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giovedì 17 dicembre 2015

COLDIRETTI: LA SPESA PER LA TAVOLA E’ LA PRIMA VOCE DI SPESA QUEST’ANNO A NATALE. 4,3 MILIARDI PER L’AGROALIMENTARE

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Secondo la ricerca Coldiretti/IXE’, la spesa per cibi e bevande si attesta al 34%, precedendo regali ed abbigliamento. Gulinelli “importante fare acquisti nel territorio per sostenere l’economia locale e le piccole imprese”.

L’agroalimentare con regali enogastronomici, pranzi e cenoni è quest’anno la voce piu’ pesante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,3 miliardi di euro, il 6% per cento in piu’ dello scorso anno. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè “Il Natale sulle tavole degli italiani”, presentata all’Assemblea nazionale, dalla quale si evidenzia che la quota della spesa per il cibo risulta pari ad oltre un terzo del budget totale delle feste. Se la spesa per cibi e bevande rappresenta il 34%, al secondo posto secondo Coldiretti/ixe’ si piazzano i regali con il 23%, seguiti dall’abbigliamento con il 17% mentre al divertimento è destinato il 15% e ai viaggi e vacanze appena l’11%. Anche per effetto dei recenti fatti di cronaca - precisa la Coldiretti - gli italiani quest’anno preferiscono scambiarsi i regali e avere una buona cena a casa piuttosto che lanciarsi in lunghi viaggi o andare al cinema, a teatro, ai concerti o nelle discoteche. Gustare insieme pranzi e cenoni o fare gustosi regali a parenti e amici è una scelta gratificante per gli italiani che qualificano pero’ le proprie scelte di acquisto con una netta preferenza verso i prodotti locali e Made in Italy. Si assiste - afferma la Coldiretti - a una fortissima attrazione verso la riscoperta del legame con i prodotti del territorio e secondo l’indagine Coldiretti/Ixè il 61 per cento degli italiani responsabili della preparazione dei pasti porterà in tavola prodotti Made in Italy, anche se c’è un buon 24 per cento che acquisterà guardando soprattutto al prezzo e alle offerte. “E’ comunque un bel segnale quello che ognuno di noi, nel fare gli acquisti per le festività natalizie – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – può dare nel preferire i prodotti del territorio, di filiera corta, da ricercare presso i punti vendita delle aziende agricole di Campagna Amica e nei mercati contadini, o presso piccoli artigiani alimentari locali. Una spesa che può aiutare molto concretamente l’economia del territorio, assicurando anche una elevata qualità dell’acquisto e la maggior sicurezza alimentare”. Nel tour de force enogastronomico di quasi due settimane gli italiani - stima la Coldiretti -faranno sparire quasi cento milioni di chili tra pandori e panettoni, cinquanta milioni di bottiglie di spumante, ventimila tonnellate di pasta, 6,5 milioni di chili tra cotechini e zamponi, 800 mila capponi, 500 mila tacchinelle e 500mila faraone lesse, farcite o cotte in forno, in gelatina o in rolle' ma anche frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci. L’andamento dei consumi di Natale - precisa la Coldiretti - condiziona il futuro di molte imprese agroalimentari e addirittura l’esistenza di interi comparti, dal pandoro al panettone, dai cotechini alle lenticchie. “Dalle scelte di Natale degli italiani dipendono anche i posti di lavoro di una parte consistente dell’economia Made in Italy”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’agricoltura e l’alimentazione sono gli elementi piu’ evidenti di distintività del Paese che possono offrire un grande contributo ad una ripresa sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute”.

LA SUDDIVISIONE DEL BUDGET DEL NATALE 2015 DELLE FAMIGLIE

Cibo e bevande 34
Abbigliamento per sé e la famiglia 17
Regali 23
Divertimento 15
Viaggi e vacanze 11
TOTALE 100 (%)

