Da sinistra, il presidente Ferrari, le vicepresidenti Martelli e Saviotti e il segretario Cavallo.
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mercoledì 23 dicembre 2015
OI POMODORO DA INDUSTRIA DEL NORD ITALIA IN ASSEMBLEA. ANNATA 2015 CONDOTTA NEL SEGNO DELLA TRASPARENZA APPLICATE REGOLE CONDIVISE ED EFFETTUATE VERIFICHE IN TUTTA LA FILIERA
Fonte: OI Pomodoro da Industria Nord Italia
È una filiera in salute quella dell’Organizzazione Interprofessionale del Pomodoro da Industria del Nord Italia. Una filiera che, all’interno dell’OI, dialoga, si confronta, determina regole condivise nel segno della trasparenza per il consumatore, agisce compatta per migliorare il quadro normativo in cui opera e fornisce indicazioni agli enti di ricerca per indirizzare al meglio gli studi sullo sviluppo del settore.
È emerso tutto questo durante l’assemblea dell’OI nella sede del socio Apoconerpo a Villanova di Castenaso (Bologna).
“Nel 2015 l’OI ha svolto un lavoro molto consistente nel segno della trasparenza e dell’etica che porta l’intera filiera a proporre sul mercato un prodotto di assoluta qualità – il bilancio del presidente Pier Luigi Ferrari -. Dobbiamo continuare a scommettere sulle nostre capacità”.
Durante l’assemblea si è sottolineata l’importanza di regole condivise dall’intera filiera. “Nel 2015 – ha spiegato il segretario dell’OI Maria Chiara Cavallo - sono state introdotte importanti novità in merito alla raccolta ed elaborazione dei dati produttivi come la congruità delle rese contrattate e delle superfici contrattate rispetto alle effettive e alla verifica dei pagamenti della materia prima dall’industria alle organizzazioni dei produttori. L’attività dell’OI acquisisce un ruolo sempre più fondamentale per l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi per la programmazione delle produzioni”.
“Quello delle regole condivise – ha aggiunto la vicepresidente Rossella Martelli – è stato uno degli strumenti più importanti per tenere controllata la filiera”.
Durante la campagna 2015 per conto dell’OI ha operato un organismo di controllo – composto da due tecnici super partes - che ha monitorato l’operato di tutte le imprese del Nord Italia, verificando in particolare la corretta applicazione di quanto stabilito tra industria e OP (Organizzazioni di produttori) nel contratto quadro stipulato con specifico riferimento alla valutazione della qualità della materia prima in ingresso agli stabilimenti riscontrando una sostanziale conformità dei processi di valutazione rispetto a quanto stipulato dal contratto quadro.
“Dal 27 luglio al 18 settembre – ha illustrato ancora Cavallo - sono stati predisposti 42 controlli in stabilimento, senza preavviso, per verificare le modalità di valutazione qualitativa e pesatura del pomodoro, il rilascio del certificato di consegna e la rilevazione del brix”.
Sul piano normativo-legislativo l’OI ha lavorato per favorire l’armonizzazione dei disciplinari tra le regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte in particolare per riuscire ad ottenere un disciplinare di produzione integrata armonizzato nei suoi contenuti per tutto il Nord Italia mentre sul piano delle politiche ambientali il grande risultato ottenuto nel 2015 è rappresentato dal fatto che la filiera dell’OI è la prima filiera agroalimentare ad avere effettuato – nell’ambito del progetto Life Prefer condotto da Lombardia ed Emilia-Romagna - uno studio di Pef (Product Environmental Footprint), ossia ad aver calcolato l’impronta ambientale prodotta come intera filiera – tramite la valutazione di 14 parametri ambientali - per la produzione di 1 kg di concentrato, di polpa e di passata.
Ma l’OI guarda anche al futuro. “È operativo un gruppo progettualità – ha concluso la vicepresidente Bruna Saviotti – che ha promosso incontri tra i soggetti economici della filiera, organizzazioni di produttori e industrie di trasformazione, per determinare le necessità di sperimentazione in base alle quali confrontarsi con i centri specializzati nella ricerca”.
Da sinistra, il presidente Ferrari, le vicepresidenti Martelli e Saviotti e il segretario Cavallo.
Da sinistra, il presidente Ferrari, le vicepresidenti Martelli e Saviotti e il segretario Cavallo.
