Fonte: Confagricoltura
“Un accesso al credito più facile e prodotti creditizi più innovativi. E’ quanto chiedono oggi al sistema bancario le giovani imprese agricole”. Lo ha ribadito oggi il presidente dei giovani imprenditori di Confagricoltura, Nicola Motolese, nel corso dell’incontro con il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, sul tema dell’accesso al credito, il terzo di una serie di appuntamenti con le organizzazioni giovanili delle principali associazioni di categoria.
“Le aziende agricole condotte da giovani - ha detto il presidente dell’Anga - rappresentano oggi le imprese più competitive e virtuose, ovvero quelle che crescono, investono, creano occupazione e che quindi si rivolgono maggiormente al credito”.
Uno dei problemi più sentiti è quello dei sistemi di valutazione. “Ad allontanare molte banche dal nostro comparto – ha spiegato Motolese – c’è stata spesso l’oggettiva difficoltà ad apprezzare in maniera adeguata la capacità di credito dei clienti. Pochissime banche, fra l’altro in maniera ancora non completa, hanno ad oggi approntato sistemi di rating interni validi per l’agricoltura. E questo non facilita certo il finanziamento delle aziende agricole in fase di start-up, come quelle dei giovani imprenditori”.
Un altro problema è quello dell’offerta di prodotti creditizi per il settore, assolutamente poco innovativi. “Sostanzialmente - ha sottolineato il presidente dei giovani di Confagricoltura - le tipologie di finanziamento offerte oggi dalle banche sono quelle previste dalla normativa sul credito agrario del 1928. Quello che invece le imprese chiedono è un prodotto creditizio più specializzato, con l’utilizzo di mezzi e strumenti di concessione più innovativi, che rispondano veramente alle esigenze delle aziende, che ormai vanno oltre la trasformazione, commercializzazione e internazionalizzazione dei prodotti agricoli, zootecnici, coinvolgendo sempre di più operazioni legate al territorio, all’ambiente, all’energia e al tempo libero”.
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martedì 4 dicembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
LAVORO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “L’AGRICOLTURA E’ STRUMENTO DI CRESCITA PER IL PAESE”
Fonte: Confagricoltura
“Il nostro impegno è diretto a far comprendere cos’è l’agricoltura veramente e come vada considerata strumento di crescita per il Paese. Bisogna affermare il modello di un settore che crea valore”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura nel suo intervento finale al convegno su “Lavoro, occupazione, produttività”. “Molti – ha aggiunto Mario Guidi - mi chiedono come mai l’agricoltura sia anticiclica. Perché, nonostante la crisi e le difficoltà delle nostre aziende (che soffrono anch’esse per gli aumenti dei costi produttivi ed i consumi fermi, la pressione fiscale, la burocrazia), è un settore che mostra segnali di vitalità, ha la capacità di investire, di allargare l’operatività aziendale, di internazionalizzare e di innovare, che riesce a cogliere i segnali positivi in termini di produttività; è un settore stabile ma anche dinamico. I risultati raggiunti sono anche il frutto del buon lavoro fatto dalle parti sociali, di un modello di relazioni contrattuali che funziona”. “Siamo impegnati – ha proseguito il presidente di Confagricoltura - a rafforzare l’occupazione nella produttività, la stabilità è strettamente connessa all’incremento produttivo e quindi anche alla meritocrazia”. Nel corso del convegno il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera si è dichiarato favorevole alla determinazione del reddito delle imprese agricole su base catastale che verrebbe, invece, abolita dalla legge di stabilità. “Auspico che in sede di conversione in legge del decreto - ha dichiarato il ministro - accogliendo le richieste della Confagricoltura, si aggiusti il tema dell'opzione tra fiscalità legata a bilanci e redditi catastali”. Il ministro per la P.A. e la Semplificazione Filippo Patroni Griffi ha ricordato che nel Ddl “Semplifica Italia” è prevista pure la norma delle assunzioni collettive di gruppi di imprese, come ha proposto Confagricoltura. “Una modalità – ha detto - che si spiega nell’ottica di un sistema a rete del settore agricolo; auspico un iter veloce di approvazione del provvedimento”. Da parte del ministro del Lavoro Elsa Fornero è venuta la proposta di avviare da gennaio un tavolo di concertazione sul lavoro agricolo in agricoltura. Favorevole il presidente di Confagricoltura Mario Guidi: “La concertazione ha un valore se serve a crescere”.