Fonte: Indagine Coldiretti/Ixè

venerdì 13 dicembre 2013

COLDIRETTI: CON CAMPAGNA AMICA ARRIVA PESCE NEI MERCATI CONTADINI DI FERRARA

Fonte: Coldiretti Ferrara  

Inizia da venerdì 13 dicembre la partecipazione ai mercati contadini del comune di Ferrara dei pescatori di Coldiretti che hanno aderito a Campagna Amica e che porteranno in città il meglio della produzione ittica ferrarese, sia di mare che di valle, dai branzini alle anguille, dai cefalialle vongole.
 Si arricchisce l’offerta dei prodotti del territorio che sarà possibile trovare nei mercati contadini di Ferrara. Da oggi, venerdì 13 dicembre, al mercato contadino di Porta Paola e anche domenica in Piazza Municipale, sarà possibile acquistare il pesce del nostro mare e delle nostre valli, garantito freschissimo dai pescatori associati a Coldiretti Pesca ed a Campagna Amica. Grazie a Luca Bellini, eclettico pescatore di Bosco Mesola, a seconda della buona sorte nella pesca, arriveranno in piazza a Ferrara branzini, orate, cefali, sogliole, seppie, ma anche anguille, pescegatti, e tutte le altre specie che sia in mare che in valle saranno pescate e preparate per la vendita nei mercati contadini. A breve arriveranno anche le pregiate e gustose vongole della nostra sacca, in modo da offrire la più ampia gamma di specie ittiche e di mitili della nostra tradizione gastronomica. Un ringraziamento particolare alla Strada dei Vini e Sapori della provincia di Ferrara, che gestisce i due mercati contadini del comune di Ferrara per la disponibilità ad accogliere tra i prodotti “di terra” anche i “prodotti di mare e d’acqua”, ampliando la gamma dei prodotti ferraresi che i consumatori potranno acquistare soprattutto in vista delle prossime festività e dei pranzi che tradizionalmente vengono preparati e che possono essere “a km zero” ed autenticamente “made in Ferrara”. Nelle prossime settimane si verificheranno le disponibilità di altri mercati e di altri pescatori per portare in tutta la provincia i prodotti della pesca.

venerdì 2 marzo 2012

COLDIRETTI: SECONDO L’ISTAT LA CRISI HA RIDOTTO CARNE, FRUTTA E PASTA SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI

Fonte: Coldiretti Ferrara

Impoverite le tavole degli italiani per effetto della flessione della spesa alimentare. Spesa più oculata, resistono i prodotti di qualità, crescono i mercati contadini.


Le tavole degli italiani si sono impoverite in quantità nel 2011 con meno carne bovina (-0,1 per cento), pasta (-0,2 per cento) carne di maiale e salumi (-0,8 per cento), ortofrutta (-1 per cento) e addirittura meno latte fresco (-2,2 per cento). E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sui conti pubblici che evidenziano una flessione particolarmente marcata nella media dell'anno della spesa per i generi alimentari (-1,3 per cento).
ll contenimento della spesa alimentare è il risultato delle strategie di acquisto messe in atto dagli italiani di fronte alla crisi. Dopo anni nel 2011 si è invertita la tendenza ed è aumentato il tempo dedicato dalla maggioranza degli italiani (55 per cento) a fare la spesa, secondo l’indagine Coldiretti-Swg. Ben il 61 per cento degli italiani ha confrontato con più attenzione i prezzi e il 59 per cento ha cercato le offerte 3 x 2 anche se - precisa la Coldiretti - è interessante verificare che ben il 43 per cento si accerta della qualità dei prodotti e una percentuale analoga verifica la provenienza.
Il 57 per cento degli italiani ha peraltro ridotto lo spreco di cibo per effetto della crisi. Tra coloro che hanno ridotto lo spreco il 47 per cento lo ha fatto - sottolinea la Coldiretti - facendo la spesa in modo più oculato, il 31 per cento riducendo le dosi acquistate, il 24 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento guardando con più attenzione alla data di scadenza.
La crisi non ha invece colpito i prodotti di qualità con quasi un italiano su tre (29 per cento) che ha acquistato regolarmente prodotti a denominazione di origine, il 14 per cento quelli biologici e il 15 per cento direttamente dal produttore, secondo l’indagine Coldiretti/Swg. La crisi non incide sul bisogno di sicurezza alimentare dei cittadini che continuano ad esprimere un forte interesse per le produzioni ad elevato contenuto salutistico, identitario e ambientale anche se - precisa la Coldiretti - esiste in realtà una polarizzazione nei comportamenti. Chi ha disponibilità di reddito ed è un consumatore attento alla qualità e alla tipicità consolida i propri stili mentre chi si trova in difficoltà è spesso costretto a rinunciare.
Infatti - continua la Coldiretti - il 25 per cento degli italiani ha aumentato nel 2011 la frequenza dei discount mentre, all’opposto, ben il 38 per cento ha ridotto la propria presenza nei negozi tradizionali, che rischiano un vero crack mentre tengono sostanzialmente i supermercati. Con un aumento record del 53 per cento però a registrare performance migliori dei discount sono solo gli acquisti diretti dal produttore dove nel 2011 hanno fatto la spesa ben 9,2 milioni di italiani che hanno tagliato le intermediazioni pur di non rinunciare alla qualita’ a tavola, secondo Coldiretti/Swg. “L’esperienza dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dimostra che, nonostante la crisi, c’è spazio per crescere con l’innovazione in un sistema distributivo ingessato da anni” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “la concorrenza ha creato migliaia di nuove occasioni di lavoro e interessanti opportunità di spesa per i cittadini che hanno premiato un modello che valorizza il Made in Italy e garantisce sicurezza, qualità e rispetto dell’ambiente al giusto prezzo”.