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martedì 17 febbraio 2015
OI POMODORO DA INDUSTRIA DEL NORD ITALIA - CAMPAGNA 2015: CONSEGNA DEI CONTRATTI ENTRO IL 4 MARZO. NOTIZIE POSITIVE DALLA VERIFICA DEI PAGAMENTI 2014
Fonte: Ufficio Stampa OI Pomodoro da Industria Nord Italia
Dovranno essere consegnati entro il 4 marzo i contratti stipulati per la campagna 2015 del pomodoro da industria del Nord Italia. Questa la decisone presa dal comitato di coordinamento dell’Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia a seguito del raggiungimento dell’accordo che porterà alla firma del Contratto quadro d’area per il Nord Italia da parte dei rappresentanti della componente agricola e della componente industriale. Come previsto dalle regole condivise dell’Oi, infatti, la data di consegna dei contratti è stata fissata dopo tre settimane dal raggiungimento dell’Accordo d’Area dello scorso 11 febbraio. “Ringrazio le parti coinvolte – ha dichiarato in apertura di comitato Pier Luigi Ferrari, presidente dell’Oi, organizzazione che non partecipa alla contrattazione tra le parti – perché si è arrivati all’accordo in tempi utili per una corretta ed attenta programmazione dando così dimostrazione di un sistema fortemente coeso. Il perseguimento del bene dell’intera filiera non deve mai venire meno, a maggior ragione in un’annata così importante come il 2015 contraddistinta dal rilevante appuntamento dell’Expo. Il raggiungimento dell’accordo determina, di fatto, l’avvio della campagna 2015 che si svolgerà nell’ambito dell’applicazione delle regole condivise al fine di favorire la piena trasparenza dei rapporti fra le parti. In particolare l’Oi sarà protagonista di quella rilevante attività di verifica della conformità dei singoli contratti al Contratto Quadro d’Area in modo che vi sia una precisa corrispondenza tra gli impegni assunti in fase di contrattazione e i singoli contratti stipulati fra Op e imprese di trasformazione. L’Oi quest’anno come novità effettuerà anche la verifica della congruità dei contratti depositati, ovvero la coerenza fra rese contrattate e rese storiche delle Op e fra quantità contrattate e capacità storica di lavorazione delle aziende di trasformazione”. Tra le note positive emerse nella seduta del comitato anche quella riguardante la verifica dei pagamenti della materia prima relativamente alla campagna 2014 all’interno della filiera. “A seguito delle comunicazioni giunte dalle Op associate – ha concluso il presidente Ferrari – risulta pressoché totalmente pagato quanto dovuto dalle imprese di trasformazione alle Op per la fornitura di materia prima”.
Dovranno essere consegnati entro il 4 marzo i contratti stipulati per la campagna 2015 del pomodoro da industria del Nord Italia. Questa la decisone presa dal comitato di coordinamento dell’Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia a seguito del raggiungimento dell’accordo che porterà alla firma del Contratto quadro d’area per il Nord Italia da parte dei rappresentanti della componente agricola e della componente industriale. Come previsto dalle regole condivise dell’Oi, infatti, la data di consegna dei contratti è stata fissata dopo tre settimane dal raggiungimento dell’Accordo d’Area dello scorso 11 febbraio. “Ringrazio le parti coinvolte – ha dichiarato in apertura di comitato Pier Luigi Ferrari, presidente dell’Oi, organizzazione che non partecipa alla contrattazione tra le parti – perché si è arrivati all’accordo in tempi utili per una corretta ed attenta programmazione dando così dimostrazione di un sistema fortemente coeso. Il perseguimento del bene dell’intera filiera non deve mai venire meno, a maggior ragione in un’annata così importante come il 2015 contraddistinta dal rilevante appuntamento dell’Expo. Il raggiungimento dell’accordo determina, di fatto, l’avvio della campagna 2015 che si svolgerà nell’ambito dell’applicazione delle regole condivise al fine di favorire la piena trasparenza dei rapporti fra le parti. In particolare l’Oi sarà protagonista di quella rilevante attività di verifica della conformità dei singoli contratti al Contratto Quadro d’Area in modo che vi sia una precisa corrispondenza tra gli impegni assunti in fase di contrattazione e i singoli contratti stipulati fra Op e imprese di trasformazione. L’Oi quest’anno come novità effettuerà anche la verifica della congruità dei contratti depositati, ovvero la coerenza fra rese contrattate e rese storiche delle Op e fra quantità contrattate e capacità storica di lavorazione delle aziende di trasformazione”. Tra le note positive emerse nella seduta del comitato anche quella riguardante la verifica dei pagamenti della materia prima relativamente alla campagna 2014 all’interno della filiera. “A seguito delle comunicazioni giunte dalle Op associate – ha concluso il presidente Ferrari – risulta pressoché totalmente pagato quanto dovuto dalle imprese di trasformazione alle Op per la fornitura di materia prima”.