“Il nostro impegno è diretto a far comprendere cos’è l’agricoltura veramente e come vada considerata strumento di crescita per il Paese. Bisogna affermare il modello di un settore che crea valore”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura nel suo intervento finale al convegno su “Lavoro, occupazione, produttività”. “Molti – ha aggiunto Mario Guidi - mi chiedono come mai l’agricoltura sia anticiclica. Perché, nonostante la crisi e le difficoltà delle nostre aziende (che soffrono anch’esse per gli aumenti dei costi produttivi ed i consumi fermi, la pressione fiscale, la burocrazia), è un settore che mostra segnali di vitalità, ha la capacità di investire, di allargare l’operatività aziendale, di internazionalizzare e di innovare, che riesce a cogliere i segnali positivi in termini di produttività; è un settore stabile ma anche dinamico. I risultati raggiunti sono anche il frutto del buon lavoro fatto dalle parti sociali, di un modello di relazioni contrattuali che funziona”. “Siamo impegnati – ha proseguito il presidente di Confagricoltura - a rafforzare l’occupazione nella produttività, la stabilità è strettamente connessa all’incremento produttivo e quindi anche alla meritocrazia”. Nel corso del convegno il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera si è dichiarato favorevole alla determinazione del reddito delle imprese agricole su base catastale che verrebbe, invece, abolita dalla legge di stabilità. “Auspico che in sede di conversione in legge del decreto - ha dichiarato il ministro - accogliendo le richieste della Confagricoltura, si aggiusti il tema dell'opzione tra fiscalità legata a bilanci e redditi catastali”. Il ministro per la P.A. e la Semplificazione Filippo Patroni Griffi ha ricordato che nel Ddl “Semplifica Italia” è prevista pure la norma delle assunzioni collettive di gruppi di imprese, come ha proposto Confagricoltura. “Una modalità – ha detto - che si spiega nell’ottica di un sistema a rete del settore agricolo; auspico un iter veloce di approvazione del provvedimento”. Da parte del ministro del Lavoro Elsa Fornero è venuta la proposta di avviare da gennaio un tavolo di concertazione sul lavoro agricolo in agricoltura. Favorevole il presidente di Confagricoltura Mario Guidi: “La concertazione ha un valore se serve a crescere”.
martedì 2 ottobre 2012
PARMALAT: IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA GUIDI CONDIVIDE LE PAROLE DEL MINISTRO PASSERA. “LACTALIS DEVE FORNIRE REALI SEGNALI DI VOLER VALORIZZARE IL SISTEMA LATTE ITALIANO”
Fonte: Confagricoltura
“Condivido l’amarezza del ministro Passera sulla perdita di italianità del marchio Parmalat. Non è la prima volta che marchi importanti dell’agroalimentare italiano sono stati acquisiti da gruppi stranieri. E c’è rammarico per il fatto che la nostra imprenditoria agroalimentare, in sinergia anche con altre realtà produttive nazionali, non sia spesso in grado di stare sui mercati internazionali, sostenendo l’immagine del made in Italy nel mondo.” Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, in relazione a quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico. Guidi ha quindi commentato le parole del ministro Passera sulla gestione Lactalis di Parmalat. “La proprietà - ha detto - non sembra volersi impegnare in operazioni di respiro industriale, ma in iniziative finanziarie tese a realizzare l’interesse della controllante francese. Da parte dei produttori di latte c’è preoccupazione per le incertezze che aleggiano intorno ai reali obiettivi industriali dell’attuale gestione e per le evidenti negative ripercussioni che questa situazione provoca sul collocamento del latte italiano, soprattutto in una delicata fase riflessiva di mercato che non sta premiando il nostro prodotto e che sta mettendo in difficoltà gli allevatori. Il gruppo dovrebbe dimostrare la volontà di mantenere il legame con il territorio nazionale, valorizzando e premiando il sistema latte italiano.”
