiamo utilizzare tutti il 2015 per il rilancio dell'agricoltura e dell'Italia. Le premesse sono favorevoli e c’è un grande lavoro da fare. Il Governo – ha concluso Martina – è pronto a fare la sua parte”.
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lunedì 3 novembre 2014
MIPAAF: LA ‘RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ’ PER CONTRASTARE LAVORO SOMMERSO E ILLEGALITÀ
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
MARTINA: PRIMO PASSO PER ALZARE IL CONTRASTO ALLA PIAGA DEL LAVORO NERO
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, il Governo - con l’articolo 6 del decreto-legge n. 91 del 2014 (DL competitività che contiene gran parte del piano denominato ‘Campolibero’) - ha istituito presso l'INPS un nuovo strumento denominato ‘rete del lavoro agricolo di qualità’ con l'obiettivo di promuovere, asseverandone l'attività, la regolarità delle imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti: a) non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; b) non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla lettera a); c) essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Il progetto della Rete agricola sarà coordinato da una cabina di regia composta dai lavoratori, dai datori di lavoro e lavoratori autonomi e da rappresentanti delle Istituzioni coinvolte. La partecipazione alla Rete comporta che i controlli e le ispezioni condotte dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali debbano avere ad oggetto principalmente quelle imprese agricole non aderenti alla rete stessa, fatte salve determinate eccezioni. In tal modo, si è stabilito il principio di orientare i controlli verso quelle imprese che, non avendone i requisiti, non hanno richiesto l’iscrizione alla rete. Naturalmente si fa salva la possibilità di effettuare controlli sulla veridicità delle dichiarazioni, sulla base della normativa in vigore. L’obiettivo della Rete, costituita dal Governo e in fase di attuazione da parte dell’INPS e del Ministero del lavoro, è quello di garantire una sorta di certificazione di qualità di non utilizzo di lavoro nero per le imprese, favorendo in prospettiva, anche attraverso le grandi reti di distribuzione, una corsia privilegiata per tali imprese. “Questa iniziativa rappresenta un primo ed importante passo per unire le imprese e le Istituzioni al fine di sconfiggere la piaga del lavoro sommerso. In questi giorni - dichiara il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina - è peraltro in corso un approfondimento in Senato, nell’ambito del disegno di legge collegato alla manovra finanziaria in materia agricola, sulla possibilità di un ulteriore rafforzamento della Rete, definendone l’articolazione territoriale e attribuendole un ruolo propositivo in materia di politiche attive sul lavoro, anche grazie al monitoraggio e all’incrocio dei dati attualmente disponibili a diverso titolo e da diversi soggetti".
MARTINA: PRIMO PASSO PER ALZARE IL CONTRASTO ALLA PIAGA DEL LAVORO NERO
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che, per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, il Governo - con l’articolo 6 del decreto-legge n. 91 del 2014 (DL competitività che contiene gran parte del piano denominato ‘Campolibero’) - ha istituito presso l'INPS un nuovo strumento denominato ‘rete del lavoro agricolo di qualità’ con l'obiettivo di promuovere, asseverandone l'attività, la regolarità delle imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti: a) non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; b) non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui alla lettera a); c) essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Il progetto della Rete agricola sarà coordinato da una cabina di regia composta dai lavoratori, dai datori di lavoro e lavoratori autonomi e da rappresentanti delle Istituzioni coinvolte. La partecipazione alla Rete comporta che i controlli e le ispezioni condotte dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali debbano avere ad oggetto principalmente quelle imprese agricole non aderenti alla rete stessa, fatte salve determinate eccezioni. In tal modo, si è stabilito il principio di orientare i controlli verso quelle imprese che, non avendone i requisiti, non hanno richiesto l’iscrizione alla rete. Naturalmente si fa salva la possibilità di effettuare controlli sulla veridicità delle dichiarazioni, sulla base della normativa in vigore. L’obiettivo della Rete, costituita dal Governo e in fase di attuazione da parte dell’INPS e del Ministero del lavoro, è quello di garantire una sorta di certificazione di qualità di non utilizzo di lavoro nero per le imprese, favorendo in prospettiva, anche attraverso le grandi reti di distribuzione, una corsia privilegiata per tali imprese. “Questa iniziativa rappresenta un primo ed importante passo per unire le imprese e le Istituzioni al fine di sconfiggere la piaga del lavoro sommerso. In questi giorni - dichiara il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina - è peraltro in corso un approfondimento in Senato, nell’ambito del disegno di legge collegato alla manovra finanziaria in materia agricola, sulla possibilità di un ulteriore rafforzamento della Rete, definendone l’articolazione territoriale e attribuendole un ruolo propositivo in materia di politiche attive sul lavoro, anche grazie al monitoraggio e all’incrocio dei dati attualmente disponibili a diverso titolo e da diversi soggetti".
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