giovedì 4 dicembre 2014
OI POMODORO DA INDUSTRIA NORD ITALIA: APPROVATE LE REGOLE CONDIVISE PER UNA FILIERA PIÙ TRASPARENTE ED EFFICIENTE
Fonte: Ufficio Stampa OI Pomodoro da Industria Nord Italia
ELABORATI I DATI SUI PRODOTTI FINITI: SI CONFERMA UNO SPOSTAMENTO DELLA TRASFORMAZIONE DI POMODORO DAL CONCENTRATO A POLPE E PASSATE
Un altro passo in avanti per rendere la filiera del pomodoro da industria del Nord Italia più efficiente e trasparente in un quadro di sostenibilità ambientale, sociale e reddituale. Risponde a queste esigenze la fondamentale approvazione da parte dell’Organizzazione Interprofessionale del Pomodoro da Industria del Nord Italia – durante l’assemblea dei soci a Gariga di Podenzano (Piacenza) - delle regole condivise che stabiliscono le tempistiche e le modalità per la contrattazione, le cessioni di materia prima, i conferimenti, le comunicazioni dei dati e le verifiche sul rispetto degli impegni presi fra le parti. “Le regole condivise – ha commentato il presidente dell’OI Pier Luigi Ferrari – sono il frutto di un intenso lavoro che va a definire le modalità dello stare insieme mettendo al centro la coesione dell’intera filiera. Il consolidamento e l’integrazione della filiera sono fondamentali per il mantenimento e il possibile incremento della competitività”. Ad illustrare i passaggi salienti delle regole condivise è stato il professor Gabriele Canali, consulente dell’Oi Pomodoro da Industria Nord Italia. "Si sono definite – ha spiegato Canali – le modalità di verifica della conformità dei contratti di fornitura del pomodoro al Contratto Quadro d’Area e soprattutto la loro congruità, cioè la coerenza fra quantitativo contrattato e capacità produttiva. Si è introdotto anche un sistema sanzionatorio da applicare in maniera graduale a seconda della gravità dell’irregolarità riscontrata rispetto alle regole condivise. In sostanza si attuerà un monitoraggio costante per tutta la campagna in modo da segnalare, in maniera tempestiva, ai soci della filiera tutti quei comportamenti non rispondenti al rispetto delle regole condivise". Durante l’assemblea sono stati presentati anche i dati relativi ai prodotti trasformati per la campagna 2014 nei 29 stabilimenti soci dell’Oi del Nord Italia. L’analisi ha messo in evidenza la tendenza allo spostamento da una trasformazione indirizzata alla produzione di concentrato verso i prodotti a più basso residuo (polpe e passate in primis). Questo fattore, sommato a quello delle basse rese di trasformazione conseguenza del basso residuo del pomodoro, fa emergere un quantitativo di concentrato disponibile praticamente equivalente a quello del 2013, quando si era avuta una forte diminuzione produttiva rispetto all’anno precedente. Il concentrato, il prodotto più direttamente influenzato dalla concorrenza mondiale, non registra pertanto un aumento rispetto ai quantitativi molto bassi dello scorso anno. Sul piano normativo si è concluso l’iter per il rinnovato riconoscimento dell’Oi, svolto dalla regione Emilia Romagna ai sensi dei contenuti del nuovo regolamento europeo 1308 del 2013 che ha riscritto, in ambito comunitario, le normative relative alle Op e alle Oi e che assegna un importante ruolo alle Oi nell’ambito della nuova Pac. Inoltre è stata accolta la richiesta di adesione all’Oi di un nuovo socio: l’Op Asport. In chiave futura l’impegno principale è legato all’Expo 2015. “Il tema del Made in Italy e del legame della nostra produzione di pomodoro con il territorio – ha dichiarato Ferrari – devono essere al centro dell’impegno dell’Oi in vista dell’Expo, un appuntamento durante il quale anche il pomodoro deve essere protagonista”.
