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lunedì 11 maggio 2015

IL CONSORZIO DELLA BONIFICA BURANA INFORMA CHE SONO IN SPEDIZIONE GLI AVVISI DI PAGAMENTO – ANNO 2015

Fonte: Ufficio Stampa Consorzio Bonifica Burana


I consorziati che intendono verificare la propria posizione contribuente (immobili oggetto del contributo, importi relativi al beneficio di bonifica e irrigazione, etc) o richiedere l’aggiornamento di intestazione dell’avviso di pagamento (a seguito di vendite, successioni, etc.) possono rivolgersi al Consorzio con le modalità di seguito indicate:

Le sedi di Modena, Mirandola, Bondeno e San Giovanni in Persiceto ricevono nei seguenti orari:
APERTURA AL PUBBLICO
- dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30

INFORMAZIONI TELEFONICHE 
- ogni Lunedì, Mercoledì e Giovedì pomeriggio dalle 14,30 alle 17,00

Di seguito i recapiti per recarsi nelle sedi o contattarle:
SEDE DI MODENA (C.so Vittorio Emanuele, 107) Tel: 059/416.511
SEDE DI MIRANDOLA (Via Statale Sud, 35) Tel: 0535/20100
SEDE DI BONDENO (Via Vittorio Veneto, 48/50) Tel: 0532/893010
SEDE DI S. GIOVANNI IN PERSICETO (Via Circonvallazione Dante, 44) Tel: 051/6875207


APERTURA STRAORDINARIA DI SPORTELLI SUL TERRITORIO


CASTELFRANCO EMILIA - c/o Biblioteca Comunale “ Sala Don Ferdinando
                                                     Casagrande “ – Piazza della Liberazione, 5
            Il primo venerdì di ogni mese per tutto l’anno dalle 8,30 alle 13,00
            e Martedì 26 maggio dalle 8,30 alle 13,00
                       
VALSAMOGGIA loc. BAZZANO  - c/o Municipio “ Sala 11 Settembre “
                                                                   Via Venturi, 1
                        Sabato 23 maggio dalle 8,30 alle 13,00

FANANO  -  c/o Municipio - Piazza Marconi, 1
                        Mercoledì 27 maggio e 10 giugno dalle 9,30 alle 13,00

MONTESE  - c/o Municipio - Via Panoramica, 60
                        Lunedì 18 maggio e 1 giugno dalle 9,30 alle 13,00

PAVULLO  - c/o Unione dei Comuni del Frignano  - Via Giardini, 15
                        (ex Comunità Montana)
            Mercoledì 20 e 27 maggio dalle 9,00 alle 12,00
            Mercoledì 3 e 10 giugno dalle 9,00 alle 12,00
           
PIEVEPELAGO  -  c/o Biblioteca Comunale - Piazza Vittorio Veneto, 16
                        Lunedì 25 maggio e 8 giugno dalle 9,30 alle 13,00

SESTOLA  - c/o I.A.T. del Cimone Ufficio Turistico – Corso Umberto I, 3
                       Giovedì 4 e 11 giugno dalle 9,30 alle 13,00

POGGIO RUSCO  - c/o container Uffici Comunali – Via Garibaldi, 11
                        Lunedì 18 e 25 maggio dalle 9,00 alle 12,00
                        Lunedì 1 e 8 giugno dalle 9,00 alle 12,00

SERMIDE  - c/o Municipio – Piazza Plebiscito, 1
            Mercoledì 20 e 27 maggio dalle 9,00 alle 12,00
            Mercoledì 3 e 10 giugno dalle 9,00 alle 12,00

Inoltre è sempre attivo il n° verde 800 324464 che fornisce alcune utili informazioni tramite un risponditore automatico.

SITO INTERNET
Sul sito web www.consorzioburana.it è sempre attivo il servizio “Contribuenza facile” che consente di fornire informazioni dettagliate ai consorziati su quanto pagano e perché, mostrando gli elementi catastali degli immobili agricoli ed extragricoli oggetto di imposizione.

giovedì 5 luglio 2012

BONIFICHE, APPROVATO DALL'ASSEMBLEA LEGISLATIVA IL PROGETTO DI LEGGE CHE COMPLETA L'OPERA DI RIFORMA. L'ASSESSORE RABBONI: "PIÙ CHIAREZZA PER I CITTADINI NEL RAPPORTO CON LA BONIFICA E PIÙ EFFICIENZA NEI SERVIZI SVOLTI SUL TERRITORIO". SPECIFICATO QUANDO SI PAGA IL TRIBUTO NELLE AREE URBANE E L'OBBLIGO ALLE MANUTENZIONI IN MONTAGNA.

