Fonte: Confagricoltura
Nella Conferenza di Agrinsieme abbiamo voluto sconfiggere alcuni falsi miti. Uno di essi è sicuramente quello dei ‘veleni nel piatto’. I nostri prodotti ortofrutticoli sono tra i più sicuri in Europa”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi a margine al suo intervento a Bologna, al convegno nazionale di Compag (Federazione nazionale commercianti prodotti per l’agricoltura).
Guidi, nel suo intervento, ha ricordato come, a fare chiarezza sul tema della cosiddetta food safety, sia l’Efsa, l'Autorità europea sulla sicurezza alimentare, che, nel suo report annuale sugli agrofarmaci, mostra come su circa 79mila campioni, in più del 97% dei casi, siano stati rispettati i limiti sui residui fissati dalla normativa europea. Ciò a dimostrazione delle rigorose e continuative verifiche cui l'ortofrutta italiana è sottoposta, che permettono di garantire elevati standard di sicurezza per i consumatori".
“I nostri prodotti sono sicuri ma serve un’armonizzazione delle regole a livello europeo sui controlli della sicurezza alimentare – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. A causa di una differente gestione nei vari Paesi europei delle pratiche agronomiche ammesse e dell’utilizzo di alcune sostanze fitosanitarie, si creano disparità di trattamento tra i produttori europei e si alimenta un fenomeno di concorrenza commerciale sleale da parte di alcuni Paesi Europei nei confronti dell’Italia che incide soprattutto a livello di export. Noi vogliamo continuare ad essere rigorosi però devono fare altrettanto i nostri competitor”.
“Gli agrofarmaci – ha concluso il presidente di Confagricoltura - non vanno demonizzati, la ricerca ha fatto passi da gigante e c’è la piena consapevolezza da parte dei produttori agricoli che vanno usati con molta oculatezza”.
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venerdì 28 novembre 2014
venerdì 19 luglio 2013
CONTROLLI ALIMENTARI, CONFAGRICOLTURA: I PRODOTTI AGRICOLI ITALIANI ALTAMENTE SICURI
Fonte: Confagricoltura
“L’agricoltura italiana fornisce prodotti di alta qualità e di elevata sicurezza alimentare”. Lo sostiene Confagricoltura commentando i dati della Relazione annuale al Piano Nazionale Integrato (PNI) per il 2012, che fornisce un panorama completo delle attività svolte da tutte le componenti del sistema dei controlli ufficiali, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi generali della legislazione alimentare. Solo il 3,7% delle irregolarità su scala nazionale – osserva Confagricoltura – è riferibile alla produzione primaria e, di esse, solo lo 0,24% è causato da problemi di sicurezza alimentare dei prodotti. La maggior parte delle irregolarità sono dovute a carenze di natura amministrativa. Anche i dati riferiti alla presenza dei residui di agro farmaci nei prodotti ortofrutticoli devono rassicurare i consumatori. Infatti, ben il 99,5% dei campioni di ortofrutticoli sono risultati in regola, così come i prodotti di origine animale che sono risultati regolari per oltre il 99%. “Se si confrontano i dati relativi al 2011 con quelli degli anni precedenti, risulta evidente - sottolinea Confagricoltura - come la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli abbia subito un progressivo decremento, più incisivo negli ultimi dieci anni, passando da 5,6% del 1993 a 0,5% del 2011. Risultati superiori alla media di campioni irregolari europea che è del 2,6% (contro lo 0,5% italiano). Tale risultato positivo è attribuibile alle attività di controllo dello Stato e ad una sempre maggiore consapevolezza degli operatori agricoli nell’impiego dei prodotti fitosanitari e medicinali animali”. Una parte dei prodotti esaminati sono di origine biologica. Su un totale di 397 campioni di frutta, ortaggi, cereali, olio, vino , baby food, e altri prodotti, solo 1 ha presentato residui al di sopra dei limiti stabiliti dal Regolamento CE 396/2005.
“L’agricoltura italiana fornisce prodotti di alta qualità e di elevata sicurezza alimentare”. Lo sostiene Confagricoltura commentando i dati della Relazione annuale al Piano Nazionale Integrato (PNI) per il 2012, che fornisce un panorama completo delle attività svolte da tutte le componenti del sistema dei controlli ufficiali, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi generali della legislazione alimentare. Solo il 3,7% delle irregolarità su scala nazionale – osserva Confagricoltura – è riferibile alla produzione primaria e, di esse, solo lo 0,24% è causato da problemi di sicurezza alimentare dei prodotti. La maggior parte delle irregolarità sono dovute a carenze di natura amministrativa. Anche i dati riferiti alla presenza dei residui di agro farmaci nei prodotti ortofrutticoli devono rassicurare i consumatori. Infatti, ben il 99,5% dei campioni di ortofrutticoli sono risultati in regola, così come i prodotti di origine animale che sono risultati regolari per oltre il 99%. “Se si confrontano i dati relativi al 2011 con quelli degli anni precedenti, risulta evidente - sottolinea Confagricoltura - come la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli abbia subito un progressivo decremento, più incisivo negli ultimi dieci anni, passando da 5,6% del 1993 a 0,5% del 2011. Risultati superiori alla media di campioni irregolari europea che è del 2,6% (contro lo 0,5% italiano). Tale risultato positivo è attribuibile alle attività di controllo dello Stato e ad una sempre maggiore consapevolezza degli operatori agricoli nell’impiego dei prodotti fitosanitari e medicinali animali”. Una parte dei prodotti esaminati sono di origine biologica. Su un totale di 397 campioni di frutta, ortaggi, cereali, olio, vino , baby food, e altri prodotti, solo 1 ha presentato residui al di sopra dei limiti stabiliti dal Regolamento CE 396/2005.