ELABORATI I DATI SUI PRODOTTI FINITI: SI CONFERMA UNO SPOSTAMENTO DELLA TRASFORMAZIONE DI POMODORO DAL CONCENTRATO A POLPE E PASSATE
Un altro passo in avanti per rendere la filiera del pomodoro da industria del Nord Italia più efficiente e trasparente in un quadro di sostenibilità ambientale, sociale e reddituale. Risponde a queste esigenze la fondamentale approvazione da parte dell’Organizzazione Interprofessionale del Pomodoro da Industria del Nord Italia – durante l’assemblea dei soci a Gariga di Podenzano (Piacenza) - delle regole condivise che stabiliscono le tempistiche e le modalità per la contrattazione, le cessioni di materia prima, i conferimenti, le comunicazioni dei dati e le verifiche sul rispetto degli impegni presi fra le parti. “Le regole condivise – ha commentato il presidente dell’OI Pier Luigi Ferrari – sono il frutto di un intenso lavoro che va a definire le modalità dello stare insieme mettendo al centro la coesione dell’intera filiera. Il consolidamento e l’integrazione della filiera sono fondamentali per il mantenimento e il possibile incremento della competitività”. Ad illustrare i passaggi salienti delle regole condivise è stato il professor Gabriele Canali, consulente dell’Oi Pomodoro da Industria Nord Italia. "Si sono definite – ha spiegato Canali – le modalità di verifica della conformità dei contratti di fornitura del pomodoro al Contratto Quadro d’Area e soprattutto la loro congruità, cioè la coerenza fra quantitativo contrattato e capacità produttiva. Si è introdotto anche un sistema sanzionatorio da applicare in maniera graduale a seconda della gravità dell’irregolarità riscontrata rispetto alle regole condivise. In sostanza si attuerà un monitoraggio costante per tutta la campagna in modo da segnalare, in maniera tempestiva, ai soci della filiera tutti quei comportamenti non rispondenti al rispetto delle regole condivise". Durante l’assemblea sono stati presentati anche i dati relativi ai prodotti trasformati per la campagna 2014 nei 29 stabilimenti soci dell’Oi del Nord Italia. L’analisi ha messo in evidenza la tendenza allo spostamento da una trasformazione indirizzata alla produzione di concentrato verso i prodotti a più basso residuo (polpe e passate in primis). Questo fattore, sommato a quello delle basse rese di trasformazione conseguenza del basso residuo del pomodoro, fa emergere un quantitativo di concentrato disponibile praticamente equivalente a quello del 2013, quando si era avuta una forte diminuzione produttiva rispetto all’anno precedente. Il concentrato, il prodotto più direttamente influenzato dalla concorrenza mondiale, non registra pertanto un aumento rispetto ai quantitativi molto bassi dello scorso anno. Sul piano normativo si è concluso l’iter per il rinnovato riconoscimento dell’Oi, svolto dalla regione Emilia Romagna ai sensi dei contenuti del nuovo regolamento europeo 1308 del 2013 che ha riscritto, in ambito comunitario, le normative relative alle Op e alle Oi e che assegna un importante ruolo alle Oi nell’ambito della nuova Pac. Inoltre è stata accolta la richiesta di adesione all’Oi di un nuovo socio: l’Op Asport. In chiave futura l’impegno principale è legato all’Expo 2015. “Il tema del Made in Italy e del legame della nostra produzione di pomodoro con il territorio – ha dichiarato Ferrari – devono essere al centro dell’impegno dell’Oi in vista dell’Expo, un appuntamento durante il quale anche il pomodoro deve essere protagonista”.
giovedì 2 ottobre 2014
CONFAGRICOLTURA EMILIA ROMAGNA ALL’OI POMODORO DA INDUSTRIA NORD ITALIA: “PRESTO UN TAVOLO DI CONFRONTO, LA FILIERA DEVE ESSERE UNITA E FARE SISTEMA.