Fonte: Giunta Regionale - Agenzia di Informazione e Comunicazione

Bologna – “Più chiarezza per i cittadini nel rapporto con la bonifica e più efficienza nei servizi svolti sul territorio, che grazie a 20 mila chilometri di canali e a 450 idrovore garantisce la sicurezza idraulica a un territorio di quasi mezzo milione di ettari. Con la legge approvata oggi abbiamo concluso e completato il rinnovamento della disciplina di bonifica dell'Emilia-Romagna”. Questo il commento dell’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni all’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, della riforma dei Consorzi di bonifica. Tra le novità introdotte dal provvedimento quella relativa al pagamento del tributo di bonifica per i proprietari degli immobili situati nelle aree urbane, che non dovranno pagare se la rete fognaria è in grado di allontanare le acque meteoriche senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, mentre in caso contrario il tributo è dovuto. Sarà il Piano di classifica degli immobili predisposto dal Consorzio di Bonifica su indirizzo della Regione a stabilirlo. “Per la montagna – spiega Rabboni - la legge accoglie le richieste delle Unioni di Comuni montani di confermare e finalizzare la contribuenza a lavori ed opere di presidio idrogeologico, di sottoporre preventivamente i programmi di bonifica all'esame delle Unioni di Comuni e di sostenere tutte le possibili forme di collaborazione tra bonifica ed Enti locali”. “In soli tre anni, attraverso tre distinti provvedimenti di legge – aggiunge l’assessore - abbiamo riformato una materia fondamentale per la funzionalità della nostra regione, superando antiche difficoltà e resistenze che in passato frenarono i precedenti tentativi di riforma, alcuni dei quali risalenti ad oltre vent’anni fa. Dopo la legge del 2009, che ha dimezzato il numero dei Consorzi di Bonifica, ridotto a 5 i consiglieri d’amministrazione, di cui solo 3 indennizzati, e quella del 2010 che ha riformato in senso proporzionale il sistema elettorale di bonifica, abbiamo legiferato sul delicato ed annoso problema della bonifica nelle aree urbane e montane, nonché sull'applicazione dei minimi amministrativi di contribuenza, sull'uso plurimo delle acque dei canali di bonifica, sui rapporti di collaborazione tra Bonifica e Servizi idrici”.

 Le novità del progetto di legge

Se in passato i proventi dei tributi di bonifica in montagna erano destinati a sostenere la sola attività di vigilanza, ora dovranno essere utilizzati per finanziare quegli interventi di manutenzione e di presidio del territorio che sono più che mai strategici in queste aree del territorio regionale. Per quanto riguarda le aree urbane, invece, il progetto di legge chiarisce chi dovrà pagare o meno il tributo di bonifica: non dovranno farlo gli immobili serviti dalla rete fognaria senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, mentre pagheranno i proprietari di immobili che traggono un beneficio specifico e diretto dalle opere di bonifica. Lo strumento che permetterà di individuare gli immobili esclusi o tenuti al pagamento è il Piano di classifica degli immobili del comprensorio di bonifica, che dovrà essere predisposto da ogni Consorzio, sulla base di criteri definiti dalla Giunta regionale dopo aver sentito una commissione tecnica composta da esperti di tutte le pari interessate. Tra le novità del testo: l’obbligo a contribuire alle spese del Consorzio per chiunque, pur non associato, scarichi acqua nei canali consortili; la possibilità per il Consorzio di bonifica e il Servizio idrico integrato di accordarsi per una riscossione unitaria dei tributi e, in casi particolari, per una gestione concordata delle reti. Viene poi stabilito che i canali di bonifica potranno essere utilizzati anche per usi diversi da quello irriguo, come quello civile ed industriale. Si è inoltre intervenuto sui minimi contributivi stabilendo che i tributi di importo modesto saranno riscossi ogni due o tre anni, al raggiungimento di una soglia minima in grado di giustificare le spese amministrative per la riscossione.