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mercoledì 18 luglio 2012
CATANIA: SMANTELLATO TRAFFICO DI AGROFARMACI ILLEGALI
Fonte: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
“Tutelare le nostre produzioni agroalimentari è una priorità assoluta di questo Governo, che incardina la propria azione sul rispetto della legalità. Proprio in questo ambito il costante presidio, controllo e contrasto operati dal Nucleo Antifrodi Carabinieri rappresentano una garanzia per salvaguardare la sicurezza dei nostri prodotti e l’immagine dell’Italia. Mi congratulo quindi con tutti gli uomini impegnati anche in questa importante operazione che ha consentito di stroncare un’organizzazione criminale, dedita alla produzione e commercializzazione abusiva di agrofarmaci”. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha così commentato l’esito di indagini condotte dal Nucleo Antifrodi del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole e Alimentari, in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata, che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.i.p. presso il Tribunale di Napoli a carico di 24 persone, 7 delle quali sottoposte ad arresti con custodia in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 6 all’obbligo di dimora. Le indagini hanno portato al sequestro di oltre 140 tonnellate di agrofarmaci (formulati e sostanze attive), per un giro d’affari stimato in oltre 2.000.000 di euro solo nell’ultimo anno. I soggetti coinvolti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere, contraffazione di prodotti industriali, ricettazione, riciclaggio e abusiva commercializzazione di agrofarmaci. L’inchiesta, che nasce nell’ambito di alcuni controlli sulla tracciabilità dei prodotti biologici, ha evidenziato una fitta rete di commercializzazione illegale di prodotti fitosanitari contraffatti e/o di provenienza furtiva - irregolari, riconducibile ad un gruppo criminale ben organizzato e strutturato su una rete commerciale internazionale e nazionale che ha approvvigionato ingenti quantitativi di “sostanze attive”, in parte non commercializzabili in Italia ed in alcuni casi in tutta Europa, utilizzate per confezionare “formulati” contraffatti nella forma (recipienti, etichette, chiusure) e nel contenuto. L’indagine ha evidenziato, tra l’altro, l’intenzione dell’organizzazione di intraprendere un’attività di importazione anche dalla Cina. In particolare la struttura criminale agiva su tre livelli: il primo riguardava il procacciamento delle “materie prime” (formulati, sostanze, contenitori, etichette false) anche mediante importazione di sostanze attive provenienti dall’estero, alcune delle quali vietate in Italia; il secondo provvedeva alla trasformazione delle sostanze nei prodotti finali; il terzo era costituito da commercianti-acquirenti che acquisivano il prodotto con un prezzo ribassato dal 20 al 50% rispetto ai prodotti originali, senza garanzie qualitative.
“Tutelare le nostre produzioni agroalimentari è una priorità assoluta di questo Governo, che incardina la propria azione sul rispetto della legalità. Proprio in questo ambito il costante presidio, controllo e contrasto operati dal Nucleo Antifrodi Carabinieri rappresentano una garanzia per salvaguardare la sicurezza dei nostri prodotti e l’immagine dell’Italia. Mi congratulo quindi con tutti gli uomini impegnati anche in questa importante operazione che ha consentito di stroncare un’organizzazione criminale, dedita alla produzione e commercializzazione abusiva di agrofarmaci”. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha così commentato l’esito di indagini condotte dal Nucleo Antifrodi del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole e Alimentari, in collaborazione con il Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata, che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal G.i.p. presso il Tribunale di Napoli a carico di 24 persone, 7 delle quali sottoposte ad arresti con custodia in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 6 all’obbligo di dimora. Le indagini hanno portato al sequestro di oltre 140 tonnellate di agrofarmaci (formulati e sostanze attive), per un giro d’affari stimato in oltre 2.000.000 di euro solo nell’ultimo anno. I soggetti coinvolti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere, contraffazione di prodotti industriali, ricettazione, riciclaggio e abusiva commercializzazione di agrofarmaci. L’inchiesta, che nasce nell’ambito di alcuni controlli sulla tracciabilità dei prodotti biologici, ha evidenziato una fitta rete di commercializzazione illegale di prodotti fitosanitari contraffatti e/o di provenienza furtiva - irregolari, riconducibile ad un gruppo criminale ben organizzato e strutturato su una rete commerciale internazionale e nazionale che ha approvvigionato ingenti quantitativi di “sostanze attive”, in parte non commercializzabili in Italia ed in alcuni casi in tutta Europa, utilizzate per confezionare “formulati” contraffatti nella forma (recipienti, etichette, chiusure) e nel contenuto. L’indagine ha evidenziato, tra l’altro, l’intenzione dell’organizzazione di intraprendere un’attività di importazione anche dalla Cina. In particolare la struttura criminale agiva su tre livelli: il primo riguardava il procacciamento delle “materie prime” (formulati, sostanze, contenitori, etichette false) anche mediante importazione di sostanze attive provenienti dall’estero, alcune delle quali vietate in Italia; il secondo provvedeva alla trasformazione delle sostanze nei prodotti finali; il terzo era costituito da commercianti-acquirenti che acquisivano il prodotto con un prezzo ribassato dal 20 al 50% rispetto ai prodotti originali, senza garanzie qualitative.
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