Bologna, 2 ottobre 2014 – In queste giornate di chiusura della campagna del pomodoro da industria 2014, si raccolgono i cocci di un’annata davvero critica. A soffrire è tutta la filiera ma i produttori sono purtroppo i più penalizzati, dal maltempo, dall’innalzamento dei costi di produzione e dal calo delle rese medie. Risultato: il prezzo fissato con l’Industria a 92 euro a tonnellata - oggi ancorato a una tabella di parametri qualitativi troppo distorsiva e poco oggettiva - ha portato in realtà nelle tasche degli agricoltori meno di 80 euro, con punte negative anche al di sotto dei 70 e quindi del costo di produzione. Unica magra consolazione, il premio di 1 €/t per aver raggiunto l’obiettivo di programmazione e per non aver superato i 2,4 milioni di tonnellate a livello di Area Nord.
lunedì 8 settembre 2014
CAMPAGNA 2014: CONSEGNATO IL 58,55% DEL POMODORO CONTRATTATO SI E’ LAVORATO INTENSAMENTE NELL’ULTIMA SETTIMANA DI AGOSTO MA LE RESE RESTANO BASSE. INCIDE IL PERDURARE DEL MALTEMPO
Fonte: OI Pomodoro da Industria Nord Italia
L’ASSESSORE REGIONALE RABBONI OSPITE DELL’OI: “L’ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE SARA’ FONDAMENTALE PER IL FUTURO DEL POMODORO DA INDUSTRIA NEL NORD ITALIA”
Si è lavorato intensamente nel mese di agosto, specie nell’ultima settimana del mese, nell’area del pomodoro da industria del Nord Italia. I dati resi noti dall’Organizzazione Interprofessionale del Pomodoro da Industria del Nord Italia mostrano che, solo tra il 25 e il 31 agosto, è stato consegnato il 13,40% del pomodoro contrattato, un valore record davvero elevato nell’arco di una sola settimana per il territorio del Nord Italia che ha permesso a fine mese di raggiungere la quota complessiva del 58,55% di pomodoro consegnato rispetto a quanto contrattato. Resta il problema delle basse rese di trasformazione con un brix medio ponderato del 4,59, in calo rispetto al dato della media triennale del medesimo periodo di 4,97, per cui, a parità di materia prima consegnata, si ottiene in media circa un 10% in meno di prodotti finiti rispetto agli standard. “La campagna 2014 – commenta l’Oi – è stata condizionata negativamente dal maltempo e, in particolare, delle continue e abbondanti piogge succedutesi per tutta l’estate. Nonostante fosse iniziata con i migliori auspici - con una contrattazione anticipata e con una programmazione delle superfici in risposta al fabbisogno delle imprese di trasformazione del territorio nonché con un buon clima nel periodo dei trapianti – la campagna è stata contraddistinta da diverse difficoltà agronomiche che i produttori si sono trovati a fronteggiare in campo, al fine di garantire la raccolta di un prodotto di qualità nel rispetto della produzione integrata. Continua l’impegno delle Organizzazioni di produttori per garantire le consegne alle imprese di trasformazione nei tempi programmati e nel rispetto dei contratti stipulati, ma vista la situazione attuale sembra lontano il raggiungimento dell’obiettivo della trasformazione di 2,4 milioni di tonnellate. Le problematiche della campagna 2014 stanno comportando difficoltà sia al comparto della produzione che della trasformazione e le condizioni meteo dei primi giorni di settembre, ancora contraddistinti dal maltempo, non hanno permesso un miglioramento generale della situazione”.
Il messaggio di Rabboni: “Oi fondamentale per il futuro del pomodoro”
In occasione dell’ultimo comitato di coordinamento con l’aggiornamento sui dati e sull’andamento della campagna 2014 l’Oi Pomodoro da Industria del Nord Italia ha ospitato l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni al quale il presidente dell’Oi Pier Luigi Ferrari ha consegnato una targa come forma di ringraziamento per l’impegno da sempre dimostrato per la filiera del pomodoro, anche da parte di tutta la struttura dell’assessorato regionale dell’Emilia-Romagna che ha promosso forme di aggregazione e integrazione e strumenti per la competitività per le filiere agroalimentari. Proprio Rabboni ha evidenziato l’importante ruolo che assumerà sempre di più l’Oi, a seguito delle decisioni prese con la nuova Pac, per garantire il futuro del pomodoro da industria nel Nord Italia. “Nell’ambito della definizione degli aiuti accoppiati - ha dichiarato Rabboni – al pomodoro da industria sono stati assegnati solo 11.245.000 euro/annui, ossia circa 160 euro ad ettaro: una cifra non alta. Il pomodoro da industria meritava certamente di più. Si sarebbe dovuto tenere conto dei differenti costi di produzione che si sostengono in Italia rispetto agli altri paesi europei dove l’aiuto accoppiato è stato adottato con importi decisamente più significativi. L’Emilia Romagna ha guidato la cordata a sostegno del pomodoro da industria. Sarà dunque fondamentale da parte dell’Oi