lunedì 4 giugno 2012

COLDIRETTI: DOPO IL TERREMOTO TERRITORIO A RISCHIO ALLUVIONE SU 200MILA ETTARI

Fonte: Coldiretti Ferrara

 Oltre alle ingenti perdite per i fenomeni sismici incombe il rischio dissesto idrogeologico nelle aree terremotate dell’Emilia. I danni al sistema della bonifica urgenza per tutto il territorio. Intanto bene allo stop per il centro stoccaggio gas di Rivara ed anche alle riscossioni di Equitalia per tutte le attività della zona colpita.

Il fenomeno della liquefazione delle sabbie che emergono dal terreno rubando spazio alla terra coltivata e provocano numerose crepe a case e magazzini, è solo l’effetto più evidente del dissesto idrogeologico provocato dal sisma che ha spaccato terreni nelle aree urbane ed agricole e messo in pericolo circa 200 mila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme sugli effetti alla stabilità del territorio provocati dal sisma, sulla base delle analisi dell’Anbi (associazione nazionale bonifiche), dopo la proposta del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini di un piano per mettere in sicurezza il suolo e il positivo rigetto della richiesta del centro di stoccaggio gas di Rivara. Per ripristinare la sicurezza idraulica del territorio colpito - sottolinea la Coldiretti - servono interventi per decine di milioni di euro nell’immediato per garantire l’irrigazione ed evitare che l’arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane. Nell'impianto idrovoro di Mondine - sottolinea la Coldiretti - è crollata la torre dove si trova l'impianto elettrico, il cuore che dà energia alle possenti idrovore che assicurano la sicurezza idraulica di un territorio di 50 mila ettari che va dall'Enza al Secchia a Nord della via Emilia comprendendo i centri abitati di Correggio, Poviglio e Carpi e che ora è a rischio di alluvione anche per il crollo dei manufatti di alcune chiaviche di fondamentale importanza per la regolazione dei canali. Grave è anche la situazione nella maggior parte dei 162 mila ettari di pianura del comprensorio del Consorzio della Bonifica Burana tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova . Una rete estesa per 2500 chilometri di canali, 52 impianti idrovori e 2000 manufatti, la maggior parte gravemente lesionata dal sisma. Risultano danneggiati in particolare - riferisce la Coldiretti - impianti idrovori, impianti irrigui, magazzini di servizio, abitazioni di servizio, arginature dei canali principali con il rischio crolli lungo centinaia di metri sulle arginature. Danni analoghi e rilevanti si registrano anche in provincia di Mantova, per gli impianti del consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga. Danni diffusi alle opere idrauliche, pur non tali da impedirne la funzionalità, sono segnalati anche nei comprensori del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale e del Consorzio Canale Emiliano Romagnolo. A destare le maggiori preoccupazioni statiche - spiega la Coldiretti - sono i tanti ponti, soprattutto storici, che evidenziano fessurazioni. Il terremoto - continua la Coldiretti - ha provocato un forte rischio idrogeologico nei territori colpiti con danni dagli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque. Una prima conseguenza è stata la sospensione del servizio irriguo che è necessario far ripartire per preservare, nell'emergenza, una delle agricolture più floride della pianura Padana: ortofrutta, viticoltura, riso, parmigiano reggiano in particolare i settori a rischio. Il conto di mezzo miliardo di danni per il settore agroalimentare - conclude la Coldiretti - potrebbe dunque ulteriormente aggravarsi senza il ripristino delle opere necessarie per mettere in sicurezza il territorio e se non verrà garantita una adeguata fornitura di acqua alle coltivazioni della zona. Intanto per effetto del rinvio di tutti i versamenti tributari e previdenziali decisi dal Governo, anche Equitalia sospenderà le attività di riscossione nelle zone colpite dal terremoto. Ne dà notizia la Coldiretti nel sottolineare che ora è prioritario affrontare l’emergenza ed accompagnare il ritorno alla normalità di persone ed imprese. Il fermo obbligato delle attività causato dalle scosse - ha sottolineato la Coldiretti - sta aumentando il conto dei danni alle imprese che solo nell’agroalimentare ammontano oramai a mezzo miliardo di euro ma che complessivamente hanno abbondantemente superato i 3 miliardi che consentono al Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) di intervenire con aiuti di stato come ha annunciato il Commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes Hahn. Negli ultimi dieci anni l’Unione Europea è intervenuta a sostegno dell’Italia - ha concluso la Coldiretti - per il terremoto in Molise (1588 milioni di danni), l’eruzione dell’Etna (894 milioni di danni), il terremoto in Abruzzo (10212 milioni di danni) e l’alluvione in Veneto (676 milioni) 