“Condivido l’amarezza del ministro Passera sulla perdita di italianità del marchio Parmalat. Non è la prima volta che marchi importanti dell’agroalimentare italiano sono stati acquisiti da gruppi stranieri. E c’è rammarico per il fatto che la nostra imprenditoria agroalimentare, in sinergia anche con altre realtà produttive nazionali, non sia spesso in grado di stare sui mercati internazionali, sostenendo l’immagine del made in Italy nel mondo.” Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, in relazione a quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico. Guidi ha quindi commentato le parole del ministro Passera sulla gestione Lactalis di Parmalat. “La proprietà - ha detto - non sembra volersi impegnare in operazioni di respiro industriale, ma in iniziative finanziarie tese a realizzare l’interesse della controllante francese. Da parte dei produttori di latte c’è preoccupazione per le incertezze che aleggiano intorno ai reali obiettivi industriali dell’attuale gestione e per le evidenti negative ripercussioni che questa situazione provoca sul collocamento del latte italiano, soprattutto in una delicata fase riflessiva di mercato che non sta premiando il nostro prodotto e che sta mettendo in difficoltà gli allevatori. Il gruppo dovrebbe dimostrare la volontà di mantenere il legame con il territorio nazionale, valorizzando e premiando il sistema latte italiano.”
giovedì 27 settembre 2012
I GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA INCONTRANO I MINISTRI PASSERA E PROFUMO
Fonte: Confagricoltura
“L’istruzione scolastica oggi non risponde più alle richieste del mercato del lavoro. Per ridurre il grave scollamento tra formazione e tessuto imprenditoriale italiano, le scuole devono aprirsi alle imprese. Serve una scuola che prepari al mondo del lavoro e all’attività di impresa. L’istruzione e la formazione sono essenziali per avere una nuova classe imprenditoriale e di lavoratori, che producano valore per se stessi, ma anche per il territorio in cui vivono e lavorano”. Lo ha detto il vicepresidente nazionale dell’Anga, Alessandra Cecere, intervenendo all’incontro delle categorie imprenditoriali giovanili con i ministri dello Sviluppo economico, Corrado Passera e dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo. “Chiediamo di istituzionalizzare un rapporto costante tra scuole e imprese condotte da ‘under 40’, anche attraverso incontri a cadenze fisse. Sono soprattutto i giovani a poter più facilmente coinvolgere ed appassionare altri giovani parlando un linguaggio comune”. Per L’Anga è necessario divulgare nelle nuove generazioni una cultura d'impresa capace di far acquisire ai giovani competenze trasversali, mettendoli in grado di relazionarsi in un contesto nazionale, europeo e globale. “Per rilanciare il tessuto economico imprenditoriale occorre, però, renderlo più appetibile, puntando sulle politiche di contesto. Va messa in primo piano la tutela, sia del territorio, sia della concorrenza e della qualità - conclude il vicepresidente dei giovani di Confagricoltura -. Ma occorre intervenire anche sul ricambio generazionale, sul credito, sull’innovazione tecnologica e sulla diffusione della banda larga nei territori rurali“.
“L’istruzione scolastica oggi non risponde più alle richieste del mercato del lavoro. Per ridurre il grave scollamento tra formazione e tessuto imprenditoriale italiano, le scuole devono aprirsi alle imprese. Serve una scuola che prepari al mondo del lavoro e all’attività di impresa. L’istruzione e la formazione sono essenziali per avere una nuova classe imprenditoriale e di lavoratori, che producano valore per se stessi, ma anche per il territorio in cui vivono e lavorano”. Lo ha detto il vicepresidente nazionale dell’Anga, Alessandra Cecere, intervenendo all’incontro delle categorie imprenditoriali giovanili con i ministri dello Sviluppo economico, Corrado Passera e dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo. “Chiediamo di istituzionalizzare un rapporto costante tra scuole e imprese condotte da ‘under 40’, anche attraverso incontri a cadenze fisse. Sono soprattutto i giovani a poter più facilmente coinvolgere ed appassionare altri giovani parlando un linguaggio comune”. Per L’Anga è necessario divulgare nelle nuove generazioni una cultura d'impresa capace di far acquisire ai giovani competenze trasversali, mettendoli in grado di relazionarsi in un contesto nazionale, europeo e globale. “Per rilanciare il tessuto economico imprenditoriale occorre, però, renderlo più appetibile, puntando sulle politiche di contesto. Va messa in primo piano la tutela, sia del territorio, sia della concorrenza e della qualità - conclude il vicepresidente dei giovani di Confagricoltura -. Ma occorre intervenire anche sul ricambio generazionale, sul credito, sull’innovazione tecnologica e sulla diffusione della banda larga nei territori rurali“.