strutturare, con le altre regioni in cui si produce pomodoro da industria nel Nord Italia, un’azione da mettere in campo nel 2017, quando è prevista la verifica degli impegni assunti in merito agli aiuti accoppiati sulla base dell’andamento dei mercati, presentando dati a sostegno di un necessario adeguamento degli importi degli aiuti per il pomodoro”. Le note positive arrivano dai nuovi regolamenti europei per Op, Aop e Oi che rafforzano il ruolo di queste tre forme di aggregazione. “A breve gli stati membri – ha aggiunto Rabboni – dovranno decidere se le Oi istituite con legislazione nazionale potranno essere considerate omologhe di quelle previste con legislazione europea. L’Italia non ha ancora preso decisioni in merito, nel frattempo come Regione abbiamo già predisposto il provvedimento per l’omologazione delle Oi nate con legislazione regionale, tra cui quella del pomodoro da industria del Nord Italia che rimarrà a tutti gli effetti riconosciuta a livello europeo”. Infine l’assessore si è soffermato sul Psr, in attesa dell’approvazione definitiva di Bruxelles e della firma dell’accordo di partenariato tra Ue ed Italia per monitorare l’uso delle risorse. “Il Psr – ha concluso Rabboni - per la prima volta riconosce il ruolo dell’Oi e la individua come beneficiario diretto di alcune tipologie di interventi e finanziamenti così come beneficiario indiretto visto che si riconosce, nella presentazione di un progetto, una posizione prioritaria alle imprese che fanno parte di un’Oi. Sul fronte dei benefici diretti figurano gli ambiti della ricerca per innovazione in termini di competitività e di sostenibilità ambientale della filiera. L’Oi potrà creare un gruppo operativo per l’innovazione sul pomodoro, anche su scala interregionale, mettendo insieme imprese, centri di ricerca ed università. Altro campo di finanziamenti diretti all’Oi riguarda il supporto alla filiera con osservatori, analisi economica, raccolta informazioni, conoscenza del potenziale produttivo, analisi di mercato, ricerca di nuovi mercati, organizzazione logistica, supporti informativi e informatici, sistemi di autocontrollo, animazione della relazione tra componenti della filiera, definizione di regole condivise, supporto per educazione ambientale, alimentare e sostenibilità sociale con finanziamenti sino al 70% degli importi ammessi da 50mila a 200mila euro. Servirà certamente un’azione coordinata per sfruttare al meglio queste opportunità a favore del comparto del pomodoro da industria”.
L’ASSESSORE REGIONALE RABBONI OSPITE DELL’OI: “L’ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE SARA’ FONDAMENTALE PER IL FUTURO DEL POMODORO DA INDUSTRIA NEL NORD ITALIA”
Si è lavorato intensamente nel mese di agosto, specie nell’ultima settimana del mese, nell’area del pomodoro da industria del Nord Italia. I dati resi noti dall’Organizzazione Interprofessionale del Pomodoro da Industria del Nord Italia mostrano che, solo tra il 25 e il 31 agosto, è stato consegnato il 13,40% del pomodoro contrattato, un valore record davvero elevato nell’arco di una sola settimana per il territorio del Nord Italia che ha permesso a fine mese di raggiungere la quota complessiva del 58,55% di pomodoro consegnato rispetto a quanto contrattato. Resta il problema delle basse rese di trasformazione con un brix medio ponderato del 4,59, in calo rispetto al dato della media triennale del medesimo periodo di 4,97, per cui, a parità di materia prima consegnata, si ottiene in media circa un 10% in meno di prodotti finiti rispetto agli standard. “La campagna 2014 – commenta l’Oi – è stata condizionata negativamente dal maltempo e, in particolare, delle continue e abbondanti piogge succedutesi per tutta l’estate. Nonostante fosse iniziata con i migliori auspici - con una contrattazione anticipata e con una programmazione delle superfici in risposta al fabbisogno delle imprese di trasformazione del territorio nonché con un buon clima nel periodo dei trapianti – la campagna è stata contraddistinta da diverse difficoltà agronomiche che i produttori si sono trovati a fronteggiare in campo, al fine di garantire la raccolta di un prodotto di qualità nel rispetto della produzione integrata. Continua l’impegno delle Organizzazioni di produttori per garantire le consegne alle imprese di trasformazione nei tempi programmati e nel rispetto dei contratti stipulati, ma vista la situazione attuale sembra lontano il raggiungimento dell’obiettivo della trasformazione di 2,4 milioni di tonnellate. Le problematiche della campagna 2014 stanno comportando difficoltà sia al comparto della produzione che della trasformazione e le condizioni meteo dei primi giorni di settembre, ancora contraddistinti dal maltempo, non hanno permesso un miglioramento generale della situazione”.