mercoledì 18 aprile 2012

Bonifiche, dalla Giunta regionale un progetto di legge che completa l'opera di riforma.

FONTE: REGIONE EMILIA - ROMAGNA

Rabboni: "un provvedimento che dà certezze a tutti, a tutela dei diritti dei cittadini e della sicurezza idraulica del territorio". Chiarito quando si paga il tributo nelle aree urbane e l'obbligo alle manutenzioni in montagna.

Bologna - Non saranno tenuti a pagare il tributo di bonifica i proprietari degli immobili situati nelle aree urbane, la cui rete fognaria è in grado di garantire la piena sicurezza idraulica, vale a dire l'allontanamento delle acque meteoriche, senza significative interconnessioni con la rete di bonifica. E’ una delle novità previste dal progetto di legge sulle bonifiche licenziato dalla Giunta regionale. Come ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, il testo, che dovrà ora passare all’esame dell’Assemblea legislativa per l’approvazione definitiva, “rappresenta il terzo e conclusivo provvedimento con cui la Regione ha riorganizzato tutto il sistema dei consorzi di bonifica, dopo la legge del 2009 che ne ha ridotto il numero da 16 a 8 e quella del 2010 che ne ha riformato su base proporzionale il sistema elettorale. Con questo provvedimento completiamo la riforma, chiarendo la controversa questione del tributo di bonifica nelle aree urbane, la funzione di bonifica in montagna, stimoliamo la collaborazione tra bonifiche, gestori dei servizi idrici ed altri soggetti, promuoviamo l'uso plurimo delle acque che transitano nei canali di bonifica e, infine, disponiamo che i tributi di bonifica di modesta entità vengano riscossi su base pluriennale per il raggiungimento di un importo almeno significativo. In sostanza più chiarezza per i cittadini nel loro rapporto con la bonifica e più efficienza nei servizi svolti sul territorio. Il tutto per rendere ancora più produttiva ed apprezzata la realtà di bonifica che grazie a 20 mila chilometri di canali e a 450 impianti di sollevamento idraulici garantisce la sicurezza idraulica a un territorio di quasi 1 milione di ettari.”

Le novità del progetto di legge
Se in passato i proventi dei tributi di bonifica in montagna erano destinati a sostenere la sola attività di vigilanza, ora dovranno essere utilizzati per finanziare quegli interventi di manutenzione e di presidio del territorio che sono più che mai strategici in queste aree del territorio regionale. Per quanto riguarda le aree urbane, invece, il progetto di legge chiarisce chi dovrà pagare o meno il tributo di bonifica: non dovranno farlo gli immobili serviti dalla rete fognaria senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, mentre pagheranno i proprietari di immobili che traggono un beneficio specifico e diretto dalle opere di bonifica. Lo strumento che permetterà di individuare gli immobili esclusi o tenuti al pagamento è il Piano di classifica degli immobili del comprensorio di bonifica, che dovrà essere predisposto da ogni Consorzio, sulla base di criteri definiti dalla Giunta regionale dopo aver sentito una commissione tecnica composta da esperti di tutte le pari interessate. Tra le novità del testo: l’obbligo a contribuire alle spese del Consorzio per chiunque, pur non associato, scarichi acqua nei canali consortili; la possibilità per il Consorzio di bonifica e il Servizio idrico integrato di accordarsi per una riscossione unitaria dei tributi e, in casi particolari, per una gestione concordata delle reti. Viene poi stabilito che i canali di bonifica potranno essere utilizzati anche per usi diversi da quello irriguo, come quello civile ed industriale, infine, i tributi di modesto importo saranno riscossi ogni due o tre anni, al raggiungimento di una soglia minima in grado di giustificare le spese amministrative per la riscossione.