venerdì 25 novembre 2011
FONTI RINNOVABILI. GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “DARE CONTINUITA’ ALLO SVILUPPO DELLE AGROENERGIE
Fonte: Confagricoltura
«Il ministro per lo sviluppo economico e le infrastrutture Corrado Passera ha preannunciato un nuovo piano energetico nazionale e nelle prossime settimane andrà delineato pure il nuovo regime di sostegno per le fonti rinnovabili che sarà operativo dall’1 gennaio 2013. E’ l’occasione per dare continuità allo sviluppo delle agroenergie e sostenere la green economy». Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi.
«Dal 2007 - ricorda Guidi - si è andata evolvendo la normativa, dando maggiore attenzione al settore agricolo. Attualmente, grazie agli investimenti diretti delle aziende agricole, si contano circa 500 MW derivanti da biomasse e biogas agricoli e 1500 MW nel fotovoltaico, con una riduzione di emissioni di CO2 di circa 3 milioni di tonnellate».
Confagricoltura chiede al ministro Passera l’adozione di una nuova politica di incentivazione che rilanci il settore puntando con decisione sugli impianti collegati alle aziende agricole.
«Vanno consolidate le scelte strategiche per il futuro del Paese e per il raggiungimento degli obiettivi ambientali indicati dall’Europa - prosegue il presidente di Confagricoltura -. Dai nuovi indirizzi ministeriali ci attendiamo che vengono premiati e non vanificati gli sforzi fatti per l’avvio delle diverse filiere agroenergetiche».
Infine Guidi si sofferma sul dibattito sviluppatosi su food e non food: «Non deve essere un alibi per frenare un modello di sviluppo che invece ha aiutato molte aziende zootecniche a proseguire la propria attività. Ci sono tutte le condizioni per individuare adeguate soluzioni, nel rispetto reciproco delle filiere agroalimentari ed agro energetiche, favorendo, allo stesso tempo, un maggior utilizzo di sottoprodotti e biomasse di integrazione».
«Il ministro per lo sviluppo economico e le infrastrutture Corrado Passera ha preannunciato un nuovo piano energetico nazionale e nelle prossime settimane andrà delineato pure il nuovo regime di sostegno per le fonti rinnovabili che sarà operativo dall’1 gennaio 2013. E’ l’occasione per dare continuità allo sviluppo delle agroenergie e sostenere la green economy». Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi.
«Dal 2007 - ricorda Guidi - si è andata evolvendo la normativa, dando maggiore attenzione al settore agricolo. Attualmente, grazie agli investimenti diretti delle aziende agricole, si contano circa 500 MW derivanti da biomasse e biogas agricoli e 1500 MW nel fotovoltaico, con una riduzione di emissioni di CO2 di circa 3 milioni di tonnellate».
Confagricoltura chiede al ministro Passera l’adozione di una nuova politica di incentivazione che rilanci il settore puntando con decisione sugli impianti collegati alle aziende agricole.
«Vanno consolidate le scelte strategiche per il futuro del Paese e per il raggiungimento degli obiettivi ambientali indicati dall’Europa - prosegue il presidente di Confagricoltura -. Dai nuovi indirizzi ministeriali ci attendiamo che vengono premiati e non vanificati gli sforzi fatti per l’avvio delle diverse filiere agroenergetiche».
Infine Guidi si sofferma sul dibattito sviluppatosi su food e non food: «Non deve essere un alibi per frenare un modello di sviluppo che invece ha aiutato molte aziende zootecniche a proseguire la propria attività. Ci sono tutte le condizioni per individuare adeguate soluzioni, nel rispetto reciproco delle filiere agroalimentari ed agro energetiche, favorendo, allo stesso tempo, un maggior utilizzo di sottoprodotti e biomasse di integrazione».
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