Il messaggio di Rabboni: “Oi fondamentale per il futuro del pomodoro”
In occasione dell’ultimo comitato di coordinamento con l’aggiornamento sui dati e sull’andamento della campagna 2014 l’Oi Pomodoro da Industria del Nord Italia ha ospitato l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni al quale il presidente dell’Oi Pier Luigi Ferrari ha consegnato una targa come forma di ringraziamento per l’impegno da sempre dimostrato per la filiera del pomodoro, anche da parte di tutta la struttura dell’assessorato regionale dell’Emilia-Romagna che ha promosso forme di aggregazione e integrazione e strumenti per la competitività per le filiere agroalimentari. Proprio Rabboni ha evidenziato l’importante ruolo che assumerà sempre di più l’Oi, a seguito delle decisioni prese con la nuova Pac, per garantire il futuro del pomodoro da industria nel Nord Italia. “Nell’ambito della definizione degli aiuti accoppiati - ha dichiarato Rabboni – al pomodoro da industria sono stati assegnati solo 11.245.000 euro/annui, ossia circa 160 euro ad ettaro: una cifra non alta. Il pomodoro da industria meritava certamente di più. Si sarebbe dovuto tenere conto dei differenti costi di produzione che si sostengono in Italia rispetto agli altri paesi europei dove l’aiuto accoppiato è stato adottato con importi decisamente più significativi. L’Emilia Romagna ha guidato la cordata a sostegno del pomodoro da industria. Sarà dunque fondamentale da parte dell’Oi strutturare, con le altre regioni in cui si produce pomodoro da industria nel Nord Italia, un’azione da mettere in campo nel 2017, quando è prevista la verifica degli impegni assunti in merito agli aiuti accoppiati sulla base dell’andamento dei mercati, presentando dati a sostegno di un necessario adeguamento degli importi degli aiuti per il pomodoro”. Le note positive arrivano dai nuovi regolamenti europei per Op, Aop e Oi che rafforzano il ruolo di queste tre forme di aggregazione. “A breve gli stati membri – ha aggiunto Rabboni – dovranno decidere se le Oi istituite con legislazione nazionale potranno essere considerate omologhe di quelle previste con legislazione europea. L’Italia non ha ancora preso decisioni in merito, nel frattempo come Regione abbiamo già predisposto il provvedimento per l’omologazione delle Oi nate con legislazione regionale, tra cui quella del pomodoro da industria del Nord Italia che rimarrà a tutti gli effetti riconosciuta a livello europeo”. Infine l’assessore si è soffermato sul Psr, in attesa dell’approvazione definitiva di Bruxelles e della firma dell’accordo di partenariato tra Ue ed Italia per monitorare l’uso delle risorse. “Il Psr – ha concluso Rabboni - per la prima volta riconosce il ruolo dell’Oi e la individua come beneficiario diretto di alcune tipologie di interventi e finanziamenti così come beneficiario indiretto visto che si riconosce, nella presentazione di un progetto, una posizione prioritaria alle imprese che fanno parte di un’Oi. Sul fronte dei benefici diretti figurano gli ambiti della ricerca per innovazione in termini di competitività e di sostenibilità ambientale della filiera. L’Oi potrà creare un gruppo operativo per l’innovazione sul pomodoro, anche su scala interregionale, mettendo insieme imprese, centri di ricerca ed università. Altro campo di finanziamenti diretti all’Oi riguarda il supporto alla filiera con osservatori, analisi economica, raccolta informazioni, conoscenza del potenziale produttivo, analisi di mercato, ricerca di nuovi mercati, organizzazione logistica, supporti informativi e informatici, sistemi di autocontrollo, animazione della relazione tra componenti della filiera, definizione di regole condivise, supporto per educazione ambientale, alimentare e sostenibilità sociale con finanziamenti sino al 70% degli importi ammessi da 50mila a 200mila euro. Servirà certamente un’azione coordinata per sfruttare al meglio queste opportunità a favore del comparto del pomodoro da